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	<title>Commenti a: Berlusconi paga Leopardi</title>
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		<title>Di: Hamlet</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/06/07/berlusconi-paga-leopardi/#comment-71891</link>
		<dc:creator>Hamlet</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 16 Jun 2007 16:12:37 +0000</pubDate>
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		<description>qui c&#039;è fumus traductionis
e crimen subscriptionis</description>
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		<title>Di: Carlo</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/06/07/berlusconi-paga-leopardi/#comment-71745</link>
		<dc:creator>Carlo</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Jun 2007 23:42:07 +0000</pubDate>
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		<description>Qui da più parti sono sorte parecchie perplessità, che poi si sono articolate in domande precise, che aspettano precise risposte. Non dico che le risposte siano ineludibili: per eluderle basta tacere. Ma a metà thread è intervenuto Moresco, autore dell&#039;articolo postato. Ecco, almeno da Moresco e dal postante Inglese è legittimo esigere qualcosa, e doveroso concederlo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Qui da più parti sono sorte parecchie perplessità, che poi si sono articolate in domande precise, che aspettano precise risposte. Non dico che le risposte siano ineludibili: per eluderle basta tacere. Ma a metà thread è intervenuto Moresco, autore dell&#8217;articolo postato. Ecco, almeno da Moresco e dal postante Inglese è legittimo esigere qualcosa, e doveroso concederlo.</p>
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		<title>Di: georgia</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/06/07/berlusconi-paga-leopardi/#comment-71718</link>
		<dc:creator>georgia</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Jun 2007 19:35:43 +0000</pubDate>
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		<description>naturalmente la sterlina vale di più dell&#039;euro e quasi tutto in inghilterra costa più che nel campo euro, penso anche le traduzioni, quindi cerca di calcolare in sterline ;-)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>naturalmente la sterlina vale di più dell&#8217;euro e quasi tutto in inghilterra costa più che nel campo euro, penso anche le traduzioni, quindi cerca di calcolare in sterline ;-)</p>
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		<title>Di: georgia</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/06/07/berlusconi-paga-leopardi/#comment-71717</link>
		<dc:creator>georgia</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Jun 2007 19:32:26 +0000</pubDate>
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		<description>L&#039;edizione di damiani usa, per 9 decimi (e forse più) quella del pacella che certo avrà usato a sua volta quella del Flora, gia uscita, tra l&#039;altro, nei meridiani (classici) in due volumi per quasi 4000 pagine finissime (molto più fini dei meridiani odierni), che a sua volta avrà usato quella di carducci e poi naturalmente la bibliografia mondiale sullo zibaldone è sterminata :-)
Scusa che ci sarebbe di male se a londra usassero tutti &#039;sti apparati? 
Se invece si limiteranno a tradurre è un altro discorso.
Danno il 5% ai curatori di un&#039;opera tradotta?
fate i nomi di questi curatori.
Ad ogni modo il pacella costava trecentomila lire (o più di 150 euro) e naturalmente non era tradotta :-)
geo</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;edizione di damiani usa, per 9 decimi (e forse più) quella del pacella che certo avrà usato a sua volta quella del Flora, gia uscita, tra l&#8217;altro, nei meridiani (classici) in due volumi per quasi 4000 pagine finissime (molto più fini dei meridiani odierni), che a sua volta avrà usato quella di carducci e poi naturalmente la bibliografia mondiale sullo zibaldone è sterminata :-)<br />
Scusa che ci sarebbe di male se a londra usassero tutti &#8217;sti apparati?<br />
Se invece si limiteranno a tradurre è un altro discorso.<br />
Danno il 5% ai curatori di un&#8217;opera tradotta?<br />
fate i nomi di questi curatori.<br />
Ad ogni modo il pacella costava trecentomila lire (o più di 150 euro) e naturalmente non era tradotta :-)<br />
geo</p>
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		<title>Di: Carlo</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/06/07/berlusconi-paga-leopardi/#comment-71663</link>
		<dc:creator>Carlo</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Jun 2007 08:13:08 +0000</pubDate>
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		<description>Sottoscrivendo, si esprime già la convinzione che la traduzione sarà buona. Parimenti, è inessenziale che i traduttori siano uno (come Schefer per la traduzione francese) o molti. 
Le perplessità sorgono dal modo in cui è stata impostata la campagna di sottoscrizione: invece di esporre in dettaglio la situazione finanziaria e indicare il costo globale complessivo previsto, si è lasciato tutto nel vago, col risultato che, ottenuti i 100.000 €, invece di chiudere la campagna, la si è rilanciata ripetendo il lamento (emblematico come chiude D&#039;Intino: &quot;L’ideale sarebbe un research assistant. Stiamo già provando a fare domanda per un grant alla British Academy. Se non va dovremo arrangiarci e pagare qualcuno, se si può, oppure, per risparmiare, farlo noi. Ci aspettano anni duri. Ma ce la faremo. È una promessa&quot;.) 
Di certo abbiamo i 15.000 € del Centro di Recanati e i 100.000 € di Berlusconi. E Cassamarca, che finanzia tutta la collana Da Ponte (e ha un budget di 1.300.000 € annui), quanto ha dato? E quali sono le condizioni contrattuali con l’University off Toronto Press?
Nella collana Da Ponte è già uscito nel 2004 il ricettario di Artusi, Science in the Kitchen and the Art of Eating Well, p. 653, $ 27, e ne saranno usciti altri. Bene, queste traduzioni, chi le ha pagate? e chi pagherà ad es. la traduzione della Fisiologia dell’amore del povero Mantegazza?  

Quanto a geo, oltre a Pacella, Damiani ha fatto un&#039;edizione critica (5.000 pp. complessive) per i Meridiani Mondadori nel 1998: i curatori inglesi dovranno solo ridurre di moltissimo gli apparati, facendo una sintesi di Pacella e Damiani, senza pagare nessuno.
 E una percentuale del 5% su un libro di 50 € dà 2,5 € a libro.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sottoscrivendo, si esprime già la convinzione che la traduzione sarà buona. Parimenti, è inessenziale che i traduttori siano uno (come Schefer per la traduzione francese) o molti.<br />
Le perplessità sorgono dal modo in cui è stata impostata la campagna di sottoscrizione: invece di esporre in dettaglio la situazione finanziaria e indicare il costo globale complessivo previsto, si è lasciato tutto nel vago, col risultato che, ottenuti i 100.000 €, invece di chiudere la campagna, la si è rilanciata ripetendo il lamento (emblematico come chiude D&#8217;Intino: &#8220;L’ideale sarebbe un research assistant. Stiamo già provando a fare domanda per un grant alla British Academy. Se non va dovremo arrangiarci e pagare qualcuno, se si può, oppure, per risparmiare, farlo noi. Ci aspettano anni duri. Ma ce la faremo. È una promessa&#8221;.)<br />
Di certo abbiamo i 15.000 € del Centro di Recanati e i 100.000 € di Berlusconi. E Cassamarca, che finanzia tutta la collana Da Ponte (e ha un budget di 1.300.000 € annui), quanto ha dato? E quali sono le condizioni contrattuali con l’University off Toronto Press?<br />
Nella collana Da Ponte è già uscito nel 2004 il ricettario di Artusi, Science in the Kitchen and the Art of Eating Well, p. 653, $ 27, e ne saranno usciti altri. Bene, queste traduzioni, chi le ha pagate? e chi pagherà ad es. la traduzione della Fisiologia dell’amore del povero Mantegazza?  </p>
<p>Quanto a geo, oltre a Pacella, Damiani ha fatto un&#8217;edizione critica (5.000 pp. complessive) per i Meridiani Mondadori nel 1998: i curatori inglesi dovranno solo ridurre di moltissimo gli apparati, facendo una sintesi di Pacella e Damiani, senza pagare nessuno.<br />
 E una percentuale del 5% su un libro di 50 € dà 2,5 € a libro.</p>
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		<title>Di: georgia</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/06/07/berlusconi-paga-leopardi/#comment-71642</link>
		<dc:creator>georgia</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Jun 2007 18:29:02 +0000</pubDate>
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		<description>Io fossi in voi mi calmerei, la traduzione secondo me sarà fatta abbastanza bene perchè sarà sotto gli occhi di moltissimi.
Io sinceramente non ce lo vedo un solo traduttore, da solo soletto, a portare avanti oggi un lavoro del genere.

