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	<title>Commenti a: Le frontiere del romanzo nel XXI secolo ovvero l&#8217;Europa reinventata dall&#8217;America</title>
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	<description>versione 2.0</description>
	<pubDate>Sat, 22 Nov 2008 09:51:07 +0000</pubDate>
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		<title>Di: silvia c.</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/12/14/le-frontiere-del-romanzo-nel-xxi-secolo-ovvero-leuropa-reinventata-dallamerica/#comment-57661</link>
		<dc:creator>silvia c.</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Jan 2007 19:19:30 +0000</pubDate>
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		<description>In occasione di un viaggio in Messico mi sono gettata sulla letteratura messicana, e solo su quella, per cercare una sorta di filo logico al viaggio, alla ricerca di un immaginario collettivo che mi sarei immaginata io leggendo e che avrei poi ricercato in loco. L'impresa era presuntuosa e non ne voglio raccontare gli esiti, però mi ha permesso di conoscere Ibarguengoitia, che segnalo, scoperto anche lui, se non sbaglio, da Calvino per Einaudi. Ho trovato altri romanzi suoi in Messico.
E nessuno ha citato Paz: perché? E' una domanda curiosa e non un rimprovero, ovviamente. Il mio messicocentrismo forse mi inganna.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>In occasione di un viaggio in Messico mi sono gettata sulla letteratura messicana, e solo su quella, per cercare una sorta di filo logico al viaggio, alla ricerca di un immaginario collettivo che mi sarei immaginata io leggendo e che avrei poi ricercato in loco. L&#8217;impresa era presuntuosa e non ne voglio raccontare gli esiti, però mi ha permesso di conoscere Ibarguengoitia, che segnalo, scoperto anche lui, se non sbaglio, da Calvino per Einaudi. Ho trovato altri romanzi suoi in Messico.<br />
E nessuno ha citato Paz: perché? E&#8217; una domanda curiosa e non un rimprovero, ovviamente. Il mio messicocentrismo forse mi inganna.</p>
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		<title>Di: gina</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/12/14/le-frontiere-del-romanzo-nel-xxi-secolo-ovvero-leuropa-reinventata-dallamerica/#comment-54895</link>
		<dc:creator>gina</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 Dec 2006 21:54:54 +0000</pubDate>
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		<description>miguel gallego
magari se mi spieghi. ancora cosa?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>miguel gallego<br />
magari se mi spieghi. ancora cosa?</p>
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		<title>Di: Miguel Gallego</title>
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		<dc:creator>Miguel Gallego</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 Dec 2006 19:01:03 +0000</pubDate>
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		<description>@ J. Galaxy
Hai letto Bolaño?

@ gina
Ancora?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@ J. Galaxy<br />
Hai letto Bolaño?</p>
<p>@ gina<br />
Ancora?</p>
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		<title>Di: max rizzante</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/12/14/le-frontiere-del-romanzo-nel-xxi-secolo-ovvero-leuropa-reinventata-dallamerica/#comment-54775</link>
		<dc:creator>max rizzante</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 17 Dec 2006 10:52:52 +0000</pubDate>
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		<description>@ Cato
Grazie per l'informazione. Sono andato a controllare una raccolta di saggi, uscita in Spagna nel 2004 (“Palabras de America", Seix Barral) dove si sono ritrovati per un convegno a Sevilla alcunid egli scrittori più significativi delle nuove leve. In effetti c'è anche Mario Mendoza.
Provvederò.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@ Cato<br />
Grazie per l&#8217;informazione. Sono andato a controllare una raccolta di saggi, uscita in Spagna nel 2004 (“Palabras de America&#8221;, Seix Barral) dove si sono ritrovati per un convegno a Sevilla alcunid egli scrittori più significativi delle nuove leve. In effetti c&#8217;è anche Mario Mendoza.<br />
Provvederò.</p>
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	<item>
		<title>Di: Cato</title>
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		<dc:creator>Cato</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 17 Dec 2006 09:49:49 +0000</pubDate>
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		<description>Massimo, parlavo di Mario Mendoza, un interessantissimo autore nato nel 1964, già pubblicato in Italia da Einaudi. Da leggere.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Massimo, parlavo di Mario Mendoza, un interessantissimo autore nato nel 1964, già pubblicato in Italia da Einaudi. Da leggere.</p>
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		<title>Di: magda</title>
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		<dc:creator>magda</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 17 Dec 2006 09:35:41 +0000</pubDate>
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		<description>Chiasmaticamente: e l'America reinventata dall'Europa?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Chiasmaticamente: e l&#8217;America reinventata dall&#8217;Europa?</p>
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		<title>Di: max rizzante</title>
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		<dc:creator>max rizzante</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 17 Dec 2006 00:22:13 +0000</pubDate>
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		<description>@ Andrea, Magali e Stefano
Gute nacht e Buon risveglio berlinese! 

@ Cato
Conosco la scrittrice colombiana Buitrago, ma non ho letto le sue opere.
Invece l'unico Mendoza che conosco si chiam Hector ed è messicano. Ma non sono uno specialista.  

