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	<title>Commenti a: Il tuffo</title>
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	<pubDate>Tue, 02 Dec 2008 03:17:04 +0000</pubDate>
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		<title>Di: sergio garufi</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/07/09/il-tuffo/#comment-74078</link>
		<dc:creator>sergio garufi</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Jul 2007 10:25:02 +0000</pubDate>
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		<description>"Se venne dagli dèi strage cotanta,
Lor piacque ancor che degli eroi le morti
Fossero il canto dell'età future."

(Odissea, VIII libro)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Se venne dagli dèi strage cotanta,<br />
Lor piacque ancor che degli eroi le morti<br />
Fossero il canto dell&#8217;età future.&#8221;</p>
<p>(Odissea, VIII libro)</p>
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		<title>Di: Emanuele</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/07/09/il-tuffo/#comment-74072</link>
		<dc:creator>Emanuele</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Jul 2007 08:38:23 +0000</pubDate>
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		<description>Sì, anche a me pare che Palahniuk abbia centrato il punto. Vampirizzazione e trasfigurazione, è questo che fa l'arte con la vita, da sempre. Con le immagini di un film-documentario forse diventa più intollerabile il racconto di una storia tragica rispetto alla scrittura, ma il procedimento è lo stesso. E anche il guadagno dell'artista (visibilità, denaro, una settimana a Capri).</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sì, anche a me pare che Palahniuk abbia centrato il punto. Vampirizzazione e trasfigurazione, è questo che fa l&#8217;arte con la vita, da sempre. Con le immagini di un film-documentario forse diventa più intollerabile il racconto di una storia tragica rispetto alla scrittura, ma il procedimento è lo stesso. E anche il guadagno dell&#8217;artista (visibilità, denaro, una settimana a Capri).</p>
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		<title>Di: Blackjack</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/07/09/il-tuffo/#comment-74061</link>
		<dc:creator>Blackjack</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Jul 2007 00:15:01 +0000</pubDate>
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		<description>... E' questo il punto. Scriviamo pagine di storie, riempiamo baratri di inchiostro con budella e pietre, budini e psicofarmaci, gogne, visi deturpati e la gente è lì. Ferma ad ascoltare. La gente ha bisogno di storie.
Noi abbiamo bisogno di storie.
Di poliziotti travestiti che viaggiano in 124 Spider e di silenzio.
Ossessionato. Umido. Rancido. Odiamo il silenzio e lo riempiamo, con le storie degli altri. Passiamo la vita a riempire il nostro silenzio, come il ripieno con l'aglio e il pan grattato per il tacchino; il giorno del ringraziamento.
Loro condannati nel ruolo dei tacchini, il culo aperto. Noi la mano che infila il ripieno e le storie degli altri.

Blackjack.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8230; E&#8217; questo il punto. Scriviamo pagine di storie, riempiamo baratri di inchiostro con budella e pietre, budini e psicofarmaci, gogne, visi deturpati e la gente è lì. Ferma ad ascoltare. La gente ha bisogno di storie.<br />
Noi abbiamo bisogno di storie.<br />
Di poliziotti travestiti che viaggiano in 124 Spider e di silenzio.<br />
Ossessionato. Umido. Rancido. Odiamo il silenzio e lo riempiamo, con le storie degli altri. Passiamo la vita a riempire il nostro silenzio, come il ripieno con l&#8217;aglio e il pan grattato per il tacchino; il giorno del ringraziamento.<br />
Loro condannati nel ruolo dei tacchini, il culo aperto. Noi la mano che infila il ripieno e le storie degli altri.</p>
<p>Blackjack.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
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		<title>Di: la funambola</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/07/09/il-tuffo/#comment-74058</link>
		<dc:creator>la funambola</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 15 Jul 2007 22:24:29 +0000</pubDate>
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		<description>ottì  per lumì

Quando vado cercando il senso della vita, mi imbatto in prati sconfinati, in vastità di luce, in lande desolate e mostruosi baratri. 
Ma una misericordiosa ignoranza interviene sempre quando la luce può accecarmi o il baratro inghiottirmi. 
E l’amore, l’amore è sapienza,è divina ignoranza per “l’immensità” con la quale mi mette in contatto. 
E poi, per il resto, vivo, con quell’andatura incerta che chiamano esperienza. 

