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	<title>Commenti a: Se la critica muore</title>
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	<pubDate>Mon, 08 Sep 2008 00:49:48 +0000</pubDate>
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		<title>Di: a.b.</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/01/21/se-la-critica-muore/#comment-59654</link>
		<dc:creator>a.b.</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Jan 2007 12:59:16 +0000</pubDate>
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		<description>Rinnovo la domanda. L’unico di NI2.0 intervenuto qui è andrea Inglese. Mettiamoci dentro anche Raimo che ha postato. Perché su un argomento tanto importante così poca partecipazione?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Rinnovo la domanda. L’unico di NI2.0 intervenuto qui è andrea Inglese. Mettiamoci dentro anche Raimo che ha postato. Perché su un argomento tanto importante così poca partecipazione?</p>
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		<title>Di: marco</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/01/21/se-la-critica-muore/#comment-59628</link>
		<dc:creator>marco</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Jan 2007 23:22:29 +0000</pubDate>
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		<description>una facezia: 

C'era un dantista pieno di cultura 
che un giorno volle correr l'avventura
a letto con un pittore  - si accorse dell'errore  
ahi! quant'a dire qual é cosa dura!

E.F.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>una facezia: </p>
<p>C&#8217;era un dantista pieno di cultura<br />
che un giorno volle correr l&#8217;avventura<br />
a letto con un pittore  - si accorse dell&#8217;errore<br />
ahi! quant&#8217;a dire qual é cosa dura!</p>
<p>E.F.</p>
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	</item>
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		<title>Di: giuliomozzi</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/01/21/se-la-critica-muore/#comment-59599</link>
		<dc:creator>giuliomozzi</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Jan 2007 16:39:46 +0000</pubDate>
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		<description>Ho scritto un pezzo un po' lungo, rispondendo a questo di G. Pedullà, in vibrisse:
http://www.vibrissebollettino.net/archives/2007/01/le_premesse_non.html</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ho scritto un pezzo un po&#8217; lungo, rispondendo a questo di G. Pedullà, in vibrisse:<br />
<a href="http://www.vibrissebollettino.net/archives/2007/01/le_premesse_non.html" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('outclick-comm/www.vibrissebollettino.net');" rel="nofollow">http://www.vibrissebollettino.net/archives/2007/01/le_premesse_non.html</a></p>
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	<item>
		<title>Di: Lazzaro Visconti Pera</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/01/21/se-la-critica-muore/#comment-59589</link>
		<dc:creator>Lazzaro Visconti Pera</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Jan 2007 14:20:56 +0000</pubDate>
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		<description>Grazie, egregio.

Noblesse oblige.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie, egregio.</p>
<p>Noblesse oblige.</p>
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	</item>
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		<title>Di: sitting targets</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/01/21/se-la-critica-muore/#comment-59588</link>
		<dc:creator>sitting targets</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Jan 2007 14:18:45 +0000</pubDate>
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		<description>barbieri, mi hai fatto ridere. come correttore di bozze mi surclassi. come comico pure.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>barbieri, mi hai fatto ridere. come correttore di bozze mi surclassi. come comico pure.</p>
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		<title>Di: sitting targets</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/01/21/se-la-critica-muore/#comment-59587</link>
		<dc:creator>sitting targets</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Jan 2007 14:17:27 +0000</pubDate>
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		<description>lazzaro visconti pera: il signore sì che se ne intende...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>lazzaro visconti pera: il signore sì che se ne intende&#8230;</p>
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	<item>
		<title>Di: a.b.</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/01/21/se-la-critica-muore/#comment-59585</link>
		<dc:creator>a.b.</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Jan 2007 14:04:35 +0000</pubDate>
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		<description>Tash, a me viene in mente la condizione di "trombone attardato" nel ruolo di savio con le spalle coperte d'anni.

Per TargetS, effettivante sopra c'è un refuso, mi ero dimenticato la "s" finale...

Per tutti, l'unico di NI2.0 intervenuto qui è andrea Inglese. Mettiamoci dentro anche Raimo che ha postato.
Perché su un argomento tanto importante così poca partecipazione?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Tash, a me viene in mente la condizione di &#8220;trombone attardato&#8221; nel ruolo di savio con le spalle coperte d&#8217;anni.</p>
<p>Per TargetS, effettivante sopra c&#8217;è un refuso, mi ero dimenticato la &#8220;s&#8221; finale&#8230;</p>
<p>Per tutti, l&#8217;unico di NI2.0 intervenuto qui è andrea Inglese. Mettiamoci dentro anche Raimo che ha postato.<br />
Perché su un argomento tanto importante così poca partecipazione?</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Lazzaro Visconti Pera</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/01/21/se-la-critica-muore/#comment-59583</link>
		<dc:creator>Lazzaro Visconti Pera</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Jan 2007 13:53:20 +0000</pubDate>
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		<description>Tash, ti comunico che, insieme all'ottimo pezzo di Pedullà, mi sono stampato anche il tuo ultimo commento. Un ritorno ai vecchi tempi, molto gradito.

