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	<title>Commenti a: Questioni di classe</title>
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	<pubDate>Fri, 09 Jan 2009 02:37:12 +0000</pubDate>
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		<title>Di: alanina</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/02/13/questioni-di-classe/#comment-61606</link>
		<dc:creator>alanina</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Feb 2007 12:08:31 +0000</pubDate>
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		<description>... e insomma quel che voglio dire è che ha fatto per me più di tutti gli insegnanti che ho incontrato dopo messi insieme.</description>
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		<title>Di: alanina</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/02/13/questioni-di-classe/#comment-61604</link>
		<dc:creator>alanina</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Feb 2007 11:59:10 +0000</pubDate>
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		<description>madame Alcor: probabilmente ha ragione. E' che stavo pensando alla mia mitica maestra delle elementari. Quella l'università non l'aveva fatta davvero: quattro anni di magistrali e via in trincea... Adesso dovrebbe avere una novantina d'anni, qualcosa mi dice che è viva e vegeta, aveva quel non so che, quel vago stile highlander... :-)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>madame Alcor: probabilmente ha ragione. E&#8217; che stavo pensando alla mia mitica maestra delle elementari. Quella l&#8217;università non l&#8217;aveva fatta davvero: quattro anni di magistrali e via in trincea&#8230; Adesso dovrebbe avere una novantina d&#8217;anni, qualcosa mi dice che è viva e vegeta, aveva quel non so che, quel vago stile highlander&#8230; :-)</p>
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		<title>Di: ditz</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/02/13/questioni-di-classe/#comment-61527</link>
		<dc:creator>ditz</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 18 Feb 2007 17:34:16 +0000</pubDate>
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		<description>Un giorno perfetto, il giorno che la scuola sarà diversa. Completamente. Così è inutile. Così ci si fa del male. 

Cambiarla tutta. Dalla a alla z. Come? Difficile a dirsi. Forse l'approccio. Mi capita di vedere ragazzi arrivare al liceo e non sapere che dire. Non hanno mai parlato. 

Forse hanno sbagliato a non coinvolgerli. Se hanno sbagliato. Ma chi può dirlo? 

Loro arrivano e si siedono (a volte qualcuno tentenna prende tempo parlotta col compagno butta una carta, et cetera). 

Appello. Assenze. Giustificazioni. Libretto da firmare. Registro di classe e personale da riempire di cose. 

Poi la lezione dovrebbe cominciare. E lì nascono i problemi. Perché quelli bravi saranno bravi "a prescindere". Quelli meno bravi o poco interessati o per nulla interessati bisogna trovare il modo di interessarli. 

La cosa di interessare i ragazzi poco interessati non è che sia difficilissima. Solo che non si può fare.

O lo fanno tutti, all'unisono, o quasi. Oppure è inutile. Se uno entra in classe e invece di spiegare dice che racconta un fatto già va meglio. Ma se poi un altro entra e dice che spiega... e quelli dormono e il feedback rimane scritto sui libri di teoria e la didattica è fognosa... è tutto inutile.

Il giorno perfetto ci sarebbe se gli insegnanti capissero che è un lavoro inutile quello di recitare rosari in classe.

Basta recite. 

Poi basta cattedra.

Poi basta banchi.

Ma nessuno lo vuole.

Perché se togli le cattedre dalla classe poi toglierai i palchi dai comizi (ma chi va più ai comizi? ma ci sono comizi? al limite incontri! al cinema!)

In ogni caso, anche se già non ci sono più, i comizi rimangono nella testa della gente. Rimangono nella loro memoria biologica. Si annidano. Difficile toglierli.

Un primo passo sarebbe appunto togliere quelle cazzo di cattedre e quei cazzo di banchi. Parlare di cose possibili. Modificare la litania. 

Basta con pletoriche informazioni. Già ne hanno troppe. Cosa vuoi informare ancora?

Fai un po' di laboratori. Lascia che alcuni sia facoltativi. Chi vuole dedica un po' di tempo alla musica... Basta col flauto a tutti i costi.

Metti laboratori di scrittura creativa, di lettura e teatro, di economia aziendale, di calcolo astronomia che ne so di latino : ma sì, lo so che ci sono. Ma sono finti.

