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	<title>Commenti a: A Gamba Tesa /In fondo, a destra&#8230;</title>
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	<pubDate>Tue, 02 Dec 2008 02:42:17 +0000</pubDate>
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		<title>Di: Carlo</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/06/11/a-gamba-tesa-in-fondo-a-destra/#comment-71707</link>
		<dc:creator>Carlo</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Jun 2007 17:27:02 +0000</pubDate>
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		<description>- Nel 1998 Schefer traduce con Eva Cantavenera "Tout est rien- anthologie du zibaldone, 285 p., Editeur Allia (5 novembre 1998)

- A inizio 1999 comincia a tradurre lo Zibaldone completo (Eva rinuncia subito), otto ore al giorno per un anno e mezzo.

- A metà 2000 smette per mancanza di fondi.

- A metà 2002 riprende e conclude, isolato sui Pirenei, la prima versione a fine 2002.

- A inizio 2003  procede alla versione finale che conclude a fine estate: Zibaldone, 2396 p., Editeur Allia (26 novembre 2003) 
-----------------------------------------------------------------------------------

Tutto sommato (compresa cioè l'antologia iniziale), la trad. dello Zibaldone è costata 4 anni esatti di lavoro a tempo pieno. Schefer, oggi 34nne, non è un docente universitario (dunque non attinge a fondi): mettendolo a stipendio per 2.000 € mensili, la traduzione &#38; cura sarebbe costata all'editore 96.000 €.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>- Nel 1998 Schefer traduce con Eva Cantavenera &#8220;Tout est rien- anthologie du zibaldone, 285 p., Editeur Allia (5 novembre 1998)</p>
<p>- A inizio 1999 comincia a tradurre lo Zibaldone completo (Eva rinuncia subito), otto ore al giorno per un anno e mezzo.</p>
<p>- A metà 2000 smette per mancanza di fondi.</p>
<p>- A metà 2002 riprende e conclude, isolato sui Pirenei, la prima versione a fine 2002.</p>
<p>- A inizio 2003  procede alla versione finale che conclude a fine estate: Zibaldone, 2396 p., Editeur Allia (26 novembre 2003)<br />
&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;</p>
<p>Tutto sommato (compresa cioè l&#8217;antologia iniziale), la trad. dello Zibaldone è costata 4 anni esatti di lavoro a tempo pieno. Schefer, oggi 34nne, non è un docente universitario (dunque non attinge a fondi): mettendolo a stipendio per 2.000 € mensili, la traduzione &amp; cura sarebbe costata all&#8217;editore 96.000 €.</p>
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		<title>Di: alcor</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/06/11/a-gamba-tesa-in-fondo-a-destra/#comment-71668</link>
		<dc:creator>alcor</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Jun 2007 10:08:03 +0000</pubDate>
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		<description>@ carlo

in riferimento al punto in cui dici, sotto l'altro post, che il fatto che i traduttori siano più d'uno è inessenziale,  ri-cito quello che hai riportato

"I riconoscimenti dell’importanza di questa opera e della qualità della traduzione sono unanimi. Recentemente Jean Starobinski, in una lettera congiunta al traduttore Bertrand Schefer e a Enrico Capodaglio, che gliene ha inviato una copia, ha definito la traduzione splendida."

Tu davvero pensi che se l'opera fosse stata fatta a più mani sarebbe stata definita splendida da Starobinski? Corretta, senz'altro, rivista con acribia filologica dal curatore senz'altro, ma un opera di questo livello non può, a mio avviso derivare da un collage di approcci traduttori differenti. Un conto è la doverosa revisione editoriale, un conto è omogeneizzare il lavoro di molti. Le traduzioni eccellenti sono sempre opera di un solo traduttore, lo dice la storia della traduzione, per chi la conosce.
Non ho mai visto traduzioni eccellenti e memorabili di un testo che pur frammentario è un corpus unico, a più mani. Ne escono dignitose traduzioni editoriali. Dignitose, non memorabili. Qua si parla invece di un'impresa che si vuole memorabile. O mi sbaglio? 

Certo, potrei venir sorpresa e questa essere la prima volta, ma credo che siano dubbi legittimi, non pignolerie.

Mi rendo conto che il post è su tutt'altro, Forlani, ma ha portato anche a questo rivolo non secondario, secondo me, e che attiene alla qualità di lavoro che si chiede al pubblico di appoggiare economicamente e di cui si dice che la sola destra ha saputo (escluso Moresco e pochi altri) sostenere come merita.

E in qualche modo non è neppure del tutto OT, la destra finanzia, cosa finanzia la destra?