Anche se per ragioni diversissime, non so proprio quale mi è piaciuto di più. Li tengo pronti alla bisogna. Sento che prima o poi torneranno utili entrambi.

p.s.

Nel caso ti dovessi qualcosa, mi raccomando: non essere troppo esoso.

Il tuo nobile preferito: Lazzaro Visconti Pera.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Tash, ti comunico che, insieme all&#8217;ottimo pezzo di Pedullà, mi sono stampato anche il tuo ultimo commento. Un ritorno ai vecchi tempi, molto gradito.</p>
<p>Anche se per ragioni diversissime, non so proprio quale mi è piaciuto di più. Li tengo pronti alla bisogna. Sento che prima o poi torneranno utili entrambi.</p>
<p>p.s.</p>
<p>Nel caso ti dovessi qualcosa, mi raccomando: non essere troppo esoso.</p>
<p>Il tuo nobile preferito: Lazzaro Visconti Pera.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Gian Paolo Serino</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/01/21/se-la-critica-muore/#comment-59579</link>
		<dc:creator>Gian Paolo Serino</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Jan 2007 13:18:10 +0000</pubDate>
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		<description>Non è un articolo: è una radiografia.
Nulla da aggiungere, davvero perfetto.


Una lenta agonia è stata accelerata da tre fenomeni più recenti: il diluvio di anticipazioni, le promozioni dei libri in vendita con i giornali, il diffondersi delle recensioni in subappalto. I primi due sono troppo evidenti perché sia necessario soffermarvisi: basterà notare che da un certo momento in poi le pagine culturali hanno rinunciato a esercitare il proprio diritto/dovere di critica preferendo ospitare stralci dei libri in uscita (dei veri e propri “trailer”, presentati senza alcun commento) e che questa tendenza si è ulteriormente accentuata da quando i quotidiani si sono fatti editori in proprio, dedicando una parte consistente delle proprie terze pagine alla promozione dei volumi in vendita. Più interessante, perché più subdolo, il terzo fenomeno, che consiste nel pubblicare recensioni dei grandi nomi della letteratura contemporanea (da De Lillo a Wallace, da Auster a Franzen) ai quindici o venti presunti esordienti di genio che ogni anno sforna la macchina editoriale USA – recensioni scrupolosamente acquistate, tradotte e poi fornite a titolo gratuito dagli uffici stampa della casa editrice che si appresta a pubblicare il romanzo in Italia</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Non è un articolo: è una radiografia.<br />
Nulla da aggiungere, davvero perfetto.</p>
<p>Una lenta agonia è stata accelerata da tre fenomeni più recenti: il diluvio di anticipazioni, le promozioni dei libri in vendita con i giornali, il diffondersi delle recensioni in subappalto. I primi due sono troppo evidenti perché sia necessario soffermarvisi: basterà notare che da un certo momento in poi le pagine culturali hanno rinunciato a esercitare il proprio diritto/dovere di critica preferendo ospitare stralci dei libri in uscita (dei veri e propri “trailer”, presentati senza alcun commento) e che questa tendenza si è ulteriormente accentuata da quando i quotidiani si sono fatti editori in proprio, dedicando una parte consistente delle proprie terze pagine alla promozione dei volumi in vendita. Più interessante, perché più subdolo, il terzo fenomeno, che consiste nel pubblicare recensioni dei grandi nomi della letteratura contemporanea (da De Lillo a Wallace, da Auster a Franzen) ai quindici o venti presunti esordienti di genio che ogni anno sforna la macchina editoriale USA – recensioni scrupolosamente acquistate, tradotte e poi fornite a titolo gratuito dagli uffici stampa della casa editrice che si appresta a pubblicare il romanzo in Italia</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Valter Binaghi</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/01/21/se-la-critica-muore/#comment-59574</link>
		<dc:creator>Valter Binaghi</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Jan 2007 12:51:16 +0000</pubDate>
