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	<title>Commenti a: La convincente complessità di Marina Valcarenghi</title>
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	<pubDate>Tue, 02 Dec 2008 06:32:32 +0000</pubDate>
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		<title>Di: Blackjack</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/07/26/la-convincente-complessita-di-marina-valcarenghi/#comment-75142</link>
		<dc:creator>Blackjack</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Jul 2007 11:31:06 +0000</pubDate>
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		<description>Tash, è vero e hai ragione: sono un fascista perché vorrei vedere i pedofili in carcere invece che a zonzo. Sono fascista, fascista, fascista.
Sono veramente cattivo e hai ragione.

Non credo ci sia altro da aggiungere.

Blackjack.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Tash, è vero e hai ragione: sono un fascista perché vorrei vedere i pedofili in carcere invece che a zonzo. Sono fascista, fascista, fascista.<br />
Sono veramente cattivo e hai ragione.</p>
<p>Non credo ci sia altro da aggiungere.</p>
<p>Blackjack.</p>
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		<title>Di: tashtego</title>
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		<dc:creator>tashtego</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Jul 2007 09:18:07 +0000</pubDate>
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		<description>@blackjack (ultima replica)

com'è possibile non riuscire a capire che definire i pedofili "questi animali", chiude ogni ulteriore (civile) discorso sul problema?
com'è possibile che non ci si renda conto di quanto fascismo c'è in un'affermazione del genere?
come fare a meno di ricordare che nella germania nazista gli ebrei si potevano sterminare proprio perché era passata la nozione che non fossero uomini, ma animali inferiori?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@blackjack (ultima replica)</p>
<p>com&#8217;è possibile non riuscire a capire che definire i pedofili &#8220;questi animali&#8221;, chiude ogni ulteriore (civile) discorso sul problema?<br />
com&#8217;è possibile che non ci si renda conto di quanto fascismo c&#8217;è in un&#8217;affermazione del genere?<br />
come fare a meno di ricordare che nella germania nazista gli ebrei si potevano sterminare proprio perché era passata la nozione che non fossero uomini, ma animali inferiori?</p>
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		<title>Di: Blackjack</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/07/26/la-convincente-complessita-di-marina-valcarenghi/#comment-75124</link>
		<dc:creator>Blackjack</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 29 Jul 2007 22:16:32 +0000</pubDate>
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		<description>Tash: è importante che tu non legga così potrai, senza dubbio alcuno, continuare a distribuire del fascista a tutti gli interlocutori che non ti aggradano.

Ah, dimenticavo; la conosci la barzelletta sugli architetti? No? Peccato, un vero peccato...

Blackjack.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Tash: è importante che tu non legga così potrai, senza dubbio alcuno, continuare a distribuire del fascista a tutti gli interlocutori che non ti aggradano.</p>
<p>Ah, dimenticavo; la conosci la barzelletta sugli architetti? No? Peccato, un vero peccato&#8230;</p>
<p>Blackjack.</p>
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		<title>Di: tashtego</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/07/26/la-convincente-complessita-di-marina-valcarenghi/#comment-75121</link>
		<dc:creator>tashtego</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 29 Jul 2007 20:09:04 +0000</pubDate>
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		<description>@blackjack
"Chiamarli persone proprio non mi riesce e mi scuso per i sensibili".
basta un rigo per conclamare il proprio fascismo strisciante.
non riconoscere lo stato di umani ad un qualsivoglia gruppo di persone è il primo passo.
dato che non ho letto tutta la tua risposta non so se più sotto invochi la pena di morte o il lager.
non mi sorprenderei.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@blackjack<br />
&#8220;Chiamarli persone proprio non mi riesce e mi scuso per i sensibili&#8221;.<br />
basta un rigo per conclamare il proprio fascismo strisciante.<br />
non riconoscere lo stato di umani ad un qualsivoglia gruppo di persone è il primo passo.<br />
dato che non ho letto tutta la tua risposta non so se più sotto invochi la pena di morte o il lager.<br />
non mi sorprenderei.</p>
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	</item>
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		<title>Di: Blackjack</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/07/26/la-convincente-complessita-di-marina-valcarenghi/#comment-75096</link>
		<dc:creator>Blackjack</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 29 Jul 2007 13:15:08 +0000</pubDate>
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		<description>Lino Guenda: bau bauuuuuuu

Blackjack</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Lino Guenda: bau bauuuuuuu</p>
<p>Blackjack</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Di: The O.C. from zi' Eagleton</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/07/26/la-convincente-complessita-di-marina-valcarenghi/#comment-75094</link>
		<dc:creator>The O.C. from zi' Eagleton</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 29 Jul 2007 13:12:30 +0000</pubDate>
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		<description>Molly Guenda.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Molly Guenda.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Lino Guenda</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/07/26/la-convincente-complessita-di-marina-valcarenghi/#comment-75092</link>
		<dc:creator>Lino Guenda</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 29 Jul 2007 13:02:16 +0000</pubDate>
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		<description>pensi un po' signor diciamo blackjack che io diciamo così stavo quasi per scrivere che diciamolo pure sono molto d'accordo con molte diciamo così delle cose che lei ha risposto al signor diciamo tashtego e allora mi chiedo diciamo così ma chi glielo ha fatto diciamo fare a scrivere sta ultima mappazza di un'ora che sta solo nella sua diciamo testa perché anch'io sono un signor diciamo così brambilla e ciò veramente un cane di nome blec che lei ci creda o meno diciamo che è cosi e diciamolo pure mi consenta non prenda tutto diciamo alla lettera e qualche volta provi anche a farsi una diciamo risata e si stia diciamo così bene</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>pensi un po&#8217; signor diciamo blackjack che io diciamo così stavo quasi per scrivere che diciamolo pure sono molto d&#8217;accordo con molte diciamo così delle cose che lei ha risposto al signor diciamo tashtego e allora mi chiedo diciamo così ma chi glielo ha fatto diciamo fare a scrivere sta ultima mappazza di un&#8217;ora che sta solo nella sua diciamo testa perché anch&#8217;io sono un signor diciamo così brambilla e ciò veramente un cane di nome blec che lei ci creda o meno diciamo che è cosi e diciamolo pure mi consenta non prenda tutto diciamo alla lettera e qualche volta provi anche a farsi una diciamo risata e si stia diciamo così bene</p>
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	</item>
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		<title>Di: Blackjack</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/07/26/la-convincente-complessita-di-marina-valcarenghi/#comment-75089</link>
		<dc:creator>Blackjack</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 29 Jul 2007 12:16:51 +0000</pubDate>
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		<description>Lino Guenda, mi sono molto divertito a leggere i suoi due commenti. Suppongo, seguendo l'uso volutamente sgrammaticato che applica ai suoi scritti, che lei intendesse parodiare chi, come me e il riferimento mi pare opportuno, non possiede una padronanza assoluta della lingua e delle sue complesse regole.
Lo so, Lino Guenda, e me ne dolgo, io per primo, dell'incapacità comunicativa tipica dei 'sciur brambilla' come me: dei veri e propri cani che non dovrebbero mai nemmeno pensare di interloquire con l'alto mondo dell'intelletto.
Dovrebbero, i sciur brambilla, rimanere buoni e tranquilli al guinzaglio e scodinzolare, pisciare di sguincio sul tronco delle piante, al parco, ma prestando attenzione a non lordare di rimbalzo, con lo schizzo impertinente, i preziosi piedini del loro superiore padrone.
Dovrebbero, i sciur brambilla, saltellare tranquilli ed estrarre il cazzo a comando quando il loro beneamato e intellettuale padrone gli rimedia, stanco dei latrati primaverili o finanche estivi, una cagnetta in calore con la quale divertirsi; non più di una volta all'anno, che troppo sesso fa male. Al cane.

