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	<title>Commenti a: Alcol</title>
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	<pubDate>Sat, 22 Nov 2008 06:29:39 +0000</pubDate>
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		<title>Di: Barbara</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/01/19/alcol/#comment-59685</link>
		<dc:creator>Barbara</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Jan 2007 21:44:12 +0000</pubDate>
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		<description>Grazie, Mauro.
Il commento al tuo racconto è stato la mia 'prima volta' (!), e credevo di averla buttata di fuori..e invece...un codice di collegamento con il tuo l'ho trovato..:o)
Aspetto il prossimo racconto.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie, Mauro.<br />
Il commento al tuo racconto è stato la mia &#8216;prima volta&#8217; (!), e credevo di averla buttata di fuori..e invece&#8230;un codice di collegamento con il tuo l&#8217;ho trovato..:o)<br />
Aspetto il prossimo racconto.</p>
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		<title>Di: mauro baldrati</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/01/19/alcol/#comment-59586</link>
		<dc:creator>mauro baldrati</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Jan 2007 14:10:53 +0000</pubDate>
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		<description>Alcuni di voi mi hanno ringraziato per il racconto, ma sono io che ringrazio tutti per i commenti e la lettura, che ho trovato acuta e precisa. A questo proposito voglio postare anch’io un commento, una osservazione che mi è sorta rileggendo il mio stesso racconto (non è retorica facile, non è mimetismo o altro, davvero ho scoperto delle cose rileggendolo). Il narratore è una figura tecnica, professionale, che deve mantenere un distacco col personaggio che è chiamato ad assistere. Non potrebbe svolgere il suo incarico senza questo distacco. A un certo punto avviene la crisi: quali sono le modalità? quando accade? Durante un forte sbocco emotivo, per la malattia del suo cane. Improvvisamente diventa vulnerabile, indifeso, e ne approfitta l’entità distruttiva per insinuarsi. La scrittura letteraria, molto più di quella giornalistica, è fatta di segmenti: vi sono innumerevoli enunciazioni, dietro le quali spesso si nascondono i veri enunciati. In questo periodo sto leggendo “Disperazione” di Nabokov, che è un piccolo manuale di scrittura per segmenti: il narratore si presenta come tale, cioè “iosonoilnarratoreemenevanto”; si atteggia a cinico, lezioso, a grand’uomo: “Si dovrà riconoscere che esercito un controllo mirabile non solo su me stesso ma anche sul mio stile di scrittura”; eppure vi è un secondo segmento, che non appare in superficie, nel testo scritto, che dice – per chi è disposto ad ascoltare – che in realtà sta sbagliando tutto, che i suoi piedi sono di argilla, che è debole, che il suo progetto nasce male e tutto andrà a rotoli. Eppure il segmento superficiale è di spavalderia, di civetteria. Vi è quindi anche una varietà di segmenti nella lettura, e la nostra capacità di transitare da un segmento a un altro spesso dipende – ed è facilitata oppure limitata – dal nostro rapporto coi personaggi, lo stile, e dai codici che, dentro di noi, si collegano coi codici del testo.