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		<description>Mio Dio, non volevo essere la causa (o forse solo il pretesto) per tante randellate. Alcor ha capito bene quello che intendevo dire, facendomi l'onore di un accostamento gramsciano. In realtà, molto semplicemente, "nazional popolare" riferito a Saviano per me era un complimento. Colto o non colto, il vero artista è colui che fa dimenticare i propri studi restituendo freschezza allo sguardo del lettore, anzichè ammantarsi di un gergo autoreferenziale e selettivo, come ad esempio le scritture contemporanee di filosofia o presunta tale. Industriale o non industriale, il linguaggio largamente condiviso è innanzitutto libertà di leggere e di comprendere, e diritto di replica.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Mio Dio, non volevo essere la causa (o forse solo il pretesto) per tante randellate. Alcor ha capito bene quello che intendevo dire, facendomi l&#8217;onore di un accostamento gramsciano. In realtà, molto semplicemente, &#8220;nazional popolare&#8221; riferito a Saviano per me era un complimento. Colto o non colto, il vero artista è colui che fa dimenticare i propri studi restituendo freschezza allo sguardo del lettore, anzichè ammantarsi di un gergo autoreferenziale e selettivo, come ad esempio le scritture contemporanee di filosofia o presunta tale. Industriale o non industriale, il linguaggio largamente condiviso è innanzitutto libertà di leggere e di comprendere, e diritto di replica.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: sitting targets</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/01/21/se-la-critica-muore/#comment-59573</link>
		<dc:creator>sitting targets</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Jan 2007 12:50:17 +0000</pubDate>
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		<description>barbieri, c'è un refuso. shitting...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>barbieri, c&#8217;è un refuso. shitting&#8230;</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: tashtego</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/01/21/se-la-critica-muore/#comment-59571</link>
		<dc:creator>tashtego</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Jan 2007 12:33:41 +0000</pubDate>
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		<description>vedi a.b. il mio petto è incavato dall'età e nemmeno i tuoi post riescono più a bombarlo.
aggiungo di non essere mai stato un "tipo alla mano".
non è a Cattelan che mi riferisco quando parlo di atteggiamento liceale, ma a te e a molti altri, qui.
lo dico senza nessuna intenzione di offendere. 
lo dico e lo ripeto unicamente come spunto di auto-riflessione.
indico la condizione di "liceale attardato" (è il liceo che ci forma, non l'università, come ben sanno i francesi che i licei li evidenziano sulle cartine turistiche) come uno dei problemi più grossi che affliggono i giovani (letterati?) scriventi, assieme all'assoluta mancanza, all'assoluta incapacità, di una visione politica del mondo. quindi - tout court - di una visione.
quando la discussione si trasforma in sfoggio di riferimenti e "cultura" allo scopo di intimidire, allo scopo di affermare la nota proposizione "io sono ok, tu non sei ok", allora si sente sapore di liceo, di primo della classe.
si percepisce un "uso" della cultura a scopo di auto-implementazione, invece che di piacere et eventualmente conoscenza.
così come ne resta negato il piacere della discussione, che pure qui aveva dei buoni spunti nel bel pezzo di Pedullà.
naturalmente non è una difesa di Alcor, che non ha certo bisogno di un mio intervento in suo favore.
e non è nemmno un intervento nella discussione, che per quanto mi riguarda avrebbe bisogno almeno di un paio di cartelle, avendoci le idee chiare, certo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>vedi a.b. il mio petto è incavato dall&#8217;età e nemmeno i tuoi post riescono più a bombarlo.<br />
aggiungo di non essere mai stato un &#8220;tipo alla mano&#8221;.<br />
non è a Cattelan che mi riferisco quando parlo di atteggiamento liceale, ma a te e a molti altri, qui.<br />
lo dico senza nessuna intenzione di offendere.<br />
lo dico e lo ripeto unicamente come spunto di auto-riflessione.<br />
indico la condizione di &#8220;liceale attardato&#8221; (è il liceo che ci forma, non l&#8217;università, come ben sanno i francesi che i licei li evidenziano sulle cartine turistiche) come uno dei problemi più grossi che affliggono i giovani (letterati?) scriventi, assieme all&#8217;assoluta mancanza, all&#8217;assoluta incapacità, di una visione politica del mondo. quindi - tout court - di una visione.<br />
quando la discussione si trasforma in sfoggio di riferimenti e &#8220;cultura&#8221; allo scopo di intimidire, allo scopo di affermare la nota proposizione &#8220;io sono ok, tu non sei ok&#8221;, allora si sente sapore di liceo, di primo della classe.<br />
si percepisce un &#8220;uso&#8221; della cultura a scopo di auto-implementazione, invece che di piacere et eventualmente conoscenza.<br />
