Riflessioni di un ateo (post family day) 2

sexpist_x.gif Di Andrea Inglese

(Riprendo le mie riflessioni di ateo iniziate qui, ma inserisco una piccola premessa suggeritami dal dopo “family day”.)

Spesso si dice: l’impresa italiana più solida ed efficiente è la mafia. Oggi possiamo dire: le istituzioni più solide ed efficaci dell’Italia sono quelle di Città del Vaticano. D’altra parte, è abbastanza ovvio che una piccola e ricca teocrazia funzioni meglio di una grande democrazia con problemi di bilancio. Ed è pur vero che le istituzioni dello stato italiano sono sempre meno funzionali e funzionanti. Così come è pur vero che i partiti sono sempre più vuoti e imponderabili scatoloni, intenti a bricolage ideologici di facciata. In questo vuoto di idee e guasto istituzionale, la teocrazia vaticana s’inserisce con pieno successo. La chiesa cattolica è al di sopra della crisi delle ideologie, ancorandosi ad un’ideologia pre-moderna, e dunque entrata in crisi circa trecento anni fa. Ma quella crisi è caduta ormai abbondantemente in prescrizione. L’ideologia cattolica oggi, ben difesa e trasmessa da un’istituzione gerarchica e di tipo assolutistico, compare in perfetta salute, solida come nessuna ideologia moderna può esserlo, in quanto la dottrina cattolica non contempla il dibattito, la critica e il dissenso (vedi: voto di obbedienza). Inoltre, la chiesa è una formidabile agenzia elettorale, ma svincolata dalle vecchie e perniciose mediazioni con il potere politico. Essa non deve più inserirsi nelle stanze del palazzo, è il palazzo che la corteggia e segue, da destra a sinistra.

E il papa può finalmente intervenire nella legislazione che riguarda i cittadini di uno stato laico, in virtù di un codice etico fondato su di una credenza religiosa particolare. Un codice etico che si presenta con le attrattive dell’omofobia, della discriminazione, del culto dell’autorità e dell’obbedienza. Bene. Questo è ciò che coerentemente offre la teocrazia monoteistica nella sua versione cattolica. La domanda che però sorge spontaneamente è questa: com’è possibile che una tale proposta, aberrante in una democrazia di stampo liberale, riscuota un così ampio consenso e, in ogni caso, susciti un così esibito rispetto? Non ho una chiara risposta a queste due domande. Ma la riflessione che segue, riguarda coloro che, pur non essendo cattolici integralisti né buoni praticanti né perfino credenti, contribuiscono direttamente o indirettamente a rafforzare quel consenso e a salvaguardare quel rispetto.

Credenti o no, tutti cattolici! Cattolici o no, tutti credenti!

“Sono cattolico, ma non vado mai in chiesa.” “Sono cristiano, ma ho le mie idee su Gesù.” “Sono credente, e credo nell’energia.” “Sono buddista, ma faccio battezzare mio figlio.” “Sono ateo, ma mi sposo con rito cattolico per far piacere ai miei suoceri.”

Sono un ateo, ma ogni tanto compro una rivista di astrologia. Nessuno è perfetto. Non mi sognerei in ogni caso di difendere per un minuto soltanto l’idea che l’astrologia abbia un qualche fondamento oggettivo. Il mio contributo alla diffusione e al rafforzamento delle credenze astrologiche nella società è minimo. E, per quanto mi riguarda, è il modo di soddisfare il bambino che è in me e a cui è stata, molti anni or sono, sottratta la benevola e discreta compagnia di Babbo Natale. Ma questa piccola incongruenza non può competere con quelle più vistose e svariate che caratterizzano gli atteggiamenti di molti miei connazionali. Partiamo da coloro che si definiscono “credenti”. In Italia, sta veramente male definirsi “atei” o anche semplicemente “non credenti”. Se interrogate il vostro prossimo, anche la persona più aliena da letture sacre, rituali ecclesiastici, comportamenti devoti, dopo qualche attimo di esitazione riuscirà a pescare un motivo almeno per definirsi credente. Nei casi più disperati, si ricorre al concetto-salvagente di “energia” o a quello, ancor più stupefacente, di “qualcosa”. “Eppure ci dev’essere qualcosa, un’energia”, dicono alcuni, addizionando senza lesinare due parole vuote. E poi guardano, al di sopra della vostra testa, in un punto remoto della stanza, come a rintracciare un qualche bandolo da cui tutto dipende. Il problema è che cotale categoria di persone, che rappresenta per il cattolico ortodosso qualcosa di poco più nobile di un animista fedele al rito del Grande Cocomero, si sente invece estremamente familiare e intimo con la famiglia dei monoteisti informati. E, d’altro canto, assai scandalizzato nei confronti di chi non è neppure sensibile al fascino metafisico del “qualcosa”.

Più numerosi ancora sono coloro che “non possono non definirsi cristiani”. Costoro, in genere non praticanti e generalmente scettici nei confronti delle istituzioni ecclesiastiche, finiscono per plasmarsi una versione molto personale della dottrina cristiana. Essi confondono due cose ben diverse: il carattere privato delle convinzioni religiose, ossia il fatto che esse non dovrebbero condizionare la vita pubblica dei cittadini di uno stato, con il carattere arbitrario con il quale si abbraccia una fede determinata. Questa adesione soft al cristianesimo a me pare una sorta di vigliaccheria ideologica: essa evita di confrontarsi con il patrimonio dottrinario di una confessione specifica, rivendicando così un patto di reciproco disimpegno tra individuo e istituzioni ecclesiastiche. I rappresentanti della chiesa cattolica, ad esempio, non dovranno pretendere seriamente che il “cristiano soft” pratichi l’astinenza sessuale pre-matrimoniale. Di rimando, lui non pretenderà di attaccare e sconfessare la chiesa, anche se essa difende dottrine che gli appaiono assurde e arretrate.

I credenti di questo tipo dovrebbero armarsi di coraggio intellettuale e cercare di capire che cosa davvero gli interessa nell’idea di appartenere alla grande famiglia dei cristiani. Sono interessati ad una certa morale o ad una certa metafisica? Sono affascinati da una specifica concezione della divinità o solo da un patrimonio di simboli e riti religiosi, seppure avulsi ormai da ogni “verità”? Se si decidessero a rispondere con un certo rigore a queste domande, si accorgerebbero, magari, che l’adesione ad una determinata morale può realizzarsi al di fuori di ogni riferimento a delle dottrine religiose, che siano solo vagamente “cristiane” o più precisamente “cattoliche”. È quello che ricorda Franco Buffoni, quando riconduce il concetto cristiano di “carità” a quello latino di pietas e scrive: “Il mio punto è disancorare la pietas dalla metafisica cristiana e valorizzarla riportandola al significato che le era proprio nella cultura classica: pietas come virtù civile; renderla “eredità umana” nella tolleranza, nello stato costituzionale di diritto, nella ragionevolezza, nell’ateismo come valore”(1) . Quanto a tutti coloro che sono invece affascinati dalle fantasmagorie della metafisica cristiana, fatte di misteri, miracoli o supplizi eterni, abbraccino allora con cognizione di causa una confessione determinata, accettandone anche tutte le conseguenze, sia sul piano morale che politico.

(Tra i “cristiani soft” bisogna ricordare almeno Gianni Vattimo che, nel suo Dopo la cristianità. Per un cristianesimo non religioso del 2002, si prodiga a mostrare come il cosiddetto “pluralismo post-moderno” sia in fondo, ancora una volta, il migliore dei mondi possibili. In esso i mali peggiori della cultura occidentale (scientismo, dittatura della tecnologia, eurocentrismo, fondamentalismo religioso, ecc.) magicamente si dissolvono, lasciando emergere un sistema culturale, in cui tutto si armonizza senza conflitti e contrasti, la scienza, ad esempio, consapevole dei suo paradigmi contingenti, e la religione, primo e universale modello della storicità dei paradigmi. Insomma, spiega Vattimo in modo un po’ nebuloso, possiamo tornare a credere in dio, inteso come messaggio di continuo interpretato dalle comunità di credenti. L’importante è che non si pretenda attribuirgli un’esistenza autonoma e oggettiva. Ora, non c’è nessun male a ridefinire in termini filosofici, più o meno rigorosi, un atteggiamento abbastanza comune come quello del “cristianesimo soft”. Ciò che irrita nel discorso di Vattimo è la sua pretesa di conciliare questa sua visione della cose, molto personale, e quella delle istituzioni cattoliche, che dovrebbero di conseguenza “alleggerirsi” e assumere tratti di “pluralismo post-moderno”, motivate dalla speranza di salvare almeno una qualche forma residua di fede, seppure “debole”.

Ecco che Vattimo può allora scrivere: “Una simile concezione della fede post-moderna non ha ovviamente nulla a che fare con l’accettazione di dogmi rigidamente definiti o di discipline imposte da un’autorità. La chiesa è certo importante come veicolo della rivelazione, ma anche e soprattutto come comunità di credenti che, nella carità, ascoltano e interpretano liberamente, aiutandosi e dunque anche correggendosi reciprocamente, il senso del messaggio cristiano”(2). Non si può definire questa filosofia se non quella della botte piena e della moglie ubriaca. Vogliamo conservare la religione, e quindi la chiesa come istituzione gerarchica, con a capo il papa, e nello stesso tempo trattare il testo religioso come À la recherche du temps perdu di Proust, dove ogni lettore determina in modo assai libero e personale il significato del testo. Se si vuole la “libera interpretazione” dei testi sacri, si deve per prima cosa abolire l’istituzione della chiesa cattolica attuale, in quanto è proprio tale istituzione, per come è organizzata, ad impedire che una cosa del genere possa accadere. Ma nell’idea di Vattimo del “pluralismo post-moderno” non sono previste spiacevoli forme di conflitto. Le cose andranno a posto da sole, o almeno possiamo far finta di crederci.)

Vi sono poi gli spensierati opportunisti, ovvero i credenti postmoderni a tutto tondo, che si servono giustamente dei riti e delle dottrine come delle diverse marche di pastasciutta nel supermarket. Qui non vi sono opzioni preferenziali, legate ad appartenenze culturali. L’importante è che si abbia a che fare con “merce spirituale”: una messa natalizia, un matrimonio scintoista, una preghierina buddista di mattina, per trovare un lavoro meglio pagato, e così via. Si gioca su più tavoli, che c’è maggiore probabilità di vincere. Tanto poi l’ingrediente dominante, per ragioni puramente contingenti, è quello cattolico. E quindi il figlio sarà battezzato dal prete della parrocchia, con gran soddisfazione dei nonni, loro credenti alla vecchia maniera. In questo modo, è ovvio, anche chi meno condivide le dottrine e i valori della chiesa cattolica permette ad essa di perpetuare la sua presa sugli innocenti. Un battesimo fatto un po’ a caso, è poi la premessa migliore per un’educazione cattolica un po’ distratta. L’importante è trasmettere il logo, anche se la merce è sempre più vaga e sempre meno utile. I proprietari del marchio ne saranno senz’altro grati, in quanto devono pur sussistere, trovare occupazione, conservare un qualche alibi sociale.

