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	<title>Commenti a: Scrivere al computer tra cancellature e versioni</title>
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	<pubDate>Tue, 02 Dec 2008 04:13:35 +0000</pubDate>
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		<title>Di: D</title>
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		<dc:creator>D</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 May 2007 22:17:24 +0000</pubDate>
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		<title>Di: alcor</title>
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		<dc:creator>alcor</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 May 2007 19:26:02 +0000</pubDate>
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		<description>:</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>:</p>
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		<title>Di: D</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/04/27/informatica-la-nuova-musa-dei-poeti/#comment-68340</link>
		<dc:creator>D</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Apr 2007 20:47:08 +0000</pubDate>
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		<description>Non è nel commento a margine di un intervento su un blog che ci si dia precisamente alla ricerca del più terso callimachismo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Non è nel commento a margine di un intervento su un blog che ci si dia precisamente alla ricerca del più terso callimachismo.</p>
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		<title>Di: alcor</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/04/27/informatica-la-nuova-musa-dei-poeti/#comment-68338</link>
		<dc:creator>alcor</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Apr 2007 20:21:18 +0000</pubDate>
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		<description>cerchiamo di non latineggiare troppo, anche il latineggiare è sempre stato un sintomo di degrado stilistico</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>cerchiamo di non latineggiare troppo, anche il latineggiare è sempre stato un sintomo di degrado stilistico</p>
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		<title>Di: D</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/04/27/informatica-la-nuova-musa-dei-poeti/#comment-68275</link>
		<dc:creator>D</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Apr 2007 13:40:14 +0000</pubDate>
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		<description>Errata corrige: artes rhetoricae</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Errata corrige: artes rhetoricae</p>
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		<title>Di: D</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/04/27/informatica-la-nuova-musa-dei-poeti/#comment-68274</link>
		<dc:creator>D</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Apr 2007 13:38:46 +0000</pubDate>
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		<description>[Nell'epoca di crisi della civiltà orale, dopo l'introduzione dei caratteri fenici in Grecia, Omero -quello dell'Iliade, non il suo emulo, Deuteromero, dell'Odissea-: "Eh, i cantori non sono più quelli di una volta: facciamo un'antologia scritta dei canti della guerra di Troia raccolti magari intorno all'ira di Achille, così 'sti cantastorie da due soldi vedono un esempio decente di aoidè e capiscono come lavora un VERO aedo!]

Platone: "Inventando la scrittura si attenta alla memoria..."

(Altri mezzi, altre innovazioni, stessi dubbi... Discorso vecchio, dunque...)

A parte tutte le analogie che si possono fare, da un'èra geologica a un'altra -anche perché l'homo postmodernus... (ma ssì, homo più homo meno, homeggio anch'io!)... l'homo postmodernus, dicevo, è partito pensando per ère geologiche -un certo Calvino, dopo aver ascoltato De Santillana-  ed è finito col non ricordare manco il Tiggì dell'altro ieri, o il dirimpettaio più ricco e aggiornato-, a prescindere da tutti i possibili raffronti con dimensioni culturali umane note e ignote, passate, presenti &#38; future... siamo certi di non star rimestando un dibattito già fatto altrove (nelle aree trainanti dell'èra dell'informazione, cioè NON da noi), con minor rhetoreia e più oculata attenzione alle dinamiche profonde dei fatti?

Considerando inoltre che:

1) visto come scrivono ab aeterno certi giornalisti e pseudosaggisti da istant-book, non credo che un'indagine condotta su di loro nel 1985 possa dirci alcunché sulla letteratura (e d'altro canto, un buon giornalista che scriva anche bene, segue ex professo dei precisi dettami comunicativi, la cui formalizzazione risale alle artes retoricae greco-latine da Aristotele ad Ermogene di Tarso);

2) una certa koinè diàlectos da bieta lessa, tanto più ipocritamente snob, perché tanto più infarcita di colloquialismi e putidi ammiccamenti, è presente fra noi da prima dell'èra internet (una sorta di Arcadia selvaggia di malscriventi esiste da tempo);

3) la volgarità di molta produzione della grande editoria contribuisce ulteriormente alla diffusione di un non-stile;

tenendo presente tutto questo, sembra piuttosto evidente che certi fenomeni di degrado stilistico siano da ricercarsi altrove, che non nei programmi di videoscrittura.

Chiedo scusa se ho espresso in modo pesante i miei dubbi, dettati dall'impressione che, in un'epoca di reazione culturale, in cui un nostro ministro dell'istruzione ha cercato di cancellare Darwin dai programmi per far piacere a mamma chiesa e papà Bush, e in cui fior di filosofi dànno voce a un ciarlatano che -senza saper distinguere fra radice e desinenza -mette in discussione le scoperte della linguistica comparata, qui da noi sia nata la moda dei Retrodibattiti Ritardati.