Perché c'è ancora l'interrogazione e l'impreparato. Solo che se provi a cambiare le carte in tavola, se gli smonti quell'ideuzza della lezioncina imparata a memoria a casa tra un tamagotchi e una randellata al pulsante di playstation 3... è finita.

scuola a registro rotto 

Loro devono abituarsi a fare. 



Nelle Città invisibili di Italo Calvino tutto è mentale rarefatto astratto. Prendi quel mondo e ci metti tutto il reale che vuoi. Il tuo reale. E lasci che si incontrino diafano e tangibile: come un disegno di dio.

scrittore nella città perduta</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Un giorno perfetto, il giorno che la scuola sarà diversa. Completamente. Così è inutile. Così ci si fa del male. </p>
<p>Cambiarla tutta. Dalla a alla z. Come? Difficile a dirsi. Forse l&#8217;approccio. Mi capita di vedere ragazzi arrivare al liceo e non sapere che dire. Non hanno mai parlato. </p>
<p>Forse hanno sbagliato a non coinvolgerli. Se hanno sbagliato. Ma chi può dirlo? </p>
<p>Loro arrivano e si siedono (a volte qualcuno tentenna prende tempo parlotta col compagno butta una carta, et cetera). </p>
<p>Appello. Assenze. Giustificazioni. Libretto da firmare. Registro di classe e personale da riempire di cose. </p>
<p>Poi la lezione dovrebbe cominciare. E lì nascono i problemi. Perché quelli bravi saranno bravi &#8220;a prescindere&#8221;. Quelli meno bravi o poco interessati o per nulla interessati bisogna trovare il modo di interessarli. </p>
<p>La cosa di interessare i ragazzi poco interessati non è che sia difficilissima. Solo che non si può fare.</p>
<p>O lo fanno tutti, all&#8217;unisono, o quasi. Oppure è inutile. Se uno entra in classe e invece di spiegare dice che racconta un fatto già va meglio. Ma se poi un altro entra e dice che spiega&#8230; e quelli dormono e il feedback rimane scritto sui libri di teoria e la didattica è fognosa&#8230; è tutto inutile.</p>
<p>Il giorno perfetto ci sarebbe se gli insegnanti capissero che è un lavoro inutile quello di recitare rosari in classe.</p>
<p>Basta recite. </p>
<p>Poi basta cattedra.</p>
<p>Poi basta banchi.</p>
<p>Ma nessuno lo vuole.</p>
<p>Perché se togli le cattedre dalla classe poi toglierai i palchi dai comizi (ma chi va più ai comizi? ma ci sono comizi? al limite incontri! al cinema!)</p>
<p>In ogni caso, anche se già non ci sono più, i comizi rimangono nella testa della gente. Rimangono nella loro memoria biologica. Si annidano. Difficile toglierli.</p>
<p>Un primo passo sarebbe appunto togliere quelle cazzo di cattedre e quei cazzo di banchi. Parlare di cose possibili. Modificare la litania. </p>
<p>Basta con pletoriche informazioni. Già ne hanno troppe. Cosa vuoi informare ancora?</p>
<p>Fai un po&#8217; di laboratori. Lascia che alcuni sia facoltativi. Chi vuole dedica un po&#8217; di tempo alla musica&#8230; Basta col flauto a tutti i costi.</p>
<p>Metti laboratori di scrittura creativa, di lettura e teatro, di economia aziendale, di calcolo astronomia che ne so di latino : ma sì, lo so che ci sono. Ma sono finti.</p>
<p>Perché c&#8217;è ancora l&#8217;interrogazione e l&#8217;impreparato. Solo che se provi a cambiare le carte in tavola, se gli smonti quell&#8217;ideuzza della lezioncina imparata a memoria a casa tra un tamagotchi e una randellata al pulsante di playstation 3&#8230; è finita.</p>
<p>scuola a registro rotto </p>
<p>Loro devono abituarsi a fare. </p>
<p>Nelle Città invisibili di Italo Calvino tutto è mentale rarefatto astratto. Prendi quel mondo e ci metti tutto il reale che vuoi. Il tuo reale. E lasci che si incontrino diafano e tangibile: come un disegno di dio.</p>
<p>scrittore nella città perduta</p>
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	<item>
		<title>Di: sergio pasquandrea</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/02/13/questioni-di-classe/#comment-61450</link>
		<dc:creator>sergio pasquandrea</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 17 Feb 2007 14:53:35 +0000</pubDate>
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		<description>Interrogo due ragazze di secondo superiore. Argomento: Roma, tra la fine delle guerre puniche e l'inizio delle guerre civili.
La prima mi espone, brevemente ma con cognizione di causa, le conseguenze dell'espansione territoriale di Roma e le ragioni che portarono alla crisi della repubblica. Riflette, critica, collega i fatti. Ha anche letto e approfondito. La faccio parlare dieci minuti e le metto otto.
La seconda passa venticinque minuti a farmi un elenco di battaglie e date. Non ha idea del perché siano avvenute quelle battaglie. Ha letto che il console è morto, ma non si è chiesta chi è il console e perché era lì. Ha letto che Roma ha conquistato la Siria e che i commercianti si sono arricchiti, ma non riesce a vedere il nesso tra i due avvenimenti. Le metto cinque e mezzo.
Gli altri della classe mi criticano perché "Margherita ha ripetuto tutto il capitolo, Eleonora ha detto solo un paragrafo". Sì, cerco di far loro capire, ma voi non siete pappagalli, non voglio che ripetiate le cose, voglio che le capiate, e casomai le critichiate. Mi guardano senza capire. Sono state abituare a ripetere, non a pensare.
Mi cadono le braccia.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Interrogo due ragazze di secondo superiore. Argomento: Roma, tra la fine delle guerre puniche e l&#8217;inizio delle guerre civili.<br />
La prima mi espone, brevemente ma con cognizione di causa, le conseguenze dell&#8217;espansione territoriale di Roma e le ragioni che portarono alla crisi della repubblica. Riflette, critica, collega i fatti. Ha anche letto e approfondito. La faccio parlare dieci minuti e le metto otto.<br />
La seconda passa venticinque minuti a farmi un elenco di battaglie e date. Non ha idea del perché siano avvenute quelle battaglie. Ha letto che il console è morto, ma non si è chiesta chi è il console e perché era lì. Ha letto che Roma ha conquistato la Siria e che i commercianti si sono arricchiti, ma non riesce a vedere il nesso tra i due avvenimenti. Le metto cinque e mezzo.<br />
Gli altri della classe mi criticano perché &#8220;Margherita ha ripetuto tutto il capitolo, Eleonora ha detto solo un paragrafo&#8221;. Sì, cerco di far loro capire, ma voi non siete pappagalli, non voglio che ripetiate le cose, voglio che le capiate, e casomai le critichiate. Mi guardano senza capire. Sono state abituare a ripetere, non a pensare.<br />
Mi cadono le braccia.</p>
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	</item>
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		<title>Di: tashtego</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/02/13/questioni-di-classe/#comment-61399</link>
		<dc:creator>tashtego</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Feb 2007 22:14:45 +0000</pubDate>
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		<description>@alanina
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concordo</p>
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		<title>Di: Alcor</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/02/13/questioni-di-classe/#comment-61386</link>
		<dc:creator>Alcor</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Feb 2007 19:34:21 +0000</pubDate>
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		<description>@alanina, 