E che dire dei miscredenti, agnostici, atei, che si sposano in chiesa o lasciano battezzare i figli, per la “tranquillità in famiglia”? Certo, la tollerante chiesa permette matrimoni misti, tra atei e credenti. A patto però di trascinare l’ateo all’altare e fargli sorbire l’intero rito, anche se per quest’ultimo è un noioso nonsense. Perché mai non valorizzare la tolleranza dell’ateo, e ipotizzare che, dei due, potrebbe essere il credente a soddisfarsi di una veloce capatina in municipio di un prete e di una succinta gesticolazione sacra? Ma anche qui, la chiesa cattolica ha fame, e bisogna nutrirla di ogni sorta di clientela, anche quella ostile è pur sempre utile. L’ateo, che di chiese non ne dispone, si accontenta allora di fare la parte del buon fesso.

E i genitori entrambi non credenti che decidono di battezzare il figlio? Hanno a disposizione diversi argomenti, tutti cattivi. I due principali sono quello della “normalità sociale” e quello dell’“umiltà filiale”. Il primo dice: è meglio che mio figlio sia battezzato, altrimenti si potrebbe sentire “diverso” nei confronti degli altri bambini. (E poi a sbattezzarsi si fa sempre a tempo.) Il ragionamento implica ovviamente una visione medioevale dei sacramenti. Se fosse vero che un bambino, per il semplice fatto di non essere battezzato, dovesse ancor oggi subire forme di esclusione da parte dell’ambiente che lo circonda, ciò non potrebbe che suonare come un’accusa perentoria nei confronti della mentalità cattolica e dei suoi riti annessi. Un ragione di più per sottrarsi ad una mentalità di tipo discriminatorio e di tenere il proprio figlio lontano da tali cattive influenze. Se invece non vi è nessun rischio di esclusione, allora non si capisce il motivo di tale scelta. Sarebbe come dire che dei genitori entrambi impiegati dovrebbero fingersi liberi professionisti, per non far sentire diverso il loro figlio di fronte a quelli dell’avvocato e del dentista.

Il secondo argomento suona in genere così: “i miei genitori hanno talmente insistito”, oppure – più ipocrita – “è stato per far piacere a mia madre”. Capita a tutti di avere un genitore berlusconiano, e anche leghista o fascista. Pochi adulti di sinistra, però, mi immaginerei confessare: “anche stavolta ho dovuto votare Fini, per far piacere a mio padre, che tra l’altro di questi tempi non sta neppure troppo bene”. Non si capisce, insomma, perché in materia di educazione del figlio, il genitore debba essere considerato senza alcuna autorità. Dei rapporti tra figli e sacramenti dispongono i nonni e non i padri e le madri. Ma all’umiltà filiale si potrebbe rispondere con il rispetto genitoriale: perché mai gli atteggiamenti relativi alle credenze religiose non dovrebbero venir rispettati esattamente come quelli relativi alle idee politiche? Ma è chiaro che certi atei, e nemmeno quelli devoti, hanno interiorizzato l’idea che non è di buona creanza manifestare pubblicamente e in modo chiaro le loro convinzioni. Meglio tenersele per sé, come una cosa privata, e lasciare che nell’ambiente sociale in cui è inserito il figlio governino convinzioni e valori cattolici. L’esatto contrario di come dovrebbero andare le cose in una sana società laica, dove le credenze religiose dovrebbero abbandonare il terreno pubblico, per ritrarsi rispettosamente nei confini del privato. Che un cattolico voglia battezzare il proprio figlio, e fare tante altre cose bizzarre, come praticare l’astinenza pre-matrimoniale, ciò riguarda unicamente lui e la sua famiglia, fintantoché questa condividerà le sue idee. Ma affidare il proprio figlio alla scuola di stato è tutto quanto, in termini educativi, è richiesto pubblicamente e per legge ad un genitore.

Note

1) Franco Buffoni, Più luce, padre. Dialogo su Dio, la guerra e l’omosessualità, Roma, Sassella, 2006, p. 163.

2) Gianni Vattimo, Dopo la cristianità. Per un cristianesimo non religioso, Milano, Garzanti, 2002, p. 12. Per una valida confutazione delle posizioni di Vattimo e di altri apologeti del post-moderno come Rorty, si legga il saggio di Jacques Bouveresse, Peut-on ne pas croire? Sur la vérité, la croyance & la foi, uscito nel 2007 per Agone.

176 commenti

  1. Pubblicato 23 Maggio 2007 alle 10:30 | Permalink

    Ottimo pezzo di inglès, che condivido, soprattutto nella premessa in corsivo.
    La questione della coerenza atea, o meglio della militanza atea, è spinosa e centrale.
    Quasi tutti noi fin da bambini abbiamo subito e tuttora subiamo la costante pressione di un contesto sociale fortemente impregnato di cattolicesimo.
    A fronte di questa pressione è difficile, soprattutto in età verde quando alcune convinzioni non hanno avuto il tempo di solidificare e consolidarsi, organizzare un contrasto efficace, per cui si finisce per cedere, almeno là dove il cedimento appare meno dannoso.
    Io, oggi ateo convinto e militante, sono tra quelli che si sono sposati in municipio, ma alla fine hanno ceduto alle pressioni della suocera per battezzare il proprio figlio, salvo poi astenersi da qualsiasi educazione religiosa, cresima e comunione, e chiedendo l’esonero dell’ora di religione.
    Tuttavia – parlo di me unicamente come esempio – da ragazzino andavo ogni giorno in parrocchia a giocare a calcio o a ping pong e dunque venivo cooptato tutte le sere per la celebrazione delle funzioni vespertine.
    Poi ho frequentato il liceo scientifico (scientifico per dire, ovviamente) in una scuola privata di preti, dove ogni giorno c’era mezz’ora di religione e l’obbligo di tornare a scuola per la messa domenicale (prendevano le presenze), tuttavia provengo da una famiglia abbastanza tiepida in fatto di religione, che considerava quella scuola solo un segno di status.
    Come si vede la mia vita di italiano del Novecento, soprattutto nella zona in cui erano altri a prendere le decisioni per me, si è mescolata strettamente con preti, chiesa e religione.
    Ma sono diventato ateo lo stesso, non anti-clericale, anche se avrei molti motivi per odiare i preti, ma ateo e lo sono diventato perché oltre all’esercizio di un qualche personale senso critico, ho attinto ad altre culture, che coesistevano con la dominante cattolica, come la cultura marxista e quella liberal-democratica.
    Mantenere un atteggiamento coerentemente ateo era difficile, ma accedere ad un pensiero diverso era facile e serviva ad un lavoro di consolidamento di un’opinione radicalmente oppositiva verso ogni forma di teismo e spiritulismo e creazionismo.
    Oggi che il pensiero marxista è finito e che quello liberal-democratico si è indebitamente invischiato e appattumato con la destra “atlantica”, la società non produce più anti-corpi alla penetrazione cattolicante e sono dolori per tutti.
    Essere atei in Italia è un lavoro vero e proprio, che va svolto un po’ tutti i giorni, è faticoso, ci si sente abbastanza soli e soprattutto ci si ritrova a doversi incazzare, o a sprofondare nella desolazione, non appena si apre un giornale, spesso un libro, o si accende il televisore, per la quantità di teismo di tutti i generi che domina il prossimo vicino e lontano, cioè quelli che tu consideri uguali a te, ma che non lo sono affatto.
    Perché sono, diciamocela tutta, i tuoi nemici principali.

  2. effeffe
    Pubblicato 23 Maggio 2007 alle 11:28 | Permalink

    Iglè, ome al solito affilatissimo ergo tagliente.
    Più si va avanti e più mi rendo conto che basta interrogare le cose con semplicità perchè esse ci rispondano. La tua fenomenologia del “praticantato” è tra le cose più semplicemente vere lette sull’argomento.
    effeffe
    ps
    a proposito di “Sono un ateo, ma ogni tanto compro una rivista di astrologia.” non mi ricordo chi- ma certo un filosofo della scienza raccontò l’aneddoto della visita al gran luminare della scienza moderna, dichiaratamente ateo e che sull’uscio di casa c’aveva un amuleto (un cornetto rosso direi io, un ferro di cavallo, direbbe Varenne)
    al che l’allievo trasalendo fece: “Ma come?”
    e lui rispose: Pare che funzioni anche con chi non ci crede”
    e se il cattolicesimo italico appartenesse piuttosto a questa categoria?

  3. magda
    Pubblicato 23 Maggio 2007 alle 12:07 | Permalink

    Inglese, non parlarci di Vattimo dai, :-)
    è estate, siamo all’aperto, tra amici, possiamo anche elaborare ed esprimere materia viva, pensiero organico, fermenti personali.
    Ci racconti come vivi tu il senso del sacro?

    chi ascolta il messaggio cristiano e vuole viverlo davvero, dovrebbe stare lontanissimo dalla sua valenza folkloristica e/o morale-politica.

    Io quando è nata mia figlia già sapevo cosa fare, anzi cosa non fare, ma per scrupolo di coscienza sono andata nella sede a me vicina dove Padre Turoldo operava http://it.wikipedia.org/wiki/Priorato_di_Sant‘Egidio .
    La risposta fu che spettava ai genitori la riflessione a riguardo e che anticamente il battesimo per i cristiani era in età adulta proprio perchè richiedeva maturità e consapevolezza. Ora questa magnifica Abbazia, che negli anni ha raccolto attorno a se un nutrito numero di fedeli provenienti da tutt’Italia, è stata sequestrata dalla Curia, e fino a poco tempo fa, si assiteva alla messa canonica all’interno della Chiesa e l’altra, quella dei fedeli di Padre Turoldo, presso la casa di Emmaus appena fuori.
    I pochi padri che ancora conservano la memoria di Turdolo vivono in condizioni piuttosto difficili sia come sussitenza sia come attività editoriale, anche per le innumerevoli criticità a cui sono quotidianamente sottoposti.
    Volevo solo dare una piccola testimonianaza di modi diversi di vivere la cristianità.

  4. magda
    Pubblicato 23 Maggio 2007 alle 12:10 | Permalink

    http://it.wikipedia.org/wiki/Priorato_di_Sant‘Egidio

  5. Pubblicato 23 Maggio 2007 alle 12:17 | Permalink

    @effeffe
    gli americani, che studiano tutto, hanno fatto ricerche in merito alla superstizione, scoprendo che è comune anche presso atei convinti.
    alcuni ne deducono che si tratti di una sorta di sentimento endogeno che possediamo in quanto frutto di selezione adattativa, salvo poi riuscire a dimostrare che l’essere religiosi/superstiziosi abbia procurato un consistente vantaggio agli umani.
    insomma si brancola, non senza un qualche sentore di ridicolo.

