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	<title>Commenti a: Juke Box/Suzanne</title>
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	<pubDate>Fri, 09 Jan 2009 02:21:22 +0000</pubDate>
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		<title>Di: Faviv</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/02/18/juke-boxsuzanne/#comment-62238</link>
		<dc:creator>Faviv</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Feb 2007 23:45:04 +0000</pubDate>
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		<description>Letta la traduzione di Google e non trovo parole per descrivere la poesia e la magia di quel testo. Mi ricorda il mio professore di linguistica quando diceva che non parliamo una lingua ma "ne siamo parlati". Inquietante! Bellissimo!
Che poi significhi poco o niente... altro discorso.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Letta la traduzione di Google e non trovo parole per descrivere la poesia e la magia di quel testo. Mi ricorda il mio professore di linguistica quando diceva che non parliamo una lingua ma &#8220;ne siamo parlati&#8221;. Inquietante! Bellissimo!<br />
Che poi significhi poco o niente&#8230; altro discorso.</p>
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		<title>Di: Giuseppe Iannozzi</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/02/18/juke-boxsuzanne/#comment-61728</link>
		<dc:creator>Giuseppe Iannozzi</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Feb 2007 17:56:55 +0000</pubDate>
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		<description>Chi traduce da una lingua a un'altra deve, coi mezzi offertigli dalla propria lingua, anche operare un adattamento che non stravolga né svilisca l'opera originale. Una traduzione letterale è inutile se non come bozza.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Chi traduce da una lingua a un&#8217;altra deve, coi mezzi offertigli dalla propria lingua, anche operare un adattamento che non stravolga né svilisca l&#8217;opera originale. Una traduzione letterale è inutile se non come bozza.</p>
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	<item>
		<title>Di: Giuseppe Iannozzi</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/02/18/juke-boxsuzanne/#comment-61727</link>
		<dc:creator>Giuseppe Iannozzi</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Feb 2007 17:54:10 +0000</pubDate>
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		<description>L'ideale sarebbe di leggere ogni cosa nella lingua in cui è stata scritta. 
E' chiaro che non è possibile. 

Ma c'è modo e modo di tradurre, perché saper tradurre è una Arte nobile quanto quella di Creare. 
Se non si è in grado di restituire al lettore una traduzione artistica, meglio cambiare mestiere.

Personalmente odio le traduzioni sciatte. 
Se un libro è tradotto male mi passa la voglia: accade spesso con la letteratura di genere, perlopiù tradotta da cani.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;ideale sarebbe di leggere ogni cosa nella lingua in cui è stata scritta.<br />
E&#8217; chiaro che non è possibile. </p>
<p>Ma c&#8217;è modo e modo di tradurre, perché saper tradurre è una Arte nobile quanto quella di Creare.<br />
Se non si è in grado di restituire al lettore una traduzione artistica, meglio cambiare mestiere.</p>
<p>Personalmente odio le traduzioni sciatte.<br />
Se un libro è tradotto male mi passa la voglia: accade spesso con la letteratura di genere, perlopiù tradotta da cani.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: sergio pasquandrea</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/02/18/juke-boxsuzanne/#comment-61723</link>
		<dc:creator>sergio pasquandrea</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Feb 2007 17:41:00 +0000</pubDate>
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		<description>Perfettamente d'accordo, Gisy, ma fino all'inglese o al francese o allo spagnolo o al portoghese ci arrivo, con il tedesco ho già qualche problemino... Con Vladimir Vissotsky o Oum Khaltoum (e, se è per questo, anche con Davide Van De Sfroos, Elena Ledda o il De Andrè genovese) , direi che l'impresa è disperata.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Perfettamente d&#8217;accordo, Gisy, ma fino all&#8217;inglese o al francese o allo spagnolo o al portoghese ci arrivo, con il tedesco ho già qualche problemino&#8230; Con Vladimir Vissotsky o Oum Khaltoum (e, se è per questo, anche con Davide Van De Sfroos, Elena Ledda o il De Andrè genovese) , direi che l&#8217;impresa è disperata.</p>
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	<item>
		<title>Di: Gisy</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/02/18/juke-boxsuzanne/#comment-61711</link>
		<dc:creator>Gisy</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Feb 2007 15:34:43 +0000</pubDate>
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		<description>Bisognerebbe imparare la lingua d'origine. Punto.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Bisognerebbe imparare la lingua d&#8217;origine. Punto.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Giuseppe Iannozzi</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/02/18/juke-boxsuzanne/#comment-61675</link>
		<dc:creator>Giuseppe Iannozzi</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Feb 2007 07:50:49 +0000</pubDate>
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		<description>@ MARIO

La traduzione non rispetta assonanze e rime. E' una traduzione non letterale, ma poetica sì. Penso tradotta egregiamente. 

Cohen è il mio cantautore preferito, almeno in ambito d'oltreoceano: e "The Future" è uno degli album che più amo, anche se, ad onor del vero, non saprei scegliere quale LP amo di più. 
Direi che rappresenta bene lo stato di sconfitta sociale in cui versa il mondo, ma non solo oggi, diciamo pure da un po' di tempo a questa parte: c'è forte anche un sentimento di religiosità, in quel "Péntiti", evidenziato e ripetuto più volte da Cohen quando canta. "Quando dicevano Péntiti, Péntiti/ mi chiedo cosa intendessero": direi che è un ritratto attuale, ma valido sempre, dell'uomo che s'interroga di fronte al futuro, che non sa, e che eppure immagina non essere dei migliori; "e ha rovescito/ l'ordine dell'anima". 
Molto più attuale e migliore un Leonard Cohen a un Hegel - che insieme ad Aristotele - ne ha fatti non pochi di guai. 

Giuseppe Iannozzi</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@ MARIO</p>
<p>La traduzione non rispetta assonanze e rime. E&#8217; una traduzione non letterale, ma poetica sì. Penso tradotta egregiamente. </p>
<p>Cohen è il mio cantautore preferito, almeno in ambito d&#8217;oltreoceano: e &#8220;The Future&#8221; è uno degli album che più amo, anche se, ad onor del vero, non saprei scegliere quale LP amo di più.<br />
Direi che rappresenta bene lo stato di sconfitta sociale in cui versa il mondo, ma non solo oggi, diciamo pure da un po&#8217; di tempo a questa parte: c&#8217;è forte anche un sentimento di religiosità, in quel &#8220;Péntiti&#8221;, evidenziato e ripetuto più volte da Cohen quando canta. &#8220;Quando dicevano Péntiti, Péntiti/ mi chiedo cosa intendessero&#8221;: direi che è un ritratto attuale, ma valido sempre, dell&#8217;uomo che s&#8217;interroga di fronte al futuro, che non sa, e che eppure immagina non essere dei migliori; &#8220;e ha rovescito/ l&#8217;ordine dell&#8217;anima&#8221;.<br />
Molto più attuale e migliore un Leonard Cohen a un Hegel - che insieme ad Aristotele - ne ha fatti non pochi di guai. </p>
<p>Giuseppe Iannozzi</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Paolo</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/02/18/juke-boxsuzanne/#comment-61668</link>
		<dc:creator>Paolo</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Feb 2007 02:56:27 +0000</pubDate>
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		<description>sono per il primo commento...
DE ANDRè, DE ANDRè e DE ANDRè...