Vorrei fare una piccola chiosa per prevenire accuse sciocche, io non faccio le pulci all'iniziativa per spirito malevolo, ma perché mi piace la qualità, e come possibile sostenitrice (non credo che nell'appello ci sia scritto, tutti possono contribuire esclusa Alcor) vorrei chiedere a D'intino, ma ha pensato bene al problema dei traduttori? Non la mette giù troppo semplice?
D'Intino è un italianista, forse crede che per avere una buona traduzione basti la precisione e si sente di garantirla in prima persona, non è così. Quella garanzia la dà l'eccellenza del traduttore, altrimenti tanto varrebbe (per chi è lento di comprendonio, avviso che questo è un paradosso) usare un programma di traduzione automatica.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@ carlo</p>
<p>in riferimento al punto in cui dici, sotto l&#8217;altro post, che il fatto che i traduttori siano più d&#8217;uno è inessenziale,  ri-cito quello che hai riportato</p>
<p>&#8220;I riconoscimenti dell’importanza di questa opera e della qualità della traduzione sono unanimi. Recentemente Jean Starobinski, in una lettera congiunta al traduttore Bertrand Schefer e a Enrico Capodaglio, che gliene ha inviato una copia, ha definito la traduzione splendida.&#8221;</p>
<p>Tu davvero pensi che se l&#8217;opera fosse stata fatta a più mani sarebbe stata definita splendida da Starobinski? Corretta, senz&#8217;altro, rivista con acribia filologica dal curatore senz&#8217;altro, ma un opera di questo livello non può, a mio avviso derivare da un collage di approcci traduttori differenti. Un conto è la doverosa revisione editoriale, un conto è omogeneizzare il lavoro di molti. Le traduzioni eccellenti sono sempre opera di un solo traduttore, lo dice la storia della traduzione, per chi la conosce.<br />
Non ho mai visto traduzioni eccellenti e memorabili di un testo che pur frammentario è un corpus unico, a più mani. Ne escono dignitose traduzioni editoriali. Dignitose, non memorabili. Qua si parla invece di un&#8217;impresa che si vuole memorabile. O mi sbaglio? </p>
<p>Certo, potrei venir sorpresa e questa essere la prima volta, ma credo che siano dubbi legittimi, non pignolerie.</p>
<p>Mi rendo conto che il post è su tutt&#8217;altro, Forlani, ma ha portato anche a questo rivolo non secondario, secondo me, e che attiene alla qualità di lavoro che si chiede al pubblico di appoggiare economicamente e di cui si dice che la sola destra ha saputo (escluso Moresco e pochi altri) sostenere come merita.</p>
<p>E in qualche modo non è neppure del tutto OT, la destra finanzia, cosa finanzia la destra?</p>
<p>Vorrei fare una piccola chiosa per prevenire accuse sciocche, io non faccio le pulci all&#8217;iniziativa per spirito malevolo, ma perché mi piace la qualità, e come possibile sostenitrice (non credo che nell&#8217;appello ci sia scritto, tutti possono contribuire esclusa Alcor) vorrei chiedere a D&#8217;intino, ma ha pensato bene al problema dei traduttori? Non la mette giù troppo semplice?<br />
D&#8217;Intino è un italianista, forse crede che per avere una buona traduzione basti la precisione e si sente di garantirla in prima persona, non è così. Quella garanzia la dà l&#8217;eccellenza del traduttore, altrimenti tanto varrebbe (per chi è lento di comprendonio, avviso che questo è un paradosso) usare un programma di traduzione automatica.</p>
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	<item>
		<title>Di: Carlo</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/06/11/a-gamba-tesa-in-fondo-a-destra/#comment-71660</link>
		<dc:creator>Carlo</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Jun 2007 07:46:04 +0000</pubDate>
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		<description>Ancora una volta Leopardi è stato l’ospite più prestigioso dello stand delle Edizioni Allia al Salone del Libro di Parigi dal 23al 27 marzo [2007]. Ce lo ricordiamo Gérard Bérréby, questo dinamico editore francese di origine tunisina, al suo primo esordio al Salone 12 anni fa. Aveva appena edito i Pensieri e le Operette morali di Leopardi, e nel suo piccolo stand presentava la sua collezione di testi di saggistica e di filosofia, scelti per la loro qualità e originalità al di fuori di ogni moda. Oggi i titoli di Leopardi e su Leopardi sono 21, e il piccolo stand è diventato un grande spazio bene attrezzato e pieno di visitatori, accanto a quello di Gallimard. Poco tempo quindi per una lunga intervista ma quanto basta perché Bérréby dica la sua riconoscenza a Franco Foschi [direttore del Centro Studi leopardiani di Recanati], che ha creduto in lui e gli ha consentito di arrivare alla prima traduzione integrale dello Zibaldone. I riconoscimenti dell’importanza di questa opera e della qualità della traduzione sono unanimi. Recentemente Jean Starobinski, in una lettera congiunta al traduttore Bertrand Schefer e a Enrico Capodaglio, che gliene ha inviato una copia, ha definito la traduzione splendida. 
Donatella Donati 
Cette traduction intégrale du « Zibaldone », Gérard Berréby l’avait en tête depuis les débuts de la maison Allia. Rendue possible grâce à la rencontre de Bertrand Schefer. Tout a commencé en 1998 lorsque ce dernier, avec le soutien d’une de ses amies (qui faisait alors une thèse sur Leopardi), a compilé et traduit pour Allia un recueil d’extraits du « Zibaldone », sous le titre de « Tout est rien ». Expérience suffisamment concluante pour que Gérard Berréby propose aux deux traducteurs de se lancer dans la traduction intégrale des 4 526 feuillets autographes. Philosophe de formation, spécialisé dans l’histoire de la Renaissance italienne, Bertrand Schefer est aussi de formation classique (helléniste et latiniste), ce qui s’avère indispensable pour traduire Leopardi dont sont légion les inserts, au cours du texte, de fragments en grec ou latin. Il accepte dans un premier temps de se lancer dans ce projet en collaboration avec la co-traductrice de « Tout est rien ». Qui se retire rapidement du projet de telle sorte que cette aventure devient dès lors celle du seul Bertrand Schefer. Il y travaille désormais d’arrache-pied, huit heures par jour, et investit une année et demie durant la langue de Leopardi, très complexe. Mais des restrictions de budget entraînent l’interruption brutale du travail, pourtant arrivé à mi-chemin. Travail qui semble perdu. Pendant deux ans, le projet est suspendu. Finalement, Gérard Berréby relance Bertrand Schefer. En dépit des difficultés et des tensions inhérentes à cette situation, le traducteur s’attèle à nouveau à son travail. Plus solitaire que jamais, il s’exile dans les Pyrénées. 
Fin 2002, le travail de traduction est terminé. D’un point de vue technique du moins. Reste encore l’affinage, le travail de relecture et de corrections. Une année supplémentaire de travail, très importante pour le traducteur. Au cours de laquelle il se réapproprie le style de l’auteur. Avec la réécriture de ce texte labyrinthique, Bertrand Schefer découvre l’œuvre dans sa globalité. En définitive, la longue interruption qu’aura connue son travail aura été un bienfait. Elle a permis une mise à distance du texte et sa plus grande visibilité. 
http://www.zazieweb.fr/site/page.php?page=html/magazine/zibaldone2/index.html

In rete ho visto che Schefer ha partecipato 3 anni fa a una tavola rotonda parigina con Andrea Raos. Raos, lui stesso traduttore, potrebbe saperne di più sulle condizioni economiche alla base della traduzione francese.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ancora una volta Leopardi è stato l’ospite più prestigioso dello stand delle Edizioni Allia al Salone del Libro di Parigi dal 23al 27 marzo [2007]. Ce lo ricordiamo Gérard Bérréby, questo dinamico editore francese di origine tunisina, al suo primo esordio al Salone 12 anni fa. Aveva appena edito i Pensieri e le Operette morali di Leopardi, e nel suo piccolo stand presentava la sua collezione di testi di saggistica e di filosofia, scelti per la loro qualità e originalità al di fuori di ogni moda. Oggi i titoli di Leopardi e su Leopardi sono 21, e il piccolo stand è diventato un grande spazio bene attrezzato e pieno di visitatori, accanto a quello di Gallimard. Poco tempo quindi per una lunga intervista ma quanto basta perché Bérréby dica la sua riconoscenza a Franco Foschi [direttore del Centro Studi leopardiani di Recanati], che ha creduto in lui e gli ha consentito di arrivare alla prima traduzione integrale dello Zibaldone. I riconoscimenti dell’importanza di questa opera e della qualità della traduzione sono unanimi. Recentemente Jean Starobinski, in una lettera congiunta al traduttore Bertrand Schefer e a Enrico Capodaglio, che gliene ha inviato una copia, ha definito la traduzione splendida.<br />
Donatella Donati <br />
Cette traduction intégrale du « Zibaldone », Gérard Berréby l’avait en tête depuis les débuts de la maison Allia. Rendue possible grâce à la rencontre de Bertrand Schefer. Tout a commencé en 1998 lorsque ce dernier, avec le soutien d’une de ses amies (qui faisait alors une thèse sur Leopardi), a compilé et traduit pour Allia un recueil d’extraits du « Zibaldone », sous le titre de « Tout est rien ». Expérience suffisamment concluante pour que Gérard Berréby propose aux deux traducteurs de se lancer dans la traduction intégrale des 4 526 feuillets autographes. Philosophe de formation, spécialisé dans l’histoire de la Renaissance italienne, Bertrand Schefer est aussi de formation classique (helléniste et latiniste), ce qui s’avère indispensable pour traduire Leopardi dont sont légion les inserts, au cours du texte, de fragments en grec ou latin. Il accepte dans un premier temps de se lancer dans ce projet en collaboration avec la co-traductrice de « Tout est rien ». Qui se retire rapidement du projet de telle sorte que cette aventure devient dès lors celle du seul Bertrand Schefer. Il y travaille désormais d’arrache-pied, huit heures par jour, et investit une année et demie durant la langue de Leopardi, très complexe. Mais des restrictions de budget entraînent l’interruption brutale du travail, pourtant arrivé à mi-chemin. Travail qui semble perdu. Pendant deux ans, le projet est suspendu. Finalement, Gérard Berréby relance Bertrand Schefer. En dépit des difficultés et des tensions inhérentes à cette situation, le traducteur s’attèle à nouveau à son travail. Plus solitaire que jamais, il s’exile dans les Pyrénées.<br />
Fin 2002, le travail de traduction est terminé. D’un point de vue technique du moins. Reste encore l’affinage, le travail de relecture et de corrections. Une année supplémentaire de travail, très importante pour le traducteur. Au cours de laquelle il se réapproprie le style de l’auteur. Avec la réécriture de ce texte labyrinthique, Bertrand Schefer découvre l’œuvre dans sa globalité. En définitive, la longue interruption qu’aura connue son travail aura été un bienfait. Elle a permis une mise à distance du texte et sa plus grande visibilité.<br />
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<p>In rete ho visto che Schefer ha partecipato 3 anni fa a una tavola rotonda parigina con Andrea Raos. Raos, lui stesso traduttore, potrebbe saperne di più sulle condizioni economiche alla base della traduzione francese.</p>
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	<item>
		<title>Di: tashtego</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/06/11/a-gamba-tesa-in-fondo-a-destra/#comment-71655</link>
		<dc:creator>tashtego</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Jun 2007 06:37:17 +0000</pubDate>
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		<description>in realtà quelli che georgia stima sono pochi.
dunque non facciamoci illusioni.
può darsi che ci stimi, ma è più probabile che no.
rassegnamoci.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>in realtà quelli che georgia stima sono pochi.<br />
dunque non facciamoci illusioni.<br />
può darsi che ci stimi, ma è più probabile che no.<br />
rassegnamoci.</p>
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	<item>
		<title>Di: suraja</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/06/11/a-gamba-tesa-in-fondo-a-destra/#comment-71650</link>
		<dc:creator>suraja</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Jun 2007 05:47:34 +0000</pubDate>
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		<description>L'autore che in primis parla di categorie antidiluviane e lamenta il manicheismo ideologico dovrebbe solo guardare il giornale per cui scrive, nient'altro.