sarei anche d'accordo, sul maggior peso che dovrebbe avere la scuola rispetto all'università, se non fosse un cane che si mangia la coda.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@alanina, </p>
<p>sarei anche d&#8217;accordo, sul maggior peso che dovrebbe avere la scuola rispetto all&#8217;università, se non fosse un cane che si mangia la coda.</p>
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		<title>Di: Fabio Rubini</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/02/13/questioni-di-classe/#comment-61373</link>
		<dc:creator>Fabio Rubini</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Feb 2007 17:52:22 +0000</pubDate>
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		<description>Leggere d'occupazzioni, è tornare ai miei 16 anni. Anni 70,anni di piombo,anni d'occupazzioni con la cellere che caricava dentro la scuola di assemblee prese fisicamente. Perchè nessun governo, destra, sinistra,fascista, comunista o un ista che volete voi, ha mai regalato democrazia "demos crazia" governo del popolo,per chi non ricorda il significato delle parole,vere ed uniche armi, di chi non vuole il potere perchè ne conosce l'intimà inutilità. E riferendomi alle verità scientifiche oggettive, consiglio al prof. di leggere e commentare "La livella" di A. De Curtis in arte Totò. un saluto a tutti quelli che hanno ancora voglia di pensare.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Leggere d&#8217;occupazzioni, è tornare ai miei 16 anni. Anni 70,anni di piombo,anni d&#8217;occupazzioni con la cellere che caricava dentro la scuola di assemblee prese fisicamente. Perchè nessun governo, destra, sinistra,fascista, comunista o un ista che volete voi, ha mai regalato democrazia &#8220;demos crazia&#8221; governo del popolo,per chi non ricorda il significato delle parole,vere ed uniche armi, di chi non vuole il potere perchè ne conosce l&#8217;intimà inutilità. E riferendomi alle verità scientifiche oggettive, consiglio al prof. di leggere e commentare &#8220;La livella&#8221; di A. De Curtis in arte Totò. un saluto a tutti quelli che hanno ancora voglia di pensare.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: ditz</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/02/13/questioni-di-classe/#comment-61367</link>
		<dc:creator>ditz</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Feb 2007 17:34:20 +0000</pubDate>
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		<description>Aggirarsi tra i banchi e ricordare. Fa bene. A chi insegna in classe. A chi insegna fuori dalla classe. Cioè a tutti.