ti immaginavo alle prese con un caimano mentre sfuggivi miracolosamente ad un serpente biforcuto dopo aver convertito due cannibali ad una dieta vegetariana che fa bene alla malaria. :))))
fortuna che non sei partito che sarei stata in pensiero nè!
un bacio
la funambola</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>ottì  per lumì</p>
<p>Quando vado cercando il senso della vita, mi imbatto in prati sconfinati, in vastità di luce, in lande desolate e mostruosi baratri.<br />
Ma una misericordiosa ignoranza interviene sempre quando la luce può accecarmi o il baratro inghiottirmi.<br />
E l’amore, l’amore è sapienza,è divina ignoranza per “l’immensità” con la quale mi mette in contatto.<br />
E poi, per il resto, vivo, con quell’andatura incerta che chiamano esperienza. </p>
<p>ti immaginavo alle prese con un caimano mentre sfuggivi miracolosamente ad un serpente biforcuto dopo aver convertito due cannibali ad una dieta vegetariana che fa bene alla malaria. :))))<br />
fortuna che non sei partito che sarei stata in pensiero nè!<br />
un bacio<br />
la funambola</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: luminamenti</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/07/09/il-tuffo/#comment-74022</link>
		<dc:creator>luminamenti</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 15 Jul 2007 06:31:48 +0000</pubDate>
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		<description>@tash. Secono me la vita è in un certo senso anche dono. E in un altro senso ne siamo padroni (molto poco). In ogni caso anche pensandola come dono non ne consegue quello che la dottrina cattolica sostiene. Non sono per niente d'accordo con i cattolici. Inoltre sono molti che, oggi, non trovano moralmente neutro vedere un leone che ammmazza una gazzella. 
Forse tempo fa era così, ora le cose stanno cambiando. 
In quanto al film, non ho una posizione morale al riguardo, piuttosto psicoanalitica. Credo al potere altamente distruttivo per la psiche di certe immagini. Non credo alla pedagogia di certe immagini, né credo in una sociologia delle immagine. L'immaginario è fondamentale per la psiche e siamo in piena epidemia delle immagini. Le nostre immagini interne sono ammalate per questa continua invasione dall'esterno. Non si tratta di nascondere le immagini, nè di negarle, ma di ripristinare un equilibrio che è profondamente alterato. Un'analisi approfondita del funzionamento psichico, mostrerebbe l'effetto devastante che si sta producendo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@tash. Secono me la vita è in un certo senso anche dono. E in un altro senso ne siamo padroni (molto poco). In ogni caso anche pensandola come dono non ne consegue quello che la dottrina cattolica sostiene. Non sono per niente d&#8217;accordo con i cattolici. Inoltre sono molti che, oggi, non trovano moralmente neutro vedere un leone che ammmazza una gazzella.<br />
Forse tempo fa era così, ora le cose stanno cambiando.<br />
In quanto al film, non ho una posizione morale al riguardo, piuttosto psicoanalitica. Credo al potere altamente distruttivo per la psiche di certe immagini. Non credo alla pedagogia di certe immagini, né credo in una sociologia delle immagine. L&#8217;immaginario è fondamentale per la psiche e siamo in piena epidemia delle immagini. Le nostre immagini interne sono ammalate per questa continua invasione dall&#8217;esterno. Non si tratta di nascondere le immagini, nè di negarle, ma di ripristinare un equilibrio che è profondamente alterato. Un&#8217;analisi approfondita del funzionamento psichico, mostrerebbe l&#8217;effetto devastante che si sta producendo.</p>
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		<title>Di: Antò</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/07/09/il-tuffo/#comment-74006</link>
		<dc:creator>Antò</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 14 Jul 2007 20:18:13 +0000</pubDate>
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		<description>... il rallentie di Zabriskie Point...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8230; il rallentie di Zabriskie Point&#8230;</p>
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	</item>
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		<title>Di: sergio garufi</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/07/09/il-tuffo/#comment-74003</link>
		<dc:creator>sergio garufi</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 14 Jul 2007 17:34:13 +0000</pubDate>
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		<description>Una riflessione di Chuck Palahniuk:

"E’ vero, noi abbiamo bisogno di raccontare le nostre storie - di digerire le nostre vite - ma pochi sono disposti ad ascoltare le peggiori: quelle truculente, o tragiche, o davvero umilianti. Ecco perché quando qualcuno si arrischia a raccontare storie simili, dà agli altri il permesso di raccontare le loro. Storie che di rado hanno l’opportunità di raccontare. Eventi che forse passeranno tutta la vita a digerire. Arrischiandoci a raccontare le nostre storie più raccapriccianti, le più estreme, stabiliamo un precedente che offre agli altri questa opportunità rara. Il mio amico che smistava i bagagli a Seattle raramente racconta la storia del dito. Ormai sono anni che viaggia per l'Europa. Ha studiato in Francia, in Spagna, in Italia. Quando qualcuno si accorge del dito, lui fa spallucce e dice che è stato un incidente. Roba di decenni fa. Non fu un incidente. Con la mano sinistra afferrò il dito penzolante. Viscido di sangue. Già freddo. Barattando materia con energia, il suo dito con il suo futuro, tirò. Il lembo di pelle si tese. Lui cominciò a torcerlo, fissandolo, stupito di quanto resistesse. Di quanto fosse robusto il tessuto di cui era fatto. Tirò, finché non si strappò. Perché nessuno lo trovasse, perché il dito morto non lo raggiungesse all’ospedale, aprì la cerniera di una valigia e ce lo infilò dentro. Quel pezzettino di lui se ne stava andando dove il resto di lui presto l’avrebbe seguito. In avanscoperta. Quel sacrificio. Ormai questa storia non la racconta più. A me la raccontò anni e anni fa, e ogni volta che accenno al dito perduto lui si mette a ridere. Si guarda la mano, rigirando il moncherino come se non l’avesse mai visto. Scuote la testa e dice non ci posso credere che ti ricordi ancora quella vecchia storia. Certo che me la ricordo. Io racconto la storia perché è la mia vocazione. Per me qualsiasi storia, se è buona, se è forte, rimane irrisolta finché non riesco a trascriverla e a venderla. Finché non diventa un libro, magari un film, magari un videogioco. Questo saggio è la riduzione della storia del mio amico, che a sua volta era la riduzione di un evento realmente accaduto. Col tempo siamo destinati a vedere gli attentati al World Trade Center ridotti a sfondo di un film porno. Digeriti. Banalizzati. Risolti. Esauriti. Assimilati. Io qui non c’ero mai venuto. A Capri. Finora. Il dito del mio amico si è trasformato in una settimana al sole. Per me, ora, questa storia è completa. E c’è comunuqe qualcuno, da qualche parte, in un bar o a una festa, che ancora sta raccontando alla gente di quando, aprendo la valigia, tanto, tanto tempo fa - decenni - trovò un dito infilato fra gli abiti ben ripiegati. E quel pubblico, la gente che lo ascolta, attende di raccontare storie simili. Eccitata all’idea di poterlo fare."</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Una riflessione di Chuck Palahniuk:</p>
<p>&#8220;E’ vero, noi abbiamo bisogno di raccontare le nostre storie - di digerire le nostre vite - ma pochi sono disposti ad ascoltare le peggiori: quelle truculente, o tragiche, o davvero umilianti. Ecco perché quando qualcuno si arrischia a raccontare storie simili, dà agli altri il permesso di raccontare le loro. Storie che di rado hanno l’opportunità di raccontare. Eventi che forse passeranno tutta la vita a digerire. Arrischiandoci a raccontare le nostre storie più raccapriccianti, le più estreme, stabiliamo un precedente che offre agli altri questa opportunità rara. Il mio amico che smistava i bagagli a Seattle raramente racconta la storia del dito. Ormai sono anni che viaggia per l&#8217;Europa. Ha studiato in Francia, in Spagna, in Italia. Quando qualcuno si accorge del dito, lui fa spallucce e dice che è stato un incidente. Roba di decenni fa. Non fu un incidente. Con la mano sinistra afferrò il dito penzolante. Viscido di sangue. Già freddo. Barattando materia con energia, il suo dito con il suo futuro, tirò. Il lembo di pelle si tese. Lui cominciò a torcerlo, fissandolo, stupito di quanto resistesse. Di quanto fosse robusto il tessuto di cui era fatto. Tirò, finché non si strappò. Perché nessuno lo trovasse, perché il dito morto non lo raggiungesse all’ospedale, aprì la cerniera di una valigia e ce lo infilò dentro. Quel pezzettino di lui se ne stava andando dove il resto di lui presto l’avrebbe seguito. In avanscoperta. Quel sacrificio. Ormai questa storia non la racconta più. A me la raccontò anni e anni fa, e ogni volta che accenno al dito perduto lui si mette a ridere. Si guarda la mano, rigirando il moncherino come se non l’avesse mai visto. Scuote la testa e dice non ci posso credere che ti ricordi ancora quella vecchia storia. Certo che me la ricordo. Io racconto la storia perché è la mia vocazione. Per me qualsiasi storia, se è buona, se è forte, rimane irrisolta finché non riesco a trascriverla e a venderla. Finché non diventa un libro, magari un film, magari un videogioco. Questo saggio è la riduzione della storia del mio amico, che a sua volta era la riduzione di un evento realmente accaduto. Col tempo siamo destinati a vedere gli attentati al World Trade Center ridotti a sfondo di un film porno. Digeriti. Banalizzati. Risolti. Esauriti. Assimilati. Io qui non c’ero mai venuto. A Capri. Finora. Il dito del mio amico si è trasformato in una settimana al sole. Per me, ora, questa storia è completa. E c’è comunuqe qualcuno, da qualche parte, in un bar o a una festa, che ancora sta raccontando alla gente di quando, aprendo la valigia, tanto, tanto tempo fa - decenni - trovò un dito infilato fra gli abiti ben ripiegati. E quel pubblico, la gente che lo ascolta, attende di raccontare storie simili. Eccitata all’idea di poterlo fare.&#8221;</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Francesca E. Magni</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/07/09/il-tuffo/#comment-74001</link>
		<dc:creator>Francesca E. Magni</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 14 Jul 2007 17:23:10 +0000</pubDate>
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		<description>a proposito di commentare di meno: al max 5 commenti e poi basta

adieu

fem</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>a proposito di commentare di meno: al max 5 commenti e poi basta</p>
<p>adieu</p>
<p>fem</p>
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	<item>
		<title>Di: Francesca E. Magni</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/07/09/il-tuffo/#comment-74000</link>
		<dc:creator>Francesca E. Magni</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 14 Jul 2007 17:13:05 +0000</pubDate>
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		<description>Il tuffo: vi ricordate di quell'episodio di cronaca in cui due fidanzati si sono buttati da un ponte per fare il jumping (o come si chiama), la corda non ha tenuto e sono morti. 

fem</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Il tuffo: vi ricordate di quell&#8217;episodio di cronaca in cui due fidanzati si sono buttati da un ponte per fare il jumping (o come si chiama), la corda non ha tenuto e sono morti. </p>
<p>fem</p>
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	<item>
		<title>Di: Francesca E. Magni</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/07/09/il-tuffo/#comment-73999</link>
		<dc:creator>Francesca E. Magni</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 14 Jul 2007 17:11:12 +0000</pubDate>
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		<description>vogliamoci bene con la fu, che mi ha dedicato una bella poesia, tempo addietro  ;-))))

fem</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>vogliamoci bene con la fu, che mi ha dedicato una bella poesia, tempo addietro  ;-))))</p>
<p>fem</p>
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	<item>
		<title>Di: Francesca E. Magni</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/07/09/il-tuffo/#comment-73998</link>
		<dc:creator>Francesca E. Magni</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 14 Jul 2007 17:05:27 +0000</pubDate>
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		<description>@ Eva Risto (Galois??): come faccio a individuare le cause dei miei bisogni?? So solo che la volevo e la desideravo. 
Ci sono diversi punti di vista: se il punto di vista del singolo coincidesse un po’ di piu’ con quello della specie il nostro pianeta forse non sarebbe così conciato. 