Cerchiamo, in poche parole, di non essere come bambini, per giunta chiusi nel cortile dietro casa (quando le possibilità concrete di spaziare, virtualmente e non, sono matter-of-factly infinite).</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[Nell'epoca di crisi della civiltà orale, dopo l'introduzione dei caratteri fenici in Grecia, Omero -quello dell'Iliade, non il suo emulo, Deuteromero, dell'Odissea-: "Eh, i cantori non sono più quelli di una volta: facciamo un'antologia scritta dei canti della guerra di Troia raccolti magari intorno all'ira di Achille, così 'sti cantastorie da due soldi vedono un esempio decente di aoidè e capiscono come lavora un VERO aedo!]</p>
<p>Platone: &#8220;Inventando la scrittura si attenta alla memoria&#8230;&#8221;</p>
<p>(Altri mezzi, altre innovazioni, stessi dubbi&#8230; Discorso vecchio, dunque&#8230;)</p>
<p>A parte tutte le analogie che si possono fare, da un&#8217;èra geologica a un&#8217;altra -anche perché l&#8217;homo postmodernus&#8230; (ma ssì, homo più homo meno, homeggio anch&#8217;io!)&#8230; l&#8217;homo postmodernus, dicevo, è partito pensando per ère geologiche -un certo Calvino, dopo aver ascoltato De Santillana-  ed è finito col non ricordare manco il Tiggì dell&#8217;altro ieri, o il dirimpettaio più ricco e aggiornato-, a prescindere da tutti i possibili raffronti con dimensioni culturali umane note e ignote, passate, presenti &amp; future&#8230; siamo certi di non star rimestando un dibattito già fatto altrove (nelle aree trainanti dell&#8217;èra dell&#8217;informazione, cioè NON da noi), con minor rhetoreia e più oculata attenzione alle dinamiche profonde dei fatti?</p>
<p>Considerando inoltre che:</p>
<p>1) visto come scrivono ab aeterno certi giornalisti e pseudosaggisti da istant-book, non credo che un&#8217;indagine condotta su di loro nel 1985 possa dirci alcunché sulla letteratura (e d&#8217;altro canto, un buon giornalista che scriva anche bene, segue ex professo dei precisi dettami comunicativi, la cui formalizzazione risale alle artes retoricae greco-latine da Aristotele ad Ermogene di Tarso);</p>
<p>2) una certa koinè diàlectos da bieta lessa, tanto più ipocritamente snob, perché tanto più infarcita di colloquialismi e putidi ammiccamenti, è presente fra noi da prima dell&#8217;èra internet (una sorta di Arcadia selvaggia di malscriventi esiste da tempo);</p>
<p>3) la volgarità di molta produzione della grande editoria contribuisce ulteriormente alla diffusione di un non-stile;</p>
<p>tenendo presente tutto questo, sembra piuttosto evidente che certi fenomeni di degrado stilistico siano da ricercarsi altrove, che non nei programmi di videoscrittura.</p>
<p>Chiedo scusa se ho espresso in modo pesante i miei dubbi, dettati dall&#8217;impressione che, in un&#8217;epoca di reazione culturale, in cui un nostro ministro dell&#8217;istruzione ha cercato di cancellare Darwin dai programmi per far piacere a mamma chiesa e papà Bush, e in cui fior di filosofi dànno voce a un ciarlatano che -senza saper distinguere fra radice e desinenza -mette in discussione le scoperte della linguistica comparata, qui da noi sia nata la moda dei Retrodibattiti Ritardati.</p>
<p>Cerchiamo, in poche parole, di non essere come bambini, per giunta chiusi nel cortile dietro casa (quando le possibilità concrete di spaziare, virtualmente e non, sono matter-of-factly infinite).</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: alcor</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/04/27/informatica-la-nuova-musa-dei-poeti/#comment-68083</link>
		<dc:creator>alcor</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 28 Apr 2007 11:36:33 +0000</pubDate>
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		<description>c&#38;c

Anch'io ho sempre trovato interessante in NI la mescolanza di generi, e anche di alto e basso.

Adieu da blog, certo, un addio a scadenza oraria.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>c&amp;c</p>
<p>Anch&#8217;io ho sempre trovato interessante in NI la mescolanza di generi, e anche di alto e basso.</p>
<p>Adieu da blog, certo, un addio a scadenza oraria.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: carla bariffi</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/04/27/informatica-la-nuova-musa-dei-poeti/#comment-68069</link>
		<dc:creator>carla bariffi</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 28 Apr 2007 09:35:01 +0000</pubDate>
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		<description>continuo a pensare alla vecchia macchina da scrivere olivetti di mio padre, che quando schiacciavi i tasti sembrava di immergere i polpastrelli in morbide conche accoglienti,
e il rumore....
così energetico nello scatto impellente del dito sul tasto....</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>continuo a pensare alla vecchia macchina da scrivere olivetti di mio padre, che quando schiacciavi i tasti sembrava di immergere i polpastrelli in morbide conche accoglienti,<br />
e il rumore&#8230;.<br />
così energetico nello scatto impellente del dito sul tasto&#8230;.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: così&#38;come</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/04/27/informatica-la-nuova-musa-dei-poeti/#comment-68063</link>
		<dc:creator>così&#38;come</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 28 Apr 2007 07:55:30 +0000</pubDate>
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		<description>&lt;i&gt;riusciamo a creare qualcosa di nuovo, e a renderlo altrettanto significante di un foglio di carta?&lt;/i&gt;

Questo è il punto.
Ci si dovrebbe provare.
Ma deve assolutamente essere negli intenti iniziali.
Per chi scrivo, dove, come.
Anche se ogni notte ti visita in sogno la Musa inquietante della Letteratura, la Sacra ispirazione del Nume dei puntini di sopensione, un minimo di sano artigianato non guasta.

