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	<title>Commenti a: A gamba tesa/ prima parte</title>
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	<pubDate>Tue, 02 Dec 2008 03:26:33 +0000</pubDate>
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		<title>Di: effeffe</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/05/22/a-gamba-tesa-prima-parte/#comment-70088</link>
		<dc:creator>effeffe</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 May 2007 08:32:43 +0000</pubDate>
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		<description>sai daniele in tutto questo io alla fiera del libro mi sono anche divertito (nelle prime due ore) e ho rivisto tantissima gente che adoro. Non è le bourdel della fiera che mi amgoscia sono le analisi post coitum, che mi terrorizzano. 
Come le cifre
effeffe</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>sai daniele in tutto questo io alla fiera del libro mi sono anche divertito (nelle prime due ore) e ho rivisto tantissima gente che adoro. Non è le bourdel della fiera che mi amgoscia sono le analisi post coitum, che mi terrorizzano.<br />
Come le cifre<br />
effeffe</p>
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	<item>
		<title>Di: daniele</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/05/22/a-gamba-tesa-prima-parte/#comment-70035</link>
		<dc:creator>daniele</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 May 2007 14:11:34 +0000</pubDate>
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		<description>E' divertente anche se, in fondo o pure superficialmente, davvero non mi capacito del perchè i libri non possono avere una paccofiera dignitosamente stimata come il salone. Le manifestazioni delle arti pittoriche e plastiche (Mi-Art) o delle arti decadute (Mi-Sex) non sono piene di sensibilità cieche e onanisti eiaculatori precoci? E' un diritto. Secondo me ti preoccupi troppo delle parate. A mio avviso sono inutili e ricreative, spassosamente necessarie.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; divertente anche se, in fondo o pure superficialmente, davvero non mi capacito del perchè i libri non possono avere una paccofiera dignitosamente stimata come il salone. Le manifestazioni delle arti pittoriche e plastiche (Mi-Art) o delle arti decadute (Mi-Sex) non sono piene di sensibilità cieche e onanisti eiaculatori precoci? E&#8217; un diritto. Secondo me ti preoccupi troppo delle parate. A mio avviso sono inutili e ricreative, spassosamente necessarie.</p>
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	<item>
		<title>Di: Chapuce</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/05/22/a-gamba-tesa-prima-parte/#comment-70031</link>
		<dc:creator>Chapuce</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 May 2007 13:49:37 +0000</pubDate>
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		<description>ps:
chi sono i chevordisti?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>ps:<br />
chi sono i chevordisti?</p>
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		<title>Di: effeffe</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/05/22/a-gamba-tesa-prima-parte/#comment-70021</link>
		<dc:creator>effeffe</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 May 2007 12:19:23 +0000</pubDate>
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		<description>@OC
una pragmatica del reale
si intenda un insieme di azioni sul terreno ispirate sì da un progetto ma anche mediate dalla realtà della situazione.

non crei consensi
si consulti a proposito l'eccellente opera di Stanko Cerivic
Dans les griffes des humanistes, Climat, Catelnau-le-Lez, 2001,

