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	<title>Commenti a: L&#8217;editing come terapia</title>
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	<pubDate>Mon, 08 Sep 2008 00:57:00 +0000</pubDate>
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		<title>Di: Andrea Raos</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/05/22/lediting-come-terapia/#comment-70182</link>
		<dc:creator>Andrea Raos</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 May 2007 10:58:55 +0000</pubDate>
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		<description>Ricevo da un amico questa frase di Gertrude Stein, tratta da &lt;em&gt;How to write&lt;/em&gt;:

"a sentence should be arbitrary it should not please be better"

Il mio amico sottolinea il "be better", e così faccio anch'io.
</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ricevo da un amico questa frase di Gertrude Stein, tratta da <em>How to write</em>:</p>
<p>&#8220;a sentence should be arbitrary it should not please be better&#8221;</p>
<p>Il mio amico sottolinea il &#8220;be better&#8221;, e così faccio anch&#8217;io.</p>
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		<title>Di: Giuseppe Iannozzi</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/05/22/lediting-come-terapia/#comment-70084</link>
		<dc:creator>Giuseppe Iannozzi</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 May 2007 07:38:21 +0000</pubDate>
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		<description>Carver aveva buttato giù l'idea, Gordon Fish l'ha portata a termine rivista e corretta completamente. 
Sono dell'avviso che si dovrebbe parlare della coppia Carver and Lish, piuttosto che di Carver e di carverismo. Il minimalismo è una forma d'artigianato a due, peraltro riuscita proprio male a mio avviso.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Carver aveva buttato giù l&#8217;idea, Gordon Fish l&#8217;ha portata a termine rivista e corretta completamente.<br />
Sono dell&#8217;avviso che si dovrebbe parlare della coppia Carver and Lish, piuttosto che di Carver e di carverismo. Il minimalismo è una forma d&#8217;artigianato a due, peraltro riuscita proprio male a mio avviso.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: latrippa</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/05/22/lediting-come-terapia/#comment-70074</link>
		<dc:creator>latrippa</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 May 2007 20:42:51 +0000</pubDate>
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		<description>Vi prego di scusarmi.
E soprattutto prego Grazia di scusarmi.
Perche' e' Grazia il suo nome esatto.

http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?shop=2908&#38;isbn=8807814315</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Vi prego di scusarmi.<br />
E soprattutto prego Grazia di scusarmi.<br />
Perche&#8217; e&#8217; Grazia il suo nome esatto.</p>
<p><a href="http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?shop=2908&amp;isbn=8807814315" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('outclick-comm/www.internetbookshop.it');" rel="nofollow">http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?shop=2908&amp;isbn=8807814315</a></p>
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		<title>Di: Enrico</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/05/22/lediting-come-terapia/#comment-70073</link>
		<dc:creator>Enrico</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 May 2007 20:25:54 +0000</pubDate>
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		<description>Gianni Biondillo chiedeva quali siano gli autori che vengono completamente riscritti.
Credo che Raymond Carver sia uno di questi. Se ricordo correttamente, alcuni anni fa furono ritrovati molti suoi dattiloscritti originali, e fu una sorpresa scoprire quanto diversi fossero dalle opere finali pubblicate, che erano state riscritte da cima a fondo da un editor, Gordon Lish.
Però l'idea di un editor che interviene così pesantemente mi fa pensare più alla parola "artigianato" che alla parola "arte". Sì, mi rendo conto che questa mia frase suona molto ingenua :-)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Gianni Biondillo chiedeva quali siano gli autori che vengono completamente riscritti.<br />
Credo che Raymond Carver sia uno di questi. Se ricordo correttamente, alcuni anni fa furono ritrovati molti suoi dattiloscritti originali, e fu una sorpresa scoprire quanto diversi fossero dalle opere finali pubblicate, che erano state riscritte da cima a fondo da un editor, Gordon Lish.<br />
Però l&#8217;idea di un editor che interviene così pesantemente mi fa pensare più alla parola &#8220;artigianato&#8221; che alla parola &#8220;arte&#8221;. Sì, mi rendo conto che questa mia frase suona molto ingenua :-)</p>
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	</item>
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		<title>Di: Luminamenti</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/05/22/lediting-come-terapia/#comment-70072</link>
		<dc:creator>Luminamenti</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 May 2007 20:05:30 +0000</pubDate>
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		<description>GRAN bel libro quello di Maria grazia Cherchi</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>GRAN bel libro quello di Maria grazia Cherchi</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: latrippa</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/05/22/lediting-come-terapia/#comment-69914</link>
		<dc:creator>latrippa</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 May 2007 12:46:29 +0000</pubDate>
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		<description>Qualche anno fa ho letto un piccolo libro di Maria Grazia Cherchi, "Scompartimento per lettori e taciturni".