@alcor

adieu?

[che su di una lettera di carta sarebbe assai proccupante...]

meno male che no!

Il mutamento della scrittura quando si scrive per la rete è impercettible ma continuo, gutta cavat lapidem. Nei blog personali ci si fa condizionare da molti fattori, dai commenti in primo luogo, se noti in certi è tutto un chiuderli e riaprirli. Cogli l'Attimino! Non gioco più ridatemi il pallone che è mio. Si insinua anche una specie di inconsapevole autocensura, di captatio benevolentiae, o simmetricamente una mancanza totale di essa per cui puoi arrivare a raccontare le costellazioni di macchie sul lenzuolo sotto del tuo letto. O ad insultare il tuo interlocutore come mai ti sogneresti vis a vis. In genere sono le prime quattro o cinque righe a far emettere la sentenza: continuo a leggere/clikko via. 
Non trovo sia poi così negativo, se se ne è consapevoli.
In NI c'è una mescolanza di generi. Ed è il suo lato più interessante.
Aurevoir.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p><i>riusciamo a creare qualcosa di nuovo, e a renderlo altrettanto significante di un foglio di carta?</i></p>
<p>Questo è il punto.<br />
Ci si dovrebbe provare.<br />
Ma deve assolutamente essere negli intenti iniziali.<br />
Per chi scrivo, dove, come.<br />
Anche se ogni notte ti visita in sogno la Musa inquietante della Letteratura, la Sacra ispirazione del Nume dei puntini di sopensione, un minimo di sano artigianato non guasta.</p>
<p>@alcor</p>
<p>adieu?</p>
<p>[che su di una lettera di carta sarebbe assai proccupante...]</p>
<p>meno male che no!</p>
<p>Il mutamento della scrittura quando si scrive per la rete è impercettible ma continuo, gutta cavat lapidem. Nei blog personali ci si fa condizionare da molti fattori, dai commenti in primo luogo, se noti in certi è tutto un chiuderli e riaprirli. Cogli l&#8217;Attimino! Non gioco più ridatemi il pallone che è mio. Si insinua anche una specie di inconsapevole autocensura, di captatio benevolentiae, o simmetricamente una mancanza totale di essa per cui puoi arrivare a raccontare le costellazioni di macchie sul lenzuolo sotto del tuo letto. O ad insultare il tuo interlocutore come mai ti sogneresti vis a vis. In genere sono le prime quattro o cinque righe a far emettere la sentenza: continuo a leggere/clikko via.<br />
Non trovo sia poi così negativo, se se ne è consapevoli.<br />
In NI c&#8217;è una mescolanza di generi. Ed è il suo lato più interessante.<br />
Aurevoir.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Luminamenti</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/04/27/informatica-la-nuova-musa-dei-poeti/#comment-68037</link>
		<dc:creator>Luminamenti</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Apr 2007 21:31:30 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2007/04/27/informatica-la-nuova-musa-dei-poeti/#comment-68037</guid>
		<description>Maurice Merleau-Ponty: "Nell'ideologia cibernetica le creazioni umane vengono fatte derivare da un processo naturale d'informazione, a sua volta concepito sul modello delle macchine umane".


Entro questa matrice mentale la scienza sogna finendo per costruire (l'uomo e la storia) a partire da qualche indice astratto, e per coloro che sono immersi in questo sogno l'uomo diviene sul serio il manipolandum che pensa di essere.

