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	<title>Commenti a: Manifesto sull&#8217;assetto del mercato TLC</title>
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	<description>versione 2.0</description>
	<pubDate>Fri, 09 Jan 2009 00:39:43 +0000</pubDate>
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		<title>Di: Blackjack</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/04/06/manifesto-sullassetto-del-mercato-tlc/#comment-66491</link>
		<dc:creator>Blackjack</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Apr 2007 08:43:07 +0000</pubDate>
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		<description>Beccalossi, la partecipazione di UMF (Unipol, MPS, Finsoe) è secondaria sia in HOPA, sia in Telecom e soldi da investire ne avrebbero. Poi, essendo già presenti, avrebbero anche qualche vantaggio... che attendano la vicenda ABN per Capitali...zzare il tesoretto inutilizzato? Ai posteri l'ardua sentenza :)

Il resto chiaro e concordo: i soldi vanno dove c'è profitto da raccogliere. Ma concedimelo, fare speculazione è diverso dal fare industria. Molto diverso.

Divertenti sono invece le considerazioni di Mediaset dittarella.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Beccalossi, la partecipazione di UMF (Unipol, MPS, Finsoe) è secondaria sia in HOPA, sia in Telecom e soldi da investire ne avrebbero. Poi, essendo già presenti, avrebbero anche qualche vantaggio&#8230; che attendano la vicenda ABN per Capitali&#8230;zzare il tesoretto inutilizzato? Ai posteri l&#8217;ardua sentenza :)</p>
<p>Il resto chiaro e concordo: i soldi vanno dove c&#8217;è profitto da raccogliere. Ma concedimelo, fare speculazione è diverso dal fare industria. Molto diverso.</p>
<p>Divertenti sono invece le considerazioni di Mediaset dittarella.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: beccalossi</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/04/06/manifesto-sullassetto-del-mercato-tlc/#comment-66298</link>
		<dc:creator>beccalossi</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Apr 2007 10:17:24 +0000</pubDate>
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		<description>PS. a blackjack: in realtà le varie Unipol, MPS, Finsoe etc sono già in Telecom, dato che sono azioniste di Hopa, che è proprietaria del 3,7% (all'incirca) di TI. 

eppoi, finiamola una volta per tutte: un investitore investe laddove vede possibilità di profitto. mica si chiede se è un' "attività finanziaria speculativa", o un'attività "produttiva", o "industriale" o altro. dal suo punto di vista è "produttivo" tutto ciò che genera soldi. Li convinci con l'opportunità di profitto (cioè il ritorno dall'investimento), mica con le favole di Esopo. Prendi i fondi di Private Equity (fondi di investimento): investono sia nell'industria che "nella finanza speculativa", come dici tu. e sempre e solo se vedono un'attività che può generare profitto.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>PS. a blackjack: in realtà le varie Unipol, MPS, Finsoe etc sono già in Telecom, dato che sono azioniste di Hopa, che è proprietaria del 3,7% (all&#8217;incirca) di TI. </p>
<p>eppoi, finiamola una volta per tutte: un investitore investe laddove vede possibilità di profitto. mica si chiede se è un&#8217; &#8220;attività finanziaria speculativa&#8221;, o un&#8217;attività &#8220;produttiva&#8221;, o &#8220;industriale&#8221; o altro. dal suo punto di vista è &#8220;produttivo&#8221; tutto ciò che genera soldi. Li convinci con l&#8217;opportunità di profitto (cioè il ritorno dall&#8217;investimento), mica con le favole di Esopo. Prendi i fondi di Private Equity (fondi di investimento): investono sia nell&#8217;industria che &#8220;nella finanza speculativa&#8221;, come dici tu. e sempre e solo se vedono un&#8217;attività che può generare profitto.</p>
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		<title>Di: beccalossi</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/04/06/manifesto-sullassetto-del-mercato-tlc/#comment-66296</link>
		<dc:creator>beccalossi</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Apr 2007 10:07:11 +0000</pubDate>
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		<description>dittarella non direi, visto che vale 10 milardi di euro (quarta o quinta media company in Europa, UK inclusa) e che solo per una cecità compulsiva non compra mai niente in giro per il mondo. e come fai a paragonare Mediaset con Eni o con Enel? fanno cose diverse. E poi (e questo è il punto) l'assetto proprietario della grande industria italiana (escluse Eni ed Enel: da Fiat passando per Telecom a Pirelli et al.) è tale che per arrivare al controllo non bisogna comprare tutto: è sufficiente impossessarsi della scatola cinese più a monte. Mi pare che, risalendo lungo la catena di Telecom, Tronchetti la controllasse con appena lo 0,3% del capitale sociale. 
Infine non esistono soldi amici o soldi nemici: esistono soldi fatti legalmente e altri fatti illegalmente; ed esistono soldi gestiti bene e soldi gestiti male. Secondo me sono i due unici criteri che contano. non mi interessa nè la carta d'identità, nè il lignaggio, la tradizione industriale o la presunta difesa dell' "interesse nazionale", che, come spiega Quintarelli, non è affatto un concetto scontato.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>dittarella non direi, visto che vale 10 milardi di euro (quarta o quinta media company in Europa, UK inclusa) e che solo per una cecità compulsiva non compra mai niente in giro per il mondo. e come fai a paragonare Mediaset con Eni o con Enel? fanno cose diverse. E poi (e questo è il punto) l&#8217;assetto proprietario della grande industria italiana (escluse Eni ed Enel: da Fiat passando per Telecom a Pirelli et al.) è tale che per arrivare al controllo non bisogna comprare tutto: è sufficiente impossessarsi della scatola cinese più a monte. Mi pare che, risalendo lungo la catena di Telecom, Tronchetti la controllasse con appena lo 0,3% del capitale sociale.<br />
Infine non esistono soldi amici o soldi nemici: esistono soldi fatti legalmente e altri fatti illegalmente; ed esistono soldi gestiti bene e soldi gestiti male. Secondo me sono i due unici criteri che contano. non mi interessa nè la carta d&#8217;identità, nè il lignaggio, la tradizione industriale o la presunta difesa dell&#8217; &#8220;interesse nazionale&#8221;, che, come spiega Quintarelli, non è affatto un concetto scontato.</p>
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	<item>
		<title>Di: jan</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/04/06/manifesto-sullassetto-del-mercato-tlc/#comment-66203</link>
		<dc:creator>jan</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Apr 2007 11:49:08 +0000</pubDate>
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		<description>beccalossi: se rimaniamo a discutere sui soldi amici e quelli nemici continuiamo a fare la rete coi fichi secchi (leggi: collegamenti geografici in ATM ormai saturi, nessun investimento in fibra). Non credo che Mediaset sia una strada attendibile, stando al fatturato è una dittarella rispetto a telecom o ENI Enel 