Un abbraccio a tutti.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Alcuni di voi mi hanno ringraziato per il racconto, ma sono io che ringrazio tutti per i commenti e la lettura, che ho trovato acuta e precisa. A questo proposito voglio postare anch’io un commento, una osservazione che mi è sorta rileggendo il mio stesso racconto (non è retorica facile, non è mimetismo o altro, davvero ho scoperto delle cose rileggendolo). Il narratore è una figura tecnica, professionale, che deve mantenere un distacco col personaggio che è chiamato ad assistere. Non potrebbe svolgere il suo incarico senza questo distacco. A un certo punto avviene la crisi: quali sono le modalità? quando accade? Durante un forte sbocco emotivo, per la malattia del suo cane. Improvvisamente diventa vulnerabile, indifeso, e ne approfitta l’entità distruttiva per insinuarsi. La scrittura letteraria, molto più di quella giornalistica, è fatta di segmenti: vi sono innumerevoli enunciazioni, dietro le quali spesso si nascondono i veri enunciati. In questo periodo sto leggendo “Disperazione” di Nabokov, che è un piccolo manuale di scrittura per segmenti: il narratore si presenta come tale, cioè “iosonoilnarratoreemenevanto”; si atteggia a cinico, lezioso, a grand’uomo: “Si dovrà riconoscere che esercito un controllo mirabile non solo su me stesso ma anche sul mio stile di scrittura”; eppure vi è un secondo segmento, che non appare in superficie, nel testo scritto, che dice – per chi è disposto ad ascoltare – che in realtà sta sbagliando tutto, che i suoi piedi sono di argilla, che è debole, che il suo progetto nasce male e tutto andrà a rotoli. Eppure il segmento superficiale è di spavalderia, di civetteria. Vi è quindi anche una varietà di segmenti nella lettura, e la nostra capacità di transitare da un segmento a un altro spesso dipende – ed è facilitata oppure limitata – dal nostro rapporto coi personaggi, lo stile, e dai codici che, dentro di noi, si collegano coi codici del testo.</p>
<p>Un abbraccio a tutti.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: lorpat</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/01/19/alcol/#comment-59533</link>
		<dc:creator>lorpat</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Jan 2007 05:47:02 +0000</pubDate>
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		<description>Come dice giustamente Gianni Biondillo, "quelli di Mauro non sembrano racconti, ma vita vissuta". Sembrano, proprio così, ma sarà vero? Il lettore non lo saprà mai e l'autore non ce lo dirà mai. Scommettiamo? 
Il vizio dell'alcol è una passione fredda ed anche la scrittura dell'alcol è una passione fredda. Poteva essere diversamente? non credo. Anche se la cosa mi sembra così intrigante, così tranquillizzante... Il racconto è molto bello ed è pure scritto molto bene. Se questa passione fosse stata più appassionata e magari anche un po' più freddina, dai retta a me che sarebbe stato meglio.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Come dice giustamente Gianni Biondillo, &#8220;quelli di Mauro non sembrano racconti, ma vita vissuta&#8221;. Sembrano, proprio così, ma sarà vero? Il lettore non lo saprà mai e l&#8217;autore non ce lo dirà mai. Scommettiamo?<br />
Il vizio dell&#8217;alcol è una passione fredda ed anche la scrittura dell&#8217;alcol è una passione fredda. Poteva essere diversamente? non credo. Anche se la cosa mi sembra così intrigante, così tranquillizzante&#8230; Il racconto è molto bello ed è pure scritto molto bene. Se questa passione fosse stata più appassionata e magari anche un po&#8217; più freddina, dai retta a me che sarebbe stato meglio.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: elena rosa l</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/01/19/alcol/#comment-59525</link>
		<dc:creator>elena rosa l</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Jan 2007 00:07:06 +0000</pubDate>
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		<description>p.s 
Nel senso che quell'aperitivo secco assomiglia alle parole, ma le parole vanno oltre.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>p.s<br />
Nel senso che quell&#8217;aperitivo secco assomiglia alle parole, ma le parole vanno oltre.</p>
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	<item>
		<title>Di: elena rosa l</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/01/19/alcol/#comment-59524</link>
		<dc:creator>elena rosa l</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Jan 2007 23:57:47 +0000</pubDate>
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		<description>E' davvero un racconto difficile, bello, molto bello, e difficile. Per me certo. Scritto in un modo limpido quasi bidimensionale che ha messo anche me, lettrice, nella possibilità di scegliere. Una doppia scelta col testo. 
Non ha ricami, dà i punti che bastano, per scoprire i personaggi, e per scoprire anche noi.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; davvero un racconto difficile, bello, molto bello, e difficile. Per me certo. Scritto in un modo limpido quasi bidimensionale che ha messo anche me, lettrice, nella possibilità di scegliere. Una doppia scelta col testo.<br />
Non ha ricami, dà i punti che bastano, per scoprire i personaggi, e per scoprire anche noi.</p>
]]></content:encoded>
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	<item>
		<title>Di: Humbert Goombert</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/01/19/alcol/#comment-59470</link>
		<dc:creator>Humbert Goombert</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Jan 2007 11:56:41 +0000</pubDate>
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		<description>Non c'entra una mazza ma se il passaparola ha un senso (tantopiù in posti come questo), dal momento che è fuori dai giri che contano ed è sublime, ecco il mio modesto contributo:

Grizzly Man, di W. Herzog.