dis- sentimento : poetica del dissenso

inserzione
termine miutuato dal blogo-dico
si inserisce un post

diserzione
hommage a Boris Vian

effeffe
ps
nel'elenco su citato metterei anche i
chevordisti</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@OC<br />
una pragmatica del reale<br />
si intenda un insieme di azioni sul terreno ispirate sì da un progetto ma anche mediate dalla realtà della situazione.</p>
<p>non crei consensi<br />
si consulti a proposito l&#8217;eccellente opera di Stanko Cerivic<br />
Dans les griffes des humanistes, Climat, Catelnau-le-Lez, 2001,</p>
<p>dis- sentimento : poetica del dissenso</p>
<p>inserzione<br />
termine miutuato dal blogo-dico<br />
si inserisce un post</p>
<p>diserzione<br />
hommage a Boris Vian</p>
<p>effeffe<br />
ps<br />
nel&#8217;elenco su citato metterei anche i<br />
chevordisti</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: the O.C.</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/05/22/a-gamba-tesa-prima-parte/#comment-70014</link>
		<dc:creator>the O.C.</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 May 2007 11:38:31 +0000</pubDate>
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		<description>Io condivido per principio. Machevvordì: "Una pragmatica del reale che non crei consensi, ma dis-sentimento, con inserzioni/diserzioni possibili"?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Io condivido per principio. Machevvordì: &#8220;Una pragmatica del reale che non crei consensi, ma dis-sentimento, con inserzioni/diserzioni possibili&#8221;?</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Effe</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/05/22/a-gamba-tesa-prima-parte/#comment-69995</link>
		<dc:creator>Effe</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 May 2007 09:05:45 +0000</pubDate>
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		<description>ma è possibile 
- qui e adesso dico, in modo tangibile, qui nelle periferie, o nelle retrovie, con carne e sangue, con energia e generosità - 
è possibile una condivisione della cultura, e una cultura della condivisione? E possbile essere *prossimi* anche al presente?
Se sì, partiamo.
Se no, lavoriamo.
Ancora.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>ma è possibile<br />
- qui e adesso dico, in modo tangibile, qui nelle periferie, o nelle retrovie, con carne e sangue, con energia e generosità -<br />
è possibile una condivisione della cultura, e una cultura della condivisione? E possbile essere *prossimi* anche al presente?<br />
Se sì, partiamo.<br />
Se no, lavoriamo.<br />
Ancora.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: effeffe</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/05/22/a-gamba-tesa-prima-parte/#comment-69992</link>
		<dc:creator>effeffe</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 May 2007 08:19:29 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2007/05/22/a-gamba-tesa-prima-parte/#comment-69992</guid>
		<description>@Vittorio
sarebbe un onore per me aiutarvi nella "missione". Magari facciamola in Settembre, mettendo su un carnet de vol, con una sorta di "cartografia dei possibili", ovvero la mappa dei " campi" che vorremmo abitare. Con  l'identificazione di temi generali (letteratura, politica, economia, scienza) con differenti linee guida all'interno e libera scelta di mezzi e registri degli interventi. Organizzazione in contemporanea di tre litcamp (Palermo, Roma Torino) con possibilità di interazioni con altre città. All'interno delle sale una sorta di planetarium (blogosfera) con tutti i tracciati possibili di intersezione. Una pragmatica del reale che non crei consensi, ma dis-sentimento, con inserzioni/diserzioni possibili. Insomma mettiamo su una CHARTE e facciamola girare (con la giusta ironia SVP)
effeffe
ps
un arbiter provvedera ad ammonire chiunque appartenga alle seguenti categorie:
Trolls out of controll (scemi) quelli intelligenti vanno anche bene
nazisti
blogger pentiti- sapete da quando ho pubblicato la mia silloge per EAP (edizioni a pagamento) vorrei proteggere i miei scritti con copyright come il papa con le encicliche
i pirla (vd splendida poesia di Montale)
i maschilisti
i pieni di sé e di ma
i calcolatori (macchine grosse e pesanti buone soltanto per fare igli ig-nobili conti)
i jukeboxari- qui se non si infila il gettone io non canto
i moralisti d'ogni specie e genere
gli autoriali
i m'accontentoegodisti
i chicazzmelofafaristi
ecc ecc eccI!!
effeffe</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@Vittorio<br />
sarebbe un onore per me aiutarvi nella &#8220;missione&#8221;. Magari facciamola in Settembre, mettendo su un carnet de vol, con una sorta di &#8220;cartografia dei possibili&#8221;, ovvero la mappa dei &#8221; campi&#8221; che vorremmo abitare. Con  l&#8217;identificazione di temi generali (letteratura, politica, economia, scienza) con differenti linee guida all&#8217;interno e libera scelta di mezzi e registri degli interventi. Organizzazione in contemporanea di tre litcamp (Palermo, Roma Torino) con possibilità di interazioni con altre città. All&#8217;interno delle sale una sorta di planetarium (blogosfera) con tutti i tracciati possibili di intersezione. Una pragmatica del reale che non crei consensi, ma dis-sentimento, con inserzioni/diserzioni possibili. Insomma mettiamo su una CHARTE e facciamola girare (con la giusta ironia SVP)<br />
effeffe<br />
ps<br />
un arbiter provvedera ad ammonire chiunque appartenga alle seguenti categorie:<br />
Trolls out of controll (scemi) quelli intelligenti vanno anche bene<br />
nazisti<br />
blogger pentiti- sapete da quando ho pubblicato la mia silloge per EAP (edizioni a pagamento) vorrei proteggere i miei scritti con copyright come il papa con le encicliche<br />
i pirla (vd splendida poesia di Montale)<br />
i maschilisti<br />
i pieni di sé e di ma<br />
i calcolatori (macchine grosse e pesanti buone soltanto per fare igli ig-nobili conti)<br />
i jukeboxari- qui se non si infila il gettone io non canto<br />
i moralisti d&#8217;ogni specie e genere<br />
gli autoriali<br />
i m&#8217;accontentoegodisti<br />
i chicazzmelofafaristi<br />
ecc ecc eccI!!<br />
effeffe</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: vittorio pasteris</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/05/22/a-gamba-tesa-prima-parte/#comment-69987</link>
		<dc:creator>vittorio pasteris</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 May 2007 07:06:46 +0000</pubDate>
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		<description>E se al prossimo litcamp ci dai una mano ?
uno dei tre disgraziati organizzatori :-)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>E se al prossimo litcamp ci dai una mano ?<br />
uno dei tre disgraziati organizzatori :-)</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: effe</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/05/22/a-gamba-tesa-prima-parte/#comment-69964</link>
		<dc:creator>effe</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 May 2007 19:32:48 +0000</pubDate>
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		<description>e poi arriva Giorgio.
Giorgio Mascitelli fa parte di quegli autori che segnano un tempo. Insomma il tipo di letteratura che "i grandi" critici ufficiali non scorgono, Figuriamoci il pubblico!!La critica in Italia si dice che sia moribonda. Ah l'ottimismo italiano!! 
Il libro del maestro si intitola  "l'arte della capriola" pubblicato da Piero Manni. Dunque a te caro Giorgio, dico grazie di essere venuto a questa gamba tesa del Furlen. Stappa la migliore bottiglia che hai. The times they are changin', perchè, forse. qualcosa sta cambiando nelle nostre teste

