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	<title>Commenti a: C&#8217;è Vespa e Vespa/a proposito di Roberto Saviano</title>
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	<pubDate>Tue, 02 Dec 2008 15:59:53 +0000</pubDate>
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		<title>Di: Francesco Murano</title>
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		<dc:creator>Francesco Murano</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 16 Jul 2006 20:09:38 +0000</pubDate>
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		<description>Si il libro di Saviano dovrebbe leggersi in Confindustria, ai vertici, e poi per strada così da disvelare la continuità tra il circuito illegale e l'economia quotidiana... e si parla di polo del lusso e poi si scopre che il lusso è prodotto da mani esperte e sottosalariate, e si parla di invasione asiatica per poi scoprire che gli stessi imprenditori ora allarmati utilizzavano la stessa manodopera che ora si affranca e termina in proprio il circuito di distribuzione e vendita. Si scoprono troppe cose troppo vaste nel libro di Saviano ed io scopro di amare ancora di più la gente di questi quartieri nel loro bisogno disperato di vivere... penso che senza queste persone l'economia legale non avrebbe sufficiente volano per sostenersi... e mi piacerebbe approfondire... e poi questo libro mi riallaccia alle radici che tornano prepotenti e sono canti di sirene... desiderio di riapprodo nel ventre dell'antica ma violenta metropoli, ricca di una umanità semplice, fertile, disperata e felice... e poi mi rimanda ad una vecchia amicizia che per caso ritrovo tra post e recensioni... felice di reincontrarti Francesco !!!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Si il libro di Saviano dovrebbe leggersi in Confindustria, ai vertici, e poi per strada così da disvelare la continuità tra il circuito illegale e l&#8217;economia quotidiana&#8230; e si parla di polo del lusso e poi si scopre che il lusso è prodotto da mani esperte e sottosalariate, e si parla di invasione asiatica per poi scoprire che gli stessi imprenditori ora allarmati utilizzavano la stessa manodopera che ora si affranca e termina in proprio il circuito di distribuzione e vendita. Si scoprono troppe cose troppo vaste nel libro di Saviano ed io scopro di amare ancora di più la gente di questi quartieri nel loro bisogno disperato di vivere&#8230; penso che senza queste persone l&#8217;economia legale non avrebbe sufficiente volano per sostenersi&#8230; e mi piacerebbe approfondire&#8230; e poi questo libro mi riallaccia alle radici che tornano prepotenti e sono canti di sirene&#8230; desiderio di riapprodo nel ventre dell&#8217;antica ma violenta metropoli, ricca di una umanità semplice, fertile, disperata e felice&#8230; e poi mi rimanda ad una vecchia amicizia che per caso ritrovo tra post e recensioni&#8230; felice di reincontrarti Francesco !!!</p>
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		<title>Di: daniele</title>
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		<dc:creator>daniele</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Jun 2006 21:11:09 +0000</pubDate>
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		<description>su www.ilprimoamore.com  
Antonio Moresco parla di Gomorra di Roberto Saviano: imperdibile!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>su <a href="http://www.ilprimoamore.com" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('outclick-comm/www.ilprimoamore.com');" rel="nofollow">http://www.ilprimoamore.com</a><br />
Antonio Moresco parla di Gomorra di Roberto Saviano: imperdibile!</p>
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		<title>Di: Daniela</title>
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		<dc:creator>Daniela</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 31 May 2006 22:05:05 +0000</pubDate>
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		<description>Saviano è bono!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Saviano è bono!</p>
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		<title>Di: temperanza</title>
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		<dc:creator>temperanza</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 May 2006 23:17:35 +0000</pubDate>
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		<description>Ma non sono mica Creso, mandatemeli, 'sti libri, e io ve li commenterò, giuro, e dirò che siete i più grossi scrittori del paese, anche se siete secchi, mano sul cuore;–)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ma non sono mica Creso, mandatemeli, &#8217;sti libri, e io ve li commenterò, giuro, e dirò che siete i più grossi scrittori del paese, anche se siete secchi, mano sul cuore;–)</p>
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		<title>Di: gianni biondillo</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/05/23/ce-vespa-e-vespaa-proposito-di-roberto-saviano/#comment-29099</link>
		<dc:creator>gianni biondillo</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 May 2006 22:16:03 +0000</pubDate>
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		<description>Cazzo, Temp... già che ci sei compra anche il mio, no?
Non lo sai che sono il più grande scrittore di tutti i tempi? ;-)

(diciamo il più "grosso", dai...)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Cazzo, Temp&#8230; già che ci sei compra anche il mio, no?<br />
Non lo sai che sono il più grande scrittore di tutti i tempi? ;-)</p>
<p>(diciamo il più &#8220;grosso&#8221;, dai&#8230;)</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: temperanza</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/05/23/ce-vespa-e-vespaa-proposito-di-roberto-saviano/#comment-29076</link>
		<dc:creator>temperanza</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 May 2006 16:26:22 +0000</pubDate>
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		<description>@Biondillo

Gli entusiasmi sono sani, sì, non son mica una suorina, ma tutte queste esagerazioni stuccano,
comunque se ci riesco domani me lo compro, se non altro per non essere sberleffeggiata da @ effeffe;–)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@Biondillo</p>
<p>Gli entusiasmi sono sani, sì, non son mica una suorina, ma tutte queste esagerazioni stuccano,<br />
comunque se ci riesco domani me lo compro, se non altro per non essere sberleffeggiata da @ effeffe;–)</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: francesco forlani</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/05/23/ce-vespa-e-vespaa-proposito-di-roberto-saviano/#comment-29068</link>
		<dc:creator>francesco forlani</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 May 2006 15:21:13 +0000</pubDate>
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		<description>Prima di venerdì dovrei "postare" il secondo intervento. Come scritto a premessa del primo, entrerò nel vivo del romanzo (che di romanzo di tratta). Si intitolerà: Kalashnikov Kafè . Spero che Temperanza abbia per allora letto il libro di Roberto. Avere qualche sua nota a riguardo sarebbe comunque, per molti di noi, un privilegio. 
effeffe</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Prima di venerdì dovrei &#8220;postare&#8221; il secondo intervento. Come scritto a premessa del primo, entrerò nel vivo del romanzo (che di romanzo di tratta). Si intitolerà: Kalashnikov Kafè . Spero che Temperanza abbia per allora letto il libro di Roberto. Avere qualche sua nota a riguardo sarebbe comunque, per molti di noi, un privilegio.<br />
effeffe</p>
]]></content:encoded>
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	<item>
		<title>Di: fabio</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/05/23/ce-vespa-e-vespaa-proposito-di-roberto-saviano/#comment-29039</link>
		<dc:creator>fabio</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 May 2006 10:05:23 +0000</pubDate>
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		<description>@daniele

