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	<title>Commenti a: (senza titolo)</title>
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	<description>versione 2.0</description>
	<pubDate>Fri, 09 Jan 2009 13:56:54 +0000</pubDate>
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		<title>Di: paolo</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/08/08/senza-titolo-3/#comment-44261</link>
		<dc:creator>paolo</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 Sep 2006 08:46:24 +0000</pubDate>
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		<description>Amo la nebbia che avvolge e profuma 
è come un braccio sinuoso ti prende
poi non ti accorgi d'un tratto sparisce 
e della nebbia ti resta il profumo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Amo la nebbia che avvolge e profuma<br />
è come un braccio sinuoso ti prende<br />
poi non ti accorgi d&#8217;un tratto sparisce<br />
e della nebbia ti resta il profumo.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Dr. Jekyl</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/08/08/senza-titolo-3/#comment-39162</link>
		<dc:creator>Dr. Jekyl</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Sep 2006 18:31:19 +0000</pubDate>
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		<description>Sorry, Cato, non pensavo certo che tu dovessi ampliare i tuoi orizzonti grazie alla lettura di miei eventuali testi! E non si tratta nemmeno di contrappormi o confrontarmi ad altri. Tra l'altro non ho scritto ancora nulla!
Non ho difficoltà a dire che "Luna velata" mi è piaciuta, anche se trovo i tuoi aggettivi un po' eccessivi.

A presto,

Jek


TUBI

I nostri lunghi tubi
pieni di curve
tunnel senza luce
conduttori di buio
di torve misture
collegati alla mente
potessero almeno
pendere rotti e vuoti
inerti al bene e al male
dallo scaffale dei ferri storti
dei mestieri dimenticati.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sorry, Cato, non pensavo certo che tu dovessi ampliare i tuoi orizzonti grazie alla lettura di miei eventuali testi! E non si tratta nemmeno di contrappormi o confrontarmi ad altri. Tra l&#8217;altro non ho scritto ancora nulla!<br />
Non ho difficoltà a dire che &#8220;Luna velata&#8221; mi è piaciuta, anche se trovo i tuoi aggettivi un po&#8217; eccessivi.</p>
<p>A presto,</p>
<p>Jek</p>
<p>TUBI</p>
<p>I nostri lunghi tubi<br />
pieni di curve<br />
tunnel senza luce<br />
conduttori di buio<br />
di torve misture<br />
collegati alla mente<br />
potessero almeno<br />
pendere rotti e vuoti<br />
inerti al bene e al male<br />
dallo scaffale dei ferri storti<br />
dei mestieri dimenticati.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Cato</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/08/08/senza-titolo-3/#comment-37982</link>
		<dc:creator>Cato</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 02 Sep 2006 08:56:37 +0000</pubDate>
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		<description>Non sono la vestale di niente e di nessuno, Dr. Jekyl, sono solo un lettore che ama la poesia. E se anche tu, a quanto mi sembra di capire, ti ritieni tale, non puoi non apprezzare questi testi, a prescindere dal genere e dalle forme in cui più ti riconosci.

Prova, piuttosto, a postare qualcosa di tuo, e lascia che, grazie a te, io possa ampliare i miei orizzonti. Te lo sto dicendo davvero, senza nessuna ironia.

Se ti interessa, oltretutto, credo di aver già letto qualcosa di tuo: se posti un testo, ti dico cosa ne penso, e senza svelare la tua identità. A cosa ti serve continuare a ironizzare? Nessuno, qui, ha mai detto che non esiste altro: il confronto si fa mettendo le carte sul tavolo, scoprendole. Non trovi? Se no, rischi di essere solo uno dei tanti troll di passaggio, che nulla toglie e nulla aggiunge alla musica, dolce o amara che sia, del giorno.

Ti saluto, e ti aspetto.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Non sono la vestale di niente e di nessuno, Dr. Jekyl, sono solo un lettore che ama la poesia. E se anche tu, a quanto mi sembra di capire, ti ritieni tale, non puoi non apprezzare questi testi, a prescindere dal genere e dalle forme in cui più ti riconosci.</p>
<p>Prova, piuttosto, a postare qualcosa di tuo, e lascia che, grazie a te, io possa ampliare i miei orizzonti. Te lo sto dicendo davvero, senza nessuna ironia.</p>
<p>Se ti interessa, oltretutto, credo di aver già letto qualcosa di tuo: se posti un testo, ti dico cosa ne penso, e senza svelare la tua identità. A cosa ti serve continuare a ironizzare? Nessuno, qui, ha mai detto che non esiste altro: il confronto si fa mettendo le carte sul tavolo, scoprendole. Non trovi? Se no, rischi di essere solo uno dei tanti troll di passaggio, che nulla toglie e nulla aggiunge alla musica, dolce o amara che sia, del giorno.</p>
<p>Ti saluto, e ti aspetto.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Dr. Jekyl</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/08/08/senza-titolo-3/#comment-37979</link>
		<dc:creator>Dr. Jekyl</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 02 Sep 2006 08:01:38 +0000</pubDate>
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		<description>Ma siete proprio le vestali accanite del sacro fuoco di Raos! Forse sarebbe meglio ampliare i vostri orizzonti.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ma siete proprio le vestali accanite del sacro fuoco di Raos! Forse sarebbe meglio ampliare i vostri orizzonti.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: maria</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/08/08/senza-titolo-3/#comment-37947</link>
		<dc:creator>maria</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 02 Sep 2006 05:27:40 +0000</pubDate>
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		<description>Ho, ben sai, crudeltà bastante, pure
mai ti immaginai campo di ghiaccio
chine le foglie al soffio, tu stormire
rauco nel bosco di cannule e timer,

