Scandisci le parole

9 commenti

  1. PiùBaraledelbaro
    Pubblicato 19 Gennaio 2007 alle 17:25 | Permalink

    Bel pezzo, niente da dire. Emoziona senza ricercarlo, scava nella carne senza esibirla.
    Scelta interessante Christian.

  2. Pubblicato 20 Gennaio 2007 alle 00:25 | Permalink

    Si. Una volta guarito ridiventa solo un povero vecchio.

  3. cara polvere
    Pubblicato 20 Gennaio 2007 alle 10:08 | Permalink

    i miei complimenti all’autrice Flavia Ganzenua per il suo bellissimo testo credo, d’esordio su Nazione Indiana.

    vorrei dire di più, spero di poterlo fare a breve.
    per intanto noto una certa trascuratezza di commenti.
    è davvero un peccato.
    forse incanalare un po’ di energia per commentare testi come questo non sarebbe uno spreco.
    un saluto
    paola

  4. tullianna
    Pubblicato 20 Gennaio 2007 alle 10:50 | Permalink

    che bello leggerti. ben trovata,
    t.

  5. Pubblicato 20 Gennaio 2007 alle 14:20 | Permalink

    un racconto questo che ti scortica la pelle, difficile dire, aggiungere qualcosa, per questo penso ci siano pochi commenti.
    I miei complimenti all’autrice. Lucia

  6. cara polvere
    Pubblicato 21 Gennaio 2007 alle 12:18 | Permalink

    sarebbe molto gradita un’apparizione (anche fugace) dell’autrice.
    io personalmente non sopporto molto commentare senza replica… voi penserete: ecchissenefrega. va beh. però una risposta - positiva o negativa - la trovo sempre una forma di rispetto in primis di chi pubblica verso se stesso e poi per i commentatori.
    poi… fate vobis.
    un saluto
    paola

  7. Humbert Goombert
    Pubblicato 21 Gennaio 2007 alle 12:45 | Permalink

    E per quale motivo? L’autore scrive, pubblica, cerca di fare un buon lavoro: è questa la fondamentale forma di rispetto per se stessi e per il pubblico (il tentativo di fare un buon lavoro).
    Poi, di contro, la vera forma di rispetto che un lettore, un commentatore, deve nutrire nei confronti dell’autore è quello di accettare, per esempio, l’eventuale volontà, da parte dell’autore medesimo, di parlare solo attraverso la propria opera, il proprio intervento, il proprio racconto etc.
    La pretesa di una replica mi sembra un po’ una cosa assurda (non me ne volere cara polvere).
    E poi, anche nel caso, nel caso specifico di questi post, a cosa precisamente dovrebbe rispondere l’autrice? Uno scrive un racconto. Un lettore dice: “brava l’autrice, racconto riuscito, commovente”, oppure “racconto intenso”, oppure “racconto poco intenso”.
    Insomma, un commento del genere, oltre a fare piacere all’autore (e sono d’accordo, il racconto è bello) quale reazione o replica dovrebbe scatenare?

  8. cara polvere
    Pubblicato 21 Gennaio 2007 alle 14:06 | Permalink

    @ Hoombert

    intanto, no, certo che non è una pretesa.
    intendeva essere una semplice esortazione a prendersi un po’ più cura del lettore laddove lo scrittore se la può concedere.
    un esordio su N.I. credo sia una misura importante, o no?
    il riscontro favorevole o contrario dei lettori lo si dovrebbe onorare almeno qui, proprio per la posizione privilegiata che permette di sottoporre i propri testi a un largo pubblico.
    è questa la cura che manca un po’ in giro, anche nei piccoli blog.
    non è una presa di posizione personale verso l’autrice che magari per motivi suoi non può intervenire - cosa che è anche da prendere in considerazione - ma una piccola riflessione che ho allargato un po’ più generalmente.
    poi… come non detto e sicuramente non te ne voglio.

    paola

  9. veronique v
    Pubblicato 22 Gennaio 2007 alle 12:48 | Permalink

    Un racconto davvero commovente.
    Ho molto apprezzato questa sensibilità femminile: il vincolo tra figlia e padre è primordiale:vincolo di prossimità fisica, d’amore, di paura.
    Sono contenta quando leggo una storia scritta con pudore e acutezza.
    Condivido il punto di vista presentato da Humbert Goombert.
    L’autrice dà luce alla storia, non c’entra con il “viaggio” che fa la storia nella mente dei lettori.