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	<title>Commenti a: Blu</title>
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	<pubDate>Tue, 02 Dec 2008 03:35:08 +0000</pubDate>
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		<title>Di: c.r.</title>
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		<dc:creator>c.r.</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Apr 2007 10:58:58 +0000</pubDate>
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		<description>Al di là di un dato oggettivo, che accomuni tutti i lettori, c'è la mia interpretazione di singolo lettore.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Al di là di un dato oggettivo, che accomuni tutti i lettori, c&#8217;è la mia interpretazione di singolo lettore.</p>
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		<title>Di: c.r.</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/03/22/blu/#comment-66240</link>
		<dc:creator>c.r.</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Apr 2007 14:31:50 +0000</pubDate>
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		<description>Rileggendolo si può pensare che si poteva aggiustare un pochino meglio; la forma, se così si può dire, non ha la forza che dovrebbe avere visto l'argomento di cui tratta. A pensarci bene sembra che manchi di verità, poiché il modo di scrivere, nonostante l'apparenza, è un poco esteriore e un poco ingenuo; uno su tutti il cornetto che sa di cartone. A ben considerare, dunque, a mio avviso, si poteva fare meglio. Spostare ad esempio il particolare dei due grossi peli, trasferendo un altro elemento, forte e negativo, sulla figura del genitore. Ben tratteggiata sembra invece, in prima lettura, la moglie e madre (più moglie che madre - si evince dal testo). Peccato per il punto di osservazione che sembra tenere più in conto il coraggio della giovane, che la piccola. Così pare.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Rileggendolo si può pensare che si poteva aggiustare un pochino meglio; la forma, se così si può dire, non ha la forza che dovrebbe avere visto l&#8217;argomento di cui tratta. A pensarci bene sembra che manchi di verità, poiché il modo di scrivere, nonostante l&#8217;apparenza, è un poco esteriore e un poco ingenuo; uno su tutti il cornetto che sa di cartone. A ben considerare, dunque, a mio avviso, si poteva fare meglio. Spostare ad esempio il particolare dei due grossi peli, trasferendo un altro elemento, forte e negativo, sulla figura del genitore. Ben tratteggiata sembra invece, in prima lettura, la moglie e madre (più moglie che madre - si evince dal testo). Peccato per il punto di osservazione che sembra tenere più in conto il coraggio della giovane, che la piccola. Così pare.</p>
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		<title>Di: c.r.</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/03/22/blu/#comment-66187</link>
		<dc:creator>c.r.</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Apr 2007 10:48:13 +0000</pubDate>
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		<description>A me ha fatto piacere leggere questo racconto e mi ha dato modo di pensare.  Immagino che il racconto sia stato pubblicato perché ogni cosa anche la più umile ha qualcosa da dire agli altri e può essere uno spunto di riflessione, in fondo chi commenta immagino abbia a sua volta la voglia di scrivere. Come me, ad esempio; allora ogni occasione può far riflettere.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>A me ha fatto piacere leggere questo racconto e mi ha dato modo di pensare.  Immagino che il racconto sia stato pubblicato perché ogni cosa anche la più umile ha qualcosa da dire agli altri e può essere uno spunto di riflessione, in fondo chi commenta immagino abbia a sua volta la voglia di scrivere. Come me, ad esempio; allora ogni occasione può far riflettere.</p>
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		<title>Di: scerbanenko</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/03/22/blu/#comment-65215</link>
		<dc:creator>scerbanenko</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 31 Mar 2007 10:58:56 +0000</pubDate>
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		<description>@ c.r.