  6. valter binaghi
    Pubblicato 23 Maggio 2007 alle 12:54 | Permalink

    Commovente l’ostinazione nel ridurre la fede a una filosofia e la Chiesa a un partito politico, per poi svelarne l’inattualità.
    Invece la fede è prestar credito a una buona notizia (Cristo è risorto), la Chiesa è una comunità di credenti e la teologia è il tentativo di sviluppare tutti i significati deducibili da quell’evento.
    L’ateismo è presso gli intellettuali una filosofia consapevole (e religiosamente difesa) ma presso i più pura e semplice ignoranza dell’evento. Ecco perchè spesso sviluppa comportamenti “superstiziosi”: il desiderio dell’Assoluto è semplicemente inestirpabile, a meno che l’estirpazione sia accuratamente e pervicacemente perseguita.
    Inglese, Tashtego, Forlani, fate con comodo.
    Svuotare il mare con un cucchiaio, ci vuol pazienza.

  7. Pubblicato 23 Maggio 2007 alle 13:07 | Permalink

    non comprendo perché si utilizzano riferimenti culturali di peoti e filosofi e si evita la critica storica.
    dice l’applauditissimo Inglese:
    “Che un cattolico voglia battezzare il proprio figlio, e fare tante altre cose bizzarre, come praticare l’astinenza pre-matrimoniale, ciò riguarda unicamente lui e la sua famiglia, fintantoché questa condividerà le sue idee. Ma affidare il proprio figlio alla scuola di stato è tutto quanto, in termini educativi, è richiesto pubblicamente e per legge ad un genitore.”
    Non è un ragionamento parziale?
    La storia dove è finita? Le chiese, i monasteri antichissimi che hanno commisionato spesso opere artistiche incredibili sono ancora in italia? o quando si entra in San Pietro non osservate la materia che calpestate e l’arte che vi viene incontro?
    Possibile che sia difficile comprendere “l’atteggiamento bizzarro” di molti cattolici? Dove pensate di vivere?
    L’esistenza artificiale che si realizza nella vita quotidiana attraverso realtà sempre più virtuali, oppure l’utilizzo parziale della filosofia non vi allontana dalla responsabilità di cancellare tutti questi folli bizzarri cattolici.
    Ve lo dico perché Io non credo e vivo secondo le mie regole autarchiche sempre rispettose della storia, del territorio e della ricchezza culturale di un paese profondamente cattolico.
    Non oltrepassiamo la metafisica con ragionamenti parziali, Heidegger dopo essere e tempo è stato sempre pieno di dubbi espressi magnificamente con mistero e fascino, ma nessuna visione sistematica si è più concretizzata.

  8. andrea inglese
    Pubblicato 23 Maggio 2007 alle 13:35 | Permalink

    Leggendo ieri le pagine culturali di repubblica ho pensato: ecco, poveri filosofi, grazie a questo attivismo episcopale possono finalmente riotornare in auge per parlare, credenti o no, di un argomento eminetemente filosofico: dio, la religione, il sacro. Ne possiamo parlare molto, tutti quanti.

    Se vogliamo parlare pero’ dell’atteggiamento delle chiesa cattolica nell’odierna politica dello stato italiano la questione è molto diversa. Qui non c’è da meditare, ma da prendere posizione, come dice tash. E da una parte o dall’altra. Chi legittima l’ingerenza, e chi la combatte. Poi ci sono i tanti tiepidi, che si perdono a parlare d’altro… magari di arte sacra.

    Sul mio rapporto a dio: se fossi su un aereo che stesse per cadere, io pregherei. E pregherei il dio che conosco di più, quello cristiano. Senza dubbio. Ma questo non vuol dir nulla. Se qualcuno ammazzasse un mio caro, probabilmente passerei del tempo a sognare piani di vendetta biblica.

    Il sacro come struttura cosmologica, che ripartisce gerarchicamente spazio e tempo, penso possa essere sperimentato al di fuori di un riferimento a delle divinità e tantomeno a delle istituzioni ecclesiastiche. Ma è un sacro “dopo la modernità”, quello che si ritrova nei maggiori poeti moderni, credenti o meno.

  9. Pubblicato 23 Maggio 2007 alle 13:59 | Permalink

    @ Andrea Inglese

    L’italiano vive dell’inverosimile e tende alla surrealtà, e ha quindi necessità di essere redento, sentendo forte il bisogno interiore di una verità rivelata.

    Negli altri paesi occidentali invece ci si avvicina all’entità aliena, quando la propria coscienza cessa di essere maestra di se stessa per diminuzione dello stato di vigilanza. Il polisensuale consumatore postmoderno tende a farsi di sedativi. Di qualunque natura essi siano. Profondo è il suo malessere. Sedativi ed eccitanti. Eccitanti e sedativi. Allucinogeni.

    In un mondo in cui il corpo è ridotto a interfaccia, forte è il bisogno di annullarsi nel suo simulacro. Ma è solo una fase transitoria.

  10. Pubblicato 23 Maggio 2007 alle 14:07 | Permalink

    @binaghi (l’impagabile, l’ineffabile, l’unico, il solo, ecc.)
    interessante la seguente nozione: cristo “risorto” è “una buona notizia”.
    e basta.
    spero che quando annuncerò qui che anche mi’ zio è risorto la prenderai nello stesso modo, credendoci con lo stesso ardore.
    il “messaggio” de mi’ zio non era male, sai?

  11. Pubblicato 23 Maggio 2007 alle 14:14 | Permalink

    “…o quando si entra in San Pietro non osservate la materia che calpestate e l’arte che vi viene incontro?” dice reticolare.
    sarà lecito obiettare che san pietro è un brutto, tronfio e arrogante edificio, dove l’arte che ti viene incontro non è poi molta e che se uno vuole proprio fare un discorso sulla bellezza chiesastica deve scegliere un altro monumento, un po’ meno idiota, un po’ meno retorico, un po’ meno trionfante, un po’ più umano e modesto?
    chissà se reticolare conosce la chiuesa di s. antimo, nel senese.
    è solo uno tra i possibili esempi.
    detto questo pure versailles è una bellezza e anche palazzo reale a napoli è piena di opere d’arte, ma non per questo ci mettiamo a rimpiangere i borbone.
    (ma perché non sto zitto?)

  12. Luminamenti
    Pubblicato 23 Maggio 2007 alle 15:16 | Permalink

    Andrea Inglese dice: “Il sacro come struttura cosmologica, che ripartisce gerarchicamente spazio e tempo, penso possa essere sperimentato al di fuori di un riferimento a delle divinità e tantomeno a delle istituzioni ecclesiastiche. Ma è un sacro “dopo la modernità”, quello che si ritrova nei maggiori poeti moderni, credenti o meno”.

    Sono quasi d’accordo. Ma non certo nei poeti moderni. C’è poco da prendere in questo senso.

    In quanto ale ragioni per cui molti seguono la Chiesa, le ragioni sono ampiamente noto, se si vogliono vedere. C’è un bisogno che viene dal profondo e che la Chiesa interpreta meglio degli altri. Offre un programma mentale che è radicato sulla griglia cognitiva del cervello umano.

    Per liberarsene, occorre una mutazione che spazzi via insieme illuminismo occidentale e fede bigotta!

    In quanto all’ingerenza della Chiesa, io vedo solo preti che parlano e dicono la loro, come è giusto che sia in una società laica. Non ci trovo nulla di strano. Ognuno deve essere libero di esprimersi. E ognuno deciderà liberamente. Perchè se si pensa che qualcuno è influenzabile, allora l’influenza vale anche per i proclami ateistici.
    O crediamo che la gente è capace di pensare autonomamente oppure pensiamo solo in termini di logica del potere. Chi è il più forte persuade. Allora, le persone non sono più persone ma burattini! E allora, in quest’ultimo caso, mi sembra normale che ognuno si giochi le sue carte.

    La posizione di Andrea Inglese mi sembra avvinta a un moralismo di bassa lega.

  13. Java
    Pubblicato 23 Maggio 2007 alle 15:19 | Permalink

    OT - Un grazioso paradosso del cattolicesimo sta nell’affermare un dio a un tempo universale e personale e contemporaneamente una e una sola mediazione indispensabile a raggiungerlo (beh, quasi indispensabile).
    Il che, calandosi nella storia genera una serie di buffe difficoltà empiriche, del tipo immaginare come mai i nativi americani che il dio cattolico amava in modo uguale (ed infinito), per dire, ai longobardi convertiti e agli infedeli/pagani trucidati (colpa loro, dio li amava infinitamente ma loro erano sordi al suo amore - con infinito rammarico sarà costretto a farli marcire all’inferno per l’eternità) vennero lasciati nel peccato fino al 1492 o molto dopo ancora.
    I mormoni, per ovviare a questo dramma, ci informano nel loro libro sacro dettato a John Smith da un angelo a metà Ottocento, che Gesù risorto si reca nel Nuovo Mondo. E (ma questa me l’ha detta Martin Mystere) che ci battezzano tutti (anche gli sbattezzati) in absentia e retroattivamente (pure i nostri bisnonni) per salvarci, alleluja.
    Se potessi parlare alla pontificia accademia delle scienze, sugerirei di illuminare la mente di qualche onesto credente e di fargli trovare il segreto del viaggio nel tempo, ad majorem dei gloriam…

  14. Pubblicato 23 Maggio 2007 alle 15:24 | Permalink

    “In quanto all’ingerenza della Chiesa, io vedo solo preti che parlano e dicono la loro, come è giusto che sia in una società laica.”
    vedi solo questo?

  15. Pubblicato 23 Maggio 2007 alle 15:27 | Permalink

    Caro Tashtego
    Tu dici “se uno vuole proprio fare un discorso sulla bellezza chiesastica deve scegliere un altro monumento”
    È questo il problema, questo discorso lo vuoi fare tu…se sai leggere e comprendere io parlavo di altro.
    Tu sposti l’argomentazione del mio post su un discorso di bellezza del tutto opinabile e che non riguarda per nulla ciò che volevo dire…poi scusa se san pietro rappresenta qualcosa di funzionale alla mia argomentazione allora anche se non tipiace e a me piace mi vuoi dare dell’idiota perché ho dei gusti diversi? Almeno dimmi che ho dei gusti barbari no?
    Come al solito si fa presto a offendere ma è molto difficile argomentare.
    Ciao Tash, ricorda di pascolare il tuo ego con più correttezza.

  16. valter binaghi
    Pubblicato 23 Maggio 2007 alle 15:29 | Permalink

    @tashtego (lo splendido, il lungimirante, l’erotico perfino)
    Buona notizia è la traduzione in volgare odierno di Buona Novella,
    evangelo, annuncio.
    Ciò che Pietro e i suoi fecero una volta incontrato Gesù risorto.
    Tuo zio? Ottima persona, senza dubbio.
    Risorto anche lui?

  17. Java
    Pubblicato 23 Maggio 2007 alle 15:32 | Permalink

    sugerirei di illuminare=sugerirei lunghe session di preghiera perché Dio illumini

  18. Pubblicato 23 Maggio 2007 alle 15:37 | Permalink

    @ tashtego

    La Basilica di San Pietro, alla cui edificazione hanno partecipato grandi artisti, nonostante la maestosità dell’impianto, è di scarso pregio architettonico. La Roma capitolina è tendenzialmente brutta. I romani lo sanno.