i contatori abbarbicati ai solchi
tubolari nei due bracci, grida
verdi, disegnate, delle arterie
ferite a simulare ogni singulto, 
gli sbalzi vascolari: tic tic tic.
Cos'hai imparato a imprimere il tuo stare
immobile su una distesa immobile
brina, irta? Fuori, you prick, e di corsa



questo è il poeta che adoro e scusate se non chiedo il permesso!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ho, ben sai, crudeltà bastante, pure<br />
mai ti immaginai campo di ghiaccio<br />
chine le foglie al soffio, tu stormire<br />
rauco nel bosco di cannule e timer,</p>
<p>i contatori abbarbicati ai solchi<br />
tubolari nei due bracci, grida<br />
verdi, disegnate, delle arterie<br />
ferite a simulare ogni singulto,<br />
gli sbalzi vascolari: tic tic tic.<br />
Cos&#8217;hai imparato a imprimere il tuo stare<br />
immobile su una distesa immobile<br />
brina, irta? Fuori, you prick, e di corsa</p>
<p>questo è il poeta che adoro e scusate se non chiedo il permesso!</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Cato</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/08/08/senza-titolo-3/#comment-37744</link>
		<dc:creator>Cato</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Sep 2006 21:53:59 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2006/08/08/senza-titolo-3/#comment-37744</guid>
		<description>*

Viola ogni cosa traslucida a sera
alla soglia dell'alba
data fine all'insonnia
non è più di un confuso barbaglio,
un lampo di niente,
non un giorno vissuto, non un libro di versi - meno anche
dei baci che ho inferto. Per questo ne dico che penso
due forme di rosa: una
conchiusa - che è io - tagliata da un taglio
esso stesso il piacere
- esso stesso la rosa -
e una totale, coincisa nel mondo,
pensata natura, rosa futura.

*

se meno veloci,
molto meno, del vento che li porta
passeri feroci e incuriositi
dallo strazio di questi aperti colli
di bitume e di niente, di pace all'ingrosso
proferiva questo nome
finito, non di piuma
calamo o di padre
madre, di cristallo ognuno

*

Il profilo incuriosisce nell'ombra,
non il sorgere a giorno ogni volta
per successione di scatti, ruota dentata
nuova fiammante al versarvisi dentro
ad un tempo la luce che si sposta più piano
e già quasi bruciate le ombre sui muri.
A sera a sera un brusio,
scricchiolii già irreali - è già buio -
ne circondano il corpo e lo premono,
corpi nuovi d'intorno.
Ne sono le orazioni al vuoto.
Fossi anch'io, immiserito
ed inarcato a cosa,
non placida costanza o guizzo altrui.

*

Luna velata, dove, luna venuta
a mancare, ora, meravigliosa
madre ombra, sia

che guardi la luna che mancata
non è viva, è fiato,
non è fiato, è mia
e niente la trattiene, è via
luna di tutti i suoi satelliti ovvero una
di meno compiuta
scia,

quando, quanto?

Vita che mi stria,
nessun attaccamento,
niente che non sia.

* 

Autentica, grande scrittura di un autentico, vero poeta.

"Luna velata" è un cristallo sognante, chiuso a scrigno nel suo muto stupore, che oscilla nei giorni splendente di luce e dolore: di ascolto: di attesa.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>*</p>
<p>Viola ogni cosa traslucida a sera<br />
alla soglia dell&#8217;alba<br />
data fine all&#8217;insonnia<br />
non è più di un confuso barbaglio,<br />
un lampo di niente,<br />
non un giorno vissuto, non un libro di versi - meno anche<br />
dei baci che ho inferto. Per questo ne dico che penso<br />
due forme di rosa: una<br />
conchiusa - che è io - tagliata da un taglio<br />
esso stesso il piacere<br />
- esso stesso la rosa -<br />
e una totale, coincisa nel mondo,<br />
pensata natura, rosa futura.</p>
<p>*</p>
<p>se meno veloci,<br />
molto meno, del vento che li porta<br />
passeri feroci e incuriositi<br />
dallo strazio di questi aperti colli<br />
di bitume e di niente, di pace all&#8217;ingrosso<br />
proferiva questo nome<br />
finito, non di piuma<br />
calamo o di padre<br />
madre, di cristallo ognuno</p>
<p>*</p>
<p>Il profilo incuriosisce nell&#8217;ombra,<br />
non il sorgere a giorno ogni volta<br />
per successione di scatti, ruota dentata<br />
nuova fiammante al versarvisi dentro<br />
ad un tempo la luce che si sposta più piano<br />
e già quasi bruciate le ombre sui muri.<br />
A sera a sera un brusio,<br />
scricchiolii già irreali - è già buio -<br />
ne circondano il corpo e lo premono,<br />
corpi nuovi d&#8217;intorno.<br />
Ne sono le orazioni al vuoto.<br />
Fossi anch&#8217;io, immiserito<br />
ed inarcato a cosa,<br />
non placida costanza o guizzo altrui.</p>
<p>*</p>
<p>Luna velata, dove, luna venuta<br />
a mancare, ora, meravigliosa<br />
madre ombra, sia</p>
<p>che guardi la luna che mancata<br />
non è viva, è fiato,<br />
non è fiato, è mia<br />
e niente la trattiene, è via<br />
luna di tutti i suoi satelliti ovvero una<br />
di meno compiuta<br />
scia,</p>
<p>quando, quanto?</p>
<p>Vita che mi stria,<br />
nessun attaccamento,<br />
niente che non sia.</p>
<p>* </p>
<p>Autentica, grande scrittura di un autentico, vero poeta.</p>
<p>&#8220;Luna velata&#8221; è un cristallo sognante, chiuso a scrigno nel suo muto stupore, che oscilla nei giorni splendente di luce e dolore: di ascolto: di attesa.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Dr. Jekyl</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/08/08/senza-titolo-3/#comment-37640</link>
		<dc:creator>Dr. Jekyl</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Sep 2006 18:49:23 +0000</pubDate>
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		<description>Pascoli scriveva di galline, ovvero animali poco sublimi, già nel 1800. Non mi sembra che ultimamente ci sia una paura del sublime, piuttosto una smania. 