Credo che il nodo di tanti dibattiti di Libero sia l'affanno latente per trovare qualcosa da dire, anche con sproloqui poetici e censure preventive. E comunque bastano poche righe per intuire la rotta, scontata il più di volte come in molta editoria partigiana.

(Viva i finanziamenti dello Stato ai giornali, viva i bilanci dei giornali che fatturano le copie gratis alle fermata della metropolitana)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;autore che in primis parla di categorie antidiluviane e lamenta il manicheismo ideologico dovrebbe solo guardare il giornale per cui scrive, nient&#8217;altro.</p>
<p>Credo che il nodo di tanti dibattiti di Libero sia l&#8217;affanno latente per trovare qualcosa da dire, anche con sproloqui poetici e censure preventive. E comunque bastano poche righe per intuire la rotta, scontata il più di volte come in molta editoria partigiana.</p>
<p>(Viva i finanziamenti dello Stato ai giornali, viva i bilanci dei giornali che fatturano le copie gratis alle fermata della metropolitana)</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Carlo</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/06/11/a-gamba-tesa-in-fondo-a-destra/#comment-71632</link>
		<dc:creator>Carlo</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Jun 2007 13:48:24 +0000</pubDate>
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		<description>L'epiteto "questurino" non mi si confà: semplicemente, sono un sottoscrittore, che tra i suoi diritti ha quello di conoscere bilanci ecc.

(e in ogni caso le "pulci" le faccio saltare al posto giusto, il post Inglese Leopardi Moresco, non qui)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;epiteto &#8220;questurino&#8221; non mi si confà: semplicemente, sono un sottoscrittore, che tra i suoi diritti ha quello di conoscere bilanci ecc.</p>
<p>(e in ogni caso le &#8220;pulci&#8221; le faccio saltare al posto giusto, il post Inglese Leopardi Moresco, non qui)</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: georgia</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/06/11/a-gamba-tesa-in-fondo-a-destra/#comment-71624</link>
		<dc:creator>georgia</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Jun 2007 11:43:43 +0000</pubDate>
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		<description>:-)
in realtà quelli che stimo sono pochi.
Ho detto di stimarti spesso e NON per tutte le cose che scrivi, questa era una della cose NON stimate :-).
Nella realtà capita di conoscere le persone globalmente totalmente e quindi stimarle, o meno, in generale e sempre.
Nella rete non puoi che appigliarti a quello che gli altri scrivono, può capitare dunque di trovarti a stimare unapersona per un commento, per un post e poi trovarla supponente  in un altro.
Questurino non mi sembra fosse indirizzato a te, semmai a carlo o comunque a chi stava facendo delle pulci *da questurino* a tutta l'iniziativa :-)
geo</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>:-)<br />
in realtà quelli che stimo sono pochi.<br />
Ho detto di stimarti spesso e NON per tutte le cose che scrivi, questa era una della cose NON stimate :-).<br />
Nella realtà capita di conoscere le persone globalmente totalmente e quindi stimarle, o meno, in generale e sempre.<br />
Nella rete non puoi che appigliarti a quello che gli altri scrivono, può capitare dunque di trovarti a stimare unapersona per un commento, per un post e poi trovarla supponente  in un altro.<br />
Questurino non mi sembra fosse indirizzato a te, semmai a carlo o comunque a chi stava facendo delle pulci *da questurino* a tutta l&#8217;iniziativa :-)<br />
geo</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: alcor</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/06/11/a-gamba-tesa-in-fondo-a-destra/#comment-71623</link>
		<dc:creator>alcor</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Jun 2007 11:30:13 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2007/06/11/a-gamba-tesa-in-fondo-a-destra/#comment-71623</guid>
		<description>Non do niente per scontato, mi interrogo. 

Tu mi stimerai anche, ma mi dai, nell'ordine:

della supponente
del questurino
della proterva

mi chiedo come definisci quelli che non stimi.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Non do niente per scontato, mi interrogo. </p>
<p>Tu mi stimerai anche, ma mi dai, nell&#8217;ordine:</p>
<p>della supponente<br />
del questurino<br />
della proterva</p>
<p>mi chiedo come definisci quelli che non stimi.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Blackjack</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/06/11/a-gamba-tesa-in-fondo-a-destra/#comment-71620</link>
		<dc:creator>Blackjack</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Jun 2007 10:47:53 +0000</pubDate>
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		<description>Tashtego, scrivi: "la stessa cosa vale per i soldi di Berlusconi: sempre di Berlusconi sono e non è vero che pecunia non olet."

E come potrei non essere d'accordo. Bravo, bravo.

Ma sei d'accordo anche tu vero?