ma che è sta traduzione?
se proprio la vogliamo chiamare così, poi!

ciao Faber</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>sono per il primo commento&#8230;<br />
DE ANDRè, DE ANDRè e DE ANDRè&#8230;</p>
<p>ma che è sta traduzione?<br />
se proprio la vogliamo chiamare così, poi!</p>
<p>ciao Faber</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Mario</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/02/18/juke-boxsuzanne/#comment-61666</link>
		<dc:creator>Mario</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Feb 2007 23:55:39 +0000</pubDate>
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		<description>@ iannozzi

Bella canzone che pure io amo, tradotta bene o no che sia.
E che importa poi la traduzione? Basta capirsi, no? Siamo sei miliardi, ed il solo capirsi è già una rivoluzione.

Canzone di sconfitta, totale e definitiva, ed amare le sconfitte è dolce e rassicurante: "avevamo ragione".
Solo che avevamo/abbiamo torto: chi perde ha sempre torto, era Hegel? Boh... non ha importanza, e poi ho trascurato la filosofia, lì avevano ragione tutti, e la cosa era noiosa nella sua non-verificabilità, meglio batteri e microscopio, e le canzoni di Cohen.

'notte

Mario Ardenti</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@ iannozzi</p>
<p>Bella canzone che pure io amo, tradotta bene o no che sia.<br />
E che importa poi la traduzione? Basta capirsi, no? Siamo sei miliardi, ed il solo capirsi è già una rivoluzione.</p>
<p>Canzone di sconfitta, totale e definitiva, ed amare le sconfitte è dolce e rassicurante: &#8220;avevamo ragione&#8221;.<br />
Solo che avevamo/abbiamo torto: chi perde ha sempre torto, era Hegel? Boh&#8230; non ha importanza, e poi ho trascurato la filosofia, lì avevano ragione tutti, e la cosa era noiosa nella sua non-verificabilità, meglio batteri e microscopio, e le canzoni di Cohen.</p>
<p>&#8216;notte</p>
<p>Mario Ardenti</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Giuseppe Iannozzi</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/02/18/juke-boxsuzanne/#comment-61654</link>
		<dc:creator>Giuseppe Iannozzi</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Feb 2007 18:26:12 +0000</pubDate>
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		<description>Quand'è così, mi ci metto pure io. :-) Con una canzone che amo molto e che trovo molto ma molto attuale per il momento storico che è oggi.



&lt;b&gt;IL FUTURO
(The Future)&lt;/b&gt;
 
&lt;b&gt;&lt;i&gt;by Leonard Cohen&lt;/i&gt;&lt;/b&gt; - &lt;i&gt;traduzione e adattamento by Giuseppe Iannozzi&lt;/i&gt;
 
 
Dammi indietro la mia notte interrotta,
la mia stanza di specchi, la mia vita segreta
E’ un posto solitario,
non c’è più nessuno da torturare
Dammi il controllo assoluto
su ogni anima viva
E sdraiati accanto a me, Bambina
E’ un ordine!
 
Dammi crack e sesso anale
Prendi il solo albero rimasto
e ficcatelo su per il buco
della tua cultura
Dammi indietro il Muro di Berlino,
dammi Stalin e San Paolo
Ho visto il futuro, fratello:
è un macello
 
Le cose stanno per fuggire in ogni direzione
Non ci sarà nulla
più nulla che tu possa misurare
La tormenta, la tormenta del mondo
ha varcato la soglia
e ha rovesciato
l’ordine dell’anima
Quando dicevano Péntiti, Péntiti
mi chiedo cosa intendessero
Quando dicevano Péntiti, Péntiti
mi chiedo cosa intendessero
Quando dicevano Péntiti, Péntiti
mi chiedo cosa intendessero
 
Non mi sai distinguere dal vento,
non lo farai mai, non l’hai mai fatto
Sono il piccolo ebreo
che ha scritto la Bibbia
Ho visto sorgere e cadere nazioni
Ho sentito le loro storie, le ho sentite tutte
ma l’amore è l’unico motore della sopravvivenza
Al tuo servo qui, gli è stato ordinato
di dirlo chiaramente, di dirlo a freddo:
è finita, non si andrà
oltre
E ora le ruote del cielo si fermano,
senti il frustino del diavolo
Preparati per il futuro:
è un macello
 
Le cose stanno per fuggire in ogni direzione
 
Ci sarà l’infrazione
dell’antico codice occidentale
La tua vita privata all’improvviso esploderà
Ci saranno fantasmi,
ci saranno fuochi sulla strada
e il ballo dell’uomo bianco
Vedrai la tua donna
appesa a testa in giù,
le sue fattezze nascoste dalla veste penzolante,
e tutti i poetucoli da strapazzo
che ringalluzziranno
e cercheranno di poetare come Charlie Manson
 
Dammi indietro il Muro di Berlino,
dammi Stalin e San Paolo
Dammi Cristo
o dammi Hiroshima
Distruggi un altro feto adesso,
non ci piacciono proprio i bambini
Ho visto il futuro, Bambina:
è un macello
 
