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	<title>Commenti a: Le mani degli schiavi (prima parte)</title>
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	<pubDate>Sat, 06 Sep 2008 17:36:44 +0000</pubDate>
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		<title>Di: The O.C.</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/04/12/le-mani-degli-schiavi-prima-parte/#comment-66562</link>
		<dc:creator>The O.C.</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 14 Apr 2007 09:30:43 +0000</pubDate>
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		<description>Guardo Chavez. Meglio i Money Masters.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Guardo Chavez. Meglio i Money Masters.</p>
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		<title>Di: marco rovelli</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/04/12/le-mani-degli-schiavi-prima-parte/#comment-66552</link>
		<dc:creator>marco rovelli</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Apr 2007 21:57:38 +0000</pubDate>
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		<description>Valter, non capisco cosa significhi dire che "internazionalismo e globalizzazione sono la stessa cosa". Guarda Chavez, per esempio - a cui all'inizio ho guardato con diffidenza (militare, populista, ecc) ma che sta conseguendo dei grandissimi risultati in patria, ed è innegabile che il suo nuovo internazionalismo (praticato anche nei confronti dei poveri del nord del mondo, come ha fatto con Livingstone) ha un segno opposto alla globalizzazione. E' solo entro un internazionalismo affermativo che ha senso parlare di nazione. Ed è chiaro che il regionalismo (un regionalismo democratico, che in Europa ha preso il segno del No a Maastricht) è oggi l'obiettivo. Il capitale finanziario globale può essere vincolato solo da misure "regionali" (cominciando ad esempio da misure minime, assolutamente riformiste, come la Tobin Tax), non certo, a mio parere, recuperando la dimensione della sovranità nazionale (come se oltretutto fosse esistito un nazionalismo democratico. no, la storia delle nazioni e del nazionalismo non è questo: le nazioni europee hanno figliato esse stesse l'imperialismo: Hannah Arendt insegna). Ed è allo stesso tempo nel contesto europeo che si pone la questione della migrazione (speculare alla libertà senza alcun vincolo del capitale finanziario), tentando di smontare dall'interno la fortezza. Tutto questo, sul presupposto che senza lotte sociali non si otterrà nulla.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Valter, non capisco cosa significhi dire che &#8220;internazionalismo e globalizzazione sono la stessa cosa&#8221;. Guarda Chavez, per esempio - a cui all&#8217;inizio ho guardato con diffidenza (militare, populista, ecc) ma che sta conseguendo dei grandissimi risultati in patria, ed è innegabile che il suo nuovo internazionalismo (praticato anche nei confronti dei poveri del nord del mondo, come ha fatto con Livingstone) ha un segno opposto alla globalizzazione. E&#8217; solo entro un internazionalismo affermativo che ha senso parlare di nazione. Ed è chiaro che il regionalismo (un regionalismo democratico, che in Europa ha preso il segno del No a Maastricht) è oggi l&#8217;obiettivo. Il capitale finanziario globale può essere vincolato solo da misure &#8220;regionali&#8221; (cominciando ad esempio da misure minime, assolutamente riformiste, come la Tobin Tax), non certo, a mio parere, recuperando la dimensione della sovranità nazionale (come se oltretutto fosse esistito un nazionalismo democratico. no, la storia delle nazioni e del nazionalismo non è questo: le nazioni europee hanno figliato esse stesse l&#8217;imperialismo: Hannah Arendt insegna). Ed è allo stesso tempo nel contesto europeo che si pone la questione della migrazione (speculare alla libertà senza alcun vincolo del capitale finanziario), tentando di smontare dall&#8217;interno la fortezza. Tutto questo, sul presupposto che senza lotte sociali non si otterrà nulla.</p>
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		<title>Di: valter binaghi</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/04/12/le-mani-degli-schiavi-prima-parte/#comment-66539</link>
		<dc:creator>valter binaghi</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Apr 2007 16:45:10 +0000</pubDate>
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		<description>Marco, su questa cosa mi piacerebbe confrontarmi sul serio, senza litigare.
Credi davvero che possa esistere un orizzonte non-nazionale del diritto? Non parlo di dichiarazioni più o meno benigne e altisonanti, ma di diritti effettuali, che hanno una possibilità effettiva di essere rispettati mediante un soggetto depositario di una forza ritenuta legittima, e che abbia il mandato di TUTTI i contraenti un patto sociale? Io dico
1) che l'internazionalismo e la globalizzazione sono di fatto la stessa cosa perchè l'uno è la ragione debole che permette all'altro di realizzarsi secondo la propria lugubre marcia sacrificale.
