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	<title>Commenti a: Verso una società solare - 2</title>
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	<pubDate>Fri, 09 Jan 2009 03:13:58 +0000</pubDate>
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		<title>Di: Mario</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/02/20/verso-una-societa-solare-2/#comment-61746</link>
		<dc:creator>Mario</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Feb 2007 23:14:37 +0000</pubDate>
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		<description>@ tashtego

Condivido parola x parola.
E punto

Mario</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@ tashtego</p>
<p>Condivido parola x parola.<br />
E punto</p>
<p>Mario</p>
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		<title>Di: Lucio Angelini</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/02/20/verso-una-societa-solare-2/#comment-61734</link>
		<dc:creator>Lucio Angelini</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Feb 2007 18:41:33 +0000</pubDate>
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		<description>Però, un articolo che contiene l'aggettivo "solare" nel titolo ed è firmato da uno studioso che fa "Nebbia" di cognome...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Però, un articolo che contiene l&#8217;aggettivo &#8220;solare&#8221; nel titolo ed è firmato da uno studioso che fa &#8220;Nebbia&#8221; di cognome&#8230;</p>
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	<item>
		<title>Di: alanina</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/02/20/verso-una-societa-solare-2/#comment-61720</link>
		<dc:creator>alanina</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Feb 2007 17:13:03 +0000</pubDate>
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		<description>ehi! pensieri oziosi ha appiccicato i PDF! 
...nessuno dica nulla: prima o poi ci arrivo da me... :-)

mr. tash: "se la salvezza di quello che resta del pianeta potrà farsi business e dunque merce, allora sì." 
veramente, è suppergiù quello che spero io. non sarà il massimo dell'ottimismo, ma è il massimo del mio ottimismo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>ehi! pensieri oziosi ha appiccicato i PDF!<br />
&#8230;nessuno dica nulla: prima o poi ci arrivo da me&#8230; :-)</p>
<p>mr. tash: &#8220;se la salvezza di quello che resta del pianeta potrà farsi business e dunque merce, allora sì.&#8221;<br />
veramente, è suppergiù quello che spero io. non sarà il massimo dell&#8217;ottimismo, ma è il massimo del mio ottimismo.</p>
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	<item>
		<title>Di: Pensieri Oziosi</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/02/20/verso-una-societa-solare-2/#comment-61706</link>
		<dc:creator>Pensieri Oziosi</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Feb 2007 14:07:46 +0000</pubDate>
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		<description>Grazie per i riferimenti bibliografici Alanina! L&#8217;articolo è &lt;a href="http://www.sciencemag.org/cgi/reprint/315/5813/798.pdf" rel="nofollow"&gt;a pagina 798&lt;/a&gt;. A pagina 789 c&#8217;è un altro articolo (redazionale, questo) che però val la pena di segnalare lo stesso:

&lt;a href="http://www.sciencemag.org/cgi/reprint/315/5813/789.pdf" rel="nofollow"&gt;Hydrogen Economy? Let Sunlight Do the Work&lt;/a&gt; nel quale viene ricordato che l&#8217;energia solare ha un possibile campo di applicazione energetico che va oltre alla produzione fotovoltaica (cosa che per altro ricorda anche Nebbia stesso).</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie per i riferimenti bibliografici Alanina! L&#8217;articolo è <a href="http://www.sciencemag.org/cgi/reprint/315/5813/798.pdf" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('outclick-comm/www.sciencemag.org');" rel="nofollow">a pagina 798</a>. A pagina 789 c&#8217;è un altro articolo (redazionale, questo) che però val la pena di segnalare lo stesso:</p>
<p><a href="http://www.sciencemag.org/cgi/reprint/315/5813/789.pdf" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('outclick-comm/www.sciencemag.org');" rel="nofollow">Hydrogen Economy? Let Sunlight Do the Work</a> nel quale viene ricordato che l&#8217;energia solare ha un possibile campo di applicazione energetico che va oltre alla produzione fotovoltaica (cosa che per altro ricorda anche Nebbia stesso).</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: tashtego</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/02/20/verso-una-societa-solare-2/#comment-61704</link>
		<dc:creator>tashtego</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Feb 2007 13:55:50 +0000</pubDate>
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		<description>@ala-nina
la mia sensazione, per esempio, è che oggi sarebbe possibile, a costi altissimi, costruire ex novo una "città solare" o comunque bio-climatica.
se ne possono costruire svariate, ma ciò non sposterebbe di un millimetro la traiettoria auto-distruttiva in atto.
e poi: che fare delle città attuali, non-solari?
le possiamo adeguare, ma in quale misura? a quali costi?
e poi: chi le costruisce se la sensazione comune è ancora quella di risorse illimitate? 
la politica si fonda sulle emozioni: una cosa è sapere in via teorica che il petrolio tra trent'anni è finito e una cosa è constatare che alla pompa non c'è più.
si possono riporre speranze sulla capacità di auto-riparazione della scienza del capitale, sulla sua capacità di cambiare rotta?
cioè di immettere nuove tecnologie alternative sul mercato e a prezzi convenienti?
nella logica globale di mercato nulla di rilevante accade fuori di esso.
se la salvezza di quello che resta del pianeta potrà farsi business e dunque merce, allora sì.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@ala-nina<br />
la mia sensazione, per esempio, è che oggi sarebbe possibile, a costi altissimi, costruire ex novo una &#8220;città solare&#8221; o comunque bio-climatica.<br />
se ne possono costruire svariate, ma ciò non sposterebbe di un millimetro la traiettoria auto-distruttiva in atto.<br />
e poi: che fare delle città attuali, non-solari?<br />
le possiamo adeguare, ma in quale misura? a quali costi?<br />
e poi: chi le costruisce se la sensazione comune è ancora quella di risorse illimitate?<br />
la politica si fonda sulle emozioni: una cosa è sapere in via teorica che il petrolio tra trent&#8217;anni è finito e una cosa è constatare che alla pompa non c&#8217;è più.<br />
si possono riporre speranze sulla capacità di auto-riparazione della scienza del capitale, sulla sua capacità di cambiare rotta?<br />
cioè di immettere nuove tecnologie alternative sul mercato e a prezzi convenienti?<br />
nella logica globale di mercato nulla di rilevante accade fuori di esso.<br />
se la salvezza di quello che resta del pianeta potrà farsi business e dunque merce, allora sì.</p>
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	<item>
		<title>Di: alanina</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/02/20/verso-una-societa-solare-2/#comment-61701</link>
		<dc:creator>alanina</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Feb 2007 13:05:44 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2007/02/20/verso-una-societa-solare-2/#comment-61701</guid>
		<description>Beh, non è del tutto esatto che non ci siano dati condivisi, per quanto incompleti. Per esempio, è noto che l'energia solare che colpisce la terra in 1 ora è superiore a quella consumata da tutto il genere umano in un anno. Ma è anche indiscutibile che al presente il costo dell'energia solare non è assolutamente competitivo con quello dell'energia fossile (carbone, petrlio, ecc). 

"Ora è arrivato il momento di costruire una città solare" (commento al post precedente) credo sia un'affermazione azzardata.

Cominciare a pensarci e a lavorarci è semplice buon senso.

Il capitalismo, dal canto suo, non aspetta altro che roba nuova da vendere...

Il numero del 9 febbraio di Science è dedicato a Energia e Sostenibilità. Qui sotto un breve estratto. Posso fare a meno di tradurlo? Dite di si, vi prego. So' TROPPO pigra... 

Da: Science, Volume 315, Issue 5813, Sustainability and Energy, pag 789 - February 9 2007

"Toward Cost-Effective Solar Energy Use" 

[...] More energy from sunlight strikes Earth in 1 hour than all of the energy consumed by humans in an entire year. In fact, the solar energy resource dwarfs all other renewable and fossil-based energy resources combined (1). With increasing attention toward carbon-neutral energy production, solar electricity—or photovoltaic (PV) technology—is receiving heightened attention as a potentially widespread approach to sustainable energy production. The global solar electricity market is currently more than $10 billion/year, and the industry is growing at more than 30% per annum (2). However, low-cost, base-loadable, fossil-based electricity has always served as a formidable cost competitor for electrical power generation. To provide a truly widespread primary energy source, solar energy must be captured, converted, and stored in a cost-effective fashion. Even a solar electricity device that operated at near the theoretical limit of 70% efficiency would not provide the needed technology if it were expensive and if there were no cost-effective mechanism to store and dispatch the converted solar energy upon demand (3). Hence, a complete solar-based energy system will not only require cost reduction in existing PV manufacturing methods, but will also require science and technology breakthroughs to enable, in a convenient, scalably manufacturable form, the ultralow-cost capture, conversion, and storage of sunlight. [...]

