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	<title>Commenti a: Sull’avventura dei baldusiani</title>
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	<pubDate>Tue, 02 Dec 2008 03:17:50 +0000</pubDate>
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		<title>Di: alfio bindi</title>
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		<dc:creator>alfio bindi</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Apr 2007 11:28:46 +0000</pubDate>
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		<description>ho acquistato il cofanetto, che trovo molto ben curato ed elegante. si può essere d'accordo o meno sulle posizioni poetiche di chi ha condiviso l'esperienza baldusiana, ma è comunque una testimonianza importante, vitale. e mi sembra fondamentale che anche di un simile magma nascostissimo e quasi dimenticato resti traccia.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>ho acquistato il cofanetto, che trovo molto ben curato ed elegante. si può essere d&#8217;accordo o meno sulle posizioni poetiche di chi ha condiviso l&#8217;esperienza baldusiana, ma è comunque una testimonianza importante, vitale. e mi sembra fondamentale che anche di un simile magma nascostissimo e quasi dimenticato resti traccia.</p>
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		<title>Di: Alessandro Morgillo</title>
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		<dc:creator>Alessandro Morgillo</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Apr 2007 11:18:23 +0000</pubDate>
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		<description>La poesia come antidoto al mercato? Oggi c’è più pregnanza poetica nella lampada Nur di Ernesto Gismondi per Artemide che in un verso di un poeta degli ultimi cinquant’anni.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>La poesia come antidoto al mercato? Oggi c’è più pregnanza poetica nella lampada Nur di Ernesto Gismondi per Artemide che in un verso di un poeta degli ultimi cinquant’anni.</p>
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		<title>Di: Ugolino Conte</title>
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		<dc:creator>Ugolino Conte</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Apr 2007 09:03:52 +0000</pubDate>
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		<description>Un'opera indispensabile. Grazie.

@ Maria

I tuoi commenti sono sempre più pregnanti, coerenti e ricchi di spunti intelligenti. Stai diventando "indispensabile".</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Un&#8217;opera indispensabile. Grazie.</p>
<p>@ Maria</p>
<p>I tuoi commenti sono sempre più pregnanti, coerenti e ricchi di spunti intelligenti. Stai diventando &#8220;indispensabile&#8221;.</p>
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		<title>Di: maledizioni</title>
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		<dc:creator>maledizioni</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Apr 2007 08:33:58 +0000</pubDate>
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		<description>cfr., per chi voglia il libro:
http://www.sparajurij.biz/maledizioni/baldus.html</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>cfr., per chi voglia il libro:<br />
<a href="http://www.sparajurij.biz/maledizioni/baldus.html" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('outclick-comm/www.sparajurij.biz');" rel="nofollow">http://www.sparajurij.biz/maledizioni/baldus.html</a></p>
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		<title>Di: maria (valente)</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/04/20/sull%e2%80%99avventura-dei-baldusiani/#comment-67179</link>
		<dc:creator>maria (valente)</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Apr 2007 06:50:41 +0000</pubDate>
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		<description>"C’è un passaggio dell’Introduzione alla sua traduzione, o meglio transcreazione, delle Rime petrose di Dante nel quale Haroldo De Campos scrive:

La tradizione è una cosa aperta. Non può essere lasciata alla custodia sedentaria dei curatori accademici, senza il fiuto del fare creativo […] L’Avanguardia letteraria, così come la intendo io, comprende un’interpretazione critica di ciò che viene trasmesso dalla tradizione, tramite un’ottica integrata nel presente e resa contemporanea.