Abbiamo esempi che ci dicono come in poesia il contenuto (alto e non) spesso possa anche passare in secondo piano, quello che gioca un ruolo fondamentale è a mio parere il linguaggio, con ritmo, musicalità, assonanze, metafore etc.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Pascoli scriveva di galline, ovvero animali poco sublimi, già nel 1800. Non mi sembra che ultimamente ci sia una paura del sublime, piuttosto una smania. </p>
<p>Abbiamo esempi che ci dicono come in poesia il contenuto (alto e non) spesso possa anche passare in secondo piano, quello che gioca un ruolo fondamentale è a mio parere il linguaggio, con ritmo, musicalità, assonanze, metafore etc.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Andrea Raos</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/08/08/senza-titolo-3/#comment-37622</link>
		<dc:creator>Andrea Raos</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Sep 2006 17:11:47 +0000</pubDate>
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		<description>Grazie a Enrico De Lea. Come si dice in napoletano "certo che me ne fotto, ci mancherebbe altro"? :-)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie a Enrico De Lea. Come si dice in napoletano &#8220;certo che me ne fotto, ci mancherebbe altro&#8221;? :-)</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: enricodelea</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/08/08/senza-titolo-3/#comment-37606</link>
		<dc:creator>enricodelea</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Sep 2006 15:25:40 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2006/08/08/senza-titolo-3/#comment-37606</guid>
		<description>a prescindere (?) dalla discussione "lenirà/consolerà" e dalla diatriba successiva etc., credo che i tuoi versi siano (scrivo anch'io e ne sono fermamente convinto) del tutto esenti da quell'errore in cui cade chi scrive versi oggi: la paura del sublime. Che fa sì che si debba necessariamente scrivere (in modo pseudorealistico) del gatto o del cappuccino...
Ovviamente "consolazione" e "lenimento" configurano due possibilità di lettura diverse, credo, in un'accezione di tipo platonico-cristiano (al fondo riemergono certe dimensioni ideali ormai geneticamente acquisite), ... mente e corpo... 
P.S.
In ogni caso, come dicono a Napoli: fottetenne...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>a prescindere (?) dalla discussione &#8220;lenirà/consolerà&#8221; e dalla diatriba successiva etc., credo che i tuoi versi siano (scrivo anch&#8217;io e ne sono fermamente convinto) del tutto esenti da quell&#8217;errore in cui cade chi scrive versi oggi: la paura del sublime. Che fa sì che si debba necessariamente scrivere (in modo pseudorealistico) del gatto o del cappuccino&#8230;<br />
Ovviamente &#8220;consolazione&#8221; e &#8220;lenimento&#8221; configurano due possibilità di lettura diverse, credo, in un&#8217;accezione di tipo platonico-cristiano (al fondo riemergono certe dimensioni ideali ormai geneticamente acquisite), &#8230; mente e corpo&#8230;<br />
P.S.<br />
In ogni caso, come dicono a Napoli: fottetenne&#8230;</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Stevenson</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/08/08/senza-titolo-3/#comment-37548</link>
		<dc:creator>Stevenson</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Sep 2006 10:51:58 +0000</pubDate>
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		<description>Letta tutta la diatriba, concordo con Jekyll.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Letta tutta la diatriba, concordo con Jekyll.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Dr. Jekyl</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/08/08/senza-titolo-3/#comment-37370</link>
		<dc:creator>Dr. Jekyl</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 31 Aug 2006 19:32:47 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2006/08/08/senza-titolo-3/#comment-37370</guid>
		<description>Dimenticavo:

"Passata è la tempesta: 
odo augelli far festa, e la gallina, 
tornata in su la via, 
che ripete il suo verso."

e poi soprattutto Pascoli:

Da Valentino:

“Pensa, a gennaio, che il fuoco del ciocco 
non ti bastava, tremavi, ahimè!, 
e le galline cantavano, Un cocco! 
ecco ecco un cocco un cocco per te! 
Poi, le galline chiocciarono, e venne 
marzo, e tu, magro contadinello, “.......

e infine:

GALLINE

Al cader delle foglie, alla massaia
non piange il vecchio cor, come a noi grami:
che d'arguti galletti ha piena l'aia;

e spessi nella pace del mattino
delle utili galline ode i richiami:
zeppo, il granaio; il vin canta nel tino.