Ai curatori una percentuale delle vendite?
Non ci farebbero certo guadagni folli ;-), gli varrà più come prestigio semmai (enorme direi).

Meno male che giuseppe pacella, che aveva tutti i titoli e maestri giusti, si è sobbarcato di un simile lavoro, di ridare una edizione critica moderna allo zibaldone, ci mancherebbe anche che non ci fosse stata nelle nostre università, cosa volevi che lo facessero gli inglesi :-)?
Ad ogni modo se tradurranno introduzione e apparati critici di giuseppe pacella è chiaro che pacella (e gli eredi), avrà diritto ai diritti, ma non credo che ci sarà poi tanto da guadagnare. 
A proposito, ma la splendida (e costosissima) edizione garzanti curata dal pacella l&#039;hanno poi ristampata? Io temo di no.
geo</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Io fossi in voi mi calmerei, la traduzione secondo me sarà fatta abbastanza bene perchè sarà sotto gli occhi di moltissimi.<br />
Io sinceramente non ce lo vedo un solo traduttore, da solo soletto, a portare avanti oggi un lavoro del genere.</p>
<p>Ai curatori una percentuale delle vendite?<br />
Non ci farebbero certo guadagni folli ;-), gli varrà più come prestigio semmai (enorme direi).</p>
<p>Meno male che giuseppe pacella, che aveva tutti i titoli e maestri giusti, si è sobbarcato di un simile lavoro, di ridare una edizione critica moderna allo zibaldone, ci mancherebbe anche che non ci fosse stata nelle nostre università, cosa volevi che lo facessero gli inglesi :-)?<br />
Ad ogni modo se tradurranno introduzione e apparati critici di giuseppe pacella è chiaro che pacella (e gli eredi), avrà diritto ai diritti, ma non credo che ci sarà poi tanto da guadagnare.<br />
A proposito, ma la splendida (e costosissima) edizione garzanti curata dal pacella l&#8217;hanno poi ristampata? Io temo di no.<br />
geo</p>
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	<item>
		<title>Di: Carlo</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/06/07/berlusconi-paga-leopardi/#comment-71640</link>
		<dc:creator>Carlo</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Jun 2007 16:15:36 +0000</pubDate>
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		<description>La borsa di studio di 3 anni (6.000 € annuali)  inclusa nel Progetto Zibaldone, la necessità di una figura intermedia tra curatori e traduttori quale il Research Assistent, ma soprattutto questo passaggio di D&#039;Intino: &quot;la traduzione non è tutto, anzi. Ogni pagina va lette attentamente e confrontata con l’originale. I problemi si discutono con i traduttori, che riscrivono e perfezionano. Poi si rilegge, e così via. Per i concetti difficili bisogna cercare in dizionari d’epoca. Poi bisogna uniformare gli stili, mettersi d’accordo sulla punteggiatura, la sintassi, ecc.&quot;, non lasciano dubbi: si pensa a un gruppo di traduttori approssimativi (per età e/o inesperienza) capaci di fornire una traduzione all&#039;ingrosso, su cui interverranno poi dei super-traduttori (i curatori stessi?) che leggono attentamente confrontando con l&#039;originale, chiamano i traduttori che, previa tirata d&#039;orecchie, rifanno la traduzione stessa, la quale verrà risottoposta ai super-traduttori che così via... 40/48 € a cartella sono il compenso di traduttore + super-traduttore, o del solo traduttore? Ché in questo secondo caso la cartella lievita.

L&#039;edizione del Pacella esime i curatori inglesi dal ricercare le fonti, dai riscontri ecc. (un lavoro senza prezzo che il Pacella s&#039;è sobbarcato e che i curatori inglesi dovranno solo sintetizzare). 

Normalmente le case editrici universitarie vivono di finanziamenti dell&#039;università: possibile che tra docenti inglesi e italiani non si sia riusciti a finanziare la cosa? e possibile che ai curatori non vada una percentuale sulla vendita?

Insomma, trasparenza!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>La borsa di studio di 3 anni (6.000 € annuali)  inclusa nel Progetto Zibaldone, la necessità di una figura intermedia tra curatori e traduttori quale il Research Assistent, ma soprattutto questo passaggio di D&#8217;Intino: &#8220;la traduzione non è tutto, anzi. Ogni pagina va lette attentamente e confrontata con l’originale. I problemi si discutono con i traduttori, che riscrivono e perfezionano. Poi si rilegge, e così via. Per i concetti difficili bisogna cercare in dizionari d’epoca. Poi bisogna uniformare gli stili, mettersi d’accordo sulla punteggiatura, la sintassi, ecc.&#8221;, non lasciano dubbi: si pensa a un gruppo di traduttori approssimativi (per età e/o inesperienza) capaci di fornire una traduzione all&#8217;ingrosso, su cui interverranno poi dei super-traduttori (i curatori stessi?) che leggono attentamente confrontando con l&#8217;originale, chiamano i traduttori che, previa tirata d&#8217;orecchie, rifanno la traduzione stessa, la quale verrà risottoposta ai super-traduttori che così via&#8230; 40/48 € a cartella sono il compenso di traduttore + super-traduttore, o del solo traduttore? Ché in questo secondo caso la cartella lievita.</p>
<p>L&#8217;edizione del Pacella esime i curatori inglesi dal ricercare le fonti, dai riscontri ecc. (un lavoro senza prezzo che il Pacella s&#8217;è sobbarcato e che i curatori inglesi dovranno solo sintetizzare). </p>
<p>Normalmente le case editrici universitarie vivono di finanziamenti dell&#8217;università: possibile che tra docenti inglesi e italiani non si sia riusciti a finanziare la cosa? e possibile che ai curatori non vada una percentuale sulla vendita?</p>
<p>Insomma, trasparenza!</p>
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	<item>
		<title>Di: alcor</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/06/07/berlusconi-paga-leopardi/#comment-71626</link>
		<dc:creator>alcor</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Jun 2007 12:34:30 +0000</pubDate>
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		<description>Allora dirò come la penso in generale e senza battute su una traduzione che immagino si voglia esemplare. Lo faccio qui perché mi sembra meno OT.

Primo, la casa editrice. 
Solitamente una casa editrice non universitaria fa i conti. I conti possono sembrare anche una brutta cosa, ma, se la casa editrice è seria, tra i conti c&#039;è anche l&#039;investimento, in risorse prima di tutto umane, che devono rendere dal punto di vista del profitto culturale e perciò, si spera, economico.
La scelta del curatore e dei traduttori sarà la migliore &quot;possibile&quot;perchè è evidente che se sceglierò un curatore di fama non usurpata e un traduttore di vaglia ed esperienza, la possibilità che curatela e traduzione siano eccellenti, aumenta.
Una casa editrice universitaria è spesso (non sempre, ovvio) anche una casa editrice che tende a pubblicare opere che non avrebbero altrimenti circolazione fuori dai circuiti accademici, per tanti motivi.


