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	<title>Commenti a: La pena di morte a Saddam pietra miliare dell&#8217;odio</title>
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	<pubDate>Sat, 22 Nov 2008 08:38:53 +0000</pubDate>
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		<title>Di: remember the Srebrenica</title>
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		<dc:creator>remember the Srebrenica</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Jan 2007 11:40:21 +0000</pubDate>
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		<description>@berman
"Quali fattori hanno consentito al fascismo e al genocidio di dominare la storia moderna nel secolo passato?". 10 anni dopo il massacro, decorati i veterani olandesi del Dutchbat III. 
http://www.alexanderlanger.org/index.php?id=1811

"Ha ragione Danilo Zolo ad affermare che 'il Tribunale dell'Aja è un tribunale che asseconda le grandi potenze occidentali'. La sua indipendenza è solo formale: per la nomina dei procuratori generali, per l'assenza di polizia giudiziaria, per il suo finanziamento. Le indagini del Tribunale dipendono sostanzialmente dal materiale fornito dall'intelligence delle varie grandi potenze e dal materiale che viene sequestrato dalla SFOR in Bosnia: in assenza di queste documentazioni l'attività principale del Tribunale ­- risalire le linee gerarchiche per punire chi decise dei crimini di guerra - verrebbe sostanzialmente annullata. La vicenda di Milosevic è esemplare: ancora oggi non è affatto incriminato per tutto quello che avvenne in Bosnia, dato che le potenze occidentali non han fornito alcuna documentazione a questo proposito, ma solo per i crimini commessi in Kosovo. Appare scontata in questo contesto anche la non incriminazione dei vertici della Nato per il bombardamento di obiettivi civili durante la primavera del '99. Questa dipendenza è, in linea generale, di ordine strutturale, e non di ordine personale di questo o quel procuratore, presidente, investigatore o altro: le investigazioni del Tribunale finora rese note hanno un altissimo livello di professionalità, e ­ per quello che possono ­ cercano di risalire ai responsabili politici e militari dei crimini commessi. http://www.ecn.org/balkan/0104bosniacrimini.html</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@berman<br />
&#8220;Quali fattori hanno consentito al fascismo e al genocidio di dominare la storia moderna nel secolo passato?&#8221;. 10 anni dopo il massacro, decorati i veterani olandesi del Dutchbat III.<br />
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<p>&#8220;Ha ragione Danilo Zolo ad affermare che &#8216;il Tribunale dell&#8217;Aja è un tribunale che asseconda le grandi potenze occidentali&#8217;. La sua indipendenza è solo formale: per la nomina dei procuratori generali, per l&#8217;assenza di polizia giudiziaria, per il suo finanziamento. Le indagini del Tribunale dipendono sostanzialmente dal materiale fornito dall&#8217;intelligence delle varie grandi potenze e dal materiale che viene sequestrato dalla SFOR in Bosnia: in assenza di queste documentazioni l&#8217;attività principale del Tribunale ­- risalire le linee gerarchiche per punire chi decise dei crimini di guerra - verrebbe sostanzialmente annullata. La vicenda di Milosevic è esemplare: ancora oggi non è affatto incriminato per tutto quello che avvenne in Bosnia, dato che le potenze occidentali non han fornito alcuna documentazione a questo proposito, ma solo per i crimini commessi in Kosovo. Appare scontata in questo contesto anche la non incriminazione dei vertici della Nato per il bombardamento di obiettivi civili durante la primavera del &#8216;99. Questa dipendenza è, in linea generale, di ordine strutturale, e non di ordine personale di questo o quel procuratore, presidente, investigatore o altro: le investigazioni del Tribunale finora rese note hanno un altissimo livello di professionalità, e ­ per quello che possono ­ cercano di risalire ai responsabili politici e militari dei crimini commessi. <a href="http://www.ecn.org/balkan/0104bosniacrimini.html" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('outclick-comm/www.ecn.org');" rel="nofollow">http://www.ecn.org/balkan/0104bosniacrimini.html</a></p>
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		<title>Di: Paul Berman</title>
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		<dc:creator>Paul Berman</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Jan 2007 11:27:30 +0000</pubDate>