2)  che la lentezza o peggio l'ambiguità della legislazione italiana in materia è legata anche all'impopolarità delle politiche di integrazione, con cui politici di destra e sinistra paraculeggiano. Solo chi si sente sicuro e padrone in casa propria può ospitare.
3) che se questi poveri cristi hanno qualche possibilità di essere trattati umanamente devono aspettarsela dalle leggi dello stato ospitante e solo da esse. Che non la voracità ma almeno la sregolatezza del capitalismo può essere frenata solo in nome di un interesse nazionale. Ma è una parolaccia: i partiti di oggi sono rappresentanti di lobbies: possono rinegoziare all'infinito, ma sono incapaci di scelta etica
4) Che come afferma anche recentemente Bruno Arpaia, l'abbandono da parte della Sinistra di valori come comunità, tradizione e nazione è stato letale per la sinistra e per l'Occidente, non solo perchè sono stati requisiti da una destra imperialista e fascistoide, ma perchè hanno lasciate scoperte le masse alla vera aggressione, che non veniva dal padronato ottocentescamente concepito ma dalla finanza internazionale che è poi la redditività del capitale liberata dai confini.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Marco, su questa cosa mi piacerebbe confrontarmi sul serio, senza litigare.<br />
Credi davvero che possa esistere un orizzonte non-nazionale del diritto? Non parlo di dichiarazioni più o meno benigne e altisonanti, ma di diritti effettuali, che hanno una possibilità effettiva di essere rispettati mediante un soggetto depositario di una forza ritenuta legittima, e che abbia il mandato di TUTTI i contraenti un patto sociale? Io dico<br />
1) che l&#8217;internazionalismo e la globalizzazione sono di fatto la stessa cosa perchè l&#8217;uno è la ragione debole che permette all&#8217;altro di realizzarsi secondo la propria lugubre marcia sacrificale.<br />
2)  che la lentezza o peggio l&#8217;ambiguità della legislazione italiana in materia è legata anche all&#8217;impopolarità delle politiche di integrazione, con cui politici di destra e sinistra paraculeggiano. Solo chi si sente sicuro e padrone in casa propria può ospitare.<br />
3) che se questi poveri cristi hanno qualche possibilità di essere trattati umanamente devono aspettarsela dalle leggi dello stato ospitante e solo da esse. Che non la voracità ma almeno la sregolatezza del capitalismo può essere frenata solo in nome di un interesse nazionale. Ma è una parolaccia: i partiti di oggi sono rappresentanti di lobbies: possono rinegoziare all&#8217;infinito, ma sono incapaci di scelta etica<br />
4) Che come afferma anche recentemente Bruno Arpaia, l&#8217;abbandono da parte della Sinistra di valori come comunità, tradizione e nazione è stato letale per la sinistra e per l&#8217;Occidente, non solo perchè sono stati requisiti da una destra imperialista e fascistoide, ma perchè hanno lasciate scoperte le masse alla vera aggressione, che non veniva dal padronato ottocentescamente concepito ma dalla finanza internazionale che è poi la redditività del capitale liberata dai confini.</p>
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		<title>Di: Giulia</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/04/12/le-mani-degli-schiavi-prima-parte/#comment-66535</link>
		<dc:creator>Giulia</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Apr 2007 15:50:28 +0000</pubDate>
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		<description>Grazie per quetso post. Sembra impossibile che possa esistere ancora una realtà così, e invece andranno aumentando e non diminuendo: è la globalizzazione dello sfruttamento e la negazione di quella dei diritti Ciao Giulia</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie per quetso post. Sembra impossibile che possa esistere ancora una realtà così, e invece andranno aumentando e non diminuendo: è la globalizzazione dello sfruttamento e la negazione di quella dei diritti Ciao Giulia</p>
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		<title>Di: The O.C.</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/04/12/le-mani-degli-schiavi-prima-parte/#comment-66427</link>
		<dc:creator>The O.C.</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Apr 2007 12:38:57 +0000</pubDate>
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		<description>Infatti, non è "tutta" colpa. Oltre ai pescecani c'erano i pescegatti. Sul "soprattutto" dei clandestini niente da dire. Ci mancherebbe altro.
