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	<title>Commenti a: Biondo 901</title>
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	<pubDate>Tue, 02 Dec 2008 03:29:35 +0000</pubDate>
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		<title>Di: The O.C.</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/04/30/biondo-901/#comment-68715</link>
		<dc:creator>The O.C.</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 May 2007 17:11:53 +0000</pubDate>
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		<description>@Scerba
Nieu Dieu Ni Matre.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@Scerba<br />
Nieu Dieu Ni Matre.</p>
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		<title>Di: Eva Risto</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/04/30/biondo-901/#comment-68625</link>
		<dc:creator>Eva Risto</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 May 2007 19:18:07 +0000</pubDate>
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		<description>"The O.C. : Ma tu fai parte della redazione di Nazione Indiana?"

ahi, ahi, ahi, signora longari..............</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;The O.C. : Ma tu fai parte della redazione di Nazione Indiana?&#8221;</p>
<p>ahi, ahi, ahi, signora longari&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;..</p>
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		<title>Di: Scerbanenko</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/04/30/biondo-901/#comment-68616</link>
		<dc:creator>Scerbanenko</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 May 2007 18:30:07 +0000</pubDate>
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		<description>@ The O.C. : Ma tu fai parte della redazione di Nazione Indiana?

Senti, alcuni tuoi punti io li condivido. 
Voglio essere di questa partita. 
voglio essere parte attiva. 
Non solo "criticare", ma anche e soprattutto costruire.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@ The O.C. : Ma tu fai parte della redazione di Nazione Indiana?</p>
<p>Senti, alcuni tuoi punti io li condivido.<br />
Voglio essere di questa partita.<br />
voglio essere parte attiva.<br />
Non solo &#8220;criticare&#8221;, ma anche e soprattutto costruire.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: The O.C.</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/04/30/biondo-901/#comment-68570</link>
		<dc:creator>The O.C.</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 May 2007 11:58:04 +0000</pubDate>
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		<description>Dell’editing e della selezione dei testi da pubblicare si deve occupare la redazione di NI. 

Quello che aggiungevo a margine di Lagioia riguarda i commenti, che a mio parere sono la marcia in più di quella che chiamate litblog. 

In questo caso non tutto, e non subito, dovrebbe essere “in chiaro”, alla luce del web. Ma un lavorio preventivo e sotterraneo. Per evitare che scazzi e scazzetti, gattini ciechi e imprevedibili retromarce, finiscano per ‘depistare’ la discussione che si sviluppa intorno a un pezzo.

Questo non significa limitare o censurare nessuno. A differenza di altri io credo che si può essere, tutti, ’scrittori per un giorno’. Sono sempre stato un fan di Pupkin. Dopo un po’ i Langford mi appallano.
http://it.movies.yahoo.com/r/re-per-una-notte/index-112905.html

Dice Scerba che forse sarebbe opportuno distinguere tra ciò che è letterario e cio che non lo è; la stessa cosa che prospettava Lagioia nel suo intervento. 

Questo però mi toglierebbe gran parte del divertimento: i nick e i tic, il gossip intramuscolo nelle arterie editoriali e il vaffamokk, insomma il cazzeggio che poi è il succo dell’hot blog. 

Non so voi, ma io qui ci vengo al 70% per questo (i commenti), mica per leggere Lagioia che ho già digerito a sufficienza. Saviano, Lagioia e i postatori sono solo uno stimolo. I protagonisti sono altri. Il protagonista è la condivisione. Che non è fatta di nomi e cognome. 

Capisco però che ci sono tanti, ma tanti Priori del culturame che predicano bene (libertà di commento per tutti) e razzolano male, selezionando i pezzi (non i commenti) in base a una precisa linea ideologica, prima che editoriale. 

Di questo non mi lamento, mi ci è voluto un po’ di tempo per esserne sicuro, ma è chiaro che è così. E in fondo questo è l’aspetto meno sorprendente di un blog come NI. Ma proprio in virtù di questa scoperta (dell’acqua calda) andrei oltre: estendere la selezione e l’editing anche ai commenti. ‘Moderati’ secondo nuovi e diversi criteri dalla redazione:

1. Criptiamo il chat-style senza censurare nessuno: chi si diverte in questo modo, io per primo, potrebbe essere disposto anche a diventare un vero sostenitore di NI, perché criptare vuol dire pagare. Datemi i riferimenti bancari, non aspetto altro.

2. Selezioniamo (ops, selezionate) i commenti più adatti al testo apparso in Home page. Il criterio? il merito. E chi lo decide chi merita? La redazione. E chi controlla i controllori? Lo chiamano direttore editoriale. E chi lo sceglie il direttore editoriale. Inventiamoci ‘na cosa tipo Primarie, ovviamente solo ai lettori muniti di password. 