 fem</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@ Eva Risto (Galois??): come faccio a individuare le cause dei miei bisogni?? So solo che la volevo e la desideravo.<br />
Ci sono diversi punti di vista: se il punto di vista del singolo coincidesse un po’ di piu’ con quello della specie il nostro pianeta forse non sarebbe così conciato. </p>
<p> fem</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Francesca E. Magni</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/07/09/il-tuffo/#comment-73996</link>
		<dc:creator>Francesca E. Magni</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 14 Jul 2007 16:35:34 +0000</pubDate>
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		<description>Sono sempre più inopportuna. Il suicidio, il problema del rapporto arte – morte è serio e io invece lo ho trattato allegramente senza un minimo di sensibilità. 
Che mi serva di lezione per il prossimo futuro: leggere di più e commentare di meno (al max 5 righe)

fem</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sono sempre più inopportuna. Il suicidio, il problema del rapporto arte – morte è serio e io invece lo ho trattato allegramente senza un minimo di sensibilità.<br />
Che mi serva di lezione per il prossimo futuro: leggere di più e commentare di meno (al max 5 righe)</p>
<p>fem</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: la funambola</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/07/09/il-tuffo/#comment-73993</link>
		<dc:creator>la funambola</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 14 Jul 2007 14:41:00 +0000</pubDate>
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		<description>sarei tentata di suicidare il sentimento che ho per lei signor tash 
ma resisto e confido in lei.
la fu</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>sarei tentata di suicidare il sentimento che ho per lei signor tash<br />
ma resisto e confido in lei.<br />
la fu</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Giorgio Di Costanzo</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/07/09/il-tuffo/#comment-73988</link>
		<dc:creator>Giorgio Di Costanzo</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 14 Jul 2007 13:37:51 +0000</pubDate>
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		<description>Gunther Brus si "disegnava" il viso usando lamette da barba; Rudolf Schwarzkogler addirittura morì per essersi evirato e accecato; Arnulf Rainer si avvolgeva nel filo spinato; Fabio Mauri esponeva saponette ricavate da cadaveri di ebrei e poltrone in pelle umana marchiate con la scritta "Judeus!. Hermann Nitsch nel suo Teatro delle Orge e dei Misteri usava decine e decine di animali squartati e obbligava i suoi attori a bere litri di sangue caldo o anche li seppelliva nelle viscere fumanti e intanto Francesca ricorda soltanto un lavoro dei "Magazzini", esattamente "Genet a Tangeri", rappresentato in un mattatoio, durante la macellazione di un cavallo... la quasi totalità della critica italiota fecero a "pezzi" i "Magazzini", furono isolati, sospesi i finanziamenti, persero il loro stesso teatro. Un giornale di provincia che si atteggia, tale "Corriere della Sera", osò intervistarli e Roberto De Monticelli, critico teatrale (allora vivente) ebbe una dura reazione. Eravamo nell'estate del 1985, ho qui davanti a me, una cartellina con decine di interventi dei "maggiori" (si fa per dire) critichessi e critichesse teatrali... Il mattatoio era uno spazio abbastanza grande, con vari locali, stiamo parlando di Sant'Arcangelo, naturalmente e il testo fu scomposto in un prologo, all'esterno dell'edificio, e poi la prima scena nella stalla, con il cavallo vivo, etc. Gli attori assistevano all'uccisione, non vi hanno messo le mani dentro, non hanno tracciato scritte col sangue, etc. Si voleva rappresentare Genet e la sua disperazione osservando i massacri operati nei campi palestinesi di Sabra e Chatila...
Care ragazze, cari ragazzi, se vi disturbano tanto i mattatoi, fate come me: astenetevi dal consumare cadaveri, anzi carogne...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Gunther Brus si &#8220;disegnava&#8221; il viso usando lamette da barba; Rudolf Schwarzkogler addirittura morì per essersi evirato e accecato; Arnulf Rainer si avvolgeva nel filo spinato; Fabio Mauri esponeva saponette ricavate da cadaveri di ebrei e poltrone in pelle umana marchiate con la scritta &#8220;Judeus!. Hermann Nitsch nel suo Teatro delle Orge e dei Misteri usava decine e decine di animali squartati e obbligava i suoi attori a bere litri di sangue caldo o anche li seppelliva nelle viscere fumanti e intanto Francesca ricorda soltanto un lavoro dei &#8220;Magazzini&#8221;, esattamente &#8220;Genet a Tangeri&#8221;, rappresentato in un mattatoio, durante la macellazione di un cavallo&#8230; la quasi totalità della critica italiota fecero a &#8220;pezzi&#8221; i &#8220;Magazzini&#8221;, furono isolati, sospesi i finanziamenti, persero il loro stesso teatro. Un giornale di provincia che si atteggia, tale &#8220;Corriere della Sera&#8221;, osò intervistarli e Roberto De Monticelli, critico teatrale (allora vivente) ebbe una dura reazione. Eravamo nell&#8217;estate del 1985, ho qui davanti a me, una cartellina con decine di interventi dei &#8220;maggiori&#8221; (si fa per dire) critichessi e critichesse teatrali&#8230; Il mattatoio era uno spazio abbastanza grande, con vari locali, stiamo parlando di Sant&#8217;Arcangelo, naturalmente e il testo fu scomposto in un prologo, all&#8217;esterno dell&#8217;edificio, e poi la prima scena nella stalla, con il cavallo vivo, etc. Gli attori assistevano all&#8217;uccisione, non vi hanno messo le mani dentro, non hanno tracciato scritte col sangue, etc. Si voleva rappresentare Genet e la sua disperazione osservando i massacri operati nei campi palestinesi di Sabra e Chatila&#8230;<br />
Care ragazze, cari ragazzi, se vi disturbano tanto i mattatoi, fate come me: astenetevi dal consumare cadaveri, anzi carogne&#8230;</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Eva Risto</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/07/09/il-tuffo/#comment-73987</link>
		<dc:creator>Eva Risto</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 14 Jul 2007 13:34:57 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2007/07/09/il-tuffo/#comment-73987</guid>
		<description>@ fem

una domanda banale, che più banale non si può, ma passamela e, se ti va di farlo, ti ringrazio in anticipo dell'eventuale risposta.

ma tu, quando hai messo al mondo tua figlia, l'hai fatto, principalmente, per contribuire alla sopravvivenza della specie? la tua scelta rispondeva a quel richiamo, a quel tipo di 'bisogno'?

domande da fondo del barile, come vedi, quindi inutile farle a tash. oltretutto si rischia di distoglierlo dalla sua occupazione preferita del momento, almeno quella che emerge dai suoi scritti: filmarsi mentre fa il solletico sull'epidermide del nulla.

nel caso ti interessasse, non sono credente e, soprattutto, non sono politicamente corretta. il mio essere di sinistra nasce proprio sui margini dove s'innesta la rottura, l'effrazione.