Lo so, signor Lino Guenda, sono un cane, non solo a raccontare, e me ne dolgo. Dovrei rimanere zitto e pensieroso, in un angolo, vicino alla ciotola dell'acqua e guaire, sommesso, magnificando il padrone.

Lo so signor Lino Guenda. Lo sappiamo tutti, noi cani, e mi meraviglia, una meraviglia solo canina sia chiaro, niente di eccelso e particolarmente interessante, che i nostri padroni non comprendano ciò che persino noi, poveri cani, abbiamo compreso: la nostra inferiorità.

Però mi raccomando, signor padrone Lino Guenda, non faccia come l'ultima volta, che si è dimenticato la paletta e il sacchetto e la mia merda, che lei raccoglie sempre con molta riluttanza, le è costata una multa salatissima per colpa dell'altra 'sciura brambilla', quella vecchia scortese che, stanca delle mie cagate sul marciapiede davanti a casa sua, e del fatto che lei, signor padrone Lino Guenda si dimenticasse sempre di pulire, ha chiamato il Vigile.
Cosa vuole che sia raccogliere un po' di merda. Purtroppo, noi cani, oltre a un cervello piccolo e poco funzionale non abbiamo nemmeno le mani e non possiamo; proprio non possiamo. Io la raccoglierei volentieri, sul serio e mi dispiace, signor padrone Lino Guenda, crearle tanto disturbo e osservarla mentre, la bocca strappata, gli occhi semichiusi, la schiena rigida e la mente rivolta alla prosa del Bardo supremo, le tocca di chinarsi.
E l'ultima volta il guanto era rotto. Io abbaiavo; ricorda? Ma lei non comprese il mio linguaggio canino. Come avrebbe potuto?

Il guanto rotto e la mia canina merda che si infilava, subdola e di soppiatto, sotto l'unghia di quel dito indice che lei agita sempre, ad indicare il mondo e sostenere.

Signor padrone Lino Guenda, avrei anche succhiato quel dito sporco di merda canina, ma lei non volle. Le insegnerò, se vuole, signor padrone Lino Guenda, ad abbaiare. Non è difficile mi creda e potremo, forse, evitare che le sue mani possano continuare a raccogliere la nostra merda con la certezza - assoluta che noi cani certe cose non abbiamo mica bisogno di studiarle, ci vengono così, d'istinto - che non le capiterà più un guanto rotto.

Non è difficile imparare l'abbaiato mi creda, signor padrone Lino Guenda; persino io, da cane, riesco a comprendere in parte la vostra lingua; ben più complessa e articolate.

Bau, bau.

Blackjack.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Lino Guenda, mi sono molto divertito a leggere i suoi due commenti. Suppongo, seguendo l&#8217;uso volutamente sgrammaticato che applica ai suoi scritti, che lei intendesse parodiare chi, come me e il riferimento mi pare opportuno, non possiede una padronanza assoluta della lingua e delle sue complesse regole.<br />
Lo so, Lino Guenda, e me ne dolgo, io per primo, dell&#8217;incapacità comunicativa tipica dei &#8217;sciur brambilla&#8217; come me: dei veri e propri cani che non dovrebbero mai nemmeno pensare di interloquire con l&#8217;alto mondo dell&#8217;intelletto.<br />
Dovrebbero, i sciur brambilla, rimanere buoni e tranquilli al guinzaglio e scodinzolare, pisciare di sguincio sul tronco delle piante, al parco, ma prestando attenzione a non lordare di rimbalzo, con lo schizzo impertinente, i preziosi piedini del loro superiore padrone.<br />
Dovrebbero, i sciur brambilla, saltellare tranquilli ed estrarre il cazzo a comando quando il loro beneamato e intellettuale padrone gli rimedia, stanco dei latrati primaverili o finanche estivi, una cagnetta in calore con la quale divertirsi; non più di una volta all&#8217;anno, che troppo sesso fa male. Al cane.</p>
<p>Lo so, signor Lino Guenda, sono un cane, non solo a raccontare, e me ne dolgo. Dovrei rimanere zitto e pensieroso, in un angolo, vicino alla ciotola dell&#8217;acqua e guaire, sommesso, magnificando il padrone.</p>
<p>Lo so signor Lino Guenda. Lo sappiamo tutti, noi cani, e mi meraviglia, una meraviglia solo canina sia chiaro, niente di eccelso e particolarmente interessante, che i nostri padroni non comprendano ciò che persino noi, poveri cani, abbiamo compreso: la nostra inferiorità.</p>
<p>Però mi raccomando, signor padrone Lino Guenda, non faccia come l&#8217;ultima volta, che si è dimenticato la paletta e il sacchetto e la mia merda, che lei raccoglie sempre con molta riluttanza, le è costata una multa salatissima per colpa dell&#8217;altra &#8217;sciura brambilla&#8217;, quella vecchia scortese che, stanca delle mie cagate sul marciapiede davanti a casa sua, e del fatto che lei, signor padrone Lino Guenda si dimenticasse sempre di pulire, ha chiamato il Vigile.<br />
Cosa vuole che sia raccogliere un po&#8217; di merda. Purtroppo, noi cani, oltre a un cervello piccolo e poco funzionale non abbiamo nemmeno le mani e non possiamo; proprio non possiamo. Io la raccoglierei volentieri, sul serio e mi dispiace, signor padrone Lino Guenda, crearle tanto disturbo e osservarla mentre, la bocca strappata, gli occhi semichiusi, la schiena rigida e la mente rivolta alla prosa del Bardo supremo, le tocca di chinarsi.<br />
E l&#8217;ultima volta il guanto era rotto. Io abbaiavo; ricorda? Ma lei non comprese il mio linguaggio canino. Come avrebbe potuto?</p>
<p>Il guanto rotto e la mia canina merda che si infilava, subdola e di soppiatto, sotto l&#8217;unghia di quel dito indice che lei agita sempre, ad indicare il mondo e sostenere.</p>
<p>Signor padrone Lino Guenda, avrei anche succhiato quel dito sporco di merda canina, ma lei non volle. Le insegnerò, se vuole, signor padrone Lino Guenda, ad abbaiare. Non è difficile mi creda e potremo, forse, evitare che le sue mani possano continuare a raccogliere la nostra merda con la certezza - assoluta che noi cani certe cose non abbiamo mica bisogno di studiarle, ci vengono così, d&#8217;istinto - che non le capiterà più un guanto rotto.</p>
<p>Non è difficile imparare l&#8217;abbaiato mi creda, signor padrone Lino Guenda; persino io, da cane, riesco a comprendere in parte la vostra lingua; ben più complessa e articolate.</p>
<p>Bau, bau.</p>
<p>Blackjack.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Blackjack</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/07/26/la-convincente-complessita-di-marina-valcarenghi/#comment-75079</link>
		<dc:creator>Blackjack</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 29 Jul 2007 11:14:25 +0000</pubDate>
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		<description>Tash: l'isteria 'anti-pedofila', in questa Italia sottosopra, si muove al contrario esattamente come il Paese. Abbiamo preti, riconosciuti pedofili e per i quali il Vaticano sta sborsando 1 miliardo di dollaroni - mica pizza e fichi - per evitare procedimenti giudiziari oltre oceano che, invece di finire in galera come dovrebbe essere, sono nelle parrocchie di Roma. A predicare il verbo ovviamente e senza che nessuno abbia nulla da ridire.
Abbiamo processi, in Italia, per i quali persone con stipendi normali, spendono 1 milione di euro solo per la prima fase dibattimentale; e a nessuno sembra interessare da dove siano usciti, come per magia, tutti questi denari.
In questo paese sottosopra, l'Italia, non trovi un intellettuale uno, nemmeno a pagarlo a peso d'oro, che tenti di scrivere cosa dovrebbe fare, una società civile, per le vittime di questi animali. Chiamarli persone proprio non mi riesce e mi scuso per i sensibili.

