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	<title>Commenti a: Dov&#8217;è l&#8217;emergenza</title>
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	<pubDate>Sat, 05 Jul 2008 02:59:14 +0000</pubDate>
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		<title>Di: Il mondo di Tatiana &#124; Nazione Indiana</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/08/29/dove-lemergenza/#comment-64339</link>
		<dc:creator>Il mondo di Tatiana &#124; Nazione Indiana</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Mar 2007 06:18:53 +0000</pubDate>
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		<description>[...] Altri articoli di Stefano Savella su Nazione Indiana: Dov&#8217;è l&#8217;emergenza [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] Altri articoli di Stefano Savella su Nazione Indiana: Dov&#8217;è l&#8217;emergenza [...]</p>
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		<title>Di: Linus</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/08/29/dove-lemergenza/#comment-37989</link>
		<dc:creator>Linus</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 02 Sep 2006 09:43:58 +0000</pubDate>
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		<description>Bellissimo e documentatissimo il tuo post.
Complimenti!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Bellissimo e documentatissimo il tuo post.<br />
Complimenti!</p>
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	<item>
		<title>Di: gina</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/08/29/dove-lemergenza/#comment-37977</link>
		<dc:creator>gina</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 02 Sep 2006 07:32:35 +0000</pubDate>
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		<description>e che dire della superchicca di francesco merlo:)
stupratore in libertà, giudice sotto accusa
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		<content:encoded><![CDATA[<p>e che dire della superchicca di francesco merlo:)<br />
stupratore in libertà, giudice sotto accusa<br />
<a href="http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=search&amp;currentArticle=BRRB0" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('/outbound/comment/rassegna.camera.it');" rel="nofollow">http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=search&amp;currentArticle=BRRB0</a></p>
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		<title>Di: Mayfly</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/08/29/dove-lemergenza/#comment-37322</link>
		<dc:creator>Mayfly</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 31 Aug 2006 13:29:23 +0000</pubDate>
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		<description>Sono daccordo con wowoka: la questione dell’immigrazione non può essere considerata come un fattore sganciato da quello ecologico. 
Considerando inoltre che è sempre un insieme di fattori a causare un evento e mai un unico fattore, l'ottica integrata è la giusta prospettiva. 
Pur tuttativa nulla potrà cambiare senza un'inversione di tendenza dell'esponenziale incremento demografico, attualmente incontrollato ed incontrollabile, nelle aree del cosiddetto terzo mondo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sono daccordo con wowoka: la questione dell’immigrazione non può essere considerata come un fattore sganciato da quello ecologico.<br />
Considerando inoltre che è sempre un insieme di fattori a causare un evento e mai un unico fattore, l&#8217;ottica integrata è la giusta prospettiva.<br />
Pur tuttativa nulla potrà cambiare senza un&#8217;inversione di tendenza dell&#8217;esponenziale incremento demografico, attualmente incontrollato ed incontrollabile, nelle aree del cosiddetto terzo mondo.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: roberto</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/08/29/dove-lemergenza/#comment-37284</link>
		<dc:creator>roberto</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 31 Aug 2006 10:45:17 +0000</pubDate>
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		<description>@wovoka
Già.</description>
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Già.</p>
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	<item>
		<title>Di: wovoka</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/08/29/dove-lemergenza/#comment-37272</link>
		<dc:creator>wovoka</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 31 Aug 2006 09:07:35 +0000</pubDate>
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		<description>Trovo molto istruttive queste analisi a livello retorico-linguistico su come i mass-media “creino” per noi un'immagine complessiva, emotiva, delle realtà che non possiamo sperimentare direttamente. Però non dovremmo illuderci che questi siano problemi puramente linguistico-ideologici. Il piano della coscienza si appoggia infatti, fino a diventare “inafferrabile”, nelle disposizioni corporee, che sono plasmate da esperienze non virtuali e ben più difficili da “smuovere” in quanto, a loro modo, (dis-)adattate, corrispondenti o stridenti, con delle realtà “oggettive”, e come tali non suscettibili di semplici ribaltamenti simbolici. Insomma non c'è da contare troppo sui reali effetti delle “prese di coscienza”, che solitamente si limitano a “suggellare”, a fornire cioè una guarnizione estetica e simbolica a disposizioni già in un più profondo accordo con le rappresentazioni stesse. Per essere più chiaro: non mi è difficile immaginare come una persona lungamente esposta nel corpo all'attrito delle differenze culturali, e agli altri problemi legati all'immigrazione, che avverta cioè direttamente sulla pelle (e non attraverso “fabule” più o meno efficaci) la crescente “brutalità” che deborda ormai in moltissime situazioni, possa considerare certe aperture totali, certi moralismi intransigenti, come irrealistici, ingenui (seppure talvolta estremamente eruditi) e in un certo modo irresponsabili o comunque legati ad una sensibilità da privilegiati. C'è da credere che la caduta del privilegio possa portarsi dietro anche queste sensibilità (a parte qualche vero santo, che c'è sempre). Personalmente, non riesco ad evitare una forte disarmonia di piani cognitivi. Mi stupisce, mi preoccupa, che la questione dell'immigrazione venga sempre posta su di un piano puramente “morale”, del tutto sganciato da una problematica che non è più soltanto economica ma drammaticamente ecologica. La politica dell'accoglimento illimitato, per quanto frenato con vari artifizi più o meno ipocriti, alla quale ci costringe tanto la coerenza con i nostri “principi” consci quanto la nostra sensibilità (ancora prevalentemente) da privilegiati, implica però, per l'Italia, una prospettiva di “sviluppo” pesante, unidirezionale (altrimenti è “fame subito!” senza se e senza ma) totalmente antiecologico (ancora case! ancora strade! ancora centri commerciali ecc.) in un ambiente già saturo e terribilmente dipendente dalla "buona salute" del sistema globale. Una prospettiva di sviluppo “obbligato” che viene al tempo stesso ideologicamente negata! Non riesco quindi a conciliare il riconoscimento razionale, morale ed estetico che devo tributare ai vari Alderano, Inglese ecc. quando prendono la parola, con l'oscuro senso di allarme, di sgomento per ciò che vedo e le prospettive desumibili da questo stato di cose. Semplicemente: mi pare che siamo avviati a condividere la sorte del terzo mondo – e magari questo è anche giusto “in linea di principio” - magari finirà per smuovere finalmente le cose nelle direzioni necessarie. Però non condivido certa facile retorica dell'Occidente “opulento” che “se volesse ...”. Ma se non siamo capaci di “risanare” nemmeno un piccolo sud Italia – vedi le matasse disperanti descritte da Saviano, se le pensioni tremano al semplice rallentare di qualche “locomotiva” economica, come possiamo sperare di assorbire indefinitamente quell'esplosione demografica che cominciamo ormai a vedere direttamente con i nostri occhi? Ora, mi guardo bene dal desumere da tutto questo qualche “posizione”  condannata inevitabilmente a venire percepita - in un consesso di angeli (o spettri) che paiono nutrirsi di luce divina - come cripto-fascista. Mi faccio scudo della consolante percezione della mia ignoranza, mi attengo alla “regola aurea” (che sulla “breve distanza” mi pare ancora il meglio), ricordo a me stesso che di qualche morte dobbiamo pur morire, e mi limito a chiedere, senza intento polemico, se qualcuno è a conoscenza di luoghi nella rete in cui queste faccende vengano affrontate in un'ottica, diciamo così, più integrata.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Trovo molto istruttive queste analisi a livello retorico-linguistico su come i mass-media “creino” per noi un&#8217;immagine complessiva, emotiva, delle realtà che non possiamo sperimentare direttamente. Però non dovremmo illuderci che questi siano problemi puramente linguistico-ideologici. Il piano della coscienza si appoggia infatti, fino a diventare “inafferrabile”, nelle disposizioni corporee, che sono plasmate da esperienze non virtuali e ben più difficili da “smuovere” in quanto, a loro modo, (dis-)adattate, corrispondenti o stridenti, con delle realtà “oggettive”, e come tali non suscettibili di semplici ribaltamenti simbolici. Insomma non c&#8217;è da contare troppo sui reali effetti delle “prese di coscienza”, che solitamente si limitano a “suggellare”, a fornire cioè una guarnizione estetica e simbolica a disposizioni già in un più profondo accordo con le rappresentazioni stesse. Per essere più chiaro: non mi è difficile immaginare come una persona lungamente esposta nel corpo all&#8217;attrito delle differenze culturali, e agli altri problemi legati all&#8217;immigrazione, che avverta cioè direttamente sulla pelle (e non attraverso “fabule” più o meno efficaci) la crescente “brutalità” che deborda ormai in moltissime situazioni, possa considerare certe aperture totali, certi moralismi intransigenti, come irrealistici, ingenui (seppure talvolta estremamente eruditi) e in un certo modo irresponsabili o comunque legati ad una sensibilità da privilegiati. C&#8217;è da credere che la caduta del privilegio possa portarsi dietro anche queste sensibilità (a parte qualche vero santo, che c&#8217;è sempre). Personalmente, non riesco ad evitare una forte disarmonia di piani cognitivi. Mi stupisce, mi preoccupa, che la questione dell&#8217;immigrazione venga sempre posta su di un piano puramente “morale”, del tutto sganciato da una problematica che non è più soltanto economica ma drammaticamente ecologica. La politica dell&#8217;accoglimento illimitato, per quanto frenato con vari artifizi più o meno ipocriti, alla quale ci costringe tanto la coerenza con i nostri “principi” consci quanto la nostra sensibilità (ancora prevalentemente) da privilegiati, implica però, per l&#8217;Italia, una prospettiva di “sviluppo” pesante, unidirezionale (altrimenti è “fame subito!” senza se e senza ma) totalmente antiecologico (ancora case! ancora strade! ancora centri commerciali ecc.) in un ambiente già saturo e terribilmente dipendente dalla &#8220;buona salute&#8221; del sistema globale. Una prospettiva di sviluppo “obbligato” che viene al tempo stesso ideologicamente negata! Non riesco quindi a conciliare il riconoscimento razionale, morale ed estetico che devo tributare ai vari Alderano, Inglese ecc. quando prendono la parola, con l&#8217;oscuro senso di allarme, di sgomento per ciò che vedo e le prospettive desumibili da questo stato di cose. Semplicemente: mi pare che siamo avviati a condividere la sorte del terzo mondo – e magari questo è anche giusto “in linea di principio” - magari finirà per smuovere finalmente le cose nelle direzioni necessarie. Però non condivido certa facile retorica dell&#8217;Occidente “opulento” che “se volesse &#8230;”. Ma se non siamo capaci di “risanare” nemmeno un piccolo sud Italia – vedi le matasse disperanti descritte da Saviano, se le pensioni tremano al semplice rallentare di qualche “locomotiva” economica, come possiamo sperare di assorbire indefinitamente quell&#8217;esplosione demografica che cominciamo ormai a vedere direttamente con i nostri occhi? Ora, mi guardo bene dal desumere da tutto questo qualche “posizione”  condannata inevitabilmente a venire percepita - in un consesso di angeli (o spettri) che paiono nutrirsi di luce divina - come cripto-fascista. Mi faccio scudo della consolante percezione della mia ignoranza, mi attengo alla “regola aurea” (che sulla “breve distanza” mi pare ancora il meglio), ricordo a me stesso che di qualche morte dobbiamo pur morire, e mi limito a chiedere, senza intento polemico, se qualcuno è a conoscenza di luoghi nella rete in cui queste faccende vengano affrontate in un&#8217;ottica, diciamo così, più integrata.</p>
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	<item>
		<title>Di: missy</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/08/29/dove-lemergenza/#comment-37023</link>
		<dc:creator>missy</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Aug 2006 11:30:08 +0000</pubDate>
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		<description>@ stefano, 
sinceramente non ho riportato le parole in maniera fedele e me ne scuso: mi interessava dire che ho trovato i toni usati in alcuni TG siciliani molto più umani e partecipativi di quanto ascoltato altrove. E trovo inoltre  che "un carico di dolore e disperazione" non sia affatto dispregiativo.