E&#039; vero che le university press inglesi e americane sono più forti e migliori delle case editrici che pubblicano lavori accademici qui da noi, ma questa caratteristica ce l&#039;hanno anche loro. 
Inoltre, di solito, le university press e le case editrici che pubblicano a pagamento (fondi CNR o altro) hanno una circolazione che rimane limitata a un certo ambiente e con grande difficoltà raggiungeranno quel pubblico vasto che si auspicherebbe per Leopardi, a quel che mi è dato capire da quello che ho letto qui.

Il traduttore.

La &quot;voce&quot; di un autore viene penalizzata da una traduzione a più mani.
Se si decide in partenza che il lavoro di traduzione debba essere pesantemente rivisto, si punta a una traduzione &quot;editoriale&quot; sulla quale io ho moltissimi dubbi.
Inoltre, se un traduttore di vaglia subisce interventi invasivi, rompe. 
Se ci sono traduttori che accettano in partenza interventi così massicci come pare siano disposti a subire quelli di cui si parla qui, vuol dire che non sono quei traduttori d&#039;eccellenza dei quali forse ci sarebbe la necessità per un lavoro del genere. 

Qui c&#039;è un conto sul quale si invita a versare del denaro, perciò penso che sia legittimo chiedersi se vale la pena versare quel denaro.

Con questo non voglio dire che il lavoro sarà mal fatto, lungi da me, ma visto che  di fatto  sono invitata anch&#039;io a sostenerlo economicamente, mi pare di avere anche il diritto di sapere nei dettagli chi e cosa sosterrò.

Io la vedo così.

Quanto ai traduttori &quot;fanciulli&quot; (nell&#039;altro thread) lo dicevo nel senso che forse si può intuire da quanto ho detto sopra. Non ha a che vedere con l&#039;età, anche se dubito che una traduzione del Leopardi possa essere fatta senza una notevole esperienza sia traduttoria che filologica, che viene ANCHE col lavoro e perciò col tempo e l&#039;applicazione.


Quanto poi al tema istituti di cultura, ho detto che non credo che sia loro compito perché non mi risulta che abbiano fondi dedicati a questo scopo. E ribadisco: &quot;non mi risulta&quot; non è = a non lo so per certo. Semplicemente non mi risulta.

E adesso vi lascio.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Allora dirò come la penso in generale e senza battute su una traduzione che immagino si voglia esemplare. Lo faccio qui perché mi sembra meno OT.</p>
<p>Primo, la casa editrice.<br />
Solitamente una casa editrice non universitaria fa i conti. I conti possono sembrare anche una brutta cosa, ma, se la casa editrice è seria, tra i conti c&#8217;è anche l&#8217;investimento, in risorse prima di tutto umane, che devono rendere dal punto di vista del profitto culturale e perciò, si spera, economico.<br />
La scelta del curatore e dei traduttori sarà la migliore &#8220;possibile&#8221;perchè è evidente che se sceglierò un curatore di fama non usurpata e un traduttore di vaglia ed esperienza, la possibilità che curatela e traduzione siano eccellenti, aumenta.<br />
Una casa editrice universitaria è spesso (non sempre, ovvio) anche una casa editrice che tende a pubblicare opere che non avrebbero altrimenti circolazione fuori dai circuiti accademici, per tanti motivi.</p>
<p>E&#8217; vero che le university press inglesi e americane sono più forti e migliori delle case editrici che pubblicano lavori accademici qui da noi, ma questa caratteristica ce l&#8217;hanno anche loro.<br />
Inoltre, di solito, le university press e le case editrici che pubblicano a pagamento (fondi CNR o altro) hanno una circolazione che rimane limitata a un certo ambiente e con grande difficoltà raggiungeranno quel pubblico vasto che si auspicherebbe per Leopardi, a quel che mi è dato capire da quello che ho letto qui.</p>
<p>Il traduttore.</p>
<p>La &#8220;voce&#8221; di un autore viene penalizzata da una traduzione a più mani.<br />
Se si decide in partenza che il lavoro di traduzione debba essere pesantemente rivisto, si punta a una traduzione &#8220;editoriale&#8221; sulla quale io ho moltissimi dubbi.<br />
Inoltre, se un traduttore di vaglia subisce interventi invasivi, rompe.<br />
Se ci sono traduttori che accettano in partenza interventi così massicci come pare siano disposti a subire quelli di cui si parla qui, vuol dire che non sono quei traduttori d&#8217;eccellenza dei quali forse ci sarebbe la necessità per un lavoro del genere. </p>
<p>Qui c&#8217;è un conto sul quale si invita a versare del denaro, perciò penso che sia legittimo chiedersi se vale la pena versare quel denaro.</p>
<p>Con questo non voglio dire che il lavoro sarà mal fatto, lungi da me, ma visto che  di fatto  sono invitata anch&#8217;io a sostenerlo economicamente, mi pare di avere anche il diritto di sapere nei dettagli chi e cosa sosterrò.</p>
<p>Io la vedo così.</p>
<p>Quanto ai traduttori &#8220;fanciulli&#8221; (nell&#8217;altro thread) lo dicevo nel senso che forse si può intuire da quanto ho detto sopra. Non ha a che vedere con l&#8217;età, anche se dubito che una traduzione del Leopardi possa essere fatta senza una notevole esperienza sia traduttoria che filologica, che viene ANCHE col lavoro e perciò col tempo e l&#8217;applicazione.</p>
<p>Quanto poi al tema istituti di cultura, ho detto che non credo che sia loro compito perché non mi risulta che abbiano fondi dedicati a questo scopo. E ribadisco: &#8220;non mi risulta&#8221; non è = a non lo so per certo. Semplicemente non mi risulta.</p>
<p>E adesso vi lascio.</p>
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		<title>Di: georgia</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/06/07/berlusconi-paga-leopardi/#comment-71617</link>
		<dc:creator>georgia</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Jun 2007 09:29:55 +0000</pubDate>
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		<description>ALCOR
Se sono gli istituti di cultura non credo che loro compito sia di far tradurre gli autori italiani, quanto, più genericamente, di sostenere e far circolare la cultura italiana, tutta

GEO
Scusa ma in cosa consisterebbe la differenza?
Voglio dire come fai a far conoscere la letteratura taliana e a farla circolare se NON la traduci? Quindi il lor compito è anche quello di promuovere traduzioni. Tra l&#039;altro i soli nobel vinti da italiani sono stati quelli di autori ampiamente tradotti soprattutto in inglese, meglio se anche in svedese ;-).</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>ALCOR<br />
Se sono gli istituti di cultura non credo che loro compito sia di far tradurre gli autori italiani, quanto, più genericamente, di sostenere e far circolare la cultura italiana, tutta</p>
<p>GEO<br />
Scusa ma in cosa consisterebbe la differenza?<br />
Voglio dire come fai a far conoscere la letteratura taliana e a farla circolare se NON la traduci? Quindi il lor compito è anche quello di promuovere traduzioni. Tra l&#8217;altro i soli nobel vinti da italiani sono stati quelli di autori ampiamente tradotti soprattutto in inglese, meglio se anche in svedese ;-).</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Miku</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/06/07/berlusconi-paga-leopardi/#comment-71614</link>
		<dc:creator>Miku</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Jun 2007 08:32:12 +0000</pubDate>
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		<description>Ma che ci sia del marcio in Cassamarca, o che la traduzione vada condotta sull&#039;originale - anche se il senso di quelle parole sembra: manovalanza e ghost-translators stenderanno la loro versione, poi saremo noi a darvi uno sguardo -: hanno trovato i soldi, a gogò, facciano adesso il lavoro. Poi lo si giudicherà. Del resto, solo chi fa sbaglia.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ma che ci sia del marcio in Cassamarca, o che la traduzione vada condotta sull&#8217;originale &#8211; anche se il senso di quelle parole sembra: manovalanza e ghost-translators stenderanno la loro versione, poi saremo noi a darvi uno sguardo -: hanno trovato i soldi, a gogò, facciano adesso il lavoro. Poi lo si giudicherà. Del resto, solo chi fa sbaglia.</p>
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	<item>
		<title>Di: Carlo</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/06/07/berlusconi-paga-leopardi/#comment-71612</link>
		<dc:creator>Carlo</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Jun 2007 08:07:00 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2007/06/07/berlusconi-paga-leopardi/#comment-71612</guid>
		<description>La casa editrice della collana è la University of Toronto Press http://www.utppublishing.com/pubstore/

