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	<title>Commenti a: La Restaurazione</title>
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	<pubDate>Fri, 09 Jan 2009 14:23:35 +0000</pubDate>
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		<title>Di: Marco Palasciano</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/05/16/la-restaurazione-3/#comment-29537</link>
		<dc:creator>Marco Palasciano</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Jun 2006 10:24:02 +0000</pubDate>
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		<title>Di: Marco Palasciano</title>
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		<dc:creator>Marco Palasciano</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Jun 2006 10:22:25 +0000</pubDate>
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		<description>:) Leggo con piacere (vedi link consustanziato al nome) che G. Caserza sul "Mattino" mi accosta al Gigliozzi di "Neuropa".</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>:) Leggo con piacere (vedi link consustanziato al nome) che G. Caserza sul &#8220;Mattino&#8221; mi accosta al Gigliozzi di &#8220;Neuropa&#8221;.</p>
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		<title>Di: Marco Palasciano</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/05/16/la-restaurazione-3/#comment-29535</link>
		<dc:creator>Marco Palasciano</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Jun 2006 10:03:25 +0000</pubDate>
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		<description>Con piacere leggo stamattina (vedi, qui sopra, il link consustanziato al nome) che sul Mattino, in un articolo di G. Caserza, sono stato accostato al Gigliozzi di "Neuropa" (che per combinazione giusto ieri ho finito di leggere!).</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Con piacere leggo stamattina (vedi, qui sopra, il link consustanziato al nome) che sul Mattino, in un articolo di G. Caserza, sono stato accostato al Gigliozzi di &#8220;Neuropa&#8221; (che per combinazione giusto ieri ho finito di leggere!).</p>
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		<title>Di: Marco Palasciano</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/05/16/la-restaurazione-3/#comment-29272</link>
		<dc:creator>Marco Palasciano</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Jun 2006 19:54:42 +0000</pubDate>
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		<description>Mondieu... leggo solo ora di suo zio, che vinse il Festival di Napoli: «1959. Fausto Cigliano e Teddy Reno [il brano era stato scritto per Sergio Bruni, ma fu dirottato a loro per un disguido postale] portarono al successo "Sarrà chi sà", di Roberto Murolo e Renato Forlani, un musicista che non conosceva una sola nota. Ci furono contestazioni, il pubblico invase il palcoscenico, intervenne la polizia e la manifestazione fu interrotta»... wow!!!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Mondieu&#8230; leggo solo ora di suo zio, che vinse il Festival di Napoli: «1959. Fausto Cigliano e Teddy Reno [il brano era stato scritto per Sergio Bruni, ma fu dirottato a loro per un disguido postale] portarono al successo &#8220;Sarrà chi sà&#8221;, di Roberto Murolo e Renato Forlani, un musicista che non conosceva una sola nota. Ci furono contestazioni, il pubblico invase il palcoscenico, intervenne la polizia e la manifestazione fu interrotta»&#8230; wow!!!</p>
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		<title>Di: Marco Palasciano</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/05/16/la-restaurazione-3/#comment-29271</link>
		<dc:creator>Marco Palasciano</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Jun 2006 19:43:54 +0000</pubDate>
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		<description>Oserei dir ch'è andata molto bene: chiesa piena e applausi a scroscio, sia per noi attorucoli che per il soprano (ella inoltre bissante, trissante e quadrissante); e grandi complimenti dal direttivo della Fondazione Vico.

Abbiam poi replicato il "Dialoghetto" al buffet a Palazzo Viscardi (senza però soprano, impegnata al San Carlo); d'estate si dovrebbe replicar tutto, in una o più occasioni, nel castello di non ricordo dove; intanto ho avuto in dono, fra l'altro, un pregevole volumetto di Maria Grazia De Ruggero, "Nella Napoli vichiana: siti, storie, suggestioni".

Scordavo di dire che l'evento di iersera è stato il primo da che si è aperta la sede napoletana della Fondazione, il che è avvenuto recentissimamente, col recupero della chiesa di S. Biagio Maggiore - finora chiusa per restauri - e altri locali.