Per il resto, sono assolutamente d'accordo con il contenuto del tuo post, al quale aggiungerei l'orrore dello special-TG1 di ieri sera, condotto dalla militarissima Magioni, e intitolato a chiare lettere enormi bianche fisse sul monitor centrale: IN MISSIONE PER LA PACE. 
Questo è dare un titolo aprioristicamente convinto, arbitrario ed invasivo ad un evento che potrebbe esser interpretato, in un clima di libero discernimento, in maniera del tutto diversa dal pensiero della Maggioni.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@ stefano,<br />
sinceramente non ho riportato le parole in maniera fedele e me ne scuso: mi interessava dire che ho trovato i toni usati in alcuni TG siciliani molto più umani e partecipativi di quanto ascoltato altrove. E trovo inoltre  che &#8220;un carico di dolore e disperazione&#8221; non sia affatto dispregiativo.</p>
<p>Per il resto, sono assolutamente d&#8217;accordo con il contenuto del tuo post, al quale aggiungerei l&#8217;orrore dello special-TG1 di ieri sera, condotto dalla militarissima Magioni, e intitolato a chiare lettere enormi bianche fisse sul monitor centrale: IN MISSIONE PER LA PACE.<br />
Questo è dare un titolo aprioristicamente convinto, arbitrario ed invasivo ad un evento che potrebbe esser interpretato, in un clima di libero discernimento, in maniera del tutto diversa dal pensiero della Maggioni.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: stefano savella</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/08/29/dove-lemergenza/#comment-37008</link>
		<dc:creator>stefano savella</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Aug 2006 11:08:27 +0000</pubDate>
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		<description>@ roberto

Il caso di Studio Aperto sarebbe da studiare in una prospettiva di lungo termine, e in ogni caso il "dolo" nel metodo di narrazione delle notizie non penso si possa in alcun modo escludere. Non credo di essere il solo ad avere quest'impressione, e cioè che la redazione getti una rete su tutti i notiziari locali del giorno prima, e da questi ne tiri su soltanto o quasi notizie (quasi sempre reati fisici contro la persona) con aggressori stranieri. Per rendersene conto basta ascoltare quotidianamente i notiziari locali della propria zona, ormai diffusori quasi esclusivamente delle attività delle forze dell'ordine del luogo (dalla segnalazione del consumatore di hascish alle molestie in famiglia, dallo scambio di consegne tra un maresciallo e l'altro della guarda di finanza alla retata periodica di stranieri nelle stazioni ferroviarie). Nei reati (dunque non considerando ovviamente tra questi la presenza di uno straniero senza permesso di soggiorno in una stazione) la presenza degli stranieri è minima, rispetto ai reati commessi da italiani. Eppure a vedere Studio Aperto, ogni giorno, da quindici anni, si ha una visione completamente diversa dei fatti.
Riguardo le parole che giustamente spendi per i rom, aggiungo solo che sempre più spesso capita di ascoltare giornalisti che li definiscono rumeni, bulgari, o slavi. Questo non so come chiamarlo se non annientamento di un popolo e di una cultura secolari.

@ missy

"Ad onor del vero, devo dire che talvolta al TG Regionale della Sicilia, si parla dello sbarco di immigrati come di “un nuovo carico di disperazione e di dolore”

Hai mai sentito parlare del viaggio di una nave da crociera con un "CARICO di turisti"? Hai mai sentito parlare nella cronaca di uno sbarco di migranti come di "persone"?

@ r.r.

Nel primo caso ho utilizzato la fonte del Manifesto perché è l'unica che ho reperito che non trascurasse (non dico esagerasse, amplificasse) la possibilità del contatto tra la Minerva e la nave di migranti. Avrei potuto citare anche altri quotidiani, ma la stessa Liberazione, in prima pagina, il 20 agosto, scriveva: "i 120 a bordo si sono spostati tutti sullo stesso lato dell’imbarcazione facendola capovolgere".(http://www.liberazione.it/giornale/060820/LB12D6A4.asp)

Nel secondo caso (l'articolo di Fabozzi del marzo 2002), trattandosi di un avvenimento di più di quattro anni fa, non ho potuto recuperare altre fonti d'archivio.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@ roberto</p>
<p>Il caso di Studio Aperto sarebbe da studiare in una prospettiva di lungo termine, e in ogni caso il &#8220;dolo&#8221; nel metodo di narrazione delle notizie non penso si possa in alcun modo escludere. Non credo di essere il solo ad avere quest&#8217;impressione, e cioè che la redazione getti una rete su tutti i notiziari locali del giorno prima, e da questi ne tiri su soltanto o quasi notizie (quasi sempre reati fisici contro la persona) con aggressori stranieri. Per rendersene conto basta ascoltare quotidianamente i notiziari locali della propria zona, ormai diffusori quasi esclusivamente delle attività delle forze dell&#8217;ordine del luogo (dalla segnalazione del consumatore di hascish alle molestie in famiglia, dallo scambio di consegne tra un maresciallo e l&#8217;altro della guarda di finanza alla retata periodica di stranieri nelle stazioni ferroviarie). Nei reati (dunque non considerando ovviamente tra questi la presenza di uno straniero senza permesso di soggiorno in una stazione) la presenza degli stranieri è minima, rispetto ai reati commessi da italiani. Eppure a vedere Studio Aperto, ogni giorno, da quindici anni, si ha una visione completamente diversa dei fatti.<br />
Riguardo le parole che giustamente spendi per i rom, aggiungo solo che sempre più spesso capita di ascoltare giornalisti che li definiscono rumeni, bulgari, o slavi. Questo non so come chiamarlo se non annientamento di un popolo e di una cultura secolari.</p>
<p>@ missy</p>
<p>&#8220;Ad onor del vero, devo dire che talvolta al TG Regionale della Sicilia, si parla dello sbarco di immigrati come di “un nuovo carico di disperazione e di dolore”</p>
<p>Hai mai sentito parlare del viaggio di una nave da crociera con un &#8220;CARICO di turisti&#8221;? Hai mai sentito parlare nella cronaca di uno sbarco di migranti come di &#8220;persone&#8221;?</p>
<p>@ r.r.</p>
<p>Nel primo caso ho utilizzato la fonte del Manifesto perché è l&#8217;unica che ho reperito che non trascurasse (non dico esagerasse, amplificasse) la possibilità del contatto tra la Minerva e la nave di migranti. Avrei potuto citare anche altri quotidiani, ma la stessa Liberazione, in prima pagina, il 20 agosto, scriveva: &#8220;i 120 a bordo si sono spostati tutti sullo stesso lato dell’imbarcazione facendola capovolgere&#8221;.(http://www.liberazione.it/giornale/060820/LB12D6A4.asp)</p>
<p>Nel secondo caso (l&#8217;articolo di Fabozzi del marzo 2002), trattandosi di un avvenimento di più di quattro anni fa, non ho potuto recuperare altre fonti d&#8217;archivio.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: NAZIONE DELL'ISLAM</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/08/29/dove-lemergenza/#comment-37004</link>
		<dc:creator>NAZIONE DELL'ISLAM</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Aug 2006 10:47:25 +0000</pubDate>
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		<description>COMUNICATO 002
@mario b
@missy

Compagni, non disperate! Il reverendissimo sceicco Hassan Nasrallah (il Profeta lo protegga) comprende il vostro disappunto! Abbiate fede nel Partito Transnazionale di Dio! 