    @ luminamenti

    La Chiesa di Roma rinunci ai privilegia del Concordato. Intanto nella vicina Francia il governo ha deciso di abbattere tutte le chiese disabitate che non abbiano valore artistico. Veder collassare un tempio su se stesso non ha prezzo. Voglio essere lì di persona. Almeno una volta. Sarà come rinascere.
    Le democrazie pluraliste attentano ai privilegia clericorum. Nel resto d’Europa la chiesa cattolica, come tutte le altre, vive dei suoi seguaci.

  19. Pubblicato 23 Maggio 2007 alle 15:42 | Permalink

    ERRATA CORRIGE
    Roma papalina. Deve essere stato un lapsus…

  20. Pubblicato 23 Maggio 2007 alle 15:51 | Permalink

    “E dunque, se uno sta in basso e dice che c’è un Dio
    che nessuno vede
    e che può essere invisibile e che pure ci aiuta,
    bisogna sbattergli il capo sulle pietre
    finché crepi…
    E anche quelli che vi dicono di potersi innalzare nello spirito
    e restano piantati nel fango, anche a quelli
    bisogna sbattere il capo
    sulle pietre. Perché
    solo la violenza può servire dove regna la violenza, e
    solo uomini, dove ci sono uomini, possono dare aiuto”.

    (Brecht, Santa Giovanna dei Macelli)

    A proposito della morte del pensiero marxista, magari sono uno zombie, ma io mi sento ancora pensante e marxista allo stesso tempo, e da bravo nostalgico mi permetto di consigliare di dare un’occhiata alla raccolta di scritti marxiani “Sulla religione” curata da Luciano Parinetto a suo tempo per La Nuova Italia. Parinetto sottolinea come sia proprio la nozione di “ateismo”, in quanto derivato negativo della religione, anzi come di un tutt’uno dialettico con la sfera religiosa, a dover essere a sua volta criticata. Liberarsi insieme di Dio e della sua negazione, questa la vera sfida.
    Ma sono molto scettico in proposito: noi umani siamo esseri imperfettissimi, e finiremo per estinguerci con lo sguardo ancora rivolto in alto, o comunque altrove.
    Quel che per ora ci rimane è una (pur sempre blanda) dichiarazione di ateismo.

  21. Pubblicato 23 Maggio 2007 alle 15:58 | Permalink

    @reticolare
    “Come al solito si fa presto a offendere ma è molto difficile argomentare.
    Ciao Tash, ricorda di pascolare il tuo ego con più correttezza.”

    ti chiedo scusa se ti senti offeso, ma se rileggi il mio commento di sicuro non ci trovi alcun insulto e nemmeno pascolamenti di ego.
    solo opioni su questa o quella chiesa.
    a me san pietro non piace, trovo fastidiosa la cupola (ha qualcosa di chiatto), pessima la chiesa - tranne la zona absidale - e il colonnato di bernini è un esercizio geniale di retorica che non mi entusiasma.
    posso dirlo senza bisogno di argomentare?

  22. Pubblicato 23 Maggio 2007 alle 16:00 | Permalink

    perché mio zio non può essere risorto e gesù di nazareth sì?

  23. The O.C.
    Pubblicato 23 Maggio 2007 alle 16:51 | Permalink

    Tashtego, guarda che Melville non approverebbe.

  24. valter binaghi
    Pubblicato 23 Maggio 2007 alle 16:52 | Permalink

    @tashtego
    A battuta ti direi: perchè Gesù l’hanno visto.
    Più seriamente, perchè nonostante tutto ti sento un amico, ti dico:
    Perchè anche chi l’ha incontrato sotto altro aspetto, come i discepoli di Emmaus, l’ha poi riconosciuto.
    E perchè chi ha accolto almeno in parte la sua parola (come la povera merda che ti scrive) ha dato non una filosofia ma un gusto superiore della vita.
    Non come sapere una cosa in più, ma come nuotare nell’acqua anzichè nel fango.

  25. Eva Risto
    Pubblicato 23 Maggio 2007 alle 17:07 | Permalink

    qui c’è materiale in abbondanza per un trattato sugli effetti delle droghe pesanti. da una parte e dall’altra. e se provaste a sniffare la vita, di tanto in tanto, e non l’ansia di assoluto o di nulla che vi pervade? e se smetteste di cercare seguaci e guardaste gli altri per quello che sono, senza proiettare in giro i fantasmi di voi stessi? e se provaste con le canne?

  26. The O.C.
    Pubblicato 23 Maggio 2007 alle 17:18 | Permalink

    “La Basilica di San Pietro, alla cui edificazione hanno partecipato grandi artisti, nonostante la maestosità dell’impianto, è di scarso pregio architettonico”. Qua ci vuole l’architetto.

  27. hag reijk
    Pubblicato 23 Maggio 2007 alle 17:34 | Permalink

    @ valter binaghi

    “A battuta ti direi: perchè Gesù l’hanno visto.
    Più seriamente, perchè nonostante tutto ti sento un amico, ti dico:
    Perchè anche chi l’ha incontrato sotto altro aspetto, come i discepoli di Emmaus, l’ha poi riconosciuto.”

    Ma ancor più seriamente: non “stiamo” sprofondando nel ridicolo? Non ho nulla in contrario al “credere” (senza obbedire e combattere però): ognuno deve lavorare alla propria (alla propria!) ricetta per la felicità (non prevista nei piani dell’universo) -ma perchè trattare chi non crede da povero mentecatto costretto a vivere senza luce (che è solo in chi crede, ovvio!) e senza interiorità ed inadatto magari persino di giudicare l’architettura di una chiesa?

  28. Luminamenti
    Pubblicato 23 Maggio 2007 alle 17:55 | Permalink

    Perché Tashtego, ti hanno puntato il mitra addosso? La Chiesa fa opera di persuasione esattamente come la fanno i laici. Se la sua attività di pressione è più efficace (sempre che lo sia), onore al merito, alla loro abilità, forza, capacità di penetrazione. Non mi sembra che i discorsi dei laici manchino di retorica persuasiva, di mezzi, di forze. Ognuno cerca di salvare e incrementare la propria potenza e apparato. Chiesa e Stato mcq sono destinati ad affondare, il processo è già in atto, anche se sarà una lenta agonia ancora per molto tempo.

    L’idea di Andrea Inglese (che rappresenta simbolicamente una parte del mondo laico-ateo) è perfettamente simmetrica a quella della Chiesa: la persuasione che il Mondo degli Uomini sia dominabile, plasmabile, governabile. Si tratta di volontà di potenza in entrambi i casi. Si ritiene che le persone possano essere persuase e quindi è un problema che ci siano forze che si oppongono alla propria volontà di persuasione (potenza).

    Morgillo. A me il concordato non piace, ma trovo ridicolo pensare che la Chiesa debba rinunziarvi. Ma perchè mai? dato che la Chiesa è uno degli Apparati della Volontà di Potenza (come il Capitalismo, il Comunismo: entrambi figli dell’illuminismo occidentale, entrambi convinti della necessità della pianificazione scientifica della società).

    Sono d’accordo in parte con Tash sulla Roma Capitolina, come sulla Basilica (per quanto riguarda la facciata). Forse il termine brutto è eccessivo, ma certo c’è molto di più in giro.

    Ma cosa c’entrano i discorsi sulla risurrezione? Io penso che se ci concentrasse di più sul contenuto del Discorso della Montagna, ci sarebbero meno problemi tra atei e non.

    la contrapposizione ideologica la trovo sterile ( e pericolosa: infatti ci sono quelli che vogliono mandare al rogo i preti e quelli che vogliono mandare al rogo Bagnasco. Ne deduco che sono fatti della stessa pasta) e si spiega solo nei termini che ho descritto: tentativo di soverchiare con la propria volontà di potenza.

  29. Luminamenti
    Pubblicato 23 Maggio 2007 alle 17:59 | Permalink

    Errata corrige. Quelli come i preti che vogliono mandare al rogo i laici, e quelli che vogliono mandare al rogo Bagnasco

  30. Luminamenti
    Pubblicato 23 Maggio 2007 alle 18:10 | Permalink

    Caro Tash, ho letto il tuo primo intervento, ma non credo che la tua posizione singolare possa definirsi univerale.

    Io sono ateo e non sono ateo e non ho alcuna difficoltà.

  31. valter binaghi
    Pubblicato 23 Maggio 2007 alle 18:14 | Permalink

    Gli uomini (e le donne) meschini non sopportano la serietà.
    Dovrebbero corrispondervi, e non ne sono capaci.

  32. Luminamenti
    Pubblicato 23 Maggio 2007 alle 18:23 | Permalink

    Andrea Inglese dice un’altra assurdità: “Se si vuole la “libera interpretazione” dei testi sacri, si deve per prima cosa abolire l’istituzione della chiesa cattolica attuale, in quanto è proprio tale istituzione, per come è organizzata, ad impedire che una cosa del genere possa accadere”.

    Quest’atteggiamento è violento e intollerante. Oggi escono nelle librerie una montagna di volumi che mettono in discussione l’interpretazione confessionale della Chiesa Cattolica. C’è la possibilità di farsi un’idea più personale e meno mediata. Ci si può emancipare moltissimo. Se poi molte persone non sono cmq capaci di emanciparsi, non vedo come il partito di Andrea Inglese possa pensare di vedere arruolati tra le sue file masse di creduloni. Lo sarebbero pure di altre fedi: come quella del primato della Ragione, mitologia novecentesca.

    L’esempio (una forma di esempio) ce l’ha data Tashtego con il suo primo intervento. Cosa è emerso? Che per diventare ateo ha dovuto sposare altre culture la cui matrice è sempre quella aristotelica: fisica e metafisica.
    Così, dalla padella è caduto nella brace.

  33. Luminamenti
    Pubblicato 23 Maggio 2007 alle 18:30 | Permalink

    Tashtego applica alla lettera il principio di non contraddizione, principio decisamente metafisico. Il problema è che il principio di non contraddizione non riesce a essere quello vorrebbe essere

  34. Pubblicato 23 Maggio 2007 alle 18:46 | Permalink

    Mi verrebbe voglia di rispondere a Luminamenti di andarsi a leggere quel tal capitolo de Il gene egoista di Dawkins, dove si espone il concetto di meme e si fa subito l’esempio dei pacchetti di idee pret* à porter confezionati dalle grandi religioni (il catechismo per i cattolici, per esempio) capaci non solo di installarsi nelle menti (non sopravvalutare la capacità degli umani di farsi individui, Lumina), ma anche di emanare una sorta di comando: REPLICAMI in un’altra mente.
    Secondo me sbagli non poco nel considerare la posizione atea di inglès simmetrica alla posizione cattolica. L’ateismo NON È un pacchetto di idee preconfezionato e non modificabile se non dall’autoritas chiesastica, non prevede apostolato né testimonianza di nessun genere, in poche parole non funziona per blocchi memetici, è solo un sistema organizzato di dubbi nel rifiuto di ogni credenza, di ogni a priori eccetera.
    Nessuna simmetria.
    Quanto poi al superamento della negazione di dio, citata qui da qualcuno, quella è certamente la posizione suprema, ma implica un alto grado di condivisione atea: solo chi è ateo tra atei può permettersi di non negare dio, perché non ne ha più bisogno.
    Invece siamo in ben altra situazione storica.
    Le religioni provano a penetrare a fondo nelle menti e a occupare di nuovo le antiche posizioni di potere sfruttando la crisi della modernità, cioè delle ideologie, anzi dell’ideologia marxista e di ogni altra ideologia che prova non solo ad interpretare il reale, ma a dispiegarsi nel sociale. La modernità senza Marx non è concepibile. E infatti è in crisi un intero sistema di idee, quello occidentale, a partire dall’illuminismo.
    La partita è questa e la chiesa facendo finta di usare un legittimo spazio democratico punta diritto al risultato politico, cioè ad impedire che alcune leggi che riguardano tutti, vengano approvate. In sostanza non le interessa agire sulle coscienze, sostenendo un’etica fondata sulla scelta, ma solo imporre la sua legge morale.
    Se vince perdono tutti, pure i cattolici.
    Alcuni cattolici lo sanno.