@ tash

scusa l'ardire: ti sei mai chiesto quanta (in)sospetta(bile) (l'avverbio e il suffisso in parentesi riguardano solo te) vicinanza ci sia tra la posizione di chi si vede - e aspira a presentarsi e a essere riconosciuto come tale - come un 'puro' atomo di nulla e la ricerca di 'purezza espiatoria' di tanti pentiti e neoconvertiti che bazzicano, anche, da queste parti?

per me siete egualmente, e profondamente, perniciosi e nefasti: accomunati, anche se da sponde (solo) apparentemente opposte, dalla stessa ansia: la negazione dell'umano.

saluti.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@ fem</p>
<p>una domanda banale, che più banale non si può, ma passamela e, se ti va di farlo, ti ringrazio in anticipo dell&#8217;eventuale risposta.</p>
<p>ma tu, quando hai messo al mondo tua figlia, l&#8217;hai fatto, principalmente, per contribuire alla sopravvivenza della specie? la tua scelta rispondeva a quel richiamo, a quel tipo di &#8216;bisogno&#8217;?</p>
<p>domande da fondo del barile, come vedi, quindi inutile farle a tash. oltretutto si rischia di distoglierlo dalla sua occupazione preferita del momento, almeno quella che emerge dai suoi scritti: filmarsi mentre fa il solletico sull&#8217;epidermide del nulla.</p>
<p>nel caso ti interessasse, non sono credente e, soprattutto, non sono politicamente corretta. il mio essere di sinistra nasce proprio sui margini dove s&#8217;innesta la rottura, l&#8217;effrazione.</p>
<p>@ tash</p>
<p>scusa l&#8217;ardire: ti sei mai chiesto quanta (in)sospetta(bile) (l&#8217;avverbio e il suffisso in parentesi riguardano solo te) vicinanza ci sia tra la posizione di chi si vede - e aspira a presentarsi e a essere riconosciuto come tale - come un &#8216;puro&#8217; atomo di nulla e la ricerca di &#8216;purezza espiatoria&#8217; di tanti pentiti e neoconvertiti che bazzicano, anche, da queste parti?</p>
<p>per me siete egualmente, e profondamente, perniciosi e nefasti: accomunati, anche se da sponde (solo) apparentemente opposte, dalla stessa ansia: la negazione dell&#8217;umano.</p>
<p>saluti.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: tashtego</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/07/09/il-tuffo/#comment-73984</link>
		<dc:creator>tashtego</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 14 Jul 2007 13:05:22 +0000</pubDate>
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		<description>@fem
scusa mi sono confuso.
volevo scrivere "eva &#38; fu"</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@fem<br />
scusa mi sono confuso.<br />
volevo scrivere &#8220;eva &amp; fu&#8221;</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Francesca E. Magni</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/07/09/il-tuffo/#comment-73983</link>
		<dc:creator>Francesca E. Magni</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 14 Jul 2007 12:53:27 +0000</pubDate>
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		<description>errata corrige: macellavano un cavallo in scena (quindi l'esempio è un po' OT)

fem</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>errata corrige: macellavano un cavallo in scena (quindi l&#8217;esempio è un po&#8217; OT)</p>
<p>fem</p>
]]></content:encoded>
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	<item>
		<title>Di: Francesca E. Magni</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/07/09/il-tuffo/#comment-73981</link>
		<dc:creator>Francesca E. Magni</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 14 Jul 2007 11:37:18 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2007/07/09/il-tuffo/#comment-73981</guid>
		<description>"Your comment is awaiting moderation."

che vuor di'??

fem</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Your comment is awaiting moderation.&#8221;</p>
<p>che vuor di&#8217;??</p>
<p>fem</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Francesca E. Magni</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/07/09/il-tuffo/#comment-73980</link>
		<dc:creator>Francesca E. Magni</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 14 Jul 2007 11:36:25 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2007/07/09/il-tuffo/#comment-73980</guid>
		<description>@Tash: “eva &#38; fem”? Perché tiri in ballo anche me? Io non riesco ancora a prendere posizione per i seguenti motivi: 

1. pro: è giusto non interferire sulla libertà di azione di chiunque, quindi sono a favore dell’eutanasia e in linea di principio al suicidio

2. contro: la vita del singolo non è un valore in sé ma solo in quanto contribuisce alla sopravvivenza della specie, quindi sono contro l’omicidio e il suicidio perché va contro l’interesse della specie (di ogni specie animale, anche se non sono a conoscenza di suicidi fra gli altri animali, forse gli elefanti quando si allontanano dal gruppo per morire?? E comunque quel documentario in cui il leone dominante uccide il cucciolo della leonessa che lui vuole conquistare è un’oscenità tremenda, non lo ho ancora accettato, alla faccia della scienza e della sua oggettività ). E poi c’è il discorso dell’istinto di sopravvivenza che diceva diamonds. Se facessimo tutti come quelle sette che si suicidano in gruppo, addio alla specie animale umana. (anche il farsi prete o suora è un atto quasi equivalente al suicidio dal punto di vista della specie perché impedisce la procreazione)

3. pro: ci sono mille motivi per suicidarsi, tutti validi o meno (a seconda delle culture e dello stato psicologico), quindi chi sono io per giudicare la validità delle motivazioni che spingono al suicidio? 

