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	<title>Commenti a: Il silenzioso muscolo sabotatore</title>
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	<pubDate>Tue, 02 Dec 2008 14:16:29 +0000</pubDate>
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		<title>Di: fabrizio centofanti</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/11/30/il-silenzioso-muscolo-sabotatore/#comment-52859</link>
		<dc:creator>fabrizio centofanti</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Dec 2006 07:54:01 +0000</pubDate>
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		<description>suona strano considerare lo stile come scelta a senso unico. la caratteristica dell'arte in genere è la pluralità dei linguaggi, portatori di sensibilità e di visioni del mondo, strumenti di comunicazione che colgono le sfumature infinite del complesso rapporto tra mittente e destinatario. articolare e concentrare sono attitudini profonde, rispondenti ad esigenze diverse presenti tanto nell'autore quanto nel lettore. ed è il cortocircuito della differenza a creare la possibilità di un messaggio efficace e penetrante. 
fabrizio</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>suona strano considerare lo stile come scelta a senso unico. la caratteristica dell&#8217;arte in genere è la pluralità dei linguaggi, portatori di sensibilità e di visioni del mondo, strumenti di comunicazione che colgono le sfumature infinite del complesso rapporto tra mittente e destinatario. articolare e concentrare sono attitudini profonde, rispondenti ad esigenze diverse presenti tanto nell&#8217;autore quanto nel lettore. ed è il cortocircuito della differenza a creare la possibilità di un messaggio efficace e penetrante.<br />
fabrizio</p>
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		<title>Di: sergio garufi</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/11/30/il-silenzioso-muscolo-sabotatore/#comment-52855</link>
		<dc:creator>sergio garufi</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Dec 2006 01:20:35 +0000</pubDate>
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		<description>Bel pezzo Giorgio, come d'abitudine. Forse i linguaggi singhiozzanti e i ritmi frenetici di molte narrazioni attuali non sono soltanto il frutto della pigrizia dell'autore, ma in molti casi cercano pure di assecondare le ischemie dell'attenzione del lettore impaziente. Questa convergenza o saldatura nella fretta ha trasformato molta letteratura odierna in una imitazione o caricatura del reader digest, in cui le descrizioni e le digressioni vengono sistematicamente tagliate a favore di una sintesi che mirerebbe all'essenziale. Ne scapita fatalmente il respiro del racconto, che diventa monotono e noioso pur nella frenesia. Ché poi è tutto da dimostrare che uno stile brachilogico e sincopato sia miglior viatico alla sintesi, quando invece a me sembra il crisma della ciarlataneria della brevità. Forse, più ancora dell'amore per le descrizioni, è proprio la capacità di orientare lo sguardo del lettore su aspetti e dettagli marginali, elevandoli a simbolo coniugando l'assoluto e l'insignificante, ciò che costituisce l'autentico atto "religioso" della scrittura, la sua vocazione riparatrice. Flannery O'Connor ("Nel territorio del diavolo") sosteneva infatti che ciò che tiene insieme e fa funzionare un racconto si situa sul piano anagogico. La difficoltà sta tutta nel raggiungere il cuore pulsante della storia mediante un processo di (apparente) rarefazione semantica e un rallentamento del ritmo (vedi il pentimento originato dalla ciabatta).</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Bel pezzo Giorgio, come d&#8217;abitudine. Forse i linguaggi singhiozzanti e i ritmi frenetici di molte narrazioni attuali non sono soltanto il frutto della pigrizia dell&#8217;autore, ma in molti casi cercano pure di assecondare le ischemie dell&#8217;attenzione del lettore impaziente. Questa convergenza o saldatura nella fretta ha trasformato molta letteratura odierna in una imitazione o caricatura del reader digest, in cui le descrizioni e le digressioni vengono sistematicamente tagliate a favore di una sintesi che mirerebbe all&#8217;essenziale. Ne scapita fatalmente il respiro del racconto, che diventa monotono e noioso pur nella frenesia. Ché poi è tutto da dimostrare che uno stile brachilogico e sincopato sia miglior viatico alla sintesi, quando invece a me sembra il crisma della ciarlataneria della brevità. Forse, più ancora dell&#8217;amore per le descrizioni, è proprio la capacità di orientare lo sguardo del lettore su aspetti e dettagli marginali, elevandoli a simbolo coniugando l&#8217;assoluto e l&#8217;insignificante, ciò che costituisce l&#8217;autentico atto &#8220;religioso&#8221; della scrittura, la sua vocazione riparatrice. Flannery O&#8217;Connor (&#8221;Nel territorio del diavolo&#8221;) sosteneva infatti che ciò che tiene insieme e fa funzionare un racconto si situa sul piano anagogico. La difficoltà sta tutta nel raggiungere il cuore pulsante della storia mediante un processo di (apparente) rarefazione semantica e un rallentamento del ritmo (vedi il pentimento originato dalla ciabatta).</p>
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		<title>Di: antonio sparzani</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/11/30/il-silenzioso-muscolo-sabotatore/#comment-52849</link>
		<dc:creator>antonio sparzani</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Nov 2006 22:38:56 +0000</pubDate>
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		<description>pezzo magnifico Giorgio, grazie, non mi sono potuto staccare. Apprezzo enoirmemente la lentezza, vorrei restare su quella ciabatta per ore per calmare l'ansia che comunque mi spinge a "finire" la lettura. Calvino, sì, il leone L che balza verso la freccia F e intanto che percorrono la loro traiettoria, in attesa di sapere se si incontreranno oppure no, ne abbiamo di cose da dire. Questa della lentezza è una grande lezione, sempre più difficile da ascoltare. Leggendo Delitto e castigo ti devi arrendere a seguire i rivoli delle storie marginali che scorrono di qua e di là dal greto della storia principale. Ciabatte, ciabatte, servono molte ciabatte. Ciao, a.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>pezzo magnifico Giorgio, grazie, non mi sono potuto staccare. Apprezzo enoirmemente la lentezza, vorrei restare su quella ciabatta per ore per calmare l&#8217;ansia che comunque mi spinge a &#8220;finire&#8221; la lettura. Calvino, sì, il leone L che balza verso la freccia F e intanto che percorrono la loro traiettoria, in attesa di sapere se si incontreranno oppure no, ne abbiamo di cose da dire. Questa della lentezza è una grande lezione, sempre più difficile da ascoltare. Leggendo Delitto e castigo ti devi arrendere a seguire i rivoli delle storie marginali che scorrono di qua e di là dal greto della storia principale. Ciabatte, ciabatte, servono molte ciabatte. Ciao, a.</p>
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		<title>Di: Antonio</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/11/30/il-silenzioso-muscolo-sabotatore/#comment-52837</link>
		<dc:creator>Antonio</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Nov 2006 18:29:12 +0000</pubDate>
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		<description>Forse c'è più resistenza e si fa ancora più fatica a scrivere quando non si è autentici, quando non c'è una spinta morale. In queste condizioni non mi sempra si possa parlare di "atto d'amore".</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Forse c&#8217;è più resistenza e si fa ancora più fatica a scrivere quando non si è autentici, quando non c&#8217;è una spinta morale. In queste condizioni non mi sempra si possa parlare di &#8220;atto d&#8217;amore&#8221;.</p>
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		<title>Di: Uno che passava di qua</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/11/30/il-silenzioso-muscolo-sabotatore/#comment-52828</link>
		<dc:creator>Uno che passava di qua</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Nov 2006 16:19:15 +0000</pubDate>
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		<description>purtroppo ho fatto resistenza anche a questo pezzo e non sono arrivato alla fine. la tira un po' per le lunghe, ciao.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>purtroppo ho fatto resistenza anche a questo pezzo e non sono arrivato alla fine. la tira un po&#8217; per le lunghe, ciao.</p>
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		<title>Di: paolo ferrucci</title>
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		<dc:creator>paolo ferrucci</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Nov 2006 14:52:16 +0000</pubDate>
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		<description>Purtroppo, il mio scrivere è spesso una sequela di atti d'amore che lasciano un po' imbarazzati. Del resto, da ragazzo m'innamoravo sempre, quasi in maniera patologica. Allora come ora, mi definivano ottocentesco, tradizionale, sorpassato, e m'incitavano a darmi una scossa (quaiòn!).
A forza di atti d'amore, non trombavo mai.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Purtroppo, il mio scrivere è spesso una sequela di atti d&#8217;amore che lasciano un po&#8217; imbarazzati. Del resto, da ragazzo m&#8217;innamoravo sempre, quasi in maniera patologica. Allora come ora, mi definivano ottocentesco, tradizionale, sorpassato, e m&#8217;incitavano a darmi una scossa (quaiòn!).<br />
A forza di atti d&#8217;amore, non trombavo mai.</p>
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		<title>Di: fabrizio centofanti</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/11/30/il-silenzioso-muscolo-sabotatore/#comment-52818</link>
		<dc:creator>fabrizio centofanti</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Nov 2006 11:42:13 +0000</pubDate>
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		<description>mi dovrei sentire in colpa perchè vado per sottrazioni progressive. ma sono vie parallele, orientate verso un luogo unico, come mostrano i modelli di asianesimo e atticismo  succedutisi sempre nella storia. e poi Calvino, Perec &#38; C. hanno insegnato molto, in questo senso. l'argomentazione, nel racconto, è bella e convincente.
fabrizio</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>mi dovrei sentire in colpa perchè vado per sottrazioni progressive. ma sono vie parallele, orientate verso un luogo unico, come mostrano i modelli di asianesimo e atticismo  succedutisi sempre nella storia. e poi Calvino, Perec &amp; C. hanno insegnato molto, in questo senso. l&#8217;argomentazione, nel racconto, è bella e convincente.<br />
fabrizio</p>
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		<title>Di: maria strofa</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/11/30/il-silenzioso-muscolo-sabotatore/#comment-52817</link>
		<dc:creator>maria strofa</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Nov 2006 11:22:32 +0000</pubDate>
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		<description>"Anche perché scrivere e leggere descrizioni è qualcosa a cui opponiamo continuamente resistenza."

Vedi Auden che diceva non amare la letteratura chi non apprezzi interamente il catalogo delle navi nell'Iliade.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Anche perché scrivere e leggere descrizioni è qualcosa a cui opponiamo continuamente resistenza.&#8221;</p>
<p>Vedi Auden che diceva non amare la letteratura chi non apprezzi interamente il catalogo delle navi nell&#8217;Iliade.</p>
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