No.

Non è né cool, né chic, né interessante scrivere di come la nostra società dovrebbe preoccuparsi delle vittime, vere o presunte che siano.

No.

E' sempre molto più interessante immaginare che il colpevole sia frutto della società, che sia un malato e come tale debba essere sempre e solo curato.

Allora perché non curiamo anche i mafiosi? Invece del carcere duro potremmo prevedere un percorso psicoterapico ad-hoc: come rimuovere in quattro sedute la sindrome da scioglimento di bambini nella calce viva, oppure come guarire in sei mesi i nefasti effetti psicologici dei traumi da omicidio volontario prolungato.

Hai mai provato Tash ad andare a fare quattro chiacchiere vis a vis con questi bambini e con i loro genitori?

Anche la vicenda di Rignano avrà un decorso lungo e tortuoso e si concluderà, come per quasi tutte le altre, con la piena assoluzione degli imputati. I prodromi ci sono, tutti, e le sentenze già emesse, che fanno giurisprudenza anche se a leggerle c'è da inorridire per la mole colossale di imprecisioni che contengono, non depongono sicuramente a favore dei bambini.

Prima la polemica è stata imbastita sull'errato percorso della psichiatra incaricata dal Tribunale di ascoltare i bambini durante la fase preliminare. Aveva sbagliato. Ora che l'incidente probatorio, condotto secondo tutti i canoni previsti, ha accertato la credibilità di due bambini a testimoniare, le bambine e l'incidente probatorio stesso diventano inattendibili.

No.

Non ci siamo Tash. C'è qualcosa che non mi quadra; troppo che non mi quadra e i giornali ci scassano i maroni per un bacio gay punito da un pirla e stendono un velo pietoso di disinformazione su tutto il resto. Cercano lo scoop per vendere copie e poi, come per tutti gli eventi che non 'tirano' più, passano oltre, non investono, copiano i rilanci d'agenzia. In sintesi: non fanno giornalismo.

Il difensore di una delle accusate, uno dei principi italiani del Foro, un Avvocato che solo per parlargli devi fare la coda e aprire un mutuo ventennale, l'Avv. Coppi, ha dichiarato, dopo la prima deposizione della bambina - la deposizione di una bambina di 5 anni - : "Mi auguro che prima o poi diventino pubblici i filmati di queste audizioni così ciascuno potrà valutare da sé le incongruenze di tutta questa vicenda".

Ma cosa vuol dire? Qual è il significato vero di una simile dichiarazione?

Forse che, dopo il filmato passato su Canale 5 da quel gigante dell'informazione che è Mimum,  ritenuto fortunatamente e per una volta illegale, dobbiamo aspettarci, fra non molto, che le parole e i visi e le paure e i problemi di questi bambini siano esposti al pubblico ludibrio?

E' questa la sindrome anti-pedofilia che vedi in Italia?

Tash, non so se porti gli occhiali, ma fossi al tuo posto una controllatina me la farei.

