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	<title>Commenti a: Lingua Sovrana- 2 / La caduta e l’a-venire della Lingua: il Diritto e la Giustizia.</title>
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	<description>versione 2.0</description>
	<pubDate>Sat, 06 Sep 2008 06:44:43 +0000</pubDate>
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		<title>Di: Craniocleziano</title>
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		<dc:creator>Craniocleziano</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Jan 2007 09:14:57 +0000</pubDate>
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		<description>Non dimentichiamo l'ipocrisia. L'atteggiamento di chi professa una fede incondizionata in valori assoluti e la trasgredisce nella banale esperienza di vita. Il risultato è là fuori: il trionfo della morte, dall'innesco della conoscenza primordiale (causato dalla violenza) fino alla devastazione dei giorni nostri. 
Inoltre c'è chi dimentica la propensione umana alla perversione polimorfa. L'ambiguità. L'impossibilità di comunicare. La guerra, cioè l'atto più antiumano che vi sia, si compie quasi per definizione in nome di dio, della pace, della democrazia (totalitaria).  
L'amicizia? amore privo del ricatto sessuale. Ma c'è anche la delusione, nulla si sancisce per sempre.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Non dimentichiamo l&#8217;ipocrisia. L&#8217;atteggiamento di chi professa una fede incondizionata in valori assoluti e la trasgredisce nella banale esperienza di vita. Il risultato è là fuori: il trionfo della morte, dall&#8217;innesco della conoscenza primordiale (causato dalla violenza) fino alla devastazione dei giorni nostri.<br />
Inoltre c&#8217;è chi dimentica la propensione umana alla perversione polimorfa. L&#8217;ambiguità. L&#8217;impossibilità di comunicare. La guerra, cioè l&#8217;atto più antiumano che vi sia, si compie quasi per definizione in nome di dio, della pace, della democrazia (totalitaria).<br />
L&#8217;amicizia? amore privo del ricatto sessuale. Ma c&#8217;è anche la delusione, nulla si sancisce per sempre.</p>
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		<title>Di: marco rovelli</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/01/20/lingua-sovrana-2-la-caduta-e-l%e2%80%99a-venire-della-lingua-il-diritto-e-la-giustizia/#comment-59523</link>
		<dc:creator>marco rovelli</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Jan 2007 23:23:14 +0000</pubDate>
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		<description>Chapeau, credo che la dialettica fondamentale della vita sia quella tra senso e violenza, ovvero tra forma e fluidità, e che questa sia una dialettica insuperabile - tragica. Per questo il diritto è destinato a essere trasgredito, pena la morte. Ma è certo che qui provo ad articolare una questione di fondo, non ho certo la pretesa di porre tutte le domande necessarie...

Antonio, bello è benedire...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Chapeau, credo che la dialettica fondamentale della vita sia quella tra senso e violenza, ovvero tra forma e fluidità, e che questa sia una dialettica insuperabile - tragica. Per questo il diritto è destinato a essere trasgredito, pena la morte. Ma è certo che qui provo ad articolare una questione di fondo, non ho certo la pretesa di porre tutte le domande necessarie&#8230;</p>
<p>Antonio, bello è benedire&#8230;</p>
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		<title>Di: antonio sparzani</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/01/20/lingua-sovrana-2-la-caduta-e-l%e2%80%99a-venire-della-lingua-il-diritto-e-la-giustizia/#comment-59508</link>
		<dc:creator>antonio sparzani</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Jan 2007 20:40:21 +0000</pubDate>
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		<description>"Noi ci siamo trovati su un vascello per le nostre ad-finitates, per l’esposizione reciproca delle nostre finitudini che, in qualche modo, si sono trovate a combaciare. Lasciare che questo dono accada - forse questa è la forma di giustizia più alta." 
Alcuni hanno la fortuna di imbattersi in più ad.finitates di altri. Benedico il momento - non così frequente - in cui me ne capita una. 