Andatevelo a vedere.

Quell'uomo è ancora in grado di esprimere una grandezza, una intensità, una forza che deve darci speranza.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Non c&#8217;entra una mazza ma se il passaparola ha un senso (tantopiù in posti come questo), dal momento che è fuori dai giri che contano ed è sublime, ecco il mio modesto contributo:</p>
<p>Grizzly Man, di W. Herzog.</p>
<p>Andatevelo a vedere.</p>
<p>Quell&#8217;uomo è ancora in grado di esprimere una grandezza, una intensità, una forza che deve darci speranza.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
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		<title>Di: hag reijk</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/01/19/alcol/#comment-59431</link>
		<dc:creator>hag reijk</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 21 Jan 2007 20:43:53 +0000</pubDate>
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		<description>Grazie Mauro. Bello, intenso.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie Mauro. Bello, intenso.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: cf05103025</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/01/19/alcol/#comment-59422</link>
		<dc:creator>cf05103025</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 21 Jan 2007 18:19:12 +0000</pubDate>
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		<description>Gran bel racconto, Baldrati, 
teso secco  pulito e intenso, 
ti dico che ho apprezzato la nettezza 
e la lucidità nei sentimenti 
e la precisione nel far sentire il tempo:
la cosiddetta "anima" io qui la trovo proprio 
in questa sensibilità contenuta, una sorta di riserbo,
addatta al portagonista narrante.
E dire che l'avevo iniziato scettico e di malavoglia.
Bravo davvero.

MarioB.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Gran bel racconto, Baldrati,<br />
teso secco  pulito e intenso,<br />
ti dico che ho apprezzato la nettezza<br />
e la lucidità nei sentimenti<br />
e la precisione nel far sentire il tempo:<br />
la cosiddetta &#8220;anima&#8221; io qui la trovo proprio<br />
in questa sensibilità contenuta, una sorta di riserbo,<br />
addatta al portagonista narrante.<br />
E dire che l&#8217;avevo iniziato scettico e di malavoglia.<br />
Bravo davvero.</p>
<p>MarioB.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: il robivecchi</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/01/19/alcol/#comment-59419</link>
		<dc:creator>il robivecchi</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 21 Jan 2007 17:55:39 +0000</pubDate>
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		<description>concordo, sergio. se una scrittura non lascia 'margini' all'intervento del lettore, quale altra finalità, a prescindere da questa, potrebbe 'ipotizzare' e perseguire?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>concordo, sergio. se una scrittura non lascia &#8216;margini&#8217; all&#8217;intervento del lettore, quale altra finalità, a prescindere da questa, potrebbe &#8216;ipotizzare&#8217; e perseguire?</p>
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		<title>Di: sergio pasquandrea</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/01/19/alcol/#comment-59417</link>
		<dc:creator>sergio pasquandrea</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 21 Jan 2007 17:40:10 +0000</pubDate>
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		<description>A mio modesto avviso, le idiosincrasie di Calvino sono innegabili, la sua grandezza di scrittore altrettanto. Ma "quot capita tot sententia", dicevano i latini. Io, da parte mia, non uso quasi mai la parola "anima", proprio perché mi fa venire in mente le strida scimmiesche di Cocciante (a proposito di sopravvalutati, come non citare il suo osannatissimo e ridicolissimo Notre-Dame de Paris?).
Tornando al racconto in questione, tutto mi sembra fuorché freddo: ci vedo anzi una profonda sofferenza, tanto più efficace in quanto espressa in uno stile trattenuto, che lascia indovinare più di quanto dica.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>A mio modesto avviso, le idiosincrasie di Calvino sono innegabili, la sua grandezza di scrittore altrettanto. Ma &#8220;quot capita tot sententia&#8221;, dicevano i latini. Io, da parte mia, non uso quasi mai la parola &#8220;anima&#8221;, proprio perché mi fa venire in mente le strida scimmiesche di Cocciante (a proposito di sopravvalutati, come non citare il suo osannatissimo e ridicolissimo Notre-Dame de Paris?).<br />
Tornando al racconto in questione, tutto mi sembra fuorché freddo: ci vedo anzi una profonda sofferenza, tanto più efficace in quanto espressa in uno stile trattenuto, che lascia indovinare più di quanto dica.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Giuseppe Iannozzi</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/01/19/alcol/#comment-59415</link>
		<dc:creator>Giuseppe Iannozzi</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 21 Jan 2007 17:19:59 +0000</pubDate>
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		<description>Calvino, usando un metro lombrosiano, era piuttosto partorito nell'idiosincrasia. E credo che se avesse avuto modo, ad esempio, di leggere Cohen l'avrebbe rifiutato. Non lo chiamo in causa spesso, anzi quasi mai: per le sue idiosincrasie - che non ho mai sopportato -, e perché non lo ritengo così grande come una certa critica lo dice.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Calvino, usando un metro lombrosiano, era piuttosto partorito nell&#8217;idiosincrasia. E credo che se avesse avuto modo, ad esempio, di leggere Cohen l&#8217;avrebbe rifiutato. Non lo chiamo in causa spesso, anzi quasi mai: per le sue idiosincrasie - che non ho mai sopportato -, e perché non lo ritengo così grande come una certa critica lo dice.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: gianni biondillo</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/01/19/alcol/#comment-59411</link>
		<dc:creator>gianni biondillo</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 21 Jan 2007 16:51:50 +0000</pubDate>
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		<description>Bravo, Mauro. Non mi sembrano mai racconti, i tuoi, ma vita vissuta.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Bravo, Mauro. Non mi sembrano mai racconti, i tuoi, ma vita vissuta.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: bellasenz'anima</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/01/19/alcol/#comment-59407</link>
		<dc:creator>bellasenz'anima</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 21 Jan 2007 16:25:58 +0000</pubDate>
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		<description>Oggettività...gran bella parola!