theoc/roberto: esattamente, precisamente, prescrittivamente così.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>beccalossi: se rimaniamo a discutere sui soldi amici e quelli nemici continuiamo a fare la rete coi fichi secchi (leggi: collegamenti geografici in ATM ormai saturi, nessun investimento in fibra). Non credo che Mediaset sia una strada attendibile, stando al fatturato è una dittarella rispetto a telecom o ENI Enel </p>
<p>theoc/roberto: esattamente, precisamente, prescrittivamente così.</p>
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	<item>
		<title>Di: The O.C.</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/04/06/manifesto-sullassetto-del-mercato-tlc/#comment-66190</link>
		<dc:creator>The O.C.</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Apr 2007 10:58:58 +0000</pubDate>
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		<description>E poi: "manca", "leggiti", "finiscila". Che sei diventato prescrittivo? Grazie tante e alla prossima.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>E poi: &#8220;manca&#8221;, &#8220;leggiti&#8221;, &#8220;finiscila&#8221;. Che sei diventato prescrittivo? Grazie tante e alla prossima.</p>
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	<item>
		<title>Di: The O.C.</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/04/06/manifesto-sullassetto-del-mercato-tlc/#comment-66188</link>
		<dc:creator>The O.C.</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Apr 2007 10:57:00 +0000</pubDate>
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		<description>One Nation One Station. Dunque che?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>One Nation One Station. Dunque che?</p>
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	<item>
		<title>Di: Blackjack</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/04/06/manifesto-sullassetto-del-mercato-tlc/#comment-66181</link>
		<dc:creator>Blackjack</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Apr 2007 10:31:15 +0000</pubDate>
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		<description>Beccalossi: ma questo è un articolo non qualunquista redatto da anime buone e brandendo un curriculum da fare paura; o ridere dipende dai punti di vista. Che importanza può avere, in un simile contesto, la banale questione finanziaria?
Nulla se non prossima allo zero.

Si discorre lietamente dei massimi sistemi, criticandoli, vivisezionandoli e poi, contenti e leggeri, si torna a casa dal proprio io a festeggiare la correttezza inventata all'uopo.

Nel frattempo si appoggiano mestatori, si muovono banche e si cerca, dopo aver combinato il casino, di accaparrarsi il merito della soluzione. Mitici come sempre i mortadella e compagnia (ma guai a nominarli che al confronto l'infallibilità del Papa è una barzelletta; si diventa immediatamente qualunquisti). Finirà, questa vicenda, a tarallucci e vino con Tronchetti a incamerare soldi, invece che finire in galera, At&#38;T assieme ad American Movil con una quota significativa, ma non di controllo, una banca e Deutsche Telekom alle spalle a fare affari e il governucolo a spargere i debiti della rete sulle nostre tasse.

Per rispondere alla tua domanda: Mediaset non può farsene carico a meno che questo governucolo non decida, improvvisamente, di modificare la legge Gasparri che impedisce di fatto l'entrata di Mediaset nel settore delle Telecomunicazioni. E il conflitto di interessi (bandiera e collante di questo governo e di chi l'ha votato) dove lo mettiamo?

Un'alternativa potrebbe essere, ad esempio, che tutti i soldi accantonati da UNIPOL aka FINSOE aka Coop Rosse aka MPS per la fallita scalata a BNL (e non sono pochi), fossero tolti dalla pura attività finanziaria speculativa e investiti in qualcosa di produttivo, ma dubito seriamente che qualcuno proverà anche solo a pensare un simile disegno.
E' molto più semplice la finanza 'speculativa' della finanza 'industriale'.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Beccalossi: ma questo è un articolo non qualunquista redatto da anime buone e brandendo un curriculum da fare paura; o ridere dipende dai punti di vista. Che importanza può avere, in un simile contesto, la banale questione finanziaria?<br />
Nulla se non prossima allo zero.</p>
<p>Si discorre lietamente dei massimi sistemi, criticandoli, vivisezionandoli e poi, contenti e leggeri, si torna a casa dal proprio io a festeggiare la correttezza inventata all&#8217;uopo.</p>
<p>Nel frattempo si appoggiano mestatori, si muovono banche e si cerca, dopo aver combinato il casino, di accaparrarsi il merito della soluzione. Mitici come sempre i mortadella e compagnia (ma guai a nominarli che al confronto l&#8217;infallibilità del Papa è una barzelletta; si diventa immediatamente qualunquisti). Finirà, questa vicenda, a tarallucci e vino con Tronchetti a incamerare soldi, invece che finire in galera, At&amp;T assieme ad American Movil con una quota significativa, ma non di controllo, una banca e Deutsche Telekom alle spalle a fare affari e il governucolo a spargere i debiti della rete sulle nostre tasse.</p>
<p>Per rispondere alla tua domanda: Mediaset non può farsene carico a meno che questo governucolo non decida, improvvisamente, di modificare la legge Gasparri che impedisce di fatto l&#8217;entrata di Mediaset nel settore delle Telecomunicazioni. E il conflitto di interessi (bandiera e collante di questo governo e di chi l&#8217;ha votato) dove lo mettiamo?</p>
<p>Un&#8217;alternativa potrebbe essere, ad esempio, che tutti i soldi accantonati da UNIPOL aka FINSOE aka Coop Rosse aka MPS per la fallita scalata a BNL (e non sono pochi), fossero tolti dalla pura attività finanziaria speculativa e investiti in qualcosa di produttivo, ma dubito seriamente che qualcuno proverà anche solo a pensare un simile disegno.<br />
E&#8217; molto più semplice la finanza &#8217;speculativa&#8217; della finanza &#8216;industriale&#8217;.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Blackjack</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/04/06/manifesto-sullassetto-del-mercato-tlc/#comment-66180</link>
		<dc:creator>Blackjack</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Apr 2007 10:15:23 +0000</pubDate>
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		<description>Jan, interessante e meriterebbe un approfondimento la tua tesi sul qualunquismo. Purtroppo la componente più qualunquista di questa storia è l'articolo scritto da Quintarelli e pubblicato da Nazione Indiana: tesi da 'utile idiota' e irrealizzabile quella di One Network. Disquisizioni tecnico filosofiche stese ad asfaltare il proprio io: o come sono bravo o come sono buono.