Esistono traduzioni parziali dello Zibaldone in inglese: bisogna valutare però che la metà esatta dello Zibaldone tratta questioni di lingua e stile, ed è la parte tralasciata nelle tradd. parziali. Essenziale per lo studioso, questa metà incide molto meno sull&#039;immagine/conoscenza del Leopardi che può farsi un lettore colto anglofono. La diffusione del Leopardi non dipende insomma dalla traduzione completa dello Zibaldone.

Tra i membri del Primo Amore c&#039;è Carla Benedetti, una valente italianista: perché non si pronuncia?  In fin dei conti l&#039;appello, pur scritto da Moresco, è firmato da tutto Il Primo Amore.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>La casa editrice della collana è la University of Toronto Press <a href="http://www.utppublishing.com/pubstore/" rel="nofollow">http://www.utppublishing.com/pubstore/</a></p>
<p>Esistono traduzioni parziali dello Zibaldone in inglese: bisogna valutare però che la metà esatta dello Zibaldone tratta questioni di lingua e stile, ed è la parte tralasciata nelle tradd. parziali. Essenziale per lo studioso, questa metà incide molto meno sull&#8217;immagine/conoscenza del Leopardi che può farsi un lettore colto anglofono. La diffusione del Leopardi non dipende insomma dalla traduzione completa dello Zibaldone.</p>
<p>Tra i membri del Primo Amore c&#8217;è Carla Benedetti, una valente italianista: perché non si pronuncia?  In fin dei conti l&#8217;appello, pur scritto da Moresco, è firmato da tutto Il Primo Amore.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Carlo</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/06/07/berlusconi-paga-leopardi/#comment-71600</link>
		<dc:creator>Carlo</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Jun 2007 18:18:56 +0000</pubDate>
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		<description>Penso ci sia un equivoco: un conto sono gli istituti di cultura, un altro i dipartimenti di italianistica. Ballarini e Ciavolella insegnano al dept. di italianistica dell&#039;UCLA, Los Angeles (da cui non vengono certo i soldi per la collanona).</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Penso ci sia un equivoco: un conto sono gli istituti di cultura, un altro i dipartimenti di italianistica. Ballarini e Ciavolella insegnano al dept. di italianistica dell&#8217;UCLA, Los Angeles (da cui non vengono certo i soldi per la collanona).</p>
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	<item>
		<title>Di: alcor</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/06/07/berlusconi-paga-leopardi/#comment-71589</link>
		<dc:creator>alcor</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Jun 2007 15:22:13 +0000</pubDate>
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		<description>@georgia

Ho capito. 
Se sono gli istituti di cultura non credo che loro compito sia di far tradurre gli autori italiani, quanto, più genericamente, di sostenere e far circolare la cultura italiana, tutta.
Non so a chi spetti sostenere traduzioni di nostri autori, forse noi non abbiamo neppure i fondi per farlo. Alcuni paesi hanno enti appositi, ma anche loro sostengono col contagocce e i soldi vanno di solito alla casa editrice.
In questo caso non so, sarà bravo questo D&#039;Intino? E soprattutto, chi saranno i traduttori? E poi, i traduttori, al plurale? Quante mani?
Da quel che dice condivido le perplessità di Carlo.
Sostenere che la traduzione non è tutto, se davvero si vuol far conoscere un autore al vasto pubblico, visto che gli italianisti inglesi lo leggono in italiano, è azzardato. Se è pessima, o anche solo mediocre, sarà un incomprensibile mattone. Se è fatta da molti, l&#039;azzardo proprio di ogni traduzione sarà un azzardo al quadrato.

E poi questo è veramente comico:

&quot;Ogni pagina va lette attentamente e confrontata con l’originale. I problemi si discutono con i traduttori, che riscrivono e perfezionano. Poi si rilegge, e così via.&quot;

C&#039;è sia dell&#039;ovvio che del demenziale.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@georgia</p>
<p>Ho capito.<br />
Se sono gli istituti di cultura non credo che loro compito sia di far tradurre gli autori italiani, quanto, più genericamente, di sostenere e far circolare la cultura italiana, tutta.<br />
Non so a chi spetti sostenere traduzioni di nostri autori, forse noi non abbiamo neppure i fondi per farlo. Alcuni paesi hanno enti appositi, ma anche loro sostengono col contagocce e i soldi vanno di solito alla casa editrice.<br />
In questo caso non so, sarà bravo questo D&#8217;Intino? E soprattutto, chi saranno i traduttori? E poi, i traduttori, al plurale? Quante mani?<br />
Da quel che dice condivido le perplessità di Carlo.<br />
Sostenere che la traduzione non è tutto, se davvero si vuol far conoscere un autore al vasto pubblico, visto che gli italianisti inglesi lo leggono in italiano, è azzardato. Se è pessima, o anche solo mediocre, sarà un incomprensibile mattone. Se è fatta da molti, l&#8217;azzardo proprio di ogni traduzione sarà un azzardo al quadrato.</p>
<p>E poi questo è veramente comico:</p>
<p>&#8220;Ogni pagina va lette attentamente e confrontata con l’originale. I problemi si discutono con i traduttori, che riscrivono e perfezionano. Poi si rilegge, e così via.&#8221;</p>
<p>C&#8217;è sia dell&#8217;ovvio che del demenziale.</p>
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		<title>Di: Carlo</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/06/07/berlusconi-paga-leopardi/#comment-71548</link>
		<dc:creator>Carlo</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Jun 2007 12:41:43 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2007/06/07/berlusconi-paga-leopardi/#comment-71548</guid>
		<description>Il programma della Da Ponte (ricavato in rete): una biblioteca di traduzioni inglesi di cento tra i piú significativi titoli di autori che hanno avuto finora in Nord America solo un’attenzione parziale come Pietro Aretino, Cesare Beccaria, Giacomo Leopardi, Paolo Mantegazza, Carlo Goldoni, Leone Ebreo, Norberto Bobbio, Benedetto Croce, Antonio Pigafetta, Amerigo Vespucci, Remo Bodei, Luciano Cafiero, Alessandro Manzoni, Matilde Serao, Giordano Bruno, Leon Battista Alberti, l’Abate Galliani, Edmondo de Amicis, Vittorio Alfieri, Carmelo Bene, Tommaso Campanella, e tre volumi di poesia italiana dal Duecento ai giorni nostri, curati direttamente dagli stessi direttori Ballerini e Ciavolella. (Finora è uscito il volume n° 1, Il ricettario dell&#039;Artusi.)

