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	<title>Commenti a: Il comandamento delle mani</title>
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	<pubDate>Tue, 02 Dec 2008 06:32:05 +0000</pubDate>
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		<title>Di: gina</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/08/05/il-comandamento-delle-mani/#comment-75903</link>
		<dc:creator>gina</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Aug 2007 09:58:19 +0000</pubDate>
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		<description>volver
:) nessuno nasce imparato. Modesta di piacerà (sguardo lampo su buona parte del novecento italiano:)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>volver<br />
:) nessuno nasce imparato. Modesta di piacerà (sguardo lampo su buona parte del novecento italiano:)</p>
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		<title>Di: la funambola</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/08/05/il-comandamento-delle-mani/#comment-75884</link>
		<dc:creator>la funambola</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 12 Aug 2007 21:28:21 +0000</pubDate>
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		<description>quella di antonella può essere una provocazione un po' forte ma la domanda, che vai cercando, rivolta all'improbabile personaggia, mi pare appropriata.
tu , volver, per esempio, che vai cercando? :)
grazie per la segnalazione gina.
baci
la funambola</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>quella di antonella può essere una provocazione un po&#8217; forte ma la domanda, che vai cercando, rivolta all&#8217;improbabile personaggia, mi pare appropriata.<br />
tu , volver, per esempio, che vai cercando? :)<br />
grazie per la segnalazione gina.<br />
baci<br />
la funambola</p>
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		<title>Di: volver</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/08/05/il-comandamento-delle-mani/#comment-75875</link>
		<dc:creator>volver</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 12 Aug 2007 17:25:57 +0000</pubDate>
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		<description>anzi, ora che ci penso, mi viene da ridere, perché durante un intero pomeriggio trascorso a passeggio per la città, pur essendomi imbattuto in un numero imprecisato di turisti o residenti, sono certo di avere incrociato solo tre sguardi: quello di un pervertito che si smanettava all'aria aperta in pieno giorno davanti a un portone, quello di un mendicante che addentava il sudato pasto con la protesi gambale un poco discosta per non esserne infastidito, e quello di un tossico sul prato al tramonto nell'attimo esatto in cui stantuffava nel polpaccio...senza ironia, in uno sguardo- lampo, ho osservato tre intensi momenti di gioia, ciascuno a suo modo!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>anzi, ora che ci penso, mi viene da ridere, perché durante un intero pomeriggio trascorso a passeggio per la città, pur essendomi imbattuto in un numero imprecisato di turisti o residenti, sono certo di avere incrociato solo tre sguardi: quello di un pervertito che si smanettava all&#8217;aria aperta in pieno giorno davanti a un portone, quello di un mendicante che addentava il sudato pasto con la protesi gambale un poco discosta per non esserne infastidito, e quello di un tossico sul prato al tramonto nell&#8217;attimo esatto in cui stantuffava nel polpaccio&#8230;senza ironia, in uno sguardo- lampo, ho osservato tre intensi momenti di gioia, ciascuno a suo modo!</p>
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		<title>Di: volver</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/08/05/il-comandamento-delle-mani/#comment-75873</link>
		<dc:creator>volver</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 12 Aug 2007 16:36:21 +0000</pubDate>
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		<description>consiglio oltremodo gradito, gina, sia perché il libro non l'ho letto, sia perché l'arte della gioia è una vita che cerco d'impararla e mi pare ancora un gran rompicapo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>consiglio oltremodo gradito, gina, sia perché il libro non l&#8217;ho letto, sia perché l&#8217;arte della gioia è una vita che cerco d&#8217;impararla e mi pare ancora un gran rompicapo.</p>
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		<title>Di: gina</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/08/05/il-comandamento-delle-mani/#comment-75864</link>
		<dc:creator>gina</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 12 Aug 2007 11:48:51 +0000</pubDate>
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		<description>Come bellissimo esempio di bellissima consapevolezza ricordo  la modesta di goliarda sapienza nell'”arte della gioia” (modesta è nata  il primo gennaio del 1900, la pillola del giorno dopo  fissa questa ragazza, segnata a vita o  per almeno 6 anni dallo scoppio di un mortaretto, a fine 2006:). 
volver, la Certa nell'arte della gioia è molto presentissima. Secondo me ti piace.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Come bellissimo esempio di bellissima consapevolezza ricordo  la modesta di goliarda sapienza nell&#8217;”arte della gioia” (modesta è nata  il primo gennaio del 1900, la pillola del giorno dopo  fissa questa ragazza, segnata a vita o  per almeno 6 anni dallo scoppio di un mortaretto, a fine 2006:).<br />
volver, la Certa nell&#8217;arte della gioia è molto presentissima. Secondo me ti piace.</p>
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		<title>Di: volver</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/08/05/il-comandamento-delle-mani/#comment-75859</link>
		<dc:creator>volver</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 12 Aug 2007 09:54:52 +0000</pubDate>
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		<description>ecco, è questo il punto: tutte prime donne, tutte maestre d'amore, tutte che hanno sempre saputo perfettamente come fare dalla prima all'ultima volta, loro non sono mai state ragazzine insulse, loro no. Loro parlano di identità con l'uomo e invece, anche se non accusano l'uomo di violenza, sono loro a considerare gli uomini insulsi, misogini o incapaci di soddisfarle tanto da desiderare o invidiare una molestia!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>ecco, è questo il punto: tutte prime donne, tutte maestre d&#8217;amore, tutte che hanno sempre saputo perfettamente come fare dalla prima all&#8217;ultima volta, loro non sono mai state ragazzine insulse, loro no. Loro parlano di identità con l&#8217;uomo e invece, anche se non accusano l&#8217;uomo di violenza, sono loro a considerare gli uomini insulsi, misogini o incapaci di soddisfarle tanto da desiderare o invidiare una molestia!</p>
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		<title>Di: antonella</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/08/05/il-comandamento-delle-mani/#comment-75844</link>
		<dc:creator>antonella</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 11 Aug 2007 21:12:29 +0000</pubDate>
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		<description>"perché l’angoscia del vivere è mia in quanto donna ed è tua in quanto uomo, identica, precisa" 
quanto è vero questo!