effeffe</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>e poi arriva Giorgio.<br />
Giorgio Mascitelli fa parte di quegli autori che segnano un tempo. Insomma il tipo di letteratura che &#8220;i grandi&#8221; critici ufficiali non scorgono, Figuriamoci il pubblico!!La critica in Italia si dice che sia moribonda. Ah l&#8217;ottimismo italiano!!<br />
Il libro del maestro si intitola  &#8220;l&#8217;arte della capriola&#8221; pubblicato da Piero Manni. Dunque a te caro Giorgio, dico grazie di essere venuto a questa gamba tesa del Furlen. Stappa la migliore bottiglia che hai. The times they are changin&#8217;, perchè, forse. qualcosa sta cambiando nelle nostre teste</p>
<p>effeffe</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: giorgio mascitelli</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/05/22/a-gamba-tesa-prima-parte/#comment-69948</link>
		<dc:creator>giorgio mascitelli</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 May 2007 17:06:45 +0000</pubDate>
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		<description>Caro Honorè de Furlen,
si vede che sciacquare i panni al Po ( o nella Dora) ti fa bene perchè il pezzo ha un tono di grande eleganza ed equilibrio nello stile. Mi associo anch'io all'elogio della qualità etica del mondo dei fumettari
Giorgio</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Honorè de Furlen,<br />
si vede che sciacquare i panni al Po ( o nella Dora) ti fa bene perchè il pezzo ha un tono di grande eleganza ed equilibrio nello stile. Mi associo anch&#8217;io all&#8217;elogio della qualità etica del mondo dei fumettari<br />
Giorgio</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: effeffe</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/05/22/a-gamba-tesa-prima-parte/#comment-69939</link>
		<dc:creator>effeffe</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 May 2007 15:45:47 +0000</pubDate>
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		<description>@ girolamo
e anche questo (che dici) è inconfutabile
effeffe</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@ girolamo<br />
e anche questo (che dici) è inconfutabile<br />
effeffe</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Manila B.</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/05/22/a-gamba-tesa-prima-parte/#comment-69937</link>
		<dc:creator>Manila B.</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 May 2007 15:25:59 +0000</pubDate>
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		<description>Che meraviglia effeffe che parla (e scrive) francese, ah!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Che meraviglia effeffe che parla (e scrive) francese, ah!</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: girolamo</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/05/22/a-gamba-tesa-prima-parte/#comment-69929</link>
		<dc:creator>girolamo</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 May 2007 14:41:53 +0000</pubDate>
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		<description>@ FF
Non è che siamo ancora ai francofortesi (per carità!): è Habermas che è ancora ad Habermas.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@ FF<br />
Non è che siamo ancora ai francofortesi (per carità!): è Habermas che è ancora ad Habermas.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Capuche</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/05/22/a-gamba-tesa-prima-parte/#comment-69926</link>
		<dc:creator>Capuche</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 May 2007 13:53:58 +0000</pubDate>
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		<description>che meraviglia la lingua francese!
:-)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>che meraviglia la lingua francese!<br />
:-)</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: effeffe</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/05/22/a-gamba-tesa-prima-parte/#comment-69916</link>
		<dc:creator>effeffe</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 May 2007 13:07:45 +0000</pubDate>
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		<description>caveau de l'huchette brunè, era il caveau...
effeffe
nota
"Lieu d'inspiration des cinéastes, le Caveau de la Huchette a prêté son décor pour de nombreux films : "les Tricheurs" de Marcel Carné, "Rouge Baiser" de Vera Belmont, "La première fois de Claude Berri..."

