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	<title>Commenti a: Fuoco Amico / Jacques Kovalsky</title>
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	<pubDate>Tue, 02 Dec 2008 06:59:28 +0000</pubDate>
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		<title>Di: così&#38;come</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/07/26/fuoco-amico-jacques-kovalsky/#comment-74967</link>
		<dc:creator>così&#38;come</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Jul 2007 09:27:24 +0000</pubDate>
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		<description>FUOCO SACRO

I pii abitanti del villaggio di C. non lontano da F, pianura umida alcuni metri sotto il livello del mare, ogni anno per Natale, quando il grano è piantato e la campagna silenziosa si spolvera dei primi fiocchi di neve,&lt;i&gt; sotto la neve pane&lt;/i&gt;, preparavano un Presepe animato di superlativa complessità ed indubbio valore artistico. Acque, ruscelli, mulini, pozzi, un mare, ma proprio mare con fra i rulli di onde, un delfino, la balena Moby Dick e fin'anco una sirena con due rotondi seni di burro. E la Nina, la Pinta e la Santa Maria e un battello a ruote rollato lì dal Mississipì. Non c'era cosa o personaggio, mestiere o lignaggio che lì non ci potesse convivere in meccanica armonia di razze, animali ed orogenesi geologiche.  D'un tratto sulle montagne, delle perfette rosee Dolomiti, prendeva a nevicare fitto. Un temporale si scatenava su di un castello della Loira,  atterrato lì come la casa di Loreto, e fra i bagliori rossi delle finestrine fantasmi e scheletri. Dove finivamo le dune del deserto si ergeva un bosco atro. Tutti erano affaccendati: la lavandaia con gesto all'infinito ripetuto insaponava i suoi panni, il ciabattino risuolava la sua scarpa interminabile, il campanaro un po' rigido tirava la sua fune. Fuochi, falò, camini, pentole che bollivano. Luci lontane e vicine. Dall'alba al tramonto,  in tutto una decina di minuti, si zappava, tagliava legna, macinava farina, in una attività frenetica e simultanea. Ma da sotto, dall'infero dall'intrico di fili, motorini di lavatrici riciclati, meccanismi recuperati, contatti improvvisati, una lucifera scintilla e tutto prese a bruciare. In pochi minuti. La Geenna in quell'anticipo di  Paradiso in terra dove


&lt;i&gt;6]Il lupo si pascerà con l’agnello, la pantera si sdraierà accanto al capretto; il vitello e il leoncello pascoleranno insieme e un fanciullo li guiderà.
[7]La vacca e l’orsa pascoleranno insieme; si sdraieranno insieme i loro piccoli. Il leone si ciberà di paglia, come il bue.
[8]Il lattante si trastullerà sulla buca dell’aspide; il bambino metterà la mano nel covo di serpenti velenosi.&lt;/i&gt;