P.S.:non se la prenda così...mo va là vè!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Oggettività&#8230;gran bella parola!</p>
<p>P.S.:non se la prenda così&#8230;mo va là vè!</p>
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		<title>Di: sergio pasquandrea</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/01/19/alcol/#comment-59401</link>
		<dc:creator>sergio pasquandrea</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 21 Jan 2007 16:05:51 +0000</pubDate>
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		<description>PS: tanto per essere bruschi. "Bella senz'anima" è immondizia musicale. Pura e semplice.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>PS: tanto per essere bruschi. &#8220;Bella senz&#8217;anima&#8221; è immondizia musicale. Pura e semplice.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: sergio pasquandrea</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/01/19/alcol/#comment-59400</link>
		<dc:creator>sergio pasquandrea</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 21 Jan 2007 16:04:22 +0000</pubDate>
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		<description>"Quelli che parlano di 'cuore mio' e 'anima mia' si rendano conto di dire cose sconce e indecenti".
Italo Calvino, "I libri degli altri"

(cito a memoria, quindi non sono sicuro che la lettera sia corretta: ma il senso era quello).</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Quelli che parlano di &#8216;cuore mio&#8217; e &#8216;anima mia&#8217; si rendano conto di dire cose sconce e indecenti&#8221;.<br />
Italo Calvino, &#8220;I libri degli altri&#8221;</p>
<p>(cito a memoria, quindi non sono sicuro che la lettera sia corretta: ma il senso era quello).</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Ugolino Conte</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/01/19/alcol/#comment-59395</link>
		<dc:creator>Ugolino Conte</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 21 Jan 2007 15:35:24 +0000</pubDate>
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		<description>Secondo me, saper "leggere" (un testo poetico, un racconto, un romanzo) è un esercizio più difficile, o non meno impegnativo, dello scrivere.

Quindi, caro Iannozzi, dedicati anima e corpo alla scrittura. Prima o poi avremo modo di leggere i tuoi capolavori, pieni di anima (sic!) e di "sentiment". Sono sicuro che ti riuscirà più facile della lettura.

Amen.

p.s.