Quelli che insegnano italiano lo sanno già. E se non lo sanno ci facciano caso. La prossima volta. Per i ragazzi il compito d'italiano rimane una cosa abbastanza seria. Scalpitano a forza di brusii, vogliono conto di, cercano aggettivi poco lisi, addomesticano iperboli per, trasgrediscono a forza di misteriosi ossimori, si imbellettano con spiazzanti e colorate metafore, sforano il limite della sineddoche. Ma rientrano in tempo. 

Magari sbagliano a scrivere po' (e scrivono pò). Ma stai a guardare il pelo... Certo ci mettono x per dire per, ma ormai è d'uopo. 

Sanno scrivere anche cose poetiche. Hanno il misurino delle parole. Magari le sceglieranno un po' a caso. Anche goffamente. Ma chi se ne frega. 

Sperando che non ci si ostini a chieder loro di scrivere un saggio breve o un articolo di giornale, o un testo argomentativo o quello pallosissimo solo da leggere detto, umh, non ricordo: istruttivo? no... insomma, quello delle ricette o roba del genere... regolativo, ecco, sì... odioso!

Certo sarebbe bello che in classe ai nostri studenti chiedessimo, che ne so, scrivi di te, a ruota libero, ti do due coordinate e poi fai tu, non ti preoccupare: sbaglia, scrivi degli errori in cui sei incappato, ma scrivi, non tenerti tutto dentro, no non sono il tuo psicologo ma il compito non lo faccio vedere ai tuoi genitori, vai tranquillo, inventa crea, lascia spazi, colorali, di parole, sbagliate, giuste, che importa... 

