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	<title>Commenti a: Postumi. Lo scrittore dopo la sbronza della fine della storia</title>
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	<description>versione 2.0</description>
	<pubDate>Sat, 05 Jul 2008 11:58:13 +0000</pubDate>
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		<title>Di: infostudent psy unipd it</title>
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		<dc:creator>infostudent psy unipd it</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 May 2007 10:20:29 +0000</pubDate>
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Postumi. Lo scrittore dopo la sbronza della fine della storia...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p><strong>infostudent psy unipd it&#8230;</strong></p>
<p>Postumi. Lo scrittore dopo la sbronza della fine della storia&#8230;</p>
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		<title>Di: Luminamenti</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/04/17/postumi-lo-scrittore-dopo-la-sbronza-della-fine-della-storia/#comment-68006</link>
		<dc:creator>Luminamenti</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Apr 2007 14:32:27 +0000</pubDate>
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		<description>Alla prossima ciao.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Alla prossima ciao.</p>
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		<title>Di: lucio</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/04/17/postumi-lo-scrittore-dopo-la-sbronza-della-fine-della-storia/#comment-67951</link>
		<dc:creator>lucio</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Apr 2007 21:54:19 +0000</pubDate>
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		<description>Luminamenti, non posso non prendere atto della fermezza della tua posizione “E’ chiaro che lo so anche io che un progetto può riuscere, cioè portare a termine l’obiettivo che si è prefisso. Ma proprio per questo è fallimentare, errore”.
Mi sbagliavo, credevo che avresti rinunciato alla poesia. Ma ogni promessa è un debito e anche se in questi giorni ho altri impegni, proverò a dedicartene una. 
Infine, sono da sempre interessato anche ad un tipo di dialogo in cui si elude il principio di non contraddizione e qualsivoglia modus ponens, credo però che questo post non possa più contenerci e che avremo altre occasioni.
Alla prossima, ciao.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Luminamenti, non posso non prendere atto della fermezza della tua posizione “E’ chiaro che lo so anche io che un progetto può riuscere, cioè portare a termine l’obiettivo che si è prefisso. Ma proprio per questo è fallimentare, errore”.<br />
Mi sbagliavo, credevo che avresti rinunciato alla poesia. Ma ogni promessa è un debito e anche se in questi giorni ho altri impegni, proverò a dedicartene una.<br />
Infine, sono da sempre interessato anche ad un tipo di dialogo in cui si elude il principio di non contraddizione e qualsivoglia modus ponens, credo però che questo post non possa più contenerci e che avremo altre occasioni.<br />
Alla prossima, ciao.</p>
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		<title>Di: Luminamenti</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/04/17/postumi-lo-scrittore-dopo-la-sbronza-della-fine-della-storia/#comment-67861</link>
		<dc:creator>Luminamenti</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Apr 2007 09:18:11 +0000</pubDate>
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		<description>Aggiungo Lucio quanto dice Agamben nell'introduzione al poderoso e straordinario lavoro di Enzo Melandri, La Linea e il Circolo, studio logico-filosofico sull'analogia, Quodlibet:

Non è infatti detto che il rendersi consapevoli, nel senso radicalmente corticale che l'atto assume per noi oggigiorno, sia sempre e di necessità un vantaggio. Come diceva Plotino, è una diminuizione dell'intelligenza aver  bisogno di ragionare, una perdita della sua capacità di bastare a se  stessa. In epoca contemporanea, lo stesso stato di cose viene espresso in termini di "dis- inibizione" o, in maniera più plastica,   di "paradosso del centipede" (Cfr. A. Koestler, The Act ofCreation, London 1964 - I, i, 3, The Paradox of the Centipede, pp. 75-77). 
Il centipede sa benissimo, senza perciò doverne prender coscienza, che per non inciampare è meglio non chiedersi - non, per lo meno, logisticamente - in quale precisa sequenza vadano mossi i piedi. Credere che il prendere coscienza, la "consapevolizzazione" corticalmente intesa, sia un atto spontaneo, positivo, tale da non richiedere spiegazioni e anzi da approvarsi senza restrizioni – tutto questo non è che un pregiudizio spiritualistico, una cattiva razionalizzazione del mito orfico della"verità-luce", della Lichtmetaphoric (Cfr. H. Blumenberg, Paradigmen zu einerMetaphorologie, Bonn 1960, pp. 12-18, 85-87).
In tal  modo si rischia di rendere gratuito l'atto della presa di coscienza; e, cosa ancor più grave, il suo complemento: l'atto del non voler prendere coscienza, che è ben altrimenti significativo. In primo luogo, se non vogliamo renderlo gratuito,l'atto di consapevolizzazione va inteso come sintomo di qualcosa e non come un simbolo indifferente rispetto al suo riferimento. Ci accorgiamo di avere un corpo nel senso pregnante, occlusivo, oneroso della corporeità, solo quando esso o una sua parte non funziona a dovere. Generalizzando, ciò significa che ogni teoria può essere intesa come sintomo di una sottostante disfunzione; e che inoltre il suo valore è in proporzione alla capacità che essa ha, se ce l'ha, di agire terapeuticamente: cioè di eliminare la sua stessa ragione d'essere, di sussistere come "teoria". Ma ancor più interessante, come si è detto, è l'atto complementare del non voler prendere coscienza, la Verdrangung o "rimozione" della consapevolezza. In questo caso, il divario fra teoria e prassi è dovuto all'infelicità della prassi; la teoria regredisce a razionalizzazione del fallimento terapeutico e le stesse vie di accesso al problema restano precluse.

Se poi affondo nella lettura dell'originale lavoro du Antonio Alberto Semi, La Coscienza in psicoanalisi (che fu presentato da Genna come tra i libri più significativi scritti negli ultimi tempi e concordo) leggo che:

Insomma, il pensiero ("ragione" compresa, lavoro intellettuale sottile e difficile compreso) è inconscio descrittivamente e, metapsicologicamente può essere inc o prec (pag 28-29)

L'effetto di coscienza è un prodotto non necessario o, per essere più precisi, è un prodotto psichico necessario in misura assai limitata. La maggior parte dell'umanità vive ancora oggi di simboli e segni sonori, e puntando viceversa tutto sul buon funzionamento del sistema Prec (pag 56)