Io sono un po' luna e un po' commesso viaggiatore- / e la mia specialità è trovare quelle ore che hanno perduto il loro orologio. / Ci sono ore che sono affogate - les heures qui sont noyées -/ e io conosco anche un uccello che le beve./ Altre sono state trasformate in motivetti commerciali./ Ma io sono un po' luna e un po' commesso viaggiatore/ e cerco quelli che hanno perduto il loro orologio (Vicent Hiudobro, Tout à coup, Editions au Sans Pareil, Parigi, 1925)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Maurice Merleau-Ponty: &#8220;Nell&#8217;ideologia cibernetica le creazioni umane vengono fatte derivare da un processo naturale d&#8217;informazione, a sua volta concepito sul modello delle macchine umane&#8221;.</p>
<p>Entro questa matrice mentale la scienza sogna finendo per costruire (l&#8217;uomo e la storia) a partire da qualche indice astratto, e per coloro che sono immersi in questo sogno l&#8217;uomo diviene sul serio il manipolandum che pensa di essere.</p>
<p>Io sono un po&#8217; luna e un po&#8217; commesso viaggiatore- / e la mia specialità è trovare quelle ore che hanno perduto il loro orologio. / Ci sono ore che sono affogate - les heures qui sont noyées -/ e io conosco anche un uccello che le beve./ Altre sono state trasformate in motivetti commerciali./ Ma io sono un po&#8217; luna e un po&#8217; commesso viaggiatore/ e cerco quelli che hanno perduto il loro orologio (Vicent Hiudobro, Tout à coup, Editions au Sans Pareil, Parigi, 1925)</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: alcor</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/04/27/informatica-la-nuova-musa-dei-poeti/#comment-68034</link>
		<dc:creator>alcor</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Apr 2007 20:15:30 +0000</pubDate>
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		<description>Infatti, il Pezzo Da Blog è una forma di scrittura molto diversa da quella destinata a un'altra fruizione, sul mio (di blog) ne ho anche scritto, perchè lo trovo interessante.
Credo che c'entri molto quello che jan chiama "scadenza" e che ha a che fare con la consapevolezza che qualcuno verrà subito lì a leggere e a "parlare" con te, che potrai anche completarlo seguendo il filo dei commenti. e nel pezzo successivo passerai ad altro. Il PDB ha molto della comunicazione immediata e ne tiene conto, lunghezza, rapidità, linguaggio molto vicino al parlato. 
Qui su NI si postano molti pezzi già usciti su carta, in quel caso non c'è PDB, che si sposta nei commenti.
Ma questa rapidità, leggerezza, fruizione immediata si trasferisce anche sulla carta, quando chi scrive scrive anche, poi, per la carta?
Non lo so.
Forse non per una come me, che è arrivata sulla rete già allevata alla scrittura pre-rete. Qui io non scrivo esattamente come parlo, ma in modo molto simile, do più spazio alla mia capacità retorica che a quella stilistica, sempre che ce l'abbia, parlo ad altri commentatori che in parte "conosco". Tutto questo informa il modo della scrittura. Anche se torno a rileggere, dopo aver scritto - e lo faccio solo nei commenti più lunghi - è per controllare il filo logico, non altro, che sia chiaro a quelli a cui mi rivolgo.
Ma se per ipotesi scrivessi un racconto, lo scriverei diverso, dopo un paio d'anni di rete?
Non so.
Ma leggendo chi in rete scrive racconti o pezzi di natura comunque narrativa o più genericamente letteraria, vedo ancora la vecchia impronta, l'influenza è ancora quella degli scrittori che ognuno si sceglie come modello o sparring partner.
Il solo luogo dove noto  vere differenze di scrittura, nel mio caso, sono le mail, all'inizio le scrivevo come lettere, adesso le scrivo come telefonate.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Infatti, il Pezzo Da Blog è una forma di scrittura molto diversa da quella destinata a un&#8217;altra fruizione, sul mio (di blog) ne ho anche scritto, perchè lo trovo interessante.<br />
Credo che c&#8217;entri molto quello che jan chiama &#8220;scadenza&#8221; e che ha a che fare con la consapevolezza che qualcuno verrà subito lì a leggere e a &#8220;parlare&#8221; con te, che potrai anche completarlo seguendo il filo dei commenti. e nel pezzo successivo passerai ad altro. Il PDB ha molto della comunicazione immediata e ne tiene conto, lunghezza, rapidità, linguaggio molto vicino al parlato.<br />
Qui su NI si postano molti pezzi già usciti su carta, in quel caso non c&#8217;è PDB, che si sposta nei commenti.<br />
Ma questa rapidità, leggerezza, fruizione immediata si trasferisce anche sulla carta, quando chi scrive scrive anche, poi, per la carta?<br />
Non lo so.<br />
Forse non per una come me, che è arrivata sulla rete già allevata alla scrittura pre-rete. Qui io non scrivo esattamente come parlo, ma in modo molto simile, do più spazio alla mia capacità retorica che a quella stilistica, sempre che ce l&#8217;abbia, parlo ad altri commentatori che in parte &#8220;conosco&#8221;. Tutto questo informa il modo della scrittura. Anche se torno a rileggere, dopo aver scritto - e lo faccio solo nei commenti più lunghi - è per controllare il filo logico, non altro, che sia chiaro a quelli a cui mi rivolgo.<br />
Ma se per ipotesi scrivessi un racconto, lo scriverei diverso, dopo un paio d&#8217;anni di rete?<br />
Non so.<br />
Ma leggendo chi in rete scrive racconti o pezzi di natura comunque narrativa o più genericamente letteraria, vedo ancora la vecchia impronta, l&#8217;influenza è ancora quella degli scrittori che ognuno si sceglie come modello o sparring partner.<br />
Il solo luogo dove noto  vere differenze di scrittura, nel mio caso, sono le mail, all&#8217;inizio le scrivevo come lettere, adesso le scrivo come telefonate.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Livermore</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/04/27/informatica-la-nuova-musa-dei-poeti/#comment-68031</link>
		<dc:creator>Livermore</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Apr 2007 19:17:58 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2007/04/27/informatica-la-nuova-musa-dei-poeti/#comment-68031</guid>
		<description>Ha ragione alcor a dire che il cambiamento è più lento di quanto non sembri, ma ad un occhio allenato non sfuggono, come scrive Gabriele, “le differenze delle scritture partorite post avvento videoscrittura”. 
Mi lasciano sempre un po’ perplesso, invece, coloro che sostengono che, in definitiva, non cambierà niente. Le tecnologie non sono mai semplici aiuti esterni dal valore neutro, innocenti referenti operativi privi di effetti sui modi e le forme della conoscenza. Al contrario, è noto come la natura umana si sia sempre modificata in base alla sua declinazione tecnica. E in questo caso non si farà eccezione. All'avvento della scrittura su video corrisponderà il costituirsi di nuove forme di organizzazione mentale e conoscitiva. 
A questo proposito la tentazione di arrivare a vedere 'sti materiali quantico-dimensionali ce l'avrei, eh. Chissà, io tra 50 anni non dovrei essermi ancora unito al coro degli angeli; magari con uno stile di vita un po' più regolare...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ha ragione alcor a dire che il cambiamento è più lento di quanto non sembri, ma ad un occhio allenato non sfuggono, come scrive Gabriele, “le differenze delle scritture partorite post avvento videoscrittura”.<br />
Mi lasciano sempre un po’ perplesso, invece, coloro che sostengono che, in definitiva, non cambierà niente. Le tecnologie non sono mai semplici aiuti esterni dal valore neutro, innocenti referenti operativi privi di effetti sui modi e le forme della conoscenza. Al contrario, è noto come la natura umana si sia sempre modificata in base alla sua declinazione tecnica. E in questo caso non si farà eccezione. All&#8217;avvento della scrittura su video corrisponderà il costituirsi di nuove forme di organizzazione mentale e conoscitiva.<br />