Blackjack</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Tash: l&#8217;isteria &#8216;anti-pedofila&#8217;, in questa Italia sottosopra, si muove al contrario esattamente come il Paese. Abbiamo preti, riconosciuti pedofili e per i quali il Vaticano sta sborsando 1 miliardo di dollaroni - mica pizza e fichi - per evitare procedimenti giudiziari oltre oceano che, invece di finire in galera come dovrebbe essere, sono nelle parrocchie di Roma. A predicare il verbo ovviamente e senza che nessuno abbia nulla da ridire.<br />
Abbiamo processi, in Italia, per i quali persone con stipendi normali, spendono 1 milione di euro solo per la prima fase dibattimentale; e a nessuno sembra interessare da dove siano usciti, come per magia, tutti questi denari.<br />
In questo paese sottosopra, l&#8217;Italia, non trovi un intellettuale uno, nemmeno a pagarlo a peso d&#8217;oro, che tenti di scrivere cosa dovrebbe fare, una società civile, per le vittime di questi animali. Chiamarli persone proprio non mi riesce e mi scuso per i sensibili.</p>
<p>No.</p>
<p>Non è né cool, né chic, né interessante scrivere di come la nostra società dovrebbe preoccuparsi delle vittime, vere o presunte che siano.</p>
<p>No.</p>
<p>E&#8217; sempre molto più interessante immaginare che il colpevole sia frutto della società, che sia un malato e come tale debba essere sempre e solo curato.</p>
<p>Allora perché non curiamo anche i mafiosi? Invece del carcere duro potremmo prevedere un percorso psicoterapico ad-hoc: come rimuovere in quattro sedute la sindrome da scioglimento di bambini nella calce viva, oppure come guarire in sei mesi i nefasti effetti psicologici dei traumi da omicidio volontario prolungato.</p>
<p>Hai mai provato Tash ad andare a fare quattro chiacchiere vis a vis con questi bambini e con i loro genitori?</p>
<p>Anche la vicenda di Rignano avrà un decorso lungo e tortuoso e si concluderà, come per quasi tutte le altre, con la piena assoluzione degli imputati. I prodromi ci sono, tutti, e le sentenze già emesse, che fanno giurisprudenza anche se a leggerle c&#8217;è da inorridire per la mole colossale di imprecisioni che contengono, non depongono sicuramente a favore dei bambini.</p>
<p>Prima la polemica è stata imbastita sull&#8217;errato percorso della psichiatra incaricata dal Tribunale di ascoltare i bambini durante la fase preliminare. Aveva sbagliato. Ora che l&#8217;incidente probatorio, condotto secondo tutti i canoni previsti, ha accertato la credibilità di due bambini a testimoniare, le bambine e l&#8217;incidente probatorio stesso diventano inattendibili.</p>
<p>No.</p>
<p>Non ci siamo Tash. C&#8217;è qualcosa che non mi quadra; troppo che non mi quadra e i giornali ci scassano i maroni per un bacio gay punito da un pirla e stendono un velo pietoso di disinformazione su tutto il resto. Cercano lo scoop per vendere copie e poi, come per tutti gli eventi che non &#8216;tirano&#8217; più, passano oltre, non investono, copiano i rilanci d&#8217;agenzia. In sintesi: non fanno giornalismo.</p>
<p>Il difensore di una delle accusate, uno dei principi italiani del Foro, un Avvocato che solo per parlargli devi fare la coda e aprire un mutuo ventennale, l&#8217;Avv. Coppi, ha dichiarato, dopo la prima deposizione della bambina - la deposizione di una bambina di 5 anni - : &#8220;Mi auguro che prima o poi diventino pubblici i filmati di queste audizioni così ciascuno potrà valutare da sé le incongruenze di tutta questa vicenda&#8221;.</p>
<p>Ma cosa vuol dire? Qual è il significato vero di una simile dichiarazione?</p>
<p>Forse che, dopo il filmato passato su Canale 5 da quel gigante dell&#8217;informazione che è Mimum,  ritenuto fortunatamente e per una volta illegale, dobbiamo aspettarci, fra non molto, che le parole e i visi e le paure e i problemi di questi bambini siano esposti al pubblico ludibrio?</p>
<p>E&#8217; questa la sindrome anti-pedofilia che vedi in Italia?</p>
<p>Tash, non so se porti gli occhiali, ma fossi al tuo posto una controllatina me la farei.</p>
<p>Blackjack</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: valter binaghi</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/07/26/la-convincente-complessita-di-marina-valcarenghi/#comment-75068</link>
		<dc:creator>valter binaghi</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 29 Jul 2007 08:34:33 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2007/07/26/la-convincente-complessita-di-marina-valcarenghi/#comment-75068</guid>
		<description>Anche secondo me la terapia è importante, però bisogna ricordare sempre che in campo psicoterapeutico non esistono terapie coatte. Io posso trapiantare un rene a uno anche contro la sua volontà, ma non posso aiutarlo a superare una tendenza perversa o violenta se non c'è da parte sua una richiesta di terapia. E questo fa veramente la differenza.