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		<description>@der Suchende
...la  reazione più strana e agghiacciante è certamente quella dell'Italia, e questo perché il fascismo italiano è tornato nuovamente in discussione durante tutto il processo a Saddam. E' vero che il partito baathista si richiama piuttosto al nazismo e allo stalinismo che non a Mussolini, sotto il profilo ideologico (l'ispiratore di Saddam nel Baath, Michel Aflaq, era il traduttore arabo di Alfred Rosenberg, il teorico del nazismo). Eppure, anche Mussolini ha ispirato il Baath. Il processo a Saddam ha preso avvio sul finire del 2005 e quando il primo testimone è stato introdotto davanti alla corte, il 6 dicembre 2005, Saddam si è messo a urlare: "Io sono Saddam Hussein! Come ha fatto Mussolini, bisogna resistere all'occupazione fino alla fine, questo è Saddam Hussein!". Il processo è terminato sullo stesso tono. Il 5 novembre 2006, Saddam è stato condannato all'impiccagione e il primo ministro al-Maliki è apparso in televisione, per rivolgersi al popolo iracheno con queste parole: "L'era di Saddam Hussein da oggi appartiene al passato, come l'era di Hitler e Mussolini". Mussolini all'inizio e alla fine del processo: che cosa ci rivela tutto questo? Dovrebbe rivelarci che in Iraq la gente, come Saddam e il primo ministro al-Maliki, sa benissimo di avere a che fare con tragedie e orrori che non sono esclusivi alla loro nazione, e con un movimento che ha preso origine e nome in Italia: il fascismo. Ma il fascismo iracheno non ha mai suscitato indignazione nel resto del mondo. Solo gli errori e l'incompetenza dell'antifascismo in Iraq hanno sollevato sdegno a livello mondiale. Le vergognose immagini della impiccagione di Saddam  devono farci rabbrividire dall'orrore davanti a uno Stato incapace, davanti alla violenza di piazza e davanti a quello che potrebbe trasformarsi nel fallimento finale dell'intervento contro Saddam. Ma le scene d'indignazione che hanno accolto l'esecuzione di Saddam dovrebbero anche farci rabbrividire dall'orrore davanti alla incapacità della nostra società di riconoscere i movimenti fascisti per quello che sono realmente, davanti alla moderna cecità per il crimine del genocidio. Quali fattori hanno consentito al fascismo e al genocidio di dominare la storia moderna nel secolo passato? Oggi stesso vediamo uno di quei fattori in azione: provare indignazione per reati minori e restare ciechi davanti a reati maggiori, mentre ci si congratula per la propria superiorità morale. Queste persone credono di avere la 'coscienza a posto', ma in realtà si tratta di una 'falsa coscienza'.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@der Suchende<br />
&#8230;la  reazione più strana e agghiacciante è certamente quella dell&#8217;Italia, e questo perché il fascismo italiano è tornato nuovamente in discussione durante tutto il processo a Saddam. E&#8217; vero che il partito baathista si richiama piuttosto al nazismo e allo stalinismo che non a Mussolini, sotto il profilo ideologico (l&#8217;ispiratore di Saddam nel Baath, Michel Aflaq, era il traduttore arabo di Alfred Rosenberg, il teorico del nazismo). Eppure, anche Mussolini ha ispirato il Baath. Il processo a Saddam ha preso avvio sul finire del 2005 e quando il primo testimone è stato introdotto davanti alla corte, il 6 dicembre 2005, Saddam si è messo a urlare: &#8220;Io sono Saddam Hussein! Come ha fatto Mussolini, bisogna resistere all&#8217;occupazione fino alla fine, questo è Saddam Hussein!&#8221;. Il processo è terminato sullo stesso tono. Il 5 novembre 2006, Saddam è stato condannato all&#8217;impiccagione e il primo ministro al-Maliki è apparso in televisione, per rivolgersi al popolo iracheno con queste parole: &#8220;L&#8217;era di Saddam Hussein da oggi appartiene al passato, come l&#8217;era di Hitler e Mussolini&#8221;. Mussolini all&#8217;inizio e alla fine del processo: che cosa ci rivela tutto questo? Dovrebbe rivelarci che in Iraq la gente, come Saddam e il primo ministro al-Maliki, sa benissimo di avere a che fare con tragedie e orrori che non sono esclusivi alla loro nazione, e con un movimento che ha preso origine e nome in Italia: il fascismo. Ma il fascismo iracheno non ha mai suscitato indignazione nel resto del mondo. Solo gli errori e l&#8217;incompetenza dell&#8217;antifascismo in Iraq hanno sollevato sdegno a livello mondiale. Le vergognose immagini della