Le Caveau de la Huchette serait le premier club de Paris où l'on a joué du JAZZ et sous ses voûtes, se produiront les plus célèbres Jazzmen du monde et depuis 1946, les plus grands jazzmen se produisent au Caveau de la Huchette:
Lionel Hampton, Count Basie, Sidney Bechet,
Art Blakey, Claude Bolling, Wild Bill Davis, Sacha Distel, Harry Sweet Edison, Panama Francis, Claude Luter, Memphis Slim, Maxim Saury, Marc Laferrière, Christian Morin, Zanini, Patrick Saussois, Les Haricots Rouges, Bill Coleman ...pour le plus grand plaisir des mélomanes et des danseurs.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>caveau de l&#8217;huchette brunè, era il caveau&#8230;<br />
effeffe<br />
nota<br />
&#8220;Lieu d&#8217;inspiration des cinéastes, le Caveau de la Huchette a prêté son décor pour de nombreux films : &#8220;les Tricheurs&#8221; de Marcel Carné, &#8220;Rouge Baiser&#8221; de Vera Belmont, &#8220;La première fois de Claude Berri&#8230;&#8221;</p>
<p>Le Caveau de la Huchette serait le premier club de Paris où l&#8217;on a joué du JAZZ et sous ses voûtes, se produiront les plus célèbres Jazzmen du monde et depuis 1946, les plus grands jazzmen se produisent au Caveau de la Huchette:<br />
Lionel Hampton, Count Basie, Sidney Bechet,<br />
Art Blakey, Claude Bolling, Wild Bill Davis, Sacha Distel, Harry Sweet Edison, Panama Francis, Claude Luter, Memphis Slim, Maxim Saury, Marc Laferrière, Christian Morin, Zanini, Patrick Saussois, Les Haricots Rouges, Bill Coleman &#8230;pour le plus grand plaisir des mélomanes et des danseurs.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: flounder</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/05/22/a-gamba-tesa-prima-parte/#comment-69913</link>
		<dc:creator>flounder</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 May 2007 12:45:01 +0000</pubDate>
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		<description>non era un Caveau. era la &lt;i&gt;Chapelle des Lombards&lt;/i&gt;
fiuuu, che sforzo di memoria</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>non era un Caveau. era la <i>Chapelle des Lombards</i><br />
fiuuu, che sforzo di memoria</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: flounder</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/05/22/a-gamba-tesa-prima-parte/#comment-69912</link>
		<dc:creator>flounder</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 May 2007 12:39:11 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2007/05/22/a-gamba-tesa-prima-parte/#comment-69912</guid>
		<description>che ancora non l'ho detto, ma questo post mi ha assai intenerito su un punto.
è che quando ero giovane andavo spesso al &lt;i&gt;Duc de Lombards&lt;/i&gt; e pure al Caveau non mi ricordo che, quello con gli ottantenni che ballavano il rock'n'roll.
non si respirava, no. fumo e congestione umana.
ma quant'era bello, quanto?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>che ancora non l&#8217;ho detto, ma questo post mi ha assai intenerito su un punto.<br />
è che quando ero giovane andavo spesso al <i>Duc de Lombards</i> e pure al Caveau non mi ricordo che, quello con gli ottantenni che ballavano il rock&#8217;n'roll.<br />
non si respirava, no. fumo e congestione umana.<br />
ma quant&#8217;era bello, quanto?</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: effeffe</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/05/22/a-gamba-tesa-prima-parte/#comment-69911</link>
		<dc:creator>effeffe</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 May 2007 12:35:43 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2007/05/22/a-gamba-tesa-prima-parte/#comment-69911</guid>
		<description>Culture de la proximité, Andrea,

così chiamavamo la bellissima e inarrestabile vague che da Rue Oberkampf , con les Couleurs, lo Charbon,la favela chic, arrivava fino al canal st Martin con chez Said, l'atmosphere, l'Hotel du Nord. Luoghi, per lo più caffè dove si esibivano le migliori band parigine e non, con i noir desir e il sassofonista akosh, l'attirail, e dove le grandi riviste letterarie si incontravano (paso Doble all'atmosphere e perpendiculaire al marronier (l'atelier du roman si incontrava al ronstand). Questi luoghi di aggregazione con ogni martedì, ogni mercoledì, una volta al mese, due capaci di produrre dei veri e propri miracoli. 

José Munoz cantare uno dei tanghi da lui composti, o Akosh duettare con geniali musicisti jazz. Voglia di fare più che di esserci, di condividere un progetto. La nouvelle vague di cui parlo esplose con i grandi scioperi del 95 in tutta la Francia. In questo senso la "proximité" si realizzava con la condivisione e la prossimità, all'altro innanzitutto e poi all'idea.

In questo senso la penso come Negri quando parla di un unico movimento che dalle origini cambiando nomi e territori, permane, e allora Spartaco, Jan Palach, Danny le rouge, gli uccelli, la pantera, i sans papiers, possono guardarsi tutti insieme, senza il ridicolo e sfacciato morphing che sposta lettere pesanti come P C D S, sperando di ingannare l'idea.