Quando il libro e' uscito, Maria Grazia era gia' morta. 
In esso erano raccolti alcuni suoi scritti, apparsi su giornali o periodici, in vari modi connessi con la lettura della produzione letteraria corrente.
La lettura era il lavoro di Maria Grazia, la cui attivita' definirei senza dubbio e principalmente come quella di un "editor".
Consiglierei davvero a tutti di leggere quel libro, proprio per avere una idea di quale sia e in che cosa consista, dal punto di vista di una persona che senza esitazioni definirei intellettualmente onesta, l'attivita' di editing dei testi altrui.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Qualche anno fa ho letto un piccolo libro di Maria Grazia Cherchi, &#8220;Scompartimento per lettori e taciturni&#8221;.<br />
Quando il libro e&#8217; uscito, Maria Grazia era gia&#8217; morta.<br />
In esso erano raccolti alcuni suoi scritti, apparsi su giornali o periodici, in vari modi connessi con la lettura della produzione letteraria corrente.<br />
La lettura era il lavoro di Maria Grazia, la cui attivita&#8217; definirei senza dubbio e principalmente come quella di un &#8220;editor&#8221;.<br />
Consiglierei davvero a tutti di leggere quel libro, proprio per avere una idea di quale sia e in che cosa consista, dal punto di vista di una persona che senza esitazioni definirei intellettualmente onesta, l&#8217;attivita&#8217; di editing dei testi altrui.</p>
]]></content:encoded>
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	<item>
		<title>Di: Alessandro Morgillo</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/05/22/lediting-come-terapia/#comment-69905</link>
		<dc:creator>Alessandro Morgillo</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 May 2007 11:56:49 +0000</pubDate>
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		<description>@ luminamenti

Pare che il lettore archetipico sia stato creato col materiale primigenio della rivelazione e rappresenti la sempiterna esperienza della divinità, di cui dischiude all’uomo il presentimento, proteggendolo al contempo dal contatto diretto con essa.  Pare che il lettore archetipico, in virtù della sua numinosità naturale, si liberi del tutto da ogni controllo cosciente dello scrittore, conseguendo piena indipendenza da esso, possedendolo nell’anima fino a castrarne ogni intuizione liberatoria. La verità è che il lettore archetipico è la communis opinio che combatte chiunque osi elevarsi al di sopra del fango per farsi non dio ma Uomo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@ luminamenti</p>
<p>Pare che il lettore archetipico sia stato creato col materiale primigenio della rivelazione e rappresenti la sempiterna esperienza della divinità, di cui dischiude all’uomo il presentimento, proteggendolo al contempo dal contatto diretto con essa.  Pare che il lettore archetipico, in virtù della sua numinosità naturale, si liberi del tutto da ogni controllo cosciente dello scrittore, conseguendo piena indipendenza da esso, possedendolo nell’anima fino a castrarne ogni intuizione liberatoria. La verità è che il lettore archetipico è la communis opinio che combatte chiunque osi elevarsi al di sopra del fango per farsi non dio ma Uomo.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Luminamenti</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/05/22/lediting-come-terapia/#comment-69867</link>
		<dc:creator>Luminamenti</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 May 2007 05:03:30 +0000</pubDate>
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		<description>In quanto alla normalizzazione, penso che questa a venga a monte, e cioè già nella mente di chi scrive pensando di mandare un testo a una casa editrice. un problema di smascherare le mentalità. Se uno studia come si forma una mentalità, il processo è palese. Il colpevole principale è il lettore, ormai decisamente analfabeta. Le cause sono lunghe da descrivere.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>In quanto alla normalizzazione, penso che questa a venga a monte, e cioè già nella mente di chi scrive pensando di mandare un testo a una casa editrice. un problema di smascherare le mentalità. Se uno studia come si forma una mentalità, il processo è palese. Il colpevole principale è il lettore, ormai decisamente analfabeta. Le cause sono lunghe da descrivere.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Luminamenti</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/05/22/lediting-come-terapia/#comment-69866</link>
		<dc:creator>Luminamenti</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 May 2007 04:51:51 +0000</pubDate>
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		<description>Beh, a occhio e croce direi che ci sono più incompetenti di editing che di psicoterapia, quanto meno perché i percorsi di riconoscimento sono differenti. In quanto all'idea banale che l'editor imbrigli la scrittura, non credo che ci siano persone che lo pensino realmente. Piuttosto penso che l'editor sia diventato il parafulmine di un processo di rifiuto della normalizzazione e omologazione negli stili di scrittura, che in verità sembrano sempre più eguali. Ma, di questo, non è l'editor il principale imputato.