impiccagione di Saddam  devono farci rabbrividire dall&#8217;orrore davanti a uno Stato incapace, davanti alla violenza di piazza e davanti a quello che potrebbe trasformarsi nel fallimento finale dell&#8217;intervento contro Saddam. Ma le scene d&#8217;indignazione che hanno accolto l&#8217;esecuzione di Saddam dovrebbero anche farci rabbrividire dall&#8217;orrore davanti alla incapacità della nostra società di riconoscere i movimenti fascisti per quello che sono realmente, davanti alla moderna cecità per il crimine del genocidio. Quali fattori hanno consentito al fascismo e al genocidio di dominare la storia moderna nel secolo passato? Oggi stesso vediamo uno di quei fattori in azione: provare indignazione per reati minori e restare ciechi davanti a reati maggiori, mentre ci si congratula per la propria superiorità morale. Queste persone credono di avere la &#8216;coscienza a posto&#8217;, ma in realtà si tratta di una &#8216;falsa coscienza&#8217;.</p>
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		<title>Di: Andrea Raos</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/01/01/la-pena-di-morte-a-saddam-pietra-miliare-dellodio/#comment-57072</link>
		<dc:creator>Andrea Raos</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Jan 2007 22:56:58 +0000</pubDate>
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		<description>Concordo con Sparzani. Grazie Andrea (e Zolo),</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Concordo con Sparzani. Grazie Andrea (e Zolo),</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: robertologo</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/01/01/la-pena-di-morte-a-saddam-pietra-miliare-dellodio/#comment-57039</link>
		<dc:creator>robertologo</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Jan 2007 12:49:03 +0000</pubDate>
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		<description>A braccio. Come ha detto Galbiati, la posizione del professor Zolo è ineccepibile. Ma andrebbe analizzato anche lo scollamento sempre più evidente tra il governo Maliki e l'amministrazione Bush (dopo il rimpasto nel governo Usa, con Casey e Rumsfeld mandati a casa). Maliki ha voluto dare un segnale ai sunniti, un altro brutto segnale, da legge del taglione, vendetta e rappresaglia bellica, come sottolinea Andrea. I 'realisti' americani gli avevano sconsigliato di impiccare Saddam, e di farlo "proprio quel giorno". Invece Maliki ha offerto il suo tributo ai sadristi e a Teheran. Andrebbe fatta anche una riflessione più generale sulle differenze politico-ideologiche che passano tra i 'realisti' come Baker e il redivivo Kissinger (pronti a flirtare con l'Iran per tirarsi fuori dal 'pantano'), e gli 'idealisti democratici' sulla via del tramonto (solo sulla via, visto che oggi Bush ha annunciato l'invio di nuove truppe a Baghdad). Cioè a dire tra i pragmatici che hanno sempre preferito una politica estera che mettesse al potere i dittatori e i totalitarismi filo-americani (il riferimento che fa Zolo alla guerra Iran/Iraq), e i rivoluzionari-wilsoniani-della-democrazia-esportabile, che quei dittatori e quei totalitarismi hanno creduto di abbattere scatenando la guerra civile irakena. Da un punto di vista più strettamente giuridico, penso alle pagine di Sciascia sull'Affaire Moro e alla distinzione che faceva lo scrittore sicialiano tra le tradizioni giuridiche di paesi come gli Stati Uniti e quelli della vecchia Europa. Chi tratta e chi no. In questo senso, ieri, Ferrara parlava di "senso del tragico" americano che manca alle classi dirigente "umanitarie" europee. Verrebbe da aggiungere, per fortuna che manca! Speriamo che la questione sollevata dal governo italiano all'Onu (la moratoria) produca qualche risultato. Ma le parole del Segretario generale in pectore non lasciano aperte molte porte. Ban Ki Moon viene da un paese dove la pena di morte è stata praticata a lungo, ed è stato eletto con i voti determinanti di Cina e Usa, paesi che, in modi divesi, si dilettano con boia, aghi, sedie elettriche, fucilazioni, eccetera. P.S. Sulle "bugie" che scatenarono la guerra in Iraq, di cui parla ancora una volta il professor Zolo, aspetto tue notizie, Andrea.