La ragione è solo una piccola e secondaria parte della coscienza, e dal punto di vista psicoanalitico, non si dovrebbe forse tanto pensare che la ragione sia una caratteristica della coscienza, quanto piuttosto che, essendo la coerenza una caratteristica fondamentale di tutte le operazioni del sistema Cs, la "ragione" sia quell'attività del sistema che la utilizza sul piano del contenuto, riuscendovi però sempre fino a un certo punto (pag 59)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Aggiungo Lucio quanto dice Agamben nell&#8217;introduzione al poderoso e straordinario lavoro di Enzo Melandri, La Linea e il Circolo, studio logico-filosofico sull&#8217;analogia, Quodlibet:</p>
<p>Non è infatti detto che il rendersi consapevoli, nel senso radicalmente corticale che l&#8217;atto assume per noi oggigiorno, sia sempre e di necessità un vantaggio. Come diceva Plotino, è una diminuizione dell&#8217;intelligenza aver  bisogno di ragionare, una perdita della sua capacità di bastare a se  stessa. In epoca contemporanea, lo stesso stato di cose viene espresso in termini di &#8220;dis- inibizione&#8221; o, in maniera più plastica,   di &#8220;paradosso del centipede&#8221; (Cfr. A. Koestler, The Act ofCreation, London 1964 - I, i, 3, The Paradox of the Centipede, pp. 75-77).<br />
Il centipede sa benissimo, senza perciò doverne prender coscienza, che per non inciampare è meglio non chiedersi - non, per lo meno, logisticamente - in quale precisa sequenza vadano mossi i piedi. Credere che il prendere coscienza, la &#8220;consapevolizzazione&#8221; corticalmente intesa, sia un atto spontaneo, positivo, tale da non richiedere spiegazioni e anzi da approvarsi senza restrizioni – tutto questo non è che un pregiudizio spiritualistico, una cattiva razionalizzazione del mito orfico della&#8221;verità-luce&#8221;, della Lichtmetaphoric (Cfr. H. Blumenberg, Paradigmen zu einerMetaphorologie, Bonn 1960, pp. 12-18, 85-87).<br />
In tal  modo si rischia di rendere gratuito l&#8217;atto della presa di coscienza; e, cosa ancor più grave, il suo complemento: l&#8217;atto del non voler prendere coscienza, che è ben altrimenti significativo. In primo luogo, se non vogliamo renderlo gratuito,l&#8217;atto di consapevolizzazione va inteso come sintomo di qualcosa e non come un simbolo indifferente rispetto al suo riferimento. Ci accorgiamo di avere un corpo nel senso pregnante, occlusivo, oneroso della corporeità, solo quando esso o una sua parte non funziona a dovere. Generalizzando, ciò significa che ogni teoria può essere intesa come sintomo di una sottostante disfunzione; e che inoltre il suo valore è in proporzione alla capacità che essa ha, se ce l&#8217;ha, di agire terapeuticamente: cioè di eliminare la sua stessa ragione d&#8217;essere, di sussistere come &#8220;teoria&#8221;. Ma ancor più interessante, come si è detto, è l&#8217;atto complementare del non voler prendere coscienza, la Verdrangung o &#8220;rimozione&#8221; della consapevolezza. In questo caso, il divario fra teoria e prassi è dovuto all&#8217;infelicità della prassi; la teoria regredisce a razionalizzazione del fallimento terapeutico e le stesse vie di accesso al problema restano precluse.</p>
<p>Se poi affondo nella lettura dell&#8217;originale lavoro du Antonio Alberto Semi, La Coscienza in psicoanalisi (che fu presentato da Genna come tra i libri più significativi scritti negli ultimi tempi e concordo) leggo che:</p>
<p>Insomma, il pensiero (&#8221;ragione&#8221; compresa, lavoro intellettuale sottile e difficile compreso) è inconscio descrittivamente e, metapsicologicamente può essere inc o prec (pag 28-29)</p>
<p>L&#8217;effetto di coscienza è un prodotto non necessario o, per essere più precisi, è un prodotto psichico necessario in misura assai limitata. La maggior parte dell&#8217;umanità vive ancora oggi di simboli e segni sonori, e puntando viceversa tutto sul buon funzionamento del sistema Prec (pag 56)</p>
<p>La ragione è solo una piccola e secondaria parte della coscienza, e dal punto di vista psicoanalitico, non si dovrebbe forse tanto pensare che la ragione sia una caratteristica della coscienza, quanto piuttosto che, essendo la coerenza una caratteristica fondamentale di tutte le operazioni del sistema Cs, la &#8220;ragione&#8221; sia quell&#8217;attività del sistema che la utilizza sul piano del contenuto, riuscendovi però sempre fino a un certo punto (pag 59)</p>
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		<title>Di: Luminamenti</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/04/17/postumi-lo-scrittore-dopo-la-sbronza-della-fine-della-storia/#comment-67845</link>
		<dc:creator>Luminamenti</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Apr 2007 06:07:34 +0000</pubDate>
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		<description>Scusa, errata corrige. Il fatto che il sole sorge di mattina e va via la sera</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Scusa, errata corrige. Il fatto che il sole sorge di mattina e va via la sera</p>
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		<title>Di: Luminamenti</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/04/17/postumi-lo-scrittore-dopo-la-sbronza-della-fine-della-storia/#comment-67844</link>
		<dc:creator>Luminamenti</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Apr 2007 06:04:00 +0000</pubDate>
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		<description>E' chiaro che lo so anche io che un progetto può riuscere, cioè portare a termine l'obiettivo che si è prefisso. Ma proprio per questo è fallimentare, errore. Infatti l'accenno inclusivo a tale conclusione era data nel mio discorso dal fatto che il progetto è previsione. La previsione è il fondamento epistemologico dell'ipotesi scientifica. Qui non posso riportare per esteso l'argomento. Ma potrei dire per farmi più semplicemente comprendere, che tutti di noi abbiamo molto fiducia in quella cosa che chiamiamo esperienza. Ma che cos'è una esperienza? Non è un verità immutabile. Il fatto che il sole giorno la mattina e la sera se ne va è un'esperienza che viviamo. Ma questo non significa che continuerà ad accadere. Facciamoli pure i progetti, verifichiamone i risultati, ma è meglio farlo con la consapevolezza di essere nella non-verità. 
Se poi il Progetto è cambiare il Mondo allora ciò significa ipostatizzare il Progetto. E questo lo fa già l'Apparato scientifico-tecnologico, che io allora critico per mostrare la fallacia del suo sottosuolo.
Inoltre, il mio discorso attribuiva inutilità a pensare la consapevolezza, così come la intende Andrea Inglese, come strumento per l'agire nel mondo. Cioè il mio discorso non era mirato contro la consapevolezza ma a :

1) vedere le forze che si oppongono a questa consapevolezza
2) pensare cosa è la consapevolezza, pensarla la consapevolezza. In questo senso offrivo riflessione per vedere diversamente la manifestazione della consapevolezza. Seguendo questo filo, emerge un fare della consapevolezza che è tutt'altro che rinuncia, anzi esattamente influenza fortemente il Mondo.