ora devo dire una cosa, facendo finta che questa sia una storia vera, che me l'abbiano raccontata in ufficio, allora dico dall'alto dei miei 53 anni che a me la tizia del racconto mi sta antipatica, le piaceva il prete e se l'è fatto! poi fa tutte queste storie che la colpa è del prete e che lui le diceva come usare le mani, e vabbè cara, hai cominciato bene, con uno che t'ha insegnato ed è stato pure dolce. che vai cercando? una cosa da ricordare quando cresci, poteva andarti peggio, essere malamente scopata da un ragazzo insulso.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;perché l’angoscia del vivere è mia in quanto donna ed è tua in quanto uomo, identica, precisa&#8221;<br />
quanto è vero questo!</p>
<p>ora devo dire una cosa, facendo finta che questa sia una storia vera, che me l&#8217;abbiano raccontata in ufficio, allora dico dall&#8217;alto dei miei 53 anni che a me la tizia del racconto mi sta antipatica, le piaceva il prete e se l&#8217;è fatto! poi fa tutte queste storie che la colpa è del prete e che lui le diceva come usare le mani, e vabbè cara, hai cominciato bene, con uno che t&#8217;ha insegnato ed è stato pure dolce. che vai cercando? una cosa da ricordare quando cresci, poteva andarti peggio, essere malamente scopata da un ragazzo insulso.</p>
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		<title>Di: la funambola</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/08/05/il-comandamento-delle-mani/#comment-75727</link>
		<dc:creator>la funambola</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Aug 2007 10:43:44 +0000</pubDate>
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		<description>mi trovi qui gentile antonella, ogni tanto, che io non sono più innamorata e allora ho il tempo per due parole.
sarebbe interessante che ognuna di noi riscrivesse questo racconto, inziando così: io volevo, usare le mani...
cari baci alle sorelle tutte
la fu</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>mi trovi qui gentile antonella, ogni tanto, che io non sono più innamorata e allora ho il tempo per due parole.<br />
sarebbe interessante che ognuna di noi riscrivesse questo racconto, inziando così: io volevo, usare le mani&#8230;<br />
cari baci alle sorelle tutte<br />
la fu</p>
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	<item>
		<title>Di: gina</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/08/05/il-comandamento-delle-mani/#comment-75719</link>
		<dc:creator>gina</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Aug 2007 09:52:34 +0000</pubDate>
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		<description>Care credo che nessuno, tantomeno  la fu, metta in dubbio le statistiche richiamate da elisa. Allo stesso tempo  credo che il femminismo vittimista sia paralizzante e pericoloso, ANCHE PERCHE' si fonda, tra le altre cose, sulla demonizzazione del maschio come misogino tout court. 
Ciò che più mi ha interessato di questa discussione, invece, è il diverso grado di insofferenza (chi più chi meno forse elisa per niente) emerso nei confronti della personaggia di questo racconto, che i giochi si fanno soprattutto a livello d'immaginario, anche maschile:)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Care credo che nessuno, tantomeno  la fu, metta in dubbio le statistiche richiamate da elisa. Allo stesso tempo  credo che il femminismo vittimista sia paralizzante e pericoloso, ANCHE PERCHE&#8217; si fonda, tra le altre cose, sulla demonizzazione del maschio come misogino tout court.<br />
Ciò che più mi ha interessato di questa discussione, invece, è il diverso grado di insofferenza (chi più chi meno forse elisa per niente) emerso nei confronti della personaggia di questo racconto, che i giochi si fanno soprattutto a livello d&#8217;immaginario, anche maschile:)</p>
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		<title>Di: elisa</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/08/05/il-comandamento-delle-mani/#comment-75708</link>
		<dc:creator>elisa</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Aug 2007 08:11:27 +0000</pubDate>
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		<description>io invece cercando, con molto sforzo, di riuscire a comprendere meglio al mattino, dirò che ho solo capito come fa un uomo a diventare misogino dopo essersi sciroppato tre litri di 'sta roba...lo divento anch'io, come si fa a credere che tutto il mondo ruoti intorno a una figa, una figa che non sa uscire per un attimo da se stessa, ad immedesimarsi in esperienze diverse dalla sua, a non concepire nemmeno l'esistenza di altre fighe, a non capire che al mondo non gliene sbatte una minchia di come, quando e dove usa la sua figa, ma che il mondo c'ha tutto il diritto di dirti che gli hai scassato la minchia con la tua figa sbattuta in faccia tutti i giorni, fermo restando il fatto che sei liberissima di farci quello che vuoi, ed io liberissima di dirti che hai ammorbato.
Al contrario, ci tenevo a dire a Gina che ho sempre trovato i suoi commenti molto interessanti, anche se finora non ci siamo mai incrociate.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>io invece cercando, con molto sforzo, di riuscire a comprendere meglio al mattino, dirò che ho solo capito come fa un uomo a diventare misogino dopo essersi sciroppato tre litri di &#8217;sta roba&#8230;lo divento anch&#8217;io, come si fa a credere che tutto il mondo ruoti intorno a una figa, una figa che non sa uscire per un attimo da se stessa, ad immedesimarsi in esperienze diverse dalla sua, a non concepire nemmeno l&#8217;esistenza di altre fighe, a non capire che al mondo non gliene sbatte una minchia di come, quando e dove usa la sua figa, ma che il mondo c&#8217;ha tutto il diritto di dirti che gli hai scassato la minchia con la tua figa sbattuta in faccia tutti i giorni, fermo restando il fatto che sei liberissima di farci quello che vuoi, ed io liberissima di dirti che hai ammorbato.<br />
Al contrario, ci tenevo a dire a Gina che ho sempre trovato i suoi commenti molto interessanti, anche se finora non ci siamo mai incrociate.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: antonella</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/08/05/il-comandamento-delle-mani/#comment-75690</link>
		<dc:creator>antonella</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Aug 2007 03:28:24 +0000</pubDate>
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		<description>il post giusto è questo, ripeto