A questo punto null'altro da aggiungere.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Jan, interessante e meriterebbe un approfondimento la tua tesi sul qualunquismo. Purtroppo la componente più qualunquista di questa storia è l&#8217;articolo scritto da Quintarelli e pubblicato da Nazione Indiana: tesi da &#8216;utile idiota&#8217; e irrealizzabile quella di One Network. Disquisizioni tecnico filosofiche stese ad asfaltare il proprio io: o come sono bravo o come sono buono.</p>
<p>A questo punto null&#8217;altro da aggiungere.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: beccalossi</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/04/06/manifesto-sullassetto-del-mercato-tlc/#comment-66146</link>
		<dc:creator>beccalossi</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Apr 2007 07:44:20 +0000</pubDate>
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		<description>1. dalla finanza non ci si può scrollare (la distinzione industria/finanza non esiste; è solo una costruzione mentale, "che fa tanto comodo" alla nostra buona coscienza).

2. per l'italia hai ragione. un po' di ottimismo ci vuole. un miracolo potrebbe accadere, potrebbe nascere una fondazione dal gusto chiaro e pulito, fatta di tecnici, che pensano al bene della rete. Ammesso che ciò sia possibile: ma dove li troviamo i soldi? me lo spieghi questo? 

se fosse mediaset a farsene carico? voglio davvero la vostra opinione. voglio capire cosa ne pensate. thanks</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>1. dalla finanza non ci si può scrollare (la distinzione industria/finanza non esiste; è solo una costruzione mentale, &#8220;che fa tanto comodo&#8221; alla nostra buona coscienza).</p>
<p>2. per l&#8217;italia hai ragione. un po&#8217; di ottimismo ci vuole. un miracolo potrebbe accadere, potrebbe nascere una fondazione dal gusto chiaro e pulito, fatta di tecnici, che pensano al bene della rete. Ammesso che ciò sia possibile: ma dove li troviamo i soldi? me lo spieghi questo? </p>
<p>se fosse mediaset a farsene carico? voglio davvero la vostra opinione. voglio capire cosa ne pensate. thanks</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: jan</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/04/06/manifesto-sullassetto-del-mercato-tlc/#comment-66059</link>
		<dc:creator>jan</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Apr 2007 13:43:51 +0000</pubDate>
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		<description>Roberto / the O.C : dunque? manca la tua posizione sul merito dell'articolo, ovvero la realizzazione dell'One Network.

Blackjack: commento qualunqista e sterile a base di mortadelle e stracciavesti. Ad ogni modo, per sapere dov'era Quinta quando [inserire momento qualunquista a piacere] leggiti la sua biografia.

Beccalossi: scrolliamoci dalla finanza per una volta e guardiamo più in là degli assetti proprietari. E finiscila col ritornello "siamo in Italia questo non si può fare" perché fa un gran comodo, e non solo ai commentatori chilometrici.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Roberto / the O.C : dunque? manca la tua posizione sul merito dell&#8217;articolo, ovvero la realizzazione dell&#8217;One Network.</p>
<p>Blackjack: commento qualunqista e sterile a base di mortadelle e stracciavesti. Ad ogni modo, per sapere dov&#8217;era Quinta quando [inserire momento qualunquista a piacere] leggiti la sua biografia.</p>
<p>Beccalossi: scrolliamoci dalla finanza per una volta e guardiamo più in là degli assetti proprietari. E finiscila col ritornello &#8220;siamo in Italia questo non si può fare&#8221; perché fa un gran comodo, e non solo ai commentatori chilometrici.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Serenella</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/04/06/manifesto-sullassetto-del-mercato-tlc/#comment-65926</link>
		<dc:creator>Serenella</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 08 Apr 2007 14:54:44 +0000</pubDate>
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		<description>Beccalossi...
ma quanto sei lungo!!!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Beccalossi&#8230;<br />
ma quanto sei lungo!!!</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Blackjack</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/04/06/manifesto-sullassetto-del-mercato-tlc/#comment-65871</link>
		<dc:creator>Blackjack</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 07 Apr 2007 21:34:43 +0000</pubDate>
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		<description>Nel frattempo sono andato a visitare, fra un riposino e l'altro, anche il blog del Sig. Quintarelli e mi è nata spontanea una domanda, a fronte delle referenze citate nel blog che mi portano, se la mia scarsa conoscenza non mi tradisce, a supporre che il Sig. Quintarelli sia discretamente introdotto all'interno dei meccanismi legati all'italica sicurezza informatica; e la domanda è questa: Sig. Quintarelli, dov'era quando Telecom, agendo quasi in posizione di monopolio, si accaparrava i maggiori bandi (legati alla sicurezza informatica) emessi dalla pubblica amministrazione? Ha scritto qualcosa in merito? Non le è nata spontaneamente la voglia di esporre ai cittadini cosa stava e sta succedendo in un terreno così critico per tutti? Ha provato a spiegare, ai suoi tanti o pochi lettori, che Telecom è anche la più grande società di 'informatica' attualmente attiva in Italia? System Integrator li chiamano gli addetti ai lavori.

Oppure, come ora nel caso della probabile svendita, attenderà pazientemente che scoppi l'ennesimo scandalo per poi accodarsi al carro dei lamenti con la sua tenue e inutile voce?

Urletto mediatico di sottofondo che potrebbe, se solo volesse, trasformarsi in urlo se, in tempi non sospetti, provasse seriamente a informare.
E' difficile esporsi, lo sappiamo tutti, quando si parla dei forti o si prova a parlare dei forti; molto più semplice accodarsi al carretto e lapidare dalla seconda linea.

Riponga One Network e la demagogia. Ci provi. Magari per una volta potrebbe funzionare.