Cmq mi fanno piacere questi scambi con te, perché ci si confronta su quello che l'altro scrive e non si evade scavalcando. Non c'è mai in me intenzione di dire: le cose stanno così. Ma è sul così che bisogna scambiarsi idee.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; chiaro che lo so anche io che un progetto può riuscere, cioè portare a termine l&#8217;obiettivo che si è prefisso. Ma proprio per questo è fallimentare, errore. Infatti l&#8217;accenno inclusivo a tale conclusione era data nel mio discorso dal fatto che il progetto è previsione. La previsione è il fondamento epistemologico dell&#8217;ipotesi scientifica. Qui non posso riportare per esteso l&#8217;argomento. Ma potrei dire per farmi più semplicemente comprendere, che tutti di noi abbiamo molto fiducia in quella cosa che chiamiamo esperienza. Ma che cos&#8217;è una esperienza? Non è un verità immutabile. Il fatto che il sole giorno la mattina e la sera se ne va è un&#8217;esperienza che viviamo. Ma questo non significa che continuerà ad accadere. Facciamoli pure i progetti, verifichiamone i risultati, ma è meglio farlo con la consapevolezza di essere nella non-verità.<br />
Se poi il Progetto è cambiare il Mondo allora ciò significa ipostatizzare il Progetto. E questo lo fa già l&#8217;Apparato scientifico-tecnologico, che io allora critico per mostrare la fallacia del suo sottosuolo.<br />
Inoltre, il mio discorso attribuiva inutilità a pensare la consapevolezza, così come la intende Andrea Inglese, come strumento per l&#8217;agire nel mondo. Cioè il mio discorso non era mirato contro la consapevolezza ma a :</p>
<p>1) vedere le forze che si oppongono a questa consapevolezza<br />
2) pensare cosa è la consapevolezza, pensarla la consapevolezza. In questo senso offrivo riflessione per vedere diversamente la manifestazione della consapevolezza. Seguendo questo filo, emerge un fare della consapevolezza che è tutt&#8217;altro che rinuncia, anzi esattamente influenza fortemente il Mondo.</p>
<p>Cmq mi fanno piacere questi scambi con te, perché ci si confronta su quello che l&#8217;altro scrive e non si evade scavalcando. Non c&#8217;è mai in me intenzione di dire: le cose stanno così. Ma è sul così che bisogna scambiarsi idee.</p>
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		<title>Di: lucio</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/04/17/postumi-lo-scrittore-dopo-la-sbronza-della-fine-della-storia/#comment-67842</link>
		<dc:creator>lucio</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Apr 2007 01:05:06 +0000</pubDate>
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		<description>Luminamenti, in equilibrio sul filo della comprensione mi sembra di leggere qualcosa di interessante e condivisibile nel tuo ultimo intervento e credo che a questo punto sia giusto evidenziarlo e andare avanti senza infilarci in un tunnel. Ma, se credi…
Intanto l’incipit del punto -1- “impegno sì”, se olofrastico rappresenterebbe molto più di mezzo passo nella direzione dell’impegno, ma è così?
Poi  c’è quella dichiarazione finale che mi sembra potenzialmente molto importante “non mi prefiggo di chiudermi a casa per influire sul campo antropico umano”. 
Ma tra “impegno sì” e “non chiudermi a casa” ci sono l’intero punto 1 e il 2, che forse riportano tutto l’intervento nella sua univoca chiave di lettura (secondo me) rinunciataria. Leggendo i due punti trovo che l’elemento unificante ancora una volta è l’inefficacia e il fallimento; nell’ 1 “psicoanalisi…territorio nel quale sono state individuate quelle forze che negano proprio l’efficacia nel portare a termine un progetto”, nel 2 “Progetto è previsione. E’ un concetto nato con l’epistemologia della scienza. Destinato a fallire”.  

Se con il primo Derrida volessimo accettare il principio della possibilità necessaria, per cui se qualcosa può allora necessariamente deve, e quindi teorizzare che un progetto è destinato a fallire, ci lasceremmo ingannare da una massimizzazione dell’argomento trascendentale che lo stesso autore rivide più ottimisticamente pochi anni dopo.  
Più semplicemente è chiaro che un progetto può fallire, ma non è destinato a fallire, fallire è solo una delle possibilità. Credo che anche tu abbia visto il successo di qualche progetto. E comunque sarebbe davvero triste rinunciare a un progetto per evitare un eventuale insuccesso, in questa visione impegnarsi in un progetto è già una cosa positiva. 

Poi permettimi, dubbio per dubbio, a questo punto ti devo chiedere se credi veramente che ci siano “ forze che negano proprio l’efficacia nel portare a termine un progetto” perché è vero che può fallire, ma come si fa a negare l’efficacia nel portare a termine un progetto? E non c’è più bisogno di virgolette, vorrei veramente sapere se ritieni inutile anche il successo di un progetto, riconoscendoti la coerenza con la quale ne stai scrivendo, effettivamente, dal tuo primo intervento. Giuro che se confermi e l’accendiamo, ti dedico una poesia seria (o almeno ci proverò). 
Non ti perdere, ciao.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Luminamenti, in equilibrio sul filo della comprensione mi sembra di leggere qualcosa di interessante e condivisibile nel tuo ultimo intervento e credo che a questo punto sia giusto evidenziarlo e andare avanti senza infilarci in un tunnel. Ma, se credi…<br />
Intanto l’incipit del punto -1- “impegno sì”, se olofrastico rappresenterebbe molto più di mezzo passo nella direzione dell’impegno, ma è così?<br />
Poi  c’è quella dichiarazione finale che mi sembra potenzialmente molto importante “non mi prefiggo di chiudermi a casa per influire sul campo antropico umano”.<br />
Ma tra “impegno sì” e “non chiudermi a casa” ci sono l’intero punto 1 e il 2, che forse riportano tutto l’intervento nella sua univoca chiave di lettura (secondo me) rinunciataria. Leggendo i due punti trovo che l’elemento unificante ancora una volta è l’inefficacia e il fallimento; nell’ 1 “psicoanalisi…territorio nel quale sono state individuate quelle forze che negano proprio l’efficacia nel portare a termine un progetto”, nel 2 “Progetto è previsione. E’ un concetto nato con l’epistemologia della scienza. Destinato a fallire”.  </p>
<p>Se con il primo Derrida volessimo accettare il principio della possibilità necessaria, per cui se qualcosa può allora necessariamente deve, e quindi teorizzare che un progetto è destinato a fallire, ci lasceremmo ingannare da una massimizzazione dell’argomento trascendentale che lo stesso autore rivide più ottimisticamente pochi anni dopo.<br />
Più semplicemente è chiaro che un progetto può fallire, ma non è destinato a fallire, fallire è solo una delle possibilità. Credo che anche tu abbia visto il successo di qualche progetto. E comunque sarebbe davvero triste rinunciare a un progetto per evitare un eventuale insuccesso, in questa visione impegnarsi in un progetto è già una cosa positiva. </p>
<p>Poi permettimi, dubbio per dubbio, a questo punto ti devo chiedere se credi veramente che ci siano “ forze che negano proprio l’efficacia nel portare a termine un progetto” perché è vero che può fallire, ma come si fa a negare l’efficacia nel portare a termine un progetto? E non c’è più bisogno di virgolette, vorrei veramente sapere se ritieni inutile anche il successo di un progetto, riconoscendoti la coerenza con la quale ne stai scrivendo, effettivamente, dal tuo primo intervento. Giuro che se confermi e l’accendiamo, ti dedico una poesia seria (o almeno ci proverò).<br />
Non ti perdere, ciao.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Luminamenti</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/04/17/postumi-lo-scrittore-dopo-la-sbronza-della-fine-della-storia/#comment-67835</link>
		<dc:creator>Luminamenti</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Apr 2007 21:30:23 +0000</pubDate>
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		<description>Ti rispondo:

1) impegno sì, ma non progetto, è molto diverso da progetto. Sono due cose non necessariamente conseguenti. Progetto è previsione. E' un concetto nato con l'epistemologia della scienza. Destinato a fallire.

2) la psicoanalisi viene da me indicata come il territorio nel quale sono state individuate quelle forze incontrollabili che negano proprio l'efficacia nel portare a termine un progetto. La Psiche (ES, Io e Super Io) è territorio maledetto e distruttivo. Altra cosa è il Superconscio.

Mai parlato di ricerca interiore (o solamente interiore). Questa è una deduzione fallace nell'interpretazione di concetti come meditazione, contemplazioni, stati di coscienza modificati, stati estatici e mistici che non sono conosciuti per quello che sono.