Poi, siccome si è toccata la questione del post-moderno e della sua cronica impotenza a limitare e valutare, segnalo un mio piccolo contributo qui
http://lapoesiaelospirito.wordpress.com/2007/07/29/prima-e-dopo-il-68-il-porcellino-e-il-maiale/</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Anche secondo me la terapia è importante, però bisogna ricordare sempre che in campo psicoterapeutico non esistono terapie coatte. Io posso trapiantare un rene a uno anche contro la sua volontà, ma non posso aiutarlo a superare una tendenza perversa o violenta se non c&#8217;è da parte sua una richiesta di terapia. E questo fa veramente la differenza.</p>
<p>Poi, siccome si è toccata la questione del post-moderno e della sua cronica impotenza a limitare e valutare, segnalo un mio piccolo contributo qui<br />
<a href="http://lapoesiaelospirito.wordpress.com/2007/07/29/prima-e-dopo-il-68-il-porcellino-e-il-maiale/" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('outclick-comm/lapoesiaelospirito.wordpress.com');" rel="nofollow">http://lapoesiaelospirito.wordpress.com/2007/07/29/prima-e-dopo-il-68-il-porcellino-e-il-maiale/</a></p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: dario</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/07/26/la-convincente-complessita-di-marina-valcarenghi/#comment-75067</link>
		<dc:creator>dario</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 29 Jul 2007 08:31:50 +0000</pubDate>
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		<description>io sono pienamente d'accordo con Raimo, tanto più che le conseguenze penali scattano, è giusto che scattino, soltanto dopo aver commesso un reato, se invece si riuscisse a provvedere in tempo, a giocare in anticipo, desumendo da tanti indizi un unico risultato che potrebbe e non potrebbe tradursi da potenza all'atto; senza voler ricorrere a nessun fascistissimo sistema di controllo per crimine preventivo, ma intervenendo di volta in volta ad incanalare le derive evidenti, sottolineando l'erroneità di certi atteggiamenti, deviazioni comportamentali, se insomma la psicanalisi lavorasse un po' di più all'interno del sociale, forse si potrebbe risparmiare quella che per il magistrato non è altro che una pratica da archiviare ma per qualcun altro  è un'intera vita andata a puttane. Ovvio, che isolare, allontanare dalla comunità il soggetto a rischio è il modo migliore di precipitare le cose e fornirgli pure la giustificazione. La comunità dovrebbe farsi carico del problema senza irrigidimenti e senza chiusure, ma anche senza chiudere gli occhi prima che la responsabilità diventi tutta solo di tipo penale, evitando paranoie, sospetti e sistemi di spionaggio, semplicemente intervenendo ogni volta che, ripeto, si registra un comportamento deviante, almeno io così la vedo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>io sono pienamente d&#8217;accordo con Raimo, tanto più che le conseguenze penali scattano, è giusto che scattino, soltanto dopo aver commesso un reato, se invece si riuscisse a provvedere in tempo, a giocare in anticipo, desumendo da tanti indizi un unico risultato che potrebbe e non potrebbe tradursi da potenza all&#8217;atto; senza voler ricorrere a nessun fascistissimo sistema di controllo per crimine preventivo, ma intervenendo di volta in volta ad incanalare le derive evidenti, sottolineando l&#8217;erroneità di certi atteggiamenti, deviazioni comportamentali, se insomma la psicanalisi lavorasse un po&#8217; di più all&#8217;interno del sociale, forse si potrebbe risparmiare quella che per il magistrato non è altro che una pratica da archiviare ma per qualcun altro  è un&#8217;intera vita andata a puttane. Ovvio, che isolare, allontanare dalla comunità il soggetto a rischio è il modo migliore di precipitare le cose e fornirgli pure la giustificazione. La comunità dovrebbe farsi carico del problema senza irrigidimenti e senza chiusure, ma anche senza chiudere gli occhi prima che la responsabilità diventi tutta solo di tipo penale, evitando paranoie, sospetti e sistemi di spionaggio, semplicemente intervenendo ogni volta che, ripeto, si registra un comportamento deviante, almeno io così la vedo.</p>
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		<title>Di: cristiano prakash dorigo</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/07/26/la-convincente-complessita-di-marina-valcarenghi/#comment-75065</link>
		<dc:creator>cristiano prakash dorigo</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 29 Jul 2007 08:01:49 +0000</pubDate>
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		<description>credo che il discorso sulla peodfilia, volenza, abuso, maltrattamento, senza gabbie ideologiche, sia cosa e come fare con le persone che hanno subito e quelle - che di frequente sono le stesse - che hanno inflitto.
mi sembra che raimo intendesse ciò. 
chi ne ha conosciute, sa che non sono persone con cui è facile relazionare: spesso contraddittorie, seduttive, incapaci di avere e dare fiducia. con delle voragini nere dentro, sempre all'erta. non riescono a credere e temono di non essere credute. il loro dolore è indescrivibile e nessuno può capirlo.
con un largo margine di soggettività, ognuna è quel che è, unica e irripetibile - onde evitare gli agguati dei massimalisti bisogna esplicitare anche l'implicito più elementare -.
condivido quasi tutto quello che è stato detto; tesi a antitesi, perchè l'argomento non è lineare ed è inerente all'argomento degli argomenti: la sessualità.
secondo me andrebbe visto e affrontato a partire da qui: libertà, limiti, repressione, espressione.
siamo a un livello di esasperazione tali, che se io sorrido o accarezzo un bambino, sono guardato da occhi che pensano, tra l'altro, che potrei essere un potenziale mostro.
per concludere, ricorderei un bellissimo pezzo di aldo busi che se non ricordo male era stato proposto anche qui su n i, che rispondeva alla lettera di una signora che gli diceva quanto fosse afflitta da una violenza subita in gioventù, e alla quale consigliava di affrancarsi da questa e di non usarla come alibi per la propria infelicità.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>credo che il discorso sulla peodfilia, volenza, abuso, maltrattamento, senza gabbie ideologiche, sia cosa e come fare con le persone che hanno subito e quelle - che di frequente sono le stesse - che hanno inflitto.<br />
mi sembra che raimo intendesse ciò.<br />
chi ne ha conosciute, sa che non sono persone con cui è facile relazionare: spesso contraddittorie, seduttive, incapaci di avere e dare fiducia. con delle voragini nere dentro, sempre all&#8217;erta. non riescono a credere e temono di non essere credute. il loro dolore è indescrivibile e nessuno può capirlo.<br />
con un largo margine di soggettività, ognuna è quel che è, unica e irripetibile - onde evitare gli agguati dei massimalisti bisogna esplicitare anche l&#8217;implicito più elementare -.<br />
condivido quasi tutto quello che è stato detto; tesi a antitesi, perchè l&#8217;argomento non è lineare ed è inerente all&#8217;argomento degli argomenti: la sessualità.<br />
secondo me andrebbe visto e affrontato a partire da qui: libertà, limiti, repressione, espressione.<br />
siamo a un livello di esasperazione tali, che se io sorrido o accarezzo un bambino, sono guardato da occhi che pensano, tra l&#8217;altro, che potrei essere un potenziale mostro.<br />
per concludere, ricorderei un bellissimo pezzo di aldo busi che se non ricordo male era stato proposto anche qui su n i, che rispondeva alla lettera di una signora che gli diceva quanto fosse afflitta da una violenza subita in gioventù, e alla quale consigliava di affrancarsi da questa e di non usarla come alibi per la propria infelicità.</p>
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	<item>
		<title>Di: The O.C. from zi' Eagleton</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/07/26/la-convincente-complessita-di-marina-valcarenghi/#comment-75064</link>
		<dc:creator>The O.C. from zi' Eagleton</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 29 Jul 2007 07:51:49 +0000</pubDate>
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		<description>Gentilissima Funambola,
come vedi c'è la fonte e le virgolette, ad aprire e a chiudere. 
Saluti.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Gentilissima Funambola,<br />
come vedi c&#8217;è la fonte e le virgolette, ad aprire e a chiudere.<br />
Saluti.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Lino Guenda</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/07/26/la-convincente-complessita-di-marina-valcarenghi/#comment-75062</link>
		<dc:creator>Lino Guenda</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 29 Jul 2007 07:01:14 +0000</pubDate>
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		<description>scusi signora funambola se mi permetto diciamo ma volevo chiederle se per caso lei ha un cane diciamo così femmina o se non l'ha smarrito volevo chiederle se la faceva diciamo accoppiare con il mio blec che magari diciamo così può nascere un cucciolo che s'impara a scrivere anche al computer diciamo</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>scusi signora funambola se mi permetto diciamo ma volevo chiederle se per caso lei ha un cane diciamo così femmina o se non l&#8217;ha smarrito volevo chiederle se la faceva diciamo accoppiare con il mio blec che magari diciamo così può nascere un cucciolo che s&#8217;impara a scrivere anche al computer diciamo</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: la funambola</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/07/26/la-convincente-complessita-di-marina-valcarenghi/#comment-75060</link>
		<dc:creator>la funambola</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 28 Jul 2007 23:35:52 +0000</pubDate>
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		<description>sì  o c  è davvero ineccepibile.
dove l'hai copiat, o c? :))
però io davvero questo postmodernismo non l'ho capito.
cosa significa?
ogni epoca ci ha il suo postomodernismo.
quali categorie usate per classificare un tempo, una storia che non avete vissuto?
ma le categorie sono convenzioni,semplificazioni, necessità di ordinare l'inordinabile.
ma la storia è un tondo, mica una linea retta.
potrebbe esserlo, se fossimo immortali ,
ma ogni tempo, ogni vita, ha un percorso differente eppur essenzialmente uguale, in ogni epoca, in ogni storia, in ogni tempo, si ripete la stessa identica storia.
per il resto capisco bene quel che intende il signor tash.
tanti baci
la funambola</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>sì  o c  è davvero ineccepibile.<br />
dove l&#8217;hai copiat, o c? :))<br />
però io davvero questo postmodernismo non l&#8217;ho capito.<br />
cosa significa?<br />
ogni epoca ci ha il suo postomodernismo.<br />
quali categorie usate per classificare un tempo, una storia che non avete vissuto?<br />
ma le categorie sono convenzioni,semplificazioni, necessità di ordinare l&#8217;inordinabile.<br />
ma la storia è un tondo, mica una linea retta.<br />
potrebbe esserlo, se fossimo immortali ,<br />
ma ogni tempo, ogni vita, ha un percorso differente eppur essenzialmente uguale, in ogni epoca, in ogni storia, in ogni tempo, si ripete la stessa identica storia.<br />
per il resto capisco bene quel che intende il signor tash.<br />
tanti baci<br />
la funambola</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Lino Guenda</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/07/26/la-convincente-complessita-di-marina-valcarenghi/#comment-75058</link>
		<dc:creator>Lino Guenda</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 28 Jul 2007 22:23:44 +0000</pubDate>
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		<description>scusa tash perché diciamolo che se no poi diciamo così che tu te la prendi con me e mi togli anche il saluto diciamo così che sei l'unico ormai che la mattina al bar mi saluta ancora diciamo perché vedio io ho un cane che si chiama blec però diciamo mi devi credere sulla parola che quello te lo dico davvero che diciamo non sa usare il computer</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>scusa tash perché diciamolo che se no poi diciamo così che tu te la prendi con me e mi togli anche il saluto diciamo così che sei l&#8217;unico ormai che la mattina al bar mi saluta ancora diciamo perché vedio io ho un cane che si chiama blec però diciamo mi devi credere sulla parola che quello te lo dico davvero che diciamo non sa usare il computer</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: valter binaghi</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/07/26/la-convincente-complessita-di-marina-valcarenghi/#comment-75056</link>
		<dc:creator>valter binaghi</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 28 Jul 2007 21:56:47 +0000</pubDate>
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		<description>@The O.C.
Direi che questa è la massima consapevolezza teorica che si può avere sul piano della filosofia della cultura. Forse non è l'ultima parola (non tocca ancora il livello assiologico, cioè della fondazione del valore e della scelta politica), ma è ineccepibile.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@The O.C.<br />
Direi che questa è la massima consapevolezza teorica che si può avere sul piano della filosofia della cultura. Forse non è l&#8217;ultima parola (non tocca ancora il livello assiologico, cioè della fondazione del valore e della scelta politica), ma è ineccepibile.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: The O.C. from zi' Eagleton</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/07/26/la-convincente-complessita-di-marina-valcarenghi/#comment-75051</link>
		<dc:creator>The O.C. from zi' Eagleton</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 28 Jul 2007 17:32:05 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2007/07/26/la-convincente-complessita-di-marina-valcarenghi/#comment-75051</guid>
		<description>@tutti i nipotini di foucault 