hai riscattato, eccome, i sospetti che gravavano, per via generale, sul rapporto 'empatico' coi testi. leggendo, e riflettendo; e poi, con un sano e fresco guizzo leggero, rivendicando la passione che s'accende, magari sbagliando, ma accendendosi. 

però... : 'il metodo, ecco l'essenziale', mi pare dicesse sterne. mi pare.

ecco, a me, preventivamente, interessa il metodo, il laboratorio, l'officina di uno scrittore, di chiunque voglia avere 'intelligenza della realtà'  (proprio materialmente: la scrivania o le scrivanie, quali e quanti libri, come si lavora, eccetera).

lì, in quello spazio, si decidono le forme (letterarie, narrative o poetiche, o 'critiche') nelle quali un materiale raccolto, inevitabilmente, dalla realtà, dalla propria esperienza di realtà, avrà poi disposizione testuale (narrativa, letteraria, eccetera).

da questo cruciale punto di vista, io credo, non saviano e desiati in quanto tali, ma gli autori di oggi in generale, vadano 'letti', e poi 'riletti' criticamente. come sintomi, appunto. 

per esempio, se interessa, come sintomo dell'ipotesi di una scrittura 'civile' rinnovata ma resistente. come sitomo di un 'metodo' potenziale, potenzialmente comunitario, nella sua fruizione. 

leggevo di là che il punto della 'tenuta' del neo-governo democratico (non ancora il grande partito-governo democratico populista) è confrontarsi, infine, con il metodo del tertium non datur. la 'guerra umanitaria', sì o no: la mafia, sì o no.

ecco, credo che il metodo di saviano sia di per sè una risposta IN letteratura all'ipotesi di una scrittura 'civile'. tutti gli autori, d'accordo, sono liberi di sperimentare e di esprimersi come, in quel momento della loro esperienza di realtà, ritengono di fare (nove, desiati, saviano, eccetera). c'è un rinvio tondelliano (ancora lui....), ad una lieta epigrafe di p. bichsel: 'in fondo, la letteratura è una forma di gioco,  che piace agli uni, gli scrittori, e agli altri, i lettori: una forma di gioco a cui si può decidere di partecipare o meno'. 

secondo me, però, giocando, occorre evitare di fare confusione e sovrapposizioni (intertestuali) almeno tra i METODI di un lavoro. questo per gli uni e per gli altri. sembra ovvio, ma per processi che stanno forse a monte, forse  già dentro i testi di certi autori (vedi editoria - critica - uffici stampa eccetera...), non lo è. e tutto finisce col nutrire questa grigia spuntata melassa monolitica che sembra essere la cultura, la letteratura il romanzo italiano oggi. a scapito dell'esatta ricezione critica dell'invenzione finale  di desiati, ad esempio. ma soprattutto danneggiando, offuscando e stemperando l'indicazione di metodo dello scrittore-saviano, che mi pare una delle più rilevanti 'novità' del romanzo italiano oggi. su cui occorerebbe riflettere, senza strabismi comparativi...
saluti, fabio</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@daniele</p>
<p>hai riscattato, eccome, i sospetti che gravavano, per via generale, sul rapporto &#8216;empatico&#8217; coi testi. leggendo, e riflettendo; e poi, con un sano e fresco guizzo leggero, rivendicando la passione che s&#8217;accende, magari sbagliando, ma accendendosi. </p>
<p>però&#8230; : &#8216;il metodo, ecco l&#8217;essenziale&#8217;, mi pare dicesse sterne. mi pare.</p>
<p>ecco, a me, preventivamente, interessa il metodo, il laboratorio, l&#8217;officina di uno scrittore, di chiunque voglia avere &#8216;intelligenza della realtà&#8217;  (proprio materialmente: la scrivania o le scrivanie, quali e quanti libri, come si lavora, eccetera).</p>
<p>lì, in quello spazio, si decidono le forme (letterarie, narrative o poetiche, o &#8216;critiche&#8217;) nelle quali un materiale raccolto, inevitabilmente, dalla realtà, dalla propria esperienza di realtà, avrà poi disposizione testuale (narrativa, letteraria, eccetera).</p>
<p>da questo cruciale punto di vista, io credo, non saviano e desiati in quanto tali, ma gli autori di oggi in generale, vadano &#8216;letti&#8217;, e poi &#8216;riletti&#8217; criticamente. come sintomi, appunto. </p>
<p>per esempio, se interessa, come sintomo dell&#8217;ipotesi di una scrittura &#8216;civile&#8217; rinnovata ma resistente. come sitomo di un &#8216;metodo&#8217; potenziale, potenzialmente comunitario, nella sua fruizione. </p>
<p>leggevo di là che il punto della &#8216;tenuta&#8217; del neo-governo democratico (non ancora il grande partito-governo democratico populista) è confrontarsi, infine, con il metodo del tertium non datur. la &#8216;guerra umanitaria&#8217;, sì o no: la mafia, sì o no.</p>
<p>ecco, credo che il metodo di saviano sia di per sè una risposta IN letteratura all&#8217;ipotesi di una scrittura &#8216;civile&#8217;. tutti gli autori, d&#8217;accordo, sono liberi di sperimentare e di esprimersi come, in quel momento della loro esperienza di realtà, ritengono di fare (nove, desiati, saviano, eccetera). c&#8217;è un rinvio tondelliano (ancora lui&#8230;.), ad una lieta epigrafe di p. bichsel: &#8216;in fondo, la letteratura è una forma di gioco,  che piace agli uni, gli scrittori, e agli altri, i lettori: una forma di gioco a cui si può decidere di partecipare o meno&#8217;. </p>
<p>secondo me, però, giocando, occorre evitare di fare confusione e sovrapposizioni (intertestuali) almeno tra i METODI di un lavoro. questo per gli uni e per gli altri. sembra ovvio, ma per processi che stanno forse a monte, forse  già dentro i testi di certi autori (vedi editoria - critica - uffici stampa eccetera&#8230;), non lo è. e tutto finisce col nutrire questa grigia spuntata melassa monolitica che sembra essere la cultura, la letteratura il romanzo italiano oggi. a scapito dell&#8217;esatta ricezione critica dell&#8217;invenzione finale  di desiati, ad esempio. ma soprattutto danneggiando, offuscando e stemperando l&#8217;indicazione di metodo dello scrittore-saviano, che mi pare una delle più rilevanti &#8216;novità&#8217; del romanzo italiano oggi. su cui occorerebbe riflettere, senza strabismi comparativi&#8230;<br />
saluti, fabio</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: temperanza</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/05/23/ce-vespa-e-vespaa-proposito-di-roberto-saviano/#comment-29037</link>
		<dc:creator>temperanza</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 May 2006 09:48:13 +0000</pubDate>
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		<description>Volevo commentare l'estetica della matita, ma insomma, egoisticamente non voglio far la fine di san Sebastiano e altruisticamente penso che di me se ne abbia abbastanza.