3. I suddetti commenti, remixati e corretti, li pubblichiamo in chiaro. Per ordine di attinenza e di valenza.

4. Proponiamo ai commentatori impubblicabili e impubblicati di riscrivere il loro “sfogo” con tanto di editing. Dalla teoria alla pratica. 

5. Definiamo delle guidelines sulla scrittura web, non quella mondiale, ma nel particolare: il web writing nazionale. 

Ce n’è da fare.

Per adesso mi tocca salutare</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Dell’editing e della selezione dei testi da pubblicare si deve occupare la redazione di NI. </p>
<p>Quello che aggiungevo a margine di Lagioia riguarda i commenti, che a mio parere sono la marcia in più di quella che chiamate litblog. </p>
<p>In questo caso non tutto, e non subito, dovrebbe essere “in chiaro”, alla luce del web. Ma un lavorio preventivo e sotterraneo. Per evitare che scazzi e scazzetti, gattini ciechi e imprevedibili retromarce, finiscano per ‘depistare’ la discussione che si sviluppa intorno a un pezzo.</p>
<p>Questo non significa limitare o censurare nessuno. A differenza di altri io credo che si può essere, tutti, ’scrittori per un giorno’. Sono sempre stato un fan di Pupkin. Dopo un po’ i Langford mi appallano.<br />
<a href="http://it.movies.yahoo.com/r/re-per-una-notte/index-112905.html" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('outclick-comm/it.movies.yahoo.com');" rel="nofollow">http://it.movies.yahoo.com/r/re-per-una-notte/index-112905.html</a></p>
<p>Dice Scerba che forse sarebbe opportuno distinguere tra ciò che è letterario e cio che non lo è; la stessa cosa che prospettava Lagioia nel suo intervento. </p>
<p>Questo però mi toglierebbe gran parte del divertimento: i nick e i tic, il gossip intramuscolo nelle arterie editoriali e il vaffamokk, insomma il cazzeggio che poi è il succo dell’hot blog. </p>
<p>Non so voi, ma io qui ci vengo al 70% per questo (i commenti), mica per leggere Lagioia che ho già digerito a sufficienza. Saviano, Lagioia e i postatori sono solo uno stimolo. I protagonisti sono altri. Il protagonista è la condivisione. Che non è fatta di nomi e cognome. </p>
<p>Capisco però che ci sono tanti, ma tanti Priori del culturame che predicano bene (libertà di commento per tutti) e razzolano male, selezionando i pezzi (non i commenti) in base a una precisa linea ideologica, prima che editoriale. </p>
<p>Di questo non mi lamento, mi ci è voluto un po’ di tempo per esserne sicuro, ma è chiaro che è così. E in fondo questo è l’aspetto meno sorprendente di un blog come NI. Ma proprio in virtù di questa scoperta (dell’acqua calda) andrei oltre: estendere la selezione e l’editing anche ai commenti. ‘Moderati’ secondo nuovi e diversi criteri dalla redazione:</p>
<p>1. Criptiamo il chat-style senza censurare nessuno: chi si diverte in questo modo, io per primo, potrebbe essere disposto anche a diventare un vero sostenitore di NI, perché criptare vuol dire pagare. Datemi i riferimenti bancari, non aspetto altro.</p>
<p>2. Selezioniamo (ops, selezionate) i commenti più adatti al testo apparso in Home page. Il criterio? il merito. E chi lo decide chi merita? La redazione. E chi controlla i controllori? Lo chiamano direttore editoriale. E chi lo sceglie il direttore editoriale. Inventiamoci ‘na cosa tipo Primarie, ovviamente solo ai lettori muniti di password. </p>
<p>3. I suddetti commenti, remixati e corretti, li pubblichiamo in chiaro. Per ordine di attinenza e di valenza.</p>
<p>4. Proponiamo ai commentatori impubblicabili e impubblicati di riscrivere il loro “sfogo” con tanto di editing. Dalla teoria alla pratica. </p>
<p>5. Definiamo delle guidelines sulla scrittura web, non quella mondiale, ma nel particolare: il web writing nazionale. </p>
<p>Ce n’è da fare.</p>
<p>Per adesso mi tocca salutare</p>
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	<item>
		<title>Di: merisi</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/04/30/biondo-901/#comment-68538</link>
		<dc:creator>merisi</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 May 2007 23:07:20 +0000</pubDate>
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		<description>è vero, il lavoro di limatura potrebbe non avere mai fine.
la versione postata di biondo 901 è del marzo 2005, quella 'definitiva' è di qualche mese dopo, ma ogni volta che lo vado a rileggere toglierei qualcosa, qualcosa aggiungerei, modificherei, renderei più snello certi punti, accentuerei altri passaggi... e modificherei anche tanta punteggiatura, perchè all'epoca amavo la sintassi secca, ora tendo ad allungare la frase e a contenere le pause allo stretto necessario, dando alla lettura un ritmo più sinuoso e denso che anni fa non amavo.
voglio dire che per l'autore non esiste una scrittura perfetta, troverà sempre qualcosa da 'sistemare' meglio.