Annunciazione, annunciazione. 

"Definiamo quindi postmodernista questa condizione estatica di indeterminatezza in cui il confine tra identità e non-identità viene trasceso.

Questo nuovo idealismo andrebbe senza dubbio a braccetto con quella particolare forma di riduzionismo detta culturalismo (...) che diffida scioccamente di ogni discorso sulla natura umana.

La teoria postmodernista, nonostante il suo gran parlare di differenza, pluralità, eterogeneità, opera spesso con contrapposizioni rigidamente binarie in cui 'differenza', 'pluralità' e termini affini sono bellamente schierati da un lato dello steccato teorico, in quanto inequivocabilmente positivi, e le loro antitesi, quali che siano (unità, identità, totalità, universalità), stanno, stuolo pernicioso, dall'altra.

La teoria postmoderna riconosce la reciproca interdipendenza di termini come 'identità' e 'non-identità', 'sistema' e 'altro', ma in fatto di 'sensibilità', non c'è dubbio da che parte stiano le sue simpatie.

Nonostante la sua vantata apertura verso l'altro, il postmodernismo può essere non meno esclusivo e censorio della ortodossia a cui si oppone. 

La cultura postmodernista ha prodotto uno scetticismo tonificante e paralizzante, e defenestrato la sovranità dell'uomo occidentale, almeno in teoria, grazie a un relativismo culturale a 24carati che è impotente però a difendere le donne e i bambini, occidentali e orientali, contro pratiche sociali degradanti. 

Come ogni forma di antirealismo epistemologico, il postmodernismo nega regolarmente la possibilità di descrivere com'è fatto il mondo e, altrettanto regolarmente, si trova appunto a descriverlo.

Con l'evolversi del sistema capitalistico - man mano che esso colonizza nuovi popoli, importa nuovi gruppi etnici nel mercato del lavoro, e si trova a estendere la sua libertà ai nuovi gruppi - tale sistema comincia inevitabilmente a minare la propria razionalità universalistica (...) esistono oggi tutta una serie di culture, idiomi, e modi di fare le cose, che la natura ibridizzante, tragressiva, promiscua del capitalismo ha contribuito a far nascere. Il sistema per tanto si trova di fronte a una scelta: o continuare a insistere sul carattere universale della sua razionalità, a dispetto delle crescenti prove in contrario, o gettare la spugna e diventare relativista, accettando tristemente di non poter mettere in campo fondamenti supremi che legittimino il suo operato. 

In epoca post-imperiale, e in una società che si presuppone multiculturale, il sistema non può affermare plausibilmente che i suoi valori sono superiori a quelli altrui, ma soltanto che sono - termine chiave del postmodernismo - "differenti". 

Da parte del postmodernismo è un atto dogmatico universalizzare le sue tesi contro gli 'universali' e concludere che i concetti di 'natura umana' non sono mai importanti, nemmeno, poniamo, quando si tratta della pratica della tortura.

La fedina politica del genere umano è orripilante, ma (...) il postmodernismo non si occupa abitualmente di simili verità fastidiosamente transtoriche, né fino a data recente si è fatto granché carico di questioni etiche.

Se 'l'altro' è ridotto a qualunque cosa disgreghi la mia identità questa è una mossa umilmente decentrata, oppure di considerazione per me stesso?

L'io decostruito deve ancora dimostrare che il non-identico può trasformare oltre che sovvertire e segni di questo tipo, fino ad ora, non stati di buon auspicio.

Valutare fa parte della identità sociale, e senza questo la vita sociale si arenerebbe. Un soggetto che non discriminasse non sarebbe un soggetto umano. 

