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	<title>Commenti a: Decalogo dell&#8217;inerzia</title>
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	<pubDate>Sat, 22 Nov 2008 07:46:12 +0000</pubDate>
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		<title>Di: Sandra</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/12/11/decalogo-dellinerzia/#comment-54551</link>
		<dc:creator>Sandra</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Dec 2006 12:07:55 +0000</pubDate>
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		<description>Concordo con Garufi. Non è questione di essere rock o lenti, slow food versus a bout de suffle, meglio un giorno da leoni che...; è questione di consapevolezza. Ciascuno si costruisca il proprio percorso di vita senxza farsi condizionare da decaloghi altrui, questo è l'unico insegnamento che mi sentirei di dare.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Concordo con Garufi. Non è questione di essere rock o lenti, slow food versus a bout de suffle, meglio un giorno da leoni che&#8230;; è questione di consapevolezza. Ciascuno si costruisca il proprio percorso di vita senxza farsi condizionare da decaloghi altrui, questo è l&#8217;unico insegnamento che mi sentirei di dare.</p>
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		<title>Di: paolo ferrucci</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/12/11/decalogo-dellinerzia/#comment-54303</link>
		<dc:creator>paolo ferrucci</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Dec 2006 17:38:54 +0000</pubDate>
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		<description>Quando scrivi un romanzo, non penserai mica di trascurare la descrizione dei dettagli, precisa al limite del puntiglio: ad esempio la piega che fa la pelle nel punto in cui la natica si fonde con la coscia, la fossetta che si anima all'incresparsi delle labbra, il volume del capezzolo sotto la maglia sottile, l'occhio trasparente come acqua che si posa su di te... E neanche puoi fare a meno di produrre un brano come questo: 
"Restò sorpreso a guardare le due donne: avevano la stessa altezza e i loro davanzali si fronteggiavano severi, uno grandioso e mobile, costretto nel rigore del tailleur, l’altro fresco e prorompente nella maglietta scollata di cotone bianco. La direttrice del museo aveva i capelli lisci come fili di rame, mentre la capigliatura della magistrata sembrava un mare in tempesta, nero come le linee di trucco che le appesantivano gli occhi. Nemmeno i sederi si somigliavano: al mandolino abbondante e perfetto dell’una faceva da contraltare il mastodonte dalle forme incerte dell'altra."</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Quando scrivi un romanzo, non penserai mica di trascurare la descrizione dei dettagli, precisa al limite del puntiglio: ad esempio la piega che fa la pelle nel punto in cui la natica si fonde con la coscia, la fossetta che si anima all&#8217;incresparsi delle labbra, il volume del capezzolo sotto la maglia sottile, l&#8217;occhio trasparente come acqua che si posa su di te&#8230; E neanche puoi fare a meno di produrre un brano come questo:<br />
&#8220;Restò sorpreso a guardare le due donne: avevano la stessa altezza e i loro davanzali si fronteggiavano severi, uno grandioso e mobile, costretto nel rigore del tailleur, l’altro fresco e prorompente nella maglietta scollata di cotone bianco. La direttrice del museo aveva i capelli lisci come fili di rame, mentre la capigliatura della magistrata sembrava un mare in tempesta, nero come le linee di trucco che le appesantivano gli occhi. Nemmeno i sederi si somigliavano: al mandolino abbondante e perfetto dell’una faceva da contraltare il mastodonte dalle forme incerte dell&#8217;altra.&#8221;</p>
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		<title>Di: Loris</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/12/11/decalogo-dellinerzia/#comment-54251</link>
		<dc:creator>Loris</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Dec 2006 14:44:24 +0000</pubDate>
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		<description>Alcune cose sono poco convincenti, però ha un buon ritmo, assia piacevole.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Alcune cose sono poco convincenti, però ha un buon ritmo, assia piacevole.</p>
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	<item>
		<title>Di: gilcagnè</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/12/11/decalogo-dellinerzia/#comment-54237</link>
		<dc:creator>gilcagnè</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Dec 2006 13:16:39 +0000</pubDate>
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		<description>manca il punto G.
come gil, ovviamente.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>manca il punto G.<br />
come gil, ovviamente.</p>
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		<title>Di: maria luisa venuta</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/12/11/decalogo-dellinerzia/#comment-54224</link>
		<dc:creator>maria luisa venuta</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Dec 2006 12:42:43 +0000</pubDate>
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		<description>Il punto 9, mi ha fatto venire a galla il ricordo di un bellissimo film, Il giardino indiano, del 1985 regia di Mary Mc Murray, con Deborah Kerr. Un film sull'inerzia della cura.
Il mio 10. Cresci ma conservi la convinzione che in qualche punto del mondo esista un luogo magico, un spazio di un'altra dimensione, abitato da elfi e folletti…forse l’isola che non c’è.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Il punto 9, mi ha fatto venire a galla il ricordo di un bellissimo film, Il giardino indiano, del 1985 regia di Mary Mc Murray, con Deborah Kerr. Un film sull&#8217;inerzia della cura.<br />
Il mio 10. Cresci ma conservi la convinzione che in qualche punto del mondo esista un luogo magico, un spazio di un&#8217;altra dimensione, abitato da elfi e folletti…forse l’isola che non c’è.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: gilcagnè</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/12/11/decalogo-dellinerzia/#comment-54204</link>
		<dc:creator>gilcagnè</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Dec 2006 09:59:43 +0000</pubDate>
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		<description>scusi, lei è libera per natale?
complimenti per la ricetta.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>scusi, lei è libera per natale?<br />
complimenti per la ricetta.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: arte_misia</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/12/11/decalogo-dellinerzia/#comment-54201</link>
		<dc:creator>arte_misia</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Dec 2006 09:17:22 +0000</pubDate>
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		<description>10. Cucina emotiva

AMOR POLENTA

Ingredienti: 

200 gr di farina gialla
800 ml di latte
1 bicchiere di olio d'oliva
4 mele
4 cucchiai di miele
100 gr di uvetta (facoltativa)
4 cucchiai di zucchero
mandorle

Preparare una polentina con il latte (bastano venti minuti di cottura), aggiungere il miele, le mandorle tritate, le mele affettate, lo zucchero, l'olio e l'uvetta precedentemente ammollata.

Versare in una teglia unta di olio e cuocere in forno per circa un'ora.

Spolverizzare con zucchero a velo.
Servire con fiocchetti di panna montata.
Sostituire alle tisane cioccolata calda alla cannella.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>10. Cucina emotiva</p>
<p>AMOR POLENTA</p>
<p>Ingredienti: </p>
<p>200 gr di farina gialla<br />
800 ml di latte<br />
1 bicchiere di olio d&#8217;oliva<br />
4 mele<br />
4 cucchiai di miele<br />
100 gr di uvetta (facoltativa)<br />
4 cucchiai di zucchero<br />
mandorle</p>
<p>Preparare una polentina con il latte (bastano venti minuti di cottura), aggiungere il miele, le mandorle tritate, le mele affettate, lo zucchero, l&#8217;olio e l&#8217;uvetta precedentemente ammollata.</p>
<p>Versare in una teglia unta di olio e cuocere in forno per circa un&#8217;ora.</p>
<p>Spolverizzare con zucchero a velo.<br />
Servire con fiocchetti di panna montata.<br />
Sostituire alle tisane cioccolata calda alla cannella.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: antonio sparzani</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/12/11/decalogo-dellinerzia/#comment-54123</link>
		<dc:creator>antonio sparzani</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Dec 2006 20:40:52 +0000</pubDate>
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		<description>grazie Franz, ma aggiungerei "l'amor non è polenta" (ancorché col Barolo del 64). A.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>grazie Franz, ma aggiungerei &#8220;l&#8217;amor non è polenta&#8221; (ancorché col Barolo del 64). A.</p>
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	<item>
		<title>Di: gilcagnè</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/12/11/decalogo-dellinerzia/#comment-54122</link>
		<dc:creator>gilcagnè</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Dec 2006 19:50:47 +0000</pubDate>
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		<description>è probabile.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>è probabile.</p>
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		<title>Di: tashtego</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/12/11/decalogo-dellinerzia/#comment-54067</link>
		<dc:creator>tashtego</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Dec 2006 18:27:19 +0000</pubDate>
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		<description>un possibile decimo comandamento sarebbe non usare mai la parola "improbabile".</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>un possibile decimo comandamento sarebbe non usare mai la parola &#8220;improbabile&#8221;.</p>
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	<item>
		<title>Di: franz krauspenhaar</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/12/11/decalogo-dellinerzia/#comment-53966</link>
		<dc:creator>franz krauspenhaar</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Dec 2006 15:34:30 +0000</pubDate>
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		<description>Detto tra noi, la classe (di Antonio) non è acqua.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Detto tra noi, la classe (di Antonio) non è acqua.</p>
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	<item>
		<title>Di: antonio sparzani</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/12/11/decalogo-dellinerzia/#comment-53961</link>
		<dc:creator>antonio sparzani</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Dec 2006 15:23:44 +0000</pubDate>
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		<description>no, no, no catatonia, no inerzia uguale catatonia, guardare le cipolline e gustarle non è catatonia, il contrario. Mangiare le cipolline (dentro un brasato, s'intende) comunque si può fare. Invecchiamo lentamente, prego.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>no, no, no catatonia, no inerzia uguale catatonia, guardare le cipolline e gustarle non è catatonia, il contrario. Mangiare le cipolline (dentro un brasato, s&#8217;intende) comunque si può fare. Invecchiamo lentamente, prego.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: franz krauspenhaar</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/12/11/decalogo-dellinerzia/#comment-53949</link>
		<dc:creator>franz krauspenhaar</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Dec 2006 14:12:15 +0000</pubDate>
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		<description>Si, ma le forchette - almeno quelle - le ho, non occorre portarle...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Si, ma le forchette - almeno quelle - le ho, non occorre portarle&#8230;</p>
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	</item>
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		<title>Di: gianni biondillo</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/12/11/decalogo-dellinerzia/#comment-53946</link>
		<dc:creator>gianni biondillo</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Dec 2006 14:05:07 +0000</pubDate>
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		<description>Tutti a casa di Franz, forchetta alla mano!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Tutti a casa di Franz, forchetta alla mano!</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: franz krauspenhaar</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/12/11/decalogo-dellinerzia/#comment-53940</link>
		<dc:creator>franz krauspenhaar</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Dec 2006 13:33:22 +0000</pubDate>
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		<description>Non hai visto i miei... dài, se è solo per questo vai, io, che vuoi, mi mangerò la solita Simmenthal guardando i "pacchi" alla televisione:-)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Non hai visto i miei&#8230; dài, se è solo per questo vai, io, che vuoi, mi mangerò la solita Simmenthal guardando i &#8220;pacchi&#8221; alla televisione:-)</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: sergio garufi</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/12/11/decalogo-dellinerzia/#comment-53937</link>
		<dc:creator>sergio garufi</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Dec 2006 13:24:18 +0000</pubDate>
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		<description>in realtà rifiuto l'invito perché temo di avere dei "calzini improbabili" :-)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>in realtà rifiuto l&#8217;invito perché temo di avere dei &#8220;calzini improbabili&#8221; :-)</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: franz krauspenhaar</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/12/11/decalogo-dellinerzia/#comment-53936</link>
		<dc:creator>franz krauspenhaar</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Dec 2006 13:18:21 +0000</pubDate>
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		<description>Gianno-ne, visto che Sergio-ne declina l'invito a pranzo, prontamente vengo a sostituirlo.
Franz-one</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Gianno-ne, visto che Sergio-ne declina l&#8217;invito a pranzo, prontamente vengo a sostituirlo.<br />
Franz-one</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: sergio garufi</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/12/11/decalogo-dellinerzia/#comment-53932</link>
		<dc:creator>sergio garufi</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Dec 2006 12:07:18 +0000</pubDate>
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		<description>giannone, col garbo che lo contraddistingue antonio ci ha fornito un raffinatissimo manuale di comportamento (il brasato col barolo, e magari l'amaro averna alla fine come nella pubblicità). il problema è che io detesto i decaloghi, per raffinati che siano. vai qui, vai là, fai questo, fai quello...il mio invito a pensare per sé vuol dire "fai un po' come cazzo ti pare", sbaglia piuttosto ma sbaglia da solo. chissà perché se l'agnello recalcitra a diventare abbacchio gli si dice sempre che lo fa con "frasi da giornaletto per adolescenti". poi 'sta cosa della lentezza è una moda ridicola: chi fa sfoggio della propria catatonia oggi è lo stesso che vent'anni si vantava di vivere a bout de souffle. ad ogni modo io non mangio carne e sono astemio, ma grazie lo stesso per l'invito.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>giannone, col garbo che lo contraddistingue antonio ci ha fornito un raffinatissimo manuale di comportamento (il brasato col barolo, e magari l&#8217;amaro averna alla fine come nella pubblicità). il problema è che io detesto i decaloghi, per raffinati che siano. vai qui, vai là, fai questo, fai quello&#8230;il mio invito a pensare per sé vuol dire &#8220;fai un po&#8217; come cazzo ti pare&#8221;, sbaglia piuttosto ma sbaglia da solo. chissà perché se l&#8217;agnello recalcitra a diventare abbacchio gli si dice sempre che lo fa con &#8220;frasi da giornaletto per adolescenti&#8221;. poi &#8217;sta cosa della lentezza è una moda ridicola: chi fa sfoggio della propria catatonia oggi è lo stesso che vent&#8217;anni si vantava di vivere a bout de souffle. ad ogni modo io non mangio carne e sono astemio, ma grazie lo stesso per l&#8217;invito.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: franz krauspenhaar</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/12/11/decalogo-dellinerzia/#comment-53918</link>
		<dc:creator>franz krauspenhaar</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Dec 2006 11:09:43 +0000</pubDate>
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		<description>Sergio, mi hai fatto rivoltare (nel senso buono) dal ridere. 
Il pezzo di Antonio sprizza in sostanza affettuosità per il genere umano, sentimento che non mi sentirei di consigliare...
Il mio decimo punto del decalogo: diventare ricchi e famosi, con lentezza naturalmente.
:-)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sergio, mi hai fatto rivoltare (nel senso buono) dal ridere.<br />
Il pezzo di Antonio sprizza in sostanza affettuosità per il genere umano, sentimento che non mi sentirei di consigliare&#8230;<br />
Il mio decimo punto del decalogo: diventare ricchi e famosi, con lentezza naturalmente.<br />
:-)</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: gianni biondillo</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/12/11/decalogo-dellinerzia/#comment-53906</link>
		<dc:creator>gianni biondillo</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Dec 2006 09:04:58 +0000</pubDate>
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		<description>Sergione,
potrei persino essere d'accordo con te, ma dopo che hai scritto "quello che mi sentirei di consigliare è il pensare con la propria testa" senza neppure arrossire per il luogo comune così smaccato... insomma, da un pensatore laterale come te che osserva le cose importanti come fossero dettagli, cascare così in una frase da giornaletto per adolescenti proprio mi ha deluso.
Eccoti la punizione: mangiare con me e Antonio un brasato con polenta. Conosco un ristorantino dalle parti di Brunate. Si prende la cremagliera, si fanno due passi, si gode il panorama. Tutto con calma, ovviamente. ;-)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sergione,<br />
potrei persino essere d&#8217;accordo con te, ma dopo che hai scritto &#8220;quello che mi sentirei di consigliare è il pensare con la propria testa&#8221; senza neppure arrossire per il luogo comune così smaccato&#8230; insomma, da un pensatore laterale come te che osserva le cose importanti come fossero dettagli, cascare così in una frase da giornaletto per adolescenti proprio mi ha deluso.<br />
Eccoti la punizione: mangiare con me e Antonio un brasato con polenta. Conosco un ristorantino dalle parti di Brunate. Si prende la cremagliera, si fanno due passi, si gode il panorama. Tutto con calma, ovviamente. ;-)</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: farminio</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/12/11/decalogo-dellinerzia/#comment-53860</link>
		<dc:creator>farminio</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Dec 2006 05:49:49 +0000</pubDate>
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		<description>caro garufi
trovo perfetto il tuo discorso sulle tisaniere</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>caro garufi<br />
trovo perfetto il tuo discorso sulle tisaniere</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: sergio garufi</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/12/11/decalogo-dellinerzia/#comment-53858</link>
		<dc:creator>sergio garufi</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Dec 2006 00:58:35 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2006/12/11/decalogo-dellinerzia/#comment-53858</guid>
		<description>Scusa Antonio la ruvida franchezza, ma non mi convince molto questo decalogo. Esistono davvero persone che con gli amici discorrono solo di massimi sistemi? Quelli che conosco io discutono dei massimi sistemi per pochi secondi e solo se hanno dei problemi digestivi, e poi, come suggerisci tu, immancabilmente fanno notare all'altro "i suoi calzini improbabili". Rarissimo, e per me da incentivare, sarebbe invece un po' di sano schifo di sé, magari partendo dall'analisi dei "propri" calzini, che chissà perché tutti trovano perfettamente intonati. Oppure Ferrara, il cui museo principale (Palazzo Schifanoia, che ospita il più importante ciclo di affreschi profani del '400) è deserto, non se lo fila più nessuno, son tutti in coda a vedere le mostre evento, cioè le trappole per turisti allestite a Palazzo dei Diamanti. Potrei continuare, ma quello che mi sentirei di consigliare è il pensare con la propria testa, e magari osservare le cose importanti come fossero dettagli, più che soffermarsi soprattutto su questi ultimi. Il querdenker (il pensatore laterale) è essenzialmente uno che guarda in modo diverso, non uno che guarda cose diverse, o che guarda tutto. Nessuno ha tutto quel tempo: mangiare il brasato in due ore, vangare e concimare il giardino della nonna, spiegare un secolo della letteratura italiana per filo e per segno, svegliarsi un'ora prima per riflettere sui sogni fatti durante la notte...E' un utopistico elogio della lentezza che piacerà alle "tisaniere" (per me una categoria dello spirito, prima ancora che una tipologia di donna), le single sui trent'anni che si fanno sempre una tisana prima di coricarsi, amano klimt, leggono erri de luca, ascoltano i tiro mancino, a parole sostengono di assaporare ogni singolo istante della loro giornata e poi scopri che l'unica cosa che fanno veramente con calma sono le telefonate al cellulare.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Scusa Antonio la ruvida franchezza, ma non mi convince molto questo decalogo. Esistono davvero persone che con gli amici discorrono solo di massimi sistemi? Quelli che conosco io discutono dei massimi sistemi per pochi secondi e solo se hanno dei problemi digestivi, e poi, come suggerisci tu, immancabilmente fanno notare all&#8217;altro &#8220;i suoi calzini improbabili&#8221;. Rarissimo, e per me da incentivare, sarebbe invece un po&#8217; di sano schifo di sé, magari partendo dall&#8217;analisi dei &#8220;propri&#8221; calzini, che chissà perché tutti trovano perfettamente intonati. Oppure Ferrara, il cui museo principale (Palazzo Schifanoia, che ospita il più importante ciclo di affreschi profani del &#8216;400) è deserto, non se lo fila più nessuno, son tutti in coda a vedere le mostre evento, cioè le trappole per turisti allestite a Palazzo dei Diamanti. Potrei continuare, ma quello che mi sentirei di consigliare è il pensare con la propria testa, e magari osservare le cose importanti come fossero dettagli, più che soffermarsi soprattutto su questi ultimi. Il querdenker (il pensatore laterale) è essenzialmente uno che guarda in modo diverso, non uno che guarda cose diverse, o che guarda tutto. Nessuno ha tutto quel tempo: mangiare il brasato in due ore, vangare e concimare il giardino della nonna, spiegare un secolo della letteratura italiana per filo e per segno, svegliarsi un&#8217;ora prima per riflettere sui sogni fatti durante la notte&#8230;E&#8217; un utopistico elogio della lentezza che piacerà alle &#8220;tisaniere&#8221; (per me una categoria dello spirito, prima ancora che una tipologia di donna), le single sui trent&#8217;anni che si fanno sempre una tisana prima di coricarsi, amano klimt, leggono erri de luca, ascoltano i tiro mancino, a parole sostengono di assaporare ogni singolo istante della loro giornata e poi scopri che l&#8217;unica cosa che fanno veramente con calma sono le telefonate al cellulare.</p>
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		<title>Di: BruttaStoria</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/12/11/decalogo-dellinerzia/#comment-53842</link>
		<dc:creator>BruttaStoria</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Dec 2006 23:35:51 +0000</pubDate>
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		<description>10- Quando ti accorgi, dopo che se riuscito con fatica, abnegazione ed esercizio a sconigliare le quotidiane impellenze che reclamano la tua attenzione, solo perchè ti senti rilassato, disteso, intimamente riposato e pronto ad affrontare la routine quotidiana, be', mica vorrai darti da fare proprio ora, no?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>10- Quando ti accorgi, dopo che se riuscito con fatica, abnegazione ed esercizio a sconigliare le quotidiane impellenze che reclamano la tua attenzione, solo perchè ti senti rilassato, disteso, intimamente riposato e pronto ad affrontare la routine quotidiana, be&#8217;, mica vorrai darti da fare proprio ora, no?</p>
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		<title>Di: Il Treno a Vapore</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/12/11/decalogo-dellinerzia/#comment-53841</link>
		<dc:creator>Il Treno a Vapore</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Dec 2006 23:29:07 +0000</pubDate>
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		<description>Il decimo, personale

e quando indugi in un ricordo doloroso ed insisti a rinfocolare particolari e significarli con involontarie (?) invenzioni nella voluttà di un soffice masochismo, riaprendo tombe sommerse dal tempo e dalla dimenticanza.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Il decimo, personale</p>
<p>e quando indugi in un ricordo doloroso ed insisti a rinfocolare particolari e significarli con involontarie (?) invenzioni nella voluttà di un soffice masochismo, riaprendo tombe sommerse dal tempo e dalla dimenticanza.</p>
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	</item>
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		<title>Di: sergio</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/12/11/decalogo-dellinerzia/#comment-53835</link>
		<dc:creator>sergio</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Dec 2006 23:00:25 +0000</pubDate>
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		<description>il decimo, l'improbabile. 
quando inviti a uscire una donna che ti piace - o un uomo o quello che vi pare - e vi ritrovate lì, al tavolo, dopo aveer appena finito di ordinare, non gettere subuto i tuoi sguardi negli occhi di lei. indugia, e non poco, su quello che ti ha indirettamente colpito di lei e non hai ancora razionalizzato. su quello che, evidentemente, ti ha inconsciamente rapito e fatto decidere di passare un po' di tempo da solo con questa persona, per conoscerla, per capire se ti eri sbagliato o no. 
Le punte dei sui capelli, per esempio, o il modo in cui incrocia le gambe, ma anche il suo modo di parlare, la sua personalissima inflessione. no, non fraintedetemi, non è un esame, è assaporare chi hai di fronte, indugiare sui suoi contorni: non saltare subito alle classiche e indecenti domande del tipo "cosa fai?" o "che cosa ti piace?", ma muoversi in modo non centripeto nel dialogo e nell'appuntamento, seguendo la decenza dell'inerzia, quella centrifuga.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>il decimo, l&#8217;improbabile.<br />
quando inviti a uscire una donna che ti piace - o un uomo o quello che vi pare - e vi ritrovate lì, al tavolo, dopo aveer appena finito di ordinare, non gettere subuto i tuoi sguardi negli occhi di lei. indugia, e non poco, su quello che ti ha indirettamente colpito di lei e non hai ancora razionalizzato. su quello che, evidentemente, ti ha inconsciamente rapito e fatto decidere di passare un po&#8217; di tempo da solo con questa persona, per conoscerla, per capire se ti eri sbagliato o no.<br />
Le punte dei sui capelli, per esempio, o il modo in cui incrocia le gambe, ma anche il suo modo di parlare, la sua personalissima inflessione. no, non fraintedetemi, non è un esame, è assaporare chi hai di fronte, indugiare sui suoi contorni: non saltare subito alle classiche e indecenti domande del tipo &#8220;cosa fai?&#8221; o &#8220;che cosa ti piace?&#8221;, ma muoversi in modo non centripeto nel dialogo e nell&#8217;appuntamento, seguendo la decenza dell&#8217;inerzia, quella centrifuga.</p>
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