Blackjack</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Tashtego, scrivi: &#8220;la stessa cosa vale per i soldi di Berlusconi: sempre di Berlusconi sono e non è vero che pecunia non olet.&#8221;</p>
<p>E come potrei non essere d&#8217;accordo. Bravo, bravo.</p>
<p>Ma sei d&#8217;accordo anche tu vero?</p>
<p>Blackjack</p>
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	<item>
		<title>Di: georgia</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/06/11/a-gamba-tesa-in-fondo-a-destra/#comment-71616</link>
		<dc:creator>georgia</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Jun 2007 09:19:16 +0000</pubDate>
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		<description>@Francesco Sasso, beh mi sembra il POSTo giusto, visto che sicuramente borgonovo ci darà ascolto e pagherà lui la traduzione, magari a risarcimento di quella scippata;-)

@Alcor tu spesso sei intelligente e ti stimo, però secondo me stavolta sei ingiusta e oserei dire anche un tantino supponente. Perchè chiamarla "una squadra di fanciulli"? Cosa hai contro i fanciulli? Nel passato quelli che oggi chiami *grandi* sono stati "fanciulli" ed erano già bravini, perchè oggi non potrebbe accadere. Perchè l'intera generazione mondiale che è venuta dopo deve essere composta solo di fanciulli dementi che NON possono, ma soprattutto non devono fare nulla, quasi come se l'essere nati dopo volesse dire essere stati invalidati dai tempi? Io non nego l'esistenza di una caterva di incompetenti (ne sono sempre esistiti) ma perchè darlo per scontato come pre-giudizio senza neppure leggerne una pagina di traduzione?
E perchè fanciull inglesi (dove le università ancora funzionano abbastanza bene), dovrebber essere come quelli che escono dalle nostre disastrate?
Io conosco “fanciulli” inglesi in grado di tradurre brillantemente dall’italiano anche testi difficoltosi e soprattutto molto meglio di italiani dall’inglese
E poi perchè andare, come dei questurini, a far le pulci alla casa editrice ... è stata vicina a rumor? e allora? 
chissenefrega se pubblica lo zibaldone!, tanto non credo che potranno fare di leopardi un democristiano golpista. Se invece la traduzione sarà fatta male è, lo ammmetto, un vero problema (che non riguarderà la casa editrice) perchè allora sarebbe meglio lasciarlo intradotto, però non diamolo per scontato con simile protervia semmai pretendiamo che la traduzione sia pubblica e al vaglio dei leopardiani italiani (sperando che conoscano a sufficienza l’inglese).
Due link che mi ha fornito Gabriella:
&lt;a href="http://www.leopardi.bham.ac.uk/" rel="nofollow"&gt;Il Leopardi Centre&lt;/a&gt;.
E &lt;a href="http://www.leopardi.it/cattedre_leopardiane1.php " rel="nofollow"&gt;QUI&lt;/a&gt; notizie in iataliano
I tempi sono quello che sono e lo sappiamo, ma non per questo dobbiamo fermarci e chiuderci in un bozzolo senza far niente, o limitarci a distruggere e criticare (del resto ottimo esercizio se non serve solo a mettere i bastoni fra le ruote per non farle mai girare). del resto i *grandi* traduttori inglesi dall'italiano del passato Leopardi non lo hanno tradotto, un motivo ci sarà, e se oggi il centro leopardi inizia l'impresa perchè criticarlo, solo perchè l presidente è D'Intino (che io non conosco)? i presidenti di solito sono solo degli ammnistratori e coordinatori non certo i traduttori.
geo</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@Francesco Sasso, beh mi sembra il POSTo giusto, visto che sicuramente borgonovo ci darà ascolto e pagherà lui la traduzione, magari a risarcimento di quella scippata;-)</p>
<p>@Alcor tu spesso sei intelligente e ti stimo, però secondo me stavolta sei ingiusta e oserei dire anche un tantino supponente. Perchè chiamarla &#8220;una squadra di fanciulli&#8221;? Cosa hai contro i fanciulli? Nel passato quelli che oggi chiami *grandi* sono stati &#8220;fanciulli&#8221; ed erano già bravini, perchè oggi non potrebbe accadere. Perchè l&#8217;intera generazione mondiale che è venuta dopo deve essere composta solo di fanciulli dementi che NON possono, ma soprattutto non devono fare nulla, quasi come se l&#8217;essere nati dopo volesse dire essere stati invalidati dai tempi? Io non nego l&#8217;esistenza di una caterva di incompetenti (ne sono sempre esistiti) ma perchè darlo per scontato come pre-giudizio senza neppure leggerne una pagina di traduzione?<br />
E perchè fanciull inglesi (dove le università ancora funzionano abbastanza bene), dovrebber essere come quelli che escono dalle nostre disastrate?<br />
Io conosco “fanciulli” inglesi in grado di tradurre brillantemente dall’italiano anche testi difficoltosi e soprattutto molto meglio di italiani dall’inglese<br />
E poi perchè andare, come dei questurini, a far le pulci alla casa editrice &#8230; è stata vicina a rumor? e allora?<br />
chissenefrega se pubblica lo zibaldone!, tanto non credo che potranno fare di leopardi un democristiano golpista. Se invece la traduzione sarà fatta male è, lo ammmetto, un vero problema (che non riguarderà la casa editrice) perchè allora sarebbe meglio lasciarlo intradotto, però non diamolo per scontato con simile protervia semmai pretendiamo che la traduzione sia pubblica e al vaglio dei leopardiani italiani (sperando che conoscano a sufficienza l’inglese).<br />
Due link che mi ha fornito Gabriella:<br />
<a href="http://www.leopardi.bham.ac.uk/" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('outclick-comm/www.leopardi.bham.ac.uk');" rel="nofollow">Il Leopardi Centre</a>.<br />
E <a href="http://www.leopardi.it/cattedre_leopardiane1.php " onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('outclick-comm/www.leopardi.it');" rel="nofollow">QUI</a> notizie in iataliano<br />
I tempi sono quello che sono e lo sappiamo, ma non per questo dobbiamo fermarci e chiuderci in un bozzolo senza far niente, o limitarci a distruggere e criticare (del resto ottimo esercizio se non serve solo a mettere i bastoni fra le ruote per non farle mai girare). del resto i *grandi* traduttori inglesi dall&#8217;italiano del passato Leopardi non lo hanno tradotto, un motivo ci sarà, e se oggi il centro leopardi inizia l&#8217;impresa perchè criticarlo, solo perchè l presidente è D&#8217;Intino (che io non conosco)? i presidenti di solito sono solo degli ammnistratori e coordinatori non certo i traduttori.<br />
geo</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: francesco sasso</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/06/11/a-gamba-tesa-in-fondo-a-destra/#comment-71607</link>
		<dc:creator>francesco sasso</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Jun 2007 21:58:23 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2007/06/11/a-gamba-tesa-in-fondo-a-destra/#comment-71607</guid>
		<description>“Vi fornirò la traduzione a condizione che mi sia pagata 32 franchi svizzeri a cartella.”