1. World Energy Assessment Overview, 2004 Update, J. Goldemberg, T. B. Johansson, Eds. (United Nations Development Programme, New York, 2004) (www.undp.org/energy/weaover2004.htm).
2. Basic Research Needs for Solar Energy Utilization (U.S. Department of Energy, Washington, DC, 2005) (www.er.doe.gov/bes/reports/abstracts.html#SEU).
3. M. I. Hoffert et al., Science 298, 981 (2002</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Beh, non è del tutto esatto che non ci siano dati condivisi, per quanto incompleti. Per esempio, è noto che l&#8217;energia solare che colpisce la terra in 1 ora è superiore a quella consumata da tutto il genere umano in un anno. Ma è anche indiscutibile che al presente il costo dell&#8217;energia solare non è assolutamente competitivo con quello dell&#8217;energia fossile (carbone, petrlio, ecc). </p>
<p>&#8220;Ora è arrivato il momento di costruire una città solare&#8221; (commento al post precedente) credo sia un&#8217;affermazione azzardata.</p>
<p>Cominciare a pensarci e a lavorarci è semplice buon senso.</p>
<p>Il capitalismo, dal canto suo, non aspetta altro che roba nuova da vendere&#8230;</p>
<p>Il numero del 9 febbraio di Science è dedicato a Energia e Sostenibilità. Qui sotto un breve estratto. Posso fare a meno di tradurlo? Dite di si, vi prego. So&#8217; TROPPO pigra&#8230; </p>
<p>Da: Science, Volume 315, Issue 5813, Sustainability and Energy, pag 789 - February 9 2007</p>
<p>&#8220;Toward Cost-Effective Solar Energy Use&#8221; </p>
<p>[...] More energy from sunlight strikes Earth in 1 hour than all of the energy consumed by humans in an entire year. In fact, the solar energy resource dwarfs all other renewable and fossil-based energy resources combined (1). With increasing attention toward carbon-neutral energy production, solar electricity—or photovoltaic (PV) technology—is receiving heightened attention as a potentially widespread approach to sustainable energy production. The global solar electricity market is currently more than $10 billion/year, and the industry is growing at more than 30% per annum (2). However, low-cost, base-loadable, fossil-based electricity has always served as a formidable cost competitor for electrical power generation. To provide a truly widespread primary energy source, solar energy must be captured, converted, and stored in a cost-effective fashion. Even a solar electricity device that operated at near the theoretical limit of 70% efficiency would not provide the needed technology if it were expensive and if there were no cost-effective mechanism to store and dispatch the converted solar energy upon demand (3). Hence, a complete solar-based energy system will not only require cost reduction in existing PV manufacturing methods, but will also require science and technology breakthroughs to enable, in a convenient, scalably manufacturable form, the ultralow-cost capture, conversion, and storage of sunlight. [...]</p>
<p>1. World Energy Assessment Overview, 2004 Update, J. Goldemberg, T. B. Johansson, Eds. (United Nations Development Programme, New York, 2004) (www.undp.org/energy/weaover2004.htm).<br />
2. Basic Research Needs for Solar Energy Utilization (U.S. Department of Energy, Washington, DC, 2005) (www.er.doe.gov/bes/reports/abstracts.html#SEU).<br />
3. M. I. Hoffert et al., Science 298, 981 (2002</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Morgan</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/02/20/verso-una-societa-solare-2/#comment-61698</link>
		<dc:creator>Morgan</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Feb 2007 12:37:17 +0000</pubDate>
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		<description>Forse l'età, forse le riflessioni, tutto mi ha portato ad essere meno schiavo delle euforie e meno propenso alla tristezza, anche in questo argomento voglio essere a metà fra il tragico e l''ingenuo entusiasmo. 
Le cose scritte sono sacre, davvero, però ho un'idea fissa: dal basso si può fare molto e quei maledetti politicanti devono fare di più. A volte credo che sia giunto il momento, in ambito ambientale, di andare con una grande manifestazione davanti al Parlamento, non solo nei tranquilli borghi di provincia lontani dal potere, a minacciare con serietà e intelligenza tutti quei faccioni affettati e tronfi che si dividono gli scranni come i punti della spesa. 