Mica partecipano a "Un due tre Stalla".</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Infatti, non è &#8220;tutta&#8221; colpa. Oltre ai pescecani c&#8217;erano i pescegatti. Sul &#8220;soprattutto&#8221; dei clandestini niente da dire. Ci mancherebbe altro.<br />
Mica partecipano a &#8220;Un due tre Stalla&#8221;.</p>
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		<title>Di: marco rovelli</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/04/12/le-mani-degli-schiavi-prima-parte/#comment-66423</link>
		<dc:creator>marco rovelli</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Apr 2007 12:09:03 +0000</pubDate>
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		<description>Non è "tutta" colpa. Ma la Romania è stata aperta al ciclone neoliberista che ha lasciato in mano il paese ai pescecani e ha scavato un solco tra ricchi e poveri.
Ma soprattutto: "E’ su questi clandestini che si scarica la necessità di manodopera sottopagata per un settore in crisi, che ha bisogno di loro non riuscendo a reggere sul piano della produzione intensiva."</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Non è &#8220;tutta&#8221; colpa. Ma la Romania è stata aperta al ciclone neoliberista che ha lasciato in mano il paese ai pescecani e ha scavato un solco tra ricchi e poveri.<br />
Ma soprattutto: &#8220;E’ su questi clandestini che si scarica la necessità di manodopera sottopagata per un settore in crisi, che ha bisogno di loro non riuscendo a reggere sul piano della produzione intensiva.&#8221;</p>
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		<title>Di: The O.C.</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/04/12/le-mani-degli-schiavi-prima-parte/#comment-66421</link>
		<dc:creator>The O.C.</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Apr 2007 11:59:52 +0000</pubDate>
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		<description>"In Romania, in particolare, lo stipendio minimo è di 86 euro al mese". Mi chiedo se sia stata tutta colpa del capitalismo globalizzato.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;In Romania, in particolare, lo stipendio minimo è di 86 euro al mese&#8221;. Mi chiedo se sia stata tutta colpa del capitalismo globalizzato.</p>
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		<title>Di: marco rovelli</title>
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		<dc:creator>marco rovelli</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Apr 2007 11:56:56 +0000</pubDate>
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		<description>RobertOC, è evidente che i tratti dello schiavismo restano simili ovunque. Ma il loro senso muta. Qui ho rilevato il senso di questo nostro schiavismo. Ho spiegato in che senso è prodotto del capitalismo globalizzato. Puoi confutare l'argomentazione.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>RobertOC, è evidente che i tratti dello schiavismo restano simili ovunque. Ma il loro senso muta. Qui ho rilevato il senso di questo nostro schiavismo. Ho spiegato in che senso è prodotto del capitalismo globalizzato. Puoi confutare l&#8217;argomentazione.</p>
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		<title>Di: The O.C.</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/04/12/le-mani-degli-schiavi-prima-parte/#comment-66415</link>
		<dc:creator>The O.C.</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Apr 2007 11:35:10 +0000</pubDate>
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		<description>"modernissimo prodotto del nuovo capitalismo". A me sembra più il vecchissimo prodotto del feudalesimo meridionale. Che somiglia(va) tanto a quello orientale.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;modernissimo prodotto del nuovo capitalismo&#8221;. A me sembra più il vecchissimo prodotto del feudalesimo meridionale. Che somiglia(va) tanto a quello orientale.</p>
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		<title>Di: Alessandra</title>
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		<dc:creator>Alessandra</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Apr 2007 08:34:19 +0000</pubDate>
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		<description>.....e la cosa più sconvolgente e vergognosa è che molti, di fronte a ciò, hanno il coraggio di infischiarsene non vedendo, non sentendo e non parlando.....

Un grazie speciale a Marco Rovelli per aver dato modo di riflettere ancora una volta, su questo ( e altri drammi) che capitano nel nostro paese....</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8230;..e la cosa più sconvolgente e vergognosa è che molti, di fronte a ciò, hanno il coraggio di infischiarsene non vedendo, non sentendo e non parlando&#8230;..</p>
<p>Un grazie speciale a Marco Rovelli per aver dato modo di riflettere ancora una volta, su questo ( e altri drammi) che capitano nel nostro paese&#8230;.</p>
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		<title>Di: tashtego</title>
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		<dc:creator>tashtego</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Apr 2007 02:57:51 +0000</pubDate>
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		<description>è incredibile che non ci sia quasi nessuno a difendere questa gente.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>è incredibile che non ci sia quasi nessuno a difendere questa gente.</p>
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