Proprio ieri i Nostri Martiri si sono fatti esplodere a Kabul: 17 infedeli morti e 43 feriti in Afghanistan! che si aggiungono agli invasori inglesi che abbiamo falcidiato la settimana scorsa! Fratelli italiani, presto torneranno i Talebani! Avete visto la ragazza cecena che si era fatta scopare da un porco russo cristino? Le abbiamo rasato i capelli e le ciglia e le abbiamo cosparso il capo del verde dell'Islam e l'abbiamo spedita in piazza a implorare pietà!

Non temete per l'Irak: la resistenza è illuminata dal Profeta! Ieri, quando l'esercito irakeno, istruito dalle gendarmerie occidentali, ha provato a disarmare le milizie del Santissimo Cugino Moqtada Al Sadr (Dio lo abbia in gloria), altri 70 infedeli colpevoli di essere civili innocenti sono stati sbrindellati dalle nostre autobombe! Stamattina i morti gioiscono, seppelliti alla destra di Allah! 

Sia lode al Compagno Moqtada, esempio di rovinosa fierezza per tutta la fratellanza sciita! Ubbidite al Sacro Verbo della Guida dell'Islam, il presidente iraniano Ahmadinejad! Che Dio ispiri la sua mano quando appiccica il francobollo sulla lettara alla signora merkeliana, quella brutta compara dei porci giudii di Germania! Discutiamo con Kofi Annan su come ributtare in mare i nostri nemici, e forse riapriremo le trattative sul nucleare! 

Compagni pacifisti, aspettiamo i Vostri Soldati Blu! Abbiamo ascoltato con orgoglio le nobili parole del Compagno Ministro della Difesa Italiano Arturo Parisi, "la Missione in Libano è senza dubbio la più delicata e impegnativa dalla fine della Seconda Guerra mondiale!". Abbiamo ascoltato con piacere le parole del Compagno Presidente del Consiglio Romano Prodi che ha definito la Sorella Siria un modello di stabilità per l'intera regione! 

Non temete per i 2496 compagni militari italiani che stanno per sbarcare in Tiro! Non a tiro di katyuscia, che avete capito? Li aspettiamo a Tiro città!  Non abbiate paura come fa il Generale Angioni! Se non scasserete la minchia vi lasceremo buoni buoni sulle vostre torrette di osservazione, mentre noi riprenderemo a costruire bunker sotto il naso dell'Unifil!

Compagna Missy (che il velo ricopra il tuo puerpero viso), grazie per le parole di incoraggiamento! Non siamo stati noi che abbiamo scatenato l'inferno al confine con i cani israeliani! Ma abbiamo vinto la guerra! Ti rendi contro? Abbiamo vinto, abbiamo vinto la guerra! Anche se quei porci hanno distrutto l'80% del Libano Meridionale e adesso la disoccupazione è alle stelle, che fa? Che fa? Tanto l'Hezbollah la trionferà! 

Compagni, non siamo noi che tiriamo le Cluster Bomb! Sia lode a Mark Innaro, l'embedded della UMMA larouchista! Lui sì che dice sempre la verità! Lui sì che racconta le cose che ha visto! Compagni di Rai3, siete mejo di Al-Manar!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>COMUNICATO 002<br />
@mario b<br />
@missy</p>
<p>Compagni, non disperate! Il reverendissimo sceicco Hassan Nasrallah (il Profeta lo protegga) comprende il vostro disappunto! Abbiate fede nel Partito Transnazionale di Dio! </p>
<p>Proprio ieri i Nostri Martiri si sono fatti esplodere a Kabul: 17 infedeli morti e 43 feriti in Afghanistan! che si aggiungono agli invasori inglesi che abbiamo falcidiato la settimana scorsa! Fratelli italiani, presto torneranno i Talebani! Avete visto la ragazza cecena che si era fatta scopare da un porco russo cristino? Le abbiamo rasato i capelli e le ciglia e le abbiamo cosparso il capo del verde dell&#8217;Islam e l&#8217;abbiamo spedita in piazza a implorare pietà!</p>
<p>Non temete per l&#8217;Irak: la resistenza è illuminata dal Profeta! Ieri, quando l&#8217;esercito irakeno, istruito dalle gendarmerie occidentali, ha provato a disarmare le milizie del Santissimo Cugino Moqtada Al Sadr (Dio lo abbia in gloria), altri 70 infedeli colpevoli di essere civili innocenti sono stati sbrindellati dalle nostre autobombe! Stamattina i morti gioiscono, seppelliti alla destra di Allah! </p>
<p>Sia lode al Compagno Moqtada, esempio di rovinosa fierezza per tutta la fratellanza sciita! Ubbidite al Sacro Verbo della Guida dell&#8217;Islam, il presidente iraniano Ahmadinejad! Che Dio ispiri la sua mano quando appiccica il francobollo sulla lettara alla signora merkeliana, quella brutta compara dei porci giudii di Germania! Discutiamo con Kofi Annan su come ributtare in mare i nostri nemici, e forse riapriremo le trattative sul nucleare! </p>
<p>Compagni pacifisti, aspettiamo i Vostri Soldati Blu! Abbiamo ascoltato con orgoglio le nobili parole del Compagno Ministro della Difesa Italiano Arturo Parisi, &#8220;la Missione in Libano è senza dubbio la più delicata e impegnativa dalla fine della Seconda Guerra mondiale!&#8221;. Abbiamo ascoltato con piacere le parole del Compagno Presidente del Consiglio Romano Prodi che ha definito la Sorella Siria un modello di stabilità per l&#8217;intera regione! </p>
<p>Non temete per i 2496 compagni militari italiani che stanno per sbarcare in Tiro! Non a tiro di katyuscia, che avete capito? Li aspettiamo a Tiro città!  Non abbiate paura come fa il Generale Angioni! Se non scasserete la minchia vi lasceremo buoni buoni sulle vostre torrette di osservazione, mentre noi riprenderemo a costruire bunker sotto il naso dell&#8217;Unifil!</p>
<p>Compagna Missy (che il velo ricopra il tuo puerpero viso), grazie per le parole di incoraggiamento! Non siamo stati noi che abbiamo scatenato l&#8217;inferno al confine con i cani israeliani! Ma abbiamo vinto la guerra! Ti rendi contro? Abbiamo vinto, abbiamo vinto la guerra! Anche se quei porci hanno distrutto l&#8217;80% del Libano Meridionale e adesso la disoccupazione è alle stelle, che fa? Che fa? Tanto l&#8217;Hezbollah la trionferà! </p>
<p>Compagni, non siamo noi che tiriamo le Cluster Bomb! Sia lode a Mark Innaro, l&#8217;embedded della UMMA larouchista! Lui sì che dice sempre la verità! Lui sì che racconta le cose che ha visto! Compagni di Rai3, siete mejo di Al-Manar!</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: cf05103025</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/08/29/dove-lemergenza/#comment-37001</link>
		<dc:creator>cf05103025</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Aug 2006 10:24:05 +0000</pubDate>
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		<description>Esatto, missy, sono d'accordo; 
ma perché tanti giornalisti si/ci affogano in questo marasma confuso, nell'imprecisone, nel linguaggio vieto, nella complicità coi poteri, nel nascondere fatti importanti?
E' soltanto per opportunismo &#38; ipocrisia?
Io credo anche per durezzza di capa, ignoranza, grossolanità:
Le varie cose unite fanno uno bel cocktail. 
Uno va in Spagna si compra El Pais e trova pagine e pagine di politica internazionale, 
qui compri Corsera, Stampa, Repubblica e trovi minuzzoli, briciole, cacatielle e tante belle indiscrezioni delte gossip, che stuzzicano le tartàcule.....
MarioB.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Esatto, missy, sono d&#8217;accordo;<br />
ma perché tanti giornalisti si/ci affogano in questo marasma confuso, nell&#8217;imprecisone, nel linguaggio vieto, nella complicità coi poteri, nel nascondere fatti importanti?<br />
E&#8217; soltanto per opportunismo &amp; ipocrisia?<br />
Io credo anche per durezzza di capa, ignoranza, grossolanità:<br />
Le varie cose unite fanno uno bel cocktail.<br />
Uno va in Spagna si compra El Pais e trova pagine e pagine di politica internazionale,<br />
qui compri Corsera, Stampa, Repubblica e trovi minuzzoli, briciole, cacatielle e tante belle indiscrezioni delte gossip, che stuzzicano le tartàcule&#8230;..<br />
MarioB.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: NAZIONALE</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/08/29/dove-lemergenza/#comment-36990</link>
		<dc:creator>NAZIONALE</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Aug 2006 09:26:55 +0000</pubDate>
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		<description>apparirà il comunicato 002???</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>apparirà il comunicato 002???</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: NAZIONE DELL'ISLAM</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/08/29/dove-lemergenza/#comment-36989</link>
		<dc:creator>NAZIONE DELL'ISLAM</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Aug 2006 09:24:26 +0000</pubDate>
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		<description>COMUNICATO 002
@mario b
@missy

Compagni pacifisti, non disperate! Il reverendissimo sceicco Hassan Nasrallah (il Profeta lo protegga) comprende il vostro disappunto! Abbiate fede nel Partito Transnazionale di Dio! 