A me non fanno paura le ideologie, nè tanto meno le idee, a me più di tutto fa paura il nulla, che sia quello dei pubblicitari o quello delle società dell'arte, che per quel nulla non solo ti fanno pagare il biglietto ma in più ti lasciano capire che in fondo in fondo ti stanno facendo un piacere
effeffe</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Culture de la proximité, Andrea,</p>
<p>così chiamavamo la bellissima e inarrestabile vague che da Rue Oberkampf , con les Couleurs, lo Charbon,la favela chic, arrivava fino al canal st Martin con chez Said, l&#8217;atmosphere, l&#8217;Hotel du Nord. Luoghi, per lo più caffè dove si esibivano le migliori band parigine e non, con i noir desir e il sassofonista akosh, l&#8217;attirail, e dove le grandi riviste letterarie si incontravano (paso Doble all&#8217;atmosphere e perpendiculaire al marronier (l&#8217;atelier du roman si incontrava al ronstand). Questi luoghi di aggregazione con ogni martedì, ogni mercoledì, una volta al mese, due capaci di produrre dei veri e propri miracoli. </p>
<p>José Munoz cantare uno dei tanghi da lui composti, o Akosh duettare con geniali musicisti jazz. Voglia di fare più che di esserci, di condividere un progetto. La nouvelle vague di cui parlo esplose con i grandi scioperi del 95 in tutta la Francia. In questo senso la &#8220;proximité&#8221; si realizzava con la condivisione e la prossimità, all&#8217;altro innanzitutto e poi all&#8217;idea.</p>
<p>In questo senso la penso come Negri quando parla di un unico movimento che dalle origini cambiando nomi e territori, permane, e allora Spartaco, Jan Palach, Danny le rouge, gli uccelli, la pantera, i sans papiers, possono guardarsi tutti insieme, senza il ridicolo e sfacciato morphing che sposta lettere pesanti come P C D S, sperando di ingannare l&#8217;idea.</p>
<p>A me non fanno paura le ideologie, nè tanto meno le idee, a me più di tutto fa paura il nulla, che sia quello dei pubblicitari o quello delle società dell&#8217;arte, che per quel nulla non solo ti fanno pagare il biglietto ma in più ti lasciano capire che in fondo in fondo ti stanno facendo un piacere<br />
effeffe</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: andrea inglese</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/05/22/a-gamba-tesa-prima-parte/#comment-69908</link>
		<dc:creator>andrea inglese</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 May 2007 12:07:39 +0000</pubDate>
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		<description>Torno dopo un'apnea universitaria, e ritrovo un frizzante, corrosivo, e delicato Gamba Tesa: certo: ci sono numeri magici di pubblico: dove cinquanta è indice di gomiti stretti e libido alta, i gruppi delle caves di Vian, quelli dell'Helter Skeltern (cantina a ridosso del vecchio Leoncavallo, dove Filopat  e altri facevano venire gruppi di musica industriale clandestini nel mercato, ma decisivi nell'arte), quelli delle gallerie londinesi dove si esibivano i throbbing gristle, quelle di tante sale parigine di musica, e di ascolto della poesia, quelle di tante sale di teatro in Europa, cinquanta posti max, 
e l'obraz di Milano, vecchia cineteca che ci ha formato, quanti posti aveva? Pensiamo a cosa sarebbe stata la nostra bildung intellettuale e artistica, se ci fossimo dovuti ridurre solo ai grandi concerti di Bob Marley o Vasco Rossi...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Torno dopo un&#8217;apnea universitaria, e ritrovo un frizzante, corrosivo, e delicato Gamba Tesa: certo: ci sono numeri magici di pubblico: dove cinquanta è indice di gomiti stretti e libido alta, i gruppi delle caves di Vian, quelli dell&#8217;Helter Skeltern (cantina a ridosso del vecchio Leoncavallo, dove Filopat  e altri facevano venire gruppi di musica industriale clandestini nel mercato, ma decisivi nell&#8217;arte), quelli delle gallerie londinesi dove si esibivano i throbbing gristle, quelle di tante sale parigine di musica, e di ascolto della poesia, quelle di tante sale di teatro in Europa, cinquanta posti max,<br />
e l&#8217;obraz di Milano, vecchia cineteca che ci ha formato, quanti posti aveva? Pensiamo a cosa sarebbe stata la nostra bildung intellettuale e artistica, se ci fossimo dovuti ridurre solo ai grandi concerti di Bob Marley o Vasco Rossi&#8230;</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: effeffe</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/05/22/a-gamba-tesa-prima-parte/#comment-69892</link>
		<dc:creator>effeffe</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 May 2007 10:32:51 +0000</pubDate>
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		<description>@effe

ecco una riflessione che varrebbe la pena non affidare allo "scontato"- come si vede nelle librerie stive con le cifre 20/30/40 per cento in copertina a coprire titolo e nome.
Partiamo allora dalla prima autorità che valga la pena, quella dei maestri. C'è un passaggio in un testo pubblicato su sud qualche tempo fa e anche su NI (1) a firma di José Munoz che riproporrei:

http://www.nazioneindiana.com/2004/06/21/cosi-devi-fare/

dove tra l'altro dice:

Già allora intuivo che ero interessato al disegno narrativo, oltre che a rappresentare la luce e l’ombra di una scena: non ero ancora impressionato dallo spettacolo interiore delle persone, che è poi parte centrale dello spettacolo meraviglioso dell’esistenza. Ma questo lo impari dopo. Il disegno è toccare con emozione e con rispetto l’esistenza, lo spettacolo meraviglioso e terribile che abbiamo davanti agli occhi. Io subivo eccessi di crisi d’identità e tornavo a casa in mezzo a furie fredde ma sospettavo che i maestri sapessero quel che andavano dicendo. Breccia era un tipo di poche parole, dense, giuste, piazzate qua e là. Poi, Breccia e Pereyra, un altro prof della Panamericana, mi hanno trovato un posto nella bottega di Solano Lopez, disegnatore dell’Eternauta. C’erano Breccia, Pratt e c’era Solano, un pennello decisamente più asciutto. Solo dopo ho capito l’unicità del suo lavoro.

Quando sono arrivato da lui io tentavo delle cose un po’ alla Breccia un po’ alla Pratt tipo inchiostri succosi, arcigni, gesti cinesi e giapponesi, decisi e svolazzanti. Lui, invece, mi portava verso quello che voleva lui, i cieli di Buenos Aires per esempio, disegnati arando le nuvole rovesciate col pennello semiasciutto, spettinato come una pennellessa. I cieli bassi di quella che sarebbe diventata la Buenos Aires del futuro: una specie di veggenza quella storia, i cieli grigi degli invasori, pennelli asciutti che ferivano le nuvole e le spingevano giù nella città. Questa sensazione d’angoscia io cercavo di riprodurla usando linee troppo piene d’inchiostro: lui veniva e con la tempera morsicava e spettinava i miei tratti, cancellava e rifaceva dicendomi : “così devi fare”.
Solano è un grande creatore di atmosfere, uno che possiede l’anima viva di Buenos Aires, come Piazzolla.(...)

Alla scuola Panamericana, in una sorta di autismo creativo in via di definizione, c’era tra noi allievi un fumettistico spirito di competizione: gareggiavamo sorprendendoci a vicenda in mezzo a gridolini virili frantumati da urla adolescenziali. Apprendevamo dai maestri e dai compagni di classe e sentivamo le cose nel disegnarle. Con Solano vivevo un vero rapporto da maestro ad allievo, “all’antica”. In italiano usate la differenza tra autoritarismo e autorevolezza: siamo materia cosciente persa nell’universo con l’angoscia di sapere che moriremo e di ciò non ho mai sentito una spiegazione adeguata al mio comprendonio: nascere, morire, una situazione rischiosa. E allora ogni tanto capitano delle persone nelle diverse tribù, etnie, nazioni che hanno un plus nei loro cuori e di capacità organizzative. Insomma persone che tentano di onorare la vita riconoscendo almeno le ferite inflitte e autoinflitte nel tessuto sociale. 

(...)Pochi sanno che sono un rappresentante della scuola argentina perché pochi sanno che sono argentino e mi fanno passare per un europeo. In qualche modo lo sono, visto che l’argentino era europeo prima ancora che esistesse l’Europa unita. Io mi sento un figlio riconoscente, porto dentro di me i fuochi che i maestri hanno contribuito ad accendere e ad alimentare. Vado in giro per il mondo vendendo la mia merce spirituale con alti e bassi consapevole di aver avuto molta fortuna, la fortuna di capitare in quel momento fra tutte quelle persone creative, di averle sapute riconoscere e rispettare.

Ricordo con Don Alberto a scuola: ero lì a inchiostrare un disegno e usavo delle trame molto intrecciate, mettevo una macchia grigia accanto ad una macchia nera, e lui mi diceva: “guarda qua, hai fatto una macchia grigia che quando sarà stampata diventerà nera: questo non è il fumetto non devi mettere nero con nero”. Mi fa una scacchiera, un quadrante bianco accanto a uno nero e mi dice: “Muñoz, questo è il fumetto”. E lì ho smesso di usare i grigi. Per rappresentare luce e ombra c’era un limite netto, poi il limite comincia a tremare e così è nella vita. Noi siamo in questo parco delle meraviglie e siamo tendenzialmente malvagi e stupidi, capaci di divorare noi stessi: uno scacco matto, ma subito ci viene la voglia di giocare un’altra partita, di rimescolare le carte.

A proposito di rimescolare le carte mi viene in mente un disegno del Che Guevara di Breccia: da una parte del foglio c’era una cicciona disegnata da Filippo Scozzari - è interessante la visione tecnico coloristica della turista nord americana con gli occhiali anni sessanta - e dall’altro Alberto innamorandosi dello stupendo grigio della carta e senza guardare il retro, disegnò un ritratto del Che. In trasparenza, dove finisce la natica della cicciona inizia la nuca del Che.

