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	<title>Commenti a: Filosofia esistenzialista dello scatto digitale</title>
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	<description>versione 2.0</description>
	<pubDate>Sat, 22 Nov 2008 09:15:22 +0000</pubDate>
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		<title>Di: Fernando Guidi</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/01/24/filosofia-esistenzialista-dello-scatto-digitale/#comment-59938</link>
		<dc:creator>Fernando Guidi</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Jan 2007 15:06:58 +0000</pubDate>
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		<description>Io fotografo molto mentre sono a contatto con la natura, ma non solo per catturare i bei paesaggi, anzi, con lo scatto digitale cerco di "provare" le stesse emozioni che sento nell'animo, in quel momento ... e talvolta ci sono riuscito, tanto da sentir definire quelle foto come "foto buddista". Tanta è stata la mia sorpresa nel rivedere quelle foto e scoprire "una presenza" di qualcos'altro oltre a quello che avevo creduto di vedre.
F.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Io fotografo molto mentre sono a contatto con la natura, ma non solo per catturare i bei paesaggi, anzi, con lo scatto digitale cerco di &#8220;provare&#8221; le stesse emozioni che sento nell&#8217;animo, in quel momento &#8230; e talvolta ci sono riuscito, tanto da sentir definire quelle foto come &#8220;foto buddista&#8221;. Tanta è stata la mia sorpresa nel rivedere quelle foto e scoprire &#8220;una presenza&#8221; di qualcos&#8217;altro oltre a quello che avevo creduto di vedre.<br />
F.</p>
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		<title>Di: Gisy</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/01/24/filosofia-esistenzialista-dello-scatto-digitale/#comment-59687</link>
		<dc:creator>Gisy</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Jan 2007 23:49:43 +0000</pubDate>
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		<description>A me sembra una considerazione molto Carmelo Beniana (l'atto che smentisce l'azione), del tutto rispettabile quindi, ma anch'io concordo con Lucia.
Sarebbe un argomento molto ampio questo. 
La fotografia a prescindere dalla digitale non è realtà mai, ma non perché ne sottrae l'assenza del momento, bensì perché "ricrea" quella porzione di tempo decontestuallizandola da tutto il resto - cosa che ad esempio non succede affatto conla pittura in quanto partendo da una "tabula rasa" seppur magari con l'intento di rappresela la realtà, proprio perché non si parte da una base di realtà come la fotografia che poi nel giro di qualche anno scade.
Ovvero è più facile provare nostalgia per una fotografia che per un quadro, perché il tempo del quadro nella nostra ottica e molto più “duraturo" e non ci lega ad un passato così vicino e "che ci rappresenta" come quel "tentativo" di riesumazione che invece la fotografia crea anche negli scatti più belli e recenti.


g</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>A me sembra una considerazione molto Carmelo Beniana (l&#8217;atto che smentisce l&#8217;azione), del tutto rispettabile quindi, ma anch&#8217;io concordo con Lucia.<br />
Sarebbe un argomento molto ampio questo.<br />
La fotografia a prescindere dalla digitale non è realtà mai, ma non perché ne sottrae l&#8217;assenza del momento, bensì perché &#8220;ricrea&#8221; quella porzione di tempo decontestuallizandola da tutto il resto - cosa che ad esempio non succede affatto conla pittura in quanto partendo da una &#8220;tabula rasa&#8221; seppur magari con l&#8217;intento di rappresela la realtà, proprio perché non si parte da una base di realtà come la fotografia che poi nel giro di qualche anno scade.<br />
Ovvero è più facile provare nostalgia per una fotografia che per un quadro, perché il tempo del quadro nella nostra ottica e molto più “duraturo&#8221; e non ci lega ad un passato così vicino e &#8220;che ci rappresenta&#8221; come quel &#8220;tentativo&#8221; di riesumazione che invece la fotografia crea anche negli scatti più belli e recenti.</p>
<p>g</p>
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		<title>Di: carla</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/01/24/filosofia-esistenzialista-dello-scatto-digitale/#comment-59681</link>
		<dc:creator>carla</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Jan 2007 19:39:46 +0000</pubDate>
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		<description>La fotografia deve avere un'anima, come ciò che scriviamo, è questo il nesso.
Lucia, che sincronia!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>La fotografia deve avere un&#8217;anima, come ciò che scriviamo, è questo il nesso.<br />
Lucia, che sincronia!</p>
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		<title>Di: lucia</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/01/24/filosofia-esistenzialista-dello-scatto-digitale/#comment-59680</link>
		<dc:creator>lucia</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Jan 2007 19:23:40 +0000</pubDate>
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		<description>non sono una fotografa, ma mi piace la fotografia, ho una macchina digitale che mi porto sempre appresso, di solito la macchina e quindi le fotografie segueno un mio percorso non quello del camminare, cioè far seguire un passo dietro l'altro, ma una mia idea, un mio pensiero. C'è stato un periodo che mi interessava la luce, come essa cambiava i contorni delle case, delle cose, delle persone, così mi misi a seguirla e a fotograrla. La fotografia era soltanto il risultato finale del mio pensiero, veniva dopo il mio occhio, quindi non è venuta prima dell'esperienza ma dopo, questo per dire che tutto dipende da come si usa il mezzo, secondo me è vera la considerazione fatta da Simone se si sostituisce la macchina con il proprio occhio, ma non se la fotografia nasce da un pensiero un'idea che inseguiamo. 