In quanto all'analogia con il processo psicoterapeutico, mi sembra forzato, superfluo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Beh, a occhio e croce direi che ci sono più incompetenti di editing che di psicoterapia, quanto meno perché i percorsi di riconoscimento sono differenti. In quanto all&#8217;idea banale che l&#8217;editor imbrigli la scrittura, non credo che ci siano persone che lo pensino realmente. Piuttosto penso che l&#8217;editor sia diventato il parafulmine di un processo di rifiuto della normalizzazione e omologazione negli stili di scrittura, che in verità sembrano sempre più eguali. Ma, di questo, non è l&#8217;editor il principale imputato.</p>
<p>In quanto all&#8217;analogia con il processo psicoterapeutico, mi sembra forzato, superfluo.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: alcor</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/05/22/lediting-come-terapia/#comment-69863</link>
		<dc:creator>alcor</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 May 2007 21:01:26 +0000</pubDate>
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		<description>Ci sono anche editor che fanno circolare la voce di aver corposamente lavorato su testi di autori di nome per acchiappar gonzi che si facciano curare da loro, e alzare i prezzi, ché il mercato dell'aspirante è ricco e variegato.

Ma come ha detto più d'uno qui, se non si fanno i nomi  tutto questo è Bar. Siccome non si possono fare, perché fatti i nomi poi ci vogliono anche le prove, non so bene a cosa serva. C'è da imparare qualcosa? Non mi pare.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ci sono anche editor che fanno circolare la voce di aver corposamente lavorato su testi di autori di nome per acchiappar gonzi che si facciano curare da loro, e alzare i prezzi, ché il mercato dell&#8217;aspirante è ricco e variegato.</p>
<p>Ma come ha detto più d&#8217;uno qui, se non si fanno i nomi  tutto questo è Bar. Siccome non si possono fare, perché fatti i nomi poi ci vogliono anche le prove, non so bene a cosa serva. C&#8217;è da imparare qualcosa? Non mi pare.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Alessandro Morgillo</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/05/22/lediting-come-terapia/#comment-69855</link>
		<dc:creator>Alessandro Morgillo</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 May 2007 18:34:49 +0000</pubDate>
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		<description>Sì, Valter, funziona esattamente come hai detto. Naturalmente i criteri di pubblicabilità di un libro non sono sempre condivisibili. E tu lo sai benissimo. Io faccio leggere i mei scritti ad alcuni addetti ai lavori. Minori. E le loro risposte sono sempre ciniche, lucide e distaccate. Garanzia di qualità.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sì, Valter, funziona esattamente come hai detto. Naturalmente i criteri di pubblicabilità di un libro non sono sempre condivisibili. E tu lo sai benissimo. Io faccio leggere i mei scritti ad alcuni addetti ai lavori. Minori. E le loro risposte sono sempre ciniche, lucide e distaccate. Garanzia di qualità.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Alessandro Morgillo</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/05/22/lediting-come-terapia/#comment-69852</link>
		<dc:creator>Alessandro Morgillo</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 May 2007 18:05:55 +0000</pubDate>
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		<description>No, Valter. Non sarebbe corretto. Ed in ogni caso la cosa non è dimostrabile senza l'ammissione pubblica dei diretti interessati. Bisogna invece, per onestà intellettuale, scrivere che l'editing è necessario. Sempre.  Soprattutto per la narrativa popolare. La cui qualità maggiore sta nell'accessibilità. Spesso si riesce ancora a godere di buoni prodotti. 