Studenti a compito finito</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Aggirarsi tra i banchi e ricordare. Fa bene. A chi insegna in classe. A chi insegna fuori dalla classe. Cioè a tutti.</p>
<p>Quelli che insegnano italiano lo sanno già. E se non lo sanno ci facciano caso. La prossima volta. Per i ragazzi il compito d&#8217;italiano rimane una cosa abbastanza seria. Scalpitano a forza di brusii, vogliono conto di, cercano aggettivi poco lisi, addomesticano iperboli per, trasgrediscono a forza di misteriosi ossimori, si imbellettano con spiazzanti e colorate metafore, sforano il limite della sineddoche. Ma rientrano in tempo. </p>
<p>Magari sbagliano a scrivere po&#8217; (e scrivono pò). Ma stai a guardare il pelo&#8230; Certo ci mettono x per dire per, ma ormai è d&#8217;uopo. </p>
<p>Sanno scrivere anche cose poetiche. Hanno il misurino delle parole. Magari le sceglieranno un po&#8217; a caso. Anche goffamente. Ma chi se ne frega. </p>
<p>Sperando che non ci si ostini a chieder loro di scrivere un saggio breve o un articolo di giornale, o un testo argomentativo o quello pallosissimo solo da leggere detto, umh, non ricordo: istruttivo? no&#8230; insomma, quello delle ricette o roba del genere&#8230; regolativo, ecco, sì&#8230; odioso!</p>
<p>Certo sarebbe bello che in classe ai nostri studenti chiedessimo, che ne so, scrivi di te, a ruota libero, ti do due coordinate e poi fai tu, non ti preoccupare: sbaglia, scrivi degli errori in cui sei incappato, ma scrivi, non tenerti tutto dentro, no non sono il tuo psicologo ma il compito non lo faccio vedere ai tuoi genitori, vai tranquillo, inventa crea, lascia spazi, colorali, di parole, sbagliate, giuste, che importa&#8230; </p>
<p>Studenti a compito finito</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: alanina</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/02/13/questioni-di-classe/#comment-61363</link>
		<dc:creator>alanina</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Feb 2007 15:19:18 +0000</pubDate>
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		<description>Mr. Tash, se per caso dice anche a me (quelli che arricciano il naso), ha ragione: non so bene come dovrebbe essere la scuola oggi. Sono convinta però che l'attenzione all'insegnamento e alla sua qualità dovrebbe essere di alcuni ordini di grandezza superiore a quello che è. L'impatto sulla società di una cattiva scuola (in maggior misura) e di una cattiva università (in minor misura) non è lontanamente paragonabile, a mio avviso, all'inefficienza di qualunque altra struttura pubblica. L'insegnante è qualcuno che ha un impatto potenziale sulla società infinitamente superiore a quello, per esempio, di un chirurgo, eppure non c'è bisogno di spiegare la differenza tra la considerazione generale (per tacer dello stipendio) di cui gode un chirurgo rispetto ad un insegnante di scuola. Credo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Mr. Tash, se per caso dice anche a me (quelli che arricciano il naso), ha ragione: non so bene come dovrebbe essere la scuola oggi. Sono convinta però che l&#8217;attenzione all&#8217;insegnamento e alla sua qualità dovrebbe essere di alcuni ordini di grandezza superiore a quello che è. L&#8217;impatto sulla società di una cattiva scuola (in maggior misura) e di una cattiva università (in minor misura) non è lontanamente paragonabile, a mio avviso, all&#8217;inefficienza di qualunque altra struttura pubblica. L&#8217;insegnante è qualcuno che ha un impatto potenziale sulla società infinitamente superiore a quello, per esempio, di un chirurgo, eppure non c&#8217;è bisogno di spiegare la differenza tra la considerazione generale (per tacer dello stipendio) di cui gode un chirurgo rispetto ad un insegnante di scuola. Credo.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: andreina</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/02/13/questioni-di-classe/#comment-61362</link>
		<dc:creator>andreina</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Feb 2007 14:56:52 +0000</pubDate>
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		<description>hO, sì!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>hO, sì!</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: The O.C.</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/02/13/questioni-di-classe/#comment-61331</link>
		<dc:creator>The O.C.</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Feb 2007 09:47:39 +0000</pubDate>
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		<description>Dalla Autogestione alla Cogestione.
Ecco lo stato delle nostre scuole.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Dalla Autogestione alla Cogestione.<br />
Ecco lo stato delle nostre scuole.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: tashtego</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/02/13/questioni-di-classe/#comment-61327</link>
		<dc:creator>tashtego</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Feb 2007 07:29:29 +0000</pubDate>
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		<description>scientifica</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>scientifica</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: tashtego</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/02/13/questioni-di-classe/#comment-61326</link>
		<dc:creator>tashtego</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Feb 2007 07:29:06 +0000</pubDate>
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		<description>se la cultura italiana e i programmi scolastici sono in debito di scienza è anche a causa del fatto che il Paese è impregnato di cultura cattolica, la cultura anti-sciantifica per eccellenza.
il lisceo italiano è una vera macchina da guerra nella creazione di poveri stronzi, illusi e incapaci (tra i quali non faccio difficoltà ad annoverarmi).
detto questo per dovere di ruolo, io non so come dovrebbe essere la scuola e mi pare che non lo sappiano neppure quelli che arricciano il naso e si lamentano non appena la si nomina, Motsi compreso.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>se la cultura italiana e i programmi scolastici sono in debito di scienza è anche a causa del fatto che il Paese è impregnato di cultura cattolica, la cultura anti-sciantifica per eccellenza.<br />
il lisceo italiano è una vera macchina da guerra nella creazione di poveri stronzi, illusi e incapaci (tra i quali non faccio difficoltà ad annoverarmi).<br />
detto questo per dovere di ruolo, io non so come dovrebbe essere la scuola e mi pare che non lo sappiano neppure quelli che arricciano il naso e si lamentano non appena la si nomina, Motsi compreso.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Lorenzo Galbiati</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/02/13/questioni-di-classe/#comment-61320</link>
		<dc:creator>Lorenzo Galbiati</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Feb 2007 00:28:06 +0000</pubDate>
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		<description>Un ringraziamento a tutti i commentatori.
Vins, in effetti hai ragione, la "natura" degli italiani è un concetto un po' mitico, per essere gentili.
Baldrus, quando vengo a Bologna ti faccio un fischio, magari ci si vede.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Un ringraziamento a tutti i commentatori.<br />
Vins, in effetti hai ragione, la &#8220;natura&#8221; degli italiani è un concetto un po&#8217; mitico, per essere gentili.<br />
Baldrus, quando vengo a Bologna ti faccio un fischio, magari ci si vede.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Pensieri Oziosi</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/02/13/questioni-di-classe/#comment-61317</link>
		<dc:creator>Pensieri Oziosi</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Feb 2007 22:39:46 +0000</pubDate>
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		<description>Per una prospettiva diversa si può leggere &lt;a href="http://www.ilcircolo.net/lia/001173.php" rel="nofollow"&gt;l'intervento&lt;/a&gt; di Lia su Haramlik.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Per una prospettiva diversa si può leggere <a href="http://www.ilcircolo.net/lia/001173.php" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('outclick-comm/www.ilcircolo.net');" rel="nofollow">l&#8217;intervento</a> di Lia su Haramlik.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: carla bariffi</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/02/13/questioni-di-classe/#comment-61303</link>
		<dc:creator>carla bariffi</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Feb 2007 18:55:45 +0000</pubDate>
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		<description>Ha, l'Orrido di Bellano!
è una cava profonda, 
scolpita nella roccia, 
liscia come la pelle più levigata di una donna,
dove l'acqua sgorga in piena...

Ammaliante!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ha, l&#8217;Orrido di Bellano!<br />
è una cava profonda,<br />
scolpita nella roccia,<br />
liscia come la pelle più levigata di una donna,<br />
dove l&#8217;acqua sgorga in piena&#8230;</p>
<p>Ammaliante!</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: ditz</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/02/13/questioni-di-classe/#comment-61298</link>
		<dc:creator>ditz</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Feb 2007 18:14:51 +0000</pubDate>
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		<description>Le correzioni... non sono nemmeno quelle di Franzen. La scuola non è nemmeno quella di Luchetti. Con Silvio Orlando. 

Allora che fare? Ci provano un bel po' di scrittori in questo periodo. Alessandro Banda dopo Paola Mastrocola e Domenico Starnone.

Scrivono libri sulla scuola. E li scrivono bene, soprattutto. Li leggi che è un piacere, se fai il prof di professione. Se sei un prof per davvero, insomma.

Ci starebbe pure di fare il prof in un altro modo, nella mia mente bacata.

Che stai a fare in classe, dico, se le distanze aumentano con l'età? 

La scuola è destinata a diventare una enorme defilippata. Ma non eduardesca... magari... solo una specie di laboratorio dove ci si sfida come inautentiche bianche cavie da show tv. 

Forse i ragazzi ci andranno più volentieri. Non mi sento nemmeno di metterci il condizionale. Non dico ci andrebbero... sento che è una cosa naturale.

Credo in una normale estinzione della scuola che conosciamo noi. Noi che c'abbiamo studiato qualche decina d'anni fa. Noi che a scuola ci lavoriamo adesso.

Un enorme dinosauro pronto a dare l'addio a questo mondo. Ecco la scuola. Si muove, per modo di dire. La velocità  è ridottissima. Rallentare è il suo verbo. La scuola rallenta: è scritto nel suo dna. 

Tutto annichilisce. Una polveriera di inesplose virtù. Poi convogliate nel binario-vizi. Prof incartapecoriti nutrono miserrimi resti di ormonucoli: non appena inquadrano da lungi la prof. suppl. belloccia del mese, la circuiscono con vorticosi pressing sacchiani... la osannano di mariavergini, la palpeggiano con gli occhi che si tumefanno nell'aprichiudi del loro palpebrare.

Poi al suono dell'ora tutto ritorna lento. Pressing sfiancante lascia il posto al rito dell'appello. Un rito lacrimevole. Uno squallido desolante appello. Una chiavica d'appello. Come una formazione infinita. Così è l'appello...

Un unico continuo serpente interminabile di cognomi e nomi... per tutta la vita, o almeno per tutta la vita da prof...

Ma sennò... che fare?

Cambiare lavoro? Detta così no. Non va bene. Sembra che uno entri in classe col magone. e invece no. E' l'esatto contrario. La felicità di insegnare, di in-segnare, di lasciare il segno, una bella z di zorro che subito diventa p di prof. 

prof col registro dell'appello perduto</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Le correzioni&#8230; non sono nemmeno quelle di Franzen. La scuola non è nemmeno quella di Luchetti. Con Silvio Orlando. </p>
<p>Allora che fare? Ci provano un bel po&#8217; di scrittori in questo periodo. Alessandro Banda dopo Paola Mastrocola e Domenico Starnone.</p>
<p>Scrivono libri sulla scuola. E li scrivono bene, soprattutto. Li leggi che è un piacere, se fai il prof di professione. Se sei un prof per davvero, insomma.</p>
<p>Ci starebbe pure di fare il prof in un altro modo, nella mia mente bacata.</p>
<p>Che stai a fare in classe, dico, se le distanze aumentano con l&#8217;età? </p>
<p>La scuola è destinata a diventare una enorme defilippata. Ma non eduardesca&#8230; magari&#8230; solo una specie di laboratorio dove ci si sfida come inautentiche bianche cavie da show tv. </p>
<p>Forse i ragazzi ci andranno più volentieri. Non mi sento nemmeno di metterci il condizionale. Non dico ci andrebbero&#8230; sento che è una cosa naturale.</p>
<p>Credo in una normale estinzione della scuola che conosciamo noi. Noi che c&#8217;abbiamo studiato qualche decina d&#8217;anni fa. Noi che a scuola ci lavoriamo adesso.</p>
<p>Un enorme dinosauro pronto a dare l&#8217;addio a questo mondo. Ecco la scuola. Si muove, per modo di dire. La velocità  è ridottissima. Rallentare è il suo verbo. La scuola rallenta: è scritto nel suo dna. </p>
<p>Tutto annichilisce. Una polveriera di inesplose virtù. Poi convogliate nel binario-vizi. Prof incartapecoriti nutrono miserrimi resti di ormonucoli: non appena inquadrano da lungi la prof. suppl. belloccia del mese, la circuiscono con vorticosi pressing sacchiani&#8230; la osannano di mariavergini, la palpeggiano con gli occhi che si tumefanno nell&#8217;aprichiudi del loro palpebrare.</p>
<p>Poi al suono dell&#8217;ora tutto ritorna lento. Pressing sfiancante lascia il posto al rito dell&#8217;appello. Un rito lacrimevole. Uno squallido desolante appello. Una chiavica d&#8217;appello. Come una formazione infinita. Così è l&#8217;appello&#8230;</p>
<p>Un unico continuo serpente interminabile di cognomi e nomi&#8230; per tutta la vita, o almeno per tutta la vita da prof&#8230;</p>
<p>Ma sennò&#8230; che fare?</p>
<p>Cambiare lavoro? Detta così no. Non va bene. Sembra che uno entri in classe col magone. e invece no. E&#8217; l&#8217;esatto contrario. La felicità di insegnare, di in-segnare, di lasciare il segno, una bella z di zorro che subito diventa p di prof. </p>
<p>prof col registro dell&#8217;appello perduto</p>
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	<item>
		<title>Di: sitting targets</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/02/13/questioni-di-classe/#comment-61293</link>
		<dc:creator>sitting targets</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Feb 2007 16:35:16 +0000</pubDate>
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		<description>cos'è l'orrido?</description>
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		<title>Di: carla bariffi</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/02/13/questioni-di-classe/#comment-61287</link>
		<dc:creator>carla bariffi</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Feb 2007 14:02:25 +0000</pubDate>
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		<description>non ci sono più le famiglie di una volta, cara alcor...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>non ci sono più le famiglie di una volta, cara alcor&#8230;</p>
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		<title>Di: Alcor</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/02/13/questioni-di-classe/#comment-61285</link>
		<dc:creator>Alcor</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Feb 2007 13:09:39 +0000</pubDate>
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		<description>descriz</description>
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		<title>Di: Alcor</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/02/13/questioni-di-classe/#comment-61284</link>
		<dc:creator>Alcor</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Feb 2007 13:09:01 +0000</pubDate>
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		<description>La famiglia no, eh? 
Ho il ricordo di famiglie che non sarebbero bastate tre scuole.
E di famiglie che arrivavano solo per dire non toccate il mio bambino/a.
Ma ho anche il ricordo di insegnanti egocentrici, vanitosi, supponenti, giudicanti, pieni di sé che alle famiglie dicevano non disturbate il manovratore.