Hai perfettamente ragione: ma qui il punto è un altro, senza togliere niente a Monica Viola, mi spiegate perché il suo racconto è stato postato su Nazione Indiana?
Per la sua oggettiva qualità?
Non scherziamo.
Io misuro solo che la rete, i blog, anche quelli più autorevoli, stanno contribuendo a loro modo ad abbassare la qualità della scrittura e non so più capire quale sia il criterio secondo il quale una cosa viene 'pubblicata' e un'altra no.
Non vorrei che come in tutti i settori, di fondo ci siano motivi legati alle conoscenze, ai rapporti interpersonali, etc, etc.
E non me la sto prendendo con Monica Viola, ribadisco, a lei anzi auguro ogni bene: se è davvero brava, lo dimostrerà con il tempo. è parecchio 'sensibile' questo indubbiamente si sente.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@ c.r.</p>
<p>Hai perfettamente ragione: ma qui il punto è un altro, senza togliere niente a Monica Viola, mi spiegate perché il suo racconto è stato postato su Nazione Indiana?<br />
Per la sua oggettiva qualità?<br />
Non scherziamo.<br />
Io misuro solo che la rete, i blog, anche quelli più autorevoli, stanno contribuendo a loro modo ad abbassare la qualità della scrittura e non so più capire quale sia il criterio secondo il quale una cosa viene &#8216;pubblicata&#8217; e un&#8217;altra no.<br />
Non vorrei che come in tutti i settori, di fondo ci siano motivi legati alle conoscenze, ai rapporti interpersonali, etc, etc.<br />
E non me la sto prendendo con Monica Viola, ribadisco, a lei anzi auguro ogni bene: se è davvero brava, lo dimostrerà con il tempo. è parecchio &#8217;sensibile&#8217; questo indubbiamente si sente.</p>
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		<title>Di: c.r.</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/03/22/blu/#comment-64961</link>
		<dc:creator>c.r.</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Mar 2007 11:01:01 +0000</pubDate>
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		<description>Scusate ma pensavo che il mio commento potesse servire all'autrice, e tuttora lo penso. Mi sono accorto che si finisce col guardare altre cose che non hanno nulla a che fare col testo che si vuole commentare; si guarda spesso dentro se stessi, c'è molta invidia e molta rabbia. Io un suggerimento lo valuterei come buono, senza pensare in negativo. C'è un testo, mi può piacere o non piacere, comunque quello che si dice attorno a questo testo non può che far bene al testo stesso e soprattutto è utile in futuro per ciò che l'autrice scriverà. Insomma, un consiglio è sempre buono, sepreché non si abbia diffidenza verso qualcosa di indefinito, e sempreché si possa cogliere dove è invidia e gelosia e dove inutile remar contro per rabbia e chissà cosa. Spero che i miei commenti siano stati quantomeno costruttivi, considerato che l'ironia quando si scrive è secondo molti un buon viatico.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Scusate ma pensavo che il mio commento potesse servire all&#8217;autrice, e tuttora lo penso. Mi sono accorto che si finisce col guardare altre cose che non hanno nulla a che fare col testo che si vuole commentare; si guarda spesso dentro se stessi, c&#8217;è molta invidia e molta rabbia. Io un suggerimento lo valuterei come buono, senza pensare in negativo. C&#8217;è un testo, mi può piacere o non piacere, comunque quello che si dice attorno a questo testo non può che far bene al testo stesso e soprattutto è utile in futuro per ciò che l&#8217;autrice scriverà. Insomma, un consiglio è sempre buono, sepreché non si abbia diffidenza verso qualcosa di indefinito, e sempreché si possa cogliere dove è invidia e gelosia e dove inutile remar contro per rabbia e chissà cosa. Spero che i miei commenti siano stati quantomeno costruttivi, considerato che l&#8217;ironia quando si scrive è secondo molti un buon viatico.</p>
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		<title>Di: Barbara</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/03/22/blu/#comment-64958</link>
		<dc:creator>Barbara</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Mar 2007 10:45:37 +0000</pubDate>
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		<description>Scerbanenko,
scusami, ma io ho solo detto che mi era piaciuto un racconto.
Tutto qui !
Da qui ad aver capito i miei gusti letterari e addirittura dispiacersene
mi sembra proprio un'esagerazione...:o)...ma dai...

E poi:
i libri si comprano e possono più o  meno piacere in base al libero arbitrio.
Nessuno, nè qui nè altrove, sta con la pistola puntata alla nostra tempia per farceli comprare.
Possiamo, sì,  essere invogliati a farlo in base a recensioni o suggerimenti.
Ma se poi un libro si rivela una ciofeca, amen, a chi vuoi dar la colpa, scusami ?

Ciao !</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Scerbanenko,<br />
scusami, ma io ho solo detto che mi era piaciuto un racconto.<br />
Tutto qui !<br />
Da qui ad aver capito i miei gusti letterari e addirittura dispiacersene<br />
mi sembra proprio un&#8217;esagerazione&#8230;:o)&#8230;ma dai&#8230;</p>
<p>E poi:<br />
i libri si comprano e possono più o  meno piacere in base al libero arbitrio.<br />
Nessuno, nè qui nè altrove, sta con la pistola puntata alla nostra tempia per farceli comprare.<br />
Possiamo, sì,  essere invogliati a farlo in base a recensioni o suggerimenti.<br />
Ma se poi un libro si rivela una ciofeca, amen, a chi vuoi dar la colpa, scusami ?</p>
<p>Ciao !</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: chi</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/03/22/blu/#comment-64939</link>
		<dc:creator>chi</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Mar 2007 08:05:58 +0000</pubDate>
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		<description>quello che invece sconcerta me è la capacità di passare mirabilmente e in due battute canoniche dalla discussione sulla scrittura a quella sullo scrittore. chi è. chi rappresenta. cosa fa nella vita. mangia carne?

intabarrarsi dietro qualsiasi etichetta, fosse pure quella degna e auspicabile di lettore, è limitante. 
io sono io e basta, vestita di bleu o di rosso o di criticismo kantiano e aggettivi vari, nuda come un germoglio o addetto ai lavori. che importa chi è monica viola, che importa desumere o dire che la storia raccontata sia vera. esiste perché è scritta e questo basta. e se è scritta sta più o meno ritta alle folate del vento del gusto degli altri. o esistono assoluti? o la semplicità è un valore in sé?