Più semplicemente: non mi prefiggo di chiudermi a casa per influire sul campo antropico umano (relazioni umane, trasformazione antropologica, mutazioni e mutanti)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ti rispondo:</p>
<p>1) impegno sì, ma non progetto, è molto diverso da progetto. Sono due cose non necessariamente conseguenti. Progetto è previsione. E&#8217; un concetto nato con l&#8217;epistemologia della scienza. Destinato a fallire.</p>
<p>2) la psicoanalisi viene da me indicata come il territorio nel quale sono state individuate quelle forze incontrollabili che negano proprio l&#8217;efficacia nel portare a termine un progetto. La Psiche (ES, Io e Super Io) è territorio maledetto e distruttivo. Altra cosa è il Superconscio.</p>
<p>Mai parlato di ricerca interiore (o solamente interiore). Questa è una deduzione fallace nell&#8217;interpretazione di concetti come meditazione, contemplazioni, stati di coscienza modificati, stati estatici e mistici che non sono conosciuti per quello che sono.</p>
<p>Più semplicemente: non mi prefiggo di chiudermi a casa per influire sul campo antropico umano (relazioni umane, trasformazione antropologica, mutazioni e mutanti)</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: lucio</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/04/17/postumi-lo-scrittore-dopo-la-sbronza-della-fine-della-storia/#comment-67751</link>
		<dc:creator>lucio</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Apr 2007 23:25:58 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2007/04/17/postumi-lo-scrittore-dopo-la-sbronza-della-fine-della-storia/#comment-67751</guid>
		<description>Luminamenti, proprio dal tuo primo intervento ho tratto “l’Apparato tecnico scientifico” al quale intendi lasciare carta bianca, dichiarandoti “contro ogni idea di progetto per sé e per il mondo”. Se questo è il concetto base della tua obiezione, ribadisco la mia scelta per un impegno quotidiano più coinvolgente (senza attribuire valori di merito).
 Ricordando poi i brani che seguono:  
“La psicoanalisi è la prova vivente del fallimento del tentativo di Motivare Consapevolmente le nostre scelte, destinazioni, azioni, pensieri. Invece di progettare, afferrare, occorre abbandonare. […] Invece di vincere occorre arrendersi! […] La dominazione della Psiche viene schiacciata solo dalla morte dell’anima, […] Siediti nella cruna dell’ago e stai, se il filo dell’ago entra non afferrarlo, se esce non tirarlo, e gioisci,…” 
purtroppo, non riesco a trovare nel tuo intervento la volontà di favorire un processo formativo, educativo, pedagogico, né la possibilità di dialogare seriamente senza segnalare (con dispiacere) gli effetti negativi di una ricerca solamente interiore e di una predisposizione al rifiuto pressoché totale.
Comunque buonanotte, sempre con fiducia.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Luminamenti, proprio dal tuo primo intervento ho tratto “l’Apparato tecnico scientifico” al quale intendi lasciare carta bianca, dichiarandoti “contro ogni idea di progetto per sé e per il mondo”. Se questo è il concetto base della tua obiezione, ribadisco la mia scelta per un impegno quotidiano più coinvolgente (senza attribuire valori di merito).<br />
 Ricordando poi i brani che seguono:<br />
“La psicoanalisi è la prova vivente del fallimento del tentativo di Motivare Consapevolmente le nostre scelte, destinazioni, azioni, pensieri. Invece di progettare, afferrare, occorre abbandonare. […] Invece di vincere occorre arrendersi! […] La dominazione della Psiche viene schiacciata solo dalla morte dell’anima, […] Siediti nella cruna dell’ago e stai, se il filo dell’ago entra non afferrarlo, se esce non tirarlo, e gioisci,…”<br />
purtroppo, non riesco a trovare nel tuo intervento la volontà di favorire un processo formativo, educativo, pedagogico, né la possibilità di dialogare seriamente senza segnalare (con dispiacere) gli effetti negativi di una ricerca solamente interiore e di una predisposizione al rifiuto pressoché totale.<br />
Comunque buonanotte, sempre con fiducia.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Luminamenti</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/04/17/postumi-lo-scrittore-dopo-la-sbronza-della-fine-della-storia/#comment-67747</link>
		<dc:creator>Luminamenti</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Apr 2007 21:40:48 +0000</pubDate>
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		<description>Se tu rileggi il mio primissimo intervento, era chiaro che sollevavo un'obiezione. Se l'obiezione non ha trovato risposta da parte di Andrea inglese e invece viene sbarrata citando un libro (molto più avanti) che neanche si riferisce a quell'obiezione si viene meno all'etica della comunicazione e si mostra incapacità a gestire il rapporto con gli interlocutori. Da qui ne deriva una vera deriva...

chiunque gestisce processi formativi, educativi, pedagogici lo sa</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Se tu rileggi il mio primissimo intervento, era chiaro che sollevavo un&#8217;obiezione. Se l&#8217;obiezione non ha trovato risposta da parte di Andrea inglese e invece viene sbarrata citando un libro (molto più avanti) che neanche si riferisce a quell&#8217;obiezione si viene meno all&#8217;etica della comunicazione e si mostra incapacità a gestire il rapporto con gli interlocutori. Da qui ne deriva una vera deriva&#8230;</p>
<p>chiunque gestisce processi formativi, educativi, pedagogici lo sa</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: lucio</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/04/17/postumi-lo-scrittore-dopo-la-sbronza-della-fine-della-storia/#comment-67697</link>
		<dc:creator>lucio</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Apr 2007 15:38:38 +0000</pubDate>
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		<description>Luminamenti, credo che se ci fosse la volontà di argomentare con la stessa chiarezza del tuo primo intervento di oggi, si potrebbe esprimere meglio  (e se necessario valutare) l’interesse per questo ed altri temi qui proposti, vecchi o nuovi che siano. Per esempio, se io preferissi accostare “il richiamo all’impegno”  alla trasformazione del comportamento piuttosto che a quella della mente, evidenzierei un punto di osservazione diverso (in questo caso opposto) che potrebbe essere utile all’analisi. Sento anch’io i limiti che la semplificazione pone al pieno e piano argomentare, riducendo spesso un concetto ad una tentata contrapposizione, e anche per questo motivo cerco di non assumere posizioni apodittiche e inamovibili che possono bloccare il discorso oltre all’interlocutore. 
Continuo a volerti bene senza capire niente di quello che hai scritto &#38; senza nulla a pretendere.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Luminamenti, credo che se ci fosse la volontà di argomentare con la stessa chiarezza del tuo primo intervento di oggi, si potrebbe esprimere meglio  (e se necessario valutare) l’interesse per questo ed altri temi qui proposti, vecchi o nuovi che siano. Per esempio, se io preferissi accostare “il richiamo all’impegno”  alla trasformazione del comportamento piuttosto che a quella della mente, evidenzierei un punto di osservazione diverso (in questo caso opposto) che potrebbe essere utile all’analisi. Sento anch’io i limiti che la semplificazione pone al pieno e piano argomentare, riducendo spesso un concetto ad una tentata contrapposizione, e anche per questo motivo cerco di non assumere posizioni apodittiche e inamovibili che possono bloccare il discorso oltre all’interlocutore.<br />
Continuo a volerti bene senza capire niente di quello che hai scritto &amp; senza nulla a pretendere.</p>
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		<title>Di: Luminamenti</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/04/17/postumi-lo-scrittore-dopo-la-sbronza-della-fine-della-storia/#comment-67616</link>
		<dc:creator>Luminamenti</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Apr 2007 06:33:49 +0000</pubDate>
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		<description>Lucio, per esempio, non ha capito niente di quello che ho scritto, evidentemente...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Lucio, per esempio, non ha capito niente di quello che ho scritto, evidentemente&#8230;</p>
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		<title>Di: Luminamenti</title>
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		<dc:creator>Luminamenti</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Apr 2007 06:31:06 +0000</pubDate>
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		<description>D'accordo su molte cose, ma prima occore una civiltà (etica) della comunicazione.
Se no tante parole diventano fumo. E constato che molto spesso manca (l'attenzione).

Richiamare all'impegno se non vuole essere una vuota parola, tanto che è ripetuta da qualche secolo, deve comportare la trasformazione della mente. Questo impegno è a valle di tutto il resto (socità, politica eccetera eccetera).