a.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Noi ci siamo trovati su un vascello per le nostre ad-finitates, per l’esposizione reciproca delle nostre finitudini che, in qualche modo, si sono trovate a combaciare. Lasciare che questo dono accada - forse questa è la forma di giustizia più alta.&#8221;<br />
Alcuni hanno la fortuna di imbattersi in più ad.finitates di altri. Benedico il momento - non così frequente - in cui me ne capita una.<br />
a.</p>
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		<title>Di: Chapeau</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/01/20/lingua-sovrana-2-la-caduta-e-l%e2%80%99a-venire-della-lingua-il-diritto-e-la-giustizia/#comment-59491</link>
		<dc:creator>Chapeau</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Jan 2007 17:37:40 +0000</pubDate>
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		<description>Appunto: ognuno ha la sua "giustizia", la sua "vita giusta". Mi spieghi perché il diritto - quello UNIVERSALMENTE riconosciuto - deve essre l'unico ambito entro il quale o contro i lquale io devo pormi in "tensione". E perché mai dovrei pormi in "tensione" proprio con l'idea di diritto - che so - di Hobbes o di Hegel? E se di questi me ne strafrega? E se voglio praticare la giustizia secondo il MIO diritto, secondo il diritto della MIA comunità - senza intralciare quella di altri, ecc? A queste domande, Rovelli, mi pare tu non arrivi con la tua pur lucida analisi. Resti al di qua - molto al di qua - del guado.
Un saluto.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Appunto: ognuno ha la sua &#8220;giustizia&#8221;, la sua &#8220;vita giusta&#8221;. Mi spieghi perché il diritto - quello UNIVERSALMENTE riconosciuto - deve essre l&#8217;unico ambito entro il quale o contro i lquale io devo pormi in &#8220;tensione&#8221;. E perché mai dovrei pormi in &#8220;tensione&#8221; proprio con l&#8217;idea di diritto - che so - di Hobbes o di Hegel? E se di questi me ne strafrega? E se voglio praticare la giustizia secondo il MIO diritto, secondo il diritto della MIA comunità - senza intralciare quella di altri, ecc? A queste domande, Rovelli, mi pare tu non arrivi con la tua pur lucida analisi. Resti al di qua - molto al di qua - del guado.<br />
Un saluto.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: marco rovelli</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/01/20/lingua-sovrana-2-la-caduta-e-l%e2%80%99a-venire-della-lingua-il-diritto-e-la-giustizia/#comment-59378</link>
		<dc:creator>marco rovelli</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 21 Jan 2007 11:20:26 +0000</pubDate>
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		<description>@ Antonio
Caro Antonio, la mia immagine dell'etica è spaziale: la vedo come una mappa geografica, e noi siamo disposti in essa in una certa posizione piuttosto che in un'altra. Siamo orientati in un senso piuttosto che in un altro. Noi ci siamo trovati su un vascello per le nostre ad-finitates, per l'esposizione reciproca delle nostre finitudini che, in qualche modo, si sono trovate a combaciare. Lasciare che questo dono accada - forse questa è la forma di giustizia più alta.

@ Chapeau
Nel discorso non c'è alcuna apologia del fuorilegge in quanto tale, non so dove tu abbia letto l'apologia di un "certo" fuorilegge. Ho tentato di enunciare invece che il diritto e la giustizia sono necessariamente, destinalmente, in tensione reciproca, e dal loro conflitto scaturisce la dimensione tragica che è propria dell'umano. Gli amici sono fuorilegge nella misura in cui non possono riconoscere il diritto come proprio alla loro forma di vita "giusta"; non sono fuorilegge nella misura in cui lanciano molotov. Dunque anche un francescano può essere fuorilegge, certo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@ Antonio<br />
Caro Antonio, la mia immagine dell&#8217;etica è spaziale: la vedo come una mappa geografica, e noi siamo disposti in essa in una certa posizione piuttosto che in un&#8217;altra. Siamo orientati in un senso piuttosto che in un altro. Noi ci siamo trovati su un vascello per le nostre ad-finitates, per l&#8217;esposizione reciproca delle nostre finitudini che, in qualche modo, si sono trovate a combaciare. Lasciare che questo dono accada - forse questa è la forma di giustizia più alta.</p>
<p>@ Chapeau<br />
Nel discorso non c&#8217;è alcuna apologia del fuorilegge in quanto tale, non so dove tu abbia letto l&#8217;apologia di un &#8220;certo&#8221; fuorilegge. Ho tentato di enunciare invece che il diritto e la giustizia sono necessariamente, destinalmente, in tensione reciproca, e dal loro conflitto scaturisce la dimensione tragica che è propria dell&#8217;umano. Gli amici sono fuorilegge nella misura in cui non possono riconoscere il diritto come proprio alla loro forma di vita &#8220;giusta&#8221;; non sono fuorilegge nella misura in cui lanciano molotov. Dunque anche un francescano può essere fuorilegge, certo.</p>