se posso dire la mia alle 5 del mattino trovo che molto di quello che scrive la funambola sia vero. funambola dove ti si può trovare? a.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>il post giusto è questo, ripeto</p>
<p>se posso dire la mia alle 5 del mattino trovo che molto di quello che scrive la funambola sia vero. funambola dove ti si può trovare? a.</p>
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		<title>Di: gina</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/08/05/il-comandamento-delle-mani/#comment-75682</link>
		<dc:creator>gina</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Aug 2007 21:24:42 +0000</pubDate>
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		<description>(porcapaletta. un mutaforma! teriantropia? era per diamonds, neh)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>(porcapaletta. un mutaforma! teriantropia? era per diamonds, neh)</p>
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		<title>Di: elisa</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/08/05/il-comandamento-delle-mani/#comment-75677</link>
		<dc:creator>elisa</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Aug 2007 20:41:02 +0000</pubDate>
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		<description>funambola, tanto per cambiare non ho capito un "h" di quello che dici, ho solo letto il mio nome nel tuo commento, che non ho capito cosa c'entra con tutto il polpettone che hai fatto a chi dio solo lo sa. affari tuoi.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>funambola, tanto per cambiare non ho capito un &#8220;h&#8221; di quello che dici, ho solo letto il mio nome nel tuo commento, che non ho capito cosa c&#8217;entra con tutto il polpettone che hai fatto a chi dio solo lo sa. affari tuoi.</p>
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		<title>Di: la funambola</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/08/05/il-comandamento-delle-mani/#comment-75667</link>
		<dc:creator>la funambola</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Aug 2007 18:06:53 +0000</pubDate>
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		<description>Bene. 