P.S funambola ho letto con molto piacere quanto hai scritto</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>D&#8217;accordo su molte cose, ma prima occore una civiltà (etica) della comunicazione.<br />
Se no tante parole diventano fumo. E constato che molto spesso manca (l&#8217;attenzione).</p>
<p>Richiamare all&#8217;impegno se non vuole essere una vuota parola, tanto che è ripetuta da qualche secolo, deve comportare la trasformazione della mente. Questo impegno è a valle di tutto il resto (socità, politica eccetera eccetera).</p>
<p>P.S funambola ho letto con molto piacere quanto hai scritto</p>
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	<item>
		<title>Di: la funambola</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/04/17/postumi-lo-scrittore-dopo-la-sbronza-della-fine-della-storia/#comment-67542</link>
		<dc:creator>la funambola</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Apr 2007 11:53:30 +0000</pubDate>
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		<description>amen</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>amen</p>
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		<title>Di: alanina</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/04/17/postumi-lo-scrittore-dopo-la-sbronza-della-fine-della-storia/#comment-67541</link>
		<dc:creator>alanina</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Apr 2007 11:47:58 +0000</pubDate>
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		<description>condivido completamente queste ultime note di lucio, e se per caso contengono un garbato rimprovero anche per me, mi scuso anch'io. 
così tanto credo anch'io alla necessità di un'etica più solida (trasmessa anche attraverso arte e letteratura, certo, perchè no?) , così tanto credo anch'io che la condivisione dei saperi stia diventando sempre più importante per poterla elaborare (l'etca)  che per questo mi affaccio ogni tanto (anche) qui a sbirciare che aria tira.
penso poi che lo sforzo di sintesi e chiarezza e sfrondamento (per carità, signor L, senza polemica, lo dico perchè lo penso davvero) sia essenziale per riuscire a scambiare veramente qualcosa, anche a scapito di qualche dettaglio. 
con ciò, ringrazio e mi taccio.
:-)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>condivido completamente queste ultime note di lucio, e se per caso contengono un garbato rimprovero anche per me, mi scuso anch&#8217;io.<br />
così tanto credo anch&#8217;io alla necessità di un&#8217;etica più solida (trasmessa anche attraverso arte e letteratura, certo, perchè no?) , così tanto credo anch&#8217;io che la condivisione dei saperi stia diventando sempre più importante per poterla elaborare (l&#8217;etca)  che per questo mi affaccio ogni tanto (anche) qui a sbirciare che aria tira.<br />
penso poi che lo sforzo di sintesi e chiarezza e sfrondamento (per carità, signor L, senza polemica, lo dico perchè lo penso davvero) sia essenziale per riuscire a scambiare veramente qualcosa, anche a scapito di qualche dettaglio.<br />
con ciò, ringrazio e mi taccio.<br />
:-)</p>
]]></content:encoded>
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	<item>
		<title>Di: andrea inglese</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/04/17/postumi-lo-scrittore-dopo-la-sbronza-della-fine-della-storia/#comment-67537</link>
		<dc:creator>andrea inglese</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Apr 2007 11:20:17 +0000</pubDate>
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		<description>"Usandolo, sento anche mio questo blog, questo spazio pubblico, e sento il dovere di difenderlo."
Caro Lucio nonostante tutti i divagamenti, le diffrazioni, gli equivoci, i più banali scazzi, e nonostante i limiti dei testi e dei temi proposti, non è irrilevante che tu od altri percepiscano questo (come altri luoghi in rete) come "spazi pubblici". Non tutto è dissipazione e narcisismo in rete. E sono grato a te che lo ricordi.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Usandolo, sento anche mio questo blog, questo spazio pubblico, e sento il dovere di difenderlo.&#8221;<br />
Caro Lucio nonostante tutti i divagamenti, le diffrazioni, gli equivoci, i più banali scazzi, e nonostante i limiti dei testi e dei temi proposti, non è irrilevante che tu od altri percepiscano questo (come altri luoghi in rete) come &#8220;spazi pubblici&#8221;. Non tutto è dissipazione e narcisismo in rete. E sono grato a te che lo ricordi.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: lucio</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/04/17/postumi-lo-scrittore-dopo-la-sbronza-della-fine-della-storia/#comment-67515</link>
		<dc:creator>lucio</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 22 Apr 2007 23:12:37 +0000</pubDate>
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		<description>Chiedo scusa per aver contribuito anch’io alla deriva delle ultime 48 ore e torno in tema per evidenziare l’importanza dell’appello di Inglese. Credo che il suo richiamo all’impegno sia così forte e necessario da non rimanere sommerso neanche dai nostri interventi più surreali (e forse un po’ d’ironia era pure giustificabile). Ma non può finire in barzelletta l’invito (invidiabile per l’energia dimostrata) a concentrarsi sul proprio ombelico affidando all’Apparato tecnico scientifico l’idea di progetto per se e per il mondo. E’ proprio questo atteggiamento rinunciatario che ha determinato l’intervento di Inglese. 
“… una rinuncia all’autogoverno di tale portata, da far pensare alle misteriose leggi ecologiche che determinano certe specie animali al suicidio collettivo.” questo è l’allarme di Bollati riportato nel post. Questo può succedere anche all’uomo, e succede ogni tanto a quelle comunità chiuse di fedeli che si mettono ciecamente nelle mani di un santone-truffaldino, o della Monsanto. 

Usandolo, sento anche mio questo blog, questo spazio pubblico, e sento il dovere di difenderlo.
Mi unisco all’appello e mi permetto di estenderlo a tutti coloro che, come me, hanno più volontà che notevoli strumenti.
Ciao e grazie.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Chiedo scusa per aver contribuito anch’io alla deriva delle ultime 48 ore e torno in tema per evidenziare l’importanza dell’appello di Inglese. Credo che il suo richiamo all’impegno sia così forte e necessario da non rimanere sommerso neanche dai nostri interventi più surreali (e forse un po’ d’ironia era pure giustificabile). Ma non può finire in barzelletta l’invito (invidiabile per l’energia dimostrata) a concentrarsi sul proprio ombelico affidando all’Apparato tecnico scientifico l’idea di progetto per se e per il mondo. E’ proprio questo atteggiamento rinunciatario che ha determinato l’intervento di Inglese.<br />
“… una rinuncia all’autogoverno di tale portata, da far pensare alle misteriose leggi ecologiche che determinano certe specie animali al suicidio collettivo.” questo è l’allarme di Bollati riportato nel post. Questo può succedere anche all’uomo, e succede ogni tanto a quelle comunità chiuse di fedeli che si mettono ciecamente nelle mani di un santone-truffaldino, o della Monsanto. </p>
<p>Usandolo, sento anche mio questo blog, questo spazio pubblico, e sento il dovere di difenderlo.<br />
Mi unisco all’appello e mi permetto di estenderlo a tutti coloro che, come me, hanno più volontà che notevoli strumenti.<br />
Ciao e grazie.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: supercrack</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/04/17/postumi-lo-scrittore-dopo-la-sbronza-della-fine-della-storia/#comment-67511</link>
		<dc:creator>supercrack</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 22 Apr 2007 22:10:20 +0000</pubDate>
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		<description>una sola lacrima di luminamenti cancellerebbe dal pianeta fame, miseria, malattie e analfabetismo. il problema è che lui non ha mai pianto.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>una sola lacrima di luminamenti cancellerebbe dal pianeta fame, miseria, malattie e analfabetismo. il problema è che lui non ha mai pianto.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: superfù</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/04/17/postumi-lo-scrittore-dopo-la-sbronza-della-fine-della-storia/#comment-67495</link>
		<dc:creator>superfù</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 22 Apr 2007 16:29:34 +0000</pubDate>
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		<description>ruminamenti non pensa,
Lui, E', il PENSIERO