Proprio ieri i Nostri Martiri si sono fatti esplodere a Kabul: 17 infedeli morti e 43 feriti in Afghanistan! che si aggiungono agli invasori inglesi che abbiamo falcidiato la settimana scorsa! Fratelli italiani, presto torneranno i Talebani! 

Non temete per l'Irak: la resistenza è illuminata dal Profeta! Ieri, quando l'esercito irakeno, istruito dalle gendarmerie occidentali, ha provato a disarmare le milizie del Santissimo Cugino Moqtada Al Sadr (Dio lo abbia in gloria), altri 70 infedeli colpevoli di essere civili innocenti sono stati sbrindellati dalle nostre autobombe! Stamattina i morti gioiscono, seppelliti alla destra di Allah! 

Sia lode al Compagno Moqtada, esempio di rovinosa fierezza per tutta la fratellanza sciita! Ubbidite al Sacro Verbo della Guida dell'Islam, il presidente iraniano Ahmadinejad! Che Dio ispiri la sua mano quando appiccica il francobollo sulla lettara alla signora merkeliana, quella brutta compara dei porci giudii di Germania! Riparliamo dell'Olocauto! Non è stato così brutto come sembra! Discutiamo con Kofi Annan su come ributtare in mare i nostri nemici, e forse riapriremo le trattative sul nucleare! 

Compagni pacifisti, aspettiamo i Vostri Soldati Blu! Abbiamo ascoltato con orgoglio le nobili parole del Compagno Ministro della Difesa Italiano Arturo Parisi, "la Missione in Libano è senza dubbio la più delicata e impegnativa dalla fine della Seconda Guerra mondiale!". Abbiamo ascoltato con piacere le parole del Compagno Presidente del Consiglio Romano Prodi che ha definito la Sorella Siria un modello di stabilità per l'intera regione! 

Non temete per i 2496 compagni militari italiani che stanno per sbarcare in Tiro! Non a tiro di katyuscia, che avete capito? Li aspettiamo a Tiro città!  Non abbiate paura come fa il Generale Angioni! Se non scasserete la minchia vi lasceremo buoni buoni sulle vostre torrette di osservazione, mentre noi riprenderemo a costruire bunker sotto il naso dell'Unifil!

Compagna Missy (che il velo ricopra il tuo puerpero viso), grazie per le parole di incoraggiamento! Non siamo stati noi che abbiamo scatenato l'inferno al confine con i cani israeliani! Ma abbiamo vinto la guerra! Ti rendi contro? Abbiamo vinto, abbiamo vinto la guerra! Anche se quei porci hanno distrutto l'80% del Libano Meridionale e adesso la disoccupazione è alle stelle, che fa? Che fa? Tanto l'Hezbollah la trionferà! 

Compagni, non siamo noi che tiriamo le Cluster Bomb! Sia lode a Mark Innaro, l'embedded della UMMA larouchista! Lui sì che dice sempre la verità! Lui sì che racconta le cose che ha visto! Compagni di Rai3, siete mejo di Al-Manar!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>COMUNICATO 002<br />
@mario b<br />
@missy</p>
<p>Compagni pacifisti, non disperate! Il reverendissimo sceicco Hassan Nasrallah (il Profeta lo protegga) comprende il vostro disappunto! Abbiate fede nel Partito Transnazionale di Dio! </p>
<p>Proprio ieri i Nostri Martiri si sono fatti esplodere a Kabul: 17 infedeli morti e 43 feriti in Afghanistan! che si aggiungono agli invasori inglesi che abbiamo falcidiato la settimana scorsa! Fratelli italiani, presto torneranno i Talebani! </p>
<p>Non temete per l&#8217;Irak: la resistenza è illuminata dal Profeta! Ieri, quando l&#8217;esercito irakeno, istruito dalle gendarmerie occidentali, ha provato a disarmare le milizie del Santissimo Cugino Moqtada Al Sadr (Dio lo abbia in gloria), altri 70 infedeli colpevoli di essere civili innocenti sono stati sbrindellati dalle nostre autobombe! Stamattina i morti gioiscono, seppelliti alla destra di Allah! </p>
<p>Sia lode al Compagno Moqtada, esempio di rovinosa fierezza per tutta la fratellanza sciita! Ubbidite al Sacro Verbo della Guida dell&#8217;Islam, il presidente iraniano Ahmadinejad! Che Dio ispiri la sua mano quando appiccica il francobollo sulla lettara alla signora merkeliana, quella brutta compara dei porci giudii di Germania! Riparliamo dell&#8217;Olocauto! Non è stato così brutto come sembra! Discutiamo con Kofi Annan su come ributtare in mare i nostri nemici, e forse riapriremo le trattative sul nucleare! </p>
<p>Compagni pacifisti, aspettiamo i Vostri Soldati Blu! Abbiamo ascoltato con orgoglio le nobili parole del Compagno Ministro della Difesa Italiano Arturo Parisi, &#8220;la Missione in Libano è senza dubbio la più delicata e impegnativa dalla fine della Seconda Guerra mondiale!&#8221;. Abbiamo ascoltato con piacere le parole del Compagno Presidente del Consiglio Romano Prodi che ha definito la Sorella Siria un modello di stabilità per l&#8217;intera regione! </p>
<p>Non temete per i 2496 compagni militari italiani che stanno per sbarcare in Tiro! Non a tiro di katyuscia, che avete capito? Li aspettiamo a Tiro città!  Non abbiate paura come fa il Generale Angioni! Se non scasserete la minchia vi lasceremo buoni buoni sulle vostre torrette di osservazione, mentre noi riprenderemo a costruire bunker sotto il naso dell&#8217;Unifil!</p>
<p>Compagna Missy (che il velo ricopra il tuo puerpero viso), grazie per le parole di incoraggiamento! Non siamo stati noi che abbiamo scatenato l&#8217;inferno al confine con i cani israeliani! Ma abbiamo vinto la guerra! Ti rendi contro? Abbiamo vinto, abbiamo vinto la guerra! Anche se quei porci hanno distrutto l&#8217;80% del Libano Meridionale e adesso la disoccupazione è alle stelle, che fa? Che fa? Tanto l&#8217;Hezbollah la trionferà! </p>
<p>Compagni, non siamo noi che tiriamo le Cluster Bomb! Sia lode a Mark Innaro, l&#8217;embedded della UMMA larouchista! Lui sì che dice sempre la verità! Lui sì che racconta le cose che ha visto! Compagni di Rai3, siete mejo di Al-Manar!</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: missy</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/08/29/dove-lemergenza/#comment-36971</link>
		<dc:creator>missy</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Aug 2006 07:50:29 +0000</pubDate>
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		<description>@ Mario:
veramente non si parla da tanto tempo neanche dell'Afghanistan. 
Fanno così: una guerra nuova per obliterare quella precedente (in corso e mai dismessa). Così la gente pensa che siamo sempre impegnati solo in una, un peso psicologicamente sopportabile.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@ Mario:<br />
veramente non si parla da tanto tempo neanche dell&#8217;Afghanistan.<br />
Fanno così: una guerra nuova per obliterare quella precedente (in corso e mai dismessa). Così la gente pensa che siamo sempre impegnati solo in una, un peso psicologicamente sopportabile.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: roberto</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/08/29/dove-lemergenza/#comment-36966</link>
		<dc:creator>roberto</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Aug 2006 07:36:35 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2006/08/29/dove-lemergenza/#comment-36966</guid>
		<description>@agli anti-televisionari
Non vi perdete questa: "Il problema è che i genitori si nascondono dietro la televisione. Dovrebbero spegnerla, quella maledetta scatola, e parlare di più con i loro figli". By Rosario 'Fiore' Fiorello.  