Cantano a sera intorno a lei stornelli
le fiorenti ragazze occhi pensosi,
mentre il granturco sfogliano, e i monelli
ruzzano nei cartocci strepitosi.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Dimenticavo:</p>
<p>&#8220;Passata è la tempesta:<br />
odo augelli far festa, e la gallina,<br />
tornata in su la via,<br />
che ripete il suo verso.&#8221;</p>
<p>e poi soprattutto Pascoli:</p>
<p>Da Valentino:</p>
<p>“Pensa, a gennaio, che il fuoco del ciocco<br />
non ti bastava, tremavi, ahimè!,<br />
e le galline cantavano, Un cocco!<br />
ecco ecco un cocco un cocco per te!<br />
Poi, le galline chiocciarono, e venne<br />
marzo, e tu, magro contadinello, “&#8230;&#8230;.</p>
<p>e infine:</p>
<p>GALLINE</p>
<p>Al cader delle foglie, alla massaia<br />
non piange il vecchio cor, come a noi grami:<br />
che d&#8217;arguti galletti ha piena l&#8217;aia;</p>
<p>e spessi nella pace del mattino<br />
delle utili galline ode i richiami:<br />
zeppo, il granaio; il vin canta nel tino.</p>
<p>Cantano a sera intorno a lei stornelli<br />
le fiorenti ragazze occhi pensosi,<br />
mentre il granturco sfogliano, e i monelli<br />
ruzzano nei cartocci strepitosi.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Dr. Jekyl</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/08/08/senza-titolo-3/#comment-37368</link>
		<dc:creator>Dr. Jekyl</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 31 Aug 2006 18:46:49 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2006/08/08/senza-titolo-3/#comment-37368</guid>
		<description>Ebbene sì, Emma è capace di difendersi dai miei feroci attacchi! 

Dove – e a mia insaputa – ho detto ciò?"
Emma, forse ho equivocato, ma quando dici: "è un tuo (sacrosanto) diritto di lettore giudicare un testo bello o brutto, sulla base di tuoi gusti e/o personali sensibilità" è come se dicessi: è bello quello che piace, è brutto quello che non piace, basta, non serve altra spiegazione. 
Quando dico mi piace o non mi piace devo anche esprimere un parere più circostanziato, ed è quello che ho cercato di fare, vedi la questione della tanto criticata, discussa e parodiata urgenza, vedi la storia di "contenuto e forma, significato e significante". Non mi sembra di aver contato solo "sugli esclamativi" come dice Emma. Purtroppo credo che potremmo parlare per giorni senza cavarne un ragno da un buco! Speravo che la mia prima sortita su "nazioneindiana" fosse più divertente.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ebbene sì, Emma è capace di difendersi dai miei feroci attacchi! </p>
<p>Dove – e a mia insaputa – ho detto ciò?&#8221;<br />
Emma, forse ho equivocato, ma quando dici: &#8220;è un tuo (sacrosanto) diritto di lettore giudicare un testo bello o brutto, sulla base di tuoi gusti e/o personali sensibilità&#8221; è come se dicessi: è bello quello che piace, è brutto quello che non piace, basta, non serve altra spiegazione.<br />
Quando dico mi piace o non mi piace devo anche esprimere un parere più circostanziato, ed è quello che ho cercato di fare, vedi la questione della tanto criticata, discussa e parodiata urgenza, vedi la storia di &#8220;contenuto e forma, significato e significante&#8221;. Non mi sembra di aver contato solo &#8220;sugli esclamativi&#8221; come dice Emma. Purtroppo credo che potremmo parlare per giorni senza cavarne un ragno da un buco! Speravo che la mia prima sortita su &#8220;nazioneindiana&#8221; fosse più divertente.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Andrea Raos</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/08/08/senza-titolo-3/#comment-37341</link>
		<dc:creator>Andrea Raos</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 31 Aug 2006 14:41:17 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2006/08/08/senza-titolo-3/#comment-37341</guid>
		<description>Vedo solo ora il commento di Emma. Sa difendersi da sé, appunto.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Vedo solo ora il commento di Emma. Sa difendersi da sé, appunto.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Andrea Raos</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/08/08/senza-titolo-3/#comment-37340</link>
		<dc:creator>Andrea Raos</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 31 Aug 2006 14:38:35 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2006/08/08/senza-titolo-3/#comment-37340</guid>
		<description>Dr. Jekil, Emma ha detto tutt'altro da ciò che lei le attribuisce - la stessa Emma in realtà sa difendersi benissimo da sola, ma tenevo comunque a precisare. Se poi lei vuole insistere a non capire, padronissimo.

Ad ogni buon conto, mi accingo immantinente a spiumare - per verba - il malcapitato gallinaceo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Dr. Jekil, Emma ha detto tutt&#8217;altro da ciò che lei le attribuisce - la stessa Emma in realtà sa difendersi benissimo da sola, ma tenevo comunque a precisare. Se poi lei vuole insistere a non capire, padronissimo.</p>
<p>Ad ogni buon conto, mi accingo immantinente a spiumare - per verba - il malcapitato gallinaceo.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: emma</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/08/08/senza-titolo-3/#comment-37336</link>
		<dc:creator>emma</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 31 Aug 2006 14:26:07 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2006/08/08/senza-titolo-3/#comment-37336</guid>
		<description>“Emma, per favore non banalizzare il discorso dicendo che è bello tutto ciò che piace al pubblico.”


