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	<title>Commenti a: Una voce in cerca di personaggi : Beckett e Pirandello (2)</title>
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	<description>versione 2.0</description>
	<pubDate>Fri, 09 Jan 2009 01:09:05 +0000</pubDate>
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		<title>Di: Alessandro Morgillo</title>
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		<dc:creator>Alessandro Morgillo</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Apr 2007 10:33:22 +0000</pubDate>
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		<description>&lt;strong&gt;Carla Bariffi&lt;/strong&gt;
&#160;
Non vorrei che Andrea Inglese ci intimasse di andare a &lt;em&gt;cinguettare&lt;/em&gt; altrove, quindi ci ameremo in silenzio...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Carla Bariffi</strong><br />
&nbsp;<br />
Non vorrei che Andrea Inglese ci intimasse di andare a <em>cinguettare</em> altrove, quindi ci ameremo in silenzio&#8230;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Di: Alessandro Morgillo</title>
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		<dc:creator>Alessandro Morgillo</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Apr 2007 07:53:18 +0000</pubDate>
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		<description>&lt;strong&gt;prova&lt;/strong&gt;
 prova &lt;em&gt;prova&lt;/em&gt;</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p><strong>prova</strong><br />
 prova <em>prova</em></p>
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		<title>Di: Dalla rete (letture scomposte) &#171; differente poesia</title>
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		<dc:creator>Dalla rete (letture scomposte) &#171; differente poesia</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Apr 2007 14:19:05 +0000</pubDate>
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		<description>[...] di Andrea Inglese su Nazione Indiana. Gli ultimi riguardano l’amato (e oggi ben poco considerato) Samuel Beckett. Applausi differenti [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] di Andrea Inglese su Nazione Indiana. Gli ultimi riguardano l’amato (e oggi ben poco considerato) Samuel Beckett. Applausi differenti [...]</p>
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		<title>Di: così&#38;come</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/04/04/una-voce-in-cerca-di-personaggi-beckett-e-pirandello-2/#comment-65623</link>
		<dc:creator>così&#38;come</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Apr 2007 08:08:21 +0000</pubDate>
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		<description>Grazie Andrea dell'interessantissimo piccolo saggio.

Leggendo la puntata precedente pensavo proprio ai 'Quaderni di Serafino Gubbio operatore'. 

L'impossibilità di realizzare un dramma, o un romanzo come mimesi perfetta della realtà, qui si colora anche di un'altro aspetto. Con  "il ticchettìo continuo della macchinetta", che quasi si sovrappone a ruggiti e spari della realtà del delitto nella gabbia delle tigri che Serafino filma, si compie quello che per Pirandello è il vero delitto:

&lt;i&gt;aveva in corpo quella macchina la vita d'un uomo; gliel'avevo data da mangiare fino all'ultimo, fino al punto che quel braccio s'era proteso a uccidere la tigre. Tesori si sarebbero cavati da quel film, col chiasso enorme e la curiosità morbosa, che la volgare atrocità del dramma di quei due uccisi avrebbe suscitato da per tutto. &lt;/i&gt;

Osservazione di un'attualità abbagliante.

La realtà è sempre rappresentazione di qualcos'altro, in un certo senso.

E l'operatore cinematografico Serafino Gubbio diventa muto di fronte a tutte queste implicazioni, ma il suo mutismo ha una via d'uscita elettiva:

&lt;i&gt;Una penna e un pezzo di carta: non mi resta più altro mezzo per comunicare con gli uomini. Ho perduto la voce; sono rimasto muto per sempre. In una parte di queste mie note sta scritto: “Soffro di questo mio silenzio, in cui tutti entrano come in un luogo di sicura ospitalità. Vorrei ora che il mio silenzio si chiudesse del tutto intorno a me”. Ecco, s'è chiuso. Non potrei meglio di così impostarmi servitore d'una macchina.

(...)