certo che è interessante vedere la genesi di uno scritto - cosa cambia, cosa si evolve, cosa rimane a tenere fermo il tutto - e credo che non sia troppo importante chi è l'autore, interessante sarebbe vedere i meccanismi e le scelte fatte. 
importante è anche trovare autori che tengono le brutte copie e le bozze, perchè con l'avvento del computer in tanti buttano via il vecchio.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>è vero, il lavoro di limatura potrebbe non avere mai fine.<br />
la versione postata di biondo 901 è del marzo 2005, quella &#8216;definitiva&#8217; è di qualche mese dopo, ma ogni volta che lo vado a rileggere toglierei qualcosa, qualcosa aggiungerei, modificherei, renderei più snello certi punti, accentuerei altri passaggi&#8230; e modificherei anche tanta punteggiatura, perchè all&#8217;epoca amavo la sintassi secca, ora tendo ad allungare la frase e a contenere le pause allo stretto necessario, dando alla lettura un ritmo più sinuoso e denso che anni fa non amavo.<br />
voglio dire che per l&#8217;autore non esiste una scrittura perfetta, troverà sempre qualcosa da &#8217;sistemare&#8217; meglio.</p>
<p>certo che è interessante vedere la genesi di uno scritto - cosa cambia, cosa si evolve, cosa rimane a tenere fermo il tutto - e credo che non sia troppo importante chi è l&#8217;autore, interessante sarebbe vedere i meccanismi e le scelte fatte.<br />
importante è anche trovare autori che tengono le brutte copie e le bozze, perchè con l&#8217;avvento del computer in tanti buttano via il vecchio.</p>
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		<title>Di: fk</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/04/30/biondo-901/#comment-68537</link>
		<dc:creator>fk</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 May 2007 23:00:34 +0000</pubDate>
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		<description>Ma no. Ci sarà la selezione naturale della specie. Vedrai se non ho ragione.
Domattina posto il Merisi nuovo fiammante secondo le tue indicazioni.
Buonanotte cari:-)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ma no. Ci sarà la selezione naturale della specie. Vedrai se non ho ragione.<br />
Domattina posto il Merisi nuovo fiammante secondo le tue indicazioni.<br />
Buonanotte cari:-)</p>
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	<item>
		<title>Di: Scerbanenko</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/04/30/biondo-901/#comment-68535</link>
		<dc:creator>Scerbanenko</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 May 2007 21:38:53 +0000</pubDate>
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		<description>@ fk