!?!?!?!
Jek caro, stavolta abbondo io in esclamativi (e interrogativi) (sei contagioso :-).
Dove – e a mia insaputa – ho detto ciò?

(Massì, pace e bene :-)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>“Emma, per favore non banalizzare il discorso dicendo che è bello tutto ciò che piace al pubblico.”</p>
<p>!?!?!?!<br />
Jek caro, stavolta abbondo io in esclamativi (e interrogativi) (sei contagioso :-).<br />
Dove – e a mia insaputa – ho detto ciò?</p>
<p>(Massì, pace e bene :-)</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Dr. Jekyl</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/08/08/senza-titolo-3/#comment-37328</link>
		<dc:creator>Dr. Jekyl</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 31 Aug 2006 13:51:26 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2006/08/08/senza-titolo-3/#comment-37328</guid>
		<description>Emma, per favore non banalizzare il discorso dicendo che è bello tutto ciò che piace al pubblico. Se così fosse avrebbero un valore estetico o artistico anche il grande fratello e l'isola dei famosi che piacciono tanto a giovani e meno giovani!!? (punti esclamativi e punto interrogativo).
Non penso di avere verità autoevidenti, come dici tu, ho solo sentito la "necessità" di mettere in risalto un pensiero condiviso da molti. E non preoccuparti per il mio fegato, le mie transaminasi stanno benissimo, ci vuole ben altro.

Per Andrea Raos: non ce l'ho con lei, ma le consiglio di usare gallina per un bel brodo!

Pace e bene a tutti!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Emma, per favore non banalizzare il discorso dicendo che è bello tutto ciò che piace al pubblico. Se così fosse avrebbero un valore estetico o artistico anche il grande fratello e l&#8217;isola dei famosi che piacciono tanto a giovani e meno giovani!!? (punti esclamativi e punto interrogativo).<br />
Non penso di avere verità autoevidenti, come dici tu, ho solo sentito la &#8220;necessità&#8221; di mettere in risalto un pensiero condiviso da molti. E non preoccuparti per il mio fegato, le mie transaminasi stanno benissimo, ci vuole ben altro.</p>
<p>Per Andrea Raos: non ce l&#8217;ho con lei, ma le consiglio di usare gallina per un bel brodo!</p>
<p>Pace e bene a tutti!</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: emma</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/08/08/senza-titolo-3/#comment-37320</link>
		<dc:creator>emma</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 31 Aug 2006 13:18:02 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2006/08/08/senza-titolo-3/#comment-37320</guid>
		<description>Dr. Jekyl, ciò che per te è una verità autoevidente non lo è necessariamente per tutti gli altri.
È un tuo (sacrosanto) diritto di lettore giudicare un testo bello o brutto, sulla base di tuoi gusti e/o personali sensibilità.
Ma quando pretendi di fornire una valutazione un po’ più circostanziata non puoi contare solo sugli esclamativi. 
Oltretutto rischi un travaso di bile, e nel tuo caso è davvero un rischio da evitare.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Dr. Jekyl, ciò che per te è una verità autoevidente non lo è necessariamente per tutti gli altri.<br />
È un tuo (sacrosanto) diritto di lettore giudicare un testo bello o brutto, sulla base di tuoi gusti e/o personali sensibilità.<br />
Ma quando pretendi di fornire una valutazione un po’ più circostanziata non puoi contare solo sugli esclamativi.<br />
Oltretutto rischi un travaso di bile, e nel tuo caso è davvero un rischio da evitare.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Andrea Raos</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/08/08/senza-titolo-3/#comment-37302</link>
		<dc:creator>Andrea Raos</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 31 Aug 2006 12:31:05 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2006/08/08/senza-titolo-3/#comment-37302</guid>
		<description>"i veri poeti sono pochi. E’ sorprendente, invece, notare come sempre più numerose antologie curate da professori universitari annoverino amici, studenti e giornalisti nella sfolgorante generazione dei nuovi o giovani poeti italiani!"

eh, d'altra parte, cosa vuole, signora mia...

Caro/a Dr.Jekyl, per come l'ho capita io Emma ha soltanto voluto richiamarla ad un uso non (o il meno possibile) metaforico della lingua, soprattutto in sede critica. È ovvio che quando si sta seduti al bar a discorrere di poesia, l'"urgenza" è anche tutte le belle cose che dice lei; ma resta pur sempre che se lei chiede (anche retoricamente) "qual è l'urgenza di questa poesia?", è in pratica impossibile risponderle. Dica "non mi è piaciuta perché secondo me è brutta", e finita lì. 

Ad ogni modo, mi impegno per iscritto a scrivere e dedicarle (con la massima urgenza, s'intende) una poesia su una gallina. La preferisce viva o morta?