A questo proposito la tentazione di arrivare a vedere &#8217;sti materiali quantico-dimensionali ce l&#8217;avrei, eh. Chissà, io tra 50 anni non dovrei essermi ancora unito al coro degli angeli; magari con uno stile di vita un po&#8217; più regolare&#8230;</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: jan</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/04/27/informatica-la-nuova-musa-dei-poeti/#comment-68030</link>
		<dc:creator>jan</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Apr 2007 19:06:24 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2007/04/27/informatica-la-nuova-musa-dei-poeti/#comment-68030</guid>
		<description>Leggendo Alcor mi vien da pensare che oltre al mezzo usato per la scrittura (e qui avete in molti sviscerato la penna la macchina da scrivere il bianchetto etc) c'è anche il fine per cui si scrive, la versione e destinazione finale. Un conto è scrivere un saggio per una rivista, un conto un articolo per un settimanale, scrivere per il web, scrivere un post per il proprio blog o un commento in NI: sono scopi con esigenze differenti (poi non ho mai capito quelli che commentano per correggere i refusi dei propri commenti, ma è un'altra storia).
Forse c'entra anche il concetto di scadenza? Propongo un incontro di pugilato: Il Dattiloscritto contro Un Attimino.
Tornando a noi, la scrittura digitale offre possibilità di accurate ricostruzioni di versione, ben oltre il bianchetto e la nota a margine: riusciamo a creare qualcosa di nuovo, e a renderlo altrettanto significante di un foglio di carta?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Leggendo Alcor mi vien da pensare che oltre al mezzo usato per la scrittura (e qui avete in molti sviscerato la penna la macchina da scrivere il bianchetto etc) c&#8217;è anche il fine per cui si scrive, la versione e destinazione finale. Un conto è scrivere un saggio per una rivista, un conto un articolo per un settimanale, scrivere per il web, scrivere un post per il proprio blog o un commento in NI: sono scopi con esigenze differenti (poi non ho mai capito quelli che commentano per correggere i refusi dei propri commenti, ma è un&#8217;altra storia).<br />
Forse c&#8217;entra anche il concetto di scadenza? Propongo un incontro di pugilato: Il Dattiloscritto contro Un Attimino.<br />
Tornando a noi, la scrittura digitale offre possibilità di accurate ricostruzioni di versione, ben oltre il bianchetto e la nota a margine: riusciamo a creare qualcosa di nuovo, e a renderlo altrettanto significante di un foglio di carta?</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: alcor</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/04/27/informatica-la-nuova-musa-dei-poeti/#comment-68027</link>
		<dc:creator>alcor</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Apr 2007 18:01:39 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2007/04/27/informatica-la-nuova-musa-dei-poeti/#comment-68027</guid>
		<description>Ho appena chiesto a ventitrè neolaureate in materie umanistiche se sapevano cos'è la blogosfera.
Lo sapeva solo una, che ha un blog.
Dei miei coetanei alcuni scrivono ancora a macchina (libri). La maggior parte odia internet e non lo usa. Parecchi non hanno una mail.
Della generazione precedente la mia praticamente nessuno ha un computer, scrivono a macchina, se non a mano, e fanno copiare ad altri.
Sono d'accordo con te sul fatto che se ne vedranno delle belle, ma sarà molto più lento di quanto non sembri qui.
La scrittura formata fuori da internet è rimasta uguale, sta cambiando per le nuove generazioni.
Non tutto è come sembra.
E anche a proposito delle varianti, chi è abituato alla vecchia maniera stampa sempre molte versioni.
E' vero che molto viene cambiato molto di più, ma il residuo di varianti che resta è quantitativamente lo stesso, perchè a macchina o a mano a un certo punto ci si ferma.
Credo che il vero cambiamento stia nel fatto che la scrittura a mano o a macchina, molto più lenta, portava a stendere pensieri relativamente compiuti, mentre la correggibilità infinita porta a pensare in modo più frammentario e alla correzione in corso d'opera.
Forse voi vedrete come va a finire. Io fra 50 anni non ci sarò più.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ho appena chiesto a ventitrè neolaureate in materie umanistiche se sapevano cos&#8217;è la blogosfera.<br />
Lo sapeva solo una, che ha un blog.<br />
Dei miei coetanei alcuni scrivono ancora a macchina (libri). La maggior parte odia internet e non lo usa. Parecchi non hanno una mail.<br />
Della generazione precedente la mia praticamente nessuno ha un computer, scrivono a macchina, se non a mano, e fanno copiare ad altri.<br />
Sono d&#8217;accordo con te sul fatto che se ne vedranno delle belle, ma sarà molto più lento di quanto non sembri qui.<br />
La scrittura formata fuori da internet è rimasta uguale, sta cambiando per le nuove generazioni.<br />
Non tutto è come sembra.<br />
E anche a proposito delle varianti, chi è abituato alla vecchia maniera stampa sempre molte versioni.<br />
E&#8217; vero che molto viene cambiato molto di più, ma il residuo di varianti che resta è quantitativamente lo stesso, perchè a macchina o a mano a un certo punto ci si ferma.<br />
Credo che il vero cambiamento stia nel fatto che la scrittura a mano o a macchina, molto più lenta, portava a stendere pensieri relativamente compiuti, mentre la correggibilità infinita porta a pensare in modo più frammentario e alla correzione in corso d&#8217;opera.<br />
Forse voi vedrete come va a finire. Io fra 50 anni non ci sarò più.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Gabriele</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/04/27/informatica-la-nuova-musa-dei-poeti/#comment-68026</link>
		<dc:creator>Gabriele</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Apr 2007 17:44:09 +0000</pubDate>
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		<description>Ormai riesco  scrivere solo al pc. E' tutta un'altra storia e condivido con chi dice che scrivere al computer comporta un infinito lavoro di riscrittura, un incessante labor limae. Ogni scritto per quanto stupendo è sempre perfettibile. Il pensiero lavora a velocità superiori, elabora e rielabora quasi in simbiosi col cervello elettronico. Le differenze delle scritture partorite post avvento videoscrittura sono evidenti.
pepe</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ormai riesco  scrivere solo al pc. E&#8217; tutta un&#8217;altra storia e condivido con chi dice che scrivere al computer comporta un infinito lavoro di riscrittura, un incessante labor limae. Ogni scritto per quanto stupendo è sempre perfettibile. Il pensiero lavora a velocità superiori, elabora e rielabora quasi in simbiosi col cervello elettronico. Le differenze delle scritture partorite post avvento videoscrittura sono evidenti.<br />
pepe</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: MarioB.</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/04/27/informatica-la-nuova-musa-dei-poeti/#comment-68025</link>
		<dc:creator>MarioB.</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Apr 2007 17:31:16 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2007/04/27/informatica-la-nuova-musa-dei-poeti/#comment-68025</guid>
		<description>Metto qui questa frase dell'intervista fatta a Primo Levi da Catherine Petitjean, riguarda anche lo scrivere a "macchina":