Buona serata.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>No, Valter. Non sarebbe corretto. Ed in ogni caso la cosa non è dimostrabile senza l&#8217;ammissione pubblica dei diretti interessati. Bisogna invece, per onestà intellettuale, scrivere che l&#8217;editing è necessario. Sempre.  Soprattutto per la narrativa popolare. La cui qualità maggiore sta nell&#8217;accessibilità. Spesso si riesce ancora a godere di buoni prodotti.<br />
Buona serata.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: valter binaghi</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/05/22/lediting-come-terapia/#comment-69851</link>
		<dc:creator>valter binaghi</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 May 2007 17:50:11 +0000</pubDate>
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		<description>Sempre a Morgillo.
Il lettore "di fiducia", se è un amico o anche conoscentre, meglio che legga il libro una volta pubblicato. Chi mi dà un giudizio di pubblicabilità NON DEVE essere uno che mi vuole vedere pubblicato perchè mi ama e stima, ma uno a cui non importa un cazzo di me, e il motivo per volermi pubblicato glielo deve dare solo e unicamente il libro. Così funziona.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sempre a Morgillo.<br />
Il lettore &#8220;di fiducia&#8221;, se è un amico o anche conoscentre, meglio che legga il libro una volta pubblicato. Chi mi dà un giudizio di pubblicabilità NON DEVE essere uno che mi vuole vedere pubblicato perchè mi ama e stima, ma uno a cui non importa un cazzo di me, e il motivo per volermi pubblicato glielo deve dare solo e unicamente il libro. Così funziona.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: valter binaghi</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/05/22/lediting-come-terapia/#comment-69850</link>
		<dc:creator>valter binaghi</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 May 2007 17:45:20 +0000</pubDate>
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		<description>Morgillo, non so chi sia il tuo amico romano, ma bazzico per case editrici da qualche annetto e ho versioni diverse. 
Libri rifatti con un editing pesante ce n'è, e qualche volta ho contribuito anch'io, ma NON si tratta di letteratura. Per lo più sono ricerche storiche, biografie di gente famosa o testimonianze che vale la pena pubblicare ma non hanno dietro una penna brillante. Così ce la mette l'editore. Se invece parliamo di scrittori di fama in realtà riscritti, allora dico anch'io con Biondillo: fuori nomi e cognomi, che li sputtaniamo una volta per tutte.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Morgillo, non so chi sia il tuo amico romano, ma bazzico per case editrici da qualche annetto e ho versioni diverse.<br />
Libri rifatti con un editing pesante ce n&#8217;è, e qualche volta ho contribuito anch&#8217;io, ma NON si tratta di letteratura. Per lo più sono ricerche storiche, biografie di gente famosa o testimonianze che vale la pena pubblicare ma non hanno dietro una penna brillante. Così ce la mette l&#8217;editore. Se invece parliamo di scrittori di fama in realtà riscritti, allora dico anch&#8217;io con Biondillo: fuori nomi e cognomi, che li sputtaniamo una volta per tutte.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Alessandro Morgillo</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/05/22/lediting-come-terapia/#comment-69847</link>
		<dc:creator>Alessandro Morgillo</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 May 2007 17:35:05 +0000</pubDate>
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		<description>Gianni Biondillo, c'&#232; un errore di battutura. La frase corretta dovrebbe essere: &lt;em&gt;Ho un amico che insegna all&#8217;Universit&#224; dove ha avuto una cattedra di recente &lt;strong&gt;il &lt;/strong&gt;nuovo Proust.&lt;/em&gt; I nomi non te li faccio. Neanche in privato. Non posso tradire la fiducia del mio amico. Ma se il tutto &#232; arrivato a lui potrebbe arrivare anche a te. Mi sembra naturale poi che un ottimo editor non sia necessariamente un buono scrittore. In ogni caso, non voglio fare polemica con te. Perch&#233; stimo il tuo lavoro. E ho sbagliato a perdere il controllo. Cos&#236; rischio di fare solo illazioni...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Gianni Biondillo, c&#8217;&egrave; un errore di battutura. La frase corretta dovrebbe essere: <em>Ho un amico che insegna all&rsquo;Universit&agrave; dove ha avuto una cattedra di recente <strong>il </strong>nuovo Proust.</em> I nomi non te li faccio. Neanche in privato. Non posso tradire la fiducia del mio amico. Ma se il tutto &egrave; arrivato a lui potrebbe arrivare anche a te. Mi sembra naturale poi che un ottimo editor non sia necessariamente un buono scrittore. In ogni caso, non voglio fare polemica con te. Perch&eacute; stimo il tuo lavoro. E ho sbagliato a perdere il controllo. Cos&igrave; rischio di fare solo illazioni&#8230;</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Chapuce</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/05/22/lediting-come-terapia/#comment-69844</link>
		<dc:creator>Chapuce</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 May 2007 17:21:06 +0000</pubDate>
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		<description>ma cos'è questa storia che l'editor supera lo scrittore, sfatiamola!