Mandi</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Volevo commentare l&#8217;estetica della matita, ma insomma, egoisticamente non voglio far la fine di san Sebastiano e altruisticamente penso che di me se ne abbia abbastanza.</p>
<p>Mandi</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: arte_misia</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/05/23/ce-vespa-e-vespaa-proposito-di-roberto-saviano/#comment-29036</link>
		<dc:creator>arte_misia</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 May 2006 09:12:03 +0000</pubDate>
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		<description>Il migliore scrittore italiano? Mah... certo è un po’ un allargarsi, però tocca dire che, fin dalle prime righe, Gomorra ti fa tirare sospiri di sollievo. Innanzitutto nonostante l’argomento, nessuna invenzione giallistica con il suo finto commissario d’ordinanza dall’accento etnico,  realtà pari pari, ma parole scritte benissimo, con un lirismo aspro che ti scava dentro.  Si piange, si soffre leggendolo. Si ride “jaune”. Tocca dove deve. Coraggioso anche, fa nomi e cognomi, luoghi, date. Sangue sull’asfalto che imbeve segatura e che non è pomodoro. Una mescolanza di saggio e romanzo unica, in cui la realtà sta lì, vivida e terribile, senza sconti d’espedienti di scrittura. Senza inutile pulp.  Non  “sono solo canzonette”. 
E poi vale  in assoluto la “regola della  matita”.
Provare per credere.
I libri bisogna leggerli con la matita in mano, una un po’ dura, una HB  ben temperata va bene, che non lasci traccia troppo sfacciata ed invasiva a bordo pagina,  nel caso si volesse fare qualche annotazione, sottolineare qualche riga o parola. O magari scrivere certe frasi che particolarmente piacciono e colpiscono sul proprio quadernetto di appunti, non un Moleskine per carità, costoso e snob, 10 euro tre striminzitissimi calepini, ma un Monocromo piccolo a quadretti, solo 60 centesimi. Da tenere sempre sottomano per liste della spesa, sale grosso fiammiferi pane latte, o improvvisi raptus poetici davanti ad un tramonto o ad una bolletta del telefono inferiore ai 200 evri.
Leggendo Gomorra si trascrive molto, è un libro che lo abbracceresti in certi momenti, anzi certe frasi ti vorrebbe voglia di averle scritte tu.
Se il libro vale poco la matita resterà inoperosa con la punta a spillo, e la gomma invece sparirà, mordicchiata per stizza e noia.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Il migliore scrittore italiano? Mah&#8230; certo è un po’ un allargarsi, però tocca dire che, fin dalle prime righe, Gomorra ti fa tirare sospiri di sollievo. Innanzitutto nonostante l’argomento, nessuna invenzione giallistica con il suo finto commissario d’ordinanza dall’accento etnico,  realtà pari pari, ma parole scritte benissimo, con un lirismo aspro che ti scava dentro.  Si piange, si soffre leggendolo. Si ride “jaune”. Tocca dove deve. Coraggioso anche, fa nomi e cognomi, luoghi, date. Sangue sull’asfalto che imbeve segatura e che non è pomodoro. Una mescolanza di saggio e romanzo unica, in cui la realtà sta lì, vivida e terribile, senza sconti d’espedienti di scrittura. Senza inutile pulp.  Non  “sono solo canzonette”.<br />
E poi vale  in assoluto la “regola della  matita”.<br />
Provare per credere.<br />
I libri bisogna leggerli con la matita in mano, una un po’ dura, una HB  ben temperata va bene, che non lasci traccia troppo sfacciata ed invasiva a bordo pagina,  nel caso si volesse fare qualche annotazione, sottolineare qualche riga o parola. O magari scrivere certe frasi che particolarmente piacciono e colpiscono sul proprio quadernetto di appunti, non un Moleskine per carità, costoso e snob, 10 euro tre striminzitissimi calepini, ma un Monocromo piccolo a quadretti, solo 60 centesimi. Da tenere sempre sottomano per liste della spesa, sale grosso fiammiferi pane latte, o improvvisi raptus poetici davanti ad un tramonto o ad una bolletta del telefono inferiore ai 200 evri.<br />
Leggendo Gomorra si trascrive molto, è un libro che lo abbracceresti in certi momenti, anzi certe frasi ti vorrebbe voglia di averle scritte tu.<br />
Se il libro vale poco la matita resterà inoperosa con la punta a spillo, e la gomma invece sparirà, mordicchiata per stizza e noia.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: gianni biondillo</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/05/23/ce-vespa-e-vespaa-proposito-di-roberto-saviano/#comment-29032</link>
		<dc:creator>gianni biondillo</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 May 2006 08:13:26 +0000</pubDate>
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		<description>Cazzo, Daniele, mi hai svelato il finale di Desiati. ora non lo leggo più!
;-)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Cazzo, Daniele, mi hai svelato il finale di Desiati. ora non lo leggo più!<br />
;-)</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: daniele</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/05/23/ce-vespa-e-vespaa-proposito-di-roberto-saviano/#comment-29017</link>
		<dc:creator>daniele</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 May 2006 21:45:53 +0000</pubDate>
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		<description>@ temperanza
mi piace molto sbrodolare, ho 23 anni e preferisco buttarmi a capofitto nelle cose che dico anche a rischio di prendere cantonate colossali(questioni di età, credo)
comunque qua sotto proverò a rispondere.
@ fabio 
sarò lungo(spero di non scrivere troppe cazzate)
posso dire, con umiltà, che la stampa sta facendo molta confusione attribuendo una linea comune a libri come quello di desiati, nove(2006), bajani(2006), dezio(2004): ovvero l'idea di una nuova narrativa del precariato che non esiste in alcun modo! Ripeto: questa linea esiste solo nelle teste degli editor delle grosse case editrici. Esempio lampante il titolo del libro di desiati che dice: "vita"( e non) "lavoro" precaria/o. giocando sull'effetto che la parola "precaria" suscita in mezza europa da diversi anni a questa parte. nulla di più lontano, credimi, dalla realtà del testo. in desiati resta solo sullo sfondo la condizione lavorativa del giovane martino. 