Breccia manifestava un certo orgoglio nell’aver contribuito al mio cammino, lo scambio tra maestro e allievo è come la consegna di una torcia che l’allievo porta in sé con il compito di alimentarla. Diceva Quevedo: “Polvo seré, mas polvo enamorado”. Anch’io ho cercato di fare la mia parte, perpetuando il fuoco: il ruolo che ha giocato Breccia nel mio mestiere l’ho in un certo senso assunto con quelli che mi hanno seguito, quelli che da me hanno ricevuto.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@effe</p>
<p>ecco una riflessione che varrebbe la pena non affidare allo &#8220;scontato&#8221;- come si vede nelle librerie stive con le cifre 20/30/40 per cento in copertina a coprire titolo e nome.<br />
Partiamo allora dalla prima autorità che valga la pena, quella dei maestri. C&#8217;è un passaggio in un testo pubblicato su sud qualche tempo fa e anche su NI (1) a firma di José Munoz che riproporrei:</p>
<p><a href="http://www.nazioneindiana.com/2004/06/21/cosi-devi-fare/"  rel="nofollow">http://www.nazioneindiana.com/2004/06/21/cosi-devi-fare/</a></p>
<p>dove tra l&#8217;altro dice:</p>
<p>Già allora intuivo che ero interessato al disegno narrativo, oltre che a rappresentare la luce e l’ombra di una scena: non ero ancora impressionato dallo spettacolo interiore delle persone, che è poi parte centrale dello spettacolo meraviglioso dell’esistenza. Ma questo lo impari dopo. Il disegno è toccare con emozione e con rispetto l’esistenza, lo spettacolo meraviglioso e terribile che abbiamo davanti agli occhi. Io subivo eccessi di crisi d’identità e tornavo a casa in mezzo a furie fredde ma sospettavo che i maestri sapessero quel che andavano dicendo. Breccia era un tipo di poche parole, dense, giuste, piazzate qua e là. Poi, Breccia e Pereyra, un altro prof della Panamericana, mi hanno trovato un posto nella bottega di Solano Lopez, disegnatore dell’Eternauta. C’erano Breccia, Pratt e c’era Solano, un pennello decisamente più asciutto. Solo dopo ho capito l’unicità del suo lavoro.</p>
<p>Quando sono arrivato da lui io tentavo delle cose un po’ alla Breccia un po’ alla Pratt tipo inchiostri succosi, arcigni, gesti cinesi e giapponesi, decisi e svolazzanti. Lui, invece, mi portava verso quello che voleva lui, i cieli di Buenos Aires per esempio, disegnati arando le nuvole rovesciate col pennello semiasciutto, spettinato come una pennellessa. I cieli bassi di quella che sarebbe diventata la Buenos Aires del futuro: una specie di veggenza quella storia, i cieli grigi degli invasori, pennelli asciutti che ferivano le nuvole e le spingevano giù nella città. Questa sensazione d’angoscia io cercavo di riprodurla usando linee troppo piene d’inchiostro: lui veniva e con la tempera morsicava e spettinava i miei tratti, cancellava e rifaceva dicendomi : “così devi fare”.<br />
Solano è un grande creatore di atmosfere, uno che possiede l’anima viva di Buenos Aires, come Piazzolla.(&#8230;)</p>
<p>Alla scuola Panamericana, in una sorta di autismo creativo in via di definizione, c’era tra noi allievi un fumettistico spirito di competizione: gareggiavamo sorprendendoci a vicenda in mezzo a gridolini virili frantumati da urla adolescenziali. Apprendevamo dai maestri e dai compagni di classe e sentivamo le cose nel disegnarle. Con Solano vivevo un vero rapporto da maestro ad allievo, “all’antica”. In italiano usate la differenza tra autoritarismo e autorevolezza: siamo materia cosciente persa nell’universo con l’angoscia di sapere che moriremo e di ciò non ho mai sentito una spiegazione adeguata al mio comprendonio: nascere, morire, una situazione rischiosa. E allora ogni tanto capitano delle persone nelle diverse tribù, etnie, nazioni che hanno un plus nei loro cuori e di capacità organizzative. Insomma persone che tentano di onorare la vita riconoscendo almeno le ferite inflitte e autoinflitte nel tessuto sociale. </p>
<p>(&#8230;)Pochi sanno che sono un rappresentante della scuola argentina perché pochi sanno che sono argentino e mi fanno passare per un europeo. In qualche modo lo sono, visto che l’argentino era europeo prima ancora che esistesse l’Europa unita. Io mi sento un figlio riconoscente, porto dentro di me i fuochi che i maestri hanno contribuito ad accendere e ad alimentare. Vado in giro per il mondo vendendo la mia merce spirituale con alti e bassi consapevole di aver avuto molta fortuna, la fortuna di capitare in quel momento fra tutte quelle persone creative, di averle sapute riconoscere e rispettare.</p>
<p>Ricordo con Don Alberto a scuola: ero lì a inchiostrare un disegno e usavo delle trame molto intrecciate, mettevo una macchia grigia accanto ad una macchia nera, e lui mi diceva: “guarda qua, hai fatto una macchia grigia che quando sarà stampata diventerà nera: questo non è il fumetto non devi mettere nero con nero”. Mi fa una scacchiera, un quadrante bianco accanto a uno nero e mi dice: “Muñoz, questo è il fumetto”. E lì ho smesso di usare i grigi. Per rappresentare luce e ombra c’era un limite netto, poi il limite comincia a tremare e così è nella vita. Noi siamo in questo parco delle meraviglie e siamo tendenzialmente malvagi e stupidi, capaci di divorare noi stessi: uno scacco matto, ma subito ci viene la voglia di giocare un’altra partita, di rimescolare le carte.</p>
