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	<title>Commenti a: Scrittore morto con natura (e viceversa)</title>
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	<pubDate>Fri, 09 Jan 2009 14:08:07 +0000</pubDate>
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		<title>Di: roberto</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/05/24/scrittore-morto-con-natura-e-viceversa/#comment-28877</link>
		<dc:creator>roberto</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 May 2006 08:42:20 +0000</pubDate>
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		<description>@piero sorrentino
@baldrus

Una volta il professor Fausto Colombo ha definito Tiziano Sclavi un “intellettuale-topo”, un artigiano che ha saputo scavare una nicchia, e poi una trincea, nel mercato culturale, senza perdersi d’animo, ma continuando a trovare materia d’ispirazione in se stesso e nei suoi incubi. 

Che poi è il nucleo new-romantic del tormento dylaniano, la sensazione di “irrealtà quotidiana” che proviamo ogni volta che entriamo in un supermercato per fare la spesa. 
 
Sclavi è stato uno dei primi italiani a scrivere arte seriale. “E’ un appassionato di horror, un colto citazionista,” dice Colombo, “che non ha mai pensato di diventare ‘Autore’ come tanti giovani registi anni settanta usciti dalla scuola sperimentale di cinematografia”. Meglio i fumetti, insomma, la  Bonelli’s way.   
http://www.triennale.it/index.php?idq=279 