Isaia 11

Niente da fare, a nulla suonare le campane e la catena di secchi . Nero e nerofumo, puzzo di satanasso e cose colate.  Trovata solo salvo, bianco e biondo dei suoi riccioli di gesso sopra la paglia della mangiatoia, uno stupito intonso Gesù Bambino che il fuoco nemico in amicizia aveva scampato. Si gridò al miracolo. Nessuno più osò rifare il Presepe e alla soave figurina, posta su apposito altare, si cominciarono a chiedere grazie, guarigioni, prodigi, portare fiori, accendere ceri. Ma, ahimè, non risulta, finora, che si sia degnata di esaudire le devote speranze.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>FUOCO SACRO</p>
<p>I pii abitanti del villaggio di C. non lontano da F, pianura umida alcuni metri sotto il livello del mare, ogni anno per Natale, quando il grano è piantato e la campagna silenziosa si spolvera dei primi fiocchi di neve,<i> sotto la neve pane</i>, preparavano un Presepe animato di superlativa complessità ed indubbio valore artistico. Acque, ruscelli, mulini, pozzi, un mare, ma proprio mare con fra i rulli di onde, un delfino, la balena Moby Dick e fin&#8217;anco una sirena con due rotondi seni di burro. E la Nina, la Pinta e la Santa Maria e un battello a ruote rollato lì dal Mississipì. Non c&#8217;era cosa o personaggio, mestiere o lignaggio che lì non ci potesse convivere in meccanica armonia di razze, animali ed orogenesi geologiche.  D&#8217;un tratto sulle montagne, delle perfette rosee Dolomiti, prendeva a nevicare fitto. Un temporale si scatenava su di un castello della Loira,  atterrato lì come la casa di Loreto, e fra i bagliori rossi delle finestrine fantasmi e scheletri. Dove finivamo le dune del deserto si ergeva un bosco atro. Tutti erano affaccendati: la lavandaia con gesto all&#8217;infinito ripetuto insaponava i suoi panni, il ciabattino risuolava la sua scarpa interminabile, il campanaro un po&#8217; rigido tirava la sua fune. Fuochi, falò, camini, pentole che bollivano. Luci lontane e vicine. Dall&#8217;alba al tramonto,  in tutto una decina di minuti, si zappava, tagliava legna, macinava farina, in una attività frenetica e simultanea. Ma da sotto, dall&#8217;infero dall&#8217;intrico di fili, motorini di lavatrici riciclati, meccanismi recuperati, contatti improvvisati, una lucifera scintilla e tutto prese a bruciare. In pochi minuti. La Geenna in quell&#8217;anticipo di  Paradiso in terra dove</p>
<p><i>6]Il lupo si pascerà con l’agnello, la pantera si sdraierà accanto al capretto; il vitello e il leoncello pascoleranno insieme e un fanciullo li guiderà.<br />
[7]La vacca e l’orsa pascoleranno insieme; si sdraieranno insieme i loro piccoli. Il leone si ciberà di paglia, come il bue.<br />
[8]Il lattante si trastullerà sulla buca dell’aspide; il bambino metterà la mano nel covo di serpenti velenosi.</i></p>
<p>Isaia 11</p>
<p>Niente da fare, a nulla suonare le campane e la catena di secchi . Nero e nerofumo, puzzo di satanasso e cose colate.  Trovata solo salvo, bianco e biondo dei suoi riccioli di gesso sopra la paglia della mangiatoia, uno stupito intonso Gesù Bambino che il fuoco nemico in amicizia aveva scampato. Si gridò al miracolo. Nessuno più osò rifare il Presepe e alla soave figurina, posta su apposito altare, si cominciarono a chiedere grazie, guarigioni, prodigi, portare fiori, accendere ceri. Ma, ahimè, non risulta, finora, che si sia degnata di esaudire le devote speranze.</p>
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		<title>Di: diamonds</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/07/26/fuoco-amico-jacques-kovalsky/#comment-74934</link>
		<dc:creator>diamonds</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Jul 2007 22:10:44 +0000</pubDate>
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		<description>non darei molte chances a un'amicizia col fuoco.Nemmeno ci si può scherzare(l'ho capito quando ho fatto un chilometro in retromarcia almeno a sessanta all'ora per sfuggire al suo abbraccio.Un'esperienza che non consiglio a nessuno).Puro romanticismo</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>non darei molte chances a un&#8217;amicizia col fuoco.Nemmeno ci si può scherzare(l&#8217;ho capito quando ho fatto un chilometro in retromarcia almeno a sessanta all&#8217;ora per sfuggire al suo abbraccio.Un&#8217;esperienza che non consiglio a nessuno).Puro romanticismo</p>
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		<title>Di: Véronique V</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/07/26/fuoco-amico-jacques-kovalsky/#comment-74905</link>
		<dc:creator>Véronique V</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Jul 2007 16:15:56 +0000</pubDate>
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		<description>Bell' articolo! Mia nonna mi racontava l'incendio micidiale in Francia (Les Landes) anni 5O, credo ma non sono certa. Il cielo era tutto nero durante giorni e gente eravano nella trappola del fuoco. Dopo si  ha sistemato tagliafuoco nella foresta des Landes. 
Quando ero piccola, ho visto un fuoco (Corbières): è impressionante: la gariga brucia con violenza, l'albero diventa uno scheletro nero, rinsecchito.
E' una bella regione (Carcassone, Perpignan, Quillan) La consiglio a tutti.

PS: effeffe sta in forma! tanti articoli!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Bell&#8217; articolo! Mia nonna mi racontava l&#8217;incendio micidiale in Francia (Les Landes) anni 5O, credo ma non sono certa. Il cielo era tutto nero durante giorni e gente eravano nella trappola del fuoco. Dopo si  ha sistemato tagliafuoco nella foresta des Landes.<br />
Quando ero piccola, ho visto un fuoco (Corbières): è impressionante: la gariga brucia con violenza, l&#8217;albero diventa uno scheletro nero, rinsecchito.<br />
E&#8217; una bella regione (Carcassone, Perpignan, Quillan) La consiglio a tutti.</p>
<p>PS: effeffe sta in forma! tanti articoli!</p>
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