Le cose stanno per fuggire in ogni direzione
Non ci sarà nulla
Più nulla che tu possa misurare
La tormenta, la tormenta del mondo
ha varcato la soglia
e ha rovesciato
l’ordine dell’anima
Quando dicevano Péntiti, Péntiti
mi chiedo cosa intendessero
Quando dicevano Péntiti, Péntiti
mi chiedo cosa intendessero
Quando dicevano Péntiti, Péntiti
mi chiedo cosa intendessero</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Quand&#8217;è così, mi ci metto pure io. :-) Con una canzone che amo molto e che trovo molto ma molto attuale per il momento storico che è oggi.</p>
<p><b>IL FUTURO<br />
(The Future)</b></p>
<p><b><i>by Leonard Cohen</i></b> - <i>traduzione e adattamento by Giuseppe Iannozzi</i></p>
<p>Dammi indietro la mia notte interrotta,<br />
la mia stanza di specchi, la mia vita segreta<br />
E’ un posto solitario,<br />
non c’è più nessuno da torturare<br />
Dammi il controllo assoluto<br />
su ogni anima viva<br />
E sdraiati accanto a me, Bambina<br />
E’ un ordine!</p>
<p>Dammi crack e sesso anale<br />
Prendi il solo albero rimasto<br />
e ficcatelo su per il buco<br />
della tua cultura<br />
Dammi indietro il Muro di Berlino,<br />
dammi Stalin e San Paolo<br />
Ho visto il futuro, fratello:<br />
è un macello</p>
<p>Le cose stanno per fuggire in ogni direzione<br />
Non ci sarà nulla<br />
più nulla che tu possa misurare<br />
La tormenta, la tormenta del mondo<br />
ha varcato la soglia<br />
e ha rovesciato<br />
l’ordine dell’anima<br />
Quando dicevano Péntiti, Péntiti<br />
mi chiedo cosa intendessero<br />
Quando dicevano Péntiti, Péntiti<br />
mi chiedo cosa intendessero<br />
Quando dicevano Péntiti, Péntiti<br />
mi chiedo cosa intendessero</p>
<p>Non mi sai distinguere dal vento,<br />
non lo farai mai, non l’hai mai fatto<br />
Sono il piccolo ebreo<br />
che ha scritto la Bibbia<br />
Ho visto sorgere e cadere nazioni<br />
Ho sentito le loro storie, le ho sentite tutte<br />
ma l’amore è l’unico motore della sopravvivenza<br />
Al tuo servo qui, gli è stato ordinato<br />
di dirlo chiaramente, di dirlo a freddo:<br />
è finita, non si andrà<br />
oltre<br />
E ora le ruote del cielo si fermano,<br />
senti il frustino del diavolo<br />
Preparati per il futuro:<br />
è un macello</p>
<p>Le cose stanno per fuggire in ogni direzione</p>
<p>Ci sarà l’infrazione<br />
dell’antico codice occidentale<br />
La tua vita privata all’improvviso esploderà<br />
Ci saranno fantasmi,<br />
ci saranno fuochi sulla strada<br />
e il ballo dell’uomo bianco<br />
Vedrai la tua donna<br />
appesa a testa in giù,<br />
le sue fattezze nascoste dalla veste penzolante,<br />
e tutti i poetucoli da strapazzo<br />
che ringalluzziranno<br />
e cercheranno di poetare come Charlie Manson</p>
<p>Dammi indietro il Muro di Berlino,<br />
dammi Stalin e San Paolo<br />
Dammi Cristo<br />
o dammi Hiroshima<br />
Distruggi un altro feto adesso,<br />
non ci piacciono proprio i bambini<br />
Ho visto il futuro, Bambina:<br />
è un macello</p>
<p>Le cose stanno per fuggire in ogni direzione<br />
Non ci sarà nulla<br />
Più nulla che tu possa misurare<br />
La tormenta, la tormenta del mondo<br />
ha varcato la soglia<br />
e ha rovesciato<br />
l’ordine dell’anima<br />
Quando dicevano Péntiti, Péntiti<br />
mi chiedo cosa intendessero<br />
Quando dicevano Péntiti, Péntiti<br />
mi chiedo cosa intendessero<br />
Quando dicevano Péntiti, Péntiti<br />
mi chiedo cosa intendessero</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Fiorello M. Annoia</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/02/18/juke-boxsuzanne/#comment-61643</link>
		<dc:creator>Fiorello M. Annoia</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Feb 2007 16:03:57 +0000</pubDate>
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		<description>Di Story of Isaac vi consiglio una versione che (forse) pochi conoscono, quella di Roy Buchanan. Cercatela, vi assicuro che resterete 'fulminati'.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Di Story of Isaac vi consiglio una versione che (forse) pochi conoscono, quella di Roy Buchanan. Cercatela, vi assicuro che resterete &#8216;fulminati&#8217;.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Lady Lazarus</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/02/18/juke-boxsuzanne/#comment-61642</link>
		<dc:creator>Lady Lazarus</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Feb 2007 16:03:19 +0000</pubDate>
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		<description>Ecco un lirico esempio di contaminazione linguistico-culturale:

Khorakhanè -  a forza di essere vento (De André)

Il cuore rallenta la testa cammina 
in quel pozzo di piscio e cemento 
a quel campo strappato dal vento 
a forza di essere vento 

porto il nome di tutti i battesimi 
ogni nome il sigillo di un lasciapassare 
per un guado una terra una nuvola un canto 
un diamante nascosto nel pane 

per un solo dolcissimo umore del sangue 
per la stessa ragione del viaggio viaggiare 
Il cuore rallenta e la testa cammina 
in un buio di giostre in disuso 

qualche rom si è fermato italiano 
come un rame a imbrunire su un muro 
saper leggere il libro del mondo 
con parole cangianti e nessuna scrittura 

nei sentieri costretti in un palmo di mano 
i segreti che fanno paura 
finché un uomo ti incontra e non si riconosce 
e ogni terra si accende e si arrende la pace 

i figli cadevano dal calendario 
Yugoslavia Polonia Ungheria 
i soldati prendevano tutti 
e tutti buttavano via 

e poi Mirka a San Giorgio di maggio 
tra le fiamme dei fiori a ridere a bere 
e un sollievo di lacrime a invadere gli occhi 
e dagli occhi cadere 

ora alzatevi spose bambine 
che è venuto il tempo di andare 
con le vene celesti dei polsi 
anche oggi si va a caritare 

e se questo vuol dire rubare 
questo filo di pane tra miseria e sfortuna 
allo specchio di questa kampina 
ai miei occhi limpidi come un addio 

lo può dire soltanto chi sa di raccogliere in bocca 
il punto di vista di Dio 


Cvava sero po tute 
i kerava 
jek sano ot mori 
i taha jek jak kon kasta 

Poserò la testa sulla tua spalla 
e farò 
un sogno di mare 
e domani un fuoco di legna 