:)))))))</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>ruminamenti non pensa,<br />
Lui, E&#8217;, il PENSIERO</p>
<p>:)))))))</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: la funambola</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/04/17/postumi-lo-scrittore-dopo-la-sbronza-della-fine-della-storia/#comment-67493</link>
		<dc:creator>la funambola</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 22 Apr 2007 16:13:42 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2007/04/17/postumi-lo-scrittore-dopo-la-sbronza-della-fine-della-storia/#comment-67493</guid>
		<description>"Delle droghe non parlo, le sconsiglio perché sono roba per gente forte (le mosche bianche) e non per i drogati (cioè gente debole). Le droghe sintetiche poi sono disastrose"

"La società moderna è una società con riti deboli, quindi il consiglio è quello qui sopra"

lumina, ti amo :))
senti
... e finalmente mi quieto. Dissipazioni e ricordi svaniscono dalla mia anima come se non fossero mai esistiti. Resto sola e calma. Vivo questo momento come se fosse il momento di una conversione religiosa. Eppure non c'è nulla che mi attragga verso il trascendente, anche se nulla più mi lega all'immanente. Mi sento libera come se finissi di esistere conservandone la consapevolezza. 
Mi quieto, sì, mi quieto. Una grande quiete, soave come un'inutilità, scende nel fondo del mio essere. Le pagine lette, i doveri compiuti, i passi e gli eventi del vivere: tutto si è tradotto in una vaga penombra, in un alone appena visibile che circonda qualcosa di tranquillo che non so definire. 
L'azione attraverso la quale a volte ho dimenticato l'anima; il pensiero attraverso il quale a volte ho dimenticato l'azione; entrambi mi si trasformano in una sorta di tenerezza priva di sentimento, una compassione insulsa e vuota. 
Non è questa giornata pigra e soave, nebbiosa e blanda. 
Non è questa brezza imperfetta, quasi nulla, poco più dell'aria. 
Non è il colore anonimo del cielo stancamente azzurro qua e là. No. No, perchè non sento. Vedo senza intenzioni e senza soluzioni. Assisto attentamente ad uno spettacolo che non esiste. 
Non avverto l'anima, soltanto la quiete. Le cose esterne, nitide e immobili, anche quelle che si muovono, sono per me come deve essere stato il mondo per Cristo quando dall'alto di tutto Satana lo tentò. Sono un nulla, e non capisco come Satana, vecchio di tanta esperienza, si illudesse di tentarlo. 
Scorri leggera, vita impercettibile, silenzioso ruscello che fugge sotto alberi dimenticati! Scorri blanda, anima sconosciuta, mormorio invisibile oltre i grandi rami caduti! Scorri inutile e senza ragione, consapevolezza che non è consapevole di niente, vaga luce in lontananza fra radure di foglie, che non sappiamo da dove viene né dove va! Scorri, scorri, e lasciaci dimenticare! 
Vago soffio di una cosa che non osò vivere, insipido sorso di una cosa che non potè sentire, mormorio inutile di una cosa che non volle pensare, vai lento, vai pigro, vai con i vortici che ti aspettano e lungo i declivi che incontrerai; vai verso l'ombra o verso la luce, fratello del mondo; vai verso la gloria o verso l'abisso, figlia del Caos e della Notte, ricordandoti ancora, in qualche angolo di te stessa, che gli Dei sono venuti più tardi e che anche gli Dei passano” 

Ed emili gli risponde: 

Per un istante d'estasi 
noi paghiamo in angoscia 
una misura esatta e trepidante 
proporzionata all'estasi 

Per un'ora diletta 
compensi amari d'anni 
centesimi strappati con dolore, 
scrigni pieni di lacrime 