Lancio una proposta di sottoscrizione per cominciare a raccogliere fondi.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>“Vi fornirò la traduzione a condizione che mi sia pagata 32 franchi svizzeri a cartella.”</p>
<p>Lancio una proposta di sottoscrizione per cominciare a raccogliere fondi.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: alcor</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/06/11/a-gamba-tesa-in-fondo-a-destra/#comment-71605</link>
		<dc:creator>alcor</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Jun 2007 19:50:57 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2007/06/11/a-gamba-tesa-in-fondo-a-destra/#comment-71605</guid>
		<description>@ carlo

Quanti segnali che stimolano il mio lato Dupin:–))</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@ carlo</p>
<p>Quanti segnali che stimolano il mio lato Dupin:–))</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Carlo</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/06/11/a-gamba-tesa-in-fondo-a-destra/#comment-71597</link>
		<dc:creator>Carlo</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Jun 2007 17:16:16 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2007/06/11/a-gamba-tesa-in-fondo-a-destra/#comment-71597</guid>
		<description>@ rocla 

sì, ma "il n’a été édité qu’en 1998" &#124; leggi "1898"

e quanto ai pieni polmoni,

www.editions-verdier.fr/banquet/auteurs/leopardi.htm</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@ rocla </p>
<p>sì, ma &#8220;il n’a été édité qu’en 1998&#8243; | leggi &#8220;1898&#8243;</p>
<p>e quanto ai pieni polmoni,</p>
<p><a href="http://www.editions-verdier.fr/banquet/auteurs/leopardi.htm" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('outclick-comm/www.editions-verdier.fr');" rel="nofollow">http://www.editions-verdier.fr/banquet/auteurs/leopardi.htm</a></p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: alcor</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/06/11/a-gamba-tesa-in-fondo-a-destra/#comment-71593</link>
		<dc:creator>alcor</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Jun 2007 15:56:16 +0000</pubDate>
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		<description>No, non è una squadra, dice un gruppo, ma poi fa due nomi, spero di non essere OT, ma mi sono appassionata. 
Sono andata a cercare i libri del professor D'Intino e degli altri, ho letto gli appelli, e pur nella mia grandissima diffidenza per internet, che dà sempre immagini falsate, mi resta un retrogusto da strapaese accademico inter-nazionale.
Siamo sicuri che sarà un buon lavoro?
Perché farlo tanto per farlo non porterà niente né a Leopardi, né agli inglesi né alla cultura italiana.
Salvo l'etichetta, ovviamente, come troppe volte, e poi il macero.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>No, non è una squadra, dice un gruppo, ma poi fa due nomi, spero di non essere OT, ma mi sono appassionata.<br />
Sono andata a cercare i libri del professor D&#8217;Intino e degli altri, ho letto gli appelli, e pur nella mia grandissima diffidenza per internet, che dà sempre immagini falsate, mi resta un retrogusto da strapaese accademico inter-nazionale.<br />
Siamo sicuri che sarà un buon lavoro?<br />
Perché farlo tanto per farlo non porterà niente né a Leopardi, né agli inglesi né alla cultura italiana.<br />
Salvo l&#8217;etichetta, ovviamente, come troppe volte, e poi il macero.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: alcor</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/06/11/a-gamba-tesa-in-fondo-a-destra/#comment-71591</link>
		<dc:creator>alcor</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Jun 2007 15:41:21 +0000</pubDate>
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		<description>Ecco, vedo l'intervista a  Schefer, UN traduttore, come dev'essere, e non una squadra di fanciulli.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ecco, vedo l&#8217;intervista a  Schefer, UN traduttore, come dev&#8217;essere, e non una squadra di fanciulli.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: The O.C.</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/06/11/a-gamba-tesa-in-fondo-a-destra/#comment-71588</link>
		<dc:creator>The O.C.</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Jun 2007 15:07:26 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2007/06/11/a-gamba-tesa-in-fondo-a-destra/#comment-71588</guid>
		<description>"Sempre il giornale Libero bisognerà comprare, per leggerle". Comprare è una parola grossa. Io lo trovo ogni mattina all'entrata del metro (cataste di copie sacrificate). 

Da buon, com'era?, "cattolico di destra", inviterei il nipotino di Melville a dare una scorsa anche al manifesto, o all'unità, prima che chiuda. Grosso modo stiamo là. 

Tutto questo dovrebbe essere un vantaggio, ma ancora non ce ne rendiamo conto.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Sempre il giornale Libero bisognerà comprare, per leggerle&#8221;. Comprare è una parola grossa. Io lo trovo ogni mattina all&#8217;entrata del metro (cataste di copie sacrificate). </p>
<p>Da buon, com&#8217;era?, &#8220;cattolico di destra&#8221;, inviterei il nipotino di Melville a dare una scorsa anche al manifesto, o all&#8217;unità, prima che chiuda. Grosso modo stiamo là. </p>
<p>Tutto questo dovrebbe essere un vantaggio, ma ancora non ce ne rendiamo conto.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: georgia</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/06/11/a-gamba-tesa-in-fondo-a-destra/#comment-71585</link>
		<dc:creator>georgia</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Jun 2007 14:55:26 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2007/06/11/a-gamba-tesa-in-fondo-a-destra/#comment-71585</guid>
		<description>scusate il primo link allalettera non funziona, &lt;a href="http://pennarossa.info/doc/bertolucci.pdf" rel="nofollow"&gt;eccolo&lt;/a&gt;</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>scusate il primo link allalettera non funziona, <a href="http://pennarossa.info/doc/bertolucci.pdf" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('outclick-comm/pennarossa.info');" rel="nofollow">eccolo</a></p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: georgia</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/06/11/a-gamba-tesa-in-fondo-a-destra/#comment-71584</link>
		<dc:creator>georgia</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Jun 2007 14:52:34 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2007/06/11/a-gamba-tesa-in-fondo-a-destra/#comment-71584</guid>
		<description>magari a qualcuno interessa leggersi la lettere alla repubblica di bertolucci citato da borgonovo eccola

Bernardo Bertolucci, &lt;a href="http://pennarossa.info/doc/bertolucci.pdf
"&gt;Cultura la parola dimenticata dalla politica&lt;/a&gt;, Repubblica 11 giugno 2007

Oggi c'è un articolo di Paolo D'Agostini &lt;a href="http://spogli.blogspot.com/#20070612Titolo6" rel="nofollow"&gt;Dopo la lettera di Bernardo Bertolucci a "Repubblica" su politica e cultura&lt;/a&gt; LaRepubblica 12 giugno 2007
geo</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>magari a qualcuno interessa leggersi la lettere alla repubblica di bertolucci citato da borgonovo eccola</p>
<p>Bernardo Bertolucci, <a href="http://pennarossa.info/doc/bertolucci.pdf<br />
">Cultura la parola dimenticata dalla politica</a>, Repubblica 11 giugno 2007</p>
<p>Oggi c&#8217;è un articolo di Paolo D&#8217;Agostini <a href="http://spogli.blogspot.com/#20070612Titolo6" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('outclick-comm/spogli.blogspot.com');" rel="nofollow">Dopo la lettera di Bernardo Bertolucci a &#8220;Repubblica&#8221; su politica e cultura</a> LaRepubblica 12 giugno 2007<br />
geo</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: effeffe</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/06/11/a-gamba-tesa-in-fondo-a-destra/#comment-71582</link>
		<dc:creator>effeffe</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Jun 2007 14:31:57 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2007/06/11/a-gamba-tesa-in-fondo-a-destra/#comment-71582</guid>
		<description>Carlo è l'anagramma di Alcor
xxxxx è l'anagramma di xxxxx
Biondillo è anagramma di LLoBuondì
quasi anagramma
effeffe</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Carlo è l&#8217;anagramma di Alcor<br />
xxxxx è l&#8217;anagramma di xxxxx<br />
Biondillo è anagramma di LLoBuondì<br />
quasi anagramma<br />
effeffe</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: gianni biondillo</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/06/11/a-gamba-tesa-in-fondo-a-destra/#comment-71581</link>
		<dc:creator>gianni biondillo</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Jun 2007 14:27:31 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2007/06/11/a-gamba-tesa-in-fondo-a-destra/#comment-71581</guid>
		<description>Inglese faceva riferimento al primo e più diffuso dei significati leggibili nel De Mauro (censurato, tra l'altro, da Carlo) e Alcor l'ha compreso ed ha preferito rettificare per una migliore interpretazione, nel contesto, del testo:

cen&#124;su&#124;rà&#124;re
v.tr.
CO 
1 sottoporre a censura, spec. eliminando ciò che non è conforme alle regole vigenti o alla pubblica morale: c. un film, un libro, una lettera.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Inglese faceva riferimento al primo e più diffuso dei significati leggibili nel De Mauro (censurato, tra l&#8217;altro, da Carlo) e Alcor l&#8217;ha compreso ed ha preferito rettificare per una migliore interpretazione, nel contesto, del testo:</p>
<p>cen|su|rà|re<br />
v.tr.<br />
CO<br />
1 sottoporre a censura, spec. eliminando ciò che non è conforme alle regole vigenti o alla pubblica morale: c. un film, un libro, una lettera.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: effeffe</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/06/11/a-gamba-tesa-in-fondo-a-destra/#comment-71580</link>
		<dc:creator>effeffe</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Jun 2007 14:24:43 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2007/06/11/a-gamba-tesa-in-fondo-a-destra/#comment-71580</guid>
		<description>Ho scritto uor ora ad un amico traduttore e poeta Jean Charles Vegliante per avere lumi sulla traduzione francese dello Zibaldone, curata da 
Bertrand Schefer, di cui riporto qui una bella intervista. Vi fornirò la traduzione  a condizione che mi sia pagata 32 franchi svizzeri a cartella.
effeffe

 Édition. Le Zibaldone de Leopardi enfin traduit.

Le texte sauvage inconnu des Français

ou

Aliéné à son propre texte.


Le Zibaldone était le dernier grand chef-d’ouvre de la littérature italienne à ne pas avoir été traduit en français. Bertrand Schefer a tenté l’aventure, au prix d’un travail acharné de cinq ans. Le résultat, c’est un objet hors normes, un texte de 2 400 pages où s’expose une pensée en train de s’accoucher elle-même.

 Le Zibaldone, c’est, selon son traducteur, " la chambre noire de l’esprit ". le désordre, l’obscurité où les idées se révèlent et se fixent dans leur mouvement même. Le terme même, qui a donné en français le mot de sabayon, renvoie au mélange, au chaos. Il n’obéit à aucun plan, ne raconte aucune vie, mais, dit Bertrand Schefer, " tourne autour d’un axe (...), celui de la constance d’un certain usage de la langue, tenue de vérifier à chaque instant la validité du discours ".

Le Zibaldone, ainsi que l’a dénommé Leopardi, n’était pas destiné à être publié. Quelle était la fonction de ce texte ?

Bertrand Schefer. C’est assez mystérieux. Leopardi n’en a rien dit, et c’est le texte qu’il faut interroger. Il ne dit pas " je suis en train d’écrire un journal qui me permet de... " Ce n’est pas un journal au sens où ne s’y trouvent pas consignés d’événements, ou très peu, et en plus ils ne sont pas rapportés au jour le jour. C’est par un jeu de déduction qu’on peut reconstituer que tout ce qu’il dit là c’est la matière première, au sens strict du terme, de sa pensée. C’est aussi le matériau de son ouvre philologique, puisqu’il était engagé professionnellement dans cette discipline, et évidemment de sa poésie. C’est une espèce de texte de réserve, de premier jet constant, qui se reprend lui-même, et d’où émergeront plus tard dans sa carrière des moments de composition stricts qui donneront des livres.

Est-ce un anachronisme de penser à l’ouvre en progrès au sens que lui donnait James Joyce ?

Bertrand Schefer. Je ne pense pas que c’est anachronique, mais c’est le premier " work in progress " du genre. On peut y penser parce que l’une des règles que se fixe l’auteur est celle de ne pas revenir en arrière, de ne pas raturer. Donc, pour améliorer, il répète, reprend, précise, épure son idée. On la voit ainsi progresser jusqu’à la forme voulue.

Pour les Français qui ne l’avaient pas lu, on avait tendance à considérer Leopardi, en plus de sa renommée de poète, comme une sorte de Pascal ou de Montaigne, un essayiste ou un moraliste...

Bertrand Schefer. Pas du tout. Le Zibaldone est un texte sauvage, qui n’a jamais été considéré comme une ouvre par son auteur.

Qu’est-ce que ce texte représente pour les Italiens ? Il a été connu avec cent ans d’avance sur nous...

Bertrand Schefer. Et cent ans de retard sur l’auteur, puisqu’il n’a été édité qu’en 1998, pour le centenaire de sa mort. À cette époque, ils ont découvert un autre Leopardi. En Italie même, il a une double carrière. C’est LE grand poète italien qu’on appelait le dernier des anciens parce qu’il avait un savoir hallucinant sur la poésie grecque et latine, et qu’on considère maintenant comme le premier des modernes. Au début, les Italiens se sont penchés sur sa philosophie. Les choses évoluant, les recherches linguistiques se développant, et explosant avec le structuralisme, on s’est mis à relire ce texte et on a vu qu’il annonçait tout cela cent ou cent cinquante ans à l’avance. On s’est concentré sur la forme même, sur le texte, même dans son état d’inachèvement, et on a donné très récemment de nouvelles éditions critiques.

Dans quelles circonstances cette ouvre a-t-elle été écrite ?

Bertrand Schefer. Il a commencé un peu avant le moment ou il quitte le palais de son père à Recanati, et il arrête au moment ou il le quitte définitivement. Il y a toutes proportions gardées un côté Rimbaud dans cette décision, et de partir, et d’arrêter d’écrire. Il part, il s’exile, descend dans le sud de l’Italie et va mourir à Naples qui est à cette époque une ville très malsaine, rongée par le choléra.

Ce qui est intéressant c’est le moment où il découvre la poésie, et plus généralement la littérature du romantisme, qui pour lui s’incarne en Madame de Staël...

Bertrand Schefer. C’est très bizarre. Il déteste les romantiques, en particulier les romantiques italiens. Il n’aime guère Byron, pas plus que Chateaubriand, mais il voue un culte à Germaine de Staël, particulièrement Corinne, dans laquelle il s’est reconnu. Cependant, il défend un idéal néoclassique en contradiction avec l’esprit du temps. D’un point de vue politique, il est pour une sorte de monarchie éclairée. Mais cela n’en fait pas un réactionnaire, il est assez libéral, opposé aux Bourbons de Naples, à la souveraineté du pape. Napoléon est pour lui un tyran, même s’il est fasciné par la modernité et la rationalité de l’État napoléonien. La mort de Napoléon c’est la mort de la poésie, et son héritage l’arrivée de la prose.