vasu ti baro nebo 
avi ker 
kon ovla so mutavia 
kon ovla 

perché l'aria azzurra 
diventi casa 
chi sarà a raccontare 
chi sarà 

ovla kon ascovi 
me gava palan ladi 
me gava 
palan bura ot croiuti 

sarà chi rimane 
io seguirò questo migrare 
seguirò 
questa corrente di ali</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ecco un lirico esempio di contaminazione linguistico-culturale:</p>
<p>Khorakhanè -  a forza di essere vento (De André)</p>
<p>Il cuore rallenta la testa cammina<br />
in quel pozzo di piscio e cemento<br />
a quel campo strappato dal vento<br />
a forza di essere vento </p>
<p>porto il nome di tutti i battesimi<br />
ogni nome il sigillo di un lasciapassare<br />
per un guado una terra una nuvola un canto<br />
un diamante nascosto nel pane </p>
<p>per un solo dolcissimo umore del sangue<br />
per la stessa ragione del viaggio viaggiare<br />
Il cuore rallenta e la testa cammina<br />
in un buio di giostre in disuso </p>
<p>qualche rom si è fermato italiano<br />
come un rame a imbrunire su un muro<br />
saper leggere il libro del mondo<br />
con parole cangianti e nessuna scrittura </p>
<p>nei sentieri costretti in un palmo di mano<br />
i segreti che fanno paura<br />
finché un uomo ti incontra e non si riconosce<br />
e ogni terra si accende e si arrende la pace </p>
<p>i figli cadevano dal calendario<br />
Yugoslavia Polonia Ungheria<br />
i soldati prendevano tutti<br />
e tutti buttavano via </p>
<p>e poi Mirka a San Giorgio di maggio<br />
tra le fiamme dei fiori a ridere a bere<br />
e un sollievo di lacrime a invadere gli occhi<br />
e dagli occhi cadere </p>
<p>ora alzatevi spose bambine<br />
che è venuto il tempo di andare<br />
con le vene celesti dei polsi<br />
anche oggi si va a caritare </p>
<p>e se questo vuol dire rubare<br />
questo filo di pane tra miseria e sfortuna<br />
allo specchio di questa kampina<br />
ai miei occhi limpidi come un addio </p>
<p>lo può dire soltanto chi sa di raccogliere in bocca<br />
il punto di vista di Dio </p>
<p>Cvava sero po tute<br />
i kerava<br />
jek sano ot mori<br />
i taha jek jak kon kasta </p>
<p>Poserò la testa sulla tua spalla<br />
e farò<br />
un sogno di mare<br />
e domani un fuoco di legna </p>
<p>vasu ti baro nebo<br />
avi ker<br />
kon ovla so mutavia<br />
kon ovla </p>
<p>perché l&#8217;aria azzurra<br />
diventi casa<br />
chi sarà a raccontare<br />
chi sarà </p>
<p>ovla kon ascovi<br />
me gava palan ladi<br />
me gava<br />
palan bura ot croiuti </p>
<p>sarà chi rimane<br />
io seguirò questo migrare<br />
seguirò<br />
questa corrente di ali</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: sergio pasquandrea</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/02/18/juke-boxsuzanne/#comment-61641</link>
		<dc:creator>sergio pasquandrea</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Feb 2007 15:58:22 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2007/02/18/juke-boxsuzanne/#comment-61641</guid>
		<description>STORY OF ISAAC

The door it opened slowly,
My father he came in, I was nine years old.
And he stood so tall above me,
His blue eyes they were shining
And his voice was very cold.
He said, I've had a vision
And you know I'm strong and holy,
I must do what I've been told.
So he started up the mountain,
I was running, he was walking,
And his axe was made of gold.

Well, the trees they got much smaller,
The lake a lady's mirror,
We stopped to drink some wine.
Then he threw the bottle over.
Broke a minute later
And he put his hand on mine.
Thought I saw an eagle
But it might have been a vulture,
I never could decide.
Then my father built an altar,
He looked once behind his shoulder,
He knew I would not hide.

You who build these altars now
To sacrifice these children,
You must not do it anymore.
A scheme is not a vision
And you never have been tempted
By a demon or a god.
You who stand above them now,
Your hatchets blunt and bloody,
You were not there before,
When I lay upon a mountain
And my fathers hand was trembling
With the beauty of the word.

And if you call me brother now,
Forgive me if I inquire,
Just according to whose plan? 
When it all comes down to dust
I will kill you if I must,
I will help you if I can.
When it all comes down to dust
I will help you if I must,
I will kill you if I can.
And mercy on our uniform,
Man of peace or man of war,
The peacock spreads his fan.

* * *

La porta si aprì lentamente
Mio padre entrò
Avevo nove anni
Si ergeva alto su di me
Con gli occhi azzurri che luccicavano.
La sua voce era fredda
Disse: “Ho avuto una visione
Lo sai sono forte e santo
Devo fare ciò che mi è stato detto”.
Si avviò verso la montagna
Io correvo e lui camminava
La sua ascia era d’oro.

Gli alberi si fecero più piccoli
Il lago uno specchietto da signora
Ci fermammo a bere del vino 
Poi lui tirò la bottiglia:
Si ruppe un minuto dopo.
Mise la sua mano sulla mia
Mi sembrò di aver visto un’aquila
Ma forse era un avvoltoio
Non riesco mai a distinguerli.
Poi mio padre costruì un altare
Si guardò una sola volta dietro le spalle
Sapeva che non mi sarei nascosto.
 
Voi che adesso costruite questi altari
Per sacrificare questi bambini
Non dovete farlo mai più
Uno schema non è una visione
E non siete mai stati tentati
Da un demone o da un dio.
Voi che adesso state al di sopra di loro
Con le asce spuntate e insanguinate, 
Prima non eravate lì
Quando io giacevo su una montagna
E la mano di mio padre tremava
Per la bellezza della parola.