Il postmodernismo è antiuniversalista, cerca di risolvere l'universalità aggirandola e reintroduce una sorta di 'particolarismo', una 'differenza senza gerarchie'. Il rischio è che la differenza senza gerarchie possa trasformarsi in pura indifferenza".</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@tutti i nipotini di foucault </p>
<p>Annunciazione, annunciazione. </p>
<p>&#8220;Definiamo quindi postmodernista questa condizione estatica di indeterminatezza in cui il confine tra identità e non-identità viene trasceso.</p>
<p>Questo nuovo idealismo andrebbe senza dubbio a braccetto con quella particolare forma di riduzionismo detta culturalismo (&#8230;) che diffida scioccamente di ogni discorso sulla natura umana.</p>
<p>La teoria postmodernista, nonostante il suo gran parlare di differenza, pluralità, eterogeneità, opera spesso con contrapposizioni rigidamente binarie in cui &#8216;differenza&#8217;, &#8216;pluralità&#8217; e termini affini sono bellamente schierati da un lato dello steccato teorico, in quanto inequivocabilmente positivi, e le loro antitesi, quali che siano (unità, identità, totalità, universalità), stanno, stuolo pernicioso, dall&#8217;altra.</p>
<p>La teoria postmoderna riconosce la reciproca interdipendenza di termini come &#8216;identità&#8217; e &#8216;non-identità&#8217;, &#8217;sistema&#8217; e &#8216;altro&#8217;, ma in fatto di &#8217;sensibilità&#8217;, non c&#8217;è dubbio da che parte stiano le sue simpatie.</p>
<p>Nonostante la sua vantata apertura verso l&#8217;altro, il postmodernismo può essere non meno esclusivo e censorio della ortodossia a cui si oppone. </p>
<p>La cultura postmodernista ha prodotto uno scetticismo tonificante e paralizzante, e defenestrato la sovranità dell&#8217;uomo occidentale, almeno in teoria, grazie a un relativismo culturale a 24carati che è impotente però a difendere le donne e i bambini, occidentali e orientali, contro pratiche sociali degradanti. </p>
<p>Come ogni forma di antirealismo epistemologico, il postmodernismo nega regolarmente la possibilità di descrivere com&#8217;è fatto il mondo e, altrettanto regolarmente, si trova appunto a descriverlo.</p>
<p>Con l&#8217;evolversi del sistema capitalistico - man mano che esso colonizza nuovi popoli, importa nuovi gruppi etnici nel mercato del lavoro, e si trova a estendere la sua libertà ai nuovi gruppi - tale sistema comincia inevitabilmente a minare la propria razionalità universalistica (&#8230;) esistono oggi tutta una serie di culture, idiomi, e modi di fare le cose, che la natura ibridizzante, tragressiva, promiscua del capitalismo ha contribuito a far nascere. Il sistema per tanto si trova di fronte a una scelta: o continuare a insistere sul carattere universale della sua razionalità, a dispetto delle crescenti prove in contrario, o gettare la spugna e diventare relativista, accettando tristemente di non poter mettere in campo fondamenti supremi che legittimino il suo operato. </p>
<p>In epoca post-imperiale, e in una società che si presuppone multiculturale, il sistema non può affermare plausibilmente che i suoi valori sono superiori a quelli altrui, ma soltanto che sono - termine chiave del postmodernismo - &#8220;differenti&#8221;. </p>
<p>Da parte del postmodernismo è un atto dogmatico universalizzare le sue tesi contro gli &#8216;universali&#8217; e concludere che i concetti di &#8216;natura umana&#8217; non sono mai importanti, nemmeno, poniamo, quando si tratta della pratica della tortura.</p>
<p>La fedina politica del genere umano è orripilante, ma (&#8230;) il postmodernismo non si occupa abitualmente di simili verità fastidiosamente transtoriche, né fino a data recente si è fatto granché carico di questioni etiche.</p>
<p>Se &#8216;l&#8217;altro&#8217; è ridotto a qualunque cosa disgreghi la mia identità questa è una mossa umilmente decentrata, oppure di considerazione per me stesso?</p>
<p>L&#8217;io decostruito deve ancora dimostrare che il non-identico può trasformare oltre che sovvertire e segni di questo tipo, fino ad ora, non stati di buon auspicio.</p>
<p>Valutare fa parte della identità sociale, e senza questo la vita sociale si arenerebbe. Un soggetto che non discriminasse non sarebbe un soggetto umano. </p>
<p>Il postmodernismo è antiuniversalista, cerca di risolvere l&#8217;universalità aggirandola e reintroduce una sorta di &#8216;particolarismo&#8217;, una &#8216;differenza senza gerarchie&#8217;. Il rischio è che la differenza senza gerarchie possa trasformarsi in pura indifferenza&#8221;.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: tashtego</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/07/26/la-convincente-complessita-di-marina-valcarenghi/#comment-75049</link>
		<dc:creator>tashtego</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 28 Jul 2007 16:24:14 +0000</pubDate>
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		<description>la prox volta "affermato architetto romano e scrittore e intellettuale" dillo a tua sorella.

vedo il fascismo (chiamalo come ti pare, anche "pensiero unico" va bene) prende piede nelle società democratiche prive di anticorpi come la nostra, lo fa piano piano: ogni giorno siamo un po' più fascisti del giorno prima, ogni giorno possiamo dire/pensare/fare quello che ieri non ci consentivamo.
questo è quello che vedo accadere.
ma posso sbagliarmi.
l'isteria anti-pedofila è parte di questo fenomeno.
inutile dire: i pedofili esistono, lo sappiamo tutti.
è il NOSTRO modo, oggi, di considerarli che è brutto.

non preoccuparti di insultare black, anche chi è a corto di argomenti come te deve potersi esprimere.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>la prox volta &#8220;affermato architetto romano e scrittore e intellettuale&#8221; dillo a tua sorella.</p>
<p>vedo il fascismo (chiamalo come ti pare, anche &#8220;pensiero unico&#8221; va bene) prende piede nelle società democratiche prive di anticorpi come la nostra, lo fa piano piano: ogni giorno siamo un po&#8217; più fascisti del giorno prima, ogni giorno possiamo dire/pensare/fare quello che ieri non ci consentivamo.<br />
questo è quello che vedo accadere.<br />
ma posso sbagliarmi.<br />
l&#8217;isteria anti-pedofila è parte di questo fenomeno.<br />
inutile dire: i pedofili esistono, lo sappiamo tutti.<br />
è il NOSTRO modo, oggi, di considerarli che è brutto.</p>
<p>non preoccuparti di insultare black, anche chi è a corto di argomenti come te deve potersi esprimere.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Blackjack</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/07/26/la-convincente-complessita-di-marina-valcarenghi/#comment-75043</link>
		<dc:creator>Blackjack</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 28 Jul 2007 13:23:08 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2007/07/26/la-convincente-complessita-di-marina-valcarenghi/#comment-75043</guid>
		<description>Tash: dovresti spiegarmelo tu, io sono un normale 'sciur Brambilla' non un affermato architetto romano e scrittore e intellettuale. Dal mio - molto terreno - punto di vista, pare quasi un complimento definire "excursus politico/intellettuale" frasi del tipo: "facendovi comodo, ... , demonizzare il pedofilo, perché è facile e confortevolmente fascista".

Tu hai per caso altre definizioni? A me una viene in mente, però mi pare poco elegante. Comunque sempre più elegante del tuo sentenziare e distribuire 'fascista' a destra e a manca; manco fossero caramelline.