Ci sono. e concordo su quanto scrivi. 
Sarebbe interessante allora ripostare questo racconto con le correzioni apportate dal suo autore. 
Vedere concretamente, cioè, come via via prende "forma": e non solo per quanto riguarda la punteggiatura e i refusi, ma anche per ciò che concerne la struttura stessa del racconto.
si potrebbe tendere, in questo senso, a una scrittura perfetta. a un lavoro di limatura che può non avere mai fine. e per quanto questo modo di operare sia lo stesso di molti scrittori "cartacei", che cesellano le loro creature chiedendo a se stessi il massimo, in questo modo, invece di farlo nella solitudine della loro pagina, possono farlo in presa diretta di fronte a migliaia di utenti.
non nascondo che è una cosa interessante. 
però, a pensarci bene, anche un po' perversa. 
perché, se a farlo è Truman Capote, allora siamo d'accordo (quanto avrà sottratto Capote per arrivare alla stesura definitiva di "Mr Jones" che, a mio modo di vedere, è un racconto perfetto?), ma se invece a farlo siamo noi (anche io "ogni tanto" scrivo, e guarda, uso il "noi", proprio perché non voglio che queste mie parole possano essere prese come un atto di superbia) ho dei dubbi che possa essere un esercizio stimolante.
voglio dire che qui il punto è stabilire un confine tra ciò che è letterario e ciò che non lo è. giacché la cosa che a me fa riflettere maggiormente a proposito dei litblog è questa: con l'alibi della libertà e della sperimentazione, noi stiamo varcando una soglia che, una volta oltrepassata, azzererà ogni possibile distinzione. anche solo per il fatto che tutti si riterranno "scrittori".
insomma, mi rendo conto che è un discorso complesso. complesso e stimolante. ma anche dannatamente allarmante. e sul quale è giusto e doveroso confrontarsi.
perché forse è dal confronto a più voci che si può separare ciò che è letterario da ciò che non lo è.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@ fk</p>
<p>Ci sono. e concordo su quanto scrivi.<br />
Sarebbe interessante allora ripostare questo racconto con le correzioni apportate dal suo autore.<br />
Vedere concretamente, cioè, come via via prende &#8220;forma&#8221;: e non solo per quanto riguarda la punteggiatura e i refusi, ma anche per ciò che concerne la struttura stessa del racconto.<br />
si potrebbe tendere, in questo senso, a una scrittura perfetta. a un lavoro di limatura che può non avere mai fine. e per quanto questo modo di operare sia lo stesso di molti scrittori &#8220;cartacei&#8221;, che cesellano le loro creature chiedendo a se stessi il massimo, in questo modo, invece di farlo nella solitudine della loro pagina, possono farlo in presa diretta di fronte a migliaia di utenti.<br />
non nascondo che è una cosa interessante.<br />
però, a pensarci bene, anche un po&#8217; perversa.<br />
perché, se a farlo è Truman Capote, allora siamo d&#8217;accordo (quanto avrà sottratto Capote per arrivare alla stesura definitiva di &#8220;Mr Jones&#8221; che, a mio modo di vedere, è un racconto perfetto?), ma se invece a farlo siamo noi (anche io &#8220;ogni tanto&#8221; scrivo, e guarda, uso il &#8220;noi&#8221;, proprio perché non voglio che queste mie parole possano essere prese come un atto di superbia) ho dei dubbi che possa essere un esercizio stimolante.<br />
voglio dire che qui il punto è stabilire un confine tra ciò che è letterario e ciò che non lo è. giacché la cosa che a me fa riflettere maggiormente a proposito dei litblog è questa: con l&#8217;alibi della libertà e della sperimentazione, noi stiamo varcando una soglia che, una volta oltrepassata, azzererà ogni possibile distinzione. anche solo per il fatto che tutti si riterranno &#8220;scrittori&#8221;.<br />
insomma, mi rendo conto che è un discorso complesso. complesso e stimolante. ma anche dannatamente allarmante. e sul quale è giusto e doveroso confrontarsi.<br />
perché forse è dal confronto a più voci che si può separare ciò che è letterario da ciò che non lo è.</p>
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		<title>Di: Camala</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/04/30/biondo-901/#comment-68527</link>
		<dc:creator>Camala</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 May 2007 17:11:42 +0000</pubDate>
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		<description>Grande Kappa!
:-)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Grande Kappa!<br />
:-)</p>
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	<item>
		<title>Di: fk</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/04/30/biondo-901/#comment-68521</link>
		<dc:creator>fk</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 May 2007 16:51:33 +0000</pubDate>
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		<description>E io, chiedo venia, ho postato il racconto frettolosamente.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>E io, chiedo venia, ho postato il racconto frettolosamente.</p>
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		<title>Di: merisi</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/04/30/biondo-901/#comment-68520</link>
		<dc:creator>merisi</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 May 2007 16:41:59 +0000</pubDate>
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		<description>@ the o.c.
e tutti gli altri