4.contro: la vita del singolo non è un valore in  sé , ma lo è per gli altri che lo amano, quindi non riesco a tollerare l’idea che qualcuno a cui voglio bene si suicidi, se fossi lì lo impedirei per ME stessa, cercherei di convincerlo/a di continuare a vivere per evitarmi uno strazio insopportabile. Andiamo, io non riuscirei mai a uccidere mia figlia, anche se tossica, come nel film “La ville est tranquille”. Anche se sono a favore dell’eutanasia si tratta sempre di mia figlia. Come vedi sono già in contraddizione con il punto 1. (come dire che sono a favore dell’eutanasia solo se si tratta di un estraneo…) Ma poi non è detto, bisogna trovarsi dentro le situazioni. Che ne so io? Non sono in un film, e magari anch’io potrei staccare la spina a mio padre (o a mia figlia), chi lo sa. Non riesco proprio a decidere neppure sull’eutanasia, guarda un po’ te. Se entro in casa e vedo il mio compagno che cerca di uccidersi secondo te che faccio? 

E comunque ha già detto tutto Laborit (a proposito del punto 4), gli animali esseri umani hanno l’istinto del possesso, quindi stanno bene con le persone amate vicine e il suicidio le allontana definitivamente, creando una sofferenza insopportabile. Si salva il suicida per evitarci tale sofferenza (e se invece si tratta di un estraneo? Abbiamo la forza di restarcene fermi?)

Bho (non riesco a staccare la razionalità dall’emotività, perché in questa faccenda sono troppo legate e poi non si può generalizzare, ogni suicidio è un caso a se stante) 


fem

sul fatto poi di filmare, fare arte dal vivo, anche lì è tutto un altro discorso (sul quale non riesco a prendere posizione). Però non mi risulta che filmare i suicidi o fare uno spettacolo con i cadaveri in scena sia un reato. Ma poi a Milano glielo hanno fatto fare lo spettacolo? Non mi ricordo come si chiama l’artista in questione… (quest’anno c’era anche un’altra polemica degli animalisti su uno spettacolo in cui si uccidevano le aragoste??)
La Societas Raffaello Sanzio ad esempio ha sempre sfruttato la realtà in scena: capre morte, cavalli e cani (vivi), ragazze anoressiche od obese, mi risulta che abbia anche messo il filmato dell’omicidio di Genova (come icona del contemporaneo). O quegli altri (i Magazzini criminali?) che uccidevano un cavallo in scena?? 

