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	<title>Commenti a: Il caso Vargas</title>
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	<description>versione 2.0</description>
	<pubDate>Tue, 02 Dec 2008 19:37:25 +0000</pubDate>
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		<title>Di: tashtego</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/09/07/il-caso-vargas/#comment-42241</link>
		<dc:creator>tashtego</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Sep 2006 06:28:27 +0000</pubDate>
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		<description>con-cordo con luigi almeno su una cosa: non occorre tutte le volte che si parla di un libro giallo (genere è sinonimo solo di giallo, da queste parti, o noir, e non per esempio pornografico e non rosa e non fantascienza, per dire, o spionaggio, o guerra, sempre per dire) impostare tutta la tiritera sui generei, contro i critisci parrucconi, ecc.
un po' perché è noiosa.
e un po' perché suona come un'excusatio non petita.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>con-cordo con luigi almeno su una cosa: non occorre tutte le volte che si parla di un libro giallo (genere è sinonimo solo di giallo, da queste parti, o noir, e non per esempio pornografico e non rosa e non fantascienza, per dire, o spionaggio, o guerra, sempre per dire) impostare tutta la tiritera sui generei, contro i critisci parrucconi, ecc.<br />
un po&#8217; perché è noiosa.<br />
e un po&#8217; perché suona come un&#8217;excusatio non petita.</p>
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		<title>Di: parruccone in erba</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/09/07/il-caso-vargas/#comment-40938</link>
		<dc:creator>parruccone in erba</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 Sep 2006 21:59:23 +0000</pubDate>
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		<description>il critico parruccone, semplicemente, deve anche lui sopravvivere e mi pare che sia più interessante e ci sia più da studiare in un autore come gadda che in altri. o no?”

Parrucone, no.