Dalle dichiarazioni di D&#039;Intino, traspare che dalla Da Ponte non viene una lira: ma com&#039;è possibile varare una tanta collana (100 titoli!) senza nulla pagare?! In realtà dalla statuto dalla Fondazione Cassamarca emerge che i finanziamenti ci sono eccome... Oppure mettiamola così: se Cassamarca finanzia poco lo Zibaldone (ma quanto poco?), cosa sarà mai del povero Mantegazza?! I traduttori del Mantegazza che faranno? lanceranno un appello sperando che...? cosa?

In ogni caso, qualche raschiatura di barile dev&#039;esserci, se i due direttori di collana, Ballarini e Ciavolella, secondo la dichiarazione di D&#039;Intino &quot;Vengono apposta da Los Angeles, e ci vediamo tutti a Perugia, dove si decide un piano d&#039;azione&quot; (aereo + soggiorno)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Il programma della Da Ponte (ricavato in rete): una biblioteca di traduzioni inglesi di cento tra i piú significativi titoli di autori che hanno avuto finora in Nord America solo un’attenzione parziale come Pietro Aretino, Cesare Beccaria, Giacomo Leopardi, Paolo Mantegazza, Carlo Goldoni, Leone Ebreo, Norberto Bobbio, Benedetto Croce, Antonio Pigafetta, Amerigo Vespucci, Remo Bodei, Luciano Cafiero, Alessandro Manzoni, Matilde Serao, Giordano Bruno, Leon Battista Alberti, l’Abate Galliani, Edmondo de Amicis, Vittorio Alfieri, Carmelo Bene, Tommaso Campanella, e tre volumi di poesia italiana dal Duecento ai giorni nostri, curati direttamente dagli stessi direttori Ballerini e Ciavolella. (Finora è uscito il volume n° 1, Il ricettario dell&#8217;Artusi.)</p>
<p>Dalle dichiarazioni di D&#8217;Intino, traspare che dalla Da Ponte non viene una lira: ma com&#8217;è possibile varare una tanta collana (100 titoli!) senza nulla pagare?! In realtà dalla statuto dalla Fondazione Cassamarca emerge che i finanziamenti ci sono eccome&#8230; Oppure mettiamola così: se Cassamarca finanzia poco lo Zibaldone (ma quanto poco?), cosa sarà mai del povero Mantegazza?! I traduttori del Mantegazza che faranno? lanceranno un appello sperando che&#8230;? cosa?</p>
<p>In ogni caso, qualche raschiatura di barile dev&#8217;esserci, se i due direttori di collana, Ballarini e Ciavolella, secondo la dichiarazione di D&#8217;Intino &#8220;Vengono apposta da Los Angeles, e ci vediamo tutti a Perugia, dove si decide un piano d&#8217;azione&#8221; (aereo + soggiorno)</p>
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	<item>
		<title>Di: georgia</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/06/07/berlusconi-paga-leopardi/#comment-71511</link>
		<dc:creator>georgia</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Jun 2007 09:48:24 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2007/06/07/berlusconi-paga-leopardi/#comment-71511</guid>
		<description>io trovo non solo legittimo ma doveso pubblicare con mondadori, se se ne presenta l&#039;occasione (per i giornali l&#039;ho già detto è una cosa un po&#039; diversa ma ogni caso è un caso a sè, e non a caso se io mi sono pentita di quanto scrissi qui a proposito di berardinelli che ormai leggo regolarmente, purtroppo sul folgio), però trovo che non si debbano mai avere due pesi e due misure nel senso che la tigna in testa agli altri non può diventare automaticamente forfora solo perchè è nella mia di testa ;-) e viceversa naturalmente
geo</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>io trovo non solo legittimo ma doveso pubblicare con mondadori, se se ne presenta l&#8217;occasione (per i giornali l&#8217;ho già detto è una cosa un po&#8217; diversa ma ogni caso è un caso a sè, e non a caso se io mi sono pentita di quanto scrissi qui a proposito di berardinelli che ormai leggo regolarmente, purtroppo sul folgio), però trovo che non si debbano mai avere due pesi e due misure nel senso che la tigna in testa agli altri non può diventare automaticamente forfora solo perchè è nella mia di testa ;-) e viceversa naturalmente<br />
geo</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Blackjack</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/06/07/berlusconi-paga-leopardi/#comment-71498</link>
		<dc:creator>Blackjack</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Jun 2007 09:17:55 +0000</pubDate>
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		<description>Krauspenhaar; scrivi: &quot;Caro Blackjack, dire che Tash avrebbe dovuto cercarsi una casa editrice di sinistra è ingiusto. Mondadori ha dato fiducia al suo bellissimo libro, e le scelte editoriali di Mondadori prescindono dal suo “padrone”. Altrimenti, davvero, dovremmo dire che siccome il mondo occidentale fa schifo noi non dobbiamo dirci appartenenti al mondo occidentale. PIù o meno.&quot;

Sono pienamente d&#039;accordo con quanto sostieni a parte un piccolo dettaglio: la coerenza. Null&#039;altro che angoli di visione e di coerenza.
Per il resto l&#039;unica cosa che posso dire è: ti auguro che il tuo prossimo libro sia pubblicato da Mondadori e venda almeno 500.000 copie. Non avrei nulla da ridire.

Blackjack</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Krauspenhaar; scrivi: &#8220;Caro Blackjack, dire che Tash avrebbe dovuto cercarsi una casa editrice di sinistra è ingiusto. Mondadori ha dato fiducia al suo bellissimo libro, e le scelte editoriali di Mondadori prescindono dal suo “padrone”. Altrimenti, davvero, dovremmo dire che siccome il mondo occidentale fa schifo noi non dobbiamo dirci appartenenti al mondo occidentale. PIù o meno.&#8221;</p>
<p>Sono pienamente d&#8217;accordo con quanto sostieni a parte un piccolo dettaglio: la coerenza. Null&#8217;altro che angoli di visione e di coerenza.<br />
Per il resto l&#8217;unica cosa che posso dire è: ti auguro che il tuo prossimo libro sia pubblicato da Mondadori e venda almeno 500.000 copie. Non avrei nulla da ridire.</p>
<p>Blackjack</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: georgia</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/06/07/berlusconi-paga-leopardi/#comment-71474</link>
		<dc:creator>georgia</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Jun 2007 23:28:14 +0000</pubDate>
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		<description>&lt;a href=&quot;http://www.nazioneindiana.com/2007/06/07/berlusconi-paga-leopardi/#comment-71344&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;Cos’è un centro di italianistica all’estero?&lt;/a&gt;