Basta ho raggiunto la taglia di luminamenti, anche se in maniera molto meno intelligenti,  acculturamenti e brillantementi.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@Tash: “eva &amp; fem”? Perché tiri in ballo anche me? Io non riesco ancora a prendere posizione per i seguenti motivi: </p>
<p>1. pro: è giusto non interferire sulla libertà di azione di chiunque, quindi sono a favore dell’eutanasia e in linea di principio al suicidio</p>
<p>2. contro: la vita del singolo non è un valore in sé ma solo in quanto contribuisce alla sopravvivenza della specie, quindi sono contro l’omicidio e il suicidio perché va contro l’interesse della specie (di ogni specie animale, anche se non sono a conoscenza di suicidi fra gli altri animali, forse gli elefanti quando si allontanano dal gruppo per morire?? E comunque quel documentario in cui il leone dominante uccide il cucciolo della leonessa che lui vuole conquistare è un’oscenità tremenda, non lo ho ancora accettato, alla faccia della scienza e della sua oggettività ). E poi c’è il discorso dell’istinto di sopravvivenza che diceva diamonds. Se facessimo tutti come quelle sette che si suicidano in gruppo, addio alla specie animale umana. (anche il farsi prete o suora è un atto quasi equivalente al suicidio dal punto di vista della specie perché impedisce la procreazione)</p>
<p>3. pro: ci sono mille motivi per suicidarsi, tutti validi o meno (a seconda delle culture e dello stato psicologico), quindi chi sono io per giudicare la validità delle motivazioni che spingono al suicidio? </p>
<p>4.contro: la vita del singolo non è un valore in  sé , ma lo è per gli altri che lo amano, quindi non riesco a tollerare l’idea che qualcuno a cui voglio bene si suicidi, se fossi lì lo impedirei per ME stessa, cercherei di convincerlo/a di continuare a vivere per evitarmi uno strazio insopportabile. Andiamo, io non riuscirei mai a uccidere mia figlia, anche se tossica, come nel film “La ville est tranquille”. Anche se sono a favore dell’eutanasia si tratta sempre di mia figlia. Come vedi sono già in contraddizione con il punto 1. (come dire che sono a favore dell’eutanasia solo se si tratta di un estraneo…) Ma poi non è detto, bisogna trovarsi dentro le situazioni. Che ne so io? Non sono in un film, e magari anch’io potrei staccare la spina a mio padre (o a mia figlia), chi lo sa. Non riesco proprio a decidere neppure sull’eutanasia, guarda un po’ te. Se entro in casa e vedo il mio compagno che cerca di uccidersi secondo te che faccio? </p>
<p>E comunque ha già detto tutto Laborit (a proposito del punto 4), gli animali esseri umani hanno l’istinto del possesso, quindi stanno bene con le persone amate vicine e il suicidio le allontana definitivamente, creando una sofferenza insopportabile. Si salva il suicida per evitarci tale sofferenza (e se invece si tratta di un estraneo? Abbiamo la forza di restarcene fermi?)</p>
<p>Bho (non riesco a staccare la razionalità dall’emotività, perché in questa faccenda sono troppo legate e poi non si può generalizzare, ogni suicidio è un caso a se stante) </p>
<p>fem</p>
<p>sul fatto poi di filmare, fare arte dal vivo, anche lì è tutto un altro discorso (sul quale non riesco a prendere posizione). Però non mi risulta che filmare i suicidi o fare uno spettacolo con i cadaveri in scena sia un reato. Ma poi a Milano glielo hanno fatto fare lo spettacolo? Non mi ricordo come si chiama l’artista in questione… (quest’anno c’era anche un’altra polemica degli animalisti su uno spettacolo in cui si uccidevano le aragoste??)<br />
La Societas Raffaello Sanzio ad esempio ha sempre sfruttato la realtà in scena: capre morte, cavalli e cani (vivi), ragazze anoressiche od obese, mi risulta che abbia anche messo il filmato dell’omicidio di Genova (come icona del contemporaneo). O quegli altri (i Magazzini criminali?) che uccidevano un cavallo in scena?? </p>
<p>Basta ho raggiunto la taglia di luminamenti, anche se in maniera molto meno intelligenti,  acculturamenti e brillantementi.</p>
]]></content:encoded>
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	<item>
		<title>Di: diamonds</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/07/09/il-tuffo/#comment-73974</link>
		<dc:creator>diamonds</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 14 Jul 2007 09:38:38 +0000</pubDate>
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		<description>al limite servirebbe una composta e discreta indagine su ogni suicidio,senza ausilio di audiovisivi che servono esclusivamente a spettacolarizzare una faccenda che non è esattamente  facile da elaborare.Forse aiuterebbe a capire(temo che l'indifferenza uccida più delle associazioni di stampo mafioso e dei sinistri stradali)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>al limite servirebbe una composta e discreta indagine su ogni suicidio,senza ausilio di audiovisivi che servono esclusivamente a spettacolarizzare una faccenda che non è esattamente  facile da elaborare.Forse aiuterebbe a capire(temo che l&#8217;indifferenza uccida più delle associazioni di stampo mafioso e dei sinistri stradali)</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: tashtego</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/07/09/il-tuffo/#comment-73973</link>
		<dc:creator>tashtego</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 14 Jul 2007 09:29:21 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2007/07/09/il-tuffo/#comment-73973</guid>
		<description>Secondo me, se si ammette che ciascuno di noi è padrone della propria vita e non ha nessun diritto di interferire nelle decisioni riguardanti l’esistenza altrui, allora il discorso di non interferire con l’atto del suicidarsi, torna. 
Se invece si pensa, come i cattolici, che la vita è un dono e nessuno di noi ha il diritto di disporne come vuole e di lasciarla quando ne è stufo, allora l’interferenza con l’atto suicida è giustificata. Però diventa in questo modo legittimo anche impedire una morte dignitosa per coloro i quali hanno problemi simili a quelli di Welby, con TUTTO quello che ne consegue, che non è poco. 
Tutto qui.
Poi vorrei capire per quale motivo troviamo moralmente neutro e sommamente interessante osservare un leone che uccide una gazzella (quella è natura, vero? Dunque la morte per sgozzamento di una gazzella non è “oscena”, vero? Non ci riguarda, perché noi NON siamo natura, vero?), senza pensare che il documentarista dovrebbe in primo luogo impedirlo, mentre chi filma un uomo che si butta giù da un ponte per libera scelta dovrebbe mollare lì la macchina da presa e buttarsi obbligatoriamente al salvamento.
Trovo molto più “etico” mostrare che nascondere.
Siamo qui a “discutere” di questi temi proprio a seguito dell’atto coraggioso di un filmaker di mostrare il suicidio come fenomeno concreto, nel suo accadere, invece di sorvolare et sottacere come al solito.
La prima barbarie è nel conformismo etico, nello spiritualismo, nel politically correct.
In definitiva nel nenismo di sinistra di cui voi, eva &#38; fem, siete discrete et aggressive rappresentanti.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Secondo me, se si ammette che ciascuno di noi è padrone della propria vita e non ha nessun diritto di interferire nelle decisioni riguardanti l’esistenza altrui, allora il discorso di non interferire con l’atto del suicidarsi, torna.<br />