mi sono fatto ingolosire dalla voglia di vedere un mio racconto su n.i. ed ho sbagliato. sapevo che l'impaginazione nel blog avrebbe appiattito il testo togliendo forza alla scrittura: ho usato gli a capo in maniera che scandissero in una determinata maniera la lettura, ne regolassero il flusso e le emozioni,  e ci ho speso un sacco di energie, perchè credo nella forza della punteggiatura.
è andata così, pazienza.
ringrazio chi ha trovato la voglia di leggere, anche solo la prima parte o pezzi qua e là. pubblicamente ringrazio fk che ha dato spazio ad uno sconosciuto.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@ the o.c.<br />
e tutti gli altri</p>
<p>mi sono fatto ingolosire dalla voglia di vedere un mio racconto su n.i. ed ho sbagliato. sapevo che l&#8217;impaginazione nel blog avrebbe appiattito il testo togliendo forza alla scrittura: ho usato gli a capo in maniera che scandissero in una determinata maniera la lettura, ne regolassero il flusso e le emozioni,  e ci ho speso un sacco di energie, perchè credo nella forza della punteggiatura.<br />
è andata così, pazienza.<br />
ringrazio chi ha trovato la voglia di leggere, anche solo la prima parte o pezzi qua e là. pubblicamente ringrazio fk che ha dato spazio ad uno sconosciuto.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: fk</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/04/30/biondo-901/#comment-68519</link>
		<dc:creator>fk</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 May 2007 16:36:48 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2007/04/30/biondo-901/#comment-68519</guid>
		<description>Ho riflettuto. Scerbanenko, ti dico come la penso io. Al momento presente io vedo il web - e i litblog - come un laboratorio di scrittura. Non è importante la punteggiatura, è importante sperimentare. Nazione Indiana è stato ed è un grande laboratorio, a mio modo di vedere. Io almeno l'ho intesa così. 
La cosa fantastica, a mio avviso, dei lit-blog, è che si possono sperimentare scritture di tutti i tipi. E allo stesso tempo, si possono mettere in pubblicazione pezzi provenienti dai giornali. Il tale redattore ha scritto un pezzo sul tale giornale? Bene: lo puo' utilizzare due volte. Puoi far rivivere i pezzi. Diciamolo: Nazione Indiana, Vibrisse, La poesia e lo spirito, Il primo amore ecc. non sono equiparabili ai blog dei singoli. Si tratta di due "fasce di mercato" diverse.
Nell'incazzatura against Frascella ho scritto una cosa parzialmente vera. Non che io pretenda di avere la verità in mano. Ma vedete, se voi  vi mettete a ragionare sui blog, mi fate felice. Perchè quest' esperienza in rete è stimolante per varie ragioni. Non vedo da nessuna parte, caro Scerbanenko, una tendenza al ribasso della qualità. Anzi. Secondo me Nazione Indiana, essendo un laboratorio, puo' essere materia di studio sulla scrittura sia per i redattori stessi (io per esempio l'anno scorso ho postato una serie di brevi racconti andandoli a correggere mano a mano dopo la pubblicazione, altri redattori hanno fatto altro )Sul web si puo' imparare a rischiare, anzi si deve rischiare di più. Perchè la carta non perdona, un refuso rimane lì per sempre. Ma sul web puoi cambiare a tuo piacimento, se vuoi. E allora ecco il laboratorio di cui dicevo. In questo senso c'è grande differenza col cartaceo.
Sono d'accordo con Scerba quando dice che i due  mondi (cartaceo e litblog) sono molto più vicini di quanto si pensi. Ma perchè? Perchè si tratta di scrittura. Dai litblog si passa alla carta e viceversa, come ho spiegato. Le contaminazioni ci sono e sono varie. E siamo solo all'inizio.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ho riflettuto. Scerbanenko, ti dico come la penso io. Al momento presente io vedo il web - e i litblog - come un laboratorio di scrittura. Non è importante la punteggiatura, è importante sperimentare. Nazione Indiana è stato ed è un grande laboratorio, a mio modo di vedere. Io almeno l&#8217;ho intesa così.<br />
La cosa fantastica, a mio avviso, dei lit-blog, è che si possono sperimentare scritture di tutti i tipi. E allo stesso tempo, si possono mettere in pubblicazione pezzi provenienti dai giornali. Il tale redattore ha scritto un pezzo sul tale giornale? Bene: lo puo&#8217; utilizzare due volte. Puoi far rivivere i pezzi. Diciamolo: Nazione Indiana, Vibrisse, La poesia e lo spirito, Il primo amore ecc. non sono equiparabili ai blog dei singoli. Si tratta di due &#8220;fasce di mercato&#8221; diverse.<br />
Nell&#8217;incazzatura against Frascella ho scritto una cosa parzialmente vera. Non che io pretenda di avere la verità in mano. Ma vedete, se voi  vi mettete a ragionare sui blog, mi fate felice. Perchè quest&#8217; esperienza in rete è stimolante per varie ragioni. Non vedo da nessuna parte, caro Scerbanenko, una tendenza al ribasso della qualità. Anzi. Secondo me Nazione Indiana, essendo un laboratorio, puo&#8217; essere materia di studio sulla scrittura sia per i redattori stessi (io per esempio l&#8217;anno scorso ho postato una serie di brevi racconti andandoli a correggere mano a mano dopo la pubblicazione, altri redattori hanno fatto altro )Sul web si puo&#8217; imparare a rischiare, anzi si deve rischiare di più. Perchè la carta non perdona, un refuso rimane lì per sempre. Ma sul web puoi cambiare a tuo piacimento, se vuoi. E allora ecco il laboratorio di cui dicevo. In questo senso c&#8217;è grande differenza col cartaceo.<br />
Sono d&#8217;accordo con Scerba quando dice che i due  mondi (cartaceo e litblog) sono molto più vicini di quanto si pensi. Ma perchè? Perchè si tratta di scrittura. Dai litblog si passa alla carta e viceversa, come ho spiegato. Le contaminazioni ci sono e sono varie. E siamo solo all&#8217;inizio.</p>
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	<item>
		<title>Di: fk</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/04/30/biondo-901/#comment-68518</link>
		<dc:creator>fk</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 May 2007 16:00:43 +0000</pubDate>
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		<description>Scerba, è vero. Chiedo scusa, manca l'editing, manca... 
Per il resto, tu e The O.C. avete studiato a fondo il problema. Non ho tempo ora per soffermarmi. Ci rifletto sopra e poi se volete ne discutiamo. Voi i teorici (forse...) io il pratico, perlomeno di Nazione Indiana, dal 2004. Per la precisione dell'informazione.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Scerba, è vero. Chiedo scusa, manca l&#8217;editing, manca&#8230;<br />
Per il resto, tu e The O.C. avete studiato a fondo il problema. Non ho tempo ora per soffermarmi. Ci rifletto sopra e poi se volete ne discutiamo. Voi i teorici (forse&#8230;) io il pratico, perlomeno di Nazione Indiana, dal 2004. Per la precisione dell&#8217;informazione.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: The O.C.</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/04/30/biondo-901/#comment-68472</link>
		<dc:creator>The O.C.</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 May 2007 10:40:06 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2007/04/30/biondo-901/#comment-68472</guid>
		<description>@fk
non perderei troppo tempo sul problema della lunghezza dei testi web. Una cosa è ragionare per una mail di lavoro, un'altra per un testo scolastico su piattaforma e-learning, un'altra ancora la pubblicazione di un racconto on line. 