Il discorso di Sorrentino sulla ‘scrittura visiva’ prefigura una letteratura per immagini ricca di opportunità. Le onomatopee, per esempio, si trasformano in SEGNI sulla pagina. Il suono della lingua diventa un concetto-totem, come fanno i grandi mangaka. Provate a raccontare una storia così, è molto più divertente.
http://www.triennale.it/index.php?idq=279</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@piero sorrentino<br />
@baldrus</p>
<p>Una volta il professor Fausto Colombo ha definito Tiziano Sclavi un “intellettuale-topo”, un artigiano che ha saputo scavare una nicchia, e poi una trincea, nel mercato culturale, senza perdersi d’animo, ma continuando a trovare materia d’ispirazione in se stesso e nei suoi incubi. </p>
<p>Che poi è il nucleo new-romantic del tormento dylaniano, la sensazione di “irrealtà quotidiana” che proviamo ogni volta che entriamo in un supermercato per fare la spesa. </p>
<p>Sclavi è stato uno dei primi italiani a scrivere arte seriale. “E’ un appassionato di horror, un colto citazionista,” dice Colombo, “che non ha mai pensato di diventare ‘Autore’ come tanti giovani registi anni settanta usciti dalla scuola sperimentale di cinematografia”. Meglio i fumetti, insomma, la  Bonelli’s way.<br />
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<p>Il discorso di Sorrentino sulla ‘scrittura visiva’ prefigura una letteratura per immagini ricca di opportunità. Le onomatopee, per esempio, si trasformano in SEGNI sulla pagina. Il suono della lingua diventa un concetto-totem, come fanno i grandi mangaka. Provate a raccontare una storia così, è molto più divertente.<br />
<a href="http://www.triennale.it/index.php?idq=279" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('outclick-comm/www.triennale.it');" rel="nofollow">http://www.triennale.it/index.php?idq=279</a></p>
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		<title>Di: Baldrus</title>
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		<dc:creator>Baldrus</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 May 2006 07:13:22 +0000</pubDate>
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		<description>Sono d'accordo. Ora che finalmente si è usciti dal mito sottoscrivo che Tiziano Sclavi è un grande.</description>
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		<title>Di: ale</title>
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		<dc:creator>ale</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 May 2006 21:58:27 +0000</pubDate>
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		<description>Beh, "Dopo mezzanotte" era poi "Fuori orario" di Scorsese.
Ma Sclavi è bravissimo, piaccia o non piaccia, è uno dei pochi inventori di qualcosa.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Beh, &#8220;Dopo mezzanotte&#8221; era poi &#8220;Fuori orario&#8221; di Scorsese.<br />
Ma Sclavi è bravissimo, piaccia o non piaccia, è uno dei pochi inventori di qualcosa.</p>
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		<title>Di: Massimiliano Governi</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/05/24/scrittore-morto-con-natura-e-viceversa/#comment-28851</link>
		<dc:creator>Massimiliano Governi</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 May 2006 19:33:35 +0000</pubDate>
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		<description>Tiziano Sclavi è un grande. Punto e basta.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Tiziano Sclavi è un grande. Punto e basta.</p>
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		<title>Di: Baldrus</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/05/24/scrittore-morto-con-natura-e-viceversa/#comment-28816</link>
		<dc:creator>Baldrus</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 May 2006 09:57:32 +0000</pubDate>
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		<description>Ultimamente si sta riparlando di Tiziano Sclavi. Perché ri-parlando? Perché se ne parlava, e molto, una ventina di anni fa. Noi, giovinastri milanesi più o meno fotografi-scrittori-giornalisti-pubblicitari e quant'altro leggevamo Dylan Dog, in metropolitana, a casa, nei parchi. Intorno al suo autore era stato costruito un complesso sistema di miti, di leggende, che probabilmente corrispondevano a una parte di verità, che ammantavano il personaggio di un'aura speciale di mistero (e quindi perfettamente funzionale al fumetto). Si diceva - e lo scrivevano Il Corriere della Sera, La Repubblica e soprattutto i periodici come Max, Amica, Vanity Fair, mica delle fanzines - che non esistevano foto di Sclavi perché lui non era in grado di vedere nessun essere vivente a parte il suo psichiatra; che viveva murato vivo in casa in un punto segretessimo di Milano; che non rilasciava interviste, mai, perché l'esperienza emotiva di una intervista lo avrebbe condotto in ospedale. C'erano quindi questi servizi sul personaggio che nessuno aveva mai visto, e qualcuno, tanto per soffiare un po' sul focherello, arrivò persino a mettere in dubbio la sua esistenza. Ora finalmente lo vediamo, c'è persino una sua foto, e non si può non riconoscervi il tratto di Dylan Dog nel suo ritratto. E ha rilasciato addirittura una intervista a Andrea Raos, che quindi sa se la leggenda su di lui ha un fondo di verità. Intanto l'importante è avere stabilito con certezza che Tiziano Sclavi esiste davvero, ed ha addirittura un volto.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ultimamente si sta riparlando di Tiziano Sclavi. Perché ri-parlando? Perché se ne parlava, e molto, una ventina di anni fa. Noi, giovinastri milanesi più o meno fotografi-scrittori-giornalisti-pubblicitari e quant&#8217;altro leggevamo Dylan Dog, in metropolitana, a casa, nei parchi. Intorno al suo autore era stato costruito un complesso sistema di miti, di leggende, che probabilmente corrispondevano a una parte di verità, che ammantavano il personaggio di un&#8217;aura speciale di mistero (e quindi perfettamente funzionale al fumetto). Si diceva - e lo scrivevano Il Corriere della Sera, La Repubblica e soprattutto i periodici come Max, Amica, Vanity Fair, mica delle fanzines - che non esistevano foto di Sclavi perché lui non era in grado di vedere nessun essere vivente a parte il suo psichiatra; che viveva murato vivo in casa in un punto segretessimo di Milano; che non rilasciava interviste, mai, perché l&#8217;esperienza emotiva di una intervista lo avrebbe condotto in ospedale. C&#8217;erano quindi questi servizi sul personaggio che nessuno aveva mai visto, e qualcuno, tanto per soffiare un po&#8217; sul focherello, arrivò persino a mettere in dubbio la sua esistenza. Ora finalmente lo vediamo, c&#8217;è persino una sua foto, e non si può non riconoscervi il tratto di Dylan Dog nel suo ritratto. E ha rilasciato addirittura una intervista a Andrea Raos, che quindi sa se la leggenda su di lui ha un fondo di verità. Intanto l&#8217;importante è avere stabilito con certezza che Tiziano Sclavi esiste davvero, ed ha addirittura un volto.</p>
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		<title>Di: Le Diable Saint</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/05/24/scrittore-morto-con-natura-e-viceversa/#comment-28810</link>
		<dc:creator>Le Diable Saint</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 May 2006 07:36:30 +0000</pubDate>
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		<description>Descriverei questo libro con una sola parola: angoscia. 
Bello, ma non quanto "le etichette delle camicie" che, per me, resta il suo migliore.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Descriverei questo libro con una sola parola: angoscia.<br />
Bello, ma non quanto &#8220;le etichette delle camicie&#8221; che, per me, resta il suo migliore.</p>
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