P.L: ........ La tregua l’ho corretto abbastanza poco e anche gli altri dopo. Adesso, ho imparato a scrivere con la macchina, io scrivo alla macchina direttamente. Ne ho comprata una. Non correggo quasi più. È un mestiere questo, è veramente un mestiere. Si impara con l’esperienza. È molto più economico scrivere una sola volta invece di due. Conviene imparare come s’impara ad andare in bicicletta (ride).

Però come accenna il post sono pure interessanti i testi dattiloscritti con la macchina da scrivere: 
si ritrovano quelle pagine ingiallite di carta vergatina
o extra strong costellate, a volte, di postille a matita o a penna, cancellature, pecette incollate, inbiancchettature.
Tutto un fascino dell'oggetto travagliato da visibili ripensamenti che ne fanno un articolo da collezione, una memoria/testimonianza quasi carnale della scrittura.
Quando scrivevo a macchina ci pensavo due volte a buttar giù,
 anche tre o quattro,  e la mente era costrettta a lavorare ed a distillare ben prima su contenuti parole giri di frasi punteggiatura e varie. 
Si acquisiva la "forma mentis" del dattilografo che può permettersi poche palle svarioni etc, diventava un mestiere, come diceva Primo Levi.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Metto qui questa frase dell&#8217;intervista fatta a Primo Levi da Catherine Petitjean, riguarda anche lo scrivere a &#8220;macchina&#8221;:</p>
<p>P.L: &#8230;&#8230;.. La tregua l’ho corretto abbastanza poco e anche gli altri dopo. Adesso, ho imparato a scrivere con la macchina, io scrivo alla macchina direttamente. Ne ho comprata una. Non correggo quasi più. È un mestiere questo, è veramente un mestiere. Si impara con l’esperienza. È molto più economico scrivere una sola volta invece di due. Conviene imparare come s’impara ad andare in bicicletta (ride).</p>
<p>Però come accenna il post sono pure interessanti i testi dattiloscritti con la macchina da scrivere:<br />
si ritrovano quelle pagine ingiallite di carta vergatina<br />
o extra strong costellate, a volte, di postille a matita o a penna, cancellature, pecette incollate, inbiancchettature.<br />
Tutto un fascino dell&#8217;oggetto travagliato da visibili ripensamenti che ne fanno un articolo da collezione, una memoria/testimonianza quasi carnale della scrittura.<br />
Quando scrivevo a macchina ci pensavo due volte a buttar giù,<br />
 anche tre o quattro,  e la mente era costrettta a lavorare ed a distillare ben prima su contenuti parole giri di frasi punteggiatura e varie.<br />
Si acquisiva la &#8220;forma mentis&#8221; del dattilografo che può permettersi poche palle svarioni etc, diventava un mestiere, come diceva Primo Levi.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Luminamenti</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/04/27/informatica-la-nuova-musa-dei-poeti/#comment-68003</link>
		<dc:creator>Luminamenti</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Apr 2007 14:04:49 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2007/04/27/informatica-la-nuova-musa-dei-poeti/#comment-68003</guid>
		<description>@alcor dice: "solo la memoria ne ha risentito".