altro punto dolente, il fatto che si voglia parlare del libro di desiati omettendo il finale: questa situazione ai limiti del grottesco la si vive ovunque desiati vada presentando il proprio libro. tutti parlano, recensiscono, disquisiscono tuttavia aggirando il fatto determinante del romanzo. 
Una volta per tutte: martino bux è uno schizzato, nevrotico qualunquista che ha perso l'amore della sua vita, Toni, nell'incidente aereo di malpensa 2001 (ma questo è il finale del libro) e da allora finge di scriverle lettere e finge che Toni gli risponda: con il risutato che noi siamo indotti a credere che toni faccia la volontaria in africa e funga da controcanto buono e filantropico del sottoculturato martino. senza sapere che così facendo martino narrativizza, idealizza una toni che non esiste se non nella mente deflagrata del protagonista. senza sapere che i rapporti burberi intrattenuti con i genitori, in apparenza quelli che ogni tardoadolescente o "mammone" italiano potrebbe avere, sono in realtà una distrazione della percezione tra la pazzia di martino che  appare vittima per l'intero libro, e la sanità-normalità di genitori che per tutto il romanzo appaiono come i portatori di quelle colpe che inesorabilmente i padri farebbero ricadere sui figli. 
adesso svelato il mistero la lettura potrebbe iniziare, io mi fermo qui per desiati giacchè credo di non aver i mezzi per proseguire. tuttavia ritengo che la critica dovrebbe occuparsi di vivisezionare il testo e non di preoccuparsi di incasellarlo nello scaffale giusto. mi permetto di dire che è un libro importante.

su saviano: 
parto da un punto: ho avuto modo di sentire saviano dal vivo, presso una libreria leccese l'anno scorso. questo libro se lo portava dentro da anni perchè, come recita anche genna nel suo mirabile dies irae: chi sa troppo, o tace o racconta tutto! saviano ha raccontato tutto tutto circa quella trincea dalla quale scrive che è la campania. il suo libro è anomalo( recita la quarta di copertina) perchè è il libro di un giornalista indipendente molto informato che non ci pensa su a gettare il suo occhio sulla materia incandescente che egli vede sotto gli occhi. è un libro che fa letteratura con i bilanci comunali, con le carte bollate della realtà politica ed economica della zona geografica analizzata. ma è anche il libro che ci racconta chi sono i nuovi boss di quella che non è più la "Camorra"(alludendo con ciò a "guappi" armati di coltello) ma il "Sistema", parola che a me evoca echi letterari e filosofici diversi: uno su tutti la definizione di "sistema" che Roland Barthes dà nel suo "Frammenti di un discorso amoroso", 2001, pg 188.
SISTEMATI: il soggetto amoroso vede che intorno a lui tutti sono "sistemati" e gli sembra che ognuno disponga di un piccolo sistema pratico e affettivo di vincoli contrattuali da cui si sente escluso; egli ne ricava un ambiguo sentimento d'invidia e di derisione".[…] Egli vuole fare parte di un sistema poiché il sistema è un’insieme in cui tutti hanno il loro posto.[…](Forza delle strutture: ecco ciò che in esse è desiderato).