@mario b
"Nonostante io sia favorevole, quasi giocoforza, a questa missione libanese". Quasi giocoforza.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@agli anti-televisionari<br />
Non vi perdete questa: &#8220;Il problema è che i genitori si nascondono dietro la televisione. Dovrebbero spegnerla, quella maledetta scatola, e parlare di più con i loro figli&#8221;. By Rosario &#8216;Fiore&#8217; Fiorello.  </p>
<p>@mario b<br />
&#8220;Nonostante io sia favorevole, quasi giocoforza, a questa missione libanese&#8221;. Quasi giocoforza.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: sibelius</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/08/29/dove-lemergenza/#comment-36964</link>
		<dc:creator>sibelius</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Aug 2006 07:27:02 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2006/08/29/dove-lemergenza/#comment-36964</guid>
		<description>@ r.r.

"il punto è che sul manifesto spesso ho letto le più generose e clamorose mistificazioni sui fatti e le persone. spero di poter condividere questo rilievo con qualcuno." 

lo condividi con me, quando succede il manifesto non fa un buon servizio a nessuno.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@ r.r.</p>
<p>&#8220;il punto è che sul manifesto spesso ho letto le più generose e clamorose mistificazioni sui fatti e le persone. spero di poter condividere questo rilievo con qualcuno.&#8221; </p>
<p>lo condividi con me, quando succede il manifesto non fa un buon servizio a nessuno.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: cf05103025</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/08/29/dove-lemergenza/#comment-36963</link>
		<dc:creator>cf05103025</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Aug 2006 06:52:15 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2006/08/29/dove-lemergenza/#comment-36963</guid>
		<description>Un'altra cosa, forse fuori luogo, ma non troppo:

I giornali, i quotidiani trattano tutti abbastanza ampiamente ma con imprecisioni notevoli, come sempre, dei 3000 soldati italiani che sono in partenza per il Libano.

Però della missione itln. in Iraq non si parla più. 
Io, ora no so quanti soldati italiani sono ancora in Iraq, quando davvero quella maledetta missione verrà ritirata, quanto è costata e costa ai cittadini quella missione. 

Ancora non so come verrà finanziata quest'altra costosissima, se con contributi ONU ( che mi pare abbia debiti altissimi) se sia tutta a carico del Tesoro itln. cioè dei cittadini.
Nonostante io sia favorevole, quasi giocoforza, a questa missione libanese, so che costerà moltissimo anche perché le forniture militari sono da sempre una grandissima truffa, ove i costi vengono quadruplicati dal sistema tangenti.
MarioB.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Un&#8217;altra cosa, forse fuori luogo, ma non troppo:</p>
<p>I giornali, i quotidiani trattano tutti abbastanza ampiamente ma con imprecisioni notevoli, come sempre, dei 3000 soldati italiani che sono in partenza per il Libano.</p>
<p>Però della missione itln. in Iraq non si parla più.<br />
Io, ora no so quanti soldati italiani sono ancora in Iraq, quando davvero quella maledetta missione verrà ritirata, quanto è costata e costa ai cittadini quella missione. </p>
<p>Ancora non so come verrà finanziata quest&#8217;altra costosissima, se con contributi ONU ( che mi pare abbia debiti altissimi) se sia tutta a carico del Tesoro itln. cioè dei cittadini.<br />
Nonostante io sia favorevole, quasi giocoforza, a questa missione libanese, so che costerà moltissimo anche perché le forniture militari sono da sempre una grandissima truffa, ove i costi vengono quadruplicati dal sistema tangenti.<br />
MarioB.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: roberto</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/08/29/dove-lemergenza/#comment-36927</link>
		<dc:creator>roberto</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Aug 2006 00:07:39 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2006/08/29/dove-lemergenza/#comment-36927</guid>
		<description>@ruben

un ragionamento ineccepibile, soprattutto nel suo svolgimento. 
Adoro i commenti non più lunghi di quattro righe e mezzo; gettati via a razzo nel mezzo del discorso come se fossero perle di saggezza e non uno strazio, che era meglio restare in silenzio; meditati un secondo alle meno zero o forse meno con la scusa che la scrittura breve su internet va sempre bene; fare prima conviene; scritti tanto per dire vedete lorsignori? ci sono anch'io e adesso son dolori. Nell'ottantaseipercento dei casi campione, i suddetti commenti finiscono sempre: "si qualunquizza un po’ troppo qua". Il nostro blogger rubizzoso non è l'unico a divertisi così. Qui.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@ruben</p>
<p>un ragionamento ineccepibile, soprattutto nel suo svolgimento.<br />
Adoro i commenti non più lunghi di quattro righe e mezzo; gettati via a razzo nel mezzo del discorso come se fossero perle di saggezza e non uno strazio, che era meglio restare in silenzio; meditati un secondo alle meno zero o forse meno con la scusa che la scrittura breve su internet va sempre bene; fare prima conviene; scritti tanto per dire vedete lorsignori? ci sono anch&#8217;io e adesso son dolori. Nell&#8217;ottantaseipercento dei casi campione, i suddetti commenti finiscono sempre: &#8220;si qualunquizza un po’ troppo qua&#8221;. Il nostro blogger rubizzoso non è l&#8217;unico a divertisi così. Qui.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: ruben</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/08/29/dove-lemergenza/#comment-36917</link>
		<dc:creator>ruben</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Aug 2006 22:59:18 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2006/08/29/dove-lemergenza/#comment-36917</guid>
		<description>vabbe', santifichiamoli pure...
insomma non basta che facciamo del sud italia un centro d'accoglienza, insomma stiamo invitando chiunque non abbia un passaporto, in più chiedi pure di farsi passare da stronzi...mi sembra che si qualunquizzi un po' troppo qua.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>vabbe&#8217;, santifichiamoli pure&#8230;<br />
insomma non basta che facciamo del sud italia un centro d&#8217;accoglienza, insomma stiamo invitando chiunque non abbia un passaporto, in più chiedi pure di farsi passare da stronzi&#8230;mi sembra che si qualunquizzi un po&#8217; troppo qua.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: cf05103025</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/08/29/dove-lemergenza/#comment-36901</link>
		<dc:creator>cf05103025</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Aug 2006 21:24:41 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2006/08/29/dove-lemergenza/#comment-36901</guid>
		<description>Purtroppo mancano o sono rare oramai le fonti paradossali che a volte servono per aprire un barlume, un varco nelle teste infinocchiate dal parolame accozzato da troppi giornalisti o pubblicisti che si adeguano, 
non fanno il minimo sforzo linguistico oltre le lamiere contorte e l'albanese sospetto o i rapinatori che parlavano con accento slavo, 
si uniscono in facile, comodissimo connubio l'ignoranza, il luogo comune  e la mala fede, ovvero:
tanto i lettori son tutti stronzi e va bene così....
anzi la "gente" vuole così...

Mi piacerebbe legger qualche volta notizie così concepite:
"La cinese derubata abitava sopra un ristorante piemontese"
"I delinquenti arrestati tra loro parlavano in bresciano"
"500.000 albanesi lavorano in nero perché altrimenti li sbattono via"

MarioB.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Purtroppo mancano o sono rare oramai le fonti paradossali che a volte servono per aprire un barlume, un varco nelle teste infinocchiate dal parolame accozzato da troppi giornalisti o pubblicisti che si adeguano,<br />
non fanno il minimo sforzo linguistico oltre le lamiere contorte e l&#8217;albanese sospetto o i rapinatori che parlavano con accento slavo,<br />
si uniscono in facile, comodissimo connubio l&#8217;ignoranza, il luogo comune  e la mala fede, ovvero:<br />
tanto i lettori son tutti stronzi e va bene così&#8230;.<br />
anzi la &#8220;gente&#8221; vuole così&#8230;</p>
<p>Mi piacerebbe legger qualche volta notizie così concepite:<br />
&#8220;La cinese derubata abitava sopra un ristorante piemontese&#8221;<br />
&#8220;I delinquenti arrestati tra loro parlavano in bresciano&#8221;<br />
&#8220;500.000 albanesi lavorano in nero perché altrimenti li sbattono via&#8221;</p>
<p>MarioB.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: r.r.</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/08/29/dove-lemergenza/#comment-36877</link>
		<dc:creator>r.r.</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Aug 2006 20:51:58 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2006/08/29/dove-lemergenza/#comment-36877</guid>
		<description>@roberto

toh, stavo leggendo il rosso e il nero di stendhal, quando finalmente e in ritardo prendo in mano gomorra di saviano. che ora (finalmente) è un po' più in ombra e libero da molesti sponsor (il troppo storpia). e penso che sia davvero un buon lavoro. 

ora, oltre che leggerlo, tutto sta all'uso che se ne fa. leggevo qui di proposte grottesche e forse solo chiacchiericcie (da simpatici girotondini): tipo il declamarne i capitoli, le tappe del suo viaggio testuale, in piazza (plebiscito). 

mentre a proposito del post, mi sembra che un buon uso e non abuso di questo lavoro possa essere quello di 'sottoporre' anche gomorra di saviano alla stessa pratica (ecologica e politica) di decostruzione delle sue 'strategie narrative', come dice il dott. santoro. Lo smontaggio-rimontaggio dei suoi "dispacci"-resoconti. magari con saviano stesso, per impadronirsi e condividerne il METODO di lavoro, la mathesis della sua scrittura e della sua ricerca (giornalistica). come in un 'laboratorio'.