comunque mi rendo conto che questo intervento è perfettamente in indirizzo. d'altronde per non esserlo bisognerebbe contraddire godel. 
e non è facile. 
buona giornata fanciulli</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>quello che invece sconcerta me è la capacità di passare mirabilmente e in due battute canoniche dalla discussione sulla scrittura a quella sullo scrittore. chi è. chi rappresenta. cosa fa nella vita. mangia carne?</p>
<p>intabarrarsi dietro qualsiasi etichetta, fosse pure quella degna e auspicabile di lettore, è limitante.<br />
io sono io e basta, vestita di bleu o di rosso o di criticismo kantiano e aggettivi vari, nuda come un germoglio o addetto ai lavori. che importa chi è monica viola, che importa desumere o dire che la storia raccontata sia vera. esiste perché è scritta e questo basta. e se è scritta sta più o meno ritta alle folate del vento del gusto degli altri. o esistono assoluti? o la semplicità è un valore in sé?</p>
<p>comunque mi rendo conto che questo intervento è perfettamente in indirizzo. d&#8217;altronde per non esserlo bisognerebbe contraddire godel.<br />
e non è facile.<br />
buona giornata fanciulli</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: scerbanenko</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/03/22/blu/#comment-64904</link>
		<dc:creator>scerbanenko</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Mar 2007 20:41:59 +0000</pubDate>
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		<description>- e non sono "un addetto ai lavori"", c'era scritto...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>- e non sono &#8220;un addetto ai lavori&#8221;", c&#8217;era scritto&#8230;</p>
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	<item>
		<title>Di: scerbanenko</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/03/22/blu/#comment-64903</link>
		<dc:creator>scerbanenko</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Mar 2007 20:40:59 +0000</pubDate>
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		<description>Qui nessuno fa lo snob. non io almeno. e non sono un &#62;, sono un LETTORE. Se il tuo gusto letterario è questo, mi dispiace per te: ti perdi un sacco di cose bellissime che manco t'immagini. non 'difficili', o 'culturali' nel senso di barbose (dio ne scampi e liberi dagli intellettuali: su questo hai ragione) ma, dicevo, ti perdi un mucchio di cose semplicemente BELLE. E questo che mi fa rabbia.
Perché poi questa cecità non riguarda solo i commenti dei 'semplici' come li chiami tu, ma gli stessi addetti ai lavori. che tengono basso il livello per farci consumare i libri come merce con la data di scadenza.
Fossi in te m'incazzerei, piuttosto.
Non so te, ma io per dar retta a qualcuno ho buttato anche dei soldi per comprare libri improbabili. e ok, non è questo il problema. Il problema è che qui ormai tutti si considerano scrittori.
Da lettore mi ribello. 
Da LETTORE, capito?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Qui nessuno fa lo snob. non io almeno. e non sono un &gt;, sono un LETTORE. Se il tuo gusto letterario è questo, mi dispiace per te: ti perdi un sacco di cose bellissime che manco t&#8217;immagini. non &#8216;difficili&#8217;, o &#8216;culturali&#8217; nel senso di barbose (dio ne scampi e liberi dagli intellettuali: su questo hai ragione) ma, dicevo, ti perdi un mucchio di cose semplicemente BELLE. E questo che mi fa rabbia.<br />
Perché poi questa cecità non riguarda solo i commenti dei &#8217;semplici&#8217; come li chiami tu, ma gli stessi addetti ai lavori. che tengono basso il livello per farci consumare i libri come merce con la data di scadenza.<br />
Fossi in te m&#8217;incazzerei, piuttosto.<br />
Non so te, ma io per dar retta a qualcuno ho buttato anche dei soldi per comprare libri improbabili. e ok, non è questo il problema. Il problema è che qui ormai tutti si considerano scrittori.<br />
Da lettore mi ribello.<br />
Da LETTORE, capito?</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Barbara</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/03/22/blu/#comment-64901</link>
		<dc:creator>Barbara</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Mar 2007 20:24:37 +0000</pubDate>
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		<description>Scerbanenko,

ma du' commenti alla gente che legge e basta, che non scrive nè professione nè per hobby, che non è un critico manco pè gnente, che non è addetta ai lavori, glieli lasciamo fare o no ??

Siamo arrivati quasi al paradosso della stroncatura a priori, e se uno invece commenta positivamente si deve quasi sentire in colpa...mah...