    * col circonflesso per quelli che sanno er francese.

  35. Luminamenti
    Pubblicato 23 Maggio 2007 alle 18:57 | Permalink

    Tutto questo gran discorso di Andrea Inglese sulle varie modalità del credere nella nostra società, discorso che condivido, potrebbe però dirsi pari pari della varie modalità di sentirsi riformisti, comunisti, scientisti, capitalist, tutte forme condite anche loro di banalità, persuasioni mitologiche (come il primato degli intellettuali, dei poeti per quanto riguarda lo spazio sacro eccetera). Naturalmente ci sono quelli che sanno che il Quark non è solo il titolo della trasmissione di piero angela, come ci sono quelli che si sono letti davvero e lo conoscono sul serio Il Capitale di Marx, quelli che hanno studiato veramente i testi evangelici, quelli che agiscono fattivamente rispetto a quello che credono e che non scimmiotano quindi alcuna fede, laica o religiosa che sia. Ma, questi, sono sempre una minoranza. Non c’è un mondo di creduloni religiosi e dall’altra parte un mondo di laici competenti in laicità.

  36. Luminamenti
    Pubblicato 23 Maggio 2007 alle 19:08 | Permalink

    L’ateismo non è il teismo, quindi è simmetrico. Esprime il principio di non contraddizione. L’ateismo è una delle forme moderne della metafisica.
    Dire che significa avere dei dubbi, non credere in nulla è al tua personale versione, che come già sappiamo, non sta in cielo né in terra, perchè anche tu credi come tutti noi in qualcosa. Magari il giorno dopo ne dubiti. Come per chi ha fede religiosa. Io però preferisco le fedi che spostano le montagne (che non sono né quelle della Chiesa, né quelle dell’ateismo che vaga come un relitto tra marxismo e capitalismo)
    In quanto al gene egoista è una banalità scientifica (allora mi leggo Gould e Wilson, altro rigore scientifico) e cmq quella dei programmi mentali innestati lo avevo già detto io. Puoi leggere Ioan paulo Couliano, al riguardo, ed è applicabile all’ateismo come al teismo, proprio perchè hanno la stessa matrice, come tra l’altro magnificamente ha più volte mostrato Emanuele Severino.

  37. fm
    Pubblicato 23 Maggio 2007 alle 19:38 | Permalink

    darei molti euro per ascoltare la voce di luminamenti, quella vera, che recita i suoi scritti. credo che potrebbe riecheggiare quella oracolare e un po’ polpetta in bocca del magistrale severino. autore adelphi: che con il suo presidente e le sue collane tra l’esoterico e il teosofico rispecchia bene - se non l’ha anche contribuito a forgiare al livello della middle class nostrana in cerca di riconoscimenti pseudoculturali - un’altra faccia delle incertezze dell’ateismo attuale. una new age esaperatamente culturologica (l’Oriente, i Libri, l’Antico, il Mito, il Fondamento), sopravvissuta a se stessa, rivolta alle elites della nostra ignorante borghesia ma con un piano marketing notevole e funzionante (come per il papa polacco: beatificazioni a go go, prodromi torvergatari del dies familiae, etc. etc.) . fino ai longseller (del presidente) e al successo globale di questo sottogenere letterario, fino ai tanti fan di un gibran, per esempio. quelli che non credono a Dio ma si rincoglioniscono dietro a un Ka o a un Cadmo il fenicio, riverendo Maestri libanesi o buddhisti. il fatto è serio.

  38. alanina
    Pubblicato 23 Maggio 2007 alle 19:57 | Permalink

    Io continuo a non capire bene qual è esattamente il punto.

    Intanto, non colgo il legame tra la questione del “religioso” con la questione della chiesa cattolica (in Italia).

    (che mi sembra che non si telefonano più da un pezzo)

    La questione della chiesa cattolica, poi, neanche quella so bene che questione sia.
    Casomai bisognerebbe parlare, come qualcun altro qui ha già detto, della miserrima condizione del nostro stato.

    se un eventuale primo ministro di un eventuale governo laico di un eventuale stato italiano, mettiamo, volesse fare una legge laica… ma già a questo punto tutto si sarebbe già risolto da se’.

    ma insistiamo: supponiamo che in questo caso remoto un papa fuori di testa continuasse a questionare in modo che lo stato laico ritiene importuno.

    questo fantomatico primo ministro, tra ridurre il 4 per mille al 3.9, ma anche lasciare il 4 e aumentarci sopra la tassazione di 5 punti, oppure diminuire di un quarto i finanziamenti alle scuole private, ma anche ritirare carabinieri e polizia dal vaticano e lasciargli grattare le loro rogne da se’ (perchè sono i nostri carabinieri che stanno lì a frugare nella borsa di quelli che devono entrare a san pietro)…
    insomma, mica parlo di prendere a cannonate castel s. angelo all’alba (che comunque).
    provvedimenti minuscoli, che non riescono neanche a rendersi impopolari.

    robetta, insomma.
    se avessimo uno stato laico.

    se poi invece i concittadini sono contenti così (non che ci sia modo di saperlo davvero, temo) godiamoci in pace la democrazia nella buona e nella cattiva sorte.

    (finchè non viene emanata un’ apposita normativa europea).

    troppo poco impegnata per Inglese?
    io a picchiare i cattolici non ci vado, che quelli continuano a porgere l’altra guancia e non la si finisce mai.

    penso.

  39. Luminamenti
    Pubblicato 23 Maggio 2007 alle 20:26 | Permalink

    @fm. Stimo ma non condivido Severino. In quanto alla mia prossima conferenza, se t’interessa, tratterà degli effetti della musicoterapia sufi nella cura della dismenorrea.

    Dice bene alanina: se avessimo uno stato laico…

  40. Pubblicato 23 Maggio 2007 alle 20:56 | Permalink

    e sull’affermazione che l’ateismo e il teismo hanno la stessa matrisce, che lo disceva già severino, mi arrendo all’evidenza e chiudo.
    (sospettavo la presenza, dietro le quinte di luminamenti, di severino)
    salut les copains

  41. Luminamenti
    Pubblicato 23 Maggio 2007 alle 21:05 | Permalink

    Non lo dice solo Severino, visto che lo ha detto anche Luciano Parinetto di cui ricordo il bellissimo La Rivolta del Diavolo.

    In ogni caso chiunque lo dica per dire il contrario occorre dire cmq qualcosa di credibile. Ma Tu tash, non credi a niente, quindi è ovvio non aspettarsi alcuna risposta

  42. franz krauspenhaar
    Pubblicato 23 Maggio 2007 alle 21:07 | Permalink

    La militanza atea. Auguri!

  43. Luminamenti
    Pubblicato 23 Maggio 2007 alle 21:10 | Permalink

    Quando si dice che l’ateimo è la negazione del teismo si fa un uso ontologico del principio di non contraddizione. Si nega perché si prende sul serio ciò che si nega. Si rimane imbrigliati nella metafisica.

  44. Pubblicato 23 Maggio 2007 alle 21:26 | Permalink

    Care e cari, come detto in passato, oggi anche per necessità mi definisco “ateo integralista”, e m’importa nulla di chi utilizza il termine Integralismo e dunque persino i suoi derivati diversamente da come vivo io questa parola.
    cioò detto; dopo aver condiviso riga per riga quanto scritto da Inglese (ma questa è la cosa ovviamente meno importante) - punto per punto, dico d’aver apprezzato perché concorde pure: a V. Binaghi dico che più siamo ad aver pazienza è più il mare, ma persino l’oceano, divena piccino piccino, Che del restringimento degli elementi vitali interessa a noi e non a Bagnasco/Ruini/Giovanni XXX il protetto eccetera eccetera eccetera, anche solamente a parole.

    b!

    Nunzio Festa

  45. Luminamenti
    Pubblicato 23 Maggio 2007 alle 21:38 | Permalink

    Andrea Inglese dice: “L’esatto contrario di come dovrebbero andare le cose in una sana società laica, dove le credenze religiose dovrebbero abbandonare il terreno pubblico, per ritrarsi rispettosamente nei confini del privato”.

    Quindi una società laica è secondo questo concetto una società che vieta che si possa esprimere in pubblico ciò che si pensa. Una società laica sarebbe una società che decide ciò che si può e non si può dire in pubblico.

    Le dittature non mi piacciono, qualunque colore abbiano. Meglio la libertà.

  46. Pubblicato 23 Maggio 2007 alle 21:41 | Permalink

    “anche palazzo reale a napoli è piena di opere d’arte, ma non per questo ci mettiamo a rimpiangere i borbone (TASH)”.
    Bellissima…

  47. Luminamenti
    Pubblicato 23 Maggio 2007 alle 21:45 | Permalink

    Come dicevo prima, c’è un evidente matrice metafisica nel pensiero dell’ateismo. Secondo quanto sostiene Andrea Inglese la Società Laica deve decidere su ciò che è giusto o sbagliato, come se La Società Laica avesse potestà divina sugli uomini. Identico e simmetrico atteggiamento della Chiesa cattolica, che vuol decidere per potestà divina cosa lo stato dovrebbe concedere o non concedere. Simmetria perfetta!

  48. franz krauspenhaar
    Pubblicato 23 Maggio 2007 alle 21:50 | Permalink

    Ma gli atei militanti dove militano? Io avevo un carissimo zio americano che era iscritto nella “American Atheist”.
    Ma in Italia? Esistono delle sette del genere?

  49. Pubblicato 23 Maggio 2007 alle 22:09 | Permalink

    Caro Luminamenti, mi farebbe piacere sapere cosa pensi di quanto ho scritto sul mio blog oggi. Basta cliccare sul mio nome. Se non ti rubo del tempo prezioso. Grazie di cuore e buona serata.

  50. Pubblicato 23 Maggio 2007 alle 22:21 | Permalink

    @ Luminamenti

    Prima di salutarti definitivamente per la serata, vorrei solo farti notare che la Chiesa di Roma ha organizzato il Family Day con i soldi dell’otto per mille. E nonostante le ingenti risorse investite per l’evento, vi hanno partecipato non più di 240.000 persone. Dati della questura. La propaganda sui media è un’altra cosa. Inoltre con quella manifestazione la Chiesa di Roma ha violato ancora una volta i patti concordatari. Buona serata.