@ il robivecchi

Mi dispiace contraddirti, ma due opzioni sono troppe. Una basta e avanza.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Secondo me, saper &#8220;leggere&#8221; (un testo poetico, un racconto, un romanzo) è un esercizio più difficile, o non meno impegnativo, dello scrivere.</p>
<p>Quindi, caro Iannozzi, dedicati anima e corpo alla scrittura. Prima o poi avremo modo di leggere i tuoi capolavori, pieni di anima (sic!) e di &#8220;sentiment&#8221;. Sono sicuro che ti riuscirà più facile della lettura.</p>
<p>Amen.</p>
<p>p.s.</p>
<p>@ il robivecchi</p>
<p>Mi dispiace contraddirti, ma due opzioni sono troppe. Una basta e avanza.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: bellasenz'anima</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/01/19/alcol/#comment-59392</link>
		<dc:creator>bellasenz'anima</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 21 Jan 2007 14:41:30 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2007/01/19/alcol/#comment-59392</guid>
		<description>Aspettiamo il suo prossimo racconto, sig. Iannozzi!!!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Aspettiamo il suo prossimo racconto, sig. Iannozzi!!!</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Barbara</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/01/19/alcol/#comment-59391</link>
		<dc:creator>Barbara</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 21 Jan 2007 14:40:52 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2007/01/19/alcol/#comment-59391</guid>
		<description>Sì, era Cocciante, che cantava anche 'Quando Finisce Un amore', e pure quella è un brivido continuo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sì, era Cocciante, che cantava anche &#8216;Quando Finisce Un amore&#8217;, e pure quella è un brivido continuo.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Giuseppe Iannozzi</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/01/19/alcol/#comment-59386</link>
		<dc:creator>Giuseppe Iannozzi</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 21 Jan 2007 13:38:08 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2007/01/19/alcol/#comment-59386</guid>
		<description>Ci vuole l'anima perché un racconto, un romanzo, prenda il lettore: la tecnica è solo "una metà", per così dire, del bagaglio che occorre a chi anela a scrivere bene. E un bagaglio a metà è inutile se non si sa completarlo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ci vuole l&#8217;anima perché un racconto, un romanzo, prenda il lettore: la tecnica è solo &#8220;una metà&#8221;, per così dire, del bagaglio che occorre a chi anela a scrivere bene. E un bagaglio a metà è inutile se non si sa completarlo.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Giuseppe Iannozzi</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/01/19/alcol/#comment-59385</link>
		<dc:creator>Giuseppe Iannozzi</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 21 Jan 2007 13:36:28 +0000</pubDate>
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		<description>@ BARBARA

Sì, ognuno al suo stile: questo è senz'anima. Una canzone, com'è che fa?, bella senz'anima...? Mi pare fosse Cocciante a cantarla, con un sentimento da farti la pelle d'oca. Il racconto di Mauro non dico che non sia scritto bene, anzi: però gli manca l'anima. E' eccitante quanto leggere il referto medico d'un oncologo dove spiega che Tizio è morto... ecc. ecc. 
Un esercizio tecnico, di sola tecnica grammaticale, riuscito bene.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@ BARBARA</p>
<p>Sì, ognuno al suo stile: questo è senz&#8217;anima. Una canzone, com&#8217;è che fa?, bella senz&#8217;anima&#8230;? Mi pare fosse Cocciante a cantarla, con un sentimento da farti la pelle d&#8217;oca. Il racconto di Mauro non dico che non sia scritto bene, anzi: però gli manca l&#8217;anima. E&#8217; eccitante quanto leggere il referto medico d&#8217;un oncologo dove spiega che Tizio è morto&#8230; ecc. ecc.<br />
Un esercizio tecnico, di sola tecnica grammaticale, riuscito bene.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: carla</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/01/19/alcol/#comment-59382</link>
		<dc:creator>carla</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 21 Jan 2007 12:20:27 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2007/01/19/alcol/#comment-59382</guid>
		<description>è un controllo "misurato" quello di Mauro, non per questo privo di autenticità!
Io credo che compito dello scrittore non sia tanto mostrarci l'Anima del racconto, quanto il farci intravedere la sua Luce.

Adesso vado a farmi una "sana corsa" lungo la strada per Oro...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>è un controllo &#8220;misurato&#8221; quello di Mauro, non per questo privo di autenticità!<br />
Io credo che compito dello scrittore non sia tanto mostrarci l&#8217;Anima del racconto, quanto il farci intravedere la sua Luce.</p>
<p>Adesso vado a farmi una &#8220;sana corsa&#8221; lungo la strada per Oro&#8230;</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Ugolino Conte</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/01/19/alcol/#comment-59381</link>
		<dc:creator>Ugolino Conte</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 21 Jan 2007 12:16:27 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2007/01/19/alcol/#comment-59381</guid>
		<description>Il racconto mi è piaciuto molto. La bravura dell'autore sta anche nell'aver tenuto sotto controllo una possibile (e facile) propensione ad accentuare determinati toni (l'anima? basta però spiegare a cosa si allude con questo termine), cosa che avrebbe dato al testo ben altri (stucchevoli, in quel caso) sbocchi.