Lo volete capire, un pò tutti, che chi commenta può essere anche persona semplice, non acculturata, e non snob, soprattutto ?
Che legge andando a  sensazioni,  a pelle ?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Scerbanenko,</p>
<p>ma du&#8217; commenti alla gente che legge e basta, che non scrive nè professione nè per hobby, che non è un critico manco pè gnente, che non è addetta ai lavori, glieli lasciamo fare o no ??</p>
<p>Siamo arrivati quasi al paradosso della stroncatura a priori, e se uno invece commenta positivamente si deve quasi sentire in colpa&#8230;mah&#8230;</p>
<p>Lo volete capire, un pò tutti, che chi commenta può essere anche persona semplice, non acculturata, e non snob, soprattutto ?<br />
Che legge andando a  sensazioni,  a pelle ?</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: scerbanenko</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/03/22/blu/#comment-64894</link>
		<dc:creator>scerbanenko</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Mar 2007 18:59:05 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2007/03/22/blu/#comment-64894</guid>
		<description>E no, perché poi ci fanno anche i libri. Spacciando queste operazioni commerciali come fossero i nuovi laboratori, richiamando, in maniera sciagurata, il Gruppo '63 o gli Under 25 curati da Tondelli. E ovunque leggi lodi sperticate da parte dei presunti critici. Dico presunti perché poi scopri che lavorano per, che non sono liberi di. E via dicendo</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>E no, perché poi ci fanno anche i libri. Spacciando queste operazioni commerciali come fossero i nuovi laboratori, richiamando, in maniera sciagurata, il Gruppo &#8216;63 o gli Under 25 curati da Tondelli. E ovunque leggi lodi sperticate da parte dei presunti critici. Dico presunti perché poi scopri che lavorano per, che non sono liberi di. E via dicendo</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: una che passa</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/03/22/blu/#comment-64893</link>
		<dc:creator>una che passa</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Mar 2007 18:46:57 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2007/03/22/blu/#comment-64893</guid>
		<description>ecco, si, è il tipico racconto da blog</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>ecco, si, è il tipico racconto da blog</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: scerbanenko</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/03/22/blu/#comment-64889</link>
		<dc:creator>scerbanenko</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Mar 2007 18:29:25 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2007/03/22/blu/#comment-64889</guid>
		<description>Veramente mi meraviglio che questo racconto sia pubblicato qui. Come degli altri d'altronde. è pieno di cliché. Perché sempre queste narrazioni quotidiane, questi luoghi comuni, questo giocare con temi forti come a pretendere di essere 'scrittori' solo perché si parla di argomenti forti?
Dove sono finiti Calvino e Buzzati e Rodari e tutto l'insegnamento del realismo fantastico di Cortazar e Bioy Casares? Perché non far implodere il reale invece disguazzarci dentro fino al collo? 
Ma che senso ha questa ricerca così autoreferenziale e autocelebrativa? Ci permette di conoscere e comprendere meglio il mondo?
questa scrittura non ha alcuna ambizione estetica (non possiamo prescindere ad esempio dal Parise de I Sillabari se davvero vogliamo scrivere), non dice niente di nuovo, non muta in nulla né la nostra comprensione dell'uomo, né la forma racconto, né il nostro impulso di morte.
Ovunque vado nei blog, trovo postati racconti così. e come se non bastasse, una marea di giudizi entusiastici.
Sono sconcertato.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Veramente mi meraviglio che questo racconto sia pubblicato qui. Come degli altri d&#8217;altronde. è pieno di cliché. Perché sempre queste narrazioni quotidiane, questi luoghi comuni, questo giocare con temi forti come a pretendere di essere &#8217;scrittori&#8217; solo perché si parla di argomenti forti?<br />
Dove sono finiti Calvino e Buzzati e Rodari e tutto l&#8217;insegnamento del realismo fantastico di Cortazar e Bioy Casares? Perché non far implodere il reale invece disguazzarci dentro fino al collo?<br />
Ma che senso ha questa ricerca così autoreferenziale e autocelebrativa? Ci permette di conoscere e comprendere meglio il mondo?<br />