Faro della Campania la filosofia di Vico!, al pari ovviamente di quella di Bruno - per non indietreggiar fino a Parmenide (devo citare anche Croce? ma mi sta antipatico)...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Oserei dir ch&#8217;è andata molto bene: chiesa piena e applausi a scroscio, sia per noi attorucoli che per il soprano (ella inoltre bissante, trissante e quadrissante); e grandi complimenti dal direttivo della Fondazione Vico.</p>
<p>Abbiam poi replicato il &#8220;Dialoghetto&#8221; al buffet a Palazzo Viscardi (senza però soprano, impegnata al San Carlo); d&#8217;estate si dovrebbe replicar tutto, in una o più occasioni, nel castello di non ricordo dove; intanto ho avuto in dono, fra l&#8217;altro, un pregevole volumetto di Maria Grazia De Ruggero, &#8220;Nella Napoli vichiana: siti, storie, suggestioni&#8221;.</p>
<p>Scordavo di dire che l&#8217;evento di iersera è stato il primo da che si è aperta la sede napoletana della Fondazione, il che è avvenuto recentissimamente, col recupero della chiesa di S. Biagio Maggiore - finora chiusa per restauri - e altri locali.</p>
<p>Faro della Campania la filosofia di Vico!, al pari ovviamente di quella di Bruno - per non indietreggiar fino a Parmenide (devo citare anche Croce? ma mi sta antipatico)&#8230;</p>
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	<item>
		<title>Di: francesco forlani</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/05/16/la-restaurazione-3/#comment-29210</link>
		<dc:creator>francesco forlani</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Jun 2006 11:52:59 +0000</pubDate>
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		<description>e sarrà chi sa? di mio zio renato? interprete fausto Cigliani?
effeffe
ps
com'è andata?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>e sarrà chi sa? di mio zio renato? interprete fausto Cigliani?<br />
effeffe<br />
ps<br />
com&#8217;è andata?</p>
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	<item>
		<title>Di: Marco Palasciano</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/05/16/la-restaurazione-3/#comment-29183</link>
		<dc:creator>Marco Palasciano</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Jun 2006 01:21:21 +0000</pubDate>
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		<description>;) Merci, monsier Fefè. Voulez-vous due intermezzi?

IV

PRINCIPE:
Un’alba un fresco odor di paradiso,
n'ata nu muorto acciso
pe nu prurito ’e naso. Ahi, che paese!
E chi questo consente? Un Viceré
di ritagli e di pezze, un Re di niente?

FILOSOFO:
Di ritagli e di pezze mise nzieme
da spilli che si involvono a spirale,
baroccamente, come le cicloidi
dei pianeti: un ricamo nello spazio
dell’illusione. Spingole ’e Cartesio,
razionali fino all’irrazionale,
della stessa sostanza
dei sogni. 

PRINCIPE:
Ah, come unire
davvero in un sol io
tant’alme janche e nire?

FILOSOFO:
Ah, lo sa Dio.

[Si esegue ’E spingole frangese (1888) di Salvatore Di Giacomo &#38; Enrico De Leva.]

V

FILOSOFO:
Spillar nell’insectarium della mente
morte falene, schegge d’immanente,
è il piú che si può fare. La ragione
dell’uomo catturare può del mondo
la rappresentazione. Non il volo
dei noumeni.

PRINCIPE:
Dio,
quanti immensi concetti han fonte e foce,
impastati di stelle e fango ctonio,
entro un guscio di noce – il nostro cranio,
come Napoli culla e cella atroce –
reticolandosi in disegno arcano!
Ahi, quant’è vago, e quanto mi par vano!

FILOSOFO:
Come dice il Nolano, in noi l’Amore
– per cui tant’alto il Vero si discerne –
entra per gli occhi e vive del vedere.
Se vuoi guarir tue ansie saturnine,
ai genii ed agli sciocchi
lascia i concetti, e va’ alle Concettine,
non ragionando piú se non con gli occhi.
 