l'impasto fra reportage e narrazione, realtà e 'trasfigurazione' o re-invenzione letteraria, ibrido di cui tanto si è parlato, mi sembra subito, di primo acchito, volutamente sbilanciato con esiti fecondi sul versante della scrittura giornalistica. insomma, per semplificare, la sua è proprio l'anima migliore del giornalismo d'inchiesta. 

corpo e mente del giornalista sono sulla scena, che poi sarà sequenza narrativa allestita e rielaborata dallo scrittore-saviano. ma c'è la strada, ci sono i rumori del porto, o le immagini-calamita in un funerale di uno di quei topini napoletani così simile ai suoi sodali baresi, morto ammazzato. 

come era ed è per i migliori giornalisti che hanno letto, fatto ricerche, sono seri e 'puri' - hanno magari anche umanità e sensibilità, si fanno penetrare dalla realtà senza paure o strategie di allontanamento - alla narrazione e al resoconto si unisce il commento, l'interpretazione. parlerei proprio di 'racconto commentato'. ma il tono dominante per me rimane quello del migliore giornalismo (con esiti, potenzialmente, politici).

ogni sequenza che saviano ricostruisce e per ogni fatto da cui parte c'è un volto conosciuto, un luogo calpestato, una puzza sopportata, eccetera. saviano non è andato solo su internet per raccogliere dati o a scartabellare tra gli 'archivi',  ma è andato tra la gente, ha viaggiato lì fuori. questo è. 
non vuol dire che lui è 'buon' giornalista e altri nisba - ma è un metodo, se si vuole uno 'stile' di giornalismo ben preciso, e da maneggiare senz'altro con cura (senza eroismi alla robert capa). 

ora, nella prima parte del post di savella, magari inconsapevolmente, per rettificare o contro-bilanciare le distorsioni dei media 'istituzionali' si fa ricorso per due volte alle versioni dei fatti che sono apparse su articoli del 'manifesto'. è una stretegia narrativa, quella del post, che implicitamente, mi pare, indica i pezzi del quotidiano comunista  come notizie più attendibili o comunque per 'contro-narrazioni' affidabili. 

il punto non è dubitare di tutto. il dubbio metodico è, o dovrebbe essere proprio l'antidoto all'indifferenza o al relativismo etico-conoscitivo, allo scetticismo radicale e assoluto che fa per sonfinare spesso e nel migliore dei casi con le farneticazioni cospirative - che pure, in quanto 'narrazioni' , andrebbero lette, conosciute, decostruite criticamente, come dice e fa il dott. santoro. 

il punto è che sul manifesto spesso ho letto le più generose e clamorose mistificazioni sui fatti e le persone. spero di poter condividere questo rilievo con qualcuno. 

come reagiamo, noi, di sinstra e indignati, tolleranti e impegnati, ecologisti e animalisti, terzomondisti e democratici, incazzati o disillusi, alle distorsioni 'militanti' del 'nostro'  giornale comunista? 

ma certo: al massimo, credo, con un sorriso d'intesa. ammicchiamo al giornalista militante, sappiamo che bisogna spingere la reatà, spesso, oltre il verosimile, per indignare e tentare di smuovere le coscienze. 

e ci siamo 'abituati' a quello 'stile', come in un club di fedelissimi, come morfina per le nostre incazzature.

forse è un'utopia, quella vexata quaestio sui realismi e le loro illusioni di catturare e riportare sulla pagina 'tutta' la realtà. per sfiorarne il possesso consapevole, saviano indica una strada percorribile e potenzialmente performativa (nel senso degli effetti sul lettore). sta a chi legge cercare di condividere quei 'pezzi' di realtà, con un uso metodico del dubbio e della 'rilettura' (o della 'riscrittura') critica, ma a tutto campo. anche a 'sinistra'. o no?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@roberto</p>
<p>toh, stavo leggendo il rosso e il nero di stendhal, quando finalmente e in ritardo prendo in mano gomorra di saviano. che ora (finalmente) è un po&#8217; più in ombra e libero da molesti sponsor (il troppo storpia). e penso che sia davvero un buon lavoro. </p>
<p>ora, oltre che leggerlo, tutto sta all&#8217;uso che se ne fa. leggevo qui di proposte grottesche e forse solo chiacchiericcie (da simpatici girotondini): tipo il declamarne i capitoli, le tappe del suo viaggio testuale, in piazza (plebiscito). </p>
<p>mentre a proposito del post, mi sembra che un buon uso e non abuso di questo lavoro possa essere quello di &#8217;sottoporre&#8217; anche gomorra di saviano alla stessa pratica (ecologica e politica) di decostruzione delle sue &#8217;strategie narrative&#8217;, come dice il dott. santoro. Lo smontaggio-rimontaggio dei suoi &#8220;dispacci&#8221;-resoconti. magari con saviano stesso, per impadronirsi e condividerne il METODO di lavoro, la mathesis della sua scrittura e della sua ricerca (giornalistica). come in un &#8216;laboratorio&#8217;.</p>
<p>l&#8217;impasto fra reportage e narrazione, realtà e &#8216;trasfigurazione&#8217; o re-invenzione letteraria, ibrido di cui tanto si è parlato, mi sembra subito, di primo acchito, volutamente sbilanciato con esiti fecondi sul versante della scrittura giornalistica. insomma, per semplificare, la sua è proprio l&#8217;anima migliore del giornalismo d&#8217;inchiesta. </p>
<p>corpo e mente del giornalista sono sulla scena, che poi sarà sequenza narrativa allestita e rielaborata dallo scrittore-saviano. ma c&#8217;è la strada, ci sono i rumori del porto, o le immagini-calamita in un funerale di uno di quei topini napoletani così simile ai suoi sodali baresi, morto ammazzato. </p>
<p>come era ed è per i migliori giornalisti che hanno letto, fatto ricerche, sono seri e &#8216;puri&#8217; - hanno magari anche umanità e sensibilità, si fanno penetrare dalla realtà senza paure o strategie di allontanamento - alla narrazione e al resoconto si unisce il commento, l&#8217;interpretazione. parlerei proprio di &#8216;racconto commentato&#8217;. ma il tono dominante per me rimane quello del migliore giornalismo (con esiti, potenzialmente, politici).</p>
<p>ogni sequenza che saviano ricostruisce e per ogni fatto da cui parte c&#8217;è un volto conosciuto, un luogo calpestato, una puzza sopportata, eccetera. saviano non è andato solo su internet per raccogliere dati o a scartabellare tra gli &#8216;archivi&#8217;,  ma è andato tra la gente, ha viaggiato lì fuori. questo è.<br />
non vuol dire che lui è &#8216;buon&#8217; giornalista e altri nisba - ma è un metodo, se si vuole uno &#8217;stile&#8217; di giornalismo ben preciso, e da maneggiare senz&#8217;altro con cura (senza eroismi alla robert capa). </p>
<p>ora, nella prima parte del post di savella, magari inconsapevolmente, per rettificare o contro-bilanciare le distorsioni dei media &#8216;istituzionali&#8217; si fa ricorso per due volte alle versioni dei fatti che sono apparse su articoli del &#8216;manifesto&#8217;. è una stretegia narrativa, quella del post, che implicitamente, mi pare, indica i pezzi del quotidiano comunista  come notizie più attendibili o comunque per &#8216;contro-narrazioni&#8217; affidabili. </p>
<p>il punto non è dubitare di tutto. il dubbio metodico è, o dovrebbe essere proprio l&#8217;antidoto all&#8217;indifferenza o al relativismo etico-conoscitivo, allo scetticismo radicale e assoluto che fa per sonfinare spesso e nel migliore dei casi con le farneticazioni cospirative - che pure, in quanto &#8216;narrazioni&#8217; , andrebbero lette, conosciute, decostruite criticamente, come dice e fa il dott. santoro. </p>
<p>il punto è che sul manifesto spesso ho letto le più generose e clamorose mistificazioni sui fatti e le persone. spero di poter condividere questo rilievo con qualcuno. </p>
<p>come reagiamo, noi, di sinstra e indignati, tolleranti e impegnati, ecologisti e animalisti, terzomondisti e democratici, incazzati o disillusi, alle distorsioni &#8216;militanti&#8217; del &#8216;nostro&#8217;  giornale comunista? </p>
<p>ma certo: al massimo, credo, con un sorriso d&#8217;intesa. ammicchiamo al giornalista militante, sappiamo che bisogna spingere la reatà, spesso, oltre il verosimile, per indignare e tentare di smuovere le coscienze. </p>
<p>e ci siamo &#8216;abituati&#8217; a quello &#8217;stile&#8217;, come in un club di fedelissimi, come morfina per le nostre incazzature.</p>
<p>forse è un&#8217;utopia, quella vexata quaestio sui realismi e le loro illusioni di catturare e riportare sulla pagina &#8216;tutta&#8217; la realtà. per sfiorarne il possesso consapevole, saviano indica una strada percorribile e potenzialmente performativa (nel senso degli effetti sul lettore). sta a chi legge cercare di condividere quei &#8216;pezzi&#8217; di realtà, con un uso metodico del dubbio e della &#8216;rilettura&#8217; (o della &#8216;riscrittura&#8217;) critica, ma a tutto campo. anche a &#8217;sinistra&#8217;. o no?</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: missy</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/08/29/dove-lemergenza/#comment-36854</link>
		<dc:creator>missy</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Aug 2006 20:07:06 +0000</pubDate>
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		<description>Ad onor del vero, devo dire che talvolta al TG Regionale della Sicilia, si parla dello sbarco di immigrati come di “un nuovo carico di disperazione e di dolore”, e si sentono davvero pochi attacchi di tipo leghista. 