Un racconto su blog può anche essere lunghissimo, perché i navigatori sono più disposti a leggere, a non perdere l'attenzione, rispetto, che so, al comunicato stampa inviato per newsletter. 

L'estensione dunque dipende dalla forma e dal genere web scelto e non risponde a invarianti fisse. D'altra parte se mi annoio posso rollare con la barra a destra, in alto e in basso, in cerca di quello che m'interessa di più. 

Tutto questo per dire che il caro Warneriano mi sembra un po' troppo nostalgico della lettura lineare. 

Per quanto mi riguarda, a circa metà del racconto ho lasciato perdere. 
Ma la 'scrittura visiva' di Merisi*** non era male.

Saluti

***Perché fornire le generalità? Un brutto vizio.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@fk<br />
non perderei troppo tempo sul problema della lunghezza dei testi web. Una cosa è ragionare per una mail di lavoro, un&#8217;altra per un testo scolastico su piattaforma e-learning, un&#8217;altra ancora la pubblicazione di un racconto on line. </p>
<p>Un racconto su blog può anche essere lunghissimo, perché i navigatori sono più disposti a leggere, a non perdere l&#8217;attenzione, rispetto, che so, al comunicato stampa inviato per newsletter. </p>
<p>L&#8217;estensione dunque dipende dalla forma e dal genere web scelto e non risponde a invarianti fisse. D&#8217;altra parte se mi annoio posso rollare con la barra a destra, in alto e in basso, in cerca di quello che m&#8217;interessa di più. </p>
<p>Tutto questo per dire che il caro Warneriano mi sembra un po&#8217; troppo nostalgico della lettura lineare. </p>
<p>Per quanto mi riguarda, a circa metà del racconto ho lasciato perdere.<br />
Ma la &#8217;scrittura visiva&#8217; di Merisi*** non era male.</p>
<p>Saluti</p>
<p>***Perché fornire le generalità? Un brutto vizio.</p>
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	<item>
		<title>Di: Scerbanenko</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/04/30/biondo-901/#comment-68450</link>
		<dc:creator>Scerbanenko</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 May 2007 22:34:32 +0000</pubDate>
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		<description>@ fk 
però "stà in campana" è un errore: " sta' ", si scrive, perché è un'elisione di "stai"...o nella scrittura dei blog letterari è consentito tutto?