Con viva cordialità,</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;i veri poeti sono pochi. E’ sorprendente, invece, notare come sempre più numerose antologie curate da professori universitari annoverino amici, studenti e giornalisti nella sfolgorante generazione dei nuovi o giovani poeti italiani!&#8221;</p>
<p>eh, d&#8217;altra parte, cosa vuole, signora mia&#8230;</p>
<p>Caro/a Dr.Jekyl, per come l&#8217;ho capita io Emma ha soltanto voluto richiamarla ad un uso non (o il meno possibile) metaforico della lingua, soprattutto in sede critica. È ovvio che quando si sta seduti al bar a discorrere di poesia, l&#8217;&#8221;urgenza&#8221; è anche tutte le belle cose che dice lei; ma resta pur sempre che se lei chiede (anche retoricamente) &#8220;qual è l&#8217;urgenza di questa poesia?&#8221;, è in pratica impossibile risponderle. Dica &#8220;non mi è piaciuta perché secondo me è brutta&#8221;, e finita lì. </p>
<p>Ad ogni modo, mi impegno per iscritto a scrivere e dedicarle (con la massima urgenza, s&#8217;intende) una poesia su una gallina. La preferisce viva o morta?</p>
<p>Con viva cordialità,</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Dr. Jekyl</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/08/08/senza-titolo-3/#comment-37282</link>
		<dc:creator>Dr. Jekyl</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 31 Aug 2006 09:54:32 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2006/08/08/senza-titolo-3/#comment-37282</guid>
		<description>Queste mi sembrano le pignole puntualizzazioni di un notaio! Io mi riferivo all'urgenza in poesia o più in generale in letteratura, non a quella dei vocabolari! Non pensavo di dover discute dell'ovvio, chi "traffica" nel campo letterario dovrebbe saperlo bene. Non è certo l'urgenza di un ricovero ospedaliero o della ricerca affannosa del bagno a causa di smottamenti intestinali! Non è la smania di dire subito qualunque cosa in qualsiasi modo. Si tratta di quella necessità che è all'origine di un testo. La necessità che ci guida a scrivere se abbiamo "veramente" qualcosa da dire. La neccessità che permette, quando si possiedono le doti necessarie, di amalgamare contenuto e forma, significato e significante ottenendo un equilibrio estetico, quindi una bel testo. Questo può avvenire anche dopo ripensamenti, cambiamenti, variazioni del testo stesso. Non è una necessità che si riflette per forza nell'attuazione immediata del pensiero in azione, dell'idea in scritto immodificabile. Può anche accadere, ma è raro. Per questo non tutti quelli che scrivono versi possono permettersi di chiamarsi poeti, e non bastano nemmeno la tecnica o gli esercizi di stile, pur importanti. Per questo, secondo me, i veri poeti sono pochi. E' sorprendente, invece, notare come sempre più numerose antologie curate da professori universitari annoverino amici, studenti e giornalisti nella sfolgorante generazione dei nuovi o giovani poeti italiani! 
Spero di aver chiarito il mio pensiero e di non dovere tornare sull'argomento</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Queste mi sembrano le pignole puntualizzazioni di un notaio! Io mi riferivo all&#8217;urgenza in poesia o più in generale in letteratura, non a quella dei vocabolari! Non pensavo di dover discute dell&#8217;ovvio, chi &#8220;traffica&#8221; nel campo letterario dovrebbe saperlo bene. Non è certo l&#8217;urgenza di un ricovero ospedaliero o della ricerca affannosa del bagno a causa di smottamenti intestinali! Non è la smania di dire subito qualunque cosa in qualsiasi modo. Si tratta di quella necessità che è all&#8217;origine di un testo. La necessità che ci guida a scrivere se abbiamo &#8220;veramente&#8221; qualcosa da dire. La neccessità che permette, quando si possiedono le doti necessarie, di amalgamare contenuto e forma, significato e significante ottenendo un equilibrio estetico, quindi una bel testo. Questo può avvenire anche dopo ripensamenti, cambiamenti, variazioni del testo stesso. Non è una necessità che si riflette per forza nell&#8217;attuazione immediata del pensiero in azione, dell&#8217;idea in scritto immodificabile. Può anche accadere, ma è raro. Per questo non tutti quelli che scrivono versi possono permettersi di chiamarsi poeti, e non bastano nemmeno la tecnica o gli esercizi di stile, pur importanti. Per questo, secondo me, i veri poeti sono pochi. E&#8217; sorprendente, invece, notare come sempre più numerose antologie curate da professori universitari annoverino amici, studenti e giornalisti nella sfolgorante generazione dei nuovi o giovani poeti italiani!<br />
Spero di aver chiarito il mio pensiero e di non dovere tornare sull&#8217;argomento</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: emma</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/08/08/senza-titolo-3/#comment-36987</link>
		<dc:creator>emma</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Aug 2006 09:14:14 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2006/08/08/senza-titolo-3/#comment-36987</guid>
		<description>@Dr. Jekyl 

Dal De Mauro on line

ur&#124;gèn&#124;za
s.f.
AU 
1a l’essere urgente; necessità impellente, inderogabile: avere u. di partire, non c’è u., discutere sull’u. del caso &#124; fare u. a qcn., sollecitarlo in modo pressante 
1b situazione grave, che richiede un intervento immediato: se c’è un’u., telefonatemi 
2 estrema rapidità, sollecitudine: intervenire con u.

Polirematiche
d’urgenza loc.avv., loc.agg.inv. CO 
1 loc.avv., con urgenza, nel modo più rapido possibile: partire d’u., essere ricoverato d’u. 
2 loc.agg.inv., urgente: intervento d’u.