così come ne resta negato il piacere della discussione, che pure qui aveva dei buoni spunti nel bel pezzo di Pedullà.<br />
naturalmente non è una difesa di Alcor, che non ha certo bisogno di un mio intervento in suo favore.<br />
e non è nemmno un intervento nella discussione, che per quanto mi riguarda avrebbe bisogno almeno di un paio di cartelle, avendoci le idee chiare, certo.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: a.b.</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/01/21/se-la-critica-muore/#comment-59569</link>
		<dc:creator>a.b.</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Jan 2007 12:15:26 +0000</pubDate>
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		<description>Oltretutto sarebbe bello che tu spiegassi al mondo, gonfiando per bene il petto e diaframmando la voce, in quale "liceo" italico si studia Cattelan, ovviamente esclusi quelli artistici - non penso infatti che tu ti riferissi a quelli.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Oltretutto sarebbe bello che tu spiegassi al mondo, gonfiando per bene il petto e diaframmando la voce, in quale &#8220;liceo&#8221; italico si studia Cattelan, ovviamente esclusi quelli artistici - non penso infatti che tu ti riferissi a quelli.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: a.b.</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/01/21/se-la-critica-muore/#comment-59568</link>
		<dc:creator>a.b.</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Jan 2007 12:11:15 +0000</pubDate>
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		<description>Tash, ciao, una volta eri uno alla mano, ora sali in cattedra e giudichi chi è liceale. Come mai ti sei bombato il petto, è cambiata qualcosa nella tua vita?
In più dici una fesseria "Charlie don’t surf" è pop, era una canzone prima di essere una scultura - non so ancora se bella o brutta. Una scultura pop, bassa, linguaggio basso, pubblicitario, che arriva a tutti, che tutti conoscono perché Cattelan è iperiprodotto. Che costa un sacco di soldi grazie alla saldatura pop-élite.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Tash, ciao, una volta eri uno alla mano, ora sali in cattedra e giudichi chi è liceale. Come mai ti sei bombato il petto, è cambiata qualcosa nella tua vita?<br />
In più dici una fesseria &#8220;Charlie don’t surf&#8221; è pop, era una canzone prima di essere una scultura - non so ancora se bella o brutta. Una scultura pop, bassa, linguaggio basso, pubblicitario, che arriva a tutti, che tutti conoscono perché Cattelan è iperiprodotto. Che costa un sacco di soldi grazie alla saldatura pop-élite.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: tashtego</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/01/21/se-la-critica-muore/#comment-59566</link>
		<dc:creator>tashtego</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Jan 2007 11:55:31 +0000</pubDate>
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		<description>"ti sei metaforicamente ritrovata la bacchetta spezzata e le mani inchiodate alla cattedra come il “Charlie don’t surf” di Cattelan."
immagini alte.
riferimenti complessi.
sfoggio.
molto liceo, come sempre.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;ti sei metaforicamente ritrovata la bacchetta spezzata e le mani inchiodate alla cattedra come il “Charlie don’t surf” di Cattelan.&#8221;<br />
immagini alte.<br />
riferimenti complessi.<br />
sfoggio.<br />
molto liceo, come sempre.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: a.b.</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/01/21/se-la-critica-muore/#comment-59561</link>
		<dc:creator>a.b.</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Jan 2007 10:59:51 +0000</pubDate>
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		<description>Come sempre, caro shitting target, hai ragione.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Come sempre, caro shitting target, hai ragione.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: sitting targets</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/01/21/se-la-critica-muore/#comment-59559</link>
		<dc:creator>sitting targets</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Jan 2007 10:47:19 +0000</pubDate>
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		<description>barbieri, alcor ti ha detto addio per sempre. è una donna, sa quel che significa, davvero, la parola addio. abbi la forza di voltarti, e riprendere il cammino...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>barbieri, alcor ti ha detto addio per sempre. è una donna, sa quel che significa, davvero, la parola addio. abbi la forza di voltarti, e riprendere il cammino&#8230;</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: a.b.</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/01/21/se-la-critica-muore/#comment-59556</link>