  51. andrea inglese
    Pubblicato 23 Maggio 2007 alle 23:42 | Permalink

    anina: dice:
    “troppo poco impegnata per Inglese?
    io a picchiare i cattolici non ci vado”

    Dove hai letto che organizzo ronde contro i cattolici? Forse ti stai preparando a darmi del terrorista?

    Caro Franz,
    di fronte al ritorno in forza del religioso, come soluzione dei nostri mali, l’ateo milita dicendo la sua in modo chiaro e senza complessi. Come faccio io qui, senza appartenere a nessuna setta.
    Di fronte al ritorno dell’ingerenza ecclesiastica nelle legislazione dello stato, l’ateo milita con i sostenitori dello stato laico, e ce ne sono anche tra i cattolici praticanti oltre che tra i semplici credenti.

  52. Pubblicato 24 Maggio 2007 alle 00:01 | Permalink

    Premessa: non sono ateo. Dio non esistendo, io posso solo essere.

    Sono però molto curioso. Leggendo e rileggendo – e leggendo persino il Ratzinger di “Gesù di Nazareth” – ne ho ricavato questa piccola verità: Cristo non è mai esistito. Colui che ci è stato tramandato con quel nome non era altri che Giovanni, ribelle esseno-zelota. La bibliografia su ciò è ormai sterminata (in tutti i sensi, direi). Lo stesso Ratzinger, nel volume già citato, di fronte alle contraddizioni dei Vangeli e alla portata dei rilievi storici che contestano l’esistenza di Gesù, non può che trincerarsi nel consolante invito ad “aprirsi allo Spirito”.

    La Buona Novella, quindi, non può che essere una invenzione letteraria. E ciò perché: 1) Cristo non è stato; 2) chi non è stato non può risorgere. L’impossibilità della resurrezione è qui una impossibilità logica (e tutta la teologia una immane menzogna). Esiste poi quella cosa chiamata “scienza”, la quale ci permette di verificare senza tema di smentita quella stessa impossibilità. Lo zio di Tash, in definitiva, non può risorgere, così come non può risorgere nessun altro corpo. Prosit …

    Il Vaticano è in crisi, come lo è tutto il cattolicesimo; lo dimostrano i dati. Ma la migliore difesa è l’attacco. Ed eccolo cercare – unghie di fuori – altri spazi di consenso. Il modello che propone è – non può che essere – la Dura Autorità: chi non rientra nel mio modo di intendere la vita non può avere spazio legale (figuriamoci il Paradiso!). In fondo, una variante del solito razzismo che considera il diverso un essere inferiore.

    Due domande per finire. Chi risponde giusto in premio avrà la mia testa. 1) Perché, nella sua autobiografia, Ponzio Pilato non nomina mai il processo a Gesù? 2) In quale falange papalina milita quello che si firma col nick “franz krauspenhaar”?

    Enrico Trentadenari

  53. beccalossi
    Pubblicato 24 Maggio 2007 alle 00:05 | Permalink

    l’altro giorno ho fatto il test di scientology, quello che fanno per strada. volevo capire cosa misurava. niente, ti fanno tenere in mano due magneti ed ho capito che più li stringi più sale la lancetta, e di conseguenza hai bisogno dei libri di scientology. costano 10 euro il primo e 10 il secondo. se li prendi tutti e due li paghi 15 euro. appena ho riappoggiato i magneti sul tavolino la lancetta è scesa fino allo zero. dunque non ho più avuto bisogno dei libri di ron hubbard. in pratica ho capito che scientology è una setta che misura la potenza delle strette di mano.

  54. valter binaghi
    Pubblicato 24 Maggio 2007 alle 00:18 | Permalink

    Un paio di settimane fa sono andato a confessare gli stupri pedofili di cui come la media dei cattolici mi sono macchiato ultimamente.
    I preti erano tutti al family Day, mi ha dato l’assoluzione un Hare Krsna.
    Gli ho detto, che devo fare per penitenza. oltre al solito cilicio?
    E lui: niente cilicio, fratello.
    Digiuno, astinenza sessuale, pellegrinaggio a Santiago de Compostela?
    Niente di tutto questo: vai su Nazione Indiana e aspetta.
    Infatti.
    E’ arrivato Trentadenari, fine esegeta delle scritture.

  55. beccalossi
    Pubblicato 24 Maggio 2007 alle 00:32 | Permalink

    a enrico trentadenari:

    1) Non so di che autobiografia parli, la ignoro in qualità di ignorante. E comunque, se davvero esistesse una autobiografia, Pilato probabilmente non citerebbe Gesù perchè non riconoscendone l’eccezionale natura - per definizione, trattò il caso con pilatesca indifferenza - non avrebbe alcuna ragione per ricordare quel processo come diverso da altri. In fondo per lui si trattava dell’ennesimo ladrone da crocifiggere. L’ipertrofia del sistema giudiziario già allora non permetteva ai tribuni di discernere tra i diversi casi e dare ad ognuno di essi il giusto peso. Quello della giustizia nostrana è un problema che viene da lontano.

    Giova qui ricordare, comunque, che l’esistenza storica di Pilato è stata provata per la prima volta proprio da studiosi sulle tracce di segni storici di Gesù Cristo. Fu una spedizione italiana nel 1961 a scoprire a Cesarea Marittima una lapide calcarea, alta 80 centimetri e larga 60 che portava le parole: “S Tiberium …tius Pilatus ….(praef)ectus Juda”. E’ una prova dell’esistenza di Pilato e della sua prefettura della Giudea ai tempi di Tiberio.

    2) Franz K. a mio parere fa parte della setta dei ragionevoli, una frangia di assoluta minoranza, costretta a vivere in catacombe sotterranee metropolitane per sopravvivere all’idiota disputa che si combatte in superficie tra fanatici dell’una e dell’altra parte, solitamente in piazze romane, in televisione, in palazzi capitolini e sui blog di internét.

    3) la dimostrazione della tua esistenza per negazione dell’esistenza di Dio è tanto ironica quanto imbecille.

  56. Livermore
    Pubblicato 24 Maggio 2007 alle 00:35 | Permalink

    @ Inglese
    Io però non liquiderei così sbrigativamente il discorso di Vattimo. E’ vero che a prima vista l’idea di un cristianesimo rinnovato, libero da ipoteche metafisico-autoritarie e aperto al pluralismo postmoderno non sembra fare i conti con la realtà. La chiesa non è un’associazione democratica che decide le regole in base alle istanze provenienti dal basso, pertanto la sua rigidità istituzionale sopravvive al di là del contesto di pluralismo democratico che la circonda. Tuttavia quando scrivi che in epoca postmoderna, secondo Vattimo, le cose si metterebbero “a posto da sole”, nel senso di un progressivo consumarsi delle pretese autoritarie e assolutiste della chiesa, sarei più cauto a fare dell’ironia.
    La chiesa ha sempre militato alla morte contro la secolarizzazione della modernità e le conquiste in termini di diritti individuali, libertà di coscienza e autonomia della ragione umana, e contro tutto ciò che Vattimo definirebbe come indebolimento delle strutture stabili e delle categorie ontologiche tramandate dalla metafisica occidentale. Ma c’è chi sostiene con Vattimo (qui, per esempio, Binaghi) che occorre guardare alla Tradizione cristiana non come all’insegnamento ex cathedra di una gerarchia sclerotizzata, bensì come alla Tradizione della ecclesia in quanto comunità viva dei credenti, e dei santi che, ispirandosi al vangelo, si sono contrapposti alla chiesa cattolica del “così com’è”. Talora la coscienza della base, della comunità dei fedeli, ha finito anche per influenzare la dottrina ufficiale. E Vattimo arriva addirittura a interpretare la secolarizzazione e le conquiste della civiltà laica moderna non come un allontanamento da Cristo, bensì come un effetto del suo insegnamento.
    Correvano gli anni ’90, e mentre Vattimo maturava la sua “ri-crstianizzazione”, Pietro Prini scriveva “Lo scisma sommerso” registrando il divario profondo e quasi incolmabile che cominciava a separare la dottrina ufficiale e le coscienze dei fedeli. Per dire che si era in una fase in cui un po’ tutti, anche l’establishment cattolico, si interrogavano profondamente su questi aspetti. Si parlava di futuro della religione a ogni piè sospinto, e in termini assai pessimistici; e si cominciava a discutere di cambiamento. Le gerarchie ecclesiastiche cominciavano a mostrarsi più aperte e disponibili al dialogo rispetto a materia morale, etica familiare, sessualità. E ci si concedeva più facilmente al confronto con gli intellettuali di parte laica. Ricordo il Cardinale Martini dialogare con Umberto Eco sulle pagine di ‘Liberal’. Ricordo un volumone di ‘Micromega’ del 2000 interamente dedicato alla (e al futuro della) religione con pregnante intervento del Cardinale Ratzinger. E la new age, che furoreggiava, lungi dall’essere la “rivincita di Dio”, come qualcuno le definì; si trattava invece dell’ultimo lampeggiare del tramonto della religione, come scrisse Galimberti mi pare proprio sul citato numero di ‘Micromega’.
    E io (ateo, ma ahimé avvelenato dal girardiano “Delle cose nascoste fin dalle origini del mondo”, io che pertanto fatico a immaginare un mondo senza religione – e quando ci riesco, non è un bel vedere) allora non giudicavo così peregrina e inverosimile l’idea di un futuro (certo non immediato) in cui, senza “spiacevoli forme di conflitto”, la chiesa cattolica arrivasse a identificarsi totalmente con la comunità dei credenti e con il libero esame della Scrittura, senza passare per l’accettazione dell’autorità. Mi pareva essere un approdo naturale rispetto alle forme di vita che la modernità sta configurando (razionalizzazione tecnico-scientifica della vita sociale, democrazia politica ecc), coerente rispetto al processo di liberazione da vincoli in direzione di una maggiore libertà, autonomia, possibilità di scelte che caratterizza da qualche secolo questa fetta di globo terracqueo. Un percezione abbastanza diffusa, la mia, almeno fino all’11 settembre 2001. E, a costo di passare per visionario, continuo a credere che sia questa la tendenza fondamentale, anche quando quell’11 settembre, e ciò che ne segue, sembra aver complicato non poco la faccenda.

  57. franz krauspenhaar
    Pubblicato 24 Maggio 2007 alle 00:38 | Permalink

    Grazie. Ma sbaglio o voi atei siete un po’ con la pelle tesa? Non avete complessi? Ci credo.
    Solo che questa vostra “militanza” m’intristisce parecchio. Come m’intristiscono tutti i militanti, anche i cattolici.
    Non credo ci sia da essere orgogliosi nel credere nella non esistenza di Dio. Ma è una mia personale sensazione, che vale poco, forse nulla.
    La fede è qualcosa che si sente. l’ateismo è una fede ancora più assurda. Una fede che nega. Una fede di serie B. Una fede di basso profilo.
    E ora chiudo qui, altrimenti m’incazzo. Sono nervoso: il Milan ha vinto la sua settima Coppa dei Campioni.
    Auguroni ai militanti.