Mah.
Credo che materia per equivocare ce ne sia ancora.
“Urgenza significa avere qualcosa da dire”: fin qui ci siamo. Aggiungerei anche un “pressantemente”, un “senza tergiversare”, se vuoi un “con forza (con energia)”.
È il passaggio a “con la giusta forma espressiva” che mi appare arduo.
Presume la disponibilità di una Grazia pronta all’uso, la presenza di una Illuminazione in grado di assicurare l’immediata perfezione del gesto e del prodotto.
Cose rare.
Se così fosse non si spiegherebbero le varianti, i ripensamenti, i decenni o le vite impiegati per scrivere una sola opera, un solo poema.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@Dr. Jekyl </p>
<p>Dal De Mauro on line</p>
<p>ur|gèn|za<br />
s.f.<br />
AU<br />
1a l’essere urgente; necessità impellente, inderogabile: avere u. di partire, non c’è u., discutere sull’u. del caso | fare u. a qcn., sollecitarlo in modo pressante<br />
1b situazione grave, che richiede un intervento immediato: se c’è un’u., telefonatemi<br />
2 estrema rapidità, sollecitudine: intervenire con u.</p>
<p>Polirematiche<br />
d’urgenza loc.avv., loc.agg.inv. CO<br />
1 loc.avv., con urgenza, nel modo più rapido possibile: partire d’u., essere ricoverato d’u.<br />
2 loc.agg.inv., urgente: intervento d’u.</p>
<p>Mah.<br />
Credo che materia per equivocare ce ne sia ancora.<br />
“Urgenza significa avere qualcosa da dire”: fin qui ci siamo. Aggiungerei anche un “pressantemente”, un “senza tergiversare”, se vuoi un “con forza (con energia)”.<br />
È il passaggio a “con la giusta forma espressiva” che mi appare arduo.<br />
Presume la disponibilità di una Grazia pronta all’uso, la presenza di una Illuminazione in grado di assicurare l’immediata perfezione del gesto e del prodotto.<br />
Cose rare.<br />
Se così fosse non si spiegherebbero le varianti, i ripensamenti, i decenni o le vite impiegati per scrivere una sola opera, un solo poema.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Dr. Jekyl</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/08/08/senza-titolo-3/#comment-36914</link>
		<dc:creator>Dr. Jekyl</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Aug 2006 22:05:14 +0000</pubDate>
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		<description>Per Emma. Urgenza significa avere qualcosa da dire con la giusta forma espressiva, qualcosa che non si può non dire o dire diversamente: è proprio il contrario della spontaneità, non vedo come si possa equivocare.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Per Emma. Urgenza significa avere qualcosa da dire con la giusta forma espressiva, qualcosa che non si può non dire o dire diversamente: è proprio il contrario della spontaneità, non vedo come si possa equivocare.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: emma</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/08/08/senza-titolo-3/#comment-36795</link>
		<dc:creator>emma</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Aug 2006 17:50:52 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2006/08/08/senza-titolo-3/#comment-36795</guid>
		<description>Caro Andrea, hai capito male (o non mi sono spiegata): preferisco “consolerà” :-)

Quanto a Campana. 
Il mio era un intervento un po’ OT (già detto), ma indotto dal commento di a.b. (che per primo ha chiamato in causa Campana), e soprattutto dalla storia dell’“urgenza” (a.b. e, in special modo, Dr. Jekyll).
In breve.
Secondo me l’appello all’*urgenza* è fuorviante, rischia il luogo comune. 
Specie se l’*urgenza* non è definita e delimitata. 
Perché può far pensare alla poesia come al risultato di un ingenuo/incontenibile spontaneismo o di una psicologia pavloviana. 
O come al frutto di faccende essenzialmente extratestuali.
Anche per me i versi di Campana dimostrano quello che tu dici; urgenza forse sì, ma certamente nessuna ingenuità, nessuno spontaneismo gratuito.
Dunque grandissima tensione, grandissima creatività e grandissima tecnica. 
E molti, molti lasciti per la poesia a venire (di 50-60-80-90 anni dopo).
(Anche il tuo richiamo alla Rosselli potrebbe essere letto, indirettamente, come un omaggio a Campana.)

Forse è il caso di leggere tutta “Genova”.

http://www.poiein.it/autori/C/Campana.htm</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Andrea, hai capito male (o non mi sono spiegata): preferisco “consolerà” :-)</p>
<p>Quanto a Campana.<br />
Il mio era un intervento un po’ OT (già detto), ma indotto dal commento di a.b. (che per primo ha chiamato in causa Campana), e soprattutto dalla storia dell’“urgenza” (a.b. e, in special modo, Dr. Jekyll).<br />
In breve.<br />
Secondo me l’appello all’*urgenza* è fuorviante, rischia il luogo comune.<br />
Specie se l’*urgenza* non è definita e delimitata.<br />
Perché può far pensare alla poesia come al risultato di un ingenuo/incontenibile spontaneismo o di una psicologia pavloviana.<br />
O come al frutto di faccende essenzialmente extratestuali.<br />
Anche per me i versi di Campana dimostrano quello che tu dici; urgenza forse sì, ma certamente nessuna ingenuità, nessuno spontaneismo gratuito.<br />
Dunque grandissima tensione, grandissima creatività e grandissima tecnica.<br />
E molti, molti lasciti per la poesia a venire (di 50-60-80-90 anni dopo).<br />
(Anche il tuo richiamo alla Rosselli potrebbe essere letto, indirettamente, come un omaggio a Campana.)</p>
<p>Forse è il caso di leggere tutta “Genova”.</p>
<p><a href="http://www.poiein.it/autori/C/Campana.htm" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('outclick-comm/www.poiein.it');" rel="nofollow">http://www.poiein.it/autori/C/Campana.htm</a></p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Andrea Raos</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/08/08/senza-titolo-3/#comment-36784</link>
		<dc:creator>Andrea Raos</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Aug 2006 12:43:57 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2006/08/08/senza-titolo-3/#comment-36784</guid>
		<description>Cara Emma, riguardo a "consolerà" e "lenirà" ho capito: non ti piace nessuna delle due! :-)))

Comunque, parlo più volentieri di Campana che di me (e ci mancherebbe altro): davvero impressionanti questi versi che citi (suppongo rispetto alla questione della "ripetizione"). Mi hanno sempre fatto pensare a una sestina implosa, trasformata in buco nero. 