dall’alto della mia troiaggine, sul mio piedistallo di troia consapevole, tento di rispondere. 

Certo che mi aspettavo una reazione di condanna ferma e dura da parte dei maschi e delle donne tutte che ci sono in questo forum, proprio perché le teorie di lenticchia, che non sono rare, che circolano purtroppo tra la "gente", che sono un sentire comune molto frequente e strisciante nella nostra civiltà moderna e liberata, non fa onore a nessuno. 
Maschi e femmine. 

Ho aperto un post a parte proprio per sdrammatizzare il singolo episodio, perché volevo fare un discorso più generale, più universale, partendo da un episodio concreto e per non infierire su una ragazza evidentemente spaventata ed evidentemente inconsapevole delle sue dinamiche. 

Perché sparare addosso a lenticchia, alle tante lenticchie che circolano nel mondo è facile ma improduttivo e poi a me rincresce, mi si stringe il cuore mortificare una persona debole. 

Ma si dovrebbe sempre partire dal particolare per arrivare all’universale, perché ogni nostro gesto, ogni nostra parola, ogni nostro atto nella quotidianità tradiscono o fanno da specchio al nostro sentire profondo, ai nostri retaggi, alle nostre paure ancestrali, ci rende complici o resistenti ad un modo di pensare che chiamiamo”cultura” “religione” “valori” “ideologia” “bene” male”….insomma che ci fa guardare attraverso i filtri delle nostre pseudo sicurezze. 

Io sono severa con le donne perché lo sono con me stessa, tento di esserlo con me stessa e il processo di analisi deve partire sempre da noi, da come sentiamo noi, dalle nostre paure, dalle nostre reazioni. 

Ed io anche ho pensato alle donne , alcune volte, in questi termini, io anche sono caduta in questo tranello. 
Perché di donne inconsapevoli che usano la loro sessualità, il potere che hanno in mezzo alle gambe, ce ne sono eccome; io non amo,le donne a prescindere, come non amo gli uomini a prescindere. 

Io cerco di capire, cerco di essere compassionevole, ma essere compassionevole non significa non esercitare il dovere, e non uso il termine diritto, dico, dovere di denunciare condannare e osteggiare idee che poi si traducono in comportamenti, che poi si traducono in “sentire comune” che poi si traducono in complicità passiva, che poi si traducono in barbarie. 

Troia è un insulto “speciale”, non è una parolaccia qualunque; in questo termine, si nasconde la paura ancestrale che gli uomini hanno nei nostri confronti, che ha “giustificato” secoli di pregiudizi, ferocia, sopprusi, discriminazione, nei confronti delle donne di tutto il mondo. 

E che noi donne siamo potenti lo sappiamo: noi possiamo dare la vita, noi possiamo negare la vita. 
E gli attacchi alla nostra autodeterminazione per esempio,i continui attacchi a diritti che sembravano consolidati, ma non c’è mai nulla di scontato, di definitivo, gli attacchi dicevo al decidere se essere madre o non esserlo sono lì a dimostraci quanto sono arrabbiati gli uomini, il potere, con noi, e quanto ci confondono, quanto ci fanno paura e quanto saremmo tentate di prendere scorciatoie. 


E la complicità delle donne nel rinforzare questa visione che il maschio ha di noi è stata determinante nel faticoso cammino della nostra emancipazione, perché le donne han paura tanto quanto gli uomini e sono spesso le peggior nemiche di se stesse e delle donne tutte. 