io non ci credo!
il talento è e deve essere dello scrittore, l'editor è un aiuto, un supporto, una spalla.
il merito è di chi ci mette la testa, le idee, lo spirito.

Buona cena a tutti</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>ma cos&#8217;è questa storia che l&#8217;editor supera lo scrittore, sfatiamola!<br />
io non ci credo!<br />
il talento è e deve essere dello scrittore, l&#8217;editor è un aiuto, un supporto, una spalla.<br />
il merito è di chi ci mette la testa, le idee, lo spirito.</p>
<p>Buona cena a tutti</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: gianni biondillo</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/05/22/lediting-come-terapia/#comment-69839</link>
		<dc:creator>gianni biondillo</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 May 2007 17:09:30 +0000</pubDate>
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		<description>Ma se questi editor sono così bravi a scrivere libri che vendono, perché non li scrivono direttamente? Non trovate tutto ciò dietrologico? 
Ed infatti appena l'editor che si pavoneggia di aver editato best seller pubblica il suo di romanzo, non se lo caga nessuno. Qualcosa vorrà dire, no?

Poi, Alessandro cos'è una cattedra "in nuovo Proust"? non capisco...

in ogni caso se non puoi fare i nomi in pubblico fammeli in privato: scrivimi all'email di NI, sono davvero curioso.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ma se questi editor sono così bravi a scrivere libri che vendono, perché non li scrivono direttamente? Non trovate tutto ciò dietrologico?<br />
Ed infatti appena l&#8217;editor che si pavoneggia di aver editato best seller pubblica il suo di romanzo, non se lo caga nessuno. Qualcosa vorrà dire, no?</p>
<p>Poi, Alessandro cos&#8217;è una cattedra &#8220;in nuovo Proust&#8221;? non capisco&#8230;</p>
<p>in ogni caso se non puoi fare i nomi in pubblico fammeli in privato: scrivimi all&#8217;email di NI, sono davvero curioso.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Alessandro Morgillo</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/05/22/lediting-come-terapia/#comment-69838</link>
		<dc:creator>Alessandro Morgillo</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 May 2007 17:01:31 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2007/05/22/lediting-come-terapia/#comment-69838</guid>
		<description>Il Signor Valter Binaghi saprà benissimo che un autore fa SEMPRE leggere  il suo lavoro a persone di cui si fida. Quindi per me sta discettando di papaveri. Sulla figura del lettore archetipico poi le risposi già a suo tempo. Non sono uno che si ripete.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Il Signor Valter Binaghi saprà benissimo che un autore fa SEMPRE leggere  il suo lavoro a persone di cui si fida. Quindi per me sta discettando di papaveri. Sulla figura del lettore archetipico poi le risposi già a suo tempo. Non sono uno che si ripete.</p>
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		<title>Di: Giuseppe Iannozzi</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/05/22/lediting-come-terapia/#comment-69836</link>
		<dc:creator>Giuseppe Iannozzi</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 May 2007 16:59:13 +0000</pubDate>
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		<description>Ecco, Valter, con te posso essere d'accordo: anzi, quasi del tutto. 
Se l'editor ti chiede di rivedere, perché no, purché non sia un imperativo &lt;i&gt;"riscrivi tutto, perché così non vende"&lt;/i&gt;. Se si tratta di fare delle revisioni, bene: ma che sia l'autore a farsele le correzioni, su suggerimento dell'editor anche. Uno scrittore che sia tale è uno capace di correggersi proprio come la bella citazione che hai portato di William B. Yeats.