Il est d’un pessimisme radical qui n’est pas l’esprit de son époque...

Bertrand Schefer. Non, c’est là encore un trait très personnel, qui anticipe sur les philosophies qui apparaîtront cinquante ans plus tard, celles de Nietzsche ou de Schopenhauer, et même dans certaines analyses celles de Kierkegaard. Il formule d’ailleurs assez précisément ce qui deviendra plus tard l’existentialisme : " Il n’existe ni forme ni être ni idée, tout est postérieur à l’existence. " Il frise le nihilisme, je pense à un fragment qui commence par " Tout est mal ".

Le fait que la langue soit le ciment de l’ouvrage met au centre l’idée de la communication, du sens, de la vérité...

Bertrand Schefer. Pour lui, le sens tel qu’il est véhiculé par le langage est le dernier refuge de la vérité qui a été perdue en métaphysique après la fin du rationalisme classique, celle des " idées innées ", des grands principes cassés progressivement par les philosophes des lumières. Devant ce néant, il reste l’élaboration d’un sens à partir de la langue, par laquelle on remonte à une réalité naturelle.

Ce livre est-il lisible ?

Bertrand Schefer. Oui. Leopardi lui-même avait constitué à cette fin six index, chronologiques, de noms, de thèmes, et même de pensées. C’est d’ailleurs en fonction de ceux-là qu’ont été faits les livres d’extraits sous lesquels a été d’ailleurs connu le texte. Lisible, il l’est, tout le temps, par n’importe quel bout.

Propos recueillis par Alain Nicolas

Giacomo Leopardi, le Zibaldone, traduction de l’italien et présenté par Bertrand Schefer

Édition Allia ; 2 400 pages, 40 euros.