Molto interessante l'articolo e le considerazioni che ne scaturiscono, faccio i miei complimenti all'autore. Lucia</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>non sono una fotografa, ma mi piace la fotografia, ho una macchina digitale che mi porto sempre appresso, di solito la macchina e quindi le fotografie segueno un mio percorso non quello del camminare, cioè far seguire un passo dietro l&#8217;altro, ma una mia idea, un mio pensiero. C&#8217;è stato un periodo che mi interessava la luce, come essa cambiava i contorni delle case, delle cose, delle persone, così mi misi a seguirla e a fotograrla. La fotografia era soltanto il risultato finale del mio pensiero, veniva dopo il mio occhio, quindi non è venuta prima dell&#8217;esperienza ma dopo, questo per dire che tutto dipende da come si usa il mezzo, secondo me è vera la considerazione fatta da Simone se si sostituisce la macchina con il proprio occhio, ma non se la fotografia nasce da un pensiero un&#8217;idea che inseguiamo.<br />
Molto interessante l&#8217;articolo e le considerazioni che ne scaturiscono, faccio i miei complimenti all&#8217;autore. Lucia</p>
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		<title>Di: carla</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/01/24/filosofia-esistenzialista-dello-scatto-digitale/#comment-59679</link>
		<dc:creator>carla</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Jan 2007 19:23:00 +0000</pubDate>
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		<description>Secondo me non si perde - l'istante -perchè se è vero che"le tre dimensioni si smarriscono per sottrarsi nello spazio di un vissuto non all'interno, ma di fronte alla bidimensionalità dello schermino", è vero anche che "entriamo" in una nuova dimensione, quella del distacco analitico.
ma il discorso si fa complesso...
oltre lo scatto c'è anche il ricordo, altra dimensione.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Secondo me non si perde - l&#8217;istante -perchè se è vero che&#8221;le tre dimensioni si smarriscono per sottrarsi nello spazio di un vissuto non all&#8217;interno, ma di fronte alla bidimensionalità dello schermino&#8221;, è vero anche che &#8220;entriamo&#8221; in una nuova dimensione, quella del distacco analitico.<br />
ma il discorso si fa complesso&#8230;<br />
oltre lo scatto c&#8217;è anche il ricordo, altra dimensione.</p>
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	</item>
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		<title>Di: Alessandro Ansuini</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/01/24/filosofia-esistenzialista-dello-scatto-digitale/#comment-59676</link>
		<dc:creator>Alessandro Ansuini</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Jan 2007 18:11:13 +0000</pubDate>
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		<description>Ce l'ho. una holga tutta chiusa col nastro isolante. non capisco il nesso però, scusami.

A</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ce l&#8217;ho. una holga tutta chiusa col nastro isolante. non capisco il nesso però, scusami.</p>
<p>A</p>
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		<title>Di: Lady Lazarus</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/01/24/filosofia-esistenzialista-dello-scatto-digitale/#comment-59675</link>
		<dc:creator>Lady Lazarus</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Jan 2007 17:52:11 +0000</pubDate>
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		<description>Provate ad usare la Lomo, una piccola macchina fotografica a mirino galileano in grado di produrre fotografie ricche di luce e di colore la cui filosofia è "non pensare scatta".</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Provate ad usare la Lomo, una piccola macchina fotografica a mirino galileano in grado di produrre fotografie ricche di luce e di colore la cui filosofia è &#8220;non pensare scatta&#8221;.</p>
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	<item>
		<title>Di: Alessandro Ansuini</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/01/24/filosofia-esistenzialista-dello-scatto-digitale/#comment-59673</link>
		<dc:creator>Alessandro Ansuini</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Jan 2007 17:03:54 +0000</pubDate>
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		<description>E dunque? Filosoficamente fotografare è scrivere con la luce, dal mio punto di vista.
Secondo te no?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>E dunque? Filosoficamente fotografare è scrivere con la luce, dal mio punto di vista.<br />
Secondo te no?</p>
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		<title>Di: Simone Ciaruffoli</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/01/24/filosofia-esistenzialista-dello-scatto-digitale/#comment-59672</link>
		<dc:creator>Simone Ciaruffoli</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Jan 2007 16:59:03 +0000</pubDate>
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		<description>Semplicemente perché Saviano non "scatta", scrive.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Semplicemente perché Saviano non &#8220;scatta&#8221;, scrive.</p>
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	</item>
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		<title>Di: Alessandro Ansuini</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/01/24/filosofia-esistenzialista-dello-scatto-digitale/#comment-59671</link>
		<dc:creator>Alessandro Ansuini</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Jan 2007 16:56:53 +0000</pubDate>
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		<description>ehm: ovviamente non è "suca" (eheh) ma "scusa"</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>ehm: ovviamente non è &#8220;suca&#8221; (eheh) ma &#8220;scusa&#8221;</p>
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		<title>Di: Alessandro Ansuini</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/01/24/filosofia-esistenzialista-dello-scatto-digitale/#comment-59670</link>
		<dc:creator>Alessandro Ansuini</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Jan 2007 16:56:21 +0000</pubDate>
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		<description>p.s.