Io mi salvo, io solo, nel mio silenzio, col mio silenzio, che m'ha reso così - come il tempo vuole - perfetto. 

&lt;/i&gt;

Quaderno settimo_IV

Un silenzio letterario che scrive su se stesso. La funzione salvifica della letteratura è un sistema chiuso nei suoi mezzi specifici, in cui i segni e i significati comunicano esclusivamente fra di loro. E il suo compito non è servire la realtà ma salvare se stessa e non il mondo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie Andrea dell&#8217;interessantissimo piccolo saggio.</p>
<p>Leggendo la puntata precedente pensavo proprio ai &#8216;Quaderni di Serafino Gubbio operatore&#8217;. </p>
<p>L&#8217;impossibilità di realizzare un dramma, o un romanzo come mimesi perfetta della realtà, qui si colora anche di un&#8217;altro aspetto. Con  &#8220;il ticchettìo continuo della macchinetta&#8221;, che quasi si sovrappone a ruggiti e spari della realtà del delitto nella gabbia delle tigri che Serafino filma, si compie quello che per Pirandello è il vero delitto:</p>
<p><i>aveva in corpo quella macchina la vita d&#8217;un uomo; gliel&#8217;avevo data da mangiare fino all&#8217;ultimo, fino al punto che quel braccio s&#8217;era proteso a uccidere la tigre. Tesori si sarebbero cavati da quel film, col chiasso enorme e la curiosità morbosa, che la volgare atrocità del dramma di quei due uccisi avrebbe suscitato da per tutto. </i></p>
<p>Osservazione di un&#8217;attualità abbagliante.</p>
<p>La realtà è sempre rappresentazione di qualcos&#8217;altro, in un certo senso.</p>
<p>E l&#8217;operatore cinematografico Serafino Gubbio diventa muto di fronte a tutte queste implicazioni, ma il suo mutismo ha una via d&#8217;uscita elettiva:</p>
<p><i>Una penna e un pezzo di carta: non mi resta più altro mezzo per comunicare con gli uomini. Ho perduto la voce; sono rimasto muto per sempre. In una parte di queste mie note sta scritto: “Soffro di questo mio silenzio, in cui tutti entrano come in un luogo di sicura ospitalità. Vorrei ora che il mio silenzio si chiudesse del tutto intorno a me”. Ecco, s&#8217;è chiuso. Non potrei meglio di così impostarmi servitore d&#8217;una macchina.</p>
<p>(&#8230;)</p>
<p>Io mi salvo, io solo, nel mio silenzio, col mio silenzio, che m&#8217;ha reso così - come il tempo vuole - perfetto. </p>
<p></i></p>
<p>Quaderno settimo_IV</p>
<p>Un silenzio letterario che scrive su se stesso. La funzione salvifica della letteratura è un sistema chiuso nei suoi mezzi specifici, in cui i segni e i significati comunicano esclusivamente fra di loro. E il suo compito non è servire la realtà ma salvare se stessa e non il mondo.</p>
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		<title>Di: The O.C. from Robert Spaemann</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/04/04/una-voce-in-cerca-di-personaggi-beckett-e-pirandello-2/#comment-65619</link>
		<dc:creator>The O.C. from Robert Spaemann</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Apr 2007 07:55:15 +0000</pubDate>
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		<description>"L'uomo è ciò che si ritiene naturalmente e spontaneamente oppure è antropomorfismo? E' un essere libero, capace di intendere, di volere, di sincerità, oppure sono solo illusioni su cui ci deve illuminare la scienza, che si avvale di un approccio metodologico di carattere materialistico, in particolare la neuroscienza?".</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;L&#8217;uomo è ciò che si ritiene naturalmente e spontaneamente oppure è antropomorfismo? E&#8217; un essere libero, capace di intendere, di volere, di sincerità, oppure sono solo illusioni su cui ci deve illuminare la scienza, che si avvale di un approccio metodologico di carattere materialistico, in particolare la neuroscienza?&#8221;.</p>
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