		<dc:creator>a.b.</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Jan 2007 10:34:37 +0000</pubDate>
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		<description>Cara persona la cui identità si cela detro il nomignolo "Alcor".
1. tu ti sei rivolta a me per prima con un commento molto molto sgradevole, probabilmente avendomi preso di mira da un pezzo. Ti ho risposto che non volevo incontrarti, non volevo avere nulla a che fare con te. Perché allora mi dici addio?, te l'ho già detto io da un pezzo!
2. In rete da quasi due anni si discute di popolare. Si è parlato anche di Gramsci naturalmente, e anche delle cose che citi tu, ma si è detto molto di più, perché da quando Gramsci scriveva quelle cose il tempo è andato avanti, la gente è cambiata, i prodotti culturali sono cambiati. Che Binaghi usi l'orizzonte gramsciano è un dato che tu estrai dalla sfera di cristallo con l'attitudine della maestrina, dato che qui non lo dice, e viene da pensare piuttosto che si muovo in quell'orizzonte di discussione più ampio (e confuso) che si è formato in rete e poi sulla stampa, a partire dalla polemica sulla restaurazione, infatti usa il termine come clava per liquidare una parte della produzione artistica di questi anni, proponendoci una suddivisione grossolana (quindi se è gramsciano lo è in modo parecchio discutibile).
3. Probabilmente per deformazione pensi che io possa sentire verso di te un qualche senso di emulazione e ti trovi spiazzata quando, dopo avermi bacchettato INGIUNGENDOMI di non parlare di tizio e caio, ti sei metaforicamente ritrovata la bacchetta spezzata e le mani inchiodate alla cattedra come il "Charlie don't surf" di Cattelan. Mi spiace molto che la realtà -in forma di parola- abbia spalancato le tende di una stanza mentale in cui si proiettava quel bel film. Però, se ci pensi, questo bagno di luce è uno dei pregi della rete.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Cara persona la cui identità si cela detro il nomignolo &#8220;Alcor&#8221;.<br />
1. tu ti sei rivolta a me per prima con un commento molto molto sgradevole, probabilmente avendomi preso di mira da un pezzo. Ti ho risposto che non volevo incontrarti, non volevo avere nulla a che fare con te. Perché allora mi dici addio?, te l&#8217;ho già detto io da un pezzo!<br />
2. In rete da quasi due anni si discute di popolare. Si è parlato anche di Gramsci naturalmente, e anche delle cose che citi tu, ma si è detto molto di più, perché da quando Gramsci scriveva quelle cose il tempo è andato avanti, la gente è cambiata, i prodotti culturali sono cambiati. Che Binaghi usi l&#8217;orizzonte gramsciano è un dato che tu estrai dalla sfera di cristallo con l&#8217;attitudine della maestrina, dato che qui non lo dice, e viene da pensare piuttosto che si muovo in quell&#8217;orizzonte di discussione più ampio (e confuso) che si è formato in rete e poi sulla stampa, a partire dalla polemica sulla restaurazione, infatti usa il termine come clava per liquidare una parte della produzione artistica di questi anni, proponendoci una suddivisione grossolana (quindi se è gramsciano lo è in modo parecchio discutibile).<br />
3. Probabilmente per deformazione pensi che io possa sentire verso di te un qualche senso di emulazione e ti trovi spiazzata quando, dopo avermi bacchettato INGIUNGENDOMI di non parlare di tizio e caio, ti sei metaforicamente ritrovata la bacchetta spezzata e le mani inchiodate alla cattedra come il &#8220;Charlie don&#8217;t surf&#8221; di Cattelan. Mi spiace molto che la realtà -in forma di parola- abbia spalancato le tende di una stanza mentale in cui si proiettava quel bel film. Però, se ci pensi, questo bagno di luce è uno dei pregi della rete.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: alcor</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/01/21/se-la-critica-muore/#comment-59550</link>
		<dc:creator>alcor</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Jan 2007 09:36:06 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2007/01/21/se-la-critica-muore/#comment-59550</guid>
		<description>Ultima, solo perché devo chiudere il discorso, e poi lascio a Binaghi di precisare, se vuole, le cose che dice e che non sta a me difendere. E appena fatto questo ricomincio a saltare i tuoi commenti come ho utilmente fatto finora, a.b. 

Binaghi parla di nazional popolare, a proposito di Saviano, in senso positivo, in senso gramsciano, tu lo aggredisci senza capire il suo campo di riferimento, e come spesso succede aggredisci a vanvera e dai lezioncine a vanvera. Il concetto di nazional popolare gramsciano non è passato da un pezzo, è ancora lì, come materia di riflessione, naturalmente per chi riflette e lega criticamente l'oggi al suo sfondo storico.
Per polemizzare con quelli che parlano bisogna anche capire che cosa dicono, e tu non lo fai, non ho ancora capito se per ignoranza o incapacità di mettere in ordine le idee o per ragioni caratteriali. Comunque non sono fatti miei, salvo il fastidio che mi prende e leggerti, ma avevo trovato un modo estremamente salutare di evitarlo e tornerò a praticarlo.

Non ti rendi neppure conto che dicendo "Gramsci e il suo nazional popolare è passato da un pezzo" a fare shopping sei tu, che tratti un sistema di pensiero come un paio di scarpe passato di moda. Potresti fare lo stesso con Kant o con Platone, pure loro sono passati da un pezzo. 

Addio per sempre a.b.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ultima, solo perché devo chiudere il discorso, e poi lascio a Binaghi di precisare, se vuole, le cose che dice e che non sta a me difendere. E appena fatto questo ricomincio a saltare i tuoi commenti come ho utilmente fatto finora, a.b. </p>
<p>Binaghi parla di nazional popolare, a proposito di Saviano, in senso positivo, in senso gramsciano, tu lo aggredisci senza capire il suo campo di riferimento, e come spesso succede aggredisci a vanvera e dai lezioncine a vanvera. Il concetto di nazional popolare gramsciano non è passato da un pezzo, è ancora lì, come materia di riflessione, naturalmente per chi riflette e lega criticamente l&#8217;oggi al suo sfondo storico.<br />
Per polemizzare con quelli che parlano bisogna anche capire che cosa dicono, e tu non lo fai, non ho ancora capito se per ignoranza o incapacità di mettere in ordine le idee o per ragioni caratteriali. Comunque non sono fatti miei, salvo il fastidio che mi prende e leggerti, ma avevo trovato un modo estremamente salutare di evitarlo e tornerò a praticarlo.</p>
<p>Non ti rendi neppure conto che dicendo &#8220;Gramsci e il suo nazional popolare è passato da un pezzo&#8221; a fare shopping sei tu, che tratti un sistema di pensiero come un paio di scarpe passato di moda. Potresti fare lo stesso con Kant o con Platone, pure loro sono passati da un pezzo. </p>
<p>Addio per sempre a.b.</p>
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		<title>Di: a.b.</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/01/21/se-la-critica-muore/#comment-59549</link>
		<dc:creator>a.b.</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Jan 2007 09:20:01 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2007/01/21/se-la-critica-muore/#comment-59549</guid>
		<description>Alcor, la lezioncina hai cercato di darla tu a me ingiungendomi di non parlare di certe cose per non turbare il tuo shopping. Se c'è qualcuno che per misericordia parla credo di essere io.
Nonostante questo, passando sopra a questo tuo modo di fare strano, cominciato con una grottesca contabilità nel pezzo di Buffoni, ti offro alcune cose nate come linguaggio universale destinate ad alcuni milioni di persone (era la tiratura Kodansha):

http://www.erlangen.de/de/Portaldata/1/Resources/010_bildpool/kultur_erleben/bildergalerie/internationaler_comic_salon/Igort_Yuri1.jpg

http://www.igort.com/immagini/yuri-0.gif

http://www.avant-verlag.de/img/innen_34_1_g.jpg

http://www.erlangen.de/de/Portaldata/1/Resources/010_bildpool/kultur_erleben/bildergalerie/internationaler_comic_salon/Igort_Yuri2.jpg

poi ti consiglio di leggere le cose di Eisenstein, in particolare quelle su Disney, ti daresti una bella ammodernata.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Alcor, la lezioncina hai cercato di darla tu a me ingiungendomi di non parlare di certe cose per non turbare il tuo shopping. Se c&#8217;è qualcuno che per misericordia parla credo di essere io.<br />
Nonostante questo, passando sopra a questo tuo modo di fare strano, cominciato con una grottesca contabilità nel pezzo di Buffoni, ti offro alcune cose nate come linguaggio universale destinate ad alcuni milioni di persone (era la tiratura Kodansha):</p>
<p><a href="http://www.erlangen.de/de/Portaldata/1/Resources/010_bildpool/kultur_erleben/bildergalerie/internationaler_comic_salon/Igort_Yuri1.jpg" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('outclick-comm/www.erlangen.de');" rel="nofollow">http://www.erlangen.de/de/Portaldata/1/Resources/010_bildpool/kultur_erleben/bildergalerie/internationaler_comic_salon/Igort_Yuri1.jpg</a></p>
<p><a href="http://www.igort.com/immagini/yuri-0.gif" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('outclick-comm/www.igort.com');" rel="nofollow">http://www.igort.com/immagini/yuri-0.gif</a></p>
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<p>poi ti consiglio di leggere le cose di Eisenstein, in particolare quelle su Disney, ti daresti una bella ammodernata.</p>
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	<item>
		<title>Di: alcor</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/01/21/se-la-critica-muore/#comment-59547</link>
		<dc:creator>alcor</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Jan 2007 08:57:30 +0000</pubDate>
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		<description>Ma io mi pento di aver ricominciato a parlarti, a.b. e da oggi torno a ignorarti. 
Tu non sai quello che dici e il vero guaio è che non te ne accorgi.
Non fossi tanto presuntuoso e non dessi tante lezioncine a tutti  la cosa passerebbe inosservata.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ma io mi pento di aver ricominciato a parlarti, a.b. e da oggi torno a ignorarti.<br />
Tu non sai quello che dici e il vero guaio è che non te ne accorgi.<br />
Non fossi tanto presuntuoso e non dessi tante lezioncine a tutti  la cosa passerebbe inosservata.</p>
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	</item>
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		<title>Di: a.b.</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/01/21/se-la-critica-muore/#comment-59544</link>
		<dc:creator>a.b.</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Jan 2007 08:49:53 +0000</pubDate>
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		<description>Alcor svegliati, ripigliati, Gramsci e il suo nazional popolare è passato da un pezzo. Oggi il nazional popolare è -come dici tu altrove- UN PRODOTTO INDUSTRIALE. 
Se tu vuoi fare il discorso gramsciano ti tocca usare altre parole, anzi: altri CONCETTI. A me è capitato quando parlavo di fumetto -e tu dormivi. Ancora: Nori che a quella tradizione russa si rifà, non è assolutamente nazional-popolare, anzi, gli tocca essere il contrario per essere semplice, popolare. Dài Alcor, punta la sveglia.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Alcor svegliati, ripigliati, Gramsci e il suo nazional popolare è passato da un pezzo. Oggi il nazional popolare è -come dici tu altrove- UN PRODOTTO INDUSTRIALE.<br />
Se tu vuoi fare il discorso gramsciano ti tocca usare altre parole, anzi: altri CONCETTI. A me è capitato quando parlavo di fumetto -e tu dormivi. Ancora: Nori che a quella tradizione russa si rifà, non è assolutamente nazional-popolare, anzi, gli tocca essere il contrario per essere semplice, popolare. Dài Alcor, punta la sveglia.</p>
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		<title>Di: alcor</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/01/21/se-la-critica-muore/#comment-59542</link>
		<dc:creator>alcor</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Jan 2007 08:42:56 +0000</pubDate>
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		<description>"Uno dei temi centrali attorno a cui ruotano le riflessioni dei Quaderni del carcere di Antonio Gramsci è il concetto di “nazional-popolare”, in particolare per quanto riguarda il rapporto tra arte e pubblico. Appartenendo alla categoria degli intellettuali, lo scrittore dovrebbe farsi interprete non solo dei gusti estetici di una ristretta élite di lettori, ma anche delle aspettative diffuse tra i ceti subalterni e, in generale, nell’intera collettività. In tal modo il letterato dà vita a una letteratura nazional-popolare che allarga l’area di consenso e partecipazione democratica dei cittadini. Questo fenomeno, presente ad esempio nelle tradizioni letterarie francese e russa, è invece estraneo alla tradizione culturale italiana, su cui Gramsci proietta il proprio modello teorico, stigmatizzando i due vizi capitali, antitetici e complementari insieme, della nostra letteratura: il provincialismo e il cosmopolitismo."
			