Blackjack.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Nel frattempo sono andato a visitare, fra un riposino e l&#8217;altro, anche il blog del Sig. Quintarelli e mi è nata spontanea una domanda, a fronte delle referenze citate nel blog che mi portano, se la mia scarsa conoscenza non mi tradisce, a supporre che il Sig. Quintarelli sia discretamente introdotto all&#8217;interno dei meccanismi legati all&#8217;italica sicurezza informatica; e la domanda è questa: Sig. Quintarelli, dov&#8217;era quando Telecom, agendo quasi in posizione di monopolio, si accaparrava i maggiori bandi (legati alla sicurezza informatica) emessi dalla pubblica amministrazione? Ha scritto qualcosa in merito? Non le è nata spontaneamente la voglia di esporre ai cittadini cosa stava e sta succedendo in un terreno così critico per tutti? Ha provato a spiegare, ai suoi tanti o pochi lettori, che Telecom è anche la più grande società di &#8216;informatica&#8217; attualmente attiva in Italia? System Integrator li chiamano gli addetti ai lavori.</p>
<p>Oppure, come ora nel caso della probabile svendita, attenderà pazientemente che scoppi l&#8217;ennesimo scandalo per poi accodarsi al carro dei lamenti con la sua tenue e inutile voce?</p>
<p>Urletto mediatico di sottofondo che potrebbe, se solo volesse, trasformarsi in urlo se, in tempi non sospetti, provasse seriamente a informare.<br />
E&#8217; difficile esporsi, lo sappiamo tutti, quando si parla dei forti o si prova a parlare dei forti; molto più semplice accodarsi al carretto e lapidare dalla seconda linea.</p>
<p>Riponga One Network e la demagogia. Ci provi. Magari per una volta potrebbe funzionare.</p>
<p>Blackjack.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: beccalossi</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/04/06/manifesto-sullassetto-del-mercato-tlc/#comment-65870</link>
		<dc:creator>beccalossi</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 07 Apr 2007 20:54:35 +0000</pubDate>
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		<description>MR. ROSSI, la CASSA e IL TEXANO DI ARCORE

concordo pienamente con blackjack. condivido e capisco anche il Sig. Quintarelli. Ma gli ricordo che stiamo parlando dell'Italia.

alcune note: 

su guido rossi: si lamenta delle scatole cinesi, dei patti parasociali, e di una mancanza generalizzata di cultura della legalità. Ma cosa fa, appena nominato amministratore delegato di Telecom? un bel patto di sindacato con Generali e Mediobanca. Evviva la coerenza e l'onestà intellettuale, Mr. Rossi.

sulla mancanza di soldi: Telecom Italia (come altri ex monopoli pubblici) venne svenduta dallo Stato a metà degli anni novanta per alleggerire il peso del debito pubblico. non mi pare che nel frattempo le entrate dello stato si siano centuplicate (e il debito azzerato) per poter ricomprare una società che capitalizza 40 miliardi. sarebbe, per parafrasare rino gaetano, come se il frosinone si comprasse ronaldinho. facile fare i filosofi dell'economia politica (liberismo o intervento dello stato?) senza avere una minima idea dei libri contabili del nostro paese. Anche a me piacerebbe parlare di One Network e di intervento pubblico "intellighiente": ma scordiamoci di farlo in Italia, oggi.

Chi potrebbe salvare la patria? cioè "la rete"? chi sarebbe in grado di tornare "all'industria" dopo gli anni "della finanza". 

Se fosse, alla fine, la Cassa Depositi e Prestiti a risolvere in qualche modo la questione Telecom, in molti la venderebbero come un trionfo della politica industriale. Secondo me, invece, la Cassa DD PP è, oggi, una delle espressioni peggiori che qualsiasi capitalismo potrebbe produrre. Un ente ibrido, semi-pubblico e semi-privato, di fatto in mano alle fondazioni bancarie (san paolo, cariplo, CRT, ma anche MPS ed altre), però con le vestigia di società di management pubblico; nata per nascondere un po' di debito dello Stato, e per distribuire cadreghini a destra e a manca. La Cassa DD PP, oltre a detenere un piede in Enel, Eni e Terna, gestisce (in malo modo) le Poste Italiane (che per sopravvivere si aggrappano ai libretti postali e a un monopolio - quello delle lettere sotto i 20 grammi - che sarà liberalizzato dal prossimo anno; scommettiamo che nel giro di qualche tempo sentiremo parlare delle Poste come di una nuova Alitalia?). In più gestisce oscuri fondi di investimento (come F2i) concepiti per mettere soldi in progetti strategici o aziende amiche senza dover rendere conto di niente a nessuno (infatti, come molte altre società pubbliche, anche la Cassa DD PP di certo non eccelle in trasparenza societaria).

Quando sento parlare il Sig. Quintarelli di "fondazioni senza scopo di lucro", con una "governance chiara e trasparente", guidate da "un board tecnico comune" alle quali affidare il progetto di una "rete moderna" nell'interesse "a medio e lungo termine" del paese, di certo non mi viene da pensare alla Cassa Depositi e Prestiti. Che non fa "industria", ma che fa "finanza", per usare questa distinzione (un po' povera, a mio modo di vedere) ma che piace a tanti. Caro Quintarelli, enti del genere in Italia non esistono, mai esisteranno, e se esistessero sarebbero tutti come la Cassa DD PP (ma non si preoccupi: troverà sempre qualcuno disposto ad affermare che la Cassa è la forma più evoluta di politica industriale che abbiamo oggi in Italia, e che è la fondazione ideale a cui dare in gestione una rete pubblica). 

Io preferisco di gran lunga Mediaset. Nonostante i conflitti di interesse del cavaliere, i problemi di antitrust e la scomparsa della concorrenza nelle telecomunicazioni e nei media. Ma Mediaset è una delle poche aziende (di levatura internazionale) italiane che non sono indebitate; è un'azienda sana; e ha soldi pronti da spendere (anche 5-7 miliardi, se si indebita un poco, vende Rete 4, un mux, e i suoi ripetitori). Una media company è la cosa più vicina a una società di TLC. Forse non così tanto; ma di sicuro più di una banca. 