[Si esegue Uocchie c’arraggiunate (1904) di Alfredo Falconi Fieni &#38; Rodolfo Falvo.]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>;) Merci, monsier Fefè. Voulez-vous due intermezzi?</p>
<p>IV</p>
<p>PRINCIPE:<br />
Un’alba un fresco odor di paradiso,<br />
n&#8217;ata nu muorto acciso<br />
pe nu prurito ’e naso. Ahi, che paese!<br />
E chi questo consente? Un Viceré<br />
di ritagli e di pezze, un Re di niente?</p>
<p>FILOSOFO:<br />
Di ritagli e di pezze mise nzieme<br />
da spilli che si involvono a spirale,<br />
baroccamente, come le cicloidi<br />
dei pianeti: un ricamo nello spazio<br />
dell’illusione. Spingole ’e Cartesio,<br />
razionali fino all’irrazionale,<br />
della stessa sostanza<br />
dei sogni. </p>
<p>PRINCIPE:<br />
Ah, come unire<br />
davvero in un sol io<br />
tant’alme janche e nire?</p>
<p>FILOSOFO:<br />
Ah, lo sa Dio.</p>
<p>[Si esegue ’E spingole frangese (1888) di Salvatore Di Giacomo &amp; Enrico De Leva.]</p>
<p>V</p>
<p>FILOSOFO:<br />
Spillar nell’insectarium della mente<br />
morte falene, schegge d’immanente,<br />
è il piú che si può fare. La ragione<br />
dell’uomo catturare può del mondo<br />
la rappresentazione. Non il volo<br />
dei noumeni.</p>
<p>PRINCIPE:<br />
Dio,<br />
quanti immensi concetti han fonte e foce,<br />
impastati di stelle e fango ctonio,<br />
entro un guscio di noce – il nostro cranio,<br />
come Napoli culla e cella atroce –<br />
reticolandosi in disegno arcano!<br />
Ahi, quant’è vago, e quanto mi par vano!</p>
<p>FILOSOFO:<br />
Come dice il Nolano, in noi l’Amore<br />
– per cui tant’alto il Vero si discerne –<br />
entra per gli occhi e vive del vedere.<br />
Se vuoi guarir tue ansie saturnine,<br />
ai genii ed agli sciocchi<br />
lascia i concetti, e va’ alle Concettine,<br />
non ragionando piú se non con gli occhi.</p>
<p>[Si esegue Uocchie c’arraggiunate (1904) di Alfredo Falconi Fieni &amp; Rodolfo Falvo.]</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: francesco forlani</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/05/16/la-restaurazione-3/#comment-29109</link>
		<dc:creator>francesco forlani</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 31 May 2006 06:30:16 +0000</pubDate>
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		<description>Vico alleria
ecco dove avrei voluto abitare
effeffe
Ohi Palasciane
facite ammuine et puis cum ciate et voce
facite festa et puis facce feroce</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Vico alleria<br />
ecco dove avrei voluto abitare<br />
effeffe<br />
Ohi Palasciane<br />
facite ammuine et puis cum ciate et voce<br />
facite festa et puis facce feroce</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Marco Palasciano</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/05/16/la-restaurazione-3/#comment-29098</link>
		<dc:creator>Marco Palasciano</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 May 2006 22:02:41 +0000</pubDate>
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		<description>O napoletani e limitrofi, non perdete la mirifica occasione di vedere in azione il Palasciano questo mercoledì alla Fondazione Vico! ingresso gratis! non si tratta stavolta di PROVE TECNICHE DI ROMANZO STORICO, bensì della novissima operina poetico-teatrale-filosofica, nonché musicologica, DIALOGHETTO TRA UN PRINCIPE E UN FILOSOFO. Le informazioni qui:

http://www.forumcommunity.net/?t=3228617

e qui:

http://www.forumcommunity.net/?t=3104678

:)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>O napoletani e limitrofi, non perdete la mirifica occasione di vedere in azione il Palasciano questo mercoledì alla Fondazione Vico! ingresso gratis! non si tratta stavolta di PROVE TECNICHE DI ROMANZO STORICO, bensì della novissima operina poetico-teatrale-filosofica, nonché musicologica, DIALOGHETTO TRA UN PRINCIPE E UN FILOSOFO. Le informazioni qui:</p>
<p><a href="http://www.forumcommunity.net/?t=3228617" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('outclick-comm/www.forumcommunity.net');" rel="nofollow">http://www.forumcommunity.net/?t=3228617</a></p>
<p>e qui:</p>
<p><a href="http://www.forumcommunity.net/?t=3104678" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('outclick-comm/www.forumcommunity.net');" rel="nofollow">http://www.forumcommunity.net/?t=3104678</a></p>
<p>:)</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: francesco forlani</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/05/16/la-restaurazione-3/#comment-29033</link>
		<dc:creator>francesco forlani</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 May 2006 08:40:56 +0000</pubDate>
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		<description>db
dal GUf provenivano anche tutti (credo proprio tutti) i protagonisti di quella straordinaria stagione inaugurata da Pasquale Prunas con Sud(1945/1947)
Solo per citare alcuni nomi: Compagnone, Anna maria Ortese, Antonio Ghirelli, La Capria, Francesco Rosi...
e allora?
effeffe
ps
riporto quanto scritto da Antonio Ghirelli per il numero zero del nuovo Sud di cui mi occupo.