Bertrand Schefer fera une présentation et une lecture d’extrait du Zibaldone le jeudi 18 décembre 2003 à partir de 19 heures. Librairie Michèle Ignazi 17, rue de Jouy 75004 Paris (01 42 71 17 00).</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ho scritto uor ora ad un amico traduttore e poeta Jean Charles Vegliante per avere lumi sulla traduzione francese dello Zibaldone, curata da<br />
Bertrand Schefer, di cui riporto qui una bella intervista. Vi fornirò la traduzione  a condizione che mi sia pagata 32 franchi svizzeri a cartella.<br />
effeffe</p>
<p> Édition. Le Zibaldone de Leopardi enfin traduit.</p>
<p>Le texte sauvage inconnu des Français</p>
<p>ou</p>
<p>Aliéné à son propre texte.</p>
<p>Le Zibaldone était le dernier grand chef-d’ouvre de la littérature italienne à ne pas avoir été traduit en français. Bertrand Schefer a tenté l’aventure, au prix d’un travail acharné de cinq ans. Le résultat, c’est un objet hors normes, un texte de 2 400 pages où s’expose une pensée en train de s’accoucher elle-même.</p>
<p> Le Zibaldone, c’est, selon son traducteur, &#8221; la chambre noire de l’esprit &#8220;. le désordre, l’obscurité où les idées se révèlent et se fixent dans leur mouvement même. Le terme même, qui a donné en français le mot de sabayon, renvoie au mélange, au chaos. Il n’obéit à aucun plan, ne raconte aucune vie, mais, dit Bertrand Schefer, &#8221; tourne autour d’un axe (&#8230;), celui de la constance d’un certain usage de la langue, tenue de vérifier à chaque instant la validité du discours &#8220;.</p>
<p>Le Zibaldone, ainsi que l’a dénommé Leopardi, n’était pas destiné à être publié. Quelle était la fonction de ce texte ?</p>
<p>Bertrand Schefer. C’est assez mystérieux. Leopardi n’en a rien dit, et c’est le texte qu’il faut interroger. Il ne dit pas &#8221; je suis en train d’écrire un journal qui me permet de&#8230; &#8221; Ce n’est pas un journal au sens où ne s’y trouvent pas consignés d’événements, ou très peu, et en plus ils ne sont pas rapportés au jour le jour. C’est par un jeu de déduction qu’on peut reconstituer que tout ce qu’il dit là c’est la matière première, au sens strict du terme, de sa pensée. C’est aussi le matériau de son ouvre philologique, puisqu’il était engagé professionnellement dans cette discipline, et évidemment de sa poésie. C’est une espèce de texte de réserve, de premier jet constant, qui se reprend lui-même, et d’où émergeront plus tard dans sa carrière des moments de composition stricts qui donneront des livres.</p>
<p>Est-ce un anachronisme de penser à l’ouvre en progrès au sens que lui donnait James Joyce ?</p>
<p>Bertrand Schefer. Je ne pense pas que c’est anachronique, mais c’est le premier &#8221; work in progress &#8221; du genre. On peut y penser parce que l’une des règles que se fixe l’auteur est celle de ne pas revenir en arrière, de ne pas raturer. Donc, pour améliorer, il répète, reprend, précise, épure son idée. On la voit ainsi progresser jusqu’à la forme voulue.</p>
<p>Pour les Français qui ne l’avaient pas lu, on avait tendance à considérer Leopardi, en plus de sa renommée de poète, comme une sorte de Pascal ou de Montaigne, un essayiste ou un moraliste&#8230;</p>
<p>Bertrand Schefer. Pas du tout. Le Zibaldone est un texte sauvage, qui n’a jamais été considéré comme une ouvre par son auteur.</p>
<p>Qu’est-ce que ce texte représente pour les Italiens ? Il a été connu avec cent ans d’avance sur nous&#8230;</p>
<p>Bertrand Schefer. Et cent ans de retard sur l’auteur, puisqu’il n’a été édité qu’en 1998, pour le centenaire de sa mort. À cette époque, ils ont découvert un autre Leopardi. En Italie même, il a une double carrière. C’est LE grand poète italien qu’on appelait le dernier des anciens parce qu’il avait un savoir hallucinant sur la poésie grecque et latine, et qu’on considère maintenant comme le premier des modernes. Au début, les Italiens se sont penchés sur sa philosophie. Les choses évoluant, les recherches linguistiques se développant, et explosant avec le structuralisme, on s’est mis à relire ce texte et on a vu qu’il annonçait tout cela cent ou cent cinquante ans à l’avance. On s’est concentré sur la forme même, sur le texte, même dans son état d’inachèvement, et on a donné très récemment de nouvelles éditions critiques.</p>
<p>Dans quelles circonstances cette ouvre a-t-elle été écrite ?</p>
<p>Bertrand Schefer. Il a commencé un peu avant le moment ou il quitte le palais de son père à Recanati, et il arrête au moment ou il le quitte définitivement. Il y a toutes proportions gardées un côté Rimbaud dans cette décision, et de partir, et d’arrêter d’écrire. Il part, il s’exile, descend dans le sud de l’Italie et va mourir à Naples qui est à cette époque une ville très malsaine, rongée par le choléra.</p>
<p>Ce qui est intéressant c’est le moment où il découvre la poésie, et plus généralement la littérature du romantisme, qui pour lui s’incarne en Madame de Staël&#8230;</p>
<p>Bertrand Schefer. C’est très bizarre. Il déteste les romantiques, en particulier les romantiques italiens. Il n’aime guère Byron, pas plus que Chateaubriand, mais il voue un culte à Germaine de Staël, particulièrement Corinne, dans laquelle il s’est reconnu. Cependant, il défend un idéal néoclassique en contradiction avec l’esprit du temps. D’un point de vue politique, il est pour une sorte de monarchie éclairée. Mais cela n’en fait pas un réactionnaire, il est assez libéral, opposé aux Bourbons de Naples, à la souveraineté du pape. Napoléon est pour lui un tyran, même s’il est fasciné par la modernité et la rationalité de l’État napoléonien. La mort de Napoléon c’est la mort de la poésie, et son héritage l’arrivée de la prose.</p>
<p>Il est d’un pessimisme radical qui n’est pas l’esprit de son époque&#8230;</p>
<p>Bertrand Schefer. Non, c’est là encore un trait très personnel, qui anticipe sur les philosophies qui apparaîtront cinquante ans plus tard, celles de Nietzsche ou de Schopenhauer, et même dans certaines analyses celles de Kierkegaard. Il formule d’ailleurs assez précisément ce qui deviendra plus tard l’existentialisme : &#8221; Il n’existe ni forme ni être ni idée, tout est postérieur à l’existence. &#8221; Il frise le nihilisme, je pense à un fragment qui commence par &#8221; Tout est mal &#8220;.</p>
<p>Le fait que la langue soit le ciment de l’ouvrage met au centre l’idée de la communication, du sens, de la vérité&#8230;</p>
<p>Bertrand Schefer. Pour lui, le sens tel qu’il est véhiculé par le langage est le dernier refuge de la vérité qui a été perdue en métaphysique après la fin du rationalisme classique, celle des &#8221; idées innées &#8220;, des grands principes cassés progressivement par les philosophes des lumières. Devant ce néant, il reste l’élaboration d’un sens à partir de la langue, par laquelle on remonte à une réalité naturelle.</p>
<p>Ce livre est-il lisible ?</p>
<p>Bertrand Schefer. Oui. Leopardi lui-même avait constitué à cette fin six index, chronologiques, de noms, de thèmes, et même de pensées. C’est d’ailleurs en fonction de ceux-là qu’ont été faits les livres d’extraits sous lesquels a été d’ailleurs connu le texte. Lisible, il l’est, tout le temps, par n’importe quel bout.</p>
<p>Propos recueillis par Alain Nicolas</p>
<p>Giacomo Leopardi, le Zibaldone, traduction de l’italien et présenté par Bertrand Schefer</p>
<p>Édition Allia ; 2 400 pages, 40 euros.</p>
<p>Bertrand Schefer fera une présentation et une lecture d’extrait du Zibaldone le jeudi 18 décembre 2003 à partir de 19 heures. Librairie Michèle Ignazi 17, rue de Jouy 75004 Paris (01 42 71 17 00).</p>
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		<title>Di: marco rovelli</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/06/11/a-gamba-tesa-in-fondo-a-destra/#comment-71579</link>
		<dc:creator>marco rovelli</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Jun 2007 14:24:06 +0000</pubDate>
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		<description>Sottoscrivo Tashtego.</description>
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	<item>
		<title>Di: tashtego</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/06/11/a-gamba-tesa-in-fondo-a-destra/#comment-71575</link>
		<dc:creator>tashtego</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Jun 2007 14:19:50 +0000</pubDate>
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		<description>Libero mi fa politicamente, culturalmente, eticamente, schifo.
anche il Foglio è di destra, ma è altra cosa.
ci sono molti modi di fare i giornalisti, di essere di destra, di tenere per una parte politica.
la discriminante non passa per l'essere o no di destra, ma nel modo in cui si fa il proprio mestiere.
possono pubblicare tutto il céline che vogliono, secchiate di jack london, possono allegare Stato e rivoluzione di Lenin a dispense.
possono farcire il giornale di inestimabili perle di cultura, ma sempre dentro le pagine di Libero si troveranno, sempre il giornale Libero bisognerà comprare, per leggerle.
la stessa cosa vale per i soldi di Berlusconi: sempre di Berlusconi sono e non è vero che pecunia non olet.
se gli inglesi non possono leggere lo zibaldone, resta un problema degli inglesi: loro almeno ragionano così, rispetto ai loro autori.
credo abbiano ragione: se lo zibaldone non viene tradotto non è per colpa di leopardi, ma è per il peso leggerissimo della cultura cui appartiene quel testo e questo non per la scarsa qualità di quella cultura, ma per il complessivo ruolo storico giocato dal Paese negli ultimi due secoli.
cioè per colpa nostra, in fondo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Libero mi fa politicamente, culturalmente, eticamente, schifo.<br />
anche il Foglio è di destra, ma è altra cosa.<br />
ci sono molti modi di fare i giornalisti, di essere di destra, di tenere per una parte politica.<br />
la discriminante non passa per l&#8217;essere o no di destra, ma nel modo in cui si fa il proprio mestiere.<br />
possono pubblicare tutto il céline che vogliono, secchiate di jack london, possono allegare Stato e rivoluzione di Lenin a dispense.<br />
possono farcire il giornale di inestimabili perle di cultura, ma sempre dentro le pagine di Libero si troveranno, sempre il giornale Libero bisognerà comprare, per leggerle.<br />
la stessa cosa vale per i soldi di Berlusconi: sempre di Berlusconi sono e non è vero che pecunia non olet.<br />
se gli inglesi non possono leggere lo zibaldone, resta un problema degli inglesi: loro almeno ragionano così, rispetto ai loro autori.<br />
credo abbiano ragione: se lo zibaldone non viene tradotto non è per colpa di leopardi, ma è per il peso leggerissimo della cultura cui appartiene quel testo e questo non per la scarsa qualità di quella cultura, ma per il complessivo ruolo storico giocato dal Paese negli ultimi due secoli.<br />
cioè per colpa nostra, in fondo.</p>
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		<title>Di: The O.C.</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/06/11/a-gamba-tesa-in-fondo-a-destra/#comment-71566</link>
		<dc:creator>The O.C.</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Jun 2007 13:59:37 +0000</pubDate>
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		<description>m'è sparito un commento.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>m&#8217;è sparito un commento.</p>
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		<title>Di: tashtego</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/06/11/a-gamba-tesa-in-fondo-a-destra/#comment-71559</link>
		<dc:creator>tashtego</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Jun 2007 13:36:14 +0000</pubDate>
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		<description>@inglès
dal de mauro on line, censurare significa anche "biasimare: c. un comportamento, una proposta".
io così ne avevo inteso l'uso nel commento di alcor.
dunque la tua reazione verso alcor, che non doveva affatto scusarsi, era sbagliata.
quindi calma.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@inglès<br />
dal de mauro on line, censurare significa anche &#8220;biasimare: c. un comportamento, una proposta&#8221;.<br />
io così ne avevo inteso l&#8217;uso nel commento di alcor.<br />
dunque la tua reazione verso alcor, che non doveva affatto scusarsi, era sbagliata.<br />
quindi calma.</p>
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