Chiedere proposte serie e verificarne i passi ottenuti. Pena del fallimento: a casa, via, fuori, rauss! 
Ma lo sapere che in Svezia il Ministero dell'Ambiente è fondamentale e molti altri Ministeri devono rispettare per qualsiasi scelta durissime leggi ambientali per muovere un solo passo. 
Infatti, solo per fare un esempio, il fiume centrale di Stoccolma è acqua pura se lo confrontiamo con i nostri fiumi insozzati. 
Mettiamocelo in testa, usciamo dai nostri confini con la zucca per ragionare e osservare, siamo davvero governati da gente impreparata che deve essere sbattuta fuori a calci nei c....i senza indugio.
Parlano di contenitori (esempio il grande partito democratico o il polo delle libertà), contenitori, non contenuti. E' un dramma. E sempre la solita gente che non sa dov'è il Darfur, che non ha idea di che cosa sia un affitto da 800 euro e più da pagare con uno stipendio misero, che se gli chiedi chi era Mazzini non sa neppure in quale secolo è vissuto... drammi culturali e conseguentemente di sensibilità. 
Lo possiamo accettare in mille lavori, ci mancherebbe, ma non nella cosa pubblica. Ci vuole serietà e cultura. Punto.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Forse l&#8217;età, forse le riflessioni, tutto mi ha portato ad essere meno schiavo delle euforie e meno propenso alla tristezza, anche in questo argomento voglio essere a metà fra il tragico e l&#8221;ingenuo entusiasmo.<br />
Le cose scritte sono sacre, davvero, però ho un&#8217;idea fissa: dal basso si può fare molto e quei maledetti politicanti devono fare di più. A volte credo che sia giunto il momento, in ambito ambientale, di andare con una grande manifestazione davanti al Parlamento, non solo nei tranquilli borghi di provincia lontani dal potere, a minacciare con serietà e intelligenza tutti quei faccioni affettati e tronfi che si dividono gli scranni come i punti della spesa.<br />
Chiedere proposte serie e verificarne i passi ottenuti. Pena del fallimento: a casa, via, fuori, rauss!<br />
Ma lo sapere che in Svezia il Ministero dell&#8217;Ambiente è fondamentale e molti altri Ministeri devono rispettare per qualsiasi scelta durissime leggi ambientali per muovere un solo passo.<br />
Infatti, solo per fare un esempio, il fiume centrale di Stoccolma è acqua pura se lo confrontiamo con i nostri fiumi insozzati.<br />
Mettiamocelo in testa, usciamo dai nostri confini con la zucca per ragionare e osservare, siamo davvero governati da gente impreparata che deve essere sbattuta fuori a calci nei c&#8230;.i senza indugio.<br />
Parlano di contenitori (esempio il grande partito democratico o il polo delle libertà), contenitori, non contenuti. E&#8217; un dramma. E sempre la solita gente che non sa dov&#8217;è il Darfur, che non ha idea di che cosa sia un affitto da 800 euro e più da pagare con uno stipendio misero, che se gli chiedi chi era Mazzini non sa neppure in quale secolo è vissuto&#8230; drammi culturali e conseguentemente di sensibilità.<br />
Lo possiamo accettare in mille lavori, ci mancherebbe, ma non nella cosa pubblica. Ci vuole serietà e cultura. Punto.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: replay</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/02/20/verso-una-societa-solare-2/#comment-61688</link>
		<dc:creator>replay</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Feb 2007 11:05:50 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2007/02/20/verso-una-societa-solare-2/#comment-61688</guid>
		<description>"(...) le risorse mondiali sono destinate all’esaurimento, nessuno può fermare il treno in corsa del capitalismo selvaggio.
La tendenza all’accumulazione illimitata è strutturale.
Il comunismo è morto, il capitalismo è disperatamente aggrappato alla vita come un malato terminale e ci distruggerà trascinandoci alla rovina.
(...)
L’economia sembra tenersi fuori dal territorio della ragione."</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;(&#8230;) le risorse mondiali sono destinate all’esaurimento, nessuno può fermare il treno in corsa del capitalismo selvaggio.<br />
La tendenza all’accumulazione illimitata è strutturale.<br />
Il comunismo è morto, il capitalismo è disperatamente aggrappato alla vita come un malato terminale e ci distruggerà trascinandoci alla rovina.<br />
(&#8230;)<br />