Se non saranno i messicani, a salvare la rete, io spero sempre nel Texano di Arcore.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>MR. ROSSI, la CASSA e IL TEXANO DI ARCORE</p>
<p>concordo pienamente con blackjack. condivido e capisco anche il Sig. Quintarelli. Ma gli ricordo che stiamo parlando dell&#8217;Italia.</p>
<p>alcune note: </p>
<p>su guido rossi: si lamenta delle scatole cinesi, dei patti parasociali, e di una mancanza generalizzata di cultura della legalità. Ma cosa fa, appena nominato amministratore delegato di Telecom? un bel patto di sindacato con Generali e Mediobanca. Evviva la coerenza e l&#8217;onestà intellettuale, Mr. Rossi.</p>
<p>sulla mancanza di soldi: Telecom Italia (come altri ex monopoli pubblici) venne svenduta dallo Stato a metà degli anni novanta per alleggerire il peso del debito pubblico. non mi pare che nel frattempo le entrate dello stato si siano centuplicate (e il debito azzerato) per poter ricomprare una società che capitalizza 40 miliardi. sarebbe, per parafrasare rino gaetano, come se il frosinone si comprasse ronaldinho. facile fare i filosofi dell&#8217;economia politica (liberismo o intervento dello stato?) senza avere una minima idea dei libri contabili del nostro paese. Anche a me piacerebbe parlare di One Network e di intervento pubblico &#8220;intellighiente&#8221;: ma scordiamoci di farlo in Italia, oggi.</p>
<p>Chi potrebbe salvare la patria? cioè &#8220;la rete&#8221;? chi sarebbe in grado di tornare &#8220;all&#8217;industria&#8221; dopo gli anni &#8220;della finanza&#8221;. </p>
<p>Se fosse, alla fine, la Cassa Depositi e Prestiti a risolvere in qualche modo la questione Telecom, in molti la venderebbero come un trionfo della politica industriale. Secondo me, invece, la Cassa DD PP è, oggi, una delle espressioni peggiori che qualsiasi capitalismo potrebbe produrre. Un ente ibrido, semi-pubblico e semi-privato, di fatto in mano alle fondazioni bancarie (san paolo, cariplo, CRT, ma anche MPS ed altre), però con le vestigia di società di management pubblico; nata per nascondere un po&#8217; di debito dello Stato, e per distribuire cadreghini a destra e a manca. La Cassa DD PP, oltre a detenere un piede in Enel, Eni e Terna, gestisce (in malo modo) le Poste Italiane (che per sopravvivere si aggrappano ai libretti postali e a un monopolio - quello delle lettere sotto i 20 grammi - che sarà liberalizzato dal prossimo anno; scommettiamo che nel giro di qualche tempo sentiremo parlare delle Poste come di una nuova Alitalia?). In più gestisce oscuri fondi di investimento (come F2i) concepiti per mettere soldi in progetti strategici o aziende amiche senza dover rendere conto di niente a nessuno (infatti, come molte altre società pubbliche, anche la Cassa DD PP di certo non eccelle in trasparenza societaria).</p>
<p>Quando sento parlare il Sig. Quintarelli di &#8220;fondazioni senza scopo di lucro&#8221;, con una &#8220;governance chiara e trasparente&#8221;, guidate da &#8220;un board tecnico comune&#8221; alle quali affidare il progetto di una &#8220;rete moderna&#8221; nell&#8217;interesse &#8220;a medio e lungo termine&#8221; del paese, di certo non mi viene da pensare alla Cassa Depositi e Prestiti. Che non fa &#8220;industria&#8221;, ma che fa &#8220;finanza&#8221;, per usare questa distinzione (un po&#8217; povera, a mio modo di vedere) ma che piace a tanti. Caro Quintarelli, enti del genere in Italia non esistono, mai esisteranno, e se esistessero sarebbero tutti come la Cassa DD PP (ma non si preoccupi: troverà sempre qualcuno disposto ad affermare che la Cassa è la forma più evoluta di politica industriale che abbiamo oggi in Italia, e che è la fondazione ideale a cui dare in gestione una rete pubblica). </p>
<p>Io preferisco di gran lunga Mediaset. Nonostante i conflitti di interesse del cavaliere, i problemi di antitrust e la scomparsa della concorrenza nelle telecomunicazioni e nei media. Ma Mediaset è una delle poche aziende (di levatura internazionale) italiane che non sono indebitate; è un&#8217;azienda sana; e ha soldi pronti da spendere (anche 5-7 miliardi, se si indebita un poco, vende Rete 4, un mux, e i suoi ripetitori). Una media company è la cosa più vicina a una società di TLC. Forse non così tanto; ma di sicuro più di una banca. </p>
<p>Se non saranno i messicani, a salvare la rete, io spero sempre nel Texano di Arcore.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Ermenegilda</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/04/06/manifesto-sullassetto-del-mercato-tlc/#comment-65850</link>
		<dc:creator>Ermenegilda</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 07 Apr 2007 15:00:47 +0000</pubDate>
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		<description>Troppa serietà nuoce alla salute!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Troppa serietà nuoce alla salute!</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Blackjack</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/04/06/manifesto-sullassetto-del-mercato-tlc/#comment-65841</link>
		<dc:creator>Blackjack</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 07 Apr 2007 09:30:09 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2007/04/06/manifesto-sullassetto-del-mercato-tlc/#comment-65841</guid>
		<description>C'è da chiedersi, a fronte di tante vesti stracciate dell'ultima ora: dov'erano gli stracciatori quando, sulla spinta delle 'privatizzazioni' guidate politicamente e politicamente determinate, si sfasciavano alcune delle più importanti aziende italiane?

Purtroppo ora è TARDI per mettere una pezza e la situazione, parzialmente descritta da questo ennesimo articolo stracciavesti, è difficilmente recuperabile anche perché, indipendentemente da ciò che racconta Scott (in teoria), manca un elemento fondamentale: i soldi.

Acquisire la rete attuale è possibile, in questo momento, solo per un paio di attori italiani (gli altri possibili attori sono solo un ammasso di debiti, se escludiamo le banche e che il Signore ce ne liberi e scampi): la Cassa Depositi e Prestiti e Mediaset.

Il volto pubblico, collocato abilmente nel 'Piano Rovati' sconfessato da mortadella Prodi il gran mentitore, oppure il volto privato del grande nemico che, a fronte della legge Gasparri (non della Gentiloni che ha cercato di ammorbidire i toni) NON PUO' entrare nella telefonia. E' vietato.

Le considerazioni esposte nell'articolo sono tutte valide e tutte ugualmente inutili: non ci sono soldi e se ci sono non possono essere, per legge, utilizzati.