"Avevo seguito, come giornalista, la
Quinta Armata americana da Napoli a
Milano, e pochi giorni dopo la fuga degli
ultimi tedeschi e l’amarissima tragedia
di piazzale Loreto, avevo bussato alla
porta di Elio, dietro Porta Venezia. Per
noi ragazzi del Guf di Napoli, che, nel
’38 insieme con il “Manifesto dei comunisti”
ci eravamo innamorati di Americana,
l’antologia che lo scrittore siciliano
aveva dedicato ai più grandi scrittori
degli Stati Uniti, Vittorini era un idolo. E
per me poter partecipare, sia pure in un
ruolo marginalissimo, anche alla battaglia
del “Politecnico” fu un premio inaspettato,
una emozione sconvolgente.
Dopo “Sud” si spalancava un’altra finestra
sul mondo contemporaneo, così
come esso era arrivato alla mortale battaglia
contro il fascismo e a quell’altra
battaglia, meno sanguinosa ma forse
ancor più ardua, contro l’emarginazione
dei ceti e dei paesi poveri.
Come nel famoso racconto di Hemingway,
breve fu la vita felice tanto
di “Sud” quanto del “Politecnico”, funestata
quest’ultima dall’ostilità miope
e supponente del partito a cui pure noi
ed Elio guardavamo allora con assoluta
fiducia."</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>db<br />
dal GUf provenivano anche tutti (credo proprio tutti) i protagonisti di quella straordinaria stagione inaugurata da Pasquale Prunas con Sud(1945/1947)<br />
Solo per citare alcuni nomi: Compagnone, Anna maria Ortese, Antonio Ghirelli, La Capria, Francesco Rosi&#8230;<br />
e allora?<br />
effeffe<br />
ps<br />
riporto quanto scritto da Antonio Ghirelli per il numero zero del nuovo Sud di cui mi occupo.</p>
<p>&#8220;Avevo seguito, come giornalista, la<br />
Quinta Armata americana da Napoli a<br />
Milano, e pochi giorni dopo la fuga degli<br />
ultimi tedeschi e l’amarissima tragedia<br />
di piazzale Loreto, avevo bussato alla<br />
porta di Elio, dietro Porta Venezia. Per<br />
noi ragazzi del Guf di Napoli, che, nel<br />
’38 insieme con il “Manifesto dei comunisti”<br />
ci eravamo innamorati di Americana,<br />
l’antologia che lo scrittore siciliano<br />
aveva dedicato ai più grandi scrittori<br />
degli Stati Uniti, Vittorini era un idolo. E<br />
per me poter partecipare, sia pure in un<br />
ruolo marginalissimo, anche alla battaglia<br />
del “Politecnico” fu un premio inaspettato,<br />
una emozione sconvolgente.<br />
Dopo “Sud” si spalancava un’altra finestra<br />
sul mondo contemporaneo, così<br />
come esso era arrivato alla mortale battaglia<br />
contro il fascismo e a quell’altra<br />
battaglia, meno sanguinosa ma forse<br />
ancor più ardua, contro l’emarginazione<br />
dei ceti e dei paesi poveri.<br />
Come nel famoso racconto di Hemingway,<br />
breve fu la vita felice tanto<br />
di “Sud” quanto del “Politecnico”, funestata<br />
quest’ultima dall’ostilità miope<br />
e supponente del partito a cui pure noi<br />
ed Elio guardavamo allora con assoluta<br />
fiducia.&#8221;</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: db</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/05/16/la-restaurazione-3/#comment-28951</link>
		<dc:creator>db</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 May 2006 23:25:19 +0000</pubDate>
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		<description>Napolitano /giugno '24/ figlio di un noto avvocato d'anima liberale+tessera fascista/w aristotele/ sfollò a Padova alla fine del '41 e tornò a Napoli alla fine del '42/gufò nei guf/fucina fascista di antifascisti/w aristotele/e dopo le bombe dell'estate '43 risfollò a capri dove divenne il confidente di Malaparte+coinquilino nella villa fino all'estate '44/s'iscrisse al PCI nel novembre '45 diventando segretario personale di più dirigenti/al referendum la stragrandiosa maggioranza dei napoletani votò per la monarchia/w aristotele w la resistenza w l'italia</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Napolitano /giugno &#8216;24/ figlio di un noto avvocato d&#8217;anima liberale+tessera fascista/w aristotele/ sfollò a Padova alla fine del &#8216;41 e tornò a Napoli alla fine del &#8216;42/gufò nei guf/fucina fascista di antifascisti/w aristotele/e dopo le bombe dell&#8217;estate &#8216;43 risfollò a capri dove divenne il confidente di Malaparte+coinquilino nella villa fino all&#8217;estate &#8216;44/s&#8217;iscrisse al PCI nel novembre &#8216;45 diventando segretario personale di più dirigenti/al referendum la stragrandiosa maggioranza dei napoletani votò per la monarchia/w aristotele w la resistenza w l&#8217;italia</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: db</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/05/16/la-restaurazione-3/#comment-28899</link>
		<dc:creator>db</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 May 2006 18:11:35 +0000</pubDate>
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		<description>ho cercato invano il parrucchiere di Severino, finché ho scoperto che era il parrucchiere di se stesso, un autonbarbieroùmenos. La cosa sta in questi termini: i napoleonici erano giunti anche in Danimarca, come mostra Il pranzo di Babette (di cui una femminista fece poi il riassunto) e tra varie cose avevano lasciato il taglio, l'acconciatura, alla francese appunto, equivalente a un nostro attuale rockabilly con superriporto e scopettoni. Bene, 30 anni dopo Kierk era l'unico a tener duro. così ac/conciato, incontrò per strada Andersen, promettendogli una bella recensione (non aveva scritto ancora nulla, il fuoricorso patentato!). Dopo un po' uscì Dalle carte di uno ancora in vita - una stroncatura. Anatrok se l'ebbe a male, e imbastì una commedia in cui un parrucchiere sciorinava brani interi della recensione, per esplodere infine in una tarantella (sic!): "Nell'essere negativo / fu il mio cominciamento come giovin parrucchiere; / Hegel less'io, / e l'indottrinamento mi aggravò l'umore". Mah...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>ho cercato invano il parrucchiere di Severino, finché ho scoperto che era il parrucchiere di se stesso, un autonbarbieroùmenos. La cosa sta in questi termini: i napoleonici erano giunti anche in Danimarca, come mostra Il pranzo di Babette (di cui una femminista fece poi il riassunto) e tra varie cose avevano lasciato il taglio, l&#8217;acconciatura, alla francese appunto, equivalente a un nostro attuale rockabilly con superriporto e scopettoni. Bene, 30 anni dopo Kierk era l&#8217;unico a tener duro. così ac/conciato, incontrò per strada Andersen, promettendogli una bella recensione (non aveva scritto ancora nulla, il fuoricorso patentato!). Dopo un po&#8217; uscì Dalle carte di uno ancora in vita - una stroncatura. Anatrok se l&#8217;ebbe a male, e imbastì una commedia in cui un parrucchiere sciorinava brani interi della recensione, per esplodere infine in una tarantella (sic!): &#8220;Nell&#8217;essere negativo / fu il mio cominciamento come giovin parrucchiere; / Hegel less&#8217;io, / e l&#8217;indottrinamento mi aggravò l&#8217;umore&#8221;. Mah&#8230;</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Marco Palasciano</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/05/16/la-restaurazione-3/#comment-28889</link>
		<dc:creator>Marco Palasciano</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 May 2006 12:57:57 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2006/05/16/la-restaurazione-3/#comment-28889</guid>
		<description>Ma prof. Ventre, cosa ci fa quell'apostrofo dopo "Fa" III pers. sing. pres. ind.??? :-O mi sento svenire... (La mia pedanteria iperestetica [nel senso di iperestesia, term. med.] mi sarà fatale...)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ma prof. Ventre, cosa ci fa quell&#8217;apostrofo dopo &#8220;Fa&#8221; III pers. sing. pres. ind.??? :-O mi sento svenire&#8230; (La mia pedanteria iperestetica [nel senso di iperestesia, term. med.] mi sarà fatale&#8230;)</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Marco Palasciano</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/05/16/la-restaurazione-3/#comment-28863</link>
		<dc:creator>Marco Palasciano</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 May 2006 22:45:38 +0000</pubDate>
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		<description>Se v'interessa, il 1943 è citato en passant al cap. 3.1. di Prove tecniche:

«[...] Casilinum. Di esso oltre il nome, trasfuso alla riviera su cui lunghe al tramonto si evolvono le passeggiate dei tranquilli capuani, a’ dí del 1815 non restano che un muscoso frammento di molo e, accanto, un bellissimo ponte in muratura, che però di qui a centoventott’anni sarà distrutto dal cielo.»</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Se v&#8217;interessa, il 1943 è citato en passant al cap. 3.1. di Prove tecniche:</p>
<p>«[...] Casilinum. Di esso oltre il nome, trasfuso alla riviera su cui lunghe al tramonto si evolvono le passeggiate dei tranquilli capuani, a’ dí del 1815 non restano che un muscoso frammento di molo e, accanto, un bellissimo ponte in muratura, che però di qui a centoventott’anni sarà distrutto dal cielo.»</p>
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	</item>
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		<title>Di: Mariele Ventre</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/05/16/la-restaurazione-3/#comment-28856</link>
		<dc:creator>Mariele Ventre</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 May 2006 20:15:52 +0000</pubDate>
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		<description>Io la Storia la vedo così: i 4 giorni rinculano e s’incistano nei 4 mesi. A fare la staffetta (la piccola staffetta campana) è il Palasciano, scugnizzo malcresciuto del ’43 che vaga per la Napoli del ’99: ritorno al fu turo, coi gattò (44) di flash accavallati che ne conseguono.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Io la Storia la vedo così: i 4 giorni rinculano e s’incistano nei 4 mesi. A fare la staffetta (la piccola staffetta campana) è il Palasciano, scugnizzo malcresciuto del ’43 che vaga per la Napoli del ’99: ritorno al fu turo, coi gattò (44) di flash accavallati che ne conseguono.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Daniele Ventre</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/05/16/la-restaurazione-3/#comment-28844</link>
		<dc:creator>Daniele Ventre</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 May 2006 18:44:58 +0000</pubDate>
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		<description>Fa' l'istess...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Fa&#8217; l&#8217;istess&#8230;</p>
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		<title>Di: db</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/05/16/la-restaurazione-3/#comment-28809</link>
		<dc:creator>db</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 May 2006 07:33:48 +0000</pubDate>
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		<description>vivi o morti?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>vivi o morti?</p>
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		<title>Di: tashtego</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/05/16/la-restaurazione-3/#comment-28804</link>
		<dc:creator>tashtego</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 May 2006 06:18:04 +0000</pubDate>
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		<description>Gli avvocati napoletani, il sale della terra, sono.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Gli avvocati napoletani, il sale della terra, sono.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: db</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/05/16/la-restaurazione-3/#comment-28803</link>
		<dc:creator>db</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 May 2006 23:52:50 +0000</pubDate>
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		<description>scusate, ma il calembour è una cosa seria, e io qui sopra sono stato semplice/piano, ossia:
1- "scrittura d'avanguardia" detto di Moresco è un non-sense, se le parole ("avanguardia") hanno un senso minimamente/storicamente condiviso
2- La buca è un racconto che Moresco afferma di aver scritto in gioventù, spiegando al contempo trattarsi della buca del cesso (lo ha ribadito anche in Lo zio Demostene, presunto comunista con tessera che però non viene esibita a differenza di tanti altri cimeli - zio di Mason vicentino, di cui ho dato in un commento precedente l'inno) 
3- La pelliccia è un racconto el 1972 caduto chissaperché nel dimenticatoio
4-Il calembour, dov'è?

NB un testo, se è acefalo viene decapitato (sic), se invece ha l'etichetta dell'autore viene lasciato: effetto ipse dixit? Io sono fermo a Cristo, che non faceva distinzioni di persona (mentre uRAnOS...)

M'interessa il nesso tra i 4 mesi del 1799 e i 4 giorni del 1943. Marx diceva che la storia si presenta una volta come tragedia, la seconda come farsa, mentre qui io vedrei una ripetizione alla rovescia - prima intellettuali senza popolo (ho contato tra i giustiziati a Napoli una maggioranza assoluta di avvocati), poi popolo senza intellettuali (che io sappia, presenti solo il nipote di Bakunin e l'azionista Omodeo - e Napolitano, dov'era?)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>scusate, ma il calembour è una cosa seria, e io qui sopra sono stato semplice/piano, ossia:<br />
1- &#8220;scrittura d&#8217;avanguardia&#8221; detto di Moresco è un non-sense, se le parole (&#8221;avanguardia&#8221;) hanno un senso minimamente/storicamente condiviso<br />
2- La buca è un racconto che Moresco afferma di aver scritto in gioventù, spiegando al contempo trattarsi della buca del cesso (lo ha ribadito anche in Lo zio Demostene, presunto comunista con tessera che però non viene esibita a differenza di tanti altri cimeli - zio di Mason vicentino, di cui ho dato in un commento precedente l&#8217;inno)<br />
3- La pelliccia è un racconto el 1972 caduto chissaperché nel dimenticatoio<br />
4-Il calembour, dov&#8217;è?</p>
<p>NB un testo, se è acefalo viene decapitato (sic), se invece ha l&#8217;etichetta dell&#8217;autore viene lasciato: effetto ipse dixit? Io sono fermo a Cristo, che non faceva distinzioni di persona (mentre uRAnOS&#8230;)</p>
<p>M&#8217;interessa il nesso tra i 4 mesi del 1799 e i 4 giorni del 1943. Marx diceva che la storia si presenta una volta come tragedia, la seconda come farsa, mentre qui io vedrei una ripetizione alla rovescia - prima intellettuali senza popolo (ho contato tra i giustiziati a Napoli una maggioranza assoluta di avvocati), poi popolo senza intellettuali (che io sappia, presenti solo il nipote di Bakunin e l&#8217;azionista Omodeo - e Napolitano, dov&#8217;era?)</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Dottor Felix Peyote</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/05/16/la-restaurazione-3/#comment-28802</link>
		<dc:creator>Dottor Felix Peyote</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 May 2006 23:15:46 +0000</pubDate>
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		<description>@ Daniele Ventre

Il senso dell'incedere (e del tracimare) borsiano? Semplice, a mio parere.
Esistere a disperazione del suo stesso oblio.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@ Daniele Ventre</p>
<p>Il senso dell&#8217;incedere (e del tracimare) borsiano? Semplice, a mio parere.<br />
Esistere a disperazione del suo stesso oblio.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Daniele Ventre</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/05/16/la-restaurazione-3/#comment-28800</link>
		<dc:creator>Daniele Ventre</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 May 2006 22:41:59 +0000</pubDate>
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		<description>Una volta tanto mi chiedo: quale il senso dei calembours borsiani (o calemborsi che dire li vogliamo)?...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Una volta tanto mi chiedo: quale il senso dei calembours borsiani (o calemborsi che dire li vogliamo)?&#8230;</p>
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		<title>Di: db</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/05/16/la-restaurazione-3/#comment-28796</link>
		<dc:creator>db</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 May 2006 21:58:33 +0000</pubDate>
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		<description>*Moresco, che ha una scrittura decisamente d’avanguardia, ha premiato La gallina*

dal frammento postato sopra, parrebbe decisamente di retroguardia, e comunque si capisce il premio, stante l'attrazione fatale per il La... (se non vado errato, il primo tentativo, a prescindere dal semiclandestino La pelliccia, fu La buca - da intendere quale ur-cesso)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>*Moresco, che ha una scrittura decisamente d’avanguardia, ha premiato La gallina*</p>
<p>dal frammento postato sopra, parrebbe decisamente di retroguardia, e comunque si capisce il premio, stante l&#8217;attrazione fatale per il La&#8230; (se non vado errato, il primo tentativo, a prescindere dal semiclandestino La pelliccia, fu La buca - da intendere quale ur-cesso)</p>
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	</item>
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		<title>Di: Artemisia Gentileschi</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/05/16/la-restaurazione-3/#comment-28786</link>
		<dc:creator>Artemisia Gentileschi</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 May 2006 18:38:04 +0000</pubDate>
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		<description>complimenti a Marco Palasciano.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>complimenti a Marco Palasciano.</p>
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		<title>Di: Artemisia Gentileschi</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/05/16/la-restaurazione-3/#comment-28785</link>
		<dc:creator>Artemisia Gentileschi</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 May 2006 18:36:26 +0000</pubDate>
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		<description>complimenti a Marco Palasciano!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>complimenti a Marco Palasciano!</p>
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	<item>
		<title>Di: Marco Palasciano</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/05/16/la-restaurazione-3/#comment-28763</link>
		<dc:creator>Marco Palasciano</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 May 2006 13:14:06 +0000</pubDate>
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		<description>Prego. ;) Sul perché non abbia vinto il Calvino, disquisì un dì Mario Marchetti (in «I premi letterari come setaccio», intervento al convegno «Il libro nascosto. Tra autore e lettore: i percorsi sommersi del libro», Torino,  8 giugno 2002):