  58. franz krauspenhaar
    Pubblicato 24 Maggio 2007 alle 00:40 | Permalink

    Ah Beccalossi, grazie. Hai centrato il bersaglio. Perlomeno su come sono io.

  59. beccalossi
    Pubblicato 24 Maggio 2007 alle 00:47 | Permalink

    i peggiori di tutti sono i miltanti milanisti. oltre che la fede c’hanno pure culo.

  60. milo
    Pubblicato 24 Maggio 2007 alle 01:28 | Permalink

    fm, credo che andrai a finire pubblicato da calasso, mica ti dispiace? :-)

  61. Pubblicato 24 Maggio 2007 alle 10:19 | Permalink

    @ franz krauspenhaar

    I Taoisti sono atei. Come i buddhisti. Forse sarebbe meglio dire che il problema di Dio non se lo pongono nemmeno. Ritieni che queste due dottrine filosofiche siano di serie B? Roba da fricchettoni new-age? Se è vero che hai sangue olandese, ricordati che i fiamminghi presero letteralmente a pomodori in faccia Giovanni Paolo II durante una visita ufficiale nel loro paese. Erano gli anni ‘80. Eccessivi? No. Incisivi. Nei Paesi Bassi la laicità dello stato e il suo pluralismo non sono una fede ma un’antica conquista. Altra storia. Altra civiltà.

    Con rinnovata stima.

  62. Pubblicato 24 Maggio 2007 alle 10:24 | Permalink

    Mi veniva in mente che quando Ratzinger andò a Colonia a fare propaganda, dispensando indulgenze, l’amministrazione cittadina non spese una lira a sostegno del raduno. I Papa Boys furono lasciati nel fango e fra i topi. Senza acqua. Non come a Roma. Dove, in occasione del il Family Day, Veltroni ha messo a disposizione dei partecipanti un 1.000.000 di bottigliette d’acqua, lasciando a secco invece gli infedeli di Piazza di Spagna. Altro paese. Altra storia. Altra civiltà.

  63. andrea inglese
    Pubblicato 24 Maggio 2007 alle 10:32 | Permalink

    a Livermore,
    ti ringrazio per l’intervento che centra bene una delle questioni principali. Se Vattimo avesse ragione, lo scisma sommerso sarebbe emerso e in modo plateale. Cosi non è stato neppure ora, dove la marcia indietro della chiesa tocca il suo apice. Certo ci sono cattolici e cristiani dissidenti. Li ho sempre ricordati nei miei interventi. Ma per ora hanno perso. E io credo che un grossa responsabilità ce l’abbia il versante laicista, quello che si rifà alla tradizione marxista e quello che si rifà alla tradizione liberale. La coda di paglia e il vuoto di idee degli ex marxisti, fa si che essi optino per soluzioni morbide. Quanto ai liberali in Italia sono sempre stati pochissimi e bisogna andarsi a leggere Carlo Augusto Viano “Laici in ginocchio” per avere una posizione intransigente su questo soggetto.

    Per quanto mi riguarda, lo ripeto: il giorno in cui la chiesa cattolica e le altre chiese monoteiste potenti, cessassero di condizionare la vita politica degli stati, le rivendicazioni di ateismo perderebbero la loro urgenza politica.

    Quanto a Vattimo, tu dici:
    “E Vattimo arriva addirittura a interpretare la secolarizzazione e le conquiste della civiltà laica moderna non come un allontanamento da Cristo, bensì come un effetto del suo insegnamento.”
    Su questo non sono proprio d’accordo. Ed è una forma di mistificazione difendere questa tesi. Il cristianesimo, per la sua componente egualitaria e universalista, è senz’altro una componente fondamentale della tradizione occidentale; ma non l’unica; inoltre alcune componenti importanti si sono costituite in aperta rottura con molti aspetti di quella tradizione (già ampiamente contaminata e plurale, per altro).

  64. Pubblicato 24 Maggio 2007 alle 11:07 | Permalink

    @ Binaghi
    A me le “scritture” non interessano. I Vangeli sono, per ammissione dello stesso Papa Ratzinger, una testimonianza religiosa, di fede, e non documenti storici. Tant’è che sono zeppi di contraddizioni e di grossolani errori. Per cui non mi chiami “fine esegeta”, non mi si confà. Piuttosto, se proprio vuole, mi dia del povero di spirito (e povero tout court, ahimè).

    @ Becalossi
    Immagino che stia patendo, stante il suo cognome, la recente vittoria milanista. Sono dispiaciuto per lei. E mi dispiace anche farle presente che non riceverà in premio la mia testa, avendo risposto in modo non esatto alle mie domande. Vede, le sue argomentazioni su Pilato non hanno base logica, oppure, se ne hanno una, dimostrano solo che Gesù non era poi così importante, all’epoca. E difatti lo diventerà tra il I e il II secolo d.c. (noti il d.c. puntato; non le ricorda qualcosa?), quando ad arte verrà costruita la sua leggenda. Gesù non è esistito; è invece esistita una persona che ha fatto gran parte delle cose che si imputano al Cristo: Giovanni il Nazoreo, noto terrorista dell’epoca. Chi, nel tempo, ha elaborato i Vangeli, si è premurato di “limare” la sua figura, fino a farlo diventare il buonista che conosciamo. E poi legga bene: non ho mai detto che Pilato non è esistito. Dunque i suoi rilievi sul ritrovamento della lapide sono “fuori tema”. Mi rincresce rimandarla a settembre (anzi, mi correggo: un credito formativo in logica e un altro in storia).

    Io non sono un fanatico. O dire la verità è fanatismo?

    @ FK
    I suoi rilievi non mi toccano. L’ho già detto: non sono ateo, ovvero non amo definirmi per negazione. Come si può essere “senza” una cosa che non si può avere perché non c’è? Dio non è. Punto. E dire ciò non è aprire le porte ad un’altra “fede”. È solo applicare una delle facoltà, e forse la più affascinante, di cui noi miseri esseri umani siamo dotati: la ragione. Lei dovrebbe sapere che da sempre, diciamo da Eraclito in avanti, fede e ragione sono due universi distanti; quando si incontrano fanno scintille. Vorrei – ah, se lo vorrei! – che le scintille arrivassero alla dinamite e aprissero varchi nelle coscienze innervate di illusioni … Ma ho il timore che starò per tanto tempo in solitudine, a maledire preti e prelati, loro sempre più presenti con norme restrittive. Ma ho, mi creda, molta energia per restare un resistente allo scadimento nel Nulla della religione. Alzo i calici al cielo e: prosit!

    In ogni caso, e nel caso Dio fosse veramente: Signor Dio, siete un minuscolo deuccio, non mi meritate, toglietevi il cappello, me ne vado! (from Majakovskij, poeta).

    Enrico Trentadenari

  65. Francesca
    Pubblicato 24 Maggio 2007 alle 11:12 | Permalink

    Caro Andy,

    in quanto bersaglio consapevole e correttamente scelto, in quanto non credente che ha ceduto, stremata da allusioni, insistenze e conclamati ricatti, al battesimo della figlia, non posso che darti ragione e apprezzare il ragionamento.
    E non c’è nessun ma, bada: almeno da me stessa avrei potuto pretendere coerenza.
    Mi stupisce il calore con cui tanti - evidentemente - credenti difendono la loro scelta di fede religiosa (nel senso di averne una). Mi pare che qui si discuta di società civile e di umano consorzio, e semmai di avere le idee chiare e di metterle in pratica.
    Chiudo con una nota decisamente personale: questo post non ha leso i tuoi diritti di presenza al nostro desco.

  66. magda
    Pubblicato 24 Maggio 2007 alle 11:57 | Permalink

    io noto che i posti più frequentati sono quelli del sentire più confuso: Dio, sesso, politica e , su nazioneindiana, editoria.
    Poi succede che si prega Dalema, si gode con Mondadori, si fonda il partito di Dio.

    binaghi, l’assoluto è imprescindibile nello stesso modo con cui non è eleiminabile il senso titanico. matrici antropologiche, non divine. e poi è inegabile che il cervello abbia predisposizione a dare significati, quindi vocazione metasemantica, è tanto vero che si trovano sensi la dove non ci sono, in questo modo si declina indefferentemente dio e il caso dando nome a entrambi di destino.
    Credo che trovare riscontro ai nostri disegni negli accadimenti del tutto causali provochi una qualche forma di piacere, una valenza serotoninergica, ma per questo chiedo conferma al neurologo.

  67. Pubblicato 24 Maggio 2007 alle 12:01 | Permalink

    @ Andrea Inglese

    I liberali italiani sono stati messi in ginocchio dalla finanza cattolica e dalle sue finalità. Sistema a sua volta messo in ginocchio dal sistema liberale delle economie più avanzate. Sistema liberale fra l’altro ampiamente disatteso nei suoi principi. Anche se, allo stato attuale, resta il solo in grado di lasciare ai cittadini lo status di portatori sani di diritti. E di doveri. Pur con mille contraddizioni. Inutile ricordare che il principio fondamentale del liberalismo moderno comparve ad Atene, come sostiene degnamente Max Pohlenz (L’uomo greco, Firenze 1995). Ma di questo parlerò a suo tempo sul mio blog.

  68. magda
    Pubblicato 24 Maggio 2007 alle 12:02 | Permalink

    erratissime corrigissime:
    Dalema=D’Alema
    binaghi=Binaghi
    eleiminabile=eliminabile
    inegabile=innegabile
    accadimenti causali= accadimenti casuali

  69. alanina
    Pubblicato 24 Maggio 2007 alle 12:03 | Permalink

    Inglese: “Dove hai letto che organizzo ronde contro i cattolici? Forse ti stai preparando a darmi del terrorista?”

    Ma figurati, era una battuta, un anelito tutto mio, che peraltro, ora che mi è venuta l’idea, preferirei (io) cannoneggiare addirittura. Che passo davanti a Porta Pia quasi tutti i giorni, davanti al monumento al bersagliere (lo scomunicato). Poi le idee ti vengono.

    Ma più seriamente, è che quando dici:

    “La riflessione che segue, riguarda coloro che, pur non essendo [...] credenti, contribuiscono direttamente o indirettamente a rafforzare quel consenso e a salvaguardare quel rispetto.”

    io me lo chiedo davvero, se per caso ho contribuito indirettamente a rafforzare.

    Però io credevo di aver votato a sinistra.
    Però io credevo che si facesse così.
    Tutto qui.

    (però sono un’alanina, non un’ anina, eh.)

  70. Luminamenti
    Pubblicato 24 Maggio 2007 alle 12:33 | Permalink

    Andrea Inglese dice: “Per quanto mi riguarda, lo ripeto: il giorno in cui la chiesa cattolica e le altre chiese monoteiste potenti, cessassero di condizionare la vita politica degli stati, le rivendicazioni di ateismo perderebbero la loro urgenza politica”.

    Non si diventa atei perché c’è qualcuno o qualcosa che è sospettato di condizionare la vita politica, ma perché si prende sul serio l’esistenza di Dio. Ci si crea un complesso! Buddismo e taoismo sono ateologici nel senso che la domanda sull’esistenza di Dio è un falso problema e non si pongono il problema del condizionamento della società.