Dovrebbero, questi articoli stracciavesti (e accomuno tutti gli articoli e le dichiarazioni degli ultimi mesi relative al caso Telecom), apparire in tempi non sospetti per tentare di avere valore e, come credo ambiscano a fare, interessare e coinvolgere l'opinione pubblica (noi cittadini) informandola PREVENTIVAMENTE.
One Network è, ora, una  grandissima sega mentale, l'ennesima, di una serie infinita di seghe mentali che comprendono:
le dichiarazioni fuori ruolo e da fuori di testa del Garante per le Telecomunicazioni,
le dichiarazioni di Rossi sul capitalismo italico alla Chicago anni '20 (lui nel frattempo dove stava? a raccogliere violette?),
le dichiarazioni tutte dei vari politici,
le non dichiarazioni di mortadella Prodi il mentitore,
l'inerzia di politici malsani che, impegnati solo per le loro beghine di quartiere, si risvegliano con cadenza periodica solo di fronte alle catastrofi annunciate,
gli articoli, come questo e tanti altri, che cavalcano l'onda della tragedia annunciata e attendono, per il loro prossimo ed effimero attimo di gloria, solo la morte.

Blackjack.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>C&#8217;è da chiedersi, a fronte di tante vesti stracciate dell&#8217;ultima ora: dov&#8217;erano gli stracciatori quando, sulla spinta delle &#8216;privatizzazioni&#8217; guidate politicamente e politicamente determinate, si sfasciavano alcune delle più importanti aziende italiane?</p>
<p>Purtroppo ora è TARDI per mettere una pezza e la situazione, parzialmente descritta da questo ennesimo articolo stracciavesti, è difficilmente recuperabile anche perché, indipendentemente da ciò che racconta Scott (in teoria), manca un elemento fondamentale: i soldi.</p>
<p>Acquisire la rete attuale è possibile, in questo momento, solo per un paio di attori italiani (gli altri possibili attori sono solo un ammasso di debiti, se escludiamo le banche e che il Signore ce ne liberi e scampi): la Cassa Depositi e Prestiti e Mediaset.</p>
<p>Il volto pubblico, collocato abilmente nel &#8216;Piano Rovati&#8217; sconfessato da mortadella Prodi il gran mentitore, oppure il volto privato del grande nemico che, a fronte della legge Gasparri (non della Gentiloni che ha cercato di ammorbidire i toni) NON PUO&#8217; entrare nella telefonia. E&#8217; vietato.</p>
<p>Le considerazioni esposte nell&#8217;articolo sono tutte valide e tutte ugualmente inutili: non ci sono soldi e se ci sono non possono essere, per legge, utilizzati.</p>
<p>Dovrebbero, questi articoli stracciavesti (e accomuno tutti gli articoli e le dichiarazioni degli ultimi mesi relative al caso Telecom), apparire in tempi non sospetti per tentare di avere valore e, come credo ambiscano a fare, interessare e coinvolgere l&#8217;opinione pubblica (noi cittadini) informandola PREVENTIVAMENTE.<br />
One Network è, ora, una  grandissima sega mentale, l&#8217;ennesima, di una serie infinita di seghe mentali che comprendono:<br />
le dichiarazioni fuori ruolo e da fuori di testa del Garante per le Telecomunicazioni,<br />
le dichiarazioni di Rossi sul capitalismo italico alla Chicago anni &#8216;20 (lui nel frattempo dove stava? a raccogliere violette?),<br />
le dichiarazioni tutte dei vari politici,<br />
le non dichiarazioni di mortadella Prodi il mentitore,<br />
l&#8217;inerzia di politici malsani che, impegnati solo per le loro beghine di quartiere, si risvegliano con cadenza periodica solo di fronte alle catastrofi annunciate,<br />
gli articoli, come questo e tanti altri, che cavalcano l&#8217;onda della tragedia annunciata e attendono, per il loro prossimo ed effimero attimo di gloria, solo la morte.</p>
<p>Blackjack.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: The O.C. from Deep Throat</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/04/06/manifesto-sullassetto-del-mercato-tlc/#comment-65827</link>
		<dc:creator>The O.C. from Deep Throat</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 07 Apr 2007 07:20:55 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2007/04/06/manifesto-sullassetto-del-mercato-tlc/#comment-65827</guid>
		<description>Certo fa sorridere la storiella del mercato dalle briglia sciolte, che dove arriva libera ricchezza e aumenta la concorrenza. In realtà il sistema finanziario e industriale globale è un universo espanso di annessioni e megaconcentrazioni. 

Non era questo il sogno dei Von Mises e degli Hayek, i cavalieri della jacquerie fiscale. E guarda caso anche i radicali del Cato Institute stanno riscrivendo il loro paradigma libertario: lo statalismo è stato sconfitto (o quasi), il reganismo ha vinto (o quasi), ma con l’effetto paradossale di far aumentare contemporaneamente la libertà economica e l’intervento statale. Il paradosso del benessere sociale. 

Se il mercato alato è uno sceneggiato, se Tex è una jattura e Mex si ristruttura, fa ancora più ridere il nazionalismo sinistro dell’Italia nostra. Il capitalismo diesel controllato dal ‘commissario’ Guido Rossi: “il garante di Telecom presso le banche e forse presso la magistratura”, secondo il Manifesto. 

Scrive Gola Profonda: “I settari della sinistra finanziaria italiana soffrono il capitalismo delle praterie, temono il denaro degli spazi aperti. Perché tutto, ai loro occhi, deve rimanere nella famiglia nata dall’osmosi tra il capitalismo di relazione e la falce e il martello”. Dossetti e vecchi merletti. 

Era l’epoca del protofascio Raffaele Mattioli, che ebbe il suo gran da fare per salvare i “Quaderni” di Gramsci con l’amico Togliatti. L’era degli intrecci castranti, delle banche di stato e delle Montedison galoppanti, fino alle Bande del Quartierino annidate in Via Nazionale, e alle “grandi firme per le grandi famiglie editoriali”: Guido Carli-Confindustria-L’Espresso, Agnelli-PiazzettaCuccia-RCS, “e i Romiti, sempre attenti alla salute del Manifesto”.

“Questo capitalismo di garanzia ha svolto una funzione balsamica fino a Tangentopoli, ha addomesticato il conflitto sociale e ne ha ricavato una pace remunerativa. Dal 1992 in poi, con il Pci in crisi e i socialisti sbandati, i settari della sinistra in grisaglia sono usciti allo scoperto tornando alle origini: da Giustizia e Libertà a Libertà e Giustizia, l’associazione moralista che si pregia di avere Guido Rossi nel comitato dei garanti.”