Se invece si pensa, come i cattolici, che la vita è un dono e nessuno di noi ha il diritto di disporne come vuole e di lasciarla quando ne è stufo, allora l’interferenza con l’atto suicida è giustificata. Però diventa in questo modo legittimo anche impedire una morte dignitosa per coloro i quali hanno problemi simili a quelli di Welby, con TUTTO quello che ne consegue, che non è poco.<br />
Tutto qui.<br />
Poi vorrei capire per quale motivo troviamo moralmente neutro e sommamente interessante osservare un leone che uccide una gazzella (quella è natura, vero? Dunque la morte per sgozzamento di una gazzella non è “oscena”, vero? Non ci riguarda, perché noi NON siamo natura, vero?), senza pensare che il documentarista dovrebbe in primo luogo impedirlo, mentre chi filma un uomo che si butta giù da un ponte per libera scelta dovrebbe mollare lì la macchina da presa e buttarsi obbligatoriamente al salvamento.<br />
Trovo molto più “etico” mostrare che nascondere.<br />
Siamo qui a “discutere” di questi temi proprio a seguito dell’atto coraggioso di un filmaker di mostrare il suicidio come fenomeno concreto, nel suo accadere, invece di sorvolare et sottacere come al solito.<br />
La prima barbarie è nel conformismo etico, nello spiritualismo, nel politically correct.<br />
In definitiva nel nenismo di sinistra di cui voi, eva &amp; fem, siete discrete et aggressive rappresentanti.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: luminamenti</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/07/09/il-tuffo/#comment-73968</link>
		<dc:creator>luminamenti</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 14 Jul 2007 05:34:30 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2007/07/09/il-tuffo/#comment-73968</guid>
		<description>Non capisco Tash, perché dici che la vita non ha valore in sé. Sono d'accordo con te che non bisogna costringerci a viverla a tutti i costi.
Non pensi invece che bisognerebbe considerare vita e morte un tutt'uno in sé, senza separarle? La vita e la morte sono tutto quello che abbiamo e tutto quello che pensiamo e accade avviene dentro questo grande contenitore che è la vita-morte. Se priviamo questo contenitore di valore, allora che stiamo facendo? che ci stiamo a fare? Un mistero sì, ma un mistero che ha valore, proprio perché ne parliamo, agiamo, facciamo. 
Persino suicidandosi si dà valore alla vita, mi sembra.
p.s ben detto funambola</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Non capisco Tash, perché dici che la vita non ha valore in sé. Sono d&#8217;accordo con te che non bisogna costringerci a viverla a tutti i costi.<br />
Non pensi invece che bisognerebbe considerare vita e morte un tutt&#8217;uno in sé, senza separarle? La vita e la morte sono tutto quello che abbiamo e tutto quello che pensiamo e accade avviene dentro questo grande contenitore che è la vita-morte. Se priviamo questo contenitore di valore, allora che stiamo facendo? che ci stiamo a fare? Un mistero sì, ma un mistero che ha valore, proprio perché ne parliamo, agiamo, facciamo.<br />
Persino suicidandosi si dà valore alla vita, mi sembra.<br />
p.s ben detto funambola</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: luminamenti</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/07/09/il-tuffo/#comment-73967</link>
		<dc:creator>luminamenti</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 14 Jul 2007 05:27:28 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2007/07/09/il-tuffo/#comment-73967</guid>
		<description>Non capisco Tash, perché dici che la vita non ha valore in sé. Sono d'accordo con te che non bisogna costringerci a viverla a tutti i costi.
Non pensi invece che bisognerebbe considerare vita e morte un tutt'uno in sé, senza separarle? La vita e la morte sono tutto quello che abbiamo e tutto quello che pensiamo e accade avviene dentro questo grande contenitore che è la vita-morte. Se priviamo questo contenitore di valore, allora che stiamo facendo? che ci stiamo a fare? Un mistero sì, ma un mistero che ha valore, proprio perché ne parliamo, agiamo, facciamo. 
Persino suicidandosi si dà valore alla vita, mi sembra.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Non capisco Tash, perché dici che la vita non ha valore in sé. Sono d&#8217;accordo con te che non bisogna costringerci a viverla a tutti i costi.<br />
Non pensi invece che bisognerebbe considerare vita e morte un tutt&#8217;uno in sé, senza separarle? La vita e la morte sono tutto quello che abbiamo e tutto quello che pensiamo e accade avviene dentro questo grande contenitore che è la vita-morte. Se priviamo questo contenitore di valore, allora che stiamo facendo? che ci stiamo a fare? Un mistero sì, ma un mistero che ha valore, proprio perché ne parliamo, agiamo, facciamo.<br />
Persino suicidandosi si dà valore alla vita, mi sembra.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: la funambola</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/07/09/il-tuffo/#comment-73958</link>
		<dc:creator>la funambola</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Jul 2007 22:55:27 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2007/07/09/il-tuffo/#comment-73958</guid>
		<description>ci sono tanti modi per suicidarsi da vivi.
uno può essere quello di filmare suicidi.
la fu</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>ci sono tanti modi per suicidarsi da vivi.<br />
uno può essere quello di filmare suicidi.<br />
la fu</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Eva Risto</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/07/09/il-tuffo/#comment-73957</link>
		<dc:creator>Eva Risto</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Jul 2007 22:49:14 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2007/07/09/il-tuffo/#comment-73957</guid>
		<description>'... ad un adulto che vuole buttarsi giù da un ponte io non gli andrei a rompere le scatole, perché poi alla sua vita è lui che ci deve tornare, non io.
e se lui ha deciso di lasciarla, meglio non interferire.
è questione di rispetto per la persona umana, per le sue ragioni.'

sì, hai perfettamente ragione, mi hai convinta: di fronte a questo nulla, anche il barile che raschio io, per quanto usurato, è ancora qualcosa di ben collocato e visibile all'interno dell'esistenza e del reale.

se poi il 'rispetto per la persona umana' è questo, beh, comprati una cinepresa e filma. filma tash, filma...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8216;&#8230; ad un adulto che vuole buttarsi giù da un ponte io non gli andrei a rompere le scatole, perché poi alla sua vita è lui che ci deve tornare, non io.<br />
e se lui ha deciso di lasciarla, meglio non interferire.<br />
è questione di rispetto per la persona umana, per le sue ragioni.&#8217;</p>
<p>sì, hai perfettamente ragione, mi hai convinta: di fronte a questo nulla, anche il barile che raschio io, per quanto usurato, è ancora qualcosa di ben collocato e visibile all&#8217;interno dell&#8217;esistenza e del reale.</p>
<p>se poi il &#8216;rispetto per la persona umana&#8217; è questo, beh, comprati una cinepresa e filma. filma tash, filma&#8230;</p>
]]></content:encoded>
	</item>
</channel>
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