Ma l’Oscar mediatico va sempre al grande comunicatore Cuffaro che al discorso di fine anno alla Regione (sì, qui si usa come fosse il presidente della repubblica, non so in altre regioni) si presenta seduto alla scrivania con la statuetta della Madonna al fianco e parla degli “amici e fratelli africani che dobbiamo accogliere con amore nelle nostre terre perché credono in noi”. Insomma, qualcosa del genere. 
Ma lui, che ricorda assai Odisseo e il suo rapporto tutto personale con Atena che lo fiancheggiava sempre... è già nel mito. 
DiGiamo così...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ad onor del vero, devo dire che talvolta al TG Regionale della Sicilia, si parla dello sbarco di immigrati come di “un nuovo carico di disperazione e di dolore”, e si sentono davvero pochi attacchi di tipo leghista. </p>
<p>Ma l’Oscar mediatico va sempre al grande comunicatore Cuffaro che al discorso di fine anno alla Regione (sì, qui si usa come fosse il presidente della repubblica, non so in altre regioni) si presenta seduto alla scrivania con la statuetta della Madonna al fianco e parla degli “amici e fratelli africani che dobbiamo accogliere con amore nelle nostre terre perché credono in noi”. Insomma, qualcosa del genere.<br />
Ma lui, che ricorda assai Odisseo e il suo rapporto tutto personale con Atena che lo fiancheggiava sempre&#8230; è già nel mito.<br />
DiGiamo così&#8230;</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Mayfly</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/08/29/dove-lemergenza/#comment-36852</link>
		<dc:creator>Mayfly</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Aug 2006 20:03:16 +0000</pubDate>
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		<description>Strategie narrative dei giornalisti, giusto, senza decontestualizzazione. Il mio lettore ideale dovrebbe capire il mio punto di vista che - momentaneamente - è molto vicino alle persone che lavorano a stretto contatto con i migranti in difficoltà. Utilizzo metaforico della famigliola da spedire nel viaggio alla rovescia per paradossalmente valorizzare ulteriormente le fatiche quotidiane di coloro che assistono ed accolgono da noi chi arriva allo sbaraglio. Ma, per favore, senza bidet lasciamoci i francesi.
Ho letto l'intervento che ha fatto Roberto stamattina e
lo trovo perfetto narrativamente e non solo.
Trovo triste vedere rinchiuso un appartenente alla cultura Rom dentro lo spazio angusto di una piscina, a meno che non si sia sufficientemente occidentalizzato.
Faccio un uso moderato della TV perché preferisco la parola scritta e/o radiofonica ma anch'io comprendo che qualcuno non ci tenga. Trovo che un surplus di immagini od anche bombardamento condizioni il funzionamento del cervello che senza che te ne rendi conto può essere condizionato a tal punto da farti recepire soltanto punti di vista parziali. Ma questa è una mia idea.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Strategie narrative dei giornalisti, giusto, senza decontestualizzazione. Il mio lettore ideale dovrebbe capire il mio punto di vista che - momentaneamente - è molto vicino alle persone che lavorano a stretto contatto con i migranti in difficoltà. Utilizzo metaforico della famigliola da spedire nel viaggio alla rovescia per paradossalmente valorizzare ulteriormente le fatiche quotidiane di coloro che assistono ed accolgono da noi chi arriva allo sbaraglio. Ma, per favore, senza bidet lasciamoci i francesi.<br />
Ho letto l&#8217;intervento che ha fatto Roberto stamattina e<br />
lo trovo perfetto narrativamente e non solo.<br />
Trovo triste vedere rinchiuso un appartenente alla cultura Rom dentro lo spazio angusto di una piscina, a meno che non si sia sufficientemente occidentalizzato.<br />
Faccio un uso moderato della TV perché preferisco la parola scritta e/o radiofonica ma anch&#8217;io comprendo che qualcuno non ci tenga. Trovo che un surplus di immagini od anche bombardamento condizioni il funzionamento del cervello che senza che te ne rendi conto può essere condizionato a tal punto da farti recepire soltanto punti di vista parziali. Ma questa è una mia idea.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: sibelius</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/08/29/dove-lemergenza/#comment-36849</link>
		<dc:creator>sibelius</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Aug 2006 19:52:33 +0000</pubDate>
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		<description>@jan

Dicendo "sensore del disagio" non intendo dire che si tratti di un "buon" disagio, nè di un buon sensore, non intendo giustificarlo, dico solo che c´è un uso acritico delle parole che si usano, un uso che si spalma pigramente su una percezione diffusa, un uso in qualche modo "non volontario", un riflesso automatico, pigro.
 E´questa percezione diffusa che diventa automatismo. Un modo non riflessivo delle parole, banale, automatico. 
Usare le parole in questo modo è colpevole. Certo. Ma stigmatizzarlo non basta. Mi dispiace non essere stato chiaro. E certamente viene fuori anche in panetteria, nel parlare comune, e il giornalista, che nella maggior parte dei casi è persona comune, e frettolosa, si adegua, si plasma sulla linea più facile, sul "sentire comune" (se non mi sbaglio questa era una delle espressioni preferite del Bossi delle origini, una specie di sentimento perverso della democrazia) invece di fare quello che vorremmo da lui, e cioè vedergli usare criticamente non solo la"strategia narrativa", come dice giustamente Roberto, ma la lingua.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@jan</p>
<p>Dicendo &#8220;sensore del disagio&#8221; non intendo dire che si tratti di un &#8220;buon&#8221; disagio, nè di un buon sensore, non intendo giustificarlo, dico solo che c´è un uso acritico delle parole che si usano, un uso che si spalma pigramente su una percezione diffusa, un uso in qualche modo &#8220;non volontario&#8221;, un riflesso automatico, pigro.<br />
 E´questa percezione diffusa che diventa automatismo. Un modo non riflessivo delle parole, banale, automatico.<br />
Usare le parole in questo modo è colpevole. Certo. Ma stigmatizzarlo non basta. Mi dispiace non essere stato chiaro. E certamente viene fuori anche in panetteria, nel parlare comune, e il giornalista, che nella maggior parte dei casi è persona comune, e frettolosa, si adegua, si plasma sulla linea più facile, sul &#8220;sentire comune&#8221; (se non mi sbaglio questa era una delle espressioni preferite del Bossi delle origini, una specie di sentimento perverso della democrazia) invece di fare quello che vorremmo da lui, e cioè vedergli usare criticamente non solo la&#8221;strategia narrativa&#8221;, come dice giustamente Roberto, ma la lingua.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: roberto</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/08/29/dove-lemergenza/#comment-36844</link>
		<dc:creator>roberto</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Aug 2006 19:30:07 +0000</pubDate>
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		<description>Mi sembrava che fino adesso il discorso fosse sulla retorica e le strategie 'narrative' dei giornalisti, non sulla 'realtà' dei fatti. Della retorica ha detto bene Savella e si potrebbe continuare a dire. La 'realtà' dei fatti è quella che è (la Lega che torna a essere forza di lotta e di governo). 

Ma  cosa intende MayFly quando vuole spedire la famigliola abbronzata delle spiagge di Cattolica ad arrostire in un campo profughi palestinese? Vuol dire tiè, ti è piaciuto ad avere il bidè? e allora adesso sconta la colpa di essere nato in Occidente. Mi sembra una paternale che faccio fatica a capire perché la famigliola dovrebbe sopportare. 

E poi, se Gatti o Rovelli decidono di indagare i rispettivi inferni non è che diventano dei 'buoni giornalisti'. E no, stanno usando 'altre' strategie (per fortuna nostra). Strategie più 'realistiche'. Certe volte basta raccontare le cose come stanno per indignare il pubblico. 

Con Rovelli abbiamo già affrontato l'argomento: su quello che il reporter vede e non vede, non nel senso che ti impediscono di farlo ma nel senso che sei tu che ti rifiuti di 'vedere qialcosa' (in genere sfuggono i dettagli), in base al tuo punto di vista narrativo, a quello che senti o provi in quel momento. Come dire, 'socchiudi' gli occhi inconsciamente, al momento giusto. Senza nulla togliere ai reportage sotto copertura. E all'egregio lavoro di Rovelli.   