Devo aver sbagliato il termine burocratico, scusa :-) Come si chiamano alcor, Istituti di italinistica, istituti di cultura italiana?
So solo che la carica di direttore è politica (dipende dal ministero degli esteri) ad esempio de michelis fece la nirenstein direttore dell&#039;istituto di tel aviv,  in ungheria so che era direttore montefoschi, a londra barrotta, a stoccarda acanfora, ecc. insomma c&#039;è un istituto in ogni paese con un direttore, o no?
Fra i loro compiti c&#039;è anche quello di tradurre gli italiani e farli circolare o no?
geo</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.nazioneindiana.com/2007/06/07/berlusconi-paga-leopardi/#comment-71344" rel="nofollow">Cos’è un centro di italianistica all’estero?</a></p>
<p>Devo aver sbagliato il termine burocratico, scusa :-) Come si chiamano alcor, Istituti di italinistica, istituti di cultura italiana?<br />
So solo che la carica di direttore è politica (dipende dal ministero degli esteri) ad esempio de michelis fece la nirenstein direttore dell&#8217;istituto di tel aviv,  in ungheria so che era direttore montefoschi, a londra barrotta, a stoccarda acanfora, ecc. insomma c&#8217;è un istituto in ogni paese con un direttore, o no?<br />
Fra i loro compiti c&#8217;è anche quello di tradurre gli italiani e farli circolare o no?<br />
geo</p>
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	<item>
		<title>Di: Carlo</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/06/07/berlusconi-paga-leopardi/#comment-71472</link>
		<dc:creator>Carlo</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Jun 2007 22:44:41 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2007/06/07/berlusconi-paga-leopardi/#comment-71472</guid>
		<description>&quot;Lo Zibaldone è composto all&#039;incirca da un milione di parole. Il costo totale è dunque, a seconda che si usino le tariffe per traduttori professionisti e specializzati inglesi o americane, di 70.000 sterline (circa 100.000 €), o di 150.000 $ (circa 120.000 €).&quot;

Troppi circa: ammesso e non concesso, il costo sarebbe dunque di 0,10 € a parola in England e di 0,12 € in USA. Stante che una cartella di 2.000 battute (compresi gli spazi) consta mediamente di 400 parole, la tariffa risulterebbe di 40/48 € a cartella! Siamo seri, e stiamo sui 30/32 €. E attenzione: il traduttore, ovviamente inglese, a questa cifra sarà un vero professionista, capace di dare il prodotto pressoché finito.

D&#039;Intino afferma che la traduzione avverrà sull&#039;edizione critica del Pacella, uscita da Garzanti nel 1991, dove il testo è compreso in 2 voll. di complessive 2.600 pp., mentre il terzo vol.  è dedicato all&#039;apparato critico. Per quanto si allarghi la pagina e si rimpicciolisca il carattere, è inverosimile che il testo in inglese risulti meno di 1.700 pp., ed essendo previste 2.300 pp. complessive, l&#039;apparato critico in inglese non supererà le 600 pp., che sono la metà dell&#039;apparato del Pacella. In una parola, la curatela inglese consisterà in un riassunto/selezione dell&#039;apparato critico dell&#039;edizione italiana.  

Ora, sentiamo D&#039;Intino: &quot;Ma la traduzione non è tutto, anzi. Ogni pagina va lette attentamente e confrontata con l&#039;originale. I problemi si discutono con i traduttori, che riscrivono e perfezionano. Poi si rilegge, e così via. Per i concetti difficili bisogna cercare in dizionari d&#039;epoca. Poi bisogna uniformare gli stili, mettersi d&#039;accordo sulla punteggiatura, la sintassi, ecc. Poi ci sono le migliaia di citazioni in tutte le lingue: italiano, latino, greco, francese, inglese, spagnolo, ebraico. Ognuna dev&#039;essere identificata, si deve rintracciare in biblioteca il testo in inglese, o, alla peggio, tradurre. Dovremo pensare alle note esplicative per un pubblico anglosassone: opere, personaggi, concetti. Scrivere testi, introduzioni, mappe che orientino il lettore. Gli indici. Un lavoro enorme, che spaventa. L&#039;ideale sarebbe un research assistant. Stiamo già provando a fare domanda per un grant alla British Academy. Se non va dovremo arrangiarci e pagare qualcuno, se si può, oppure, per risparmiare, farlo noi. Ci aspettano anni duri. Ma ce la faremo. È una promessa.&quot;

Dal che si deduce che:
1- D&#039;Intino pensa a un gruppetto di giovanotti/traduttori alle prime armi, che forniscono un testo tutto da rivedere ma comunque incassano la tariffa piena.
2- fa passare normali operazioni di un traduttore serio (consultare i dizionari dell&#039;epoca, controllare le versioni inglesi di testi citati in altre lingue ecc.) come operazioni suppletive fuori tariffa
3- finge di dover affrontare un lavoro di ricerca sulle fonti che in realtà è già stato fatto dal Pacella
4- prospetta, dopo l&#039;incasso dei 100.000 €, l&#039;assunzione di un assistente (oltre ai traduttori e ai curatori) con relativa richiesta di borsa di studio
5- e lamenta, lamenta...

Berlusconi + Centro Studi di Recanati + Cassamarca + sottoscrizione attuale = 130.000 € = 80.000 € ai traduttori + 50.000 € ai curatori = basta &amp; avanza.