Discorso totalmente diverso se uno scrittore - scrittore! si fa per dire - scrive un canovaccio e lo affida all'editor o agli editor; o se il libro, seppur buono, viene riscritto dall'editor per un suo uzzolo ombellicale o per far contento l'editore; e poi magari l'autore dice che sì, purché lo si paghi e si metta il nome suo in copertina e non quello dell'editor.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ecco, Valter, con te posso essere d&#8217;accordo: anzi, quasi del tutto.<br />
Se l&#8217;editor ti chiede di rivedere, perché no, purché non sia un imperativo <i>&#8220;riscrivi tutto, perché così non vende&#8221;</i>. Se si tratta di fare delle revisioni, bene: ma che sia l&#8217;autore a farsele le correzioni, su suggerimento dell&#8217;editor anche. Uno scrittore che sia tale è uno capace di correggersi proprio come la bella citazione che hai portato di William B. Yeats.<br />
Discorso totalmente diverso se uno scrittore - scrittore! si fa per dire - scrive un canovaccio e lo affida all&#8217;editor o agli editor; o se il libro, seppur buono, viene riscritto dall&#8217;editor per un suo uzzolo ombellicale o per far contento l&#8217;editore; e poi magari l&#8217;autore dice che sì, purché lo si paghi e si metta il nome suo in copertina e non quello dell&#8217;editor.</p>
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		<title>Di: Alessandro Morgillo</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/05/22/lediting-come-terapia/#comment-69835</link>
		<dc:creator>Alessandro Morgillo</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 May 2007 16:50:48 +0000</pubDate>
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		<description>Sto parlando di autori che campano dei loro libri. Uno di loro da ragazzino l'ho divorato. Ho un amico che insegna all'Università dove ha avuto una cattedra di recente in nuovo Proust. Questo mio amico, ben informato dei fatti (non sto parlando delle solite chiacchiere da corridoio), mi ha raccontato delle cose inquietante. I nomi non posso farli. Non ha nessuno alla spalle. Io. Mi dispiace, ma a me degli autori ancora interessa. Certo, so godere anche dei libri. Quando sono editati bene danno lo stesso piacere di un pop-corn movie.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sto parlando di autori che campano dei loro libri. Uno di loro da ragazzino l&#8217;ho divorato. Ho un amico che insegna all&#8217;Università dove ha avuto una cattedra di recente in nuovo Proust. Questo mio amico, ben informato dei fatti (non sto parlando delle solite chiacchiere da corridoio), mi ha raccontato delle cose inquietante. I nomi non posso farli. Non ha nessuno alla spalle. Io. Mi dispiace, ma a me degli autori ancora interessa. Certo, so godere anche dei libri. Quando sono editati bene danno lo stesso piacere di un pop-corn movie.</p>
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		<title>Di: valter binaghi</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/05/22/lediting-come-terapia/#comment-69834</link>
		<dc:creator>valter binaghi</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 May 2007 16:48:02 +0000</pubDate>
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		<description>Morgillo, non si tratta di imporre uno stile INVECE di un altro ma di chiedere all'autore di essere fedele al proprio stile e alla propria storia. Il lato terapeutico sta nel fatto che chi pretende di essere l'unico giudice del proprio lavoro e non si lascia non dico imporre ma nemmeno proporre correzioni non è interessato al lettore, perchè piaccia o no in quel momento l'editor rappresenta quello prima che l'editore. Uno scrittore non è semplicemente uno che scrive, è uno che scrive per essere letto. Banale ma significativa differenza tra genitalità della scrittura e onanismo narcisistico.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Morgillo, non si tratta di imporre uno stile INVECE di un altro ma di chiedere all&#8217;autore di essere fedele al proprio stile e alla propria storia. Il lato terapeutico sta nel fatto che chi pretende di essere l&#8217;unico giudice del proprio lavoro e non si lascia non dico imporre ma nemmeno proporre correzioni non è interessato al lettore, perchè piaccia o no in quel momento l&#8217;editor rappresenta quello prima che l&#8217;editore. Uno scrittore non è semplicemente uno che scrive, è uno che scrive per essere letto. Banale ma significativa differenza tra genitalità della scrittura e onanismo narcisistico.</p>
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		<title>Di: gianni biondillo</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/05/22/lediting-come-terapia/#comment-69833</link>
		<dc:creator>gianni biondillo</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 May 2007 16:23:39 +0000</pubDate>
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		<description>Alessandro scrive:
"ci sono autori di grande fama che vengono completamente riscritti".

Bene. A questo punto voglio i nomi e i cognomi. O io sono l'unico coglione che non li sa?