questa scrittura non ha alcuna ambizione estetica (non possiamo prescindere ad esempio dal Parise de I Sillabari se davvero vogliamo scrivere), non dice niente di nuovo, non muta in nulla né la nostra comprensione dell&#8217;uomo, né la forma racconto, né il nostro impulso di morte.<br />
Ovunque vado nei blog, trovo postati racconti così. e come se non bastasse, una marea di giudizi entusiastici.<br />
Sono sconcertato.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: la funambola</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/03/22/blu/#comment-64885</link>
		<dc:creator>la funambola</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Mar 2007 17:47:20 +0000</pubDate>
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		<description>cara Ophelia
La prendo un po' larga e mi metto in sottofondo la canzone di fossati, c'è tempo, fossati, un poeta prestato alla musica, la metto per addolcirmi che son piena di rabbia oggi e questo mi fa donnetta, perchè la rabbia non porta da nessuna parte, la rabbia è sconfitta ed io voglio cadere senza  serbare rancore.
Me ne fotte un cazzo della letteratura, di quella letteratura che non produce cambiamento, che non ti arriva come un pugno allo stomaco senza cadere nel pulp, di quella letteratura che si compiace e che si consola, di quella letteratura impotente e che dichiara la sua impotenza, di quella letteratura senza necessità, perchè dobbiamo scrivere solo per necessità senza pensare a chi ci leggerà, senza pensare ad un pubblico che questo pensiero ci confonde e ci fa usare artifici e ci fa schiacciare l'occhiolino al nostro “possibile” interlocutore, che ci fa compiacenti, che ci fa indulgere su quello che gli altri si aspettano da noi, che ci fa vanitosi, della letteratura  che dichiara la sua sconfitta, me ne fotto di questa letteratura ed è per questo che per anni non mi sono più avvicinata ai libri,  ed ho provato a vivere quello che i libri mi facevano sublimare.
Che cazzo mi scrivete mi dicevo, che cazzo mi dite, perchè fingete, perchè non vi fate capire, che cazzo avete da dirmi, e se non avete un cazzo da dire, se non avete capito un cazzo, se non mim parlate di quello che siete, perchè vi ostinate a dirlo.
Ho ricominciato a leggere e ho ricominciato da pavese, un uomo “onesto”.
Ora faccio zapping e sono velocissima a cambiare canali.
Non possiamo che parlare di quello che sappiamo, non possiamo che raccontare di noi senza alibi, senza fronzoli, senza artifici, senza forzare.
Dobbiamo riconoscerci dignità, dobbiamo riconoscerci “umiltà”.
Ho raccontato di me con parole semplici e le parole semplici, innocenti ,sono feroci e disarmanti e non consolano perchè la realtà non è mai accompagnata da sottofondo musicale, da presagi, da colori,  perchè il male è stupido e raccontare la stupidità edulcorandola è ancora più stupido e non ci fa onore.
C'è una retorica del dolore che non sopporto , come c'è una retorica della gioia che non sopporto.
Siamo circondati di retorica.
Nessuno può ferirmi, calpestarmi, farmi sentire in colpa, se io dentro mi riconosco dignità, nessuno può farmi male, il male morale intendo, che quello fisico certo che lo possono, se io mi riconosco “regina”, nessuno può calpestarmi se io non mi calpesto.
Perdona loro perchè non sanno quello che fanno
Sono parole sublimi, non sono facili da adottare;
ma allora che cazzo ci diciamo, che cazzo ci parliamo, che cazzo approviamo delle belle frasi,  se poi non siamo capaci di agirle le parole, a che cazzo servono le parole, meglio restare muti, meglio restare “ignoranti”.
Quello che è capitato a me è nulla al confronto di quello che capita a milioni di uomini e donne e bambini su questo bel pianeta.
Io sono stata fortunata perchè il male, l'inconsapevolezza di quel pover'uomo non ha infierito in modo atroce su di me, e avrebbe potuto farlo, e sono stata fortunata perchè ho elaborato senza fatica un'episodio che nella sua brutalità mi ha insegnato, per esempio, a prestare “attenzione”a mia figlia, ad “ascoltarle” anche “il sospiro” , mi ha insegnato che il male è trasversale, mi ha insegnato a guardare il male dentro di me,  mi ha insegnato a prendere in mano la mia vita e  a non aspettare un “salvatore”, mi ha insegnato a “vedere” e a “sentire” al di là delle "rappresentazioni"
Mi ha insegnato questo: “anche il massimo che possiamo fare per i nostri cari è poco , e dobbiamo farlo a volo, o tutta le nostre cose sono già volate via”
ti ringrazio per la curiosità che ti ha avvicinata a me
bacio
la funambola