a.b. capisci perchè fai venire i nervi, a volte? parti all'attacco senza riflettere e difendi senza riflettere, vai almeno prima su google, se devi attaccare Binaghi o chiunque altro su qualcosa che dicono.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Uno dei temi centrali attorno a cui ruotano le riflessioni dei Quaderni del carcere di Antonio Gramsci è il concetto di “nazional-popolare”, in particolare per quanto riguarda il rapporto tra arte e pubblico. Appartenendo alla categoria degli intellettuali, lo scrittore dovrebbe farsi interprete non solo dei gusti estetici di una ristretta élite di lettori, ma anche delle aspettative diffuse tra i ceti subalterni e, in generale, nell’intera collettività. In tal modo il letterato dà vita a una letteratura nazional-popolare che allarga l’area di consenso e partecipazione democratica dei cittadini. Questo fenomeno, presente ad esempio nelle tradizioni letterarie francese e russa, è invece estraneo alla tradizione culturale italiana, su cui Gramsci proietta il proprio modello teorico, stigmatizzando i due vizi capitali, antitetici e complementari insieme, della nostra letteratura: il provincialismo e il cosmopolitismo.&#8221;</p>
<p>a.b. capisci perchè fai venire i nervi, a volte? parti all&#8217;attacco senza riflettere e difendi senza riflettere, vai almeno prima su google, se devi attaccare Binaghi o chiunque altro su qualcosa che dicono.</p>
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	<item>
		<title>Di: a.b.</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/01/21/se-la-critica-muore/#comment-59539</link>
		<dc:creator>a.b.</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Jan 2007 08:28:10 +0000</pubDate>
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		<description>Binaghi, se mi permette il termine tecnico Gomorra non è "nazional popolare" un cazzo. E' un libro scritto da un ragazzo che legge tutto e fa tesoro di tutto. Tutto vuol dire anche la migliore letteratura, poesia compresa, e filosofia, quindi cose non destinate a un grande pubblico. Da qui e dalla vita, dallo scontrarsi con la vita, viene la sua formazione. E se ancora mi permette anche questo desiderio di "spolpare l'osso della verità" è ben poco nazional popolare. Qui non si sta trattando di favole belle o brutte, si tratta - come ha detto recentemente un giudice che segue quel ramo di indagini ponendo fine alle grottesche polemiche di alcuni in rete - di VERITA'. Verità esposta con le migliori armi della grande letteratura. Questa è stata una delle sfide che Saviano a vinto: non scrivere programmaticamente adattandosi al gusto "nazional popolare" profilato dalle case editrici, ma costruirsi una lingua che nonostante la giovanissima età è già straordinaria, ricca, profonda, e usarla per un libro che dimostra IL PIU' ALTO IMPEGNO CIVILE, non se lo scordi Binaghi. Certo, lei può sempre dire che tutto ciò è "nazional popolare", ma allora credo di avere ragione: "nazional popolare" è un talismano che può significare di tutto, nobilitare tutte le scemenze accostando libri importanti alle finzioni più becere.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Binaghi, se mi permette il termine tecnico Gomorra non è &#8220;nazional popolare&#8221; un cazzo. E&#8217; un libro scritto da un ragazzo che legge tutto e fa tesoro di tutto. Tutto vuol dire anche la migliore letteratura, poesia compresa, e filosofia, quindi cose non destinate a un grande pubblico. Da qui e dalla vita, dallo scontrarsi con la vita, viene la sua formazione. E se ancora mi permette anche questo desiderio di &#8220;spolpare l&#8217;osso della verità&#8221; è ben poco nazional popolare. Qui non si sta trattando di favole belle o brutte, si tratta - come ha detto recentemente un giudice che segue quel ramo di indagini ponendo fine alle grottesche polemiche di alcuni in rete - di VERITA&#8217;. Verità esposta con le migliori armi della grande letteratura. Questa è stata una delle sfide che Saviano a vinto: non scrivere programmaticamente adattandosi al gusto &#8220;nazional popolare&#8221; profilato dalle case editrici, ma costruirsi una lingua che nonostante la giovanissima età è già straordinaria, ricca, profonda, e usarla per un libro che dimostra IL PIU&#8217; ALTO IMPEGNO CIVILE, non se lo scordi Binaghi. Certo, lei può sempre dire che tutto ciò è &#8220;nazional popolare&#8221;, ma allora credo di avere ragione: &#8220;nazional popolare&#8221; è un talismano che può significare di tutto, nobilitare tutte le scemenze accostando libri importanti alle finzioni più becere.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: tashtego</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/01/21/se-la-critica-muore/#comment-59534</link>
		<dc:creator>tashtego</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Jan 2007 07:07:34 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2007/01/21/se-la-critica-muore/#comment-59534</guid>
		<description>O.T.
"Alla fine del Trecento la Divina Commedia era un’opera popolare, se il Boccaccio poteva darne pubblica lettura in Duomo. Oggi per uno studente medio una pagina di Dante è irta di difficoltà."
è difficile anche per me.
nel trecento la commedia era scritta nel dialetto fiorentino del trecento.
forse per questo era maggiormente compresa e apprezzata di adesso.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>O.T.<br />
&#8220;Alla fine del Trecento la Divina Commedia era un’opera popolare, se il Boccaccio poteva darne pubblica lettura in Duomo. Oggi per uno studente medio una pagina di Dante è irta di difficoltà.&#8221;<br />
è difficile anche per me.<br />
nel trecento la commedia era scritta nel dialetto fiorentino del trecento.<br />
forse per questo era maggiormente compresa e apprezzata di adesso.</p>
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