Qui stiamo parlando di narrativa, vero? Non di personaggi televisivi che scrivono le loro memorie, o di veline che raccontano il loro successo, o di calciatori che raccolgono barzellette, giusto?
Bene: nomi e cognomi.

E in ogni caso: se a questi autori sta bene essere radicalmente stravolti dove sta il problema per il lettore? Chi legge, legge un libro o legge un autore? Chi se ne frega, in fondo dell'autore? A me interessa il libro: se un autore non ha le palle per imporre la sua scrittura, perché dovrei giudicare il suo editor e non lui?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Alessandro scrive:<br />
&#8220;ci sono autori di grande fama che vengono completamente riscritti&#8221;.</p>
<p>Bene. A questo punto voglio i nomi e i cognomi. O io sono l&#8217;unico coglione che non li sa?<br />
Qui stiamo parlando di narrativa, vero? Non di personaggi televisivi che scrivono le loro memorie, o di veline che raccontano il loro successo, o di calciatori che raccolgono barzellette, giusto?<br />
Bene: nomi e cognomi.</p>
<p>E in ogni caso: se a questi autori sta bene essere radicalmente stravolti dove sta il problema per il lettore? Chi legge, legge un libro o legge un autore? Chi se ne frega, in fondo dell&#8217;autore? A me interessa il libro: se un autore non ha le palle per imporre la sua scrittura, perché dovrei giudicare il suo editor e non lui?</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Alessandro Morgillo</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/05/22/lediting-come-terapia/#comment-69829</link>
		<dc:creator>Alessandro Morgillo</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 May 2007 16:01:07 +0000</pubDate>
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		<description>L’editor non è uno psicoterapeuta. È come se qualcuno, ad esempio, volesse sostenere che i surrealisti erano schizofrenici perché nella loro scrittura si perdevano i comuni nessi associativi  propri del normale svolgimento logico del pensiero. È come se qualcuno volesse sostenesse che oggi tutti quelli che sperimentano, nel tentativo di incidere attivamente sulla percezione della realtà del proprio tempo, debbano essere ricondotti alla norma condivisa. Si vive nella dittatura del canone. Questo è innegabile. Di una razionalità che sfocia nella superstizione. Il vero editor accorda le nota stonate. Mai dovrebbe pronunciarsi sulla struttura sintattica di un testo. Ma lo fa quasi sempre. Nella preselezione dei manoscritti da editare. Poi, al di là della testimonianza, assolutamente onesta e sincera di Biondillo su Nazione Indiana, ci sono autori di grande fama che vengono completamente riscritti. All’editore presentano dei veri e propri canovacci. Non sono leggende metropolitane. Ma dati di fatto, assolutamente confermati dagli addetti ai lavori, nell’intimità dei loro ambienti di fiducia. E il dramma è che uno di questi autori è secondo me il migliore scrittore di genere della sua generazione! E che sia stato selvaggiamente editato è irrilevante ai fini del risultato letterario. La verità è che nessuno mai oserà editare un Grande Scrittore. Si limiteranno a non pubblicarlo. A confinarlo in qualche piccola casa editrice.  Dandogli dell’esaltato.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>L’editor non è uno psicoterapeuta. È come se qualcuno, ad esempio, volesse sostenere che i surrealisti erano schizofrenici perché nella loro scrittura si perdevano i comuni nessi associativi  propri del normale svolgimento logico del pensiero. È come se qualcuno volesse sostenesse che oggi tutti quelli che sperimentano, nel tentativo di incidere attivamente sulla percezione della realtà del proprio tempo, debbano essere ricondotti alla norma condivisa. Si vive nella dittatura del canone. Questo è innegabile. Di una razionalità che sfocia nella superstizione. Il vero editor accorda le nota stonate. Mai dovrebbe pronunciarsi sulla struttura sintattica di un testo. Ma lo fa quasi sempre. Nella preselezione dei manoscritti da editare. Poi, al di là della testimonianza, assolutamente onesta e sincera di Biondillo su Nazione Indiana, ci sono autori di grande fama che vengono completamente riscritti. All’editore presentano dei veri e propri canovacci. Non sono leggende metropolitane. Ma dati di fatto, assolutamente confermati dagli addetti ai lavori, nell’intimità dei loro ambienti di fiducia. E il dramma è che uno di questi autori è secondo me il migliore scrittore di genere della sua generazione! E che sia stato selvaggiamente editato è irrilevante ai fini del risultato letterario. La verità è che nessuno mai oserà editare un Grande Scrittore. Si limiteranno a non pubblicarlo. A confinarlo in qualche piccola casa editrice.  Dandogli dell’esaltato.</p>
]]></content:encoded>
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	<item>
		<title>Di: valter binaghi</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/05/22/lediting-come-terapia/#comment-69824</link>
		<dc:creator>valter binaghi</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 May 2007 15:13:18 +0000</pubDate>
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		<description>"Correggendo le mie opere correggo me stesso" (W.B.Yeats)

L'editing è terapeutico solo se è assunto, fatto proprio dall'autore, meglio se direttamente da lui anche se su proposta dell'editor.