Queste mie parole esulano completamente dal testo postato da viola e non vogliono essere un giudizio sul suo scritto, che il giudizio è una gabbia dalla quale sto imparando ad uscire.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>cara Ophelia<br />
La prendo un po&#8217; larga e mi metto in sottofondo la canzone di fossati, c&#8217;è tempo, fossati, un poeta prestato alla musica, la metto per addolcirmi che son piena di rabbia oggi e questo mi fa donnetta, perchè la rabbia non porta da nessuna parte, la rabbia è sconfitta ed io voglio cadere senza  serbare rancore.<br />
Me ne fotte un cazzo della letteratura, di quella letteratura che non produce cambiamento, che non ti arriva come un pugno allo stomaco senza cadere nel pulp, di quella letteratura che si compiace e che si consola, di quella letteratura impotente e che dichiara la sua impotenza, di quella letteratura senza necessità, perchè dobbiamo scrivere solo per necessità senza pensare a chi ci leggerà, senza pensare ad un pubblico che questo pensiero ci confonde e ci fa usare artifici e ci fa schiacciare l&#8217;occhiolino al nostro “possibile” interlocutore, che ci fa compiacenti, che ci fa indulgere su quello che gli altri si aspettano da noi, che ci fa vanitosi, della letteratura  che dichiara la sua sconfitta, me ne fotto di questa letteratura ed è per questo che per anni non mi sono più avvicinata ai libri,  ed ho provato a vivere quello che i libri mi facevano sublimare.<br />
Che cazzo mi scrivete mi dicevo, che cazzo mi dite, perchè fingete, perchè non vi fate capire, che cazzo avete da dirmi, e se non avete un cazzo da dire, se non avete capito un cazzo, se non mim parlate di quello che siete, perchè vi ostinate a dirlo.<br />
Ho ricominciato a leggere e ho ricominciato da pavese, un uomo “onesto”.<br />
Ora faccio zapping e sono velocissima a cambiare canali.<br />
Non possiamo che parlare di quello che sappiamo, non possiamo che raccontare di noi senza alibi, senza fronzoli, senza artifici, senza forzare.<br />
Dobbiamo riconoscerci dignità, dobbiamo riconoscerci “umiltà”.<br />
Ho raccontato di me con parole semplici e le parole semplici, innocenti ,sono feroci e disarmanti e non consolano perchè la realtà non è mai accompagnata da sottofondo musicale, da presagi, da colori,  perchè il male è stupido e raccontare la stupidità edulcorandola è ancora più stupido e non ci fa onore.<br />
C&#8217;è una retorica del dolore che non sopporto , come c&#8217;è una retorica della gioia che non sopporto.<br />
Siamo circondati di retorica.<br />
Nessuno può ferirmi, calpestarmi, farmi sentire in colpa, se io dentro mi riconosco dignità, nessuno può farmi male, il male morale intendo, che quello fisico certo che lo possono, se io mi riconosco “regina”, nessuno può calpestarmi se io non mi calpesto.<br />
Perdona loro perchè non sanno quello che fanno<br />
Sono parole sublimi, non sono facili da adottare;<br />
ma allora che cazzo ci diciamo, che cazzo ci parliamo, che cazzo approviamo delle belle frasi,  se poi non siamo capaci di agirle le parole, a che cazzo servono le parole, meglio restare muti, meglio restare “ignoranti”.<br />
Quello che è capitato a me è nulla al confronto di quello che capita a milioni di uomini e donne e bambini su questo bel pianeta.<br />
Io sono stata fortunata perchè il male, l&#8217;inconsapevolezza di quel pover&#8217;uomo non ha infierito in modo atroce su di me, e avrebbe potuto farlo, e sono stata fortunata perchè ho elaborato senza fatica un&#8217;episodio che nella sua brutalità mi ha insegnato, per esempio, a prestare “attenzione”a mia figlia, ad “ascoltarle” anche “il sospiro” , mi ha insegnato che il male è trasversale, mi ha insegnato a guardare il male dentro di me,  mi ha insegnato a prendere in mano la mia vita e  a non aspettare un “salvatore”, mi ha insegnato a “vedere” e a “sentire” al di là delle &#8220;rappresentazioni&#8221;<br />
Mi ha insegnato questo: “anche il massimo che possiamo fare per i nostri cari è poco , e dobbiamo farlo a volo, o tutta le nostre cose sono già volate via”<br />
ti ringrazio per la curiosità che ti ha avvicinata a me<br />
bacio<br />
la funambola</p>
<p>Queste mie parole esulano completamente dal testo postato da viola e non vogliono essere un giudizio sul suo scritto, che il giudizio è una gabbia dalla quale sto imparando ad uscire.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: c.r.</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/03/22/blu/#comment-64883</link>
		<dc:creator>c.r.</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Mar 2007 16:26:18 +0000</pubDate>
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		<description>Per precisare, le mie citazioni sono per un bel confronto coi modelli del passato. Una mia impressione è però che una descrizione in più o in meno sfiora l'abisso della pornografia.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Per precisare, le mie citazioni sono per un bel confronto coi modelli del passato. Una mia impressione è però che una descrizione in più o in meno sfiora l&#8217;abisso della pornografia.</p>
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		<title>Di: una che passa</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/03/22/blu/#comment-64876</link>
		<dc:creator>una che passa</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Mar 2007 15:52:50 +0000</pubDate>
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		<description>mah... Monica Viola ha il grosso pregio di essere la presidente del gruppo dei quindici, e così di essersi fatta un bel giro di conoscenze, che non è nulla di illecito, però l'aiuta molto in questo mondo difficile dell'editoria perchè onestamente ha una scrittura piatta che non dice nulla</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>mah&#8230; Monica Viola ha il grosso pregio di essere la presidente del gruppo dei quindici, e così di essersi fatta un bel giro di conoscenze, che non è nulla di illecito, però l&#8217;aiuta molto in questo mondo difficile dell&#8217;editoria perchè onestamente ha una scrittura piatta che non dice nulla</p>
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	<item>
		<title>Di: Ale</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/03/22/blu/#comment-64873</link>
		<dc:creator>Ale</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Mar 2007 15:16:37 +0000</pubDate>
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		<description>Un filo sterile infilare critiche sul filo del disgusto da deja vù, lecito, certo, perchè siamo bombardati da miliardi particelle di informazione che fatalmente ripercorrono standard e meccanismi ciclici.