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>A braccio. Come ha detto Galbiati, la posizione del professor Zolo è ineccepibile. Ma andrebbe analizzato anche lo scollamento sempre più evidente tra il governo Maliki e l&#8217;amministrazione Bush (dopo il rimpasto nel governo Usa, con Casey e Rumsfeld mandati a casa). Maliki ha voluto dare un segnale ai sunniti, un altro brutto segnale, da legge del taglione, vendetta e rappresaglia bellica, come sottolinea Andrea. I &#8216;realisti&#8217; americani gli avevano sconsigliato di impiccare Saddam, e di farlo &#8220;proprio quel giorno&#8221;. Invece Maliki ha offerto il suo tributo ai sadristi e a Teheran. Andrebbe fatta anche una riflessione più generale sulle differenze politico-ideologiche che passano tra i &#8216;realisti&#8217; come Baker e il redivivo Kissinger (pronti a flirtare con l&#8217;Iran per tirarsi fuori dal &#8216;pantano&#8217;), e gli &#8216;idealisti democratici&#8217; sulla via del tramonto (solo sulla via, visto che oggi Bush ha annunciato l&#8217;invio di nuove truppe a Baghdad). Cioè a dire tra i pragmatici che hanno sempre preferito una politica estera che mettesse al potere i dittatori e i totalitarismi filo-americani (il riferimento che fa Zolo alla guerra Iran/Iraq), e i rivoluzionari-wilsoniani-della-democrazia-esportabile, che quei dittatori e quei totalitarismi hanno creduto di abbattere scatenando la guerra civile irakena. Da un punto di vista più strettamente giuridico, penso alle pagine di Sciascia sull&#8217;Affaire Moro e alla distinzione che faceva lo scrittore sicialiano tra le tradizioni giuridiche di paesi come gli Stati Uniti e quelli della vecchia Europa. Chi tratta e chi no. In questo senso, ieri, Ferrara parlava di &#8220;senso del tragico&#8221; americano che manca alle classi dirigente &#8220;umanitarie&#8221; europee. Verrebbe da aggiungere, per fortuna che manca! Speriamo che la questione sollevata dal governo italiano all&#8217;Onu (la moratoria) produca qualche risultato. Ma le parole del Segretario generale in pectore non lasciano aperte molte porte. Ban Ki Moon viene da un paese dove la pena di morte è stata praticata a lungo, ed è stato eletto con i voti determinanti di Cina e Usa, paesi che, in modi divesi, si dilettano con boia, aghi, sedie elettriche, fucilazioni, eccetera. P.S. Sulle &#8220;bugie&#8221; che scatenarono la guerra in Iraq, di cui parla ancora una volta il professor Zolo, aspetto tue notizie, Andrea.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: andrea inglese</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/01/01/la-pena-di-morte-a-saddam-pietra-miliare-dellodio/#comment-57032</link>
		<dc:creator>andrea inglese</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Jan 2007 11:09:40 +0000</pubDate>
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		<description>L'articolo di Zolo pone problemi non morali, ma relativi al diritto. E mostra l'assurdità del tentativo di legittimare giuridicamente forme di vendetta e rappresaglia bellica. Il caso della fucilazione di Mussolini fu effettivamente diverso.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;articolo di Zolo pone problemi non morali, ma relativi al diritto. E mostra l&#8217;assurdità del tentativo di legittimare giuridicamente forme di vendetta e rappresaglia bellica. Il caso della fucilazione di Mussolini fu effettivamente diverso.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Ban Ki Moon</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/01/01/la-pena-di-morte-a-saddam-pietra-miliare-dellodio/#comment-57028</link>
		<dc:creator>Ban Ki Moon</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Jan 2007 10:16:33 +0000</pubDate>
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		<description>Saddam è stato responsabile di orrendi delitti e di indicibili atrocità contro il suo popolo, non dovremmo mai dimenticare l'estensione dei suoi crimini.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Saddam è stato responsabile di orrendi delitti e di indicibili atrocità contro il suo popolo, non dovremmo mai dimenticare l&#8217;estensione dei suoi crimini.</p>
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		<title>Di: der Suchende</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/01/01/la-pena-di-morte-a-saddam-pietra-miliare-dellodio/#comment-57006</link>
		<dc:creator>der Suchende</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Jan 2007 00:42:54 +0000</pubDate>
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		<description>Oggi cercavo qualche commento alle dichiarazioni del premier iracheno Al Maliki, il quale aveva tirato in ballo la fucilazione di Mussolini in seguito alle critiche sull'esecuzione di Saddam Hussein.