suca se mi impadronisco del ragionamento ma sto scrivendo un saggio proprio su questo tema, e il tuo articolo mi ha mosso i neuroni :)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>p.s.<br />
suca se mi impadronisco del ragionamento ma sto scrivendo un saggio proprio su questo tema, e il tuo articolo mi ha mosso i neuroni :)</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Alessandro Ansuini</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/01/24/filosofia-esistenzialista-dello-scatto-digitale/#comment-59669</link>
		<dc:creator>Alessandro Ansuini</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Jan 2007 16:55:34 +0000</pubDate>
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		<description>Sì. Un appunto però. Però possiamo considerare realtà ciò che viene fuori dalla fotografia digitale?
Perché non consideriamo realtà anche la diegesi di uno scrittore, che ne so, alla Saviano?
Questo discorso sarebbe stato azzeccatissimo con l'analogico, ma il digitale, nel suo mutamento della percezione, non assicura affatto che ciò che stiamo vedendo è reale.
Quindi forse il piano su cui dovremmo ragionare è lo stesso.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sì. Un appunto però. Però possiamo considerare realtà ciò che viene fuori dalla fotografia digitale?<br />
Perché non consideriamo realtà anche la diegesi di uno scrittore, che ne so, alla Saviano?<br />
Questo discorso sarebbe stato azzeccatissimo con l&#8217;analogico, ma il digitale, nel suo mutamento della percezione, non assicura affatto che ciò che stiamo vedendo è reale.<br />
Quindi forse il piano su cui dovremmo ragionare è lo stesso.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Simone Ciaruffoli</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/01/24/filosofia-esistenzialista-dello-scatto-digitale/#comment-59668</link>
		<dc:creator>Simone Ciaruffoli</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Jan 2007 16:35:13 +0000</pubDate>
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		<description>Non vaneggi. Solo che il romanziere si sottrae alla diegesi, il fotografo alla realtà. Che se vogliamo è pur sempre diegesi, ma non ricostruita in vitro.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Non vaneggi. Solo che il romanziere si sottrae alla diegesi, il fotografo alla realtà. Che se vogliamo è pur sempre diegesi, ma non ricostruita in vitro.</p>
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	<item>
		<title>Di: Alessandro Ansuini</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/01/24/filosofia-esistenzialista-dello-scatto-digitale/#comment-59665</link>
		<dc:creator>Alessandro Ansuini</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Jan 2007 16:07:22 +0000</pubDate>
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		<description>Devo dire che trovo molto lucida quest'analisi, che mi pare vada a coprire il vuoto lasciato da Roland Bathes nella sua "Camera chiara", dove il nostro si arrischiava nel descrivere il mondo fotografico dalla prospettiva dell'oggetto fotografato e del fruitore di fotografia.
Il concetto dell'assenza nel momento in cui si scattano le foto è assolutamente veritiero, e prende atto del sentiero che ci sta conducendo sempre di più verso una politica delle immagini che rischia di far diventare i nuovi analfabeti coloro che non riusciranno a decriptarle.
Però mi chiedo, se il fotografo si fa assenza, nel momento dello scatto, uno scrittore fa la stessa identica cosa all'ennesima potenza, poiché quando lui scrive, in senso assoluto, non c'è, e i suoi libri sono la testimonianza del suo non essere stato in nessuno dei luoghi descritti, di non avervi preso parte, mentre li scriveva. E se la fotografia invece possiede quel sottostrato che ci fa pensare inconsciamente "se è stato fotografato, quel qualcosa è stato" nella scrittura non abbiamo tutte queste garanzie.
Vaneggio?

A</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Devo dire che trovo molto lucida quest&#8217;analisi, che mi pare vada a coprire il vuoto lasciato da Roland Bathes nella sua &#8220;Camera chiara&#8221;, dove il nostro si arrischiava nel descrivere il mondo fotografico dalla prospettiva dell&#8217;oggetto fotografato e del fruitore di fotografia.<br />
Il concetto dell&#8217;assenza nel momento in cui si scattano le foto è assolutamente veritiero, e prende atto del sentiero che ci sta conducendo sempre di più verso una politica delle immagini che rischia di far diventare i nuovi analfabeti coloro che non riusciranno a decriptarle.<br />
Però mi chiedo, se il fotografo si fa assenza, nel momento dello scatto, uno scrittore fa la stessa identica cosa all&#8217;ennesima potenza, poiché quando lui scrive, in senso assoluto, non c&#8217;è, e i suoi libri sono la testimonianza del suo non essere stato in nessuno dei luoghi descritti, di non avervi preso parte, mentre li scriveva. E se la fotografia invece possiede quel sottostrato che ci fa pensare inconsciamente &#8220;se è stato fotografato, quel qualcosa è stato&#8221; nella scrittura non abbiamo tutte queste garanzie.<br />
Vaneggio?</p>
<p>A</p>
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