Il punto è altrove. Monica Viola adotta una scrittura scoperchiata, impudica (mi riferisco anche a Tana, uscito per Vibrisse ) che può infastidire per il ricorso a feticci di uso comune. Penso, ad esempio, alle prime mestruazioni. Avevo sentito troppe volte in varie forme, la descrizione di questo evento. Un po' come quando i giovani scrittori maschi raccontano che la più bella della classe non se li filava mai, per dare corda a tipi più rozzi e ignoranti. Calciatori, per lo più, mentre loro erano sensibili e inadeguati.

Il punto è che Monica Viola poi sa creare dei punti di vertigine che sono "Lettaratura". Buona letteratura, non diaristica catartica. Sono capoversi, manciate di righe, periodi, che escono miracolosamente per mestiere, o per un sano istinto e ne fanno una scrittrice matura che un po' ci prende per il culo scandalizzando e un po' gioca con il dolore che scava ferite dell'anima e che non si disperde mai completamente. Sedimenta, si riorganizza in negatività e attacca da qualche parte, quando meno te lo aspetti. Queste "presenze oscure" fanno da trama occulta e perdoniamo cose che ci sono piaciute meno, perchè ci rendiamo conto che l'affresco ha bisogno anche dei cipressi sullo sfondo e che questi alberi non sviliscono il soggetto- oggetto,  ne sono parte integrante.
SERVONO PER PRENDERE FIATO, perchè l'autrice ci costringe a uno stress emozionale estenuante, è incontinente, gioca con la carne viva in un quadro borghese di scheletri nell'armadio che vale la pena di continuare a considerare, a sezionare, per nulla obsoleto.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Un filo sterile infilare critiche sul filo del disgusto da deja vù, lecito, certo, perchè siamo bombardati da miliardi particelle di informazione che fatalmente ripercorrono standard e meccanismi ciclici.</p>
<p>Il punto è altrove. Monica Viola adotta una scrittura scoperchiata, impudica (mi riferisco anche a Tana, uscito per Vibrisse ) che può infastidire per il ricorso a feticci di uso comune. Penso, ad esempio, alle prime mestruazioni. Avevo sentito troppe volte in varie forme, la descrizione di questo evento. Un po&#8217; come quando i giovani scrittori maschi raccontano che la più bella della classe non se li filava mai, per dare corda a tipi più rozzi e ignoranti. Calciatori, per lo più, mentre loro erano sensibili e inadeguati.</p>
<p>Il punto è che Monica Viola poi sa creare dei punti di vertigine che sono &#8220;Lettaratura&#8221;. Buona letteratura, non diaristica catartica. Sono capoversi, manciate di righe, periodi, che escono miracolosamente per mestiere, o per un sano istinto e ne fanno una scrittrice matura che un po&#8217; ci prende per il culo scandalizzando e un po&#8217; gioca con il dolore che scava ferite dell&#8217;anima e che non si disperde mai completamente. Sedimenta, si riorganizza in negatività e attacca da qualche parte, quando meno te lo aspetti. Queste &#8220;presenze oscure&#8221; fanno da trama occulta e perdoniamo cose che ci sono piaciute meno, perchè ci rendiamo conto che l&#8217;affresco ha bisogno anche dei cipressi sullo sfondo e che questi alberi non sviliscono il soggetto- oggetto,  ne sono parte integrante.<br />
SERVONO PER PRENDERE FIATO, perchè l&#8217;autrice ci costringe a uno stress emozionale estenuante, è incontinente, gioca con la carne viva in un quadro borghese di scheletri nell&#8217;armadio che vale la pena di continuare a considerare, a sezionare, per nulla obsoleto.</p>
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		<title>Di: c.r.</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/03/22/blu/#comment-64842</link>
		<dc:creator>c.r.</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Mar 2007 11:07:16 +0000</pubDate>
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		<description>Mi è venuto in mente anche Un cuore semplice, di Flaubert - mi pare.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Mi è venuto in mente anche Un cuore semplice, di Flaubert - mi pare.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Ophelia</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/03/22/blu/#comment-64812</link>
		<dc:creator>Ophelia</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Mar 2007 23:56:57 +0000</pubDate>
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		<description>@La funambola: racconti la tua storia in modo lucido ed atroce. Cosa che non riesce a tante donne che "perdonano". Evidentemente tu hai perdonato davvero, imparando ad accettare quello che ti era successo come parte di te. Molte donne, che poi tacciono, "perdonano" perché si  sentono in colpa per quello che è successo. E' una cosa così radicata nella donna, da così troppo tempo, che è difficile da cambiare nonostante la parità dei diritti e l'emancipazione che sono un po' (e non molto) più tangibili solo da trent'anni. In questo donne e bambini si assomigliano: nella colpa. Il bambino rielabora spesso quello che nel mondo degli adulti non va bene come una sua colpa, lo fa nello stesso modo in cui considera il mondo l'emanazione di se stesso. Il bambino è sempre tragicamente e meravigliosamente dentro le cose. Le stesse cose che crescendo s'imparano ad osservare e ascoltare, o, più spesso, a soffocare. Quando io ero piccola i miei genitori litigavano continuamente e ferocemente. Non erano proprio la coppia ideale. Mentre le cose peggioravano e mio padre rovinava se stesso e noi con i debiti di gioco iniziai a dire a mia nonna che la colpa era mia. Così, senza motivo apparente, la colpa del pessimo matrimonio dei miei era mia. Mia nonna non gradì. Lo disse a mia madre. Mia madre mi parlò, cercò di tranquillizzarmi e decise che era ora di chiudere con mio padre. Lei ne aveva il potere, essendo la più forte dei due. Per smuoverla a fare quello di cui aveva bisogno le ci volle la sua bambina che si sentiva in colpa.
A volte le nonne e le madri ci sono. Siamo sempre più forti degli uomini, il problema vero è che spesso questa forza la dirigiamo contro noi stesse per ammutolirci. Con lo stesso feroce silenzio dei bambini.