@ Gianni, Andrea, Cato
In ogni caso, tutti costoro (Vargas Llosa, Donoso, Bryce Echenique, Hector Mendoza), a parte la Buitrago (1940), appartengono alla generazione del «boom», ovvero sono nati tra ghli anni Venti e Trenta.
Il numero di "Nuova prosa" parlerà e farà parlare soprattutto quelli nati negli anni Sessanta (ma ci sarà un inedito di Sergio Pitol, l'ultimo Premio Cervantes e un inedito di Bolaño).</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@ Andrea, Magali e Stefano<br />
Gute nacht e Buon risveglio berlinese! </p>
<p>@ Cato<br />
Conosco la scrittrice colombiana Buitrago, ma non ho letto le sue opere.<br />
Invece l&#8217;unico Mendoza che conosco si chiam Hector ed è messicano. Ma non sono uno specialista.  </p>
<p>@ Gianni, Andrea, Cato<br />
In ogni caso, tutti costoro (Vargas Llosa, Donoso, Bryce Echenique, Hector Mendoza), a parte la Buitrago (1940), appartengono alla generazione del «boom», ovvero sono nati tra ghli anni Venti e Trenta.<br />
Il numero di &#8220;Nuova prosa&#8221; parlerà e farà parlare soprattutto quelli nati negli anni Sessanta (ma ci sarà un inedito di Sergio Pitol, l&#8217;ultimo Premio Cervantes e un inedito di Bolaño).</p>
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	<item>
		<title>Di: Cato</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/12/14/le-frontiere-del-romanzo-nel-xxi-secolo-ovvero-leuropa-reinventata-dallamerica/#comment-54717</link>
		<dc:creator>Cato</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 16 Dec 2006 22:18:33 +0000</pubDate>
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		<description>Sperando che ripubblichino l'ancora più bello "El lugar sin limites", Andrea.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sperando che ripubblichino l&#8217;ancora più bello &#8220;El lugar sin limites&#8221;, Andrea.</p>
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		<title>Di: Cato</title>
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		<dc:creator>Cato</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 16 Dec 2006 22:16:58 +0000</pubDate>
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		<description>E i colombiani Mendoza e Buitrago qualcuno li ha letti?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>E i colombiani Mendoza e Buitrago qualcuno li ha letti?</p>
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		<title>Di: andrea inglese</title>
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		<dc:creator>andrea inglese</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 16 Dec 2006 22:15:32 +0000</pubDate>
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		<description>Raccomando a todos il romanzo capolavoro del cileno Jose` Donoso: "L´osceno uccello della notte" ripubblicato da Bompiani recentemente. Massimo lo conoscerä senz`altro.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Raccomando a todos il romanzo capolavoro del cileno Jose` Donoso: &#8220;L´osceno uccello della notte&#8221; ripubblicato da Bompiani recentemente. Massimo lo conoscerä senz`altro.</p>
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		<title>Di: stefano</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/12/14/le-frontiere-del-romanzo-nel-xxi-secolo-ovvero-leuropa-reinventata-dallamerica/#comment-54714</link>
		<dc:creator>stefano</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 16 Dec 2006 22:13:28 +0000</pubDate>
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		<description>Come non detto. Anche se il modo in cui la non-innocenza dei latinoamericani è potuta pervenire, attraverso una maggiore fiducia nell'immaginazione, a una simile riabilitazione della forza della "narrazione" non mi è ancora del tutto chiaro. Aspetto dunque il monografico di "Nuova prosa" per capirci qualcosa di più, giacché le mie letture in merito sono molto limitate.

Grazie Massimo. Ti giunga, da un angusto punto-internet di Prenzlauer Berg, l'affettuoso saluto di Andrea, Magali e del soprascritto, tutti e tre in procinto di dissipare la propria lucidità in uno dei club più gettonati del momento.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Come non detto. Anche se il modo in cui la non-innocenza dei latinoamericani è potuta pervenire, attraverso una maggiore fiducia nell&#8217;immaginazione, a una simile riabilitazione della forza della &#8220;narrazione&#8221; non mi è ancora del tutto chiaro. Aspetto dunque il monografico di &#8220;Nuova prosa&#8221; per capirci qualcosa di più, giacché le mie letture in merito sono molto limitate.</p>
<p>Grazie Massimo. Ti giunga, da un angusto punto-internet di Prenzlauer Berg, l&#8217;affettuoso saluto di Andrea, Magali e del soprascritto, tutti e tre in procinto di dissipare la propria lucidità in uno dei club più gettonati del momento.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: gianni biondillo</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/12/14/le-frontiere-del-romanzo-nel-xxi-secolo-ovvero-leuropa-reinventata-dallamerica/#comment-54712</link>
		<dc:creator>gianni biondillo</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 16 Dec 2006 21:28:32 +0000</pubDate>
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		<description>Da qualche mese guanda ha ripubblicato Alfredo Bryce Echenique UN MONDO PER JULIUS. (non c'è solo Vargas Llosa in Perù). 
Chi lo sa, forse qualcosa si muove.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Da qualche mese guanda ha ripubblicato Alfredo Bryce Echenique UN MONDO PER JULIUS. (non c&#8217;è solo Vargas Llosa in Perù).<br />
Chi lo sa, forse qualcosa si muove.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: alcor</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/12/14/le-frontiere-del-romanzo-nel-xxi-secolo-ovvero-leuropa-reinventata-dallamerica/#comment-54705</link>
		<dc:creator>alcor</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 16 Dec 2006 18:26:25 +0000</pubDate>
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		<description>Grazie, fino agli anni '60 '70 so,  o almeno so abbastanza, è dopo che ho perso il filo.
Li leggerò.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie, fino agli anni &#8216;60 &#8216;70 so,  o almeno so abbastanza, è dopo che ho perso il filo.<br />
Li leggerò.</p>
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	<item>
		<title>Di: max rizzante</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/12/14/le-frontiere-del-romanzo-nel-xxi-secolo-ovvero-leuropa-reinventata-dallamerica/#comment-54704</link>
		<dc:creator>max rizzante</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 16 Dec 2006 17:57:40 +0000</pubDate>
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		<description>@Alcor
Intendo quello che intendi tu. La critica novecentesca, il cui cuore pulsante per molto tempo è stato Parigi, ha segnato profondamente tutti i maggiori scrittori argentini, messicani, cileni, etc. Nel senso che erano perfettamente consapevoli di quello che bolliva in pentola. Un esempio: quando Calvino scopre «la semiotica», Cortázar, che poi diventerà un suo autore, scrive già da un pezzo racconti che mettono a dura prova i fan dell'«analisi del racconto».  
Il «boom» degli anni Cinquanta e Sessanta è stato un fenomeno dell'esilio: molti di loro vivevano proprio a Parigi. Altri a Barcellona. Altri ancora facevano la spola. 
Anche  i recenti scrittori hanno tutti vissuto molto tempo in Europa, in Spagna, in Francia. Jorge Volpi ha vissuto un anno a Roma. Viaggiano molto: Stati Uniti, Giappone. Bolaño, ad esempio, ha vissuto ed è morto a Barcellona, e prima per molti anni in Messico. Altre forme di esilio e di allargamento dei modelli romanzeschi.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@Alcor<br />
Intendo quello che intendi tu. La critica novecentesca, il cui cuore pulsante per molto tempo è stato Parigi, ha segnato profondamente tutti i maggiori scrittori argentini, messicani, cileni, etc. Nel senso che erano perfettamente consapevoli di quello che bolliva in pentola. Un esempio: quando Calvino scopre «la semiotica», Cortázar, che poi diventerà un suo autore, scrive già da un pezzo racconti che mettono a dura prova i fan dell&#8217;«analisi del racconto».<br />
Il «boom» degli anni Cinquanta e Sessanta è stato un fenomeno dell&#8217;esilio: molti di loro vivevano proprio a Parigi. Altri a Barcellona. Altri ancora facevano la spola.<br />
Anche  i recenti scrittori hanno tutti vissuto molto tempo in Europa, in Spagna, in Francia. Jorge Volpi ha vissuto un anno a Roma. Viaggiano molto: Stati Uniti, Giappone. Bolaño, ad esempio, ha vissuto ed è morto a Barcellona, e prima per molti anni in Messico. Altre forme di esilio e di allargamento dei modelli romanzeschi.</p>
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	<item>
		<title>Di: alcor</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/12/14/le-frontiere-del-romanzo-nel-xxi-secolo-ovvero-leuropa-reinventata-dallamerica/#comment-54701</link>
		<dc:creator>alcor</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 16 Dec 2006 17:22:12 +0000</pubDate>
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		<description>PS @Rizzante 

Mi par di capire rileggendoti  che tu dai per equivalenti grande cultura letteraria e mancanza di innocenza.

Non intendevo questo. Intendevo l'aver attraversato, o anche l'essere stati attraversati da tutte quelle pratiche critiche novecentesche che hanno segnato non poco la letteratura occidentale. La letteratura dell'America Latina (Ma si può considerarla in modo unitario? mi pare difficile) ha fatto le stesse esperienze? Non ne ho la minima idea, te lo chiedo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>PS @Rizzante </p>
<p>Mi par di capire rileggendoti  che tu dai per equivalenti grande cultura letteraria e mancanza di innocenza.</p>
<p>Non intendevo questo. Intendevo l&#8217;aver attraversato, o anche l&#8217;essere stati attraversati da tutte quelle pratiche critiche novecentesche che hanno segnato non poco la letteratura occidentale. La letteratura dell&#8217;America Latina (Ma si può considerarla in modo unitario? mi pare difficile) ha fatto le stesse esperienze? Non ne ho la minima idea, te lo chiedo.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: alcor</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/12/14/le-frontiere-del-romanzo-nel-xxi-secolo-ovvero-leuropa-reinventata-dallamerica/#comment-54700</link>
		<dc:creator>alcor</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 16 Dec 2006 17:17:31 +0000</pubDate>
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		<description>@Rizzante
ne so troppo poco per non ascoltarti e portare a casa. 
Non so se per innocenza intendiamo la stessa cosa, forse sì, ma appunto, non sapendo, taccio.

Dopo aver letto Borges, Cortazar e Bioy Casares, leggere Marquez, 8ma di quanti anni fa parliamo) mi ha fatto pensare al gelato fatto con le polverine, quello che sa di vaniglia artificiale e di rum in fialetta.
Ma anch'io, parlo solo di quel che ho letto e ho letto troppo poco per aprir bocca qui. Di fronte a questi nomi che non conosco.
Tu però ti chiedevi la ragione, ne ho ipotizzata una.
Se non ricordo male a quei tempi Feltrinelli era più che ben disposto, perchè ha rinunciato? Evidentemente erano venuti a mancare i lettori, e la convinzione della casa editrice. 
Io vedo questa lontananza di gusto e mancanza di curiosità in quello che dicevo sopra.
Un numero di lettori troppo esiguo per far massa e troppo esiguo perchè il loro immaginario si è modellato altrove, le loro domande ricevono risposta altrove.
Non so, propongo solo un'ipotesi.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@Rizzante<br />
ne so troppo poco per non ascoltarti e portare a casa.<br />
Non so se per innocenza intendiamo la stessa cosa, forse sì, ma appunto, non sapendo, taccio.</p>
<p>Dopo aver letto Borges, Cortazar e Bioy Casares, leggere Marquez, 8ma di quanti anni fa parliamo) mi ha fatto pensare al gelato fatto con le polverine, quello che sa di vaniglia artificiale e di rum in fialetta.<br />
Ma anch&#8217;io, parlo solo di quel che ho letto e ho letto troppo poco per aprir bocca qui. Di fronte a questi nomi che non conosco.<br />
Tu però ti chiedevi la ragione, ne ho ipotizzata una.<br />
Se non ricordo male a quei tempi Feltrinelli era più che ben disposto, perchè ha rinunciato? Evidentemente erano venuti a mancare i lettori, e la convinzione della casa editrice.<br />
Io vedo questa lontananza di gusto e mancanza di curiosità in quello che dicevo sopra.<br />
Un numero di lettori troppo esiguo per far massa e troppo esiguo perchè il loro immaginario si è modellato altrove, le loro domande ricevono risposta altrove.<br />
Non so, propongo solo un&#8217;ipotesi.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: fk</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/12/14/le-frontiere-del-romanzo-nel-xxi-secolo-ovvero-leuropa-reinventata-dallamerica/#comment-54697</link>
		<dc:creator>fk</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 16 Dec 2006 16:02:56 +0000</pubDate>
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		<description>Chiediamo anche ai cuginetti di Nacion Apache?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Chiediamo anche ai cuginetti di Nacion Apache?</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: max rizzante</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/12/14/le-frontiere-del-romanzo-nel-xxi-secolo-ovvero-leuropa-reinventata-dallamerica/#comment-54695</link>
		<dc:creator>max rizzante</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 16 Dec 2006 15:31:51 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2006/12/14/le-frontiere-del-romanzo-nel-xxi-secolo-ovvero-leuropa-reinventata-dallamerica/#comment-54695</guid>
		<description>@ Alcor e @ Stefano
La letteratura meno innocente che io conosca è quella argentina. Borges docet. Leggere una pagina di Piglia per credere. E quella messicana o cilena non scherza. Leggere una pagina di Terra nostra di Fuentes o di Jorge Volpi. La cultura letteraria di Bolaño è impressionante, tanto è vero che praticamente in tutti i suoi libri i protagonisti sono poeti, scrittori, o uomini di lettere. 
Il problema non è la “fiducia nella narrazione“ (sbaglio o a partire dagli anni Ottanta in Italia e in Europa ci hanno riempito le orecchie con ritornelli tipo “ritorno alla narrazione", “ritorno alla storia"?), ma la “fiducia nell'immaginazione". Certo se intendiamo per immaginazione, irrealtà. Oggi ce n'è parecchia e a buon mercato. Ma intendo immaginazione come capacità di giocare alla frontiera tra verosimiglianza e inverosimiglianza. Io faccio sempre un esempio, tratto dal mondo del cinema: per un Fellini che abbiamo avuto quanto tonnellate di realismo, neorealismo, neo-neorealismo abbiamo dovuto ingoiare? 
@ Alcor
Non discuto i canoni personali. Se sono personali non sono prevedibili.
Manganelli è un autore i cui gusti erano molto personali, e anche quando leggeva e traduceva autori canonici come Poe, ne dava un'interpretazione tanto personale quanto illuminante. L'importante per me è parlare di quel che si è letto, siano essi autori canonici o meno. E avere antenne per ciò che è ignoto.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@ Alcor e @ Stefano<br />
La letteratura meno innocente che io conosca è quella argentina. Borges docet. Leggere una pagina di Piglia per credere. E quella messicana o cilena non scherza. Leggere una pagina di Terra nostra di Fuentes o di Jorge Volpi. La cultura letteraria di Bolaño è impressionante, tanto è vero che praticamente in tutti i suoi libri i protagonisti sono poeti, scrittori, o uomini di lettere.<br />
Il problema non è la “fiducia nella narrazione“ (sbaglio o a partire dagli anni Ottanta in Italia e in Europa ci hanno riempito le orecchie con ritornelli tipo “ritorno alla narrazione&#8221;, “ritorno alla storia&#8221;?), ma la “fiducia nell&#8217;immaginazione&#8221;. Certo se intendiamo per immaginazione, irrealtà. Oggi ce n&#8217;è parecchia e a buon mercato. Ma intendo immaginazione come capacità di giocare alla frontiera tra verosimiglianza e inverosimiglianza. Io faccio sempre un esempio, tratto dal mondo del cinema: per un Fellini che abbiamo avuto quanto tonnellate di realismo, neorealismo, neo-neorealismo abbiamo dovuto ingoiare?<br />
@ Alcor<br />
Non discuto i canoni personali. Se sono personali non sono prevedibili.<br />
Manganelli è un autore i cui gusti erano molto personali, e anche quando leggeva e traduceva autori canonici come Poe, ne dava un&#8217;interpretazione tanto personale quanto illuminante. L&#8217;importante per me è parlare di quel che si è letto, siano essi autori canonici o meno. E avere antenne per ciò che è ignoto.</p>
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	<item>
		<title>Di: stefano</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/12/14/le-frontiere-del-romanzo-nel-xxi-secolo-ovvero-leuropa-reinventata-dallamerica/#comment-54685</link>
		<dc:creator>stefano</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 16 Dec 2006 12:54:20 +0000</pubDate>
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		<description>Alcor, secondo me la tua impressione è esatta. O almeno coincide con quella che ho avuto io - anche ultimamente, leggendo Bolaño.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Alcor, secondo me la tua impressione è esatta. O almeno coincide con quella che ho avuto io - anche ultimamente, leggendo Bolaño.</p>
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		<title>Di: J Galaxy</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/12/14/le-frontiere-del-romanzo-nel-xxi-secolo-ovvero-leuropa-reinventata-dallamerica/#comment-54684</link>
		<dc:creator>J Galaxy</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 16 Dec 2006 12:50:39 +0000</pubDate>
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		<description>E' vero, lo ammetto. Il mio canone è decisamente occidentale e stra-stra-straprevedibile. 

Però una volta Manganelli riportando una conversazione dell'epoca  che fu con amici e colleghi, disse più o meno questa cosa qui, sulla quale concordo: "Iniziammo una piccola gara. Ognuno doveva presentare una lista dei suoi dieci scrittori preferiti. I nomi più sconosciuti, e originali, venivano puntualmente presentati da chi ne sapeva di meno".</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; vero, lo ammetto. Il mio canone è decisamente occidentale e stra-stra-straprevedibile. </p>
<p>Però una volta Manganelli riportando una conversazione dell&#8217;epoca  che fu con amici e colleghi, disse più o meno questa cosa qui, sulla quale concordo: &#8220;Iniziammo una piccola gara. Ognuno doveva presentare una lista dei suoi dieci scrittori preferiti. I nomi più sconosciuti, e originali, venivano puntualmente presentati da chi ne sapeva di meno&#8221;.</p>
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	<item>
		<title>Di: alcor</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/12/14/le-frontiere-del-romanzo-nel-xxi-secolo-ovvero-leuropa-reinventata-dallamerica/#comment-54683</link>
		<dc:creator>alcor</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 16 Dec 2006 12:32:09 +0000</pubDate>
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		<description>Grazie.
Forse un'altra ragione, ma la butto lì a istinto, per quel poco che ho letto finora, è che manca forse alla letteratura sudamericana non tanto la critica sociale, ma quella presenza, sia pure riflessa di "pensiero critico" che c'è invece da noi.
C'è, mi pare, una maggior fiducia nella narrazione piena, di cui qui si diffida, una maggiore innocenza.
Forse dico stupidaggini, azzardo solo un'impressione che ho avuto.
Se non avessi del tutto torto è il problema della postmodernità che ci tiene lontani da loro (col che magari si torna al nostro ambiguo rapporto con la cultura americana)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie.<br />
Forse un&#8217;altra ragione, ma la butto lì a istinto, per quel poco che ho letto finora, è che manca forse alla letteratura sudamericana non tanto la critica sociale, ma quella presenza, sia pure riflessa di &#8220;pensiero critico&#8221; che c&#8217;è invece da noi.<br />
C&#8217;è, mi pare, una maggior fiducia nella narrazione piena, di cui qui si diffida, una maggiore innocenza.<br />
Forse dico stupidaggini, azzardo solo un&#8217;impressione che ho avuto.<br />
Se non avessi del tutto torto è il problema della postmodernità che ci tiene lontani da loro (col che magari si torna al nostro ambiguo rapporto con la cultura americana)</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: max rizzante</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/12/14/le-frontiere-del-romanzo-nel-xxi-secolo-ovvero-leuropa-reinventata-dallamerica/#comment-54682</link>
		<dc:creator>max rizzante</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 16 Dec 2006 12:24:58 +0000</pubDate>
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		<description>In questi ultimi tempi consiglio sistematicamente Roberto Bolaño. In italiano c'è quasi tutto, pubblicato da Sellerio: "I detective selvaggi" e "Notturno cileno". L'opus magnum è "2666" che uscirà credo da Adelphi prossimamente. Della generazione precedente Ricardo Piglia: "Respiración artificial", "Plata quemada" e un libro inclassificabile come “El último lector". Della stesa generazione di Bolano c'è Juan Villoro, Daniel Sada e Carmen Boullosa. Tra i più giovani Alan PAuls, il mio preferito, autore di un romanzo importante, «El pasado";  Fresán con "Mantra" e "Los Jardines de Kengsington"; Jorge Volpi con "El fin de la locura"; Ignacio Padilla con "Amphytrion".</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>In questi ultimi tempi consiglio sistematicamente Roberto Bolaño. In italiano c&#8217;è quasi tutto, pubblicato da Sellerio: &#8220;I detective selvaggi&#8221; e &#8220;Notturno cileno&#8221;. L&#8217;opus magnum è &#8220;2666&#8243; che uscirà credo da Adelphi prossimamente. Della generazione precedente Ricardo Piglia: &#8220;Respiración artificial&#8221;, &#8220;Plata quemada&#8221; e un libro inclassificabile come “El último lector&#8221;. Della stesa generazione di Bolano c&#8217;è Juan Villoro, Daniel Sada e Carmen Boullosa. Tra i più giovani Alan PAuls, il mio preferito, autore di un romanzo importante, «El pasado&#8221;;  Fresán con &#8220;Mantra&#8221; e &#8220;Los Jardines de Kengsington&#8221;; Jorge Volpi con &#8220;El fin de la locura&#8221;; Ignacio Padilla con &#8220;Amphytrion&#8221;.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: gina</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/12/14/le-frontiere-del-romanzo-nel-xxi-secolo-ovvero-leuropa-reinventata-dallamerica/#comment-54680</link>
		<dc:creator>gina</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 16 Dec 2006 12:01:40 +0000</pubDate>
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		<description>Fantastico.Si chiude con ciudad de suarez, Y faltan las mujeres.

(Papi tiene más de to que el tuyo, más fuerza que el tuyo, más pelo, más músculo, más dinero y más novias que el tuyo. Papi tiene más carros que el tuyo, más carros que el diablo, tantos carros que tiene que venderlos porque no le caben en su propia marquesina. Papi tiene carros que hablan y te dicen que te pongas el cinturón y que cierres la boca, en inglés, francés y otros idiomas. Papi los maneja, uno diferente cada día, porque son tantos que tiene que repartírselos, uno por la mañana, uno por la tarde y otro por la noche, es decir cada cuatro horas. A veces uno incluso para el almuerzo. Uno para irme a buscar al colegio, uno para ir a mi primera comunión, uno para visitarme los domingos, uno para ir a visitar a su mamá y otro para sus hermanas, un jaguar para el día de los padres, un camaro para el día de los enamorados, un be eme doble u para las inauguraciones, un ferrari para llevarme a comer helados. Un carro que usa cuando va a traerle a mami mi mensualidad, uno para cuando viene a decirle a mami que quiere volver con ella y otro (por lo general un Mercedes baby descapotable) cuando viene a decirnos que vuelve a casarse con otra y que nos invita a la boda y deja los muebles de mami impregnados con su perfume que es muy fuerte, más fuerte y más caro y más bueno que el perfume que usa el tuyo, si es que acaso tu papá ha visto alguna vez uno. 

A mami le da dolor de cabeza. 
Papi tiene carros con los vidrios negros, por donde no pasa ni una lucecita, y que además tienen cortinitas negras para que no pase ni una lucecita. Carros que te dicen quién fue que dejó la puerta abierta o quién se está comiendo los mocos, carros largos y gordos, carros a los que se les abren las puertas levantándolas hacia arriba, que hacen que la gente se aglomere alrededor cuando todavía no nos hemos desmontado, que hacen que un montón de niños y jóvenes y viejos casi todos negros y descalzos vengan corriendo a tocarnos porque creen que es una nave en la que aterrizamos papi y yo, casi siempre frente a una cervecería o a un car wash en el Malecón, y vienen a tocarnos a nosotros y al carro y le preguntan a papi por el carro, por mí y por el carro y papi les responde sin mirarlos, como si no fuera importante, como si los carros volaran desde siempre, como si papi y yo estuviésemos aterrizando en un carro que parece una nave frente a todas las cervecerías del Malecón todas las tardes, y es verdad. 
Y papi se desmonta y deja el carro abierto para que los niños, los jóvenes y los ancianos (casi todos negros y flacos y descalzos) puedan subirse y activar el limpiavidrios y las luces y abrir las puertas que se abren hacia arriba como alas de gaviota, como en una nave. Y, a veces, papi hasta les da la llave para que lo enciendan y salgan volando, pero son tan brutos que hacen tres piruetas y luego se estrellan en el mar o en los arrecifes del Malecón o se quedan enredados en el tendido eléctrico como zapatos muertos. 
A papi ni le importa. Ni que se maten, ni que le dejen los carros empalados encima de un cocotero, como tiene tantos. Papi lo que hace es que inmediatamente saca una foto del accidente con una polaroid y se la regala a los niños, jóvenes y viejos que han sobrevivido, que en cuanto damos la espalda se entran a trompadas por la foto.) 
(rita indiana hernandez, fragmento de “papi”, vertigo 2005)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Fantastico.Si chiude con ciudad de suarez, Y faltan las mujeres.</p>
<p>(Papi tiene más de to que el tuyo, más fuerza que el tuyo, más pelo, más músculo, más dinero y más novias que el tuyo. Papi tiene más carros que el tuyo, más carros que el diablo, tantos carros que tiene que venderlos porque no le caben en su propia marquesina. Papi tiene carros que hablan y te dicen que te pongas el cinturón y que cierres la boca, en inglés, francés y otros idiomas. Papi los maneja, uno diferente cada día, porque son tantos que tiene que repartírselos, uno por la mañana, uno por la tarde y otro por la noche, es decir cada cuatro horas. A veces uno incluso para el almuerzo. Uno para irme a buscar al colegio, uno para ir a mi primera comunión, uno para visitarme los domingos, uno para ir a visitar a su mamá y otro para sus hermanas, un jaguar para el día de los padres, un camaro para el día de los enamorados, un be eme doble u para las inauguraciones, un ferrari para llevarme a comer helados. Un carro que usa cuando va a traerle a mami mi mensualidad, uno para cuando viene a decirle a mami que quiere volver con ella y otro (por lo general un Mercedes baby descapotable) cuando viene a decirnos que vuelve a casarse con otra y que nos invita a la boda y deja los muebles de mami impregnados con su perfume que es muy fuerte, más fuerte y más caro y más bueno que el perfume que usa el tuyo, si es que acaso tu papá ha visto alguna vez uno. </p>
<p>A mami le da dolor de cabeza.<br />
Papi tiene carros con los vidrios negros, por donde no pasa ni una lucecita, y que además tienen cortinitas negras para que no pase ni una lucecita. Carros que te dicen quién fue que dejó la puerta abierta o quién se está comiendo los mocos, carros largos y gordos, carros a los que se les abren las puertas levantándolas hacia arriba, que hacen que la gente se aglomere alrededor cuando todavía no nos hemos desmontado, que hacen que un montón de niños y jóvenes y viejos casi todos negros y descalzos vengan corriendo a tocarnos porque creen que es una nave en la que aterrizamos papi y yo, casi siempre frente a una cervecería o a un car wash en el Malecón, y vienen a tocarnos a nosotros y al carro y le preguntan a papi por el carro, por mí y por el carro y papi les responde sin mirarlos, como si no fuera importante, como si los carros volaran desde siempre, como si papi y yo estuviésemos aterrizando en un carro que parece una nave frente a todas las cervecerías del Malecón todas las tardes, y es verdad.<br />
Y papi se desmonta y deja el carro abierto para que los niños, los jóvenes y los ancianos (casi todos negros y flacos y descalzos) puedan subirse y activar el limpiavidrios y las luces y abrir las puertas que se abren hacia arriba como alas de gaviota, como en una nave. Y, a veces, papi hasta les da la llave para que lo enciendan y salgan volando, pero son tan brutos que hacen tres piruetas y luego se estrellan en el mar o en los arrecifes del Malecón o se quedan enredados en el tendido eléctrico como zapatos muertos.<br />
A papi ni le importa. Ni que se maten, ni que le dejen los carros empalados encima de un cocotero, como tiene tantos. Papi lo que hace es que inmediatamente saca una foto del accidente con una polaroid y se la regala a los niños, jóvenes y viejos que han sobrevivido, que en cuanto damos la espalda se entran a trompadas por la foto.)<br />
(rita indiana hernandez, fragmento de “papi”, vertigo 2005)</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: alcor</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/12/14/le-frontiere-del-romanzo-nel-xxi-secolo-ovvero-leuropa-reinventata-dallamerica/#comment-54678</link>
		<dc:creator>alcor</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 16 Dec 2006 11:48:06 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2006/12/14/le-frontiere-del-romanzo-nel-xxi-secolo-ovvero-leuropa-reinventata-dallamerica/#comment-54678</guid>
		<description>Me lo chiedevo anch'io proprio ieri, leggendo il pezzo. A parte il giudizio personale, a me quell'eccesso di rigoglio fantastico disturba, se non è contenuto da una ragione luciferina, quindi Marquez mi sembra una carta di cioccolatino. Ma appunto, inutile discuterei gusti.
Io credo che alla domanda che tu poni si possa rispondere solo pensando alla colonizzazione dell'immaginario collettivo da parte del gusto americano, col quale coincidiamo da tempo, almeno nei grandi numeri. 