Se ridai mano o leggi quello che ha scritto Ivan Illich sulla scrittura, direu che cambia scrivendo al computer proprio tutto il nostro modo di pensare, l'habitu percettivo. Credo si trovano queste considerazioni in Nello Specchio del Passato, Red edizioni. Da Illich c'è molto da imparare su molti fronti ancora oggi. Cmq La rivista del CNR Tecnologia didattica e un'altra rivista molto antica Multimedia che era edita dalla edizioni Sonda, come la stessa Telema hanno sviluppato questo tema.
In quanto all'homo homo technologicus, l'uomo è tale sin dalle origini.
Lo statuto attuale rispetto all'homo sapiens indica a mio parere solo una pervasività della Tecnica che era rimasto impensato. Ed entro 50 anni con i materiali quantico-dimensionali se ne vedranno delle belle!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@alcor dice: &#8220;solo la memoria ne ha risentito&#8221;.</p>
<p>Se ridai mano o leggi quello che ha scritto Ivan Illich sulla scrittura, direu che cambia scrivendo al computer proprio tutto il nostro modo di pensare, l&#8217;habitu percettivo. Credo si trovano queste considerazioni in Nello Specchio del Passato, Red edizioni. Da Illich c&#8217;è molto da imparare su molti fronti ancora oggi. Cmq La rivista del CNR Tecnologia didattica e un&#8217;altra rivista molto antica Multimedia che era edita dalla edizioni Sonda, come la stessa Telema hanno sviluppato questo tema.<br />
In quanto all&#8217;homo homo technologicus, l&#8217;uomo è tale sin dalle origini.<br />
Lo statuto attuale rispetto all&#8217;homo sapiens indica a mio parere solo una pervasività della Tecnica che era rimasto impensato. Ed entro 50 anni con i materiali quantico-dimensionali se ne vedranno delle belle!</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Livermore</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/04/27/informatica-la-nuova-musa-dei-poeti/#comment-68000</link>
		<dc:creator>Livermore</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Apr 2007 13:22:54 +0000</pubDate>
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		<description>Non mi riconosco nel filone apocalittico che attribuisce alla rivoluzione informatica tutti i mali del mondo, impostazione di derivazione adorniana che, sulla terra “totalmente illuminata” dalla Tecnica, vede brillare “un sole di trionfale sventura”. Ma se penso che all’avvento della videoscrittura corrisponde il tramonto della “critica delle varianti” di continiana memoria, (decisiva com’era a stabilire la posizione dello scrittore di fronte alle possibilità del linguaggio) devo reagire al veemente senso di malinconia che m’assale. Ma tant’è. Ad ogni perdita corrisponde un guadagno. Forse…
Trovo assai interessante, e degno di uno sguardo più approfondito, il discorso sui modi in cui la videoscrittura influenza lo stile.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Non mi riconosco nel filone apocalittico che attribuisce alla rivoluzione informatica tutti i mali del mondo, impostazione di derivazione adorniana che, sulla terra “totalmente illuminata” dalla Tecnica, vede brillare “un sole di trionfale sventura”. Ma se penso che all’avvento della videoscrittura corrisponde il tramonto della “critica delle varianti” di continiana memoria, (decisiva com’era a stabilire la posizione dello scrittore di fronte alle possibilità del linguaggio) devo reagire al veemente senso di malinconia che m’assale. Ma tant’è. Ad ogni perdita corrisponde un guadagno. Forse…<br />
Trovo assai interessante, e degno di uno sguardo più approfondito, il discorso sui modi in cui la videoscrittura influenza lo stile.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Christian Frascella</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/04/27/informatica-la-nuova-musa-dei-poeti/#comment-67995</link>
		<dc:creator>Christian Frascella</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Apr 2007 11:31:58 +0000</pubDate>
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		<description>Di un'utilità bestiale, 'sto pezzo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Di un&#8217;utilità bestiale, &#8217;sto pezzo.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: carla bariffi</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/04/27/informatica-la-nuova-musa-dei-poeti/#comment-67993</link>
		<dc:creator>carla bariffi</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Apr 2007 11:28:10 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2007/04/27/informatica-la-nuova-musa-dei-poeti/#comment-67993</guid>
		<description>pensavo alle macchine da scrivere di una volta....</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>pensavo alle macchine da scrivere di una volta&#8230;.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: alcor</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/04/27/informatica-la-nuova-musa-dei-poeti/#comment-67987</link>
		<dc:creator>alcor</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Apr 2007 09:57:05 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2007/04/27/informatica-la-nuova-musa-dei-poeti/#comment-67987</guid>
		<description>@così&#38;come