Quanto alla puzza di alcol, uno può benissimo versarsene una bottiglia addosso e poi annusarsi.

Concordo con le due ipotesi del rigattiere. E non avrei nessun dubbio su quale votare, qualora la redazione istituisse un referendum come quello presente in bacheca.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Il racconto mi è piaciuto molto. La bravura dell&#8217;autore sta anche nell&#8217;aver tenuto sotto controllo una possibile (e facile) propensione ad accentuare determinati toni (l&#8217;anima? basta però spiegare a cosa si allude con questo termine), cosa che avrebbe dato al testo ben altri (stucchevoli, in quel caso) sbocchi.</p>
<p>Quanto alla puzza di alcol, uno può benissimo versarsene una bottiglia addosso e poi annusarsi.</p>
<p>Concordo con le due ipotesi del rigattiere. E non avrei nessun dubbio su quale votare, qualora la redazione istituisse un referendum come quello presente in bacheca.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Barbara</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/01/19/alcol/#comment-59380</link>
		<dc:creator>Barbara</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 21 Jan 2007 11:46:14 +0000</pubDate>
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		<description>Ehi Joe (che saresti tu, Jannozzi)..
personalmente posso concordare con la tua opinione anche se, ripeto, a me il racconto è piaciuto.
Diciamo che è  un tipo di scrittura controllato.
E' che hai 'sto modo molto 'blunt' (direbbero gli inglesi, brusco, spiccio) di dire le tue cose...:o)
Ognuno ha il suo stile, immagino.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ehi Joe (che saresti tu, Jannozzi)..<br />
personalmente posso concordare con la tua opinione anche se, ripeto, a me il racconto è piaciuto.<br />
Diciamo che è  un tipo di scrittura controllato.<br />
E&#8217; che hai &#8217;sto modo molto &#8216;blunt&#8217; (direbbero gli inglesi, brusco, spiccio) di dire le tue cose&#8230;:o)<br />
Ognuno ha il suo stile, immagino.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Giuseppe Iannozzi</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/01/19/alcol/#comment-59359</link>
		<dc:creator>Giuseppe Iannozzi</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 21 Jan 2007 08:36:38 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2007/01/19/alcol/#comment-59359</guid>
		<description>@ ROBIVECCHI

Sì, confermo: stessa scuola critica. 
Rimane che è senz'anima. Non è che sia un racconto cinico, difatti non c'è traccia di eudemonia: è semplicemente un racconto ben scritto, ma privo di afflato umano - o divino.  La puzza dell'alcol, spiacente, ma non si sente.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@ ROBIVECCHI</p>
<p>Sì, confermo: stessa scuola critica.<br />
Rimane che è senz&#8217;anima. Non è che sia un racconto cinico, difatti non c&#8217;è traccia di eudemonia: è semplicemente un racconto ben scritto, ma privo di afflato umano - o divino.  La puzza dell&#8217;alcol, spiacente, ma non si sente.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: il robivecchi</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/01/19/alcol/#comment-59358</link>
		<dc:creator>il robivecchi</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 21 Jan 2007 08:15:06 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2007/01/19/alcol/#comment-59358</guid>
		<description>ormai è chiaro, iannozzi, non si scappa, delle due l'una: o tu non leggi mai quello che commenti, o non capisci una mazza di letteratura. vedi un po' in quale delle due ti trovi meglio.

somigli vagamente a uno che, per criticare un testo poetico, ha detto che gli manca il sentiment. venite dalla stessa scuola critica, immagino.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>ormai è chiaro, iannozzi, non si scappa, delle due l&#8217;una: o tu non leggi mai quello che commenti, o non capisci una mazza di letteratura. vedi un po&#8217; in quale delle due ti trovi meglio.</p>
<p>somigli vagamente a uno che, per criticare un testo poetico, ha detto che gli manca il sentiment. venite dalla stessa scuola critica, immagino.</p>
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