sì, lo so anche io che gadda "ha scritto qualcosa di più bello", semplicemente mi sembrava inutile sottolinearlo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>il critico parruccone, semplicemente, deve anche lui sopravvivere e mi pare che sia più interessante e ci sia più da studiare in un autore come gadda che in altri. o no?”</p>
<p>Parrucone, no.</p>
<p>sì, lo so anche io che gadda &#8220;ha scritto qualcosa di più bello&#8221;, semplicemente mi sembrava inutile sottolinearlo.</p>
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		<title>Di: scrivano</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/09/07/il-caso-vargas/#comment-40861</link>
		<dc:creator>scrivano</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 Sep 2006 18:12:35 +0000</pubDate>
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		<description>"Noir" vende perché è lì, nell'amigdala, boh, chi ci capisce nulla col cervello? da quelle parti insomma s'assomma la somma di tutte l'altre cose del mondo. La televisione. Noir è televisivo come l'ispettore Derrick. Dunque è. Pulsatilla è fucsia come le sciarpe degli ospiti di quella androconduttrice a cui manca il rutto libero dopo la Peroni gelata. Noir va bene insomma. Noir vende. Così dicono. Poi vai a leggere Un giorno dopo l'altro e ti domandi E i correttori? Ma a Einaudi qualcuno l'ha letto? chi l'ha emendato? Hanno fatto la sana recensio? macché. 
Un errore dopo l'altro sarebbe stato più appropriato. Gadda fa accedere l'alba dalle persiane mezze rotte, dunque non v'era dubbio che fosse stato usato a effetto. 
Ripeto: mi pare la classe dei primi della classe. Non per criticare. Magari molti lo saranno. E infatti dall'alto dei loro scritti guardano passare miserrimi commenda commentatori che azzardano guadare. A volte qualcuno fa la fine dei clandestini gommonati... aiut glu glu glu...___________________________________________</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Noir&#8221; vende perché è lì, nell&#8217;amigdala, boh, chi ci capisce nulla col cervello? da quelle parti insomma s&#8217;assomma la somma di tutte l&#8217;altre cose del mondo. La televisione. Noir è televisivo come l&#8217;ispettore Derrick. Dunque è. Pulsatilla è fucsia come le sciarpe degli ospiti di quella androconduttrice a cui manca il rutto libero dopo la Peroni gelata. Noir va bene insomma. Noir vende. Così dicono. Poi vai a leggere Un giorno dopo l&#8217;altro e ti domandi E i correttori? Ma a Einaudi qualcuno l&#8217;ha letto? chi l&#8217;ha emendato? Hanno fatto la sana recensio? macché.<br />
Un errore dopo l&#8217;altro sarebbe stato più appropriato. Gadda fa accedere l&#8217;alba dalle persiane mezze rotte, dunque non v&#8217;era dubbio che fosse stato usato a effetto.<br />
Ripeto: mi pare la classe dei primi della classe. Non per criticare. Magari molti lo saranno. E infatti dall&#8217;alto dei loro scritti guardano passare miserrimi commenda commentatori che azzardano guadare. A volte qualcuno fa la fine dei clandestini gommonati&#8230; aiut glu glu glu&#8230;___________________________________________</p>
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		<title>Di: Luigi</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/09/07/il-caso-vargas/#comment-40335</link>
		<dc:creator>Luigi</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Sep 2006 17:38:58 +0000</pubDate>
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		<description>L'assioma Genna-Gadda era chiaramente ironico, quindi non aggiungo altro. Non per mancanza di rispetto a Genna, ma per ragioni banalissime di gusto; e visto che siamo nel campo aperto dei generi andrebbe distinta la letteratura - come ricerca dei modi di raccontare una cosa - e qui mi sentirei di aprire anche un fronte un pò polemico con Saviano - andrebbe distinta dicevo dalla pastiche o dal cut-up gioranlistico-cronachistico sul genere L'anno luce.
Da amante di Izzo, come di King, non condividerei nessuna pretesa di ulteriore contrapposizione per cui la legittimazione della scrittura come  ricerca (ma anche questa è un'altra parola che non condivido, perché chiunque sieda ad una sedia per dar vita ad un progetto libro fa automaticamente ricerca - semmai sono gli esiti che vanno giudicati, ma la scrittura è innatamente sempre ricerca) dicevo che non userei quella come grimaldello contro il noir ecc... il problema dei generi è banalmente un problemino; per ogni scrittore il vero problema è scrivere: cioé creare un qualcosa che abbia una portata morale: riprendo dalla Valduga: 'la grande letteratura ha una portata morale, il che significa che deve insegnare qualcosa, deve commuovere e deve dare piacere; ha una funzione conoscitiva, emotiva, erogena.'
Io ci credo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;assioma Genna-Gadda era chiaramente ironico, quindi non aggiungo altro. Non per mancanza di rispetto a Genna, ma per ragioni banalissime di gusto; e visto che siamo nel campo aperto dei generi andrebbe distinta la letteratura - come ricerca dei modi di raccontare una cosa - e qui mi sentirei di aprire anche un fronte un pò polemico con Saviano - andrebbe distinta dicevo dalla pastiche o dal cut-up gioranlistico-cronachistico sul genere L&#8217;anno luce.<br />
Da amante di Izzo, come di King, non condividerei nessuna pretesa di ulteriore contrapposizione per cui la legittimazione della scrittura come  ricerca (ma anche questa è un&#8217;altra parola che non condivido, perché chiunque sieda ad una sedia per dar vita ad un progetto libro fa automaticamente ricerca - semmai sono gli esiti che vanno giudicati, ma la scrittura è innatamente sempre ricerca) dicevo che non userei quella come grimaldello contro il noir ecc&#8230; il problema dei generi è banalmente un problemino; per ogni scrittore il vero problema è scrivere: cioé creare un qualcosa che abbia una portata morale: riprendo dalla Valduga: &#8216;la grande letteratura ha una portata morale, il che significa che deve insegnare qualcosa, deve commuovere e deve dare piacere; ha una funzione conoscitiva, emotiva, erogena.&#8217;<br />
Io ci credo.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Andrea Raos</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/09/07/il-caso-vargas/#comment-40288</link>
		<dc:creator>Andrea Raos</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Sep 2006 16:05:39 +0000</pubDate>
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		<description>A Girolamo:

Se è per quello, quando Susanna Tamaro parlava di scrittura di ricerca non faceva ridere solo i "giallisti". 

*

E anche se non c'entra niente, regalo agli intenditori di ogni appartenenza una chicca che da anni conservo gelosamente nei miei archivi. A parlare è un agente della CIA che sta ripassando il russo in vista di una missione:

"Sto rileggendo Dostoievski. I fratelli K. Solo per confermarmi che è davvero un pessimo scrittore. Un intrigo a colpi di scena di bassa lega, una lezione di morale pesante, e uno stile da settimanale scandalistico."

Robert Ludlum, &lt;em&gt;The Prometheus Deception&lt;/em&gt;, 2000</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>A Girolamo:</p>
<p>Se è per quello, quando Susanna Tamaro parlava di scrittura di ricerca non faceva ridere solo i &#8220;giallisti&#8221;. </p>
<p>*</p>
<p>E anche se non c&#8217;entra niente, regalo agli intenditori di ogni appartenenza una chicca che da anni conservo gelosamente nei miei archivi. A parlare è un agente della CIA che sta ripassando il russo in vista di una missione:</p>
<p>&#8220;Sto rileggendo Dostoievski. I fratelli K. Solo per confermarmi che è davvero un pessimo scrittore. Un intrigo a colpi di scena di bassa lega, una lezione di morale pesante, e uno stile da settimanale scandalistico.&#8221;</p>
<p>Robert Ludlum, <em>The Prometheus Deception</em>, 2000</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: chiara mantesi</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/09/07/il-caso-vargas/#comment-40278</link>
		<dc:creator>chiara mantesi</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Sep 2006 15:53:27 +0000</pubDate>
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		<description>Ho controllato: Biondillo su altri lit-blog ha parlato di gialli, l'ultima volta, nel dicembre 2005 (su carmilla on line). E basta. Non è che forse ha ragione lui? Che vedete solo quello che volete vedere?
Io comunque il libro di Pessoa l'ho ordinato: non so se è giallo o no, so che lui è un grande. :-)))</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ho controllato: Biondillo su altri lit-blog ha parlato di gialli, l&#8217;ultima volta, nel dicembre 2005 (su carmilla on line). E basta. Non è che forse ha ragione lui? Che vedete solo quello che volete vedere?<br />
Io comunque il libro di Pessoa l&#8217;ho ordinato: non so se è giallo o no, so che lui è un grande. :-)))</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Ugonomia</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/09/07/il-caso-vargas/#comment-40257</link>
		<dc:creator>Ugonomia</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Sep 2006 14:33:50 +0000</pubDate>
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		<description>Poi che sta battaglia di biondillo...
lui è uscito dal giallo no? 
Con Per sempre giovane.

Dimostrando che dentro o fuori dal genere,
se non sei scrittore d'un certo tipo non lo sei e bon.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Poi che sta battaglia di biondillo&#8230;<br />
lui è uscito dal giallo no?<br />
Con Per sempre giovane.</p>
<p>Dimostrando che dentro o fuori dal genere,<br />
se non sei scrittore d&#8217;un certo tipo non lo sei e bon.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Ugonomia</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/09/07/il-caso-vargas/#comment-40249</link>
		<dc:creator>Ugonomia</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Sep 2006 14:28:10 +0000</pubDate>
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		<description>il critico parruccone, semplicemente, deve anche lui sopravvivere e mi pare che sia più interessante e ci sia più da studiare in un autore come gadda che in altri. o no?"

Parrucone, no.
Gadda ha scritto una cosa molto più bella di Lucarelli e non solo più complessa. raffronta meglio.

sono d'accordo con il monaco: guai mettere sullo stesso piano gadda con quell'altro... l'altro mica fa del pastiche linguistico... non si sa cosa fa l'altro...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>il critico parruccone, semplicemente, deve anche lui sopravvivere e mi pare che sia più interessante e ci sia più da studiare in un autore come gadda che in altri. o no?&#8221;</p>
<p>Parrucone, no.<br />
Gadda ha scritto una cosa molto più bella di Lucarelli e non solo più complessa. raffronta meglio.</p>
<p>sono d&#8217;accordo con il monaco: guai mettere sullo stesso piano gadda con quell&#8217;altro&#8230; l&#8217;altro mica fa del pastiche linguistico&#8230; non si sa cosa fa l&#8217;altro&#8230;</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: parruccone in erba</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/09/07/il-caso-vargas/#comment-40244</link>
		<dc:creator>parruccone in erba</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Sep 2006 14:07:02 +0000</pubDate>
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		<description>Girolamo, però Gadda ha scritto una splendida ricetta del risotto alla milanese. Eh, quando sei il Gaddus...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Girolamo, però Gadda ha scritto una splendida ricetta del risotto alla milanese. Eh, quando sei il Gaddus&#8230;</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: girolamo</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/09/07/il-caso-vargas/#comment-40234</link>
		<dc:creator>girolamo</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Sep 2006 13:18:15 +0000</pubDate>
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		<description>correggo l'incipit:

Concordo anch’io sull’inutilità delle contrapposizioni e dei generi (tanto per far piovere sul bagnato: ha cominciato a demolirle Benjamin, nell’introduzione al Dramma barocco)

sorry</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>correggo l&#8217;incipit:</p>
<p>Concordo anch’io sull’inutilità delle contrapposizioni e dei generi (tanto per far piovere sul bagnato: ha cominciato a demolirle Benjamin, nell’introduzione al Dramma barocco)</p>
<p>sorry</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: girolamo</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/09/07/il-caso-vargas/#comment-40233</link>
		<dc:creator>girolamo</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Sep 2006 13:17:24 +0000</pubDate>
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		<description>@ Luigi

Concordo anch'io sull'inutilità delle contrapposizioni e dei generi tanto per far piovere sul bagnato: ha cominciato a demolirle Benjamin, nell'introduzione al Dramma barocco). E, per quel che vale, concordo anche sul fatto che uno scrittore lavora sulla lingua, meno sul fatto che se vuole può raccontare come si fa la pasta alla norma. Quello che trovo irritante (non nel tuo post, sia chiaro) è che la considerazione sul "lavoro sulla lingua" viene usata di solito come un randello contro il poliziesco o il noir, senza badare al fatto che molti autori "di genere" hanno lavorato sulla lingua. Per dire, Ellroy, Malet, Pennac, De Cataldo, King, Simenon, Cacucci, Peace, Camilleri, Welsh, ecc. hanno lavorato sulla lingua molto più di una Tamaro, che definiva i suoi libri "scrittura di ricerca" senza suscitare, mi par di ricordare, altrettanta indignazione (qualche risolino sommesso sì, però...). È che, a voler essere buoni, passa in secondo piano un certo lavoro di "sottrazione" sulla lingua, mentre altri sperimentalismi appaiono più evidentii, e sono scambiati per i soli sperimentalismi. Quando un critico (cinematografico) osserva che in Romanzo Criminale i vari personaggi della banda della Magliana si esprimono con sfumature linguistiche che sono percepibili solo da chi, vivendo a Roma, conosce le sfumature delle parlate dei diversi quartieri, non si sta evidenziando una ricerca linguistica importante?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@ Luigi</p>
<p>Concordo anch&#8217;io sull&#8217;inutilità delle contrapposizioni e dei generi tanto per far piovere sul bagnato: ha cominciato a demolirle Benjamin, nell&#8217;introduzione al Dramma barocco). E, per quel che vale, concordo anche sul fatto che uno scrittore lavora sulla lingua, meno sul fatto che se vuole può raccontare come si fa la pasta alla norma. Quello che trovo irritante (non nel tuo post, sia chiaro) è che la considerazione sul &#8220;lavoro sulla lingua&#8221; viene usata di solito come un randello contro il poliziesco o il noir, senza badare al fatto che molti autori &#8220;di genere&#8221; hanno lavorato sulla lingua. Per dire, Ellroy, Malet, Pennac, De Cataldo, King, Simenon, Cacucci, Peace, Camilleri, Welsh, ecc. hanno lavorato sulla lingua molto più di una Tamaro, che definiva i suoi libri &#8220;scrittura di ricerca&#8221; senza suscitare, mi par di ricordare, altrettanta indignazione (qualche risolino sommesso sì, però&#8230;). È che, a voler essere buoni, passa in secondo piano un certo lavoro di &#8220;sottrazione&#8221; sulla lingua, mentre altri sperimentalismi appaiono più evidentii, e sono scambiati per i soli sperimentalismi. Quando un critico (cinematografico) osserva che in Romanzo Criminale i vari personaggi della banda della Magliana si esprimono con sfumature linguistiche che sono percepibili solo da chi, vivendo a Roma, conosce le sfumature delle parlate dei diversi quartieri, non si sta evidenziando una ricerca linguistica importante?</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: il monaco</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/09/07/il-caso-vargas/#comment-40193</link>
		<dc:creator>il monaco</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Sep 2006 11:31:00 +0000</pubDate>
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		<description>Gadda vicino a genna! Ma siete usciti di senno?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Gadda vicino a genna! Ma siete usciti di senno?</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: ruscelletto</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/09/07/il-caso-vargas/#comment-40191</link>
		<dc:creator>ruscelletto</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Sep 2006 10:55:42 +0000</pubDate>
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		<description>Che palle infinite questo "genere"! Tutti i facitori di monnezzoni si sentono Dante! Ma andate a cagare...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Che palle infinite questo &#8220;genere&#8221;! Tutti i facitori di monnezzoni si sentono Dante! Ma andate a cagare&#8230;</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Luigi</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/09/07/il-caso-vargas/#comment-40172</link>
		<dc:creator>Luigi</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Sep 2006 08:07:15 +0000</pubDate>
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		<description>Non c'era nessun 'attacco' conro Biondillo. Certo sarebbe ingenuo pensare che ci si riferisse solo ai suoi scritti postati qui su Ni. Ci sono altri lit-blog dove chiunque, compreso il citato, può commentare e intrecciare la rete di difesa a favore del romanzo di genere. 
Più in generale mi sembra che ci sia una diffusa tendenza a focalizzare il discorso narrativo italiano sulla contrapposizione genere-narrativa d'autore. Che fa il palio con quell'altra idiozia: scrittura impegnata o non.
Vorrei qualche discorso reale e forte sulla lingua, sullo stile. Un romanzo è questo. Uno scrittore lavora innazitutto sulla lingua. Come si fa a dire che il Pasticciaccio di Gadda entra nel romanzo di genere, se non si spiega ed esamina che lo fa con tutta la carica detonante di un linguaggio che un genere vuole sfondarlo o ri-fondarlo?! Allora tanto vale prendere per buone le categorie e dire che esiste un piano orizzontale e su questo piano Genna e Gadda coesistono alla pari.

Insomma al di là della considerazione 'etica', e cioé la mancanza digradevolezza nel leggere articoli che muovono solo un pò d'acqua verso il proprio mulino, le contrapposzioni genere-non genere, realismo-sperimentalismo, sono vecchissime, puzzano d'anni settanta sessanta e non rendono giustizia all'idea che uno scrittore è tale se lavora innazitutto sul come raccontare qualcosa, e non solo su quel qualcosa.
Fatto questo, stabilito il prinicpio etico del lavoro sulla lingua, che è principio estetico, lo scrittore potrà raccontare anche di come si cucina una pasta alla norma.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Non c&#8217;era nessun &#8216;attacco&#8217; conro Biondillo. Certo sarebbe ingenuo pensare che ci si riferisse solo ai suoi scritti postati qui su Ni. Ci sono altri lit-blog dove chiunque, compreso il citato, può commentare e intrecciare la rete di difesa a favore del romanzo di genere.<br />
Più in generale mi sembra che ci sia una diffusa tendenza a focalizzare il discorso narrativo italiano sulla contrapposizione genere-narrativa d&#8217;autore. Che fa il palio con quell&#8217;altra idiozia: scrittura impegnata o non.<br />
Vorrei qualche discorso reale e forte sulla lingua, sullo stile. Un romanzo è questo. Uno scrittore lavora innazitutto sulla lingua. Come si fa a dire che il Pasticciaccio di Gadda entra nel romanzo di genere, se non si spiega ed esamina che lo fa con tutta la carica detonante di un linguaggio che un genere vuole sfondarlo o ri-fondarlo?! Allora tanto vale prendere per buone le categorie e dire che esiste un piano orizzontale e su questo piano Genna e Gadda coesistono alla pari.</p>
<p>Insomma al di là della considerazione &#8216;etica&#8217;, e cioé la mancanza digradevolezza nel leggere articoli che muovono solo un pò d&#8217;acqua verso il proprio mulino, le contrapposzioni genere-non genere, realismo-sperimentalismo, sono vecchissime, puzzano d&#8217;anni settanta sessanta e non rendono giustizia all&#8217;idea che uno scrittore è tale se lavora innazitutto sul come raccontare qualcosa, e non solo su quel qualcosa.<br />
Fatto questo, stabilito il prinicpio etico del lavoro sulla lingua, che è principio estetico, lo scrittore potrà raccontare anche di come si cucina una pasta alla norma.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: ness1</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/09/07/il-caso-vargas/#comment-40101</link>
		<dc:creator>ness1</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Sep 2006 22:57:24 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2006/09/07/il-caso-vargas/#comment-40101</guid>
		<description>Gianni Biondillo: io non parlavo di "genere umano" in generale come hai inteso tu, ma in contrapposizione al mero "genere criminale" ovvero più in fondo  e al di là del mero gioco di scacchi codificato nel "genere giallo"; si indaga la verità di ciò che significa umano (è più chiaro ora?), perché ci può anche illudere d'indagare altro ma questo è il limite e il punto di vista: magari non sarà il lato oscuro, se vuoi prendi il lato grigio, marrone, rosso!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Gianni Biondillo: io non parlavo di &#8220;genere umano&#8221; in generale come hai inteso tu, ma in contrapposizione al mero &#8220;genere criminale&#8221; ovvero più in fondo  e al di là del mero gioco di scacchi codificato nel &#8220;genere giallo&#8221;; si indaga la verità di ciò che significa umano (è più chiaro ora?), perché ci può anche illudere d&#8217;indagare altro ma questo è il limite e il punto di vista: magari non sarà il lato oscuro, se vuoi prendi il lato grigio, marrone, rosso!</p>
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	</item>
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		<title>Di: scrivano</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/09/07/il-caso-vargas/#comment-40096</link>
		<dc:creator>scrivano</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Sep 2006 22:38:39 +0000</pubDate>
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		<description>L'erba del parruccone è sempre meno... emh... noir!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;erba del parruccone è sempre meno&#8230; emh&#8230; noir!</p>
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		<title>Di: Chiara Mantesi</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/09/07/il-caso-vargas/#comment-40050</link>
		<dc:creator>Chiara Mantesi</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Sep 2006 21:04:13 +0000</pubDate>
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		<description>In effetti Biondillo l'ultima volta che ha parlato di gialli qui su NazioneIndiana è stato quasi un anno fa (novembre 2005, ho controllato). Quindi non mi pare che difenda continuamente la categoria, come è stato insinuato.
Io comunque sono curiosa. Studio letteratura portoghese e brasiliana a Milano, ma non ne sapevo nulla di questo libro.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>In effetti Biondillo l&#8217;ultima volta che ha parlato di gialli qui su NazioneIndiana è stato quasi un anno fa (novembre 2005, ho controllato). Quindi non mi pare che difenda continuamente la categoria, come è stato insinuato.<br />
Io comunque sono curiosa. Studio letteratura portoghese e brasiliana a Milano, ma non ne sapevo nulla di questo libro.</p>
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	<item>
		<title>Di: parruccone in erba</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/09/07/il-caso-vargas/#comment-40039</link>
		<dc:creator>parruccone in erba</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Sep 2006 20:38:33 +0000</pubDate>
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		<description>niente contro lucarelli, sia ben chiaro...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>niente contro lucarelli, sia ben chiaro&#8230;</p>
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		<title>Di: gianni biondillo</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/09/07/il-caso-vargas/#comment-40003</link>
		<dc:creator>gianni biondillo</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Sep 2006 19:47:53 +0000</pubDate>
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		<description>Ovviamente un commento come quello di Luigi me lo aspettavo. 
Leggo e scrivo di libri diversissimi fra loro; raramente di testi di "genere". Qualcuno però mi spieghi: perché tutte le recensioni che ho postato qui su NI (Alice Munro, Adam Langer, ‘Al Al-Aswani, etc.), tutte su autori NON di genere, (per quel cazzo che significa) hanno ricevuto pochi, rari commenti, mentre appena scrivo di un libro di Pessoa che (maledizione!) vuole essere a tutti gli effetti un romanzo di genere, subito si scatenano le maldicenze?
Figuriamoci cosa sarebbe accaduto se avessi scritto del succitato Lucarelli!

Ness1, d'accordissimo che la letteratura indaga il genere umano. Ma così è un po' vago, no? Non sono neppure dell'idea che debba sempre e necessariamente indagare il suo profondo lato oscuro. Può anche indagare altro dell'umano. Però, in questo caso, l'oscuro implica il criminale. Tutto qui.

Sono d'accordo con "parruccone in erba": se tutti dicessero: "è più di un romanzo di formazione", "è più di un romanzo borghese", "è più di un romanzo epistolare", allora non ci sarebbe discussione. Avremmo capito che la centralità sta nel testo, e che dichiarare il genere è solo un modo (vago e non sempre leggittimo) per instradare la discussione, che poi prenderà, approfondendosi, la giusta fisionomia (è bello, brutto, scritto male, bene, colto, bifolco, elegante, rozzo, vero, falso, etc. etc.), avvicinando autori magari di generi diversi ma vicini per visione del mondo e per poetica. Altrimenti è pregiudizio critico. Cioè nulla.

Ariciao, a lunedì</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ovviamente un commento come quello di Luigi me lo aspettavo.<br />
Leggo e scrivo di libri diversissimi fra loro; raramente di testi di &#8220;genere&#8221;. Qualcuno però mi spieghi: perché tutte le recensioni che ho postato qui su NI (Alice Munro, Adam Langer, ‘Al Al-Aswani, etc.), tutte su autori NON di genere, (per quel cazzo che significa) hanno ricevuto pochi, rari commenti, mentre appena scrivo di un libro di Pessoa che (maledizione!) vuole essere a tutti gli effetti un romanzo di genere, subito si scatenano le maldicenze?<br />
Figuriamoci cosa sarebbe accaduto se avessi scritto del succitato Lucarelli!</p>
<p>Ness1, d&#8217;accordissimo che la letteratura indaga il genere umano. Ma così è un po&#8217; vago, no? Non sono neppure dell&#8217;idea che debba sempre e necessariamente indagare il suo profondo lato oscuro. Può anche indagare altro dell&#8217;umano. Però, in questo caso, l&#8217;oscuro implica il criminale. Tutto qui.</p>
<p>Sono d&#8217;accordo con &#8220;parruccone in erba&#8221;: se tutti dicessero: &#8220;è più di un romanzo di formazione&#8221;, &#8220;è più di un romanzo borghese&#8221;, &#8220;è più di un romanzo epistolare&#8221;, allora non ci sarebbe discussione. Avremmo capito che la centralità sta nel testo, e che dichiarare il genere è solo un modo (vago e non sempre leggittimo) per instradare la discussione, che poi prenderà, approfondendosi, la giusta fisionomia (è bello, brutto, scritto male, bene, colto, bifolco, elegante, rozzo, vero, falso, etc. etc.), avvicinando autori magari di generi diversi ma vicini per visione del mondo e per poetica. Altrimenti è pregiudizio critico. Cioè nulla.</p>
<p>Ariciao, a lunedì</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: parruccone in erba</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/09/07/il-caso-vargas/#comment-39962</link>
		<dc:creator>parruccone in erba</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Sep 2006 18:48:17 +0000</pubDate>
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		<description>d'altro canto è vero che spesso c'è un po' di viltà da parte dei critici "istituzionali", c'è la paura di dare giudizi positivi su tutto ciò che non sia già stato canonizzato. (gadda stesso è stato lungamente considerato un minore fra i minori, prima delle intuizioni di contini e roscioni).

in nessun secolo quanto nel '900 c'è stata una "dissoluzione" dei generi, a partire dalla prosa d'arte, passando per musil e finendo con magris (per tacere delle - tentate - contaminazioni fra arti diverse); la divisione per generi (a parte, secondo me, quella fra prosa e poesia, che sono due forme, non generi, differenti) è ovviamente una semplificazione capziosa, strumentale ad una (necessaria?) classificazione molto sommaria.
il riconoscimento di un genere è semplicemente il riconoscimento di uno scheletro che può poi venire rivestito in modi molto differenti; il problema nasce, credo, quando la tassonomia si perverte in scala di valori. per il critico (parruccone, affetto da alopecia galoppante o rasta) dovrebbe venire prima l'opera, e poi questa potrà essere classificata (se e quando necessario, molto raramente) all'interno di un genere. niente di più di un'operazione critica elementare, utile a livello scolastico.
credo che il significato della (è vero, ricorrente) frase "critica" "è più di un giallo" sia semplicemente che il testo in questione fa di più che ricalcare meccanicamente uno schema prestabilito e facilmente riconoscibile. (e la frase potrebbe, a rigore, essere detta di molti altri generi o sottogeneri, che so il romanzo di formazione ad es.). 

r.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>d&#8217;altro canto è vero che spesso c&#8217;è un po&#8217; di viltà da parte dei critici &#8220;istituzionali&#8221;, c&#8217;è la paura di dare giudizi positivi su tutto ciò che non sia già stato canonizzato. (gadda stesso è stato lungamente considerato un minore fra i minori, prima delle intuizioni di contini e roscioni).</p>
<p>in nessun secolo quanto nel &#8216;900 c&#8217;è stata una &#8220;dissoluzione&#8221; dei generi, a partire dalla prosa d&#8217;arte, passando per musil e finendo con magris (per tacere delle - tentate - contaminazioni fra arti diverse); la divisione per generi (a parte, secondo me, quella fra prosa e poesia, che sono due forme, non generi, differenti) è ovviamente una semplificazione capziosa, strumentale ad una (necessaria?) classificazione molto sommaria.<br />
il riconoscimento di un genere è semplicemente il riconoscimento di uno scheletro che può poi venire rivestito in modi molto differenti; il problema nasce, credo, quando la tassonomia si perverte in scala di valori. per il critico (parruccone, affetto da alopecia galoppante o rasta) dovrebbe venire prima l&#8217;opera, e poi questa potrà essere classificata (se e quando necessario, molto raramente) all&#8217;interno di un genere. niente di più di un&#8217;operazione critica elementare, utile a livello scolastico.<br />
credo che il significato della (è vero, ricorrente) frase &#8220;critica&#8221; &#8220;è più di un giallo&#8221; sia semplicemente che il testo in questione fa di più che ricalcare meccanicamente uno schema prestabilito e facilmente riconoscibile. (e la frase potrebbe, a rigore, essere detta di molti altri generi o sottogeneri, che so il romanzo di formazione ad es.). </p>
<p>r.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: parruccone in erba</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/09/07/il-caso-vargas/#comment-39960</link>
		<dc:creator>parruccone in erba</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Sep 2006 18:18:18 +0000</pubDate>
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		<description>unfortunately not... I'd really need a wig.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>unfortunately not&#8230; I&#8217;d really need a wig.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: temperanza</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/09/07/il-caso-vargas/#comment-39959</link>
		<dc:creator>temperanza</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Sep 2006 18:15:18 +0000</pubDate>
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		<description>salvo te,@parruccone in erba, che essendo in erba ce l'hai certamente folta:–)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>salvo te,@parruccone in erba, che essendo in erba ce l&#8217;hai certamente folta:–)</p>
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	<item>
		<title>Di: temperanza</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/09/07/il-caso-vargas/#comment-39958</link>
		<dc:creator>temperanza</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Sep 2006 18:13:45 +0000</pubDate>
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		<description>Non esistono critici parrucconi, esistono magari critici calvi.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Non esistono critici parrucconi, esistono magari critici calvi.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: parruccone in erba</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/09/07/il-caso-vargas/#comment-39957</link>
		<dc:creator>parruccone in erba</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Sep 2006 18:10:39 +0000</pubDate>
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		<description>mi sembra che il problema non sia di "genere" e del maggiore o minore disprezzo che questo susciterebbe nei critici parrucconi, il problema è dei libri in sé. ovvero: gadda si è mosso all'interno di un genere (il giallo) per scrivere un capolavoro, ha sfruttato uno schema tipico senza però appiattirsi nella sua mera applicazione. il pasticciaccio è un giallo ma è anche (soprattutto) molto altro, e lì sta gran parte della sua ricchezza. (pensa: se dovessi descrivere il p. ad un amico che non lo ha letto diresti: "è un giallo" o ti sentiresti come obbligato ad aggiungere mille altre cose più essenziali per la tua descrizione? che so, il pastiche linguistico, la filosofia di ingravallo, il continuo spostamento dei punti di vista del narratore etc.). gadda è gadda e lucarelli (autore più che rispettabile, è solo per fare un esempio) è lucarelli, e c'è una bella differenza.
il critico parruccone, semplicemente, deve anche lui sopravvivere e mi pare che sia più interessante e ci sia più da studiare in un autore come gadda che in altri. o no?
(to be continued)
r.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>mi sembra che il problema non sia di &#8220;genere&#8221; e del maggiore o minore disprezzo che questo susciterebbe nei critici parrucconi, il problema è dei libri in sé. ovvero: gadda si è mosso all&#8217;interno di un genere (il giallo) per scrivere un capolavoro, ha sfruttato uno schema tipico senza però appiattirsi nella sua mera applicazione. il pasticciaccio è un giallo ma è anche (soprattutto) molto altro, e lì sta gran parte della sua ricchezza. (pensa: se dovessi descrivere il p. ad un amico che non lo ha letto diresti: &#8220;è un giallo&#8221; o ti sentiresti come obbligato ad aggiungere mille altre cose più essenziali per la tua descrizione? che so, il pastiche linguistico, la filosofia di ingravallo, il continuo spostamento dei punti di vista del narratore etc.). gadda è gadda e lucarelli (autore più che rispettabile, è solo per fare un esempio) è lucarelli, e c&#8217;è una bella differenza.<br />
il critico parruccone, semplicemente, deve anche lui sopravvivere e mi pare che sia più interessante e ci sia più da studiare in un autore come gadda che in altri. o no?<br />
(to be continued)<br />
r.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: girolamo</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/09/07/il-caso-vargas/#comment-39956</link>
		<dc:creator>girolamo</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Sep 2006 18:07:20 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2006/09/07/il-caso-vargas/#comment-39956</guid>
		<description>Una nota su Gadda e il Pasticciaccio. Nel 1992 (o 94?) ho sentito per la prima volta Pennac (a Bologna) parlare del suo ciclo di Belleville. E dichiarare il suo debito letterario verso il Pasticciaccio, che rileggeva ogni anno. Pennac aveva anche provato a tradurlo, ma non aveva trovato nel francese un idioma dialettale o para-dialettale che rendesse quello di Gadda. Io credo che tanto il Pasticciaccio quanto il ciclo di Belleville siano, dal punto di vista del "genere", dei veri e propri gialli (del tipo "romanzo a enigma", ma con un forte sbilanciamento verso il noir). Lo dimostra il fatto che Gadda ha sempre dichiarato di aver ben presente la conclusione del suo romanzo e il nome del colpevole (il Pasticciaccio è incompleto perché ne fu pubblicata solo la prima parte, quello che Gadda non ha più scritto, salvo 40 misteriose pagine che nessuno ha mai visto, non era il sequel, ma la seconda parte). E quando Germi girò il Pasticciaccio, Gadda collaborò alla sceneggiatura risolvendo una serie di nodi e sciogliendo l'enigma finale. Poi, come dice Manchette, ci sono sempre critici che pur di non ammettere che un giallo può essere anche un buon libro dicono che "è più di un giallo" (manchette la mette giù più dura, ma il senso è quello).