Blackjack.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Tash: dovresti spiegarmelo tu, io sono un normale &#8217;sciur Brambilla&#8217; non un affermato architetto romano e scrittore e intellettuale. Dal mio - molto terreno - punto di vista, pare quasi un complimento definire &#8220;excursus politico/intellettuale&#8221; frasi del tipo: &#8220;facendovi comodo, &#8230; , demonizzare il pedofilo, perché è facile e confortevolmente fascista&#8221;.</p>
<p>Tu hai per caso altre definizioni? A me una viene in mente, però mi pare poco elegante. Comunque sempre più elegante del tuo sentenziare e distribuire &#8216;fascista&#8217; a destra e a manca; manco fossero caramelline.</p>
<p>Blackjack.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: tashtego</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/07/26/la-convincente-complessita-di-marina-valcarenghi/#comment-75037</link>
		<dc:creator>tashtego</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 28 Jul 2007 11:35:56 +0000</pubDate>
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		<description>@blackjack
com'è un "un excursus politico/intellettuale alla Tash?"?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@blackjack<br />
com&#8217;è un &#8220;un excursus politico/intellettuale alla Tash?&#8221;?</p>
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		<title>Di: Blackjack</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/07/26/la-convincente-complessita-di-marina-valcarenghi/#comment-75032</link>
		<dc:creator>Blackjack</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 28 Jul 2007 08:59:42 +0000</pubDate>
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		<description>Alle affermazioni di Tash ha già risposto Binaghi e non ho altro da aggiungere. Potrei solo fare danni.

Raimo: io non ho alcuna intenzione di discutere la bontà del lavoro della Valcarenghi. Le mie considerazioni sono molto più terrene: abbiamo descritto (o tentato di) il problema pedofilia, conosciamo (pensiamo di) le cause, ora troviamo una via per agire e provare a risolvere.
La pedofilia è un problema reale che pochi (quasi nessuno) vogliono ammettere e vedere.
E' una guerra impari che trova il suo apice assoluto durante la fase del dibattimento; da un lato genitori con stipendi da 1000 Euro al mese, sull'altro imputati che - tramite canali MAI noti e che a nessuno pare interessi chiarire - riescono a investire 1 milione di Euro per la loro difesa. Un milione di Euro sono quasi due miliardi delle vecchie lirette. Una somma che, per accumularla, non bastano 10 vite a un lavoratore, anche con un buon stipendio.
E compare all'improvviso, come per magia.

E allora a cosa servono le considerazioni filosofiche? gli studi della Valcarenghi? gli excursus politico/intellettuali alla Tash?

Blackjack.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Alle affermazioni di Tash ha già risposto Binaghi e non ho altro da aggiungere. Potrei solo fare danni.</p>
<p>Raimo: io non ho alcuna intenzione di discutere la bontà del lavoro della Valcarenghi. Le mie considerazioni sono molto più terrene: abbiamo descritto (o tentato di) il problema pedofilia, conosciamo (pensiamo di) le cause, ora troviamo una via per agire e provare a risolvere.<br />
La pedofilia è un problema reale che pochi (quasi nessuno) vogliono ammettere e vedere.<br />
E&#8217; una guerra impari che trova il suo apice assoluto durante la fase del dibattimento; da un lato genitori con stipendi da 1000 Euro al mese, sull&#8217;altro imputati che - tramite canali MAI noti e che a nessuno pare interessi chiarire - riescono a investire 1 milione di Euro per la loro difesa. Un milione di Euro sono quasi due miliardi delle vecchie lirette. Una somma che, per accumularla, non bastano 10 vite a un lavoratore, anche con un buon stipendio.<br />
E compare all&#8217;improvviso, come per magia.</p>
<p>E allora a cosa servono le considerazioni filosofiche? gli studi della Valcarenghi? gli excursus politico/intellettuali alla Tash?</p>
<p>Blackjack.</p>
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	<item>
		<title>Di: christian raimo</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/07/26/la-convincente-complessita-di-marina-valcarenghi/#comment-75030</link>
		<dc:creator>christian raimo</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 28 Jul 2007 07:29:11 +0000</pubDate>
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		<description>è notevole nel libro della valacarenghi riportare una questione allargata a singoli casi, c'è una pedofilia affettiva, una cincestuosa, una immaginaria, c'è il ragazzo di 17 anni, c'è il signore di 50, c'è la mamma, c'è la tata, etc...  i casi che discute sono quelli che ha avuto modo di osservare. la sua è una testimonianza della sua esperienza terapeutica, una mosca bianca in italia dove appunto i pedofili non vengono giustificati mi sembra ma si linciano. in alcuni casi lei sembra raggiungere dei risultati in altri lei stessa ammette no. il punto è che ripetto a una questione appunto sociale - il dato di partenza è: il 50% delle persone che lei conosce in terapia hanno subito violenze e abusi da bambini -, occorre cominciare a pensare a un intervento non solo sugli abusati ma sugli abusatori.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>è notevole nel libro della valacarenghi riportare una questione allargata a singoli casi, c&#8217;è una pedofilia affettiva, una cincestuosa, una immaginaria, c&#8217;è il ragazzo di 17 anni, c&#8217;è il signore di 50, c&#8217;è la mamma, c&#8217;è la tata, etc&#8230;  i casi che discute sono quelli che ha avuto modo di osservare. la sua è una testimonianza della sua esperienza terapeutica, una mosca bianca in italia dove appunto i pedofili non vengono giustificati mi sembra ma si linciano. in alcuni casi lei sembra raggiungere dei risultati in altri lei stessa ammette no. il punto è che ripetto a una questione appunto sociale - il dato di partenza è: il 50% delle persone che lei conosce in terapia hanno subito violenze e abusi da bambini -, occorre cominciare a pensare a un intervento non solo sugli abusati ma sugli abusatori.</p>
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	<item>
		<title>Di: valter binaghi</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/07/26/la-convincente-complessita-di-marina-valcarenghi/#comment-75026</link>
		<dc:creator>valter binaghi</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Jul 2007 21:51:13 +0000</pubDate>
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		<description>La stessa cosa per il tossico. Equiparare la tossicomania a una malattia non ha minimamente diminuito il fenomeno, ma ha creato intorno ad esso un clima di fatalità sociale che toglie al tossicomane l'unica chance che ha per liberarsi: accettare la sofferenza come parte della condizione umana adulta, e impegnarsi a diventare tale.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>La stessa cosa per il tossico. Equiparare la tossicomania a una malattia non ha minimamente diminuito il fenomeno, ma ha creato intorno ad esso un clima di fatalità sociale che toglie al tossicomane l&#8217;unica chance che ha per liberarsi: accettare la sofferenza come parte della condizione umana adulta, e impegnarsi a diventare tale.</p>
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	</item>
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		<title>Di: valter binaghi</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/07/26/la-convincente-complessita-di-marina-valcarenghi/#comment-75025</link>
		<dc:creator>valter binaghi</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Jul 2007 21:46:53 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2007/07/26/la-convincente-complessita-di-marina-valcarenghi/#comment-75025</guid>
		<description>Au contraire, caro tash. Per me un pedofilo è un uomo che molesta un bambino. Siccome è un uomo e non una categoria sociologica, mi aspetto da lui responsabilità e comportamenti umani e mi rifiuto di ritenerlo solo oggetto terapeutico.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Au contraire, caro tash. Per me un pedofilo è un uomo che molesta un bambino. Siccome è un uomo e non una categoria sociologica, mi aspetto da lui responsabilità e comportamenti umani e mi rifiuto di ritenerlo solo oggetto terapeutico.</p>
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