@Baldrati, la tua descrtizione mi ricorda un po' Dickens, ma toglila di lì, la povera creatura.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>La famiglia no, eh?<br />
Ho il ricordo di famiglie che non sarebbero bastate tre scuole.<br />
E di famiglie che arrivavano solo per dire non toccate il mio bambino/a.<br />
Ma ho anche il ricordo di insegnanti egocentrici, vanitosi, supponenti, giudicanti, pieni di sé che alle famiglie dicevano non disturbate il manovratore.</p>
<p>@Baldrati, la tua descrtizione mi ricorda un po&#8217; Dickens, ma toglila di lì, la povera creatura.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: giuliomozzi</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/02/13/questioni-di-classe/#comment-61280</link>
		<dc:creator>giuliomozzi</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Feb 2007 11:53:11 +0000</pubDate>
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		<description>Ho letto il libro di Maiocchi, che è interessante.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ho letto il libro di Maiocchi, che è interessante.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: carla bariffi</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/02/13/questioni-di-classe/#comment-61274</link>
		<dc:creator>carla bariffi</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Feb 2007 11:13:21 +0000</pubDate>
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		<description>niente sigari in casa mia!

ciao Superman!

p.s....ti consiglio di visitare l'Orrido.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>niente sigari in casa mia!</p>
<p>ciao Superman!</p>
<p>p.s&#8230;.ti consiglio di visitare l&#8217;Orrido.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: sitting targets</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/02/13/questioni-di-classe/#comment-61272</link>
		<dc:creator>sitting targets</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Feb 2007 09:14:05 +0000</pubDate>
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		<description>carla bariffi, conosco la sua zona palmo a palmo. vengo domenica? mi fa cortesemente trovare un primo + secondo + contorno + caffè ammazzacaffè e sigaro?
e poi riposino ensemble? eh?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>carla bariffi, conosco la sua zona palmo a palmo. vengo domenica? mi fa cortesemente trovare un primo + secondo + contorno + caffè ammazzacaffè e sigaro?<br />
e poi riposino ensemble? eh?</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: carla bariffi</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/02/13/questioni-di-classe/#comment-61271</link>
		<dc:creator>carla bariffi</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Feb 2007 09:00:51 +0000</pubDate>
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		<description>....anche per Lecco, la domanda, grazie!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8230;.anche per Lecco, la domanda, grazie!</p>
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	</item>
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