@ Andrea: il pezzo di Biondillo mi è molto piaciuto, quindi è doveroso ringraziarti per il parallelo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Una nota su Gadda e il Pasticciaccio. Nel 1992 (o 94?) ho sentito per la prima volta Pennac (a Bologna) parlare del suo ciclo di Belleville. E dichiarare il suo debito letterario verso il Pasticciaccio, che rileggeva ogni anno. Pennac aveva anche provato a tradurlo, ma non aveva trovato nel francese un idioma dialettale o para-dialettale che rendesse quello di Gadda. Io credo che tanto il Pasticciaccio quanto il ciclo di Belleville siano, dal punto di vista del &#8220;genere&#8221;, dei veri e propri gialli (del tipo &#8220;romanzo a enigma&#8221;, ma con un forte sbilanciamento verso il noir). Lo dimostra il fatto che Gadda ha sempre dichiarato di aver ben presente la conclusione del suo romanzo e il nome del colpevole (il Pasticciaccio è incompleto perché ne fu pubblicata solo la prima parte, quello che Gadda non ha più scritto, salvo 40 misteriose pagine che nessuno ha mai visto, non era il sequel, ma la seconda parte). E quando Germi girò il Pasticciaccio, Gadda collaborò alla sceneggiatura risolvendo una serie di nodi e sciogliendo l&#8217;enigma finale. Poi, come dice Manchette, ci sono sempre critici che pur di non ammettere che un giallo può essere anche un buon libro dicono che &#8220;è più di un giallo&#8221; (manchette la mette giù più dura, ma il senso è quello).</p>
<p>@ Andrea: il pezzo di Biondillo mi è molto piaciuto, quindi è doveroso ringraziarti per il parallelo.</p>
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