E se adesso mi  chiamate fratello
Scusatemi se vi domando:
Secondo il progetto di chi?
Quando tutto cadrà in polvere
Vi ucciderò se dovrò
Vi aiuterò se potrò
Quando tutto cadrà in polvere
Vi aiuterò se dovrò
Vi ucciderò se potrò.
Pietà delle vostre uniformi
Uomo di pace o uomo di guerra
Il pavone dispiega il suo ventaglio.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>STORY OF ISAAC</p>
<p>The door it opened slowly,<br />
My father he came in, I was nine years old.<br />
And he stood so tall above me,<br />
His blue eyes they were shining<br />
And his voice was very cold.<br />
He said, I&#8217;ve had a vision<br />
And you know I&#8217;m strong and holy,<br />
I must do what I&#8217;ve been told.<br />
So he started up the mountain,<br />
I was running, he was walking,<br />
And his axe was made of gold.</p>
<p>Well, the trees they got much smaller,<br />
The lake a lady&#8217;s mirror,<br />
We stopped to drink some wine.<br />
Then he threw the bottle over.<br />
Broke a minute later<br />
And he put his hand on mine.<br />
Thought I saw an eagle<br />
But it might have been a vulture,<br />
I never could decide.<br />
Then my father built an altar,<br />
He looked once behind his shoulder,<br />
He knew I would not hide.</p>
<p>You who build these altars now<br />
To sacrifice these children,<br />
You must not do it anymore.<br />
A scheme is not a vision<br />
And you never have been tempted<br />
By a demon or a god.<br />
You who stand above them now,<br />
Your hatchets blunt and bloody,<br />
You were not there before,<br />
When I lay upon a mountain<br />
And my fathers hand was trembling<br />
With the beauty of the word.</p>
<p>And if you call me brother now,<br />
Forgive me if I inquire,<br />
Just according to whose plan?<br />
When it all comes down to dust<br />
I will kill you if I must,<br />
I will help you if I can.<br />
When it all comes down to dust<br />
I will help you if I must,<br />
I will kill you if I can.<br />
And mercy on our uniform,<br />
Man of peace or man of war,<br />
The peacock spreads his fan.</p>
<p>* * *</p>
<p>La porta si aprì lentamente<br />
Mio padre entrò<br />
Avevo nove anni<br />
Si ergeva alto su di me<br />
Con gli occhi azzurri che luccicavano.<br />
La sua voce era fredda<br />
Disse: “Ho avuto una visione<br />
Lo sai sono forte e santo<br />
Devo fare ciò che mi è stato detto”.<br />
Si avviò verso la montagna<br />
Io correvo e lui camminava<br />
La sua ascia era d’oro.</p>
<p>Gli alberi si fecero più piccoli<br />
Il lago uno specchietto da signora<br />
Ci fermammo a bere del vino<br />
Poi lui tirò la bottiglia:<br />
Si ruppe un minuto dopo.<br />
Mise la sua mano sulla mia<br />
Mi sembrò di aver visto un’aquila<br />
Ma forse era un avvoltoio<br />
Non riesco mai a distinguerli.<br />
Poi mio padre costruì un altare<br />
Si guardò una sola volta dietro le spalle<br />
Sapeva che non mi sarei nascosto.</p>
<p>Voi che adesso costruite questi altari<br />
Per sacrificare questi bambini<br />
Non dovete farlo mai più<br />
Uno schema non è una visione<br />
E non siete mai stati tentati<br />
Da un demone o da un dio.<br />
Voi che adesso state al di sopra di loro<br />
Con le asce spuntate e insanguinate,<br />
Prima non eravate lì<br />
Quando io giacevo su una montagna<br />
E la mano di mio padre tremava<br />
Per la bellezza della parola.</p>
<p>E se adesso mi  chiamate fratello<br />
Scusatemi se vi domando:<br />
Secondo il progetto di chi?<br />
Quando tutto cadrà in polvere<br />
Vi ucciderò se dovrò<br />
Vi aiuterò se potrò<br />
Quando tutto cadrà in polvere<br />
Vi aiuterò se dovrò<br />
Vi ucciderò se potrò.<br />
Pietà delle vostre uniformi<br />
Uomo di pace o uomo di guerra<br />
Il pavone dispiega il suo ventaglio.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: sergio pasquandrea</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/02/18/juke-boxsuzanne/#comment-61640</link>
		<dc:creator>sergio pasquandrea</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Feb 2007 15:55:02 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2007/02/18/juke-boxsuzanne/#comment-61640</guid>
		<description>Beh, visto che ci siamo, leggetevi anche queste...

SISTERS OF MERCY

Oh the sisters of mercy,
they are not departed or gone.
They were waiting for me 
when I thought that I just can't go on.
And they brought me their comfort 
and later they brought me this song.
Oh I hope you run into them, 
you who've been travelling so long.

Yes you who must leave everything
that you cannot control.
It begins with your family,
but soon it comes around to your soul.
Well I've been where you're hanging,
I think I can see how you're pinned:
When you're not feeling holy,
your loneliness says that you've sinned.

Well they lay down beside me,
I made my confession to them.
They touched both my eyes 
and I touched the dew on their hem.
If your life is a leaf that the seasons
tear off and condemn
they will bind you with love that is
graceful and green as a stem.

When I left they were sleeping, 
I hope you run into them soon.
Don't turn on the lights,
you can read their address by the moon.
And you won't make me jealous
if I hear that they sweetened your night:
We weren't lovers like that 
and besides it would still be all right,
We weren't lovers like that
and besides it would still be all right.

* * *

Oh, le sorelle della misericordia
non sono partite né andate via.
Mi aspettavano
quando pensavo di farcela più.
E mi hanno portato conforto 
e poi mi hanno portato questa canzone.
Oh, spero che tu le incontri,
tu che hai viaggiato tanto.

Sì, tu che devi lasciare tutto ciò
che non puoi controllare.
Comincia con la tua famiglia,
ma ben presto arriva alla tua anima.
Beh, io sono stato dove tu ti aggiri
penso di capire come ti sei bloccato:
quando non ti senti santo,
la sua solitudine ti dice che hai peccato

Beh, loro giacciono al mio fianco
e a loro ho fatto la mia confessione.
Mi hanno toccato entrambi gli occhi
e io ho toccato la rugiada sul loro bavero.
Se la tua vita è una foglia che le stagioni
strappano via e condannano
loro ti legheranno con un amore
che è grazioso e verde come uno stelo.

Quando sono partito stavano dormendo,
spero che tu le incontri presto.
Non accendere le luci,
il loro indirizzo puoi leggerlo alla luce della luna.
E non sarò geloso
se sentirò che hanno addolcito la tua notte:
non è in questo modo che siamo stati amanti
e comunque anche così andrebbe tutto bene.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Beh, visto che ci siamo, leggetevi anche queste&#8230;</p>
<p>SISTERS OF MERCY</p>
<p>Oh the sisters of mercy,<br />
they are not departed or gone.<br />
They were waiting for me<br />
when I thought that I just can&#8217;t go on.<br />
And they brought me their comfort<br />
and later they brought me this song.<br />
Oh I hope you run into them,<br />
you who&#8217;ve been travelling so long.</p>
<p>Yes you who must leave everything<br />
that you cannot control.<br />
It begins with your family,<br />
but soon it comes around to your soul.<br />
Well I&#8217;ve been where you&#8217;re hanging,<br />
I think I can see how you&#8217;re pinned:<br />
When you&#8217;re not feeling holy,<br />
your loneliness says that you&#8217;ve sinned.</p>
<p>Well they lay down beside me,<br />
I made my confession to them.<br />
They touched both my eyes<br />
and I touched the dew on their hem.<br />
If your life is a leaf that the seasons<br />
tear off and condemn<br />
they will bind you with love that is<br />
graceful and green as a stem.</p>
<p>When I left they were sleeping,<br />
I hope you run into them soon.<br />
Don&#8217;t turn on the lights,<br />
you can read their address by the moon.<br />
And you won&#8217;t make me jealous<br />
if I hear that they sweetened your night:<br />
We weren&#8217;t lovers like that<br />
and besides it would still be all right,<br />
We weren&#8217;t lovers like that<br />
and besides it would still be all right.</p>
<p>* * *</p>
<p>Oh, le sorelle della misericordia<br />
non sono partite né andate via.<br />
Mi aspettavano<br />
quando pensavo di farcela più.<br />
E mi hanno portato conforto<br />
e poi mi hanno portato questa canzone.<br />
Oh, spero che tu le incontri,<br />
tu che hai viaggiato tanto.</p>
<p>Sì, tu che devi lasciare tutto ciò<br />
che non puoi controllare.<br />
Comincia con la tua famiglia,<br />
ma ben presto arriva alla tua anima.<br />
Beh, io sono stato dove tu ti aggiri<br />
penso di capire come ti sei bloccato:<br />
quando non ti senti santo,<br />
la sua solitudine ti dice che hai peccato</p>
<p>Beh, loro giacciono al mio fianco<br />
e a loro ho fatto la mia confessione.<br />
Mi hanno toccato entrambi gli occhi<br />
e io ho toccato la rugiada sul loro bavero.<br />
Se la tua vita è una foglia che le stagioni<br />
strappano via e condannano<br />
loro ti legheranno con un amore<br />
che è grazioso e verde come uno stelo.</p>
<p>Quando sono partito stavano dormendo,<br />
spero che tu le incontri presto.<br />
Non accendere le luci,<br />
il loro indirizzo puoi leggerlo alla luce della luna.<br />
E non sarò geloso<br />
se sentirò che hanno addolcito la tua notte:<br />
non è in questo modo che siamo stati amanti<br />
e comunque anche così andrebbe tutto bene.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Chiara Daino</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/02/18/juke-boxsuzanne/#comment-61635</link>
		<dc:creator>Chiara Daino</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Feb 2007 14:50:16 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2007/02/18/juke-boxsuzanne/#comment-61635</guid>
		<description>@Fiorello M.Annoia
Grazie... L'intento era proprio quello di re-suscitare il canto/lamento di chi rivede e rivuole: rivolare. 
La voce di Jeff Buckley era davvero "corda tesa" di un angelo: un giovane titano che, a mio avviso, non si ricorda mai abbastanza. [ Anche Elisa ha interpretato Hallelujah, ma la versione di Jeff, per me, ha - lo "strazio aggiunto"].

@Iorpat
tutto il mio appoggio per l'opera di traduzione! 

Chiara</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@Fiorello M.Annoia<br />
Grazie&#8230; L&#8217;intento era proprio quello di re-suscitare il canto/lamento di chi rivede e rivuole: rivolare.<br />
La voce di Jeff Buckley era davvero &#8220;corda tesa&#8221; di un angelo: un giovane titano che, a mio avviso, non si ricorda mai abbastanza. [ Anche Elisa ha interpretato Hallelujah, ma la versione di Jeff, per me, ha - lo "strazio aggiunto"].</p>
<p>@Iorpat<br />
tutto il mio appoggio per l&#8217;opera di traduzione! </p>
<p>Chiara</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Giuseppe Iannozzi</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/02/18/juke-boxsuzanne/#comment-61631</link>
		<dc:creator>Giuseppe Iannozzi</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Feb 2007 14:37:32 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2007/02/18/juke-boxsuzanne/#comment-61631</guid>
		<description>Non chiamatele canzonette.
E poi non è stata Lady Lazarus a postare tra i commenti la Susanne di Faber, bensì io, che forse son più peloso e bruttino, però sempre Cesare sono. :-)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Non chiamatele canzonette.<br />
E poi non è stata Lady Lazarus a postare tra i commenti la Susanne di Faber, bensì io, che forse son più peloso e bruttino, però sempre Cesare sono. :-)</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: lorpat</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/02/18/juke-boxsuzanne/#comment-61627</link>
		<dc:creator>lorpat</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Feb 2007 14:25:55 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2007/02/18/juke-boxsuzanne/#comment-61627</guid>
		<description>Ho visto il testo di Suzanne in inglese e mi sono detto: ci sarà anche la traduzione? C'era. Non solo c'era, ma era anche brutta, proprio brutta. E allora mi sono messo a canticchiarla e a tradurla nello stesso momento. Da quant'è che non lo facevo? Trentacinque e passa anni, se non ricordo male. Grazie a Lady Lazarus, ho poi riscoperto anche la  versione italiana di  Fabrizio De Andrè. Bella, proprio bella.  Ma io come avrò mai fatto a scordarla? L'ho scordata perchè Faber quasta canzone l'ha incisa un po' di anni dopo e poi anche perchè questa, a ben vedere, non è Suzanne ma Susanna. I traduttori sono tutti traditori. A che pro, se no, la poesia?  Adesso mi viene in mente le gorille di Brassens. Anche qui c'è una bellissima traduzione di De Andrè. Soltanto che questa volta a passarmi di mente è stato l'originale. E dire che le versioni sono praticamente identiche, un vero e proprio miracolo di traduzione, più o meno come è successo a Fossati con il disertore di Boris Vian. Cosa voglio dire con tutti questi sproloqui? Non lo so. A me pare che un po' di confusione sia sempre salutare. Canto in inglese Suzanne, in italiano il gorilla, e magari adesso mi metto anche a tradurre in dialetto il disertore. Non andate giù troppo pesante, se potete. Chissà quante altre belle canzonette, non conoscendo bene le lingue, avremo ancora la fortuna di fraintendere.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ho visto il testo di Suzanne in inglese e mi sono detto: ci sarà anche la traduzione? C&#8217;era. Non solo c&#8217;era, ma era anche brutta, proprio brutta. E allora mi sono messo a canticchiarla e a tradurla nello stesso momento. Da quant&#8217;è che non lo facevo? Trentacinque e passa anni, se non ricordo male. Grazie a Lady Lazarus, ho poi riscoperto anche la  versione italiana di  Fabrizio De Andrè. Bella, proprio bella.  Ma io come avrò mai fatto a scordarla? L&#8217;ho scordata perchè Faber quasta canzone l&#8217;ha incisa un po&#8217; di anni dopo e poi anche perchè questa, a ben vedere, non è Suzanne ma Susanna. I traduttori sono tutti traditori. A che pro, se no, la poesia?  Adesso mi viene in mente le gorille di Brassens. Anche qui c&#8217;è una bellissima traduzione di De Andrè. Soltanto che questa volta a passarmi di mente è stato l&#8217;originale. E dire che le versioni sono praticamente identiche, un vero e proprio miracolo di traduzione, più o meno come è successo a Fossati con il disertore di Boris Vian. Cosa voglio dire con tutti questi sproloqui? Non lo so. A me pare che un po&#8217; di confusione sia sempre salutare. Canto in inglese Suzanne, in italiano il gorilla, e magari adesso mi metto anche a tradurre in dialetto il disertore. Non andate giù troppo pesante, se potete. Chissà quante altre belle canzonette, non conoscendo bene le lingue, avremo ancora la fortuna di fraintendere.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Fiorello M. Annoia</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/02/18/juke-boxsuzanne/#comment-61624</link>
		<dc:creator>Fiorello M. Annoia</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Feb 2007 13:57:27 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2007/02/18/juke-boxsuzanne/#comment-61624</guid>
		<description>Bellissima 'tra-duzione', Chiara.
L'ho letta e riletta, ascoltando e riascoltando la versione di Jeff Buckley: il canto dell'angelo che a colpi d'ala cerca di riemergere dall'abisso in cui è precipitato.

Davvero stupenda!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Bellissima &#8216;tra-duzione&#8217;, Chiara.<br />
L&#8217;ho letta e riletta, ascoltando e riascoltando la versione di Jeff Buckley: il canto dell&#8217;angelo che a colpi d&#8217;ala cerca di riemergere dall&#8217;abisso in cui è precipitato.</p>
<p>Davvero stupenda!</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Giuseppe Iannozzi</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/02/18/juke-boxsuzanne/#comment-61622</link>
		<dc:creator>Giuseppe Iannozzi</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Feb 2007 13:35:08 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2007/02/18/juke-boxsuzanne/#comment-61622</guid>
		<description>Barbara, mi stuzzicano per far sì che io mi ripeta.
E per non deluderli sto al gioco di ripertermi.

Però mi son stufato.

Però: ho visto or ora l'ultima raccolta poetica di Leonard Cohen, nella collana Strade Blu. Spero con tutto il cuore che Leonard non capisca l'italiano. :-(((</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Barbara, mi stuzzicano per far sì che io mi ripeta.<br />
E per non deluderli sto al gioco di ripertermi.</p>
<p>Però mi son stufato.</p>
<p>Però: ho visto or ora l&#8217;ultima raccolta poetica di Leonard Cohen, nella collana Strade Blu. Spero con tutto il cuore che Leonard non capisca l&#8217;italiano. :-(((</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Chiara Daino</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/02/18/juke-boxsuzanne/#comment-61603</link>
		<dc:creator>Chiara Daino</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Feb 2007 11:53:05 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2007/02/18/juke-boxsuzanne/#comment-61603</guid>
		<description>In primis, volevo ringraziare Franz: Cohen rimane un maestro. Punto e a capo.
Per quanto riguarda la traduzione - le scelte sono, come sempre, soggettive. Una traduzione letterale implica (gioco-forza) la perdita della musicalità originaria e di alcune accezioni semantiche. Una traduzione "libera" comporta l'innesto della sensibilità e dello stile del traduttore.
Trattandosi di canzoni il ventaglio di scelte/tradimenti possibili aumenta  - decidendo (o meno) di seguire lo spartito.

Amo Cohen ( e omaggio Buckley) - pur l'ho tradito:

*
Segreto l’accordo ora lo svelo

a Dio piacendo Davide suonò
Curi o trascuri, tu: la Musica?
Opera così: per quarta, quinta
la minore e la maggiore. Sale -

e scende.
Il Re toccato intese: Hallelujah

Hallelujah
Hallelujah
Hallelujah
Hallelujah

Salda la tua Fede: pur una prova cercavi
Benché vista: grondare sul tetto aspersa
Sovrastato: di lei bellezza. Di luce selena
Lei ti ha saldato: alla tua cucina scranna
Lei franse il tuo trono recise le tue fronde

E dalle tue labbra: tese il tono Hallelujah
Hallelujah, Hallelujah
Hallelujah, Hallelujah

Per te che invano dici chiamarsi
Io non conosco neppure il nome
Ma se fosse stato: diverso per te?
Una vampa di luce
In parola che sia, è
Non importa la versione da te: provata
Se sacrata o franta, rimane: Hallelujah
Hallelujah, Hallelujah
Hallelujah, Hallelujah

Il mio meglio: ho donato. E non è - molto
Non riuscivo a sentire - cercai di provarlo
Portai il vero, e non per farti errare - unii
E se malgrado tutto
Tutto: andasse male
Io sarò saldo davanti al Signore dell’Inno
e nulla sulla lingua - tranne: Hallelujah

***

Ma l'essenziale, non è - ricordare? Ringraziare l'artista che sempre (ci) muove?

Chiara</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>In primis, volevo ringraziare Franz: Cohen rimane un maestro. Punto e a capo.<br />
Per quanto riguarda la traduzione - le scelte sono, come sempre, soggettive. Una traduzione letterale implica (gioco-forza) la perdita della musicalità originaria e di alcune accezioni semantiche. Una traduzione &#8220;libera&#8221; comporta l&#8217;innesto della sensibilità e dello stile del traduttore.<br />
Trattandosi di canzoni il ventaglio di scelte/tradimenti possibili aumenta  - decidendo (o meno) di seguire lo spartito.</p>
<p>Amo Cohen ( e omaggio Buckley) - pur l&#8217;ho tradito:</p>
<p>*<br />
Segreto l’accordo ora lo svelo</p>
<p>a Dio piacendo Davide suonò<br />
Curi o trascuri, tu: la Musica?<br />
Opera così: per quarta, quinta<br />
la minore e la maggiore. Sale -</p>
<p>e scende.<br />
Il Re toccato intese: Hallelujah</p>
<p>Hallelujah<br />
Hallelujah<br />
Hallelujah<br />
Hallelujah</p>
<p>Salda la tua Fede: pur una prova cercavi<br />
Benché vista: grondare sul tetto aspersa<br />
Sovrastato: di lei bellezza. Di luce selena<br />
Lei ti ha saldato: alla tua cucina scranna<br />
Lei franse il tuo trono recise le tue fronde</p>
<p>E dalle tue labbra: tese il tono Hallelujah<br />
Hallelujah, Hallelujah<br />
Hallelujah, Hallelujah</p>
<p>Per te che invano dici chiamarsi<br />
Io non conosco neppure il nome<br />
Ma se fosse stato: diverso per te?<br />
Una vampa di luce<br />
In parola che sia, è<br />
Non importa la versione da te: provata<br />
Se sacrata o franta, rimane: Hallelujah<br />
Hallelujah, Hallelujah<br />
Hallelujah, Hallelujah</p>
<p>Il mio meglio: ho donato. E non è - molto<br />
Non riuscivo a sentire - cercai di provarlo<br />
Portai il vero, e non per farti errare - unii<br />
E se malgrado tutto<br />
Tutto: andasse male<br />
Io sarò saldo davanti al Signore dell’Inno<br />
e nulla sulla lingua - tranne: Hallelujah</p>
<p>***</p>
<p>Ma l&#8217;essenziale, non è - ricordare? Ringraziare l&#8217;artista che sempre (ci) muove?</p>
<p>Chiara</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Barbara</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/02/18/juke-boxsuzanne/#comment-61602</link>
		<dc:creator>Barbara</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Feb 2007 11:43:38 +0000</pubDate>
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		<description>Ehi Joe, ehm.. così per dire:
com'è che tendi a ripetere le cose un miliardaio di volte ?:o)
L'abbiamo capito che la traduzione di Franz ti faceva schifo, ma di solito è buona la prima, per chi legge.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ehi Joe, ehm.. così per dire:<br />
com&#8217;è che tendi a ripetere le cose un miliardaio di volte ?:o)<br />
L&#8217;abbiamo capito che la traduzione di Franz ti faceva schifo, ma di solito è buona la prima, per chi legge.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
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		<title>Di: Giuseppe Iannozzi</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/02/18/juke-boxsuzanne/#comment-61597</link>
		<dc:creator>Giuseppe Iannozzi</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Feb 2007 11:18:05 +0000</pubDate>
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		<description>@ COSì&#38;COME