L’economia sembra tenersi fuori dal territorio della ragione.&#8221;</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Alessandro Iacuelli</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/02/20/verso-una-societa-solare-2/#comment-61681</link>
		<dc:creator>Alessandro Iacuelli</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Feb 2007 09:25:35 +0000</pubDate>
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		<description>Per rispondere ad un commento di Maria Luisa alla prima parte: è vero quel che dici, circa lo scrivere di ecologia, ma per fortuna proprio in questi ultimi anni sta finalmente nascendo, anche se tra mille difficoltà, una cultura ecologica in grado di scrivere senza quelle semplificazioni alle quali ti riferisci.
Mi auguro che questa fase porti a buoni risultati...
Staremo a vedere :)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Per rispondere ad un commento di Maria Luisa alla prima parte: è vero quel che dici, circa lo scrivere di ecologia, ma per fortuna proprio in questi ultimi anni sta finalmente nascendo, anche se tra mille difficoltà, una cultura ecologica in grado di scrivere senza quelle semplificazioni alle quali ti riferisci.<br />
Mi auguro che questa fase porti a buoni risultati&#8230;<br />
Staremo a vedere :)</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: tashtego</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/02/20/verso-una-societa-solare-2/#comment-61678</link>
		<dc:creator>tashtego</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Feb 2007 09:12:41 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2007/02/20/verso-una-societa-solare-2/#comment-61678</guid>
		<description>Messa così, sembra facile.
Soprattutto è un discorso che va bene a tutti perché fa a meno della politica.
Sembra quasi un’esigenza etica.
Come se l’argomento energia non fosse tutto interno al binomio tecnica-politica.
Su solare, nucleare, petrolio, fonti alternative, eccetera, non è possibile disporre di dati certi e condivisi sui quali farsi un’opinione qualsiasi.
Non appena si fa cenno al solare salta su qualcuno a dire che il fabbisogno energetico delle nostre economie è tale che il solare non può soddisfarne che una minima parte.
Stessi dati contraddittori sul nucleare, sulle risorse petrolifere restanti, eccetera.
Ci sono terrificanti potenze economiche in ascesa che usano ancora prevalentemente il carbone.
Tuttavia non si possono fronteggiare col solare.
Credo che non si possa fare nulla: le risorse mondiali sono destinate all’esaurimento, nessuno può fermare il treno in corsa del capitalismo selvaggio.
La tendenza all’accumulazione illimitata è strutturale.
Il comunismo è morto, il capitalismo è disperatamente aggrappato alla vita come un malato terminale e ci distruggerà trascinandoci alla rovina.
Ai voglia a fare specchi solari, pannelli, roba fotovoltaica.
L'economia sembra tenersi fuori dal territorio della ragione.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Messa così, sembra facile.<br />
Soprattutto è un discorso che va bene a tutti perché fa a meno della politica.<br />
Sembra quasi un’esigenza etica.<br />
Come se l’argomento energia non fosse tutto interno al binomio tecnica-politica.<br />
Su solare, nucleare, petrolio, fonti alternative, eccetera, non è possibile disporre di dati certi e condivisi sui quali farsi un’opinione qualsiasi.<br />
Non appena si fa cenno al solare salta su qualcuno a dire che il fabbisogno energetico delle nostre economie è tale che il solare non può soddisfarne che una minima parte.<br />
Stessi dati contraddittori sul nucleare, sulle risorse petrolifere restanti, eccetera.<br />
Ci sono terrificanti potenze economiche in ascesa che usano ancora prevalentemente il carbone.<br />
Tuttavia non si possono fronteggiare col solare.<br />
Credo che non si possa fare nulla: le risorse mondiali sono destinate all’esaurimento, nessuno può fermare il treno in corsa del capitalismo selvaggio.<br />
La tendenza all’accumulazione illimitata è strutturale.<br />
Il comunismo è morto, il capitalismo è disperatamente aggrappato alla vita come un malato terminale e ci distruggerà trascinandoci alla rovina.<br />
Ai voglia a fare specchi solari, pannelli, roba fotovoltaica.<br />
L&#8217;economia sembra tenersi fuori dal territorio della ragione.</p>
]]></content:encoded>
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