Su "il Manifesto" di oggi (martedì 2), un editoriale di Marco D'Eramo liquida velocemente la questione («fu un gesto spregevole, ma del tutto diverso da un processo farsa conclusosi in un’esecuzione oscena»).
Questo pomeriggio su Radio Popolare è intervenuto lo storico De Luna: ho potuto ascoltare solo un piccolo passaggio, ma mi è sembrato di capire che la tesi fosse che la morte di Mussolini avvenne in un momento di “passaggio di poteri”, quando il popolo, la gente, non aveva ancora delegato alcun rappresentante, o non vi era comunque alcun organo esecutivo e giudiziario legittimamente eletto. Nemmeno l’uso della forza e della violenza era stato delegato a un organo preposto a tale scopo, dunque il popolo faceva da sé. In Iraq ci sono invece un parlamento ed un governo “democraticamente” eletti.
Questo articolo mi sembra che metta in discussione la tesi di De Luna. Dal punto di vista "giuridico".

P.S.: essendo il primo commento a un post, ne approfitto per salutare tutti.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi cercavo qualche commento alle dichiarazioni del premier iracheno Al Maliki, il quale aveva tirato in ballo la fucilazione di Mussolini in seguito alle critiche sull&#8217;esecuzione di Saddam Hussein.<br />
Su &#8220;il Manifesto&#8221; di oggi (martedì 2), un editoriale di Marco D&#8217;Eramo liquida velocemente la questione («fu un gesto spregevole, ma del tutto diverso da un processo farsa conclusosi in un’esecuzione oscena»).<br />
Questo pomeriggio su Radio Popolare è intervenuto lo storico De Luna: ho potuto ascoltare solo un piccolo passaggio, ma mi è sembrato di capire che la tesi fosse che la morte di Mussolini avvenne in un momento di “passaggio di poteri”, quando il popolo, la gente, non aveva ancora delegato alcun rappresentante, o non vi era comunque alcun organo esecutivo e giudiziario legittimamente eletto. Nemmeno l’uso della forza e della violenza era stato delegato a un organo preposto a tale scopo, dunque il popolo faceva da sé. In Iraq ci sono invece un parlamento ed un governo “democraticamente” eletti.<br />
Questo articolo mi sembra che metta in discussione la tesi di De Luna. Dal punto di vista &#8220;giuridico&#8221;.</p>
<p>P.S.: essendo il primo commento a un post, ne approfitto per salutare tutti.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: toporififi</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/01/01/la-pena-di-morte-a-saddam-pietra-miliare-dellodio/#comment-56948</link>
		<dc:creator>toporififi</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Jan 2007 16:11:02 +0000</pubDate>
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		<description>Se non sbaglio un tribunale simile a quello che stava giudicando Milosevich, spacciato dai media per il tribunale internazionale dell'Aia, in realtà un tribunale speciale con finanziamenti semi privati.
La democrazia è senza frontiere.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Se non sbaglio un tribunale simile a quello che stava giudicando Milosevich, spacciato dai media per il tribunale internazionale dell&#8217;Aia, in realtà un tribunale speciale con finanziamenti semi privati.<br />
La democrazia è senza frontiere.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: antonio sparzani</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/01/01/la-pena-di-morte-a-saddam-pietra-miliare-dellodio/#comment-56945</link>
		<dc:creator>antonio sparzani</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Jan 2007 15:58:44 +0000</pubDate>
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		<description>Perfetto,grazie ing., a.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Perfetto,grazie ing., a.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Lorenzo Galbiati</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/01/01/la-pena-di-morte-a-saddam-pietra-miliare-dellodio/#comment-56825</link>
		<dc:creator>Lorenzo Galbiati</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Jan 2007 22:14:36 +0000</pubDate>
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		<description>Però se non erro Saddam è stato condannato per la strage dei curdi, avvenuta quando gli USA erano suoi alleati, non per l'invasione al Kuwait.

Comunque, a parte questo, mi sembra una posizione ineccepibile quella di Zolo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Però se non erro Saddam è stato condannato per la strage dei curdi, avvenuta quando gli USA erano suoi alleati, non per l&#8217;invasione al Kuwait.</p>
<p>Comunque, a parte questo, mi sembra una posizione ineccepibile quella di Zolo.</p>
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