Non ci si salva apostrofando le altre troie, non ci si conquista uno spazio garantito, un maschio, un privilegio, isolando le altre donne o considerandole antagoniste e troie perché possono soffiarci il maschio di turno. 

Ci si salva solo riconoscendo le nostre paure di donna, la troia che è in noi, perché lo sappiamo bene tutte su cosa ci sediamo, ma il saperlo non basta se non lo sai con consapevolezza, anzi il saperlo e basta è la causa della nostra “infermità” 

Io l’ho letta tua la troia che è dentro di me, sono consapevole del potere di ricatto che posso esercitare sul maschio, sono consapevole della forza dirompente che ho dentro in quanto femmina, ma il mio riconoscermela, il mio considerami dignità di essere umano non mi permette di prendere scorciatoie, di usare questo potere per circuire, far carriera, appagare il narcisismo che ho dentro, giocare con i bisogni degli altri, usare in modo subdolo e quindi inconsapevole questa bellissima possibilità di essere FEMMINA. 

Perché usare la figa per avere un po’ di potere è mortificante, è perdente, è dichiarare la nostra sconfitta, è ammettere che in fondo sta bene se ci infibulano, lapidano, discriminano, se ci chiamano troie. 

FEMMINA e DONNA che si misura con l’uomo, che si confronta col maschio sulle idee, sui progetti, sulla visone del mondo, sulle paure. 

Femmina perché è bello giocare, sedurre, ammiccare, corteggiare, amare, esser troia dell’amore innocente, l’amore che non ha in sé il concetto di “bene” o di “male” ,e non per paura o per convenienza ma perché siamo nella stesa barca, perché siamo esseri umani prima di essere maschi e femmine, perché l’angoscia del vivere è mia in quanto donna ed è tua in quanto uomo, identica, precisa. 

Gli uomini sono malati di misoginia sì, e non sono io che lo dico, è la storia che ce lo dice, è lì da leggere, da vedere. 

E come ogni donna dovrebbe leggere la troia che ha dentro di sè, un uomo dovrebbe fare altrettanto e leggersi il misogino che ha dentro. 
Sono la faccia di una stessa medaglia. 

Io, se sono onesta e consapevole non potrò mai affermare di non essere razzista, perché razzismo significa paura di quello che non conosciamo, e c’è sempre qualcosa, qualcuno che non conosciamo. 
Non siamo mia definitivamente salvi, ma la nostra salvezza sta nell’accettare questo enunciato e lavorarci sopra. 

Secoli di prevaricazione nei confronti delle donne, prevaricazione (e sto usando un eufemismo per non ripetermi in continuazione) che ha disegnato il mondo al maschile, nella politica, nella religione (pensiamo allo sprezzo che la chiesa cattolica ha nei confronti delle donne) nella struttura del POTERE insomma, stanno a dimostrare la misoginia suvvia, suvviaaaaaa. 
E non mi pare che la sostanza, il POTERE insomma si sia colorato molto di rosa nel nostro bel secolo progressista. 

E noi donne siamo certo responsabili e complici della nostra stesse catene e della violenza e della barbarie “agita” dagli uomini. 

Non sono femminista, sono una donna un po’ consapevole, ma ringrazio le donne che prima di me, con eccessi anche, perché si sa che in una rivoluzione ci entra di tutto, mi hanno dato la possibilità di riflettere e crescere ed esercitare diritti, diritti che non seguono la teoria dell’evoluzione, anzi sono sempre a rischio di involuzione. 

sempre baci
la funambola

se arrivano doppioni chiedo venia (ma  mi state censurando? :))  )</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Bene. </p>
<p>dall’alto della mia troiaggine, sul mio piedistallo di troia consapevole, tento di rispondere. </p>
<p>Certo che mi aspettavo una reazione di condanna ferma e dura da parte dei maschi e delle donne tutte che ci sono in questo forum, proprio perché le teorie di lenticchia, che non sono rare, che circolano purtroppo tra la &#8220;gente&#8221;, che sono un sentire comune molto frequente e strisciante nella nostra civiltà moderna e liberata, non fa onore a nessuno.<br />
Maschi e femmine. </p>
<p>Ho aperto un post a parte proprio per sdrammatizzare il singolo episodio, perché volevo fare un discorso più generale, più universale, partendo da un episodio concreto e per non infierire su una ragazza evidentemente spaventata ed evidentemente inconsapevole delