L’orizzonte si era appena schiuso quando nelle pianure del sommo cielo spuntarono gli esseri misteriosi che chiamiamo il sacro Amenominakanushi, il sacro Takamimusuhi e il sacro Kamumusuhi, tre, solitari, invisibili. Fra terre informi come grasso sull’acqua e alla deriva come meduse, da creature simili a germi di giunco spuntarono il sacro principe Umashiashikabi e il sacro Amenotokotachi, entrambi altresì solitari e invisibili. Cinque esseri sacri di un mondo separato.
tratto da Paolo Villani (a cura di), Kojiki. Un racconto di antichi eventi, Venezia, Marsilio, 2006.
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Chi vuole può confrontare questa traduzione con quella in inglese di Chamberlain pubblicata nel 1919 [1]. Questa offre anche delle traduzioni per i nomi delle cinque divinità menzionate.
[1] http://www.sacred-texts.com/shi/kj/kj008.htm