E forse proprio adesso si può tentare addirittura di accomunare Desiati e Saviano, laddove la follia di chi scrive lettere ai morti e quella di chi rischia la propria morte seguendo i percorsi della mala napoletana basterebbero da sole a lodare i libri di due autori che hanno provato con i loro mezzi a  scalfire, se non a buttare giù la sistematicità e sistemabilità delle nostre vite, entrando duro sull’attualità dei fatti e dei sentimenti. Sull’attualità del rischio che oggi corre uno spiantato, qualunquista e “mezza-sega”(parole di Desiati) Martino Bux dentro la regolarità di quelli per cui “in fondo/accontentarsi di mille lire di più/ in saccoccia, è una forma di santità”, (PPPasolini nell’esergo di Desiati).
Buon lavoro.
Daniele.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@ temperanza<br />
mi piace molto sbrodolare, ho 23 anni e preferisco buttarmi a capofitto nelle cose che dico anche a rischio di prendere cantonate colossali(questioni di età, credo)<br />
comunque qua sotto proverò a rispondere.<br />
@ fabio<br />
sarò lungo(spero di non scrivere troppe cazzate)<br />
posso dire, con umiltà, che la stampa sta facendo molta confusione attribuendo una linea comune a libri come quello di desiati, nove(2006), bajani(2006), dezio(2004): ovvero l&#8217;idea di una nuova narrativa del precariato che non esiste in alcun modo! Ripeto: questa linea esiste solo nelle teste degli editor delle grosse case editrici. Esempio lampante il titolo del libro di desiati che dice: &#8220;vita&#8221;( e non) &#8220;lavoro&#8221; precaria/o. giocando sull&#8217;effetto che la parola &#8220;precaria&#8221; suscita in mezza europa da diversi anni a questa parte. nulla di più lontano, credimi, dalla realtà del testo. in desiati resta solo sullo sfondo la condizione lavorativa del giovane martino. </p>
<p>altro punto dolente, il fatto che si voglia parlare del libro di desiati omettendo il finale: questa situazione ai limiti del grottesco la si vive ovunque desiati vada presentando il proprio libro. tutti parlano, recensiscono, disquisiscono tuttavia aggirando il fatto determinante del romanzo.<br />
Una volta per tutte: martino bux è uno schizzato, nevrotico qualunquista che ha perso l&#8217;amore della sua vita, Toni, nell&#8217;incidente aereo di malpensa 2001 (ma questo è il finale del libro) e da allora finge di scriverle lettere e finge che Toni gli risponda: con il risutato che noi siamo indotti a credere che toni faccia la volontaria in africa e funga da controcanto buono e filantropico del sottoculturato martino. senza sapere che così facendo martino narrativizza, idealizza una toni che non esiste se non nella mente deflagrata del protagonista. senza sapere che i rapporti burberi intrattenuti con i genitori, in apparenza quelli che ogni tardoadolescente o &#8220;mammone&#8221; italiano potrebbe avere, sono in realtà una distrazione della percezione tra la pazzia di martino che  appare vittima per l&#8217;intero libro, e la sanità-normalità di genitori che per tutto il romanzo appaiono come i portatori di quelle colpe che inesorabilmente i padri farebbero ricadere sui figli.<br />
adesso svelato il mistero la lettura potrebbe iniziare, io mi fermo qui per desiati giacchè credo di non aver i mezzi per proseguire. tuttavia ritengo che la critica dovrebbe occuparsi di vivisezionare il testo e non di preoccuparsi di incasellarlo nello scaffale giusto. mi permetto di dire che è un libro importante.</p>
<p>su saviano:<br />
parto da un punto: ho avuto modo di sentire saviano dal vivo, presso una libreria leccese l&#8217;anno scorso. questo libro se lo portava dentro da anni perchè, come recita anche genna nel suo mirabile dies irae: chi sa troppo, o tace o racconta tutto! saviano ha raccontato tutto tutto circa quella trincea dalla quale scrive che è la campania. il suo libro è anomalo( recita la quarta di copertina) perchè è il libro di un giornalista indipendente molto informato che non ci pensa su a gettare il suo occhio sulla materia incandescente che egli vede sotto gli occhi. è un libro che fa letteratura con i bilanci comunali, con le carte bollate della realtà politica ed economica della zona geografica analizzata. ma è anche il libro che ci racconta chi sono i nuovi boss di quella che non è più la &#8220;Camorra&#8221;(alludendo con ciò a &#8220;guappi&#8221; armati di coltello) ma il &#8220;Sistema&#8221;, parola che a me evoca echi letterari e filosofici diversi: uno su tutti la definizione di &#8220;sistema&#8221; che Roland Barthes dà nel suo &#8220;Frammenti di un discorso amoroso&#8221;, 2001, pg 188.<br />
SISTEMATI: il soggetto amoroso vede che intorno a lui tutti sono &#8220;sistemati&#8221; e gli sembra che ognuno disponga di un piccolo sistema pratico e affettivo di vincoli contrattuali da cui si sente escluso; egli ne ricava un ambiguo sentimento d&#8217;invidia e di derisione&#8221;.[…] Egli vuole fare parte di un sistema poiché il sistema è un’insieme in cui tutti hanno il loro posto.[…](Forza delle strutture: ecco ciò che in esse è desiderato).</p>
<p>E forse proprio adesso si può tentare addirittura di accomunare Desiati e Saviano, laddove la follia di chi scrive lettere ai morti e quella di chi rischia la propria morte seguendo i percorsi della mala napoletana basterebbero da sole a lodare i libri di due autori che hanno provato con i loro mezzi a  scalfire, se non a buttare giù la sistematicità e sistemabilità delle nostre vite, entrando duro sull’attualità dei fatti e dei sentimenti. Sull’attualità del rischio che oggi corre uno spiantato, qualunquista e “mezza-sega”(parole di Desiati) Martino Bux dentro la regolarità di quelli per cui “in fondo/accontentarsi di mille lire di più/ in saccoccia, è una forma di santità”, (PPPasolini nell’esergo di Desiati).<br />
Buon lavoro.<br />
Daniele.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: temperanza</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/05/23/ce-vespa-e-vespaa-proposito-di-roberto-saviano/#comment-29012</link>
		<dc:creator>temperanza</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 May 2006 18:01:59 +0000</pubDate>
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		<description>Però, contentato Daniele, non si può parlare dei libri senza sbrodolare sempre nell'un senso o nell'altro?

Cioè parlarne con serietà, anche se con empatia, o leggerezza, o passione? Secondo me vi fa paura la fatica, dare un giudizio articolato e senza superlativi è un po' più faticoso di dire svengo di fronte a tanta grandezza. O no?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Però, contentato Daniele, non si può parlare dei libri senza sbrodolare sempre nell&#8217;un senso o nell&#8217;altro?</p>
<p>Cioè parlarne con serietà, anche se con empatia, o leggerezza, o passione? Secondo me vi fa paura la fatica, dare un giudizio articolato e senza superlativi è un po&#8217; più faticoso di dire svengo di fronte a tanta grandezza. O no?</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: temperanza</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/05/23/ce-vespa-e-vespaa-proposito-di-roberto-saviano/#comment-29011</link>
		<dc:creator>temperanza</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 May 2006 17:57:18 +0000</pubDate>
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		<description>D'accordo, di fronte a tanta empatia, sì, Saviano è il più grande scrittore italiano vivente. Contento, Daniele?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>D&#8217;accordo, di fronte a tanta empatia, sì, Saviano è il più grande scrittore italiano vivente. Contento, Daniele?</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: fabio</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/05/23/ce-vespa-e-vespaa-proposito-di-roberto-saviano/#comment-29010</link>
		<dc:creator>fabio</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 May 2006 17:39:49 +0000</pubDate>
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		<description>@daniele

so che hai letto entrambi i libri di cui ti sto per parlare: saviano e l'ultimo desiati (e sei riuscito anche nell'impresa di dies irae, per dire...).

e già questo è un punto oggettivamente a tuo favore, visto che, in effetti, mi ci metto anch'io, il sospetto per vaghe (o verbose) esaltazioni o, all'opposto, per stroncature spietate, fa il paio con l'istinto a voler parlare di libri SENZA ancora averli letti, affidandosi piuttosto al 'dibattito' che essi producono, perchè si 'leggono' con urgenza (con istinto, rimandandone letture critiche e più 'organiche'), come SINTOMI del discorso culturale, o letterario, o politico corrente.

ma ora beccati genna che mirabilmente 'rilegge' l'ultimo romanzo di desiati, che tu hai letto, e vai se vuoi su carmilla di oggi per il resto (con tanto di lettura stilistica finale, a riscattare l'apparente trascuratezza del suo stile: me se fosse voluta, diciamo necessaria, quella trascuratezza? vabbè...). 

ecco, 'gomorra' e 'vita precaria ecc..' (e dicevo, in un altro post, anche nove, perchè no?, accanto, in un tutto un po' indifferenziato):

" Non è dissimile, il tentativo civile che Desiati conduce a termine con questo suo nuovo romanzo, dalla carica e dall'impatto di Gomorra di Roberto Saviano: altro genere, altra poetica, eppure medesima appartenenza alla frangia estesissima di chi privilegia lo snodo tra politico e poetico, adottando qualunque retorica a sua disposizione, senza che l'attenzione sia centralizzata sulla modalità o sullo stile, ma sulla potenza d'impatto rispetto a un enorme rimosso collettivo, che è non soltanto la storia recente dell'Italia, ma anche l'immaginario che doveva esserne partorito e non lo è stato."

Ora, la moda (forse anche su NI) della critica lett. 'generazionale', nel peggiore dei casi, 'agonistica', nei migliori, è quella di intruppare le voci e le espressioni odierne, benchè dissimili, per parlare come sai di 'nuove ondate' della narrativa (o della poesia) italiana, eccetera. come fossero tutti, indistintamente, 'sintomi' di qualcosa (sintomo di qualcosa che, alla fine, si mostra per quello che è, per quello che non in altro modo ci si affanna a definire: in modo, cioè, indifferenziato...).

Tu che hai letto i due libri e so che, distintamente, ti sono 'piaciuti', ti hanno convinto, potresti ora 'riscattare' il sospetto di temperanza (che ci sta, per carità), di un tuo approccio ai testi troppo 'empatico', eccetera. ci saranno delle differenze, insomma, tra i due libri e quindi tra le tue valutazioni.... 

saluti (ricordati di tondelli...), f.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@daniele</p>
<p>so che hai letto entrambi i libri di cui ti sto per parlare: saviano e l&#8217;ultimo desiati (e sei riuscito anche nell&#8217;impresa di dies irae, per dire&#8230;).</p>
<p>e già questo è un punto oggettivamente a tuo favore, visto che, in effetti, mi ci metto anch&#8217;io, il sospetto per vaghe (o verbose) esaltazioni o, all&#8217;opposto, per stroncature spietate, fa il paio con l&#8217;istinto a voler parlare di libri SENZA ancora averli letti, affidandosi piuttosto al &#8216;dibattito&#8217; che essi producono, perchè si &#8216;leggono&#8217; con urgenza (con istinto, rimandandone letture critiche e più &#8216;organiche&#8217;), come SINTOMI del discorso culturale, o letterario, o politico corrente.</p>
<p>ma ora beccati genna che mirabilmente &#8216;rilegge&#8217; l&#8217;ultimo romanzo di desiati, che tu hai letto, e vai se vuoi su carmilla di oggi per il resto (con tanto di lettura stilistica finale, a riscattare l&#8217;apparente trascuratezza del suo stile: me se fosse voluta, diciamo necessaria, quella trascuratezza? vabbè&#8230;). </p>
<p>ecco, &#8216;gomorra&#8217; e &#8216;vita precaria ecc..&#8217; (e dicevo, in un altro post, anche nove, perchè no?, accanto, in un tutto un po&#8217; indifferenziato):</p>
<p>&#8221; Non è dissimile, il tentativo civile che Desiati conduce a termine con questo suo nuovo romanzo, dalla carica e dall&#8217;impatto di Gomorra di Roberto Saviano: altro genere, altra poetica, eppure medesima appartenenza alla frangia estesissima di chi privilegia lo snodo tra politico e poetico, adottando qualunque retorica a sua disposizione, senza che l&#8217;attenzione sia centralizzata sulla modalità o sullo stile, ma sulla potenza d&#8217;impatto rispetto a un enorme rimosso collettivo, che è non soltanto la storia recente dell&#8217;Italia, ma anche l&#8217;immaginario che doveva esserne partorito e non lo è stato.&#8221;</p>
<p>Ora, la moda (forse anche su NI) della critica lett. &#8216;generazionale&#8217;, nel peggiore dei casi, &#8216;agonistica&#8217;, nei migliori, è quella di intruppare le voci e le espressioni odierne, benchè dissimili, per parlare come sai di &#8216;nuove ondate&#8217; della narrativa (o della poesia) italiana, eccetera. come fossero tutti, indistintamente, &#8217;sintomi&#8217; di qualcosa (sintomo di qualcosa che, alla fine, si mostra per quello che è, per quello che non in altro modo ci si affanna a definire: in modo, cioè, indifferenziato&#8230;).</p>
<p>Tu che hai letto i due libri e so che, distintamente, ti sono &#8216;piaciuti&#8217;, ti hanno convinto, potresti ora &#8216;riscattare&#8217; il sospetto di temperanza (che ci sta, per carità), di un tuo approccio ai testi troppo &#8216;empatico&#8217;, eccetera. ci saranno delle differenze, insomma, tra i due libri e quindi tra le tue valutazioni&#8230;. </p>
<p>saluti (ricordati di tondelli&#8230;), f.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: daniele</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/05/23/ce-vespa-e-vespaa-proposito-di-roberto-saviano/#comment-29008</link>
		<dc:creator>daniele</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 May 2006 17:00:19 +0000</pubDate>
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		<description>@ temperanza
dico, sarà possibile essere emotivi ed emozionali nello spazio comunicativo di un blog. il mio breve commento di qualche giorno addietro è scaturito dalla imminente lettura e da un senso di partecipata empatia verso l'autore del libro  tuttavia, come dice biondillo, sarà il tempo a restituire i giudizi su saviano. 
il mio commento così azzardato è stato magari un modo per segnalare la lettura di qualcosa che valga la pena leggere dinanzi a tanti scritti che sembrano nati come "spilli per inculare le mosche"(da saviano 17.04.05 su nazione indiana).
buon lavoro a tutti
ps. saviano è il più grande scrittore italiano vivente</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@ temperanza<br />
dico, sarà possibile essere emotivi ed emozionali nello spazio comunicativo di un blog. il mio breve commento di qualche giorno addietro è scaturito dalla imminente lettura e da un senso di partecipata empatia verso l&#8217;autore del libro  tuttavia, come dice biondillo, sarà il tempo a restituire i giudizi su saviano.<br />
il mio commento così azzardato è stato magari un modo per segnalare la lettura di qualcosa che valga la pena leggere dinanzi a tanti scritti che sembrano nati come &#8220;spilli per inculare le mosche&#8221;(da saviano 17.04.05 su nazione indiana).<br />
buon lavoro a tutti<br />
ps. saviano è il più grande scrittore italiano vivente</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: gianni biondillo</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/05/23/ce-vespa-e-vespaa-proposito-di-roberto-saviano/#comment-28998</link>
		<dc:creator>gianni biondillo</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 May 2006 12:06:36 +0000</pubDate>
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		<description>Temp, la mia semplificazione come ogni semplificazione è semplificatoria. Ovvio. E io per primo (e Roberto insieme a me) non direi mai che Saviano è il più grande scrittore vivente dell'universo.
Capisco che il tuo nick impone una certa misura e moderazione. Ma è anche vero che certi entusiasmi sono sani. Poi con la giusta calma (e temperanza) si saprà setacciare il grano dalla pula.
Riconosciamogli quanto meno, a Roberto, delle quattro virtù, almeno la fortezza, no?
;-)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Temp, la mia semplificazione come ogni semplificazione è semplificatoria. Ovvio. E io per primo (e Roberto insieme a me) non direi mai che Saviano è il più grande scrittore vivente dell&#8217;universo.<br />
Capisco che il tuo nick impone una certa misura e moderazione. Ma è anche vero che certi entusiasmi sono sani. Poi con la giusta calma (e temperanza) si saprà setacciare il grano dalla pula.<br />
Riconosciamogli quanto meno, a Roberto, delle quattro virtù, almeno la fortezza, no?<br />
;-)</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: temperanza</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/05/23/ce-vespa-e-vespaa-proposito-di-roberto-saviano/#comment-28993</link>
		<dc:creator>temperanza</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 May 2006 11:30:37 +0000</pubDate>
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		<description>Arrivo dal post su Zangrando e (pur con tutta la stima, ed è davvero molta, per Roberto Saviano) alcune reazioni di là mi spingono a chiedere anche qui, ma si deve proprio dire:

"roberto saviano è il più grande scrittore italiano vivente!!!" ?

oppure

"Per me Saviano è il più imporante scrittore italiano vivente." ?

Se non avessi già avuto occasione di sapere chi è Saviano, giuro che sarebbe bastato questo per metterlo idealmente nel settore Circo Orfei. Andiamo ragazzi, e non sono neppure sicuro che Saviano ne sia contento, anzi, dubito.

Biondillo, la pancia va bene, ma non c'è mica solo quella per giudicare se una cosa è o non è letteratura.