    Questa posizione personale di Andrea Inglese, di un ateismo che vuole essere conflittuale è in maniera evidente il paravento di rivendicazioni ideologiche. Ci sono tanti atei che non si preoccupano affatto della Chiesa, rispettano la differenza e la convivenza civile. Se una società laica è una società democratica, allora occorre seguire le regole della democrazia. Si conquisti il consenso. Se il consenso è da un’altra parte, allora è terrorismo, condizionamento eccetera eccetara. Andrea Inglese ragiona come Bagnasco. Perfetta simmetria!

  71. Luminamenti
    Pubblicato 24 Maggio 2007 alle 12:42 | Permalink

    @alessandro morgillo. La chiesa incassa e viola quello che lo stato gli consente di incassare e di violare. Non sto difendendo la Chiesa, alla quale non appartengo. Sto accusando lo Stato che non si comporta come uno Stato Laico. E se non si comporta da stato laico perchè è governato da cattolici, mi sembra ovvio che questi cattolici non possono comportarsi da laici. Se invece è governato da laici che si dichiarano da non cattolici, evidentemente neanche sono laici. Il bersaglio di Andrea Inglese è completamente sbagliato e anche pericoloso. E i pericoli arriveranno, prima o poi. Bisogna essere più seri e occuparsi della gente che vive nella miseria e non di questione ideologiche che nascondono sono logiche di potere: quelle del partito di Andrea Inglese e quelle della Chiesa.

  72. The O.C.
    Pubblicato 24 Maggio 2007 alle 13:24 | Permalink

    “La modernità senza Marx non è concepibile. E infatti è in crisi un intero sistema di idee, quello occidentale, a partire dall’illuminismo”. Ma in che secolo vivi?

  73. Luminamenti
    Pubblicato 24 Maggio 2007 alle 13:36 | Permalink

    La Simmetria Fede Ecclesiastica- Avvenire Messianico per l’aldiqua.

    Gesù volle scardinare l’edificio sociale ebraico fondato sull’attesa messianica - come già la comunità zoroastriana e anche quel ramo buddista che sospirò la venuta di Maitreya, propaggine del Mitra iranico, come più tardi, erede dello zoroastrismo, lo shi’ismo.

    Il messianismo è come l’invenzione del motore a scoppio nella storia della macchina sociale. Le forze centrifughe del risentimento, della nostalgia, dell’insofferenza sono tutte coinvogliate nell’attesa di un capovolgimento storico e cosmico, il cui rinvio le incanala in senso centripeto, sicché la comunità diventa l’unione di coloro che aspettano (la risoluzione delle ingiustizie, del dolore e della morte, della povertà e miseria).

    E’ una risposta esotericamente razionale all’insoddisfazione inestirpabile dell’uomo, il quale, essendo finito, non può non tendere all’infinito, che gli è negato per definizione.

    La vita politica non ha scelta; se non si fonda sulla violenza o sulla corruzione, deve poggiare sul rinvio d’un messianismo (trascendente e/o immanente secolarizzato).

    Gesù propone di attuare subito il Regno messianico, lasciando là dove stanno aratro e famiglia, abbracciando la fede che il Regno c’è (questa fede in Gesù fu ai primordi la fede stessa di Gesù, che semplificando, era per lui, ed è, una capacità di autoallucinarsi o di sostanziare in certo modo la percezione. Comprendere cos’è questa fede significa arrischiarsi a seguire i labirinti e le volute di una tradizione spirituale sommersa e accuratamente scancellata che esiste e che sempre più nuove scoperte illustrano e confermano e di cui bisognerebbe parlare e discuterle).

    Questo valore, la Fede, per circolare più liberamente e garantitamente, si trasferì all’atto di investitura ecclesiastica e questo si concentrò nel documento che ne faceva fede e quindi ne trasmetteva la fede: era, simonia a parte, la moneta ecclesiale.

    Ma tornando a Gesù. Se il Regno è dentro di noi, non può che ribaltarsi fra di noi. Adesso c’è e non si vede, ma, testimoniandone, non potrà non apparire, essendo il mondo una tessitura della fede.
    Gesù dà l’esempio, fa come se il Regno ci fosse, viola le leggi divine sul sabato e sulla trascendenza assoluta e inincarnabile di JHVH, maledice a morte un fico perché non reca frutti fuori stagione, non si tramuta in tuttifrutti, com’erano stati gli alberi dell’Eden.

    Se l’esempio fosse stato seguito, la macchina sociale fondata sul messianismo al futuro sarebbe deflagrata. Il messianismo partecipiale presente è la catastrofe sociale. Il cristianesimo fu contenuto (nonostante una resistenza all’interno dell’ecclesia, rappresentata fino al 700 dalla grande mistica. La Chiesa risolse di disfarsi di ciò che poteva ferirla al cuore. La mistica, tesoro della Chiesa, non era di fatto necessaria. L’atto della sua liquidazione virtuale fu consumato a Santa Maria sopra Minerva in Roma con la condanna di Molinos, che aveva osato divulgare, com’egli confessa, l’arte dell’orazione interiore “a gente ordinaria, comune e senza importanza”, vale a dire incontrollabile, non vidimabile e liquidabile. Straziante e ingenuo eccheggia nei secoli l’urlo di Molinos: “Perché la Messa dovrebbe impedire la contemplazione?”. Era contemporaneo dei quaccheri e degli hassidim. J.M. Cohen, Some Reflections on the Life and Work of Miguel de Molinos, in Studies in Mystical Literature, Tunghai University, Taiwan, 1 marzo 1981) a quel poco che oggi ne rimane, l’ebraismo si salvò.

    La fede di Gesù, l’instaurazione magica del Regno, fu sostituita dalla fede nel Regno dopo la morte. Su quest’altra fede, su questo messianismo dell’aldilà girò la macchina sociale cristiana. Fede nel Regno per l’aldilà, speranza in esso, carità per meritarlo: i tre congegni della macchina sociale cristiana furono insidiati dai nemici della Cristianità con la libertà di fede, con un’uguaglianza che, togliendo di mezzo l’invidia (processo che tutti sappiamo sempre in crisi) estirpava le nostalgie inappagate in vita, e con una fratellanza che banalizzava la carità. Ma per far funzionare la triade anticristiana, bisognò proiettare anch’essa in un burlesco avvenire messianico per l’aldiqua, soltanto così una macchina sociale postcristiana poteva rimettere in marcia gli antichi stantuffi.

  74. Pubblicato 24 Maggio 2007 alle 13:46 | Permalink

    @lumina
    “Bisogna essere più seri e occuparsi della gente che vive nella miseria e non di questione ideologiche che nascondono solo logiche di potere: quelle del partito di Andrea Inglese e quelle della Chiesa.”
    quando passi dalla metafisica alla politica, caro lumina, si nota una certa caduta di tono muscolare.

  75. Luminamenti
    Pubblicato 24 Maggio 2007 alle 13:56 | Permalink

    @tashtego con le battute fai solo la figura di chi ha non ha argomenti. In quanto al mio tono muscolare, seguendo la tua metafora, lo manifesto nelle mie attività nel sociale (non occorre pensare intellettualmente e ideologicamente e fare proclami ateistici e non ateistici per occuparsi con il proprio tempo e capacità, di miseria, analfabetismo eccetera) delle quali non devo dare conto a te, che ti dimostri solo banale con queste affermazioni.

    Non occorre argomentare ideologie quando una persona ha fame. Bisogna solo sfamarlo! Cmq ho lavorato per molti anni con Danilo Dolci che era ateo e comunista senza nessun problema, anzi. A dimostrazione che quando si ha a che fare con persone intelligenti e animate davvero da un cuore, non ci sono differenze ideologiche che ostacolono i processi di emanciapizione dalla miseria intellettuale ed economica. Ci vuole solo il rispetto e l’interesse per l’umano.

  76. Pubblicato 24 Maggio 2007 alle 14:36 | Permalink

    @ Luminamenti

    Condivido quello che hai scritto fino a qui. Soprattutto nel metodo. Sempre corretto. Mai dogmatico. Sei una persona che non erige steccati, capace di sintonizzarsi anche sulle basse frequenze. Quando ne avremo l’occasione, mi piacerebbe parlare con te di diritto. Credo che potresti arricchirmi. Hai sull’argomento un angolo prospettico a me ancora sconosciuto.

  77. Livermore
    Pubblicato 24 Maggio 2007 alle 15:21 | Permalink

    A dire il vero l’argomentare di Luminamenti segnala talora qualche contraddizione, magari riferibile a qualche piccolo espediente retorico per uscire vincitore dalla disputa. Per esempio, l’ultima obiezione che rivolge a Inglese mi pare poggiare su premesse sbagliate. Inglese scrive che “nel giorno in cui la chiesa cattolica e le altre chiese monoteiste potenti cessassero di condizionare la vita politica degli stati, le rivendicazioni di ateismo perderebbero la loro urgenza politica”. Il che non è esattamente come dire che Inglese “è diventato ateo perché la chiesa condiziona la vita politica” (atteggiamento che Luminamenti gli attribuisce sovrainterpretando quanto egli scrive). Tutto il resto del post, pertanto, è inficiato da premesse sbagliate.
    Ci sarebbe anche dell’altro, ma non fa niente…

  78. andrea inglese
    Pubblicato 24 Maggio 2007 alle 15:30 | Permalink

    alanina, scusa se ho inavvertitamente scorciato;

    Francesca, grazie di non avermi scomunicato gastronomicamente. Sarebbe stato un duro colpo. (In questi casi, l’importante è che circoli per casa qualche zio blasfemo e miscredente. E che circoli possibilmente, vista la casa, in ore pasti….)

  79. Luminamenti
    Pubblicato 24 Maggio 2007 alle 15:36 | Permalink

    @Alessandro Morgillo. Ti ringrazio. Sul diritto appena posso espandere il mio tempo, potrei illustrare i rapporti tra il diritto e il sacro, l’idea di giustizia e il suo rapporto con la psiche. Non ultima per importanza, è anche a mio parere la visione spinoziana di Antonio Negri (di cui ne traggo una mia lettura eterodossa di tipo non marxista) e la costituzione antigiuridica del mondo, agli antipodi della triade Hobbes-Rousseau-Hegel e il “wu wei” di Gramsci, così come lo ha sviluppato Pasqualotto.

  80. Paolo S
    Pubblicato 24 Maggio 2007 alle 15:43 | Permalink

    Lumina, resto in attesa. Anche perché della parte sul Diritto e sul Sacro si è arenata la mia lettura di Zolla (ops! ho citato un adelphiano! mi sono tradito…)

  81. Paolo S
    Pubblicato 24 Maggio 2007 alle 16:00 | Permalink

    Lumina - bis - di sicuro non ne ho letto quanto te, ma forse sul rapporto tra chiesa e mistica sei stato troppo rapido. Io direi che i mistici nella chiesa cattolica non sono stati mai visti sinceramente di buon occhio, ma molti di essi sono riusciti comunque a trovare rifugio in alcune strutture della chiesa. Nitroglicerina nella farina fossile, per dire. Se lo cercassero o fossero costretti