lui , fernando pessoa , era capace di sentire questo , ed io penso che “pensare così, “sentire”, così sia riscatto grande dal dolore dell'esistere, dal tributo gravoso che la consapevolezza ti fa pagare. 
Nessun uomo ha saputo vivere e scrivere come fossero la stessa cosa. Nessuno è stato così disperatamente e necessariamente onesto con sé stesso come lo è stato lui, nessuno ha mai saputo scrivere e vivere la solitudine esistenziale come ha fatto lui, nessuno è riuscito a vivere e scrivere il dolore della consapevolezza come ci è riuscito lui. 
Nessuno ha mai scritto “per necessità” assoluta come ha scritto lui.( solo emily è riuscita ad andare "oltre") 
Nessuno è riuscito a vivere e scrivere col coraggio che ha avuto lui, il coraggio di non saper vivere perchè amava disperatamente le vita. 
E qui, in queste parole , mi chiedo se un “sentire” così sia stato un prezzo equo per il dolore che ha provato, guardando con gli “occhi” 
Se questi due esseri, uomo e donna, hanno detto queste cose significa che le hanno vissute, se le hanno vissute significa che in ognuno di noi c'è la possibilità di sentire così, e se in ognuno di noi c'è la possibilità di sentire così io mi sento meglio, io mi sento che posso credere nell'uomo, perchè chi sente così non potrà che essermi compagno di viaggio e i compagni di viaggio sanno che il viaggio non può che essere in solitario, ma sapere che si è soli, tutti soli, è una grande consolazione ,è uno stare in sublime compagnia. 
tutto questo senza uso di sostanze stupefacenti.
ma hai detto bene sopra: quanta ipocrisia, quanta ignoranza e quanta paura sul tema delle droghe.
un bacio radioso.
la funambola</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Delle droghe non parlo, le sconsiglio perché sono roba per gente forte (le mosche bianche) e non per i drogati (cioè gente debole). Le droghe sintetiche poi sono disastrose&#8221;</p>
<p>&#8220;La società moderna è una società con riti deboli, quindi il consiglio è quello qui sopra&#8221;</p>
<p>lumina, ti amo :))<br />
senti<br />
&#8230; e finalmente mi quieto. Dissipazioni e ricordi svaniscono dalla mia anima come se non fossero mai esistiti. Resto sola e calma. Vivo questo momento come se fosse il momento di una conversione religiosa. Eppure non c&#8217;è nulla che mi attragga verso il trascendente, anche se nulla più mi lega all&#8217;immanente. Mi sento libera come se finissi di esistere conservandone la consapevolezza.<br />
Mi quieto, sì, mi quieto. Una grande quiete, soave come un&#8217;inutilità, scende nel fondo del mio essere. Le pagine lette, i doveri compiuti, i passi e gli eventi del vivere: tutto si è tradotto in una vaga penombra, in un alone appena visibile che circonda qualcosa di tranquillo che non so definire.<br />
L&#8217;azione attraverso la quale a volte ho dimenticato l&#8217;anima; il pensiero attraverso il quale a volte ho dimenticato l&#8217;azione; entrambi mi si trasformano in una sorta di tenerezza priva di sentimento, una compassione insulsa e vuota.<br />
Non è questa giornata pigra e soave, nebbiosa e blanda.<br />
Non è questa brezza imperfetta, quasi nulla, poco più dell&#8217;aria.<br />
Non è il colore anonimo del cielo stancamente azzurro qua e là. No. No, perchè non sento. Vedo senza intenzioni e senza soluzioni. Assisto attentamente ad uno spettacolo che non esiste.<br />
Non avverto l&#8217;anima, soltanto la quiete. Le cose esterne, nitide e immobili, anche quelle che si muovono, sono per me come deve essere stato il mondo per Cristo quando dall&#8217;alto di tutto Satana lo tentò. Sono un nulla, e non capisco come Satana, vecchio di tanta esperienza, si illudesse di tentarlo.<br />
Scorri leggera, vita impercettibile, silenzioso ruscello che fugge sotto alberi dimenticati! Scorri blanda, anima sconosciuta, mormorio invisibile oltre i grandi rami caduti! Scorri inutile e senza ragione, consapevolezza che non è consapevole di niente, vaga luce in lontananza fra radure di foglie, che non sappiamo da dove viene né dove va! Scorri, scorri, e lasciaci dimenticare!<br />
Vago soffio di una cosa che non osò vivere, insipido sorso di una cosa che non potè sentire, mormorio inutile di una cosa che non volle pensare, vai lento, vai pigro, vai con i vortici che ti aspettano e lungo i declivi che incontrerai; vai verso l&#8217;ombra o verso la luce, fratello del mondo; vai verso la gloria o verso l&#8217;abisso, figlia del Caos e della Notte, ricordandoti ancora, in qualche angolo di te stessa, che gli Dei sono venuti più tardi e che anche gli Dei passano” </p>
<p>Ed emili gli risponde: </p>
<p>Per un istante d&#8217;estasi<br />
noi paghiamo in angoscia<br />
una misura esatta e trepidante<br />
proporzionata all&#8217;estasi </p>
<p>Per un&#8217;ora diletta<br />
compensi amari d&#8217;anni<br />
centesimi strappati con dolore,<br />
scrigni pieni di lacrime </p>
<p>lui , fernando pessoa , era capace di sentire questo , ed io penso che “pensare così, “sentire”, così sia riscatto grande dal dolore dell&#8217;esistere, dal tributo gravoso che la consapevolezza ti fa pagare.<br />
Nessun uomo ha saputo vivere e scrivere come fossero la stessa cosa. Nessuno è stato così disperatamente e necessariamente onesto con sé stesso come lo è stato lui, nessuno ha mai saputo scrivere e vivere la solitudine esistenziale come ha fatto lui, nessuno è riuscito a vivere e scrivere il dolore della consapevolezza come ci è riuscito lui.<br />
Nessuno ha mai scritto “per necessità” assoluta come ha scritto lui.( solo emily è riuscita ad andare &#8220;oltre&#8221;)<br />
Nessuno è riuscito a vivere e scrivere col coraggio che ha avuto lui, il coraggio di non saper vivere perchè amava disperatamente le vita.<br />
E qui, in queste parole , mi chiedo se un “sentire” così sia stato un prezzo equo per il dolore che ha provato, guardando con gli “occhi”<br />
Se questi due esseri, uomo e donna, hanno detto queste cose significa che le hanno vissute, se le hanno vissute significa che in ognuno di noi c&#8217;è la possibilità di sentire così, e se in ognuno di noi c&#8217;è la possibilità di sentire così io mi sento meglio, io mi sento che posso credere nell&#8217;uomo, perchè chi sente così non potrà che essermi compagno di viaggio e i compagni di viaggio sanno che il viaggio non può che essere in solitario, ma sapere che si è soli, tutti soli, è una grande consolazione ,è uno stare in sublime compagnia.<br />
tutto questo senza uso di sostanze stupefacenti.<br />
ma hai detto bene sopra: quanta ipocrisia, quanta ignoranza e quanta paura sul tema delle droghe.<br />
un bacio radioso.<br />
la funambola</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Luminamenti</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/04/17/postumi-lo-scrittore-dopo-la-sbronza-della-fine-della-storia/#comment-67479</link>
		<dc:creator>Luminamenti</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 22 Apr 2007 12:00:51 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2007/04/17/postumi-lo-scrittore-dopo-la-sbronza-della-fine-della-storia/#comment-67479</guid>
		<description>L'uso di droghe non riproduce, né fa conseguire ciò che accade, per esempio, meditando. Cioè, le due cose non sono equivalenti. I risultati scientifici, sperimentali non sono eguali. Delle droghe non parlo, le sconsiglio perché sono roba per gente forte (le mosche bianche) e non per i drogati (cioè gente debole). Le droghe sintetiche poi sono disastrose.
Ma anche sugli effetti di un veleno privo di tossicità mortale immediata, occorrerebbe osservare gli studi degli etnoantropologi. La società moderna è una società con riti deboli, quindi il consiglio è quello qui sopra.
Né più nessuno nella comunità scientifica, oggi, adotta il termine stati di percezione alterata (giusto o sbagliato che sia l'aver modificato il lessico con stati molteplici di percezione o coscienza).
Per un primo assaggio della questione consiglio il rigoroso volume di Marco Margnelli, Natura e struttura di alcuni stati di coscienza, Poletto editore. Su uno studio lungo e approfondito su una forma di meditazione rimando Mindfullness, Bollati Boringhieri.  Tanto per iniziare.

p.s il sistema sanitario fronteggia bene le appendiciti e tante altre cose sebbene è pieno di difetti e di casi di mala sanità.

Il prof. Bastiaans ha curato efficaciemente la sindrome da campo di concentramento usando anche l'LSD.

Per la memoria la medicina non può far nulla, per adesso, ma esistono ottime tecniche, ampiamente collaudate, che fanno miracoli, sebbene miracoli non sono, tranne nei casi documentabili di alterazioni morfo-funzionali dei circuiti dell'ippocampo e le patologie da stress correlate legate all'iperproduzione del cortisolo (per me i miracoli non esistono ma esiste la metafisica. Più metafisica della fisica contemporanea...più metafisica dei fenomeni discontinui in biologia...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;uso di droghe non riproduce, né fa conseguire ciò che accade, per esempio, meditando. Cioè, le due cose non sono equivalenti. I risultati scientifici, sperimentali non sono eguali. Delle droghe non parlo, le sconsiglio perché sono roba per gente forte (le mosche bianche) e non per i drogati (cioè gente debole). Le droghe sintetiche poi sono disastrose.<br />
Ma anche sugli effetti di un veleno privo di tossicità mortale immediata, occorrerebbe osservare gli studi degli etnoantropologi. La società moderna è una società con riti deboli, quindi il consiglio è quello qui sopra.<br />
Né più nessuno nella comunità scientifica, oggi, adotta il termine stati di percezione alterata (giusto o sbagliato che sia l&#8217;aver modificato il lessico con stati molteplici di percezione o coscienza).<br />
Per un primo assaggio della questione consiglio il rigoroso volume di Marco Margnelli, Natura e struttura di alcuni stati di coscienza, Poletto editore. Su uno studio lungo e approfondito su una forma di meditazione rimando Mindfullness, Bollati Boringhieri.  Tanto per iniziare.</p>
<p>p.s il sistema sanitario fronteggia bene le appendiciti e tante altre cose sebbene è pieno di difetti e di casi di mala sanità.</p>
<p>Il prof. Bastiaans ha curato efficaciemente la sindrome da campo di concentramento usando anche l&#8217;LSD.</p>
<p>Per la memoria la medicina non può far nulla, per adesso, ma esistono ottime tecniche, ampiamente collaudate, che fanno miracoli, sebbene miracoli non sono, tranne nei casi documentabili di alterazioni morfo-funzionali dei circuiti dell&#8217;ippocampo e le patologie da stress correlate legate all&#8217;iperproduzione del cortisolo (per me i miracoli non esistono ma esiste la metafisica. Più metafisica della fisica contemporanea&#8230;più metafisica dei fenomeni discontinui in biologia&#8230;</p>
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		<title>Di: alanina</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/04/17/postumi-lo-scrittore-dopo-la-sbronza-della-fine-della-storia/#comment-67473</link>
		<dc:creator>alanina</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 22 Apr 2007 11:11:50 +0000</pubDate>
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		<description>ma vorrei aggiungere per completezza che esistono effettivamente, fin dagli anni ’70, una serie di studi scientificamente affidabili, condotti su monaci volontari, che dimostrano una serie di effetti della meditazione profonda. 
ad esempio, la capacità di abbassare la temperatura corporea o i battiti cardiaci a valori che si pensavano impossibili per un soggetto sano. 
altri studi poi dimostrano modifiche e fenomeni peculiari di vario genere nel cervello di soggetti addestrati alla meditazione dalla giovane età.
tant’è che, al presente, la meditazione è l’unica forma di terapia o pratica alternativa a cui la scienza riconosce effetti dimostrabili, seppure non ancora ben caratterizzati.