Resta da chiarire il ruolo delle edizioni Da Ponte.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Lo Zibaldone è composto all&#8217;incirca da un milione di parole. Il costo totale è dunque, a seconda che si usino le tariffe per traduttori professionisti e specializzati inglesi o americane, di 70.000 sterline (circa 100.000 €), o di 150.000 $ (circa 120.000 €).&#8221;</p>
<p>Troppi circa: ammesso e non concesso, il costo sarebbe dunque di 0,10 € a parola in England e di 0,12 € in USA. Stante che una cartella di 2.000 battute (compresi gli spazi) consta mediamente di 400 parole, la tariffa risulterebbe di 40/48 € a cartella! Siamo seri, e stiamo sui 30/32 €. E attenzione: il traduttore, ovviamente inglese, a questa cifra sarà un vero professionista, capace di dare il prodotto pressoché finito.</p>
<p>D&#8217;Intino afferma che la traduzione avverrà sull&#8217;edizione critica del Pacella, uscita da Garzanti nel 1991, dove il testo è compreso in 2 voll. di complessive 2.600 pp., mentre il terzo vol.  è dedicato all&#8217;apparato critico. Per quanto si allarghi la pagina e si rimpicciolisca il carattere, è inverosimile che il testo in inglese risulti meno di 1.700 pp., ed essendo previste 2.300 pp. complessive, l&#8217;apparato critico in inglese non supererà le 600 pp., che sono la metà dell&#8217;apparato del Pacella. In una parola, la curatela inglese consisterà in un riassunto/selezione dell&#8217;apparato critico dell&#8217;edizione italiana.  </p>
<p>Ora, sentiamo D&#8217;Intino: &#8220;Ma la traduzione non è tutto, anzi. Ogni pagina va lette attentamente e confrontata con l&#8217;originale. I problemi si discutono con i traduttori, che riscrivono e perfezionano. Poi si rilegge, e così via. Per i concetti difficili bisogna cercare in dizionari d&#8217;epoca. Poi bisogna uniformare gli stili, mettersi d&#8217;accordo sulla punteggiatura, la sintassi, ecc. Poi ci sono le migliaia di citazioni in tutte le lingue: italiano, latino, greco, francese, inglese, spagnolo, ebraico. Ognuna dev&#8217;essere identificata, si deve rintracciare in biblioteca il testo in inglese, o, alla peggio, tradurre. Dovremo pensare alle note esplicative per un pubblico anglosassone: opere, personaggi, concetti. Scrivere testi, introduzioni, mappe che orientino il lettore. Gli indici. Un lavoro enorme, che spaventa. L&#8217;ideale sarebbe un research assistant. Stiamo già provando a fare domanda per un grant alla British Academy. Se non va dovremo arrangiarci e pagare qualcuno, se si può, oppure, per risparmiare, farlo noi. Ci aspettano anni duri. Ma ce la faremo. È una promessa.&#8221;</p>
<p>Dal che si deduce che:<br />
1- D&#8217;Intino pensa a un gruppetto di giovanotti/traduttori alle prime armi, che forniscono un testo tutto da rivedere ma comunque incassano la tariffa piena.<br />
2- fa passare normali operazioni di un traduttore serio (consultare i dizionari dell&#8217;epoca, controllare le versioni inglesi di testi citati in altre lingue ecc.) come operazioni suppletive fuori tariffa<br />
3- finge di dover affrontare un lavoro di ricerca sulle fonti che in realtà è già stato fatto dal Pacella<br />
4- prospetta, dopo l&#8217;incasso dei 100.000 €, l&#8217;assunzione di un assistente (oltre ai traduttori e ai curatori) con relativa richiesta di borsa di studio<br />
5- e lamenta, lamenta&#8230;</p>
<p>Berlusconi + Centro Studi di Recanati + Cassamarca + sottoscrizione attuale = 130.000 € = 80.000 € ai traduttori + 50.000 € ai curatori = basta &amp; avanza.</p>
<p>Resta da chiarire il ruolo delle edizioni Da Ponte.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: franz krauspenhaar</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/06/07/berlusconi-paga-leopardi/#comment-71467</link>
		<dc:creator>franz krauspenhaar</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Jun 2007 21:26:09 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2007/06/07/berlusconi-paga-leopardi/#comment-71467</guid>
		<description>Tranquillo che appena Mondadori mi offre un contratto milionario mando tutto affanculo  per l&#039;anima di Leopardi.
O no?...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Tranquillo che appena Mondadori mi offre un contratto milionario mando tutto affanculo  per l&#8217;anima di Leopardi.<br />
O no?&#8230;</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Lorenzo Galbiati</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/06/07/berlusconi-paga-leopardi/#comment-71456</link>
		<dc:creator>Lorenzo Galbiati</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Jun 2007 19:46:10 +0000</pubDate>
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		<description>Il punto, da non dimenticare, è anche che ci vogliono i soldi per fare certe cose, e lui li ha. E occupa tutta l&#039;editoria anche per questo. Chi scrive, almeno, eviti di rinforzare il monopolio, se ha possibilità di scelta.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Il punto, da non dimenticare, è anche che ci vogliono i soldi per fare certe cose, e lui li ha. E occupa tutta l&#8217;editoria anche per questo. Chi scrive, almeno, eviti di rinforzare il monopolio, se ha possibilità di scelta.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Carlo</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/06/07/berlusconi-paga-leopardi/#comment-71407</link>
		<dc:creator>Carlo</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Jun 2007 10:30:39 +0000</pubDate>
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		<description>C&#039;era da aspettarselo: il plenipotenziaro della Cassamarca Fond., Di Poli, fu deputato dc al carro di Rumor, mentre il suo braccio destro in Fond., Pavan, fu senatore dc al carro di Bisaglia: delfini della balena!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>C&#8217;era da aspettarselo: il plenipotenziaro della Cassamarca Fond., Di Poli, fu deputato dc al carro di Rumor, mentre il suo braccio destro in Fond., Pavan, fu senatore dc al carro di Bisaglia: delfini della balena!</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Carlo</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/06/07/berlusconi-paga-leopardi/#comment-71387</link>
		<dc:creator>Carlo</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 10 Jun 2007 23:46:11 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2007/06/07/berlusconi-paga-leopardi/#comment-71387</guid>
		<description>Leggendo il curriculum, mi son fatto l&#039;idea che Berlusconi abbia preso una sbandata come già per Apicella:


Nato a Roma, ha conseguito la laurea alla “Sapienza” e il dottorato di ricerca a Roma Tre. Emigrato due volte, è stato docente di letteratura italiana in Olanda (Universiteit van Amsterdam) e in Inghilterra (University of Birmingham), poi ricercatore all&#039;Università di Perugia, ed è finalmente approdato, come professore associato di Letteratura italiana contemporanea, alla Facoltà di Studi orientali.
Un poco esperto di generi autobiografici ( L&#039;autobiografia moderna. Storia forme problemi , 2a ed. Bulzoni, Roma 1998, ecc.) e di romanticismo europeo, la sua passion predominante è Giacomo Leopardi. Ne ha curato l&#039;edizione critica degli Scritti e frammenti autobiografici (Salerno editrice, Roma 1995) e le traduzioni dai Poeti greci e latini (ivi, 1999), cui si aggiungono una ventina di saggi, mai raccolti in volume, e altri mai pubblicati (“In quella letteratura antiscritturale, il solo modo di pubblicare i propri componimenti, era il cantarli esso, o insegnarli ad altri che li cantassero. [...] Queste furono per più secoli le edizioni de&#039; greci [...] Noi ridiamo di quell&#039;antico modo di pubblicazione; forse quegli antichi riderebbero assai del nostro”).
Incapace di canto, ha scritto e pubblicato, ahimé, anche su Pirandello ( L&#039;antro della bestia. Le ‘Novelle per un anno&#039; di L. Pirandello , Sciascia, Caltanissetta 1992), sulla letteratura nella stampa ottocentesca italiana (Franco Angeli, Milano 1990, 1996), sulla ricezione della letteratura italiana novecentesca all&#039;estero ( Il Novecento italiano oltrefrontiera , in Il Novecento. Scenari di fine secolo , Milano, Garzanti, 2001), e su alcuni degli autori che ama e/o odia (Defoe, Rousseau, Goethe, Alfieri, Sade, Wordsworth, Coleridge, Novalis, F. Schlegel, Stendhal, ecc.). Su altri ha più opportunamente taciuto.
E&#039; ossessionato dalle figure di Faust e Mefistofele, che - notano i suoi studenti - vede ovunque, come dimostra la postfazione a La confessione di un figlio del secolo di Alfred de Musset, da lui curata per l&#039;editore Fazi (Roma 2003). Per anni è andato a caccia del Male in letteratura per redigere la relativa voce, di poche pagine, del Dizionario tematico di prossima pubblicazione presso la UTET.
E&#039; condirettore della collana di ‘testi e studi leopardiani&#039; presso Marsilio, e direttore del «Leopardi Centre», istituito a Birmingham nel 1998 con il patrocinio del Centro Nazionale di Studi Leopardiani di Recanati.
Tra i promotori della traduzione in inglese dello Zibaldone di pensieri (Toronto U.P.), sta lavorando da lungo tempo all&#039;edizione critica dei leopardiani Volgarizzamenti di prose morali ( “da altra parte, i libri composti, come sono quasi tutti i moderni, frettolosamente, e rimoti da qualunque perfezione; ancorché sieno celebrati per qualche tempo, non possono mancar di perire in breve”).
Concorda con Montaigne che “Les premieres et universelles raisons sont de difficile perscrutation”, e che “Rien de noble ne se faict sans hazard”.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Leggendo il curriculum, mi son fatto l&#8217;idea che Berlusconi abbia preso una sbandata come già per Apicella:</p>
<p>Nato a Roma, ha conseguito la laurea alla “Sapienza” e il dottorato di ricerca a Roma Tre. Emigrato due volte, è stato docente di letteratura italiana in Olanda (Universiteit van Amsterdam) e in Inghilterra (University of Birmingham), poi ricercatore all&#8217;Università di Perugia, ed è finalmente approdato, come professore associato di Letteratura italiana contemporanea, alla Facoltà di Studi orientali.<br />
Un poco esperto di generi autobiografici ( L&#8217;autobiografia moderna. Storia forme problemi , 2a ed. Bulzoni, Roma 1998, ecc.) e di romanticismo europeo, la sua passion predominante è Giacomo Leopardi. Ne ha curato l&#8217;edizione critica degli Scritti e frammenti autobiografici (Salerno editrice, Roma 1995) e le traduzioni dai Poeti greci e latini (ivi, 1999), cui si aggiungono una ventina di saggi, mai raccolti in volume, e altri mai pubblicati (“In quella letteratura antiscritturale, il solo modo di pubblicare i propri componimenti, era il cantarli esso, o insegnarli ad altri che li cantassero. [...] Queste furono per più secoli le edizioni de&#8217; greci [...] Noi ridiamo di quell&#8217;antico modo di pubblicazione; forse quegli antichi riderebbero assai del nostro”).<br />
Incapace di canto, ha scritto e pubblicato, ahimé, anche su Pirandello ( L&#8217;antro della bestia. Le ‘Novelle per un anno&#8217; di L. Pirandello , Sciascia, Caltanissetta 1992), sulla letteratura nella stampa ottocentesca italiana (Franco Angeli, Milano 1990, 1996), sulla ricezione della letteratura italiana novecentesca all&#8217;estero ( Il Novecento italiano oltrefrontiera , in Il Novecento. Scenari di fine secolo , Milano, Garzanti, 2001), e su alcuni degli autori che ama e/o odia (Defoe, Rousseau, Goethe, Alfieri, Sade, Wordsworth, Coleridge, Novalis, F. Schlegel, Stendhal, ecc.). Su altri ha più opportunamente taciuto.<br />
E&#8217; ossessionato dalle figure di Faust e Mefistofele, che &#8211; notano i suoi studenti &#8211; vede ovunque, come dimostra la postfazione a La confessione di un figlio del secolo di Alfred de Musset, da lui curata per l&#8217;editore Fazi (Roma 2003). Per anni è andato a caccia del Male in letteratura per redigere la relativa voce, di poche pagine, del Dizionario tematico di prossima pubblicazione presso la UTET.<br />
E&#8217; condirettore della collana di ‘testi e studi leopardiani&#8217; presso Marsilio, e direttore del «Leopardi Centre», istituito a Birmingham nel 1998 con il patrocinio del Centro Nazionale di Studi Leopardiani di Recanati.<br />
Tra i promotori della traduzione in inglese dello Zibaldone di pensieri (Toronto U.P.), sta lavorando da lungo tempo all&#8217;edizione critica dei leopardiani Volgarizzamenti di prose morali ( “da altra parte, i libri composti, come sono quasi tutti i moderni, frettolosamente, e rimoti da qualunque perfezione; ancorché sieno celebrati per qualche tempo, non possono mancar di perire in breve”).<br />
Concorda con Montaigne che “Les premieres et universelles raisons sont de difficile perscrutation”, e che “Rien de noble ne se faict sans hazard”.</p>
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	<item>
		<title>Di: Carlo</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/06/07/berlusconi-paga-leopardi/#comment-71381</link>
		<dc:creator>Carlo</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 10 Jun 2007 21:23:19 +0000</pubDate>
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		<description>D&#039;Intino:  “Il c.c. indicato da Il Primo amore per sostenere la traduzione inglese dello Zibaldone ha avuto una piccola ma significativa impennata dopo che Berlusconi ha deciso di finanziare il progetto: benvengano ulteriori sottoscrizioni. Per tradurre e curare l&#039;opera rapidamente saranno necessari più soldi di quelli chiesti… Siamo partiti con pochi soldi (15.000 € dal Centro Nazionale di Studi Leopardiani)... Qualcosa è venuto dalla Fondazione Cassamarca di Treviso.”
 