“E il loro compito è, appunto, di garanzia economica e giudiziaria. Se le cose non vanno per il verso giusto, se il sistema si contorce e i barbari avanzano, loro insorgono in qualità di commissari bruciati, coccolati e rimpianti dagli urlatori della solita consorteria sindacalizzata”.

Che l’impeto garibaldino intorno a Telecom sia una sorpresa compassionevole, come la strabordante spesa pubblica del repubblicano Bush? Sarebbe un bel putsch. 

P.S.
La versione del mio amico Riccardo: “D’ora in poi chiamo solo con Skype”.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Certo fa sorridere la storiella del mercato dalle briglia sciolte, che dove arriva libera ricchezza e aumenta la concorrenza. In realtà il sistema finanziario e industriale globale è un universo espanso di annessioni e megaconcentrazioni. </p>
<p>Non era questo il sogno dei Von Mises e degli Hayek, i cavalieri della jacquerie fiscale. E guarda caso anche i radicali del Cato Institute stanno riscrivendo il loro paradigma libertario: lo statalismo è stato sconfitto (o quasi), il reganismo ha vinto (o quasi), ma con l’effetto paradossale di far aumentare contemporaneamente la libertà economica e l’intervento statale. Il paradosso del benessere sociale. </p>
<p>Se il mercato alato è uno sceneggiato, se Tex è una jattura e Mex si ristruttura, fa ancora più ridere il nazionalismo sinistro dell’Italia nostra. Il capitalismo diesel controllato dal ‘commissario’ Guido Rossi: “il garante di Telecom presso le banche e forse presso la magistratura”, secondo il Manifesto. </p>
<p>Scrive Gola Profonda: “I settari della sinistra finanziaria italiana soffrono il capitalismo delle praterie, temono il denaro degli spazi aperti. Perché tutto, ai loro occhi, deve rimanere nella famiglia nata dall’osmosi tra il capitalismo di relazione e la falce e il martello”. Dossetti e vecchi merletti. </p>
<p>Era l’epoca del protofascio Raffaele Mattioli, che ebbe il suo gran da fare per salvare i “Quaderni” di Gramsci con l’amico Togliatti. L’era degli intrecci castranti, delle banche di stato e delle Montedison galoppanti, fino alle Bande del Quartierino annidate in Via Nazionale, e alle “grandi firme per le grandi famiglie editoriali”: Guido Carli-Confindustria-L’Espresso, Agnelli-PiazzettaCuccia-RCS, “e i Romiti, sempre attenti alla salute del Manifesto”.</p>
<p>“Questo capitalismo di garanzia ha svolto una funzione balsamica fino a Tangentopoli, ha addomesticato il conflitto sociale e ne ha ricavato una pace remunerativa. Dal 1992 in poi, con il Pci in crisi e i socialisti sbandati, i settari della sinistra in grisaglia sono usciti allo scoperto tornando alle origini: da Giustizia e Libertà a Libertà e Giustizia, l’associazione moralista che si pregia di avere Guido Rossi nel comitato dei garanti.”</p>
<p>“E il loro compito è, appunto, di garanzia economica e giudiziaria. Se le cose non vanno per il verso giusto, se il sistema si contorce e i barbari avanzano, loro insorgono in qualità di commissari bruciati, coccolati e rimpianti dagli urlatori della solita consorteria sindacalizzata”.</p>
<p>Che l’impeto garibaldino intorno a Telecom sia una sorpresa compassionevole, come la strabordante spesa pubblica del repubblicano Bush? Sarebbe un bel putsch. </p>
<p>P.S.<br />
La versione del mio amico Riccardo: “D’ora in poi chiamo solo con Skype”.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Alessandro Morgillo</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/04/06/manifesto-sullassetto-del-mercato-tlc/#comment-65800</link>
		<dc:creator>Alessandro Morgillo</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Apr 2007 16:49:35 +0000</pubDate>
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		<description>&lt;strong&gt;jan scrive:&lt;/strong&gt;&lt;em&gt;One Network &#232; strategica per l&#8217;economia, e la societ&#224;, i DICO sono strategici per la sovranit&#224; nazionale, sono due ambiti differenti e qui non si fa benaltrismo.&lt;/em&gt;


Mi permetto di dissentire. Il riconoscimento del pluralismo dei modelli etici &#232; strettamente legato allo sviluppo economico di un paese, promuovendo quel dinamismo sociale che oggi in Italia manca. </description>
		<content:encoded><![CDATA[<p><strong>jan scrive:</strong><em>One Network &egrave; strategica per l&rsquo;economia, e la societ&agrave;, i DICO sono strategici per la sovranit&agrave; nazionale, sono due ambiti differenti e qui non si fa benaltrismo.</em></p>
<p>Mi permetto di dissentire. Il riconoscimento del pluralismo dei modelli etici &egrave; strettamente legato allo sviluppo economico di un paese, promuovendo quel dinamismo sociale che oggi in Italia manca.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: jan</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/04/06/manifesto-sullassetto-del-mercato-tlc/#comment-65794</link>
		<dc:creator>jan</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Apr 2007 14:36:42 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2007/04/06/manifesto-sullassetto-del-mercato-tlc/#comment-65794</guid>
		<description>La One Network proposta da Quintarelli è una cosa diversa da una Telecom pubblica descritta da Carlini sul Manifesto, o dall'IRI. Si tratta di creare le regole per un mercato che adesso non esiste, in mano a un monopolista che ha svenduto l'argenteria e mandato in malora il network. Ognuno poi ha il suo angolo di specializzazione e le sue priorità: Quinta per il suo CV ad esempio.

One Network è strategica per l'economia, e la società, i DICO sono strategici per la sovranità nazionale, sono due ambiti differenti e qui non si fa benaltrismo.