Scrivere per il blog, o un commento sotto un post, è estremamente diverso, ci ho riflettuto parecchio anch'io. Ma è una modalità di scrittura che si è aggiunta, e non ha sottratto niente a quelle tradizionali, non destinate a un uso immediato.
Ma ai nostalgici (quelli tanto vecchi da esserlo) volevo ricordare quale paradisiaco cambiamento sia stata la tastiera, quando è apparsa, rispetto alla penna e ai durissimi tasti della macchina da scrivere, per le nostre povere dita, e quanti minori mal di schiena, per chi ci doveva stare parecchio, ha portato la morbidezza del tasto del computer, e quanta minor necessità di copiare.
La vita è decisamente migliorata. (CANC a parte, che vada all'inferno e ci resti, lui e tutti i collassi dell'hard-disk)
Solo la memoria ne ha risentito, ché allora, chi scriveva direttamente a macchina come facevo io, pensava necessariamente per periodi compiuti, mentre adesso la possibilità di correggere la frase in corso d'opera non mi obbliga e sapere che verbo, secondaria, ausiliare, giro di blues della frase userò, tanto posso tornarci sopra senza che mi vengano le ragadi alle dita.
Adieu</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@così&amp;come</p>
<p>Scrivere per il blog, o un commento sotto un post, è estremamente diverso, ci ho riflettuto parecchio anch&#8217;io. Ma è una modalità di scrittura che si è aggiunta, e non ha sottratto niente a quelle tradizionali, non destinate a un uso immediato.<br />
Ma ai nostalgici (quelli tanto vecchi da esserlo) volevo ricordare quale paradisiaco cambiamento sia stata la tastiera, quando è apparsa, rispetto alla penna e ai durissimi tasti della macchina da scrivere, per le nostre povere dita, e quanti minori mal di schiena, per chi ci doveva stare parecchio, ha portato la morbidezza del tasto del computer, e quanta minor necessità di copiare.<br />
La vita è decisamente migliorata. (CANC a parte, che vada all&#8217;inferno e ci resti, lui e tutti i collassi dell&#8217;hard-disk)<br />
Solo la memoria ne ha risentito, ché allora, chi scriveva direttamente a macchina come facevo io, pensava necessariamente per periodi compiuti, mentre adesso la possibilità di correggere la frase in corso d&#8217;opera non mi obbliga e sapere che verbo, secondaria, ausiliare, giro di blues della frase userò, tanto posso tornarci sopra senza che mi vengano le ragadi alle dita.<br />
Adieu</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Vincenzo</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/04/27/informatica-la-nuova-musa-dei-poeti/#comment-67985</link>
		<dc:creator>Vincenzo</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Apr 2007 09:40:55 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2007/04/27/informatica-la-nuova-musa-dei-poeti/#comment-67985</guid>
		<description>Jan: non ci avevo pensato... chi ssà se se ne sono accorti alla FUB...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Jan: non ci avevo pensato&#8230; chi ssà se se ne sono accorti alla FUB&#8230;</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: jan</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/04/27/informatica-la-nuova-musa-dei-poeti/#comment-67984</link>
		<dc:creator>jan</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Apr 2007 09:30:33 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2007/04/27/informatica-la-nuova-musa-dei-poeti/#comment-67984</guid>
		<description>L'archivio di Telema è per fortuna recuperabile su http://archive.org
http://web.archive.org/web/20041013032126/www.fub.it/telema/Numeri.html</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;archivio di Telema è per fortuna recuperabile su <a href="http://archive.org" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('outclick-comm/archive.org');" rel="nofollow">http://archive.org</a><br />
<a href="http://web.archive.org/web/20041013032126/www.fub.it/telema/Numeri.html" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('outclick-comm/web.archive.org');" rel="nofollow">http://web.archive.org/web/20041013032126/www.fub.it/telema/Numeri.html</a></p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: carla bariffi</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/04/27/informatica-la-nuova-musa-dei-poeti/#comment-67982</link>
		<dc:creator>carla bariffi</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Apr 2007 08:59:21 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2007/04/27/informatica-la-nuova-musa-dei-poeti/#comment-67982</guid>
		<description>il non chiaramente tra parentesi.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>il non chiaramente tra parentesi.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: carla bariffi</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/04/27/informatica-la-nuova-musa-dei-poeti/#comment-67981</link>
		<dc:creator>carla bariffi</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Apr 2007 08:58:13 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2007/04/27/informatica-la-nuova-musa-dei-poeti/#comment-67981</guid>
		<description>il fascino cartaceo è insostituibile.
l'utilità della rete è sostanziale.
l'importante è non esagerare.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>il fascino cartaceo è insostituibile.<br />
l&#8217;utilità della rete è sostanziale.<br />
l&#8217;importante è non esagerare.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
</channel>
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