De Campos, poeta concreto, neobarocco, «transcreatore» di Dante, di Omero, dell’Ecclesiaste, del teatro classico giapponese, di Majakovskij, di Joyce, aperto al dialogo con le arti visive, con la musica, con le nuove tecnologie, critico letterario, teorico e saggista, ci inoculava una certa fiducia nella possibilità del «nuovo» elidendo la contrapposizione tra Tradizione e Avanguardia: ogni artista per poter individuare il suo cammino deve parallelamente disegnare un albero genealogico nel quale autori di secoli lontani convivono sincronicamente con autori più vicini. Tanto che l’originalità dell’artista si rivela dal disegno del suo albero, ovvero dalla sua capacità di interpretare criticamente il passato dell’arte e di farne convivere contemporaneamente componenti formali e tematiche che altri artisti non sono riusciti a sintetizzare. De Campos ci indicava, inoltre, una via cosmopolita («globalizzata», si sarebbe detto di lì a poco), ma non per questo sciolta dai legami con la propria «provincia». Nessuno più di Haroldo De Campos era consapevole dell’unicità di ciò che era stata, soprattutto negli anni Cinquanta e Sessanta, l’avanguardia brasiliana; ci permetteva di continuare a credere che il poeta è un facitore di versi e un trovatore, ma anche qualcuno che pensa, qualcuno in grado non soltanto di restituire il mondo, ma di esplorarlo attraverso una poesia dai molti registri linguistici e stilistici e ad ampio spettro gnoseologico. E, a questo scopo, non doveva avere paura della teoria o della scienza, dell’economia o della politica".



Ecco, questo è per me un punto cardinale. 
Il passo completa la risposta alle accuse infondate mosse dai luoghi comuni  contro una delle pagine più belle della nostra storia poetica, che non può e non deve più languire nell' assoluta indifferenza, riservandosi al massimo un posto  nella categoria "fantasmi". 
Io ai fantasmi non ci credo. Credo nelle radici, nella storia, nel passato, nella terra sotto i piedi, nell'humus in cui finalmente con questo libro posso nutrirmi, colmando le mie lacune.
Per tutto questo, posso dire solo grazie.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;C’è un passaggio dell’Introduzione alla sua traduzione, o meglio transcreazione, delle Rime petrose di Dante nel quale Haroldo De Campos scrive:</p>
<p>La tradizione è una cosa aperta. Non può essere lasciata alla custodia sedentaria dei curatori accademici, senza il fiuto del fare creativo […] L’Avanguardia letteraria, così come la intendo io, comprende un’interpretazione critica di ciò che viene trasmesso dalla tradizione, tramite un’ottica integrata nel presente e resa contemporanea.</p>
<p>De Campos, poeta concreto, neobarocco, «transcreatore» di Dante, di Omero, dell’Ecclesiaste, del teatro classico giapponese, di Majakovskij, di Joyce, aperto al dialogo con le arti visive, con la musica, con le nuove tecnologie, critico letterario, teorico e saggista, ci inoculava una certa fiducia nella possibilità del «nuovo» elidendo la contrapposizione tra Tradizione e Avanguardia: ogni artista per poter individuare il suo cammino deve parallelamente disegnare un albero genealogico nel quale autori di secoli lontani convivono sincronicamente con autori più vicini. Tanto che l’originalità dell’artista si rivela dal disegno del suo albero, ovvero dalla sua capacità di interpretare criticamente il passato dell’arte e di farne convivere contemporaneamente componenti formali e tematiche che altri artisti non sono riusciti a sintetizzare. De Campos ci indicava, inoltre, una via cosmopolita («globalizzata», si sarebbe detto di lì a poco), ma non per questo sciolta dai legami con la propria «provincia». Nessuno più di Haroldo De Campos era consapevole dell’unicità di ciò che era stata, soprattutto negli anni Cinquanta e Sessanta, l’avanguardia brasiliana; ci permetteva di continuare a credere che il poeta è un facitore di versi e un trovatore, ma anche qualcuno che pensa, qualcuno in grado non soltanto di restituire il mondo, ma di esplorarlo attraverso una poesia dai molti registri linguistici e stilistici e ad ampio spettro gnoseologico. E, a questo scopo, non doveva avere paura della teoria o della scienza, dell’economia o della politica&#8221;.</p>
<p>Ecco, questo è per me un punto cardinale.<br />
Il passo completa la risposta alle accuse infondate mosse dai luoghi comuni  contro una delle pagine più belle della nostra storia poetica, che non può e non deve più languire nell&#8217; assoluta indifferenza, riservandosi al massimo un posto  nella categoria &#8220;fantasmi&#8221;.<br />
Io ai fantasmi non ci credo. Credo nelle radici, nella storia, nel passato, nella terra sotto i piedi, nell&#8217;humus in cui finalmente con questo libro posso nutrirmi, colmando le mie lacune.<br />
Per tutto questo, posso dire solo grazie.</p>
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