Ma il vero genio della comunicazione in diretta, secondo me, è il microfonato che dicevo stamattina. Uno spreco rinchiuderlo a Studio Aperto. Dovrebbe dirigere una collana della Nord. Costui, te lo puoi godere solo se accendi la tv. Ma in questo caso comprendo che qualcuno non ci tenga.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Mi sembrava che fino adesso il discorso fosse sulla retorica e le strategie &#8216;narrative&#8217; dei giornalisti, non sulla &#8216;realtà&#8217; dei fatti. Della retorica ha detto bene Savella e si potrebbe continuare a dire. La &#8216;realtà&#8217; dei fatti è quella che è (la Lega che torna a essere forza di lotta e di governo). </p>
<p>Ma  cosa intende MayFly quando vuole spedire la famigliola abbronzata delle spiagge di Cattolica ad arrostire in un campo profughi palestinese? Vuol dire tiè, ti è piaciuto ad avere il bidè? e allora adesso sconta la colpa di essere nato in Occidente. Mi sembra una paternale che faccio fatica a capire perché la famigliola dovrebbe sopportare. </p>
<p>E poi, se Gatti o Rovelli decidono di indagare i rispettivi inferni non è che diventano dei &#8216;buoni giornalisti&#8217;. E no, stanno usando &#8216;altre&#8217; strategie (per fortuna nostra). Strategie più &#8216;realistiche&#8217;. Certe volte basta raccontare le cose come stanno per indignare il pubblico. </p>
<p>Con Rovelli abbiamo già affrontato l&#8217;argomento: su quello che il reporter vede e non vede, non nel senso che ti impediscono di farlo ma nel senso che sei tu che ti rifiuti di &#8216;vedere qialcosa&#8217; (in genere sfuggono i dettagli), in base al tuo punto di vista narrativo, a quello che senti o provi in quel momento. Come dire, &#8217;socchiudi&#8217; gli occhi inconsciamente, al momento giusto. Senza nulla togliere ai reportage sotto copertura. E all&#8217;egregio lavoro di Rovelli.   </p>
<p>Ma il vero genio della comunicazione in diretta, secondo me, è il microfonato che dicevo stamattina. Uno spreco rinchiuderlo a Studio Aperto. Dovrebbe dirigere una collana della Nord. Costui, te lo puoi godere solo se accendi la tv. Ma in questo caso comprendo che qualcuno non ci tenga.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: jan</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/08/29/dove-lemergenza/#comment-36794</link>
		<dc:creator>jan</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Aug 2006 17:39:49 +0000</pubDate>
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		<description>&lt;blockquote&gt;sibelius dice:
l giornalista come sensore di uno stato di disagio del paese di fronte all immmigrazione [...]
ma anche capirlo e metterci riparo, [...]&lt;/blockquote&gt;
Allora questo disagio dovrebbe venir fuori in città, in panetteria, tra la gente: non in riva al mare, raccontando l'arrivo e la tragedia, ad esempio. Ritengo che spesso si preferisca creare, dare voce e diffondere questo disagio. Sul capire e riparare, d'accordo ed è quello che si cerca di fare in NI con il progetto &lt;a href="http://www.nazioneindiana.com/2006/06/15/razzismi-quotidiani/" rel="nofollow" rel="nofollow"&gt;RQ&lt;/a&gt; e non solo.

&lt;blockquote&gt; Trespolo dice:
Personalmente sono scoraggiato e spero solo in un evento: la cancellazione dell’Ordine dei Giornalisti. Che le notizie le dia chi è in grado di darle
&lt;/blockquote&gt;

In parte sta già succedendo così, se consideri che molto lavoro nelle redazioni è fatto da persone a) non assunte stabilmente b) non iscritte all'ordine. Ma allora, perché continuiamo a leggere notizie distorte o mal fatte? 

&lt;blockquote&gt;edm dice:
E quindi l’abitudine a sentire il già sentito produce il pregiudizio&lt;/blockquote&gt;

Anzitutto benvenuto, edm. E aggiungo che per il pubblico sentire il già sentito tranquillizza e facilita l'accettazione.

&lt;blockquote&gt;Mayfly dice:
Si potrebbe provare con uno sbarco alla rovescia anche se il problema è trovare qualche italico volontario a montare su un gommone o tavolaccio attrezzato con telefono satelittare e dirigersi verso le coste nordafricane. [...]
c’è qualcuno in questo blog che ha contatto diretto con questa realtà?&lt;/blockquote&gt;

Fabrizio Gatti si fece rinchiudere in un CPT e ne scrisse:
Io, clandestino a Lampedusa
http://www.meltingpot.org/articolo6003.html
CPT, l’informazione negata
http://www.meltingpot.org/articolo6375.html
e viaggiò pure attraverso il Sahara verso nord, con i migranti:
http://www.didaweb.net/mediatori/articolo.php?id_vol=81
http://www.corriere.it/Primo_Piano/Esteri/2003/12_Dicembre/23/gatti_reportage.shtml

Marco Rovelli dei CPT lager italiani scrive per esperienza diretta:
http://www.nazioneindiana.com/2006/07/19/losceno/
http://www.nazioneindiana.com/2006/07/06/i-lager-sono-tra-noi/
http://www.nazioneindiana.com/2006/06/15/lumano-cagnesco/
http://alderano.splinder.com/

 
&lt;blockquote&gt;bruno esposito dice:
Non posso riportare l’epiteto col quale chiusi il discorso con il televisore di casa.&lt;/blockquote&gt;
Io quell'elettrodomestico non lo tengo più un casa da anni :-)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>sibelius dice:<br />
l giornalista come sensore di uno stato di disagio del paese di fronte all immmigrazione [...]<br />
ma anche capirlo e metterci riparo, [...]</p></blockquote>
<p>Allora questo disagio dovrebbe venir fuori in città, in panetteria, tra la gente: non in riva al mare, raccontando l&#8217;arrivo e la tragedia, ad esempio. Ritengo che spesso si preferisca creare, dare voce e diffondere questo disagio. Sul capire e riparare, d&#8217;accordo ed è quello che si cerca di fare in NI con il progetto <a href="http://www.nazioneindiana.com/2006/06/15/razzismi-quotidiani/"  rel="nofollow" rel="nofollow">RQ</a> e non solo.</p>
<blockquote><p> Trespolo dice:<br />
Personalmente sono scoraggiato e spero solo in un evento: la cancellazione dell’Ordine dei Giornalisti. Che le notizie le dia chi è in grado di darle
</p></blockquote>
<p>In parte sta già succedendo così, se consideri che molto lavoro nelle redazioni è fatto da persone a) non assunte stabilmente b) non iscritte all&#8217;ordine. Ma allora, perché continuiamo a leggere notizie distorte o mal fatte? </p>
<blockquote><p>edm dice:<br />
E quindi l’abitudine a sentire il già sentito produce il pregiudizio</p></blockquote>
<p>Anzitutto benvenuto, edm. E aggiungo che per il pubblico sentire il già sentito tranquillizza e facilita l&#8217;accettazione.</p>
<blockquote><p>Mayfly dice:<br />
Si potrebbe provare con uno sbarco alla rovescia anche se il problema è trovare qualche italico volontario a montare su un gommone o tavolaccio attrezzato con telefono satelittare e dirigersi verso le coste nordafricane. [...]<br />
c’è qualcuno in questo blog che ha contatto diretto con questa realtà?</p></blockquote>
<p>Fabrizio Gatti si fece rinchiudere in un CPT e ne scrisse:<br />
Io, clandestino a Lampedusa<br />
<a href="http://www.meltingpot.org/articolo6003.html" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('/outbound/comment/www.meltingpot.org');" rel="nofollow">http://www.meltingpot.org/articolo6003.html</a><br />
CPT, l’informazione negata<br />
<a href="http://www.meltingpot.org/articolo6375.html" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('/outbound/comment/www.meltingpot.org');" rel="nofollow">http://www.meltingpot.org/articolo6375.html</a><br />
e viaggiò pure attraverso il Sahara verso nord, con i migranti:<br />
<a href="http://www.didaweb.net/mediatori/articolo.php?id_vol=81" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('/outbound/comment/www.didaweb.net');" rel="nofollow">http://www.didaweb.net/mediatori/articolo.php?id_vol=81</a><br />
<a href="http://www.corriere.it/Primo_Piano/Esteri/2003/12_Dicembre/23/gatti_reportage.shtml" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('/outbound/comment/www.corriere.it');" rel="nofollow">http://www.corriere.it/Primo_Piano/Esteri/2003/12_Dicembre/23/gatti_reportage.shtml</a></p>
<p>Marco Rovelli dei CPT lager italiani scrive per esperienza diretta:<br />
<a href="http://www.nazioneindiana.com/2006/07/19/losceno/"  rel="nofollow">http://www.nazioneindiana.com/2006/07/19/losceno/</a><br />
<a href="http://www.nazioneindiana.com/2006/07/06/i-lager-sono-tra-noi/"  rel="nofollow">http://www.nazioneindiana.com/2006/07/06/i-lager-sono-tra-noi/</a><br />
<a href="http://www.nazioneindiana.com/2006/06/15/lumano-cagnesco/"  rel="nofollow">http://www.nazioneindiana.com/2006/06/15/lumano-cagnesco/</a><br />
<a href="http://alderano.splinder.com/" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('/outbound/comment/alderano.splinder.com');" rel="nofollow">http://alderano.splinder.com/</a></p>
<blockquote><p>bruno esposito dice:<br />
Non posso riportare l’epiteto col quale chiusi il discorso con il televisore di casa.</p></blockquote>
<p>Io quell&#8217;elettrodomestico non lo tengo più un casa da anni :-)</p>
]]></content:encoded>
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