C'è una differenza tra letteratura blog e letteratura cartacea?
Forse. 
Ma non così netta come si potrebbe pensare. 
Anche tra questi due mondi esiste ormai una contaminazione giocata, però, al ribasso.
La qualità è sempre più scadente (anche nei blog), e la ragione è che se tutti scriviamo, non può essere altrimenti: non è infatti statisticamente possibile che in Italia ci siano migliaia e miglia di scrittori. 
Qualcuno ci sta pigliando in giro.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@ fk<br />
però &#8220;stà in campana&#8221; è un errore: &#8221; sta&#8217; &#8220;, si scrive, perché è un&#8217;elisione di &#8220;stai&#8221;&#8230;o nella scrittura dei blog letterari è consentito tutto?</p>
<p>C&#8217;è una differenza tra letteratura blog e letteratura cartacea?<br />
Forse.<br />
Ma non così netta come si potrebbe pensare.<br />
Anche tra questi due mondi esiste ormai una contaminazione giocata, però, al ribasso.<br />
La qualità è sempre più scadente (anche nei blog), e la ragione è che se tutti scriviamo, non può essere altrimenti: non è infatti statisticamente possibile che in Italia ci siano migliaia e miglia di scrittori.<br />
Qualcuno ci sta pigliando in giro.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: fk</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/04/30/biondo-901/#comment-68437</link>
		<dc:creator>fk</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 May 2007 20:03:32 +0000</pubDate>
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		<description>Ecco Missy. Lui fà il gradasso parlando di essere della Warner e si permette di sporcare tutta Nazione Indiana.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ecco Missy. Lui fà il gradasso parlando di essere della Warner e si permette di sporcare tutta Nazione Indiana.</p>
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		<title>Di: missy</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/04/30/biondo-901/#comment-68436</link>
		<dc:creator>missy</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 May 2007 19:36:57 +0000</pubDate>
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		<description>...o di beautiful!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8230;o di beautiful!</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: missy</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/04/30/biondo-901/#comment-68435</link>
		<dc:creator>missy</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 May 2007 19:36:09 +0000</pubDate>
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		<description>un'altra cosa: è vero, se dovessimo esser posti all'analisi tecnicistica del mestiere, non ci saremmo mai divertiti per blog come in questi anni. Non saremmo mai stati liberi, avremmo avuto l'occhio padrone del superesperto a dir la sua, come se non bastasse già nella vita (anche se io l'avrei invitato al salotto del mio mestiere, qualora lo avessi trovato un solo secondo a discettar di piramidi ed extraterrestri).</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>un&#8217;altra cosa: è vero, se dovessimo esser posti all&#8217;analisi tecnicistica del mestiere, non ci saremmo mai divertiti per blog come in questi anni. Non saremmo mai stati liberi, avremmo avuto l&#8217;occhio padrone del superesperto a dir la sua, come se non bastasse già nella vita (anche se io l&#8217;avrei invitato al salotto del mio mestiere, qualora lo avessi trovato un solo secondo a discettar di piramidi ed extraterrestri).</p>
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	<item>
		<title>Di: missy</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/04/30/biondo-901/#comment-68434</link>
		<dc:creator>missy</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 May 2007 19:31:36 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2007/04/30/biondo-901/#comment-68434</guid>
		<description>Concordo con te, Franz caro Franz, che i racconti lunghi fanno fatica ad esser letti sulla web. E' un problema fisiologico, ma ho trovato carina quella tua frase "confido nei lettori". Capisco che non andava tagliato in due parti, sei stato molto protettivo e questo ti fa onore. Però io, confesso, sono dalla parte di quelli nei quali hai fatto male a confidare... e sono caduta nella trappola dell'isteria sgozzata e a puntate di quel tale della Warner, che se la Warner lo sapesse, lo licenzierebbe.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Concordo con te, Franz caro Franz, che i racconti lunghi fanno fatica ad esser letti sulla web. E&#8217; un problema fisiologico, ma ho trovato carina quella tua frase &#8220;confido nei lettori&#8221;. Capisco che non andava tagliato in due parti, sei stato molto protettivo e questo ti fa onore. Però io, confesso, sono dalla parte di quelli nei quali hai fatto male a confidare&#8230; e sono caduta nella trappola dell&#8217;isteria sgozzata e a puntate di quel tale della Warner, che se la Warner lo sapesse, lo licenzierebbe.</p>
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		<title>Di: Barbara</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/04/30/biondo-901/#comment-68433</link>
		<dc:creator>Barbara</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 May 2007 19:28:58 +0000</pubDate>
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		<description>A me il racconto è sembrato originale, anche se troppo lungo, in effetti, da leggersi sul web. Però la tensione c'è.
E poi, ora che so che Christian Frascella lavora alla Warner, sto decisamente meglio !:o)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>A me il racconto è sembrato originale, anche se troppo lungo, in effetti, da leggersi sul web. Però la tensione c&#8217;è.<br />
E poi, ora che so che Christian Frascella lavora alla Warner, sto decisamente meglio !:o)</p>
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	<item>
		<title>Di: fk</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/04/30/biondo-901/#comment-68429</link>
		<dc:creator>fk</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 May 2007 19:08:12 +0000</pubDate>