I "tempi" della narrativa americana hanno imposto i loro ritmi, il loro giro di blues al nostro immaginario, non vedo altra ragione, se sono buoni come dici, non puoi darci qualche titolo, anche in spagnolo, di davvero buoni, due o tre, specificando perché? Io lo spagnolo con magari un dizionario vicino, lo leggo, non mi dispiacerebbe saperne di più.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Me lo chiedevo anch&#8217;io proprio ieri, leggendo il pezzo. A parte il giudizio personale, a me quell&#8217;eccesso di rigoglio fantastico disturba, se non è contenuto da una ragione luciferina, quindi Marquez mi sembra una carta di cioccolatino. Ma appunto, inutile discuterei gusti.<br />
Io credo che alla domanda che tu poni si possa rispondere solo pensando alla colonizzazione dell&#8217;immaginario collettivo da parte del gusto americano, col quale coincidiamo da tempo, almeno nei grandi numeri.<br />
I &#8220;tempi&#8221; della narrativa americana hanno imposto i loro ritmi, il loro giro di blues al nostro immaginario, non vedo altra ragione, se sono buoni come dici, non puoi darci qualche titolo, anche in spagnolo, di davvero buoni, due o tre, specificando perché? Io lo spagnolo con magari un dizionario vicino, lo leggo, non mi dispiacerebbe saperne di più.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: max rizzante</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/12/14/le-frontiere-del-romanzo-nel-xxi-secolo-ovvero-leuropa-reinventata-dallamerica/#comment-54675</link>
		<dc:creator>max rizzante</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 16 Dec 2006 11:19:50 +0000</pubDate>
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		<description>Ringrazio Andrea. A parte i diversi giudizi di gusto che si possono dare, credo che il romanzo latinoamericano degli anni Cinquanta e Sessanta sia stato forse l'ultimo grande momento della storia del romanzo del secolo scorso. Il celebre “boom”, scoppiato con la pubblicazione nel 1967 di Cent'anni di solitudine e che ha fatto conoscere in Europa e negli Stati Uniti molti romanzieri di valore, in Italia è durato una breve stagione. Già negli anni Settanta, molti nomi erano scomparsi. Voglio dire che già all'epoca l'occasione per il lettore italiano di conoscere il continente romanzesco latinoamericano era andata perduta. Un esempio: sul Cile di Pinochet (finalmente spirato) si sapeva molto, su Neruda non poco, su Nicanor Parra, nulla. 
Oggi tutti al nome di Borges si mettono sull'attenti. Così al nome di Cortázar. Già molti meno al nome di Macedonio Fernández e Marechal. Nessuno al nome di Alfonso Reyes. Meno di nessuno al nome di Wilcock e Lamborghini. Qualcuno al nome di Bioy Casares. E ho citato solo autori argentini defunti. Oggi esistono almeno un paio di generazioni di scrittori che hanno composto opere originali, alcune delle quali, a mio parere, davvero innovative. Bene, scrittori come Piglia, Bolaño - quest'ultimo (morto nel 2003, a soli cinquant'anni) destinato a essere riconosciuto come uno dei più importanti romanzieri della prima metà del XXI secolo - o il più giovane Fresán sono dei lettori onnivori e non conformisti della tradizione latinoamericana (aprendo così nuove strade), europea e americana.
A parte Bolaño (pubblicato quasi interamente da Sellerio), dei più giovani c'è poco o nulla. Ma la questione non è solo editoriale. E' estetica: com'è, mi chiedo, che gli scrittori italiani non avvertono l'importanza di questi scrittori e non sentono di conseguenza l'esigenza di comprendere la loro novità?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ringrazio Andrea. A parte i diversi giudizi di gusto che si possono dare, credo che il romanzo latinoamericano degli anni Cinquanta e Sessanta sia stato forse l&#8217;ultimo grande momento della storia del romanzo del secolo scorso. Il celebre “boom”, scoppiato con la pubblicazione nel 1967 di Cent&#8217;anni di solitudine e che ha fatto conoscere in Europa e negli Stati Uniti molti romanzieri di valore, in Italia è durato una breve stagione. Già negli anni Settanta, molti nomi erano scomparsi. Voglio dire che già all&#8217;epoca l&#8217;occasione per il lettore italiano di conoscere il continente romanzesco latinoamericano era andata perduta. Un esempio: sul Cile di Pinochet (finalmente spirato) si sapeva molto, su Neruda non poco, su Nicanor Parra, nulla.<br />
Oggi tutti al nome di Borges si mettono sull&#8217;attenti. Così al nome di Cortázar. Già molti meno al nome di Macedonio Fernández e Marechal. Nessuno al nome di Alfonso Reyes. Meno di nessuno al nome di Wilcock e Lamborghini. Qualcuno al nome di Bioy Casares. E ho citato solo autori argentini defunti. Oggi esistono almeno un paio di generazioni di scrittori che hanno composto opere originali, alcune delle quali, a mio parere, davvero innovative. Bene, scrittori come Piglia, Bolaño - quest&#8217;ultimo (morto nel 2003, a soli cinquant&#8217;anni) destinato a essere riconosciuto come uno dei più importanti romanzieri della prima metà del XXI secolo - o il più giovane Fresán sono dei lettori onnivori e non conformisti della tradizione latinoamericana (aprendo così nuove strade), europea e americana.<br />
A parte Bolaño (pubblicato quasi interamente da Sellerio), dei più giovani c&#8217;è poco o nulla. Ma la questione non è solo editoriale. E&#8217; estetica: com&#8217;è, mi chiedo, che gli scrittori italiani non avvertono l&#8217;importanza di questi scrittori e non sentono di conseguenza l&#8217;esigenza di comprendere la loro novità?</p>
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