Da Poeta a Poeta.
Da Musicista a Musicista.
E anche da Poeta-Musicista a Poeta-Musicista.

La traduzione letterale ti serve solo se non sai la lingua. 
Ma anche la traduzione letterale deve avercela un minimo di dignità.

Quella postata da Giuda ce l'ha.
Quella allegata al post, cioè quella di Franz, fa schifo e basta.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@ COSì&amp;COME</p>
<p>Da Poeta a Poeta.<br />
Da Musicista a Musicista.<br />
E anche da Poeta-Musicista a Poeta-Musicista.</p>
<p>La traduzione letterale ti serve solo se non sai la lingua.<br />
Ma anche la traduzione letterale deve avercela un minimo di dignità.</p>
<p>Quella postata da Giuda ce l&#8217;ha.<br />
Quella allegata al post, cioè quella di Franz, fa schifo e basta.</p>
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	<item>
		<title>Di: carla bariffi</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/02/18/juke-boxsuzanne/#comment-61589</link>
		<dc:creator>carla bariffi</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Feb 2007 09:42:45 +0000</pubDate>
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		<description>io di Cohen ricordo questa;

-Like a bird on the wire, i have tried in my way to be free.-

-Come un uccello sul filo della luce, ho cercato a modo mio di essere libero.-

Ciao Franz.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>io di Cohen ricordo questa;</p>
<p>-Like a bird on the wire, i have tried in my way to be free.-</p>
<p>-Come un uccello sul filo della luce, ho cercato a modo mio di essere libero.-</p>
<p>Ciao Franz.</p>
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		<title>Di: cosi&#38;come</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/02/18/juke-boxsuzanne/#comment-61583</link>
		<dc:creator>cosi&#38;come</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Feb 2007 08:06:47 +0000</pubDate>
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		<description>Da poeta a poeta? Forse da musicista a musicista: le parole in musica sono un altro paio di maniche. Per la traduzione di una canzone o di un libretto di un'opera lirica si parla di versione ritmica, cioè a sillaba corrisponde nota, ad accento accento, non ci piove, e va bene che i cantautori sono poeti, ma poeti in musica, non si puo prescindere da questo, una traduzione, se pur bellissima e poeticisssima, ma che non sta su quelle note non conta nulla. Allora meglio una letterale senza pretese per seguire il testo in lingua originale Nel caso presente, con in mente la musica di Suzanne, basta solo considerere  i primi due versi 

Suzanne takes you down to
her place near the river

Con qulle rime interne -anne e down ed her e river su cui cadono gli accenti delle battute musicali, così decisamente "intraducibili".</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Da poeta a poeta? Forse da musicista a musicista: le parole in musica sono un altro paio di maniche. Per la traduzione di una canzone o di un libretto di un&#8217;opera lirica si parla di versione ritmica, cioè a sillaba corrisponde nota, ad accento accento, non ci piove, e va bene che i cantautori sono poeti, ma poeti in musica, non si puo prescindere da questo, una traduzione, se pur bellissima e poeticisssima, ma che non sta su quelle note non conta nulla. Allora meglio una letterale senza pretese per seguire il testo in lingua originale Nel caso presente, con in mente la musica di Suzanne, basta solo considerere  i primi due versi </p>
<p>Suzanne takes you down to<br />
her place near the river</p>
<p>Con qulle rime interne -anne e down ed her e river su cui cadono gli accenti delle battute musicali, così decisamente &#8220;intraducibili&#8221;.</p>
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	<item>
		<title>Di: linnio</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/02/18/juke-boxsuzanne/#comment-61580</link>
		<dc:creator>linnio</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Feb 2007 04:06:12 +0000</pubDate>
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		<description>su you tube è possibile vedere nick cave che maramaldeggia da par suo su questa canzone: niente del furore satanico e dall'estetica baconiana di 'no pussy blues', recentemente visto su mtv, ma un omaggio quasi straniato, zuccheroso, enfatico al Maestro l. cohen. Nello stesso album, il tributo più bello ed emozionante è quello del grandissimo Antony che ci regala una 'if it be your will' da sangue,sudore e lacrime. Ascoltare per credere.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>su you tube è possibile vedere nick cave che maramaldeggia da par suo su questa canzone: niente del furore satanico e dall&#8217;estetica baconiana di &#8216;no pussy blues&#8217;, recentemente visto su mtv, ma un omaggio quasi straniato, zuccheroso, enfatico al Maestro l. cohen. Nello stesso album, il tributo più bello ed emozionante è quello del grandissimo Antony che ci regala una &#8216;if it be your will&#8217; da sangue,sudore e lacrime. Ascoltare per credere.</p>
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	<item>
		<title>Di: Ophelia</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/02/18/juke-boxsuzanne/#comment-61573</link>
		<dc:creator>Ophelia</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 18 Feb 2007 22:48:56 +0000</pubDate>
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		<description>Suzanne è solo il nome di quella grande stracciona che è la vita.

Nella sua borsa gli avanzi della mensa dei poveri e i fiori di carta di un mimo. 

Dal suo silenzio si fanno le parole come le cose inutili e bizzarre che si raccolgono quando si è piccoli.

Solo chi è sommerso (ma tiene gli occhi aperti, come le mani)  si può liberare.

 @ Franz: GRAZIE.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Suzanne è solo il nome di quella grande stracciona che è la vita.</p>
<p>Nella sua borsa gli avanzi della mensa dei poveri e i fiori di carta di un mimo. </p>
<p>Dal suo silenzio si fanno le parole come le cose inutili e bizzarre che si raccolgono quando si è piccoli.</p>
<p>Solo chi è sommerso (ma tiene gli occhi aperti, come le mani)  si può liberare.</p>
<p> @ Franz: GRAZIE.</p>
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