Se no è pura castrazione, vissuto frustrante e irredento.
Accettandolo senza condividerlo l'autore si sottomette all'imprenditore, per gusto o per mercato che sia.  Credo che il vero confine sia questo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Correggendo le mie opere correggo me stesso&#8221; (W.B.Yeats)</p>
<p>L&#8217;editing è terapeutico solo se è assunto, fatto proprio dall&#8217;autore, meglio se direttamente da lui anche se su proposta dell&#8217;editor.<br />
Se no è pura castrazione, vissuto frustrante e irredento.<br />
Accettandolo senza condividerlo l&#8217;autore si sottomette all&#8217;imprenditore, per gusto o per mercato che sia.  Credo che il vero confine sia questo.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: gherardo bortolotti</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/05/22/lediting-come-terapia/#comment-69815</link>
		<dc:creator>gherardo bortolotti</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 May 2007 13:55:17 +0000</pubDate>
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		<description>mi sembra che anche questo paragone con la terapia rimetta in gioco, magari in maniera più complessa e articolata, comunque il problema della norma e dell'idea di verità. l'editor servirebbe a trovare la propria voce, ma si deve suppore di una avere _una_ voce e che quella sia _propria_. 

per conto mio, credo che il problema non sia tanto la salvaguardia dell'autore e nemmeno la salvaguardia. quello che mi sembra problematico è sempre il mettere in rapporto il testo con un a priori (la voce di cui sopra, o la realtà o, infine, la verità) che dovrebbe giustificarne la forma e la presenza. mi sembrerebbe molto interessante, oggi, esplorare il testo come valido per il solo fatto di essere presentato in sede di letteratura. mi rendo conto delle implicazioni destabilizzanti (a dir poco ;-) di un'approccio di questo tipo. eppure mi sembra di vedere nella proliferazione dei discorsi e non nella loro rarefazione la caratteristica di questo periodo.

ultima notazione, rispetto a quello che dice véronique sul passaggio dal privato al pubblico, che mi sembra molto giusta: in effetti, con la diffusione delle infrastrutture digitali e, per quel che riguarda la letteratura, la conseguente proliferazione della scrittura on line, questa distinzione mi sembra sempre meno netta. forse anche questo aspetto è da prendere in considerazione.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>mi sembra che anche questo paragone con la terapia rimetta in gioco, magari in maniera più complessa e articolata, comunque il problema della norma e dell&#8217;idea di verità. l&#8217;editor servirebbe a trovare la propria voce, ma si deve suppore di una avere _una_ voce e che quella sia _propria_. </p>
<p>per conto mio, credo che il problema non sia tanto la salvaguardia dell&#8217;autore e nemmeno la salvaguardia. quello che mi sembra problematico è sempre il mettere in rapporto il testo con un a priori (la voce di cui sopra, o la realtà o, infine, la verità) che dovrebbe giustificarne la forma e la presenza. mi sembrerebbe molto interessante, oggi, esplorare il testo come valido per il solo fatto di essere presentato in sede di letteratura. mi rendo conto delle implicazioni destabilizzanti (a dir poco ;-) di un&#8217;approccio di questo tipo. eppure mi sembra di vedere nella proliferazione dei discorsi e non nella loro rarefazione la caratteristica di questo periodo.</p>
<p>ultima notazione, rispetto a quello che dice véronique sul passaggio dal privato al pubblico, che mi sembra molto giusta: in effetti, con la diffusione delle infrastrutture digitali e, per quel che riguarda la letteratura, la conseguente proliferazione della scrittura on line, questa distinzione mi sembra sempre meno netta. forse anche questo aspetto è da prendere in considerazione.</p>
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