@saviano
lo comprerò, il libro, ti ho già letto e lo faccio a ragion veduta, ma "i più grandi scrittori viventi" mi fanno sempre venire l'orticaria.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Arrivo dal post su Zangrando e (pur con tutta la stima, ed è davvero molta, per Roberto Saviano) alcune reazioni di là mi spingono a chiedere anche qui, ma si deve proprio dire:</p>
<p>&#8220;roberto saviano è il più grande scrittore italiano vivente!!!&#8221; ?</p>
<p>oppure</p>
<p>&#8220;Per me Saviano è il più imporante scrittore italiano vivente.&#8221; ?</p>
<p>Se non avessi già avuto occasione di sapere chi è Saviano, giuro che sarebbe bastato questo per metterlo idealmente nel settore Circo Orfei. Andiamo ragazzi, e non sono neppure sicuro che Saviano ne sia contento, anzi, dubito.</p>
<p>Biondillo, la pancia va bene, ma non c&#8217;è mica solo quella per giudicare se una cosa è o non è letteratura.</p>
<p>@saviano<br />
lo comprerò, il libro, ti ho già letto e lo faccio a ragion veduta, ma &#8220;i più grandi scrittori viventi&#8221; mi fanno sempre venire l&#8217;orticaria.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: gianni biondillo</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/05/23/ce-vespa-e-vespaa-proposito-di-roberto-saviano/#comment-28853</link>
		<dc:creator>gianni biondillo</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 May 2006 20:01:56 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2006/05/23/ce-vespa-e-vespaa-proposito-di-roberto-saviano/#comment-28853</guid>
		<description>“Criminalità”??? Ma chi fa i settori nelle librerie?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>“Criminalità”??? Ma chi fa i settori nelle librerie?</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: damiano</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/05/23/ce-vespa-e-vespaa-proposito-di-roberto-saviano/#comment-28839</link>
		<dc:creator>damiano</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 May 2006 16:13:47 +0000</pubDate>
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		<description>Grazie Roberto,
c'è molto da imparare - moltissimo da fare.

A Feltrinelli Largo Argentina, Roma, dopo tre giri tra le novità esposte vicino all'entrata, sull'orlo dello smarrimento, ecc. - il libro mi è stato indicato nel settore "Criminalità", in fondo al grande ambiente di piano terra.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie Roberto,<br />
c&#8217;è molto da imparare - moltissimo da fare.</p>
<p>A Feltrinelli Largo Argentina, Roma, dopo tre giri tra le novità esposte vicino all&#8217;entrata, sull&#8217;orlo dello smarrimento, ecc. - il libro mi è stato indicato nel settore &#8220;Criminalità&#8221;, in fondo al grande ambiente di piano terra.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Diego Ianiro</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/05/23/ce-vespa-e-vespaa-proposito-di-roberto-saviano/#comment-28817</link>
		<dc:creator>Diego Ianiro</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 May 2006 10:45:02 +0000</pubDate>
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		<description>[per Roberto Saviano]

avrei dovuto farteli, prima o poi e nonostante l'invidia (vera ossessione) e nonostante io.
non sapendo dove te lo dico qui:
complimenti
[veramente]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[per Roberto Saviano]</p>
<p>avrei dovuto farteli, prima o poi e nonostante l&#8217;invidia (vera ossessione) e nonostante io.<br />
non sapendo dove te lo dico qui:<br />
complimenti<br />
[veramente]</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: arte_misia</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/05/23/ce-vespa-e-vespaa-proposito-di-roberto-saviano/#comment-28806</link>
		<dc:creator>arte_misia</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 May 2006 06:56:58 +0000</pubDate>
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		<description>&lt;i&gt;Maledetta terra, maledetti luoghi, maledetto me stesso che non soffoco in un bolo sordo il dolore ma lo frammento e moltiplico con le parole.&lt;/i&gt;

R.Saviano _Scampia Erzegovina

benedetto invece
per le parole che hanno cuore e lame</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p><i>Maledetta terra, maledetti luoghi, maledetto me stesso che non soffoco in un bolo sordo il dolore ma lo frammento e moltiplico con le parole.</i></p>
<p>R.Saviano _Scampia Erzegovina</p>
<p>benedetto invece<br />
per le parole che hanno cuore e lame</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Cato</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/05/23/ce-vespa-e-vespaa-proposito-di-roberto-saviano/#comment-28801</link>
		<dc:creator>Cato</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 May 2006 22:59:01 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2006/05/23/ce-vespa-e-vespaa-proposito-di-roberto-saviano/#comment-28801</guid>
		<description>@ Roberto Saviano

Solo tre parole, una stretta di mano, un abbraccio fraterno: grazie di esistere.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@ Roberto Saviano</p>
<p>Solo tre parole, una stretta di mano, un abbraccio fraterno: grazie di esistere.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Di: cristina</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/05/23/ce-vespa-e-vespaa-proposito-di-roberto-saviano/#comment-28799</link>
		<dc:creator>cristina</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 May 2006 22:38:49 +0000</pubDate>
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		<description>Feltrinelli Piazza CLN Torino
Gomorra è al primo piano, in Attualità.

Gomorra può essere catalogato in qualsiasi modo, resa il fatto che quando leggi i passi di Roberto senti una morsa nell'addome, questo è importante!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Feltrinelli Piazza CLN Torino<br />
Gomorra è al primo piano, in Attualità.</p>
<p>Gomorra può essere catalogato in qualsiasi modo, resa il fatto che quando leggi i passi di Roberto senti una morsa nell&#8217;addome, questo è importante!</p>
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		<title>Di: Antonio D.</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/05/23/ce-vespa-e-vespaa-proposito-di-roberto-saviano/#comment-28790</link>
		<dc:creator>Antonio D.</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 May 2006 19:47:44 +0000</pubDate>
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		<description>Sempre io, scusate. Ho una curiosità. Io provengo da un paese del napoletano, mio padre mi raccontava sempre che le persone che provenivano dalle zone di Saviano, avevano tutte il coltello in tasca. Mio padre continua a dirlo, domanda idiota, ma uno come Saviano il coltello in tasca lo tiene o no?
Penso di no, tiene la penna...Ma la domanda sorge spontanea...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sempre io, scusate. Ho una curiosità. Io provengo da un paese del napoletano, mio padre mi raccontava sempre che le persone che provenivano dalle zone di Saviano, avevano tutte il coltello in tasca. Mio padre continua a dirlo, domanda idiota, ma uno come Saviano il coltello in tasca lo tiene o no?<br />
Penso di no, tiene la penna&#8230;Ma la domanda sorge spontanea&#8230;</p>
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