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		<description>Allora: Merisi è il nome d'arte di Alessandro Zannoni, di Sarzana (La Spezia).
Questo per chiarire.
Frascella: stai sporcando il sitom dappertutto con le tue stronzate. Non costringerci a passare alle maniere dure. Ci stiamo consultando per trovare dei correttivi efficaci. Stà in campana e salutami la Warner Bros. (sempre preferito la MGM, chissà perchè...)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Allora: Merisi è il nome d&#8217;arte di Alessandro Zannoni, di Sarzana (La Spezia).<br />
Questo per chiarire.<br />
Frascella: stai sporcando il sitom dappertutto con le tue stronzate. Non costringerci a passare alle maniere dure. Ci stiamo consultando per trovare dei correttivi efficaci. Stà in campana e salutami la Warner Bros. (sempre preferito la MGM, chissà perchè&#8230;)</p>
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		<title>Di: fk</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/04/30/biondo-901/#comment-68414</link>
		<dc:creator>fk</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 May 2007 16:42:49 +0000</pubDate>
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		<description>Eva Risto: Merisi è uno pseudonimo. Ha già pubblicato.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Eva Risto: Merisi è uno pseudonimo. Ha già pubblicato.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: fk</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/04/30/biondo-901/#comment-68410</link>
		<dc:creator>fk</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 May 2007 16:30:04 +0000</pubDate>
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		<description>Sei del mestiere Frascella? E chi se ne frega. Qui non c'è tutto questo tempo per limare e controlimare. Nessuno che parli della qualità del racconto. Ma siamo impazziti? Nazione Indiana è un blog letterario, e la differenza con il cartaceo è netta. Se confondete il web con  il mondo di fuori è affare vostro.
Discutete sulla qualità letteraria del racconto, piuttosto.  Frascella, tu che sei DEL MESTIERE, "raccontami" se la storia tiene. Tiene? Ne vogliamo parlare, della qualità del racconto? Il racconto è una porcata? Merisi  non sa scrivere? Il racconto non l'avete letto perchè troppo lungo, è così che è andata. Sbaglio? Il piccolo errore (dell'autore e mio) è stato quello di proporlo per il web. Ma anche lì: se io so che per il web ci vogliono testi più brevi, è anche vero che quando m'imbatto in un racconto come Biondo 901 non ho mica voglia di pubblicarlo in due puntate. Confido nei lettori. Frascella, vai a farti una passeggiata con un altro grand'uomo "del mestiere", vai.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sei del mestiere Frascella? E chi se ne frega. Qui non c&#8217;è tutto questo tempo per limare e controlimare. Nessuno che parli della qualità del racconto. Ma siamo impazziti? Nazione Indiana è un blog letterario, e la differenza con il cartaceo è netta. Se confondete il web con  il mondo di fuori è affare vostro.<br />
Discutete sulla qualità letteraria del racconto, piuttosto.  Frascella, tu che sei DEL MESTIERE, &#8220;raccontami&#8221; se la storia tiene. Tiene? Ne vogliamo parlare, della qualità del racconto? Il racconto è una porcata? Merisi  non sa scrivere? Il racconto non l&#8217;avete letto perchè troppo lungo, è così che è andata. Sbaglio? Il piccolo errore (dell&#8217;autore e mio) è stato quello di proporlo per il web. Ma anche lì: se io so che per il web ci vogliono testi più brevi, è anche vero che quando m&#8217;imbatto in un racconto come Biondo 901 non ho mica voglia di pubblicarlo in due puntate. Confido nei lettori. Frascella, vai a farti una passeggiata con un altro grand&#8217;uomo &#8220;del mestiere&#8221;, vai.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: bruno esposito</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/04/30/biondo-901/#comment-68359</link>
		<dc:creator>bruno esposito</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 May 2007 11:15:47 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2007/04/30/biondo-901/#comment-68359</guid>
		<description>Come volete voi, per carità, però quel primo piano ( nessuno replichi, è un primo piano ) sulle tette della Scarlett è favoloso.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Come volete voi, per carità, però quel primo piano ( nessuno replichi, è un primo piano ) sulle tette della Scarlett è favoloso.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Eva Risto</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/04/30/biondo-901/#comment-68343</link>
		<dc:creator>Eva Risto</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Apr 2007 21:55:57 +0000</pubDate>
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		<description>un altro tabù è crollato, almeno a mia memoria, visto che ni pubblica il primo racconto firmato da un nick name. e che racconto, poi. una vera 'cosmogonia tascabile'. peccato che, qui, a mancare, sia proprio la cosmogonia.

ah, una curiosità. perché mai, per ridere, o prima di ridere, bisogna declinare le generalità? mi sfugge il nesso. se c'è...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>un altro tabù è crollato, almeno a mia memoria, visto che ni pubblica il primo racconto firmato da un nick name. e che racconto, poi. una vera &#8216;cosmogonia tascabile&#8217;. peccato che, qui, a mancare, sia proprio la cosmogonia.</p>
<p>ah, una curiosità. perché mai, per ridere, o prima di ridere, bisogna declinare le generalità? mi sfugge il nesso. se c&#8217;è&#8230;</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: ziggy</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/04/30/biondo-901/#comment-68342</link>
		<dc:creator>ziggy</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Apr 2007 21:46:44 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2007/04/30/biondo-901/#comment-68342</guid>
		<description>inizia un film, corri</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>inizia un film, corri</p>
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