http://www.lalineascritta.it/rece_momento/dettaglio.php?id=23

«D’altra parte, autori interessanti e molto innovativi nello stile e nelle tematiche, come Marco Palasciano e Stefano Perricone, hanno partecipato a diverse edizioni del Premio senza mai vincere e senza essere stati pubblicati per altre vie. Va detto che, in genere, le giurie tendono – per loro stessa natura e per l’obbligo di decidere a maggioranza – a premiare prodotti "medi", sui quali possa convergere l’approvazione di tutti i membri. Raramente vengono scelti i lavori più complessi, più "estremi" e innovativi, i quali, per una ragione o per l’altra, restano isolati, a volte indipendentemente dalla presenza, nella giuria, di autori interessati alla sperimentazione; ad esempio, la giuria della dodicesima edizione, della quale faceva parte Antonio Moresco, che ha una scrittura decisamente d’avanguardia, ha premiato La gallina volante, un libro assai garbato e interessante ma non particolarmente innovativo per stile e impianto. Sulla tendenza alla "mediazione" delle giurie varrebbe forse la pena di riflettere, perché le loro scelte servono anche di indicazione alle case editrici; gli editori, infatti, prendono in considerazione per la pubblicazione il vincitore o il secondo classificato, quasi mai gli altri finalisti, mentre, a mio parere, tra i testi finalisti o segnalati delle varie edizioni ce ne sono molti estremamente validi. Bisogna però riconoscere che, pur con gli inevitabili errori di valutazione, sia il comitato di lettura sia le giurie non hanno mai scelto secondo criteri di mercato e o di mera pubblicabilità».</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Prego. ;) Sul perché non abbia vinto il Calvino, disquisì un dì Mario Marchetti (in «I premi letterari come setaccio», intervento al convegno «Il libro nascosto. Tra autore e lettore: i percorsi sommersi del libro», Torino,  8 giugno 2002):</p>
<p><a href="http://www.lalineascritta.it/rece_momento/dettaglio.php?id=23" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('outclick-comm/www.lalineascritta.it');" rel="nofollow">http://www.lalineascritta.it/rece_momento/dettaglio.php?id=23</a></p>
<p>«D’altra parte, autori interessanti e molto innovativi nello stile e nelle tematiche, come Marco Palasciano e Stefano Perricone, hanno partecipato a diverse edizioni del Premio senza mai vincere e senza essere stati pubblicati per altre vie. Va detto che, in genere, le giurie tendono – per loro stessa natura e per l’obbligo di decidere a maggioranza – a premiare prodotti &#8220;medi&#8221;, sui quali possa convergere l’approvazione di tutti i membri. Raramente vengono scelti i lavori più complessi, più &#8220;estremi&#8221; e innovativi, i quali, per una ragione o per l’altra, restano isolati, a volte indipendentemente dalla presenza, nella giuria, di autori interessati alla sperimentazione; ad esempio, la giuria della dodicesima edizione, della quale faceva parte Antonio Moresco, che ha una scrittura decisamente d’avanguardia, ha premiato La gallina volante, un libro assai garbato e interessante ma non particolarmente innovativo per stile e impianto. Sulla tendenza alla &#8220;mediazione&#8221; delle giurie varrebbe forse la pena di riflettere, perché le loro scelte servono anche di indicazione alle case editrici; gli editori, infatti, prendono in considerazione per la pubblicazione il vincitore o il secondo classificato, quasi mai gli altri finalisti, mentre, a mio parere, tra i testi finalisti o segnalati delle varie edizioni ce ne sono molti estremamente validi. Bisogna però riconoscere che, pur con gli inevitabili errori di valutazione, sia il comitato di lettura sia le giurie non hanno mai scelto secondo criteri di mercato e o di mera pubblicabilità».</p>
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