Molto a pelle, mi impressiona molto che per decenni non si sia visto che in questo brano, in realtà, di ripetizioni vere e proprie non ce n'è nemmeno una. Tutto è microvariazione, microfrattura. Quella che è potuta sembrare carenza tecnica è, in realtà, la testimonianza di una tecnica superiore, talmente superiore da passare inosservata - e nel campo delle arti è successo tante di quelle volte, a ben pensarci... Me lo immagino bene, un Croce (o chi per lui), asserragliato dentro la sua università a ripetersi "impossibile che un pazzo sia più bravo di me..."

Ma mi colpisce anche come, quasi in tempo reale, il mio amatissimo Boine avesse capito davvero (quasi) tutto. A dimostrazione che è possibile.

*

Un caro saluto ad Addio Alle Arti, che oltre a tutto è un ragazzo davvero simpatico... :-)))</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Cara Emma, riguardo a &#8220;consolerà&#8221; e &#8220;lenirà&#8221; ho capito: non ti piace nessuna delle due! :-)))</p>
<p>Comunque, parlo più volentieri di Campana che di me (e ci mancherebbe altro): davvero impressionanti questi versi che citi (suppongo rispetto alla questione della &#8220;ripetizione&#8221;). Mi hanno sempre fatto pensare a una sestina implosa, trasformata in buco nero. </p>
<p>Molto a pelle, mi impressiona molto che per decenni non si sia visto che in questo brano, in realtà, di ripetizioni vere e proprie non ce n&#8217;è nemmeno una. Tutto è microvariazione, microfrattura. Quella che è potuta sembrare carenza tecnica è, in realtà, la testimonianza di una tecnica superiore, talmente superiore da passare inosservata - e nel campo delle arti è successo tante di quelle volte, a ben pensarci&#8230; Me lo immagino bene, un Croce (o chi per lui), asserragliato dentro la sua università a ripetersi &#8220;impossibile che un pazzo sia più bravo di me&#8230;&#8221;</p>
<p>Ma mi colpisce anche come, quasi in tempo reale, il mio amatissimo Boine avesse capito davvero (quasi) tutto. A dimostrazione che è possibile.</p>
<p>*</p>
<p>Un caro saluto ad Addio Alle Arti, che oltre a tutto è un ragazzo davvero simpatico&#8230; :-)))</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Addio Alle Arti</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/08/08/senza-titolo-3/#comment-36779</link>
		<dc:creator>Addio Alle Arti</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Aug 2006 11:04:13 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2006/08/08/senza-titolo-3/#comment-36779</guid>
		<description>Eccomi qua. Gentile Cato, sono d'accordo: è il libro che appunto stavo leggendo, quello di Raos, quando ho lasciato il mio commento. Quanto alla domanda dello stesso poeta: io preferisco il verso come l'ho letto la prima volta (“Mai unguento consolerà il mio corpo”), anzi direi che forse è il verso che maggiormente mi ha colpito, anche se, sia chiaro, questa poesia la mi piace tutta tutta. Saluti cordiali.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Eccomi qua. Gentile Cato, sono d&#8217;accordo: è il libro che appunto stavo leggendo, quello di Raos, quando ho lasciato il mio commento. Quanto alla domanda dello stesso poeta: io preferisco il verso come l&#8217;ho letto la prima volta (“Mai unguento consolerà il mio corpo”), anzi direi che forse è il verso che maggiormente mi ha colpito, anche se, sia chiaro, questa poesia la mi piace tutta tutta. Saluti cordiali.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Dr. Jekyll</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/08/08/senza-titolo-3/#comment-36770</link>
		<dc:creator>Dr. Jekyll</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Aug 2006 10:19:15 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2006/08/08/senza-titolo-3/#comment-36770</guid>
		<description>Apprezzo lo stile e la musicalità delle numerose ripetizioni e assonanze nella poesia di Campana. Ma che c'entra questo con il testo di Raos? 
Quando parlavo di urgenza, mi riferivo alla motivazione e alla spinta interna che portano un poeta a mettere su carta esperienze, impressioni, immagini utilizzando certe parole e non altre. Urgente potrebbe essere anche la poesia su una gallina!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Apprezzo lo stile e la musicalità delle numerose ripetizioni e assonanze nella poesia di Campana. Ma che c&#8217;entra questo con il testo di Raos?<br />
Quando parlavo di urgenza, mi riferivo alla motivazione e alla spinta interna che portano un poeta a mettere su carta esperienze, impressioni, immagini utilizzando certe parole e non altre. Urgente potrebbe essere anche la poesia su una gallina!</p>
]]></content:encoded>
	</item>
</channel>
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