Azzero un po' di commenti puccipucci qui sopra, andate a cinguettare in giardino per favore.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>La One Network proposta da Quintarelli è una cosa diversa da una Telecom pubblica descritta da Carlini sul Manifesto, o dall&#8217;IRI. Si tratta di creare le regole per un mercato che adesso non esiste, in mano a un monopolista che ha svenduto l&#8217;argenteria e mandato in malora il network. Ognuno poi ha il suo angolo di specializzazione e le sue priorità: Quinta per il suo CV ad esempio.</p>
<p>One Network è strategica per l&#8217;economia, e la società, i DICO sono strategici per la sovranità nazionale, sono due ambiti differenti e qui non si fa benaltrismo.</p>
<p>Azzero un po&#8217; di commenti puccipucci qui sopra, andate a cinguettare in giardino per favore.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: The O.C.</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/04/06/manifesto-sullassetto-del-mercato-tlc/#comment-65777</link>
		<dc:creator>The O.C.</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Apr 2007 12:12:52 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2007/04/06/manifesto-sullassetto-del-mercato-tlc/#comment-65777</guid>
		<description>Molto tecnico ma interessante.
@Morgillo, vedi che Rossi gli "stranieri" non li vuole proprio. Almeno non i norteamericanos. 
Ripubblicizzare... come l'IRI? Meglio i tacos.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Molto tecnico ma interessante.<br />
@Morgillo, vedi che Rossi gli &#8220;stranieri&#8221; non li vuole proprio. Almeno non i norteamericanos.<br />
Ripubblicizzare&#8230; come l&#8217;IRI? Meglio i tacos.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: marco rovelli</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/04/06/manifesto-sullassetto-del-mercato-tlc/#comment-65776</link>
		<dc:creator>marco rovelli</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Apr 2007 11:50:53 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2007/04/06/manifesto-sullassetto-del-mercato-tlc/#comment-65776</guid>
		<description>Ieri l'altro c'era un articolo di Chiarini sul manifesto che inquadrava con chiarezza la questione, e si integra, direi, con quanto affermato qui sopra.
Qui: http://www.ilmanifesto.it/Quotidiano-archivio/04-Aprile-2007/art32.html</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ieri l&#8217;altro c&#8217;era un articolo di Chiarini sul manifesto che inquadrava con chiarezza la questione, e si integra, direi, con quanto affermato qui sopra.<br />
Qui: <a href="http://www.ilmanifesto.it/Quotidiano-archivio/04-Aprile-2007/art32.html" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('outclick-comm/www.ilmanifesto.it');" rel="nofollow">http://www.ilmanifesto.it/Quotidiano-archivio/04-Aprile-2007/art32.html</a></p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Alessandro Morgillo</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/04/06/manifesto-sullassetto-del-mercato-tlc/#comment-65774</link>
		<dc:creator>Alessandro Morgillo</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Apr 2007 11:15:46 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2007/04/06/manifesto-sullassetto-del-mercato-tlc/#comment-65774</guid>
		<description>I problemi strutturali del capitalismo all&#8217;italiana hanno incancrenito lo stesso tessuto connettivo del paese, ormai abbandonato alla stato crepuscolare della coscienza. Incapace di stare al passo coi tempi, l&#8217;Italia si abbandona agli automatismi del suo sistema irrimediabilmente compromesso. &lt;em&gt;Allora che ben vengano gli stranieri&lt;/em&gt;, come direbbe &lt;strong&gt;Guido Rossi&lt;/strong&gt;. Almeno questo &#232; quello che penso io. Col mio stile sentenzioso,&#160;ingenuamente sincero.

http://www.repubblica.it/2007/04/sezioni/economia/telecom2/rossi-telecom/rossi-telecom.html</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>I problemi strutturali del capitalismo all&rsquo;italiana hanno incancrenito lo stesso tessuto connettivo del paese, ormai abbandonato alla stato crepuscolare della coscienza. Incapace di stare al passo coi tempi, l&rsquo;Italia si abbandona agli automatismi del suo sistema irrimediabilmente compromesso. <em>Allora che ben vengano gli stranieri</em>, come direbbe <strong>Guido Rossi</strong>. Almeno questo &egrave; quello che penso io. Col mio stile sentenzioso,&nbsp;ingenuamente sincero.</p>
<p><a href="http://www.repubblica.it/2007/04/sezioni/economia/telecom2/rossi-telecom/rossi-telecom.html" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('outclick-comm/www.repubblica.it');" rel="nofollow">http://www.repubblica.it/2007/04/sezioni/economia/telecom2/rossi-telecom/rossi-telecom.html</a></p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Alessandro Morgillo</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/04/06/manifesto-sullassetto-del-mercato-tlc/#comment-65758</link>
		<dc:creator>Alessandro Morgillo</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Apr 2007 07:34:30 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2007/04/06/manifesto-sullassetto-del-mercato-tlc/#comment-65758</guid>
		<description>&lt;em&gt;Tra agosto (murdoch) e aprile (at&#38;t+america movil), per sette lunghi mesi, non si &#232; parlato della questione industriale, se non da parte della SLC della CGIL. Il resto, solo finanza o intercettazioni telefoniche.&lt;/em&gt; 
&lt;em&gt;Ma anche di &lt;strong&gt;dico&lt;/strong&gt;, vallettopoli, il grande centro, la missione in afghanistan, tre italiani sequestrati, il processo di cogne, vallettopoli tutti temi importantissimi e di attualit&#224;, ma &lt;strong&gt;non rilevanti per lo sviluppo economico del paese.&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;
Mi permetto di farle notare che i DICO sono fondamentali per lo sviluppo socio-economico e culturale del nostro paese. Nessun tema forse &#232; pi&#249; politico. Quanto all'always on... credo che l'Italia debba avere gli stessi standard dei vicini paesi europei. </description>
		<content:encoded><![CDATA[<p><em>Tra agosto (murdoch) e aprile (at&amp;t+america movil), per sette lunghi mesi, non si &egrave; parlato della questione industriale, se non da parte della SLC della CGIL. Il resto, solo finanza o intercettazioni telefoniche.</em><br />
<em>Ma anche di <strong>dico</strong>, vallettopoli, il grande centro, la missione in afghanistan, tre italiani sequestrati, il processo di cogne, vallettopoli tutti temi importantissimi e di attualit&agrave;, ma <strong>non rilevanti per lo sviluppo economico del paese.</strong></em><br />
Mi permetto di farle notare che i DICO sono fondamentali per lo sviluppo socio-economico e culturale del nostro paese. Nessun tema forse &egrave; pi&ugrave; politico. Quanto all&#8217;always on&#8230; credo che l&#8217;Italia debba avere gli stessi standard dei vicini paesi europei.</p>
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