Tutto sommato, si viaggia dunque verso i 150.000 €. 
NB: la Fondazione Cassamarca (che stanzia annualmente 1.300.000 € per iniziative culturali) finanzia le edizioni Da Ponte già nel suo complesso, come si evince da  www.fondazionecassamarca.it  alla voce Progetti culturali, USA (Il gran capo della fondazione  è l’on. Dino De Poli, eletto deputato nel 1968).

Per parte mia, m&#039;impegno a versare i 1.OOO € della scommessa con Luminamenti (cfr. il post Vollschläger) a Il primo amore, sempre che la Redazione di NI sia d’accordo e io la perda.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>D&#8217;Intino:  “Il c.c. indicato da Il Primo amore per sostenere la traduzione inglese dello Zibaldone ha avuto una piccola ma significativa impennata dopo che Berlusconi ha deciso di finanziare il progetto: benvengano ulteriori sottoscrizioni. Per tradurre e curare l&#8217;opera rapidamente saranno necessari più soldi di quelli chiesti… Siamo partiti con pochi soldi (15.000 € dal Centro Nazionale di Studi Leopardiani)&#8230; Qualcosa è venuto dalla Fondazione Cassamarca di Treviso.”</p>
<p>Tutto sommato, si viaggia dunque verso i 150.000 €.<br />
NB: la Fondazione Cassamarca (che stanzia annualmente 1.300.000 € per iniziative culturali) finanzia le edizioni Da Ponte già nel suo complesso, come si evince da  <a href="http://www.fondazionecassamarca.it" rel="nofollow">http://www.fondazionecassamarca.it</a>  alla voce Progetti culturali, USA (Il gran capo della fondazione  è l’on. Dino De Poli, eletto deputato nel 1968).</p>
<p>Per parte mia, m&#8217;impegno a versare i 1.OOO € della scommessa con Luminamenti (cfr. il post Vollschläger) a Il primo amore, sempre che la Redazione di NI sia d’accordo e io la perda.</p>
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	<item>
		<title>Di: MarioB.</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/06/07/berlusconi-paga-leopardi/#comment-71375</link>
		<dc:creator>MarioB.</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 10 Jun 2007 18:04:28 +0000</pubDate>
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		<description>Ma quella cosa lì che ha fatto Alì Berlù non si chiama ritorno d&#039;immagine?
Nulla di nuovo sotto il sole.

Giulio II voleva il Michelagnolo, a far freschi, perché era un grand&#039;intenditore d&#039;Arte o perché il Buonarroti era il meglio sul mercato?
Così ci faceva fare bella figura, a lui, con le sue pitture e le sue sculture!
O no?!
 
E Pierpont Morgan che fu il più gran pirata della finanza non fondò la Pierpont Morgan Library? 

MarioB.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ma quella cosa lì che ha fatto Alì Berlù non si chiama ritorno d&#8217;immagine?<br />
Nulla di nuovo sotto il sole.</p>
<p>Giulio II voleva il Michelagnolo, a far freschi, perché era un grand&#8217;intenditore d&#8217;Arte o perché il Buonarroti era il meglio sul mercato?<br />
Così ci faceva fare bella figura, a lui, con le sue pitture e le sue sculture!<br />
O no?!</p>
<p>E Pierpont Morgan che fu il più gran pirata della finanza non fondò la Pierpont Morgan Library? </p>
<p>MarioB.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Hamlet</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/06/07/berlusconi-paga-leopardi/#comment-71366</link>
		<dc:creator>Hamlet</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 10 Jun 2007 16:31:27 +0000</pubDate>
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		<description>qui ci mangiano, e non solo sui centomila: la casa editrice che non tira fuori un dollaro darà ai compari almeno il 5% sulle vendite, che farà un bel gruzzoletto postumo, sulle spalle pardon la gobba del conte.
Il Berlusca fa come Andreotti coi gruppuscoli del 68: li lascia blaterare, e poi ci ricava. Parola di</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>qui ci mangiano, e non solo sui centomila: la casa editrice che non tira fuori un dollaro darà ai compari almeno il 5% sulle vendite, che farà un bel gruzzoletto postumo, sulle spalle pardon la gobba del conte.<br />
Il Berlusca fa come Andreotti coi gruppuscoli del 68: li lascia blaterare, e poi ci ricava. Parola di</p>
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