indagini di questo tipo sono senza dubbio affascinanti, ed è possibile che contribuiscano a mettere in luce meccanismi del cervello non ancora noti, e magari anche a schiudere la possibilità di ampliare in qualche modo alcuni potenziali della mente. 
(io, per esempio, sarei già contenta di acquisire il metodo per ricordarmi ogni volta dove ho messo le chiavi della macchina, lasciamo perdere la nave)

in questo come in altri tipi di indagine si raccomanda di non abbandonare il buon senso. ad oggi, per esempio, il metodo più riproducibile per conseguire stati di percezione alterata rimane l’uso di droghe e sostanze allucinogene naturali o sintetiche. 
un tipo di indagine sicuramente da sconsigliare in tempi come questi, in cui il sistema sanitario riesce malamente a fronteggiare un’appendicite.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>ma vorrei aggiungere per completezza che esistono effettivamente, fin dagli anni ’70, una serie di studi scientificamente affidabili, condotti su monaci volontari, che dimostrano una serie di effetti della meditazione profonda.<br />
ad esempio, la capacità di abbassare la temperatura corporea o i battiti cardiaci a valori che si pensavano impossibili per un soggetto sano.<br />
altri studi poi dimostrano modifiche e fenomeni peculiari di vario genere nel cervello di soggetti addestrati alla meditazione dalla giovane età.<br />
tant’è che, al presente, la meditazione è l’unica forma di terapia o pratica alternativa a cui la scienza riconosce effetti dimostrabili, seppure non ancora ben caratterizzati.</p>
<p>indagini di questo tipo sono senza dubbio affascinanti, ed è possibile che contribuiscano a mettere in luce meccanismi del cervello non ancora noti, e magari anche a schiudere la possibilità di ampliare in qualche modo alcuni potenziali della mente.<br />
(io, per esempio, sarei già contenta di acquisire il metodo per ricordarmi ogni volta dove ho messo le chiavi della macchina, lasciamo perdere la nave)</p>
<p>in questo come in altri tipi di indagine si raccomanda di non abbandonare il buon senso. ad oggi, per esempio, il metodo più riproducibile per conseguire stati di percezione alterata rimane l’uso di droghe e sostanze allucinogene naturali o sintetiche.<br />
un tipo di indagine sicuramente da sconsigliare in tempi come questi, in cui il sistema sanitario riesce malamente a fronteggiare un’appendicite.</p>
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	<item>
		<title>Di: superdog</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/04/17/postumi-lo-scrittore-dopo-la-sbronza-della-fine-della-storia/#comment-67437</link>
		<dc:creator>superdog</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 21 Apr 2007 17:28:23 +0000</pubDate>
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		<description>luminamenti non ha bisogno della treccani. lui è la tutticani. 

se voi pensate e scrivete e parlate, è perché lui lo vuole. gli basta pensarvi, e la vostra esistenza si manifesta dietro lo schermo di un computer.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>luminamenti non ha bisogno della treccani. lui è la tutticani. </p>
<p>se voi pensate e scrivete e parlate, è perché lui lo vuole. gli basta pensarvi, e la vostra esistenza si manifesta dietro lo schermo di un computer.</p>
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		<title>Di: lucio</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/04/17/postumi-lo-scrittore-dopo-la-sbronza-della-fine-della-storia/#comment-67428</link>
		<dc:creator>lucio</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 21 Apr 2007 15:51:19 +0000</pubDate>
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		<description>Con affetto, in onore a Luminamenti. ‘nvidiosiii

LUMINAMENTI

Sono convinto, dietro a questo nickname
si cela, con poteri sorprendenti,
un gran profeta, un duce, o un Superman
forse “Colui che Illumina le Menti”

Un tipo alla Mosè, coi lampi in fronte,
con il bastone e le risposte pronte,
la barba lunga e un libro tra le mani,
anzi di più, con tutta la Treccani.

Pronto a tirarla addosso a chi è normale,
come un regalo,  non per fargli male,
a chi interviene qui privo di gloria
e il mahabharata non sa più a memoria.

L’ho raccontato a tutti i conoscenti,
sappiate che il signor Luminamenti
conosce tutto, nomi, date, eventi,
e tutto elenca per farci contenti,

e infine, con i  suoi  comandamenti
c’illumina nei cuori e nelle menti!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Con affetto, in onore a Luminamenti. ‘nvidiosiii</p>
<p>LUMINAMENTI</p>
<p>Sono convinto, dietro a questo nickname<br />
si cela, con poteri sorprendenti,<br />
un gran profeta, un duce, o un Superman<br />
forse “Colui che Illumina le Menti”</p>
<p>Un tipo alla Mosè, coi lampi in fronte,<br />
con il bastone e le risposte pronte,<br />
la barba lunga e un libro tra le mani,<br />
anzi di più, con tutta la Treccani.</p>
<p>Pronto a tirarla addosso a chi è normale,<br />
come un regalo,  non per fargli male,<br />
a chi interviene qui privo di gloria<br />
e il mahabharata non sa più a memoria.</p>
<p>L’ho raccontato a tutti i conoscenti,<br />
sappiate che il signor Luminamenti<br />
conosce tutto, nomi, date, eventi,<br />
e tutto elenca per farci contenti,</p>
<p>e infine, con i  suoi  comandamenti<br />
c’illumina nei cuori e nelle menti!</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: la funambola</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/04/17/postumi-lo-scrittore-dopo-la-sbronza-della-fine-della-storia/#comment-67417</link>
		<dc:creator>la funambola</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 21 Apr 2007 14:20:40 +0000</pubDate>
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		<description>"se si potesse dormire ventiquattr'ore su ventiquattro, si raggiungerebbe presto l'inerzia primordiale, la beatitudine di quell'interrotto torpore anteriore alla genesi, sogno di ogni coscienza esasperata di se stessa"
deve essere una brutta bestia l'insonnia, questa assenza di oblio,questa allerta permanente.
i suoi pensieri notturni hanno lo stesso "metodo" di quelli diurni?
provi con una tisana alla maria, o con una canna, ha effetti benefici sull'io che si sfinisce.
affettuosamente
la funambola</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;se si potesse dormire ventiquattr&#8217;ore su ventiquattro, si raggiungerebbe presto l&#8217;inerzia primordiale, la beatitudine di quell&#8217;interrotto torpore anteriore alla genesi, sogno di ogni coscienza esasperata di se stessa&#8221;<br />
deve essere una brutta bestia l&#8217;insonnia, questa assenza di oblio,questa allerta permanente.<br />
i suoi pensieri notturni hanno lo stesso &#8220;metodo&#8221; di quelli diurni?<br />
provi con una tisana alla maria, o con una canna, ha effetti benefici sull&#8217;io che si sfinisce.<br />
affettuosamente<br />
la funambola</p>
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