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		<title>Di: Chapeau</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/01/20/lingua-sovrana-2-la-caduta-e-l%e2%80%99a-venire-della-lingua-il-diritto-e-la-giustizia/#comment-59374</link>
		<dc:creator>Chapeau</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 21 Jan 2007 10:10:55 +0000</pubDate>
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		<description>Voglio solo far notare che l'apologia del "fuorilegge" o della "inutilità del diritto" sembra una grossa ingenuità, o meglio un modo di porsi infantile (e colpevole!) nei confronti del problema della legge. Le "regulae vitae" monastiche, ad esempio, sono anch'esse forme del diritto, ma non del diritto comunemente inteso in occidente, rivolto ossia verso il dominio dell'esterno ecc. (come dici o alludi tu, Rovelli, giustamente). Le "regulae", voglio dire, aggirano il problema della legge e lo capovolgono o assorbono nella vita quotidiana, anzi nella PROPRIA vita. Il diritto, così, diventa una faccenda tutta personale, che non dimentica mai, però, le questioni poste dalla presenza dell'altro - non solo dell'amico, ma anche del "nemico". Invece, questo tuo modo di affrotnare la questione, sa di antagonismo, e l'apologia del "fuorilegge" (di un certo "fuorilegge") - ripeto - sembra confermarlo precisamente. Ma per me è molto più "fuorilegge" un francescano che un lanciatore di molotov o un nostalgico dell'amicizia pura.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Voglio solo far notare che l&#8217;apologia del &#8220;fuorilegge&#8221; o della &#8220;inutilità del diritto&#8221; sembra una grossa ingenuità, o meglio un modo di porsi infantile (e colpevole!) nei confronti del problema della legge. Le &#8220;regulae vitae&#8221; monastiche, ad esempio, sono anch&#8217;esse forme del diritto, ma non del diritto comunemente inteso in occidente, rivolto ossia verso il dominio dell&#8217;esterno ecc. (come dici o alludi tu, Rovelli, giustamente). Le &#8220;regulae&#8221;, voglio dire, aggirano il problema della legge e lo capovolgono o assorbono nella vita quotidiana, anzi nella PROPRIA vita. Il diritto, così, diventa una faccenda tutta personale, che non dimentica mai, però, le questioni poste dalla presenza dell&#8217;altro - non solo dell&#8217;amico, ma anche del &#8220;nemico&#8221;. Invece, questo tuo modo di affrotnare la questione, sa di antagonismo, e l&#8217;apologia del &#8220;fuorilegge&#8221; (di un certo &#8220;fuorilegge&#8221;) - ripeto - sembra confermarlo precisamente. Ma per me è molto più &#8220;fuorilegge&#8221; un francescano che un lanciatore di molotov o un nostalgico dell&#8217;amicizia pura.</p>
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	<item>
		<title>Di: antonio sparzani</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/01/20/lingua-sovrana-2-la-caduta-e-l%e2%80%99a-venire-della-lingua-il-diritto-e-la-giustizia/#comment-59348</link>
		<dc:creator>antonio sparzani</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 21 Jan 2007 00:02:54 +0000</pubDate>
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		<description>caro Marco, pensi che la definizione aristotelica di amicizia regga all'oggi, in qualche modo? Ovvero:
"E’ piuttosto da rilevare che la lingua che dice l’amore nel vascello è la lingua nel suo puro atto di esporsi in quanto lingua" questo dici e questo mi piace immensamente, ma c'è dentro già la tensione alla virtù, necessaria per la nicomachea amicizia?
Comunque, che bene!
a.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>caro Marco, pensi che la definizione aristotelica di amicizia regga all&#8217;oggi, in qualche modo? Ovvero:<br />
&#8220;E’ piuttosto da rilevare che la lingua che dice l’amore nel vascello è la lingua nel suo puro atto di esporsi in quanto lingua&#8221; questo dici e questo mi piace immensamente, ma c&#8217;è dentro già la tensione alla virtù, necessaria per la nicomachea amicizia?<br />
Comunque, che bene!<br />
a.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: carla</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/01/20/lingua-sovrana-2-la-caduta-e-l%e2%80%99a-venire-della-lingua-il-diritto-e-la-giustizia/#comment-59324</link>
		<dc:creator>carla</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 20 Jan 2007 15:05:48 +0000</pubDate>
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		<description>Mi piace questa definizione di giustizia, 
- accade -
senza regole dettate dal diritto, 
accade come un dono che ci investe, 
che ci pone verso l'altro senza veli.

La giustizia è guardarsi dritto negli occhi
e riconoscersi.

ciao Marco
carla</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Mi piace questa definizione di giustizia,<br />
- accade -<br />
senza regole dettate dal diritto,<br />
accade come un dono che ci investe,<br />
che ci pone verso l&#8217;altro senza veli.</p>
<p>La giustizia è guardarsi dritto negli occhi<br />
e riconoscersi.</p>
<p>ciao Marco<br />
carla</p>
]]></content:encoded>
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