Ma dove sarebbe questa foto di Franz bello intrigante e tenebroso??? Ma sei proprio sicura, sicura?
Poi si monta la testa!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@La funambola: racconti la tua storia in modo lucido ed atroce. Cosa che non riesce a tante donne che &#8220;perdonano&#8221;. Evidentemente tu hai perdonato davvero, imparando ad accettare quello che ti era successo come parte di te. Molte donne, che poi tacciono, &#8220;perdonano&#8221; perché si  sentono in colpa per quello che è successo. E&#8217; una cosa così radicata nella donna, da così troppo tempo, che è difficile da cambiare nonostante la parità dei diritti e l&#8217;emancipazione che sono un po&#8217; (e non molto) più tangibili solo da trent&#8217;anni. In questo donne e bambini si assomigliano: nella colpa. Il bambino rielabora spesso quello che nel mondo degli adulti non va bene come una sua colpa, lo fa nello stesso modo in cui considera il mondo l&#8217;emanazione di se stesso. Il bambino è sempre tragicamente e meravigliosamente dentro le cose. Le stesse cose che crescendo s&#8217;imparano ad osservare e ascoltare, o, più spesso, a soffocare. Quando io ero piccola i miei genitori litigavano continuamente e ferocemente. Non erano proprio la coppia ideale. Mentre le cose peggioravano e mio padre rovinava se stesso e noi con i debiti di gioco iniziai a dire a mia nonna che la colpa era mia. Così, senza motivo apparente, la colpa del pessimo matrimonio dei miei era mia. Mia nonna non gradì. Lo disse a mia madre. Mia madre mi parlò, cercò di tranquillizzarmi e decise che era ora di chiudere con mio padre. Lei ne aveva il potere, essendo la più forte dei due. Per smuoverla a fare quello di cui aveva bisogno le ci volle la sua bambina che si sentiva in colpa.<br />
A volte le nonne e le madri ci sono. Siamo sempre più forti degli uomini, il problema vero è che spesso questa forza la dirigiamo contro noi stesse per ammutolirci. Con lo stesso feroce silenzio dei bambini.</p>
<p>Ma dove sarebbe questa foto di Franz bello intrigante e tenebroso??? Ma sei proprio sicura, sicura?<br />
Poi si monta la testa!</p>
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	<item>
		<title>Di: Lucio Angelini</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/03/22/blu/#comment-64799</link>
		<dc:creator>Lucio Angelini</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Mar 2007 18:34:59 +0000</pubDate>
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		<description>Concordo con Franz. Più rispetto per il mio pensiero:- )</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Concordo con Franz. Più rispetto per il mio pensiero:- )</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: P.S.</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/03/22/blu/#comment-64798</link>
		<dc:creator>P.S.</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Mar 2007 18:30:09 +0000</pubDate>
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		<description>ma cosa ritrae di preciso, quel blu nella foto???</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>ma cosa ritrae di preciso, quel blu nella foto???</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: la funambola</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/03/22/blu/#comment-64794</link>
		<dc:creator>la funambola</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Mar 2007 18:25:30 +0000</pubDate>
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		<description>franz? sei quello bello intrigante e tenebroso della foto in bianco e nero?

ma chi ti "costringe"?:))

io penso che siamo le nostre parole , io penso che tutto parli di noi.
personalmente aborro qualsiasi forma di censura e mi infastidiscono i richiami all'ordine o all'"educazione".
io sono per l'autodeterminazione, sempre.
ognuno si prenda carico delle proprie di parole e se son parole spocchiose, se son parole arroganti, se son parole saccenti, non posso che prenderne atto e fermarmi a rispondere se ritengo che valga la pena rispondere, oppure posso ignorare, oppure posso argomentare, oppure posso aspettare, oppure posso sfanculare.
tutto parla di noi.
io anche, pur condividendo gli apprezzamenti di phoebe,  provo fastidio per come si è posta , ma, sono appunto, cazzi suoi, in tutti i sensi. 
un bacio libero nè
la funambola</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>franz? sei quello bello intrigante e tenebroso della foto in bianco e nero?</p>
<p>ma chi ti &#8220;costringe&#8221;?:))</p>
<p>io penso che siamo le nostre parole , io penso che tutto parli di noi.<br />
personalmente aborro qualsiasi forma di censura e mi infastidiscono i richiami all&#8217;ordine o all&#8217;&#8221;educazione&#8221;.<br />
io sono per l&#8217;autodeterminazione, sempre.<br />
ognuno si prenda carico delle proprie di parole e se son parole spocchiose, se son parole arroganti, se son parole saccenti, non posso che prenderne atto e fermarmi a rispondere se ritengo che valga la pena rispondere, oppure posso ignorare, oppure posso argomentare, oppure posso aspettare, oppure posso sfanculare.<br />
tutto parla di noi.<br />
io anche, pur condividendo gli apprezzamenti di phoebe,  provo fastidio per come si è posta , ma, sono appunto, cazzi suoi, in tutti i sensi.<br />
un bacio libero nè<br />
la funambola</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: fk</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/03/22/blu/#comment-64784</link>
		<dc:creator>fk</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Mar 2007 17:41:33 +0000</pubDate>
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		<description>Sono "costretto" a dare ragione a Barbara. Meno spocchia e più rispetto per chi la pensa diversamente.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sono &#8220;costretto&#8221; a dare ragione a Barbara. Meno spocchia e più rispetto per chi la pensa diversamente.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: la funambola</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/03/22/blu/#comment-64780</link>
		<dc:creator>la funambola</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Mar 2007 16:40:57 +0000</pubDate>
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		<description>Quella Phoebe lì ha un’evidente testa a forma di glande.

saran cazzi suoi no! :))))</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Quella Phoebe lì ha un’evidente testa a forma di glande.</p>
<p>saran cazzi suoi no! :))))</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Lucio Angelini</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/03/22/blu/#comment-64779</link>
		<dc:creator>Lucio Angelini</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Mar 2007 16:36:55 +0000</pubDate>
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		<description>Quella Phoebe lì ha un'evidente testa a forma di glande.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Quella Phoebe lì ha un&#8217;evidente testa a forma di glande.</p>
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