<p>A proposito di rimescolare le carte mi viene in mente un disegno del Che Guevara di Breccia: da una parte del foglio c’era una cicciona disegnata da Filippo Scozzari - è interessante la visione tecnico coloristica della turista nord americana con gli occhiali anni sessanta - e dall’altro Alberto innamorandosi dello stupendo grigio della carta e senza guardare il retro, disegnò un ritratto del Che. In trasparenza, dove finisce la natica della cicciona inizia la nuca del Che.</p>
<p>Breccia manifestava un certo orgoglio nell’aver contribuito al mio cammino, lo scambio tra maestro e allievo è come la consegna di una torcia che l’allievo porta in sé con il compito di alimentarla. Diceva Quevedo: “Polvo seré, mas polvo enamorado”. Anch’io ho cercato di fare la mia parte, perpetuando il fuoco: il ruolo che ha giocato Breccia nel mio mestiere l’ho in un certo senso assunto con quelli che mi hanno seguito, quelli che da me hanno ricevuto.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: effeffe</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/05/22/a-gamba-tesa-prima-parte/#comment-69885</link>
		<dc:creator>effeffe</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 May 2007 09:51:58 +0000</pubDate>
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		<description>ehi turo
almeno cambia nick
sennò John (fante) ti viene in sonno
e ti trasforma in una pagina di Melissa P
effeffe
ps
a proposito dei costumi sessuali dei comunisti dandy ti rimando
al manifesto (ed. La camera verde) poi mi vieni a trovare
e te lo dedico</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>ehi turo<br />
almeno cambia nick<br />
sennò John (fante) ti viene in sonno<br />
e ti trasforma in una pagina di Melissa P<br />
effeffe<br />
ps<br />
a proposito dei costumi sessuali dei comunisti dandy ti rimando<br />
al manifesto (ed. La camera verde) poi mi vieni a trovare<br />
e te lo dedico</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: turobandini</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/05/22/a-gamba-tesa-prima-parte/#comment-69884</link>
		<dc:creator>turobandini</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 May 2007 09:35:36 +0000</pubDate>
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		<description>perchè non sei semplicemente andato alle feste a bere ballare scoparti qualche pseudo scrittrice pseudo fotografa pseudo intellettuale del cazzo
perchè tutte ste pippe? cosa vi aspettate da una fiera o da un festival?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>perchè non sei semplicemente andato alle feste a bere ballare scoparti qualche pseudo scrittrice pseudo fotografa pseudo intellettuale del cazzo<br />
perchè tutte ste pippe? cosa vi aspettate da una fiera o da un festival?</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Effe</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/05/22/a-gamba-tesa-prima-parte/#comment-69882</link>
		<dc:creator>Effe</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 May 2007 09:23:15 +0000</pubDate>
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		<description>Energia e generosità
Lo avevi detto, lo avevi dentro.

Di cosa parliamo, quando parliamo d'autore?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Energia e generosità<br />
Lo avevi detto, lo avevi dentro.</p>
<p>Di cosa parliamo, quando parliamo d&#8217;autore?</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: maurogasparini</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/05/22/a-gamba-tesa-prima-parte/#comment-69881</link>
		<dc:creator>maurogasparini</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 May 2007 09:14:46 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2007/05/22/a-gamba-tesa-prima-parte/#comment-69881</guid>
		<description>mi viene da dire: non tutta, ma temo il pernacchio che inevitabilmente ne seguirebbe.
(il che non basta a dis-convincermi)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>mi viene da dire: non tutta, ma temo il pernacchio che inevitabilmente ne seguirebbe.<br />
(il che non basta a dis-convincermi)</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: effeffe</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/05/22/a-gamba-tesa-prima-parte/#comment-69879</link>
		<dc:creator>effeffe</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 May 2007 08:52:41 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2007/05/22/a-gamba-tesa-prima-parte/#comment-69879</guid>
		<description>un po'?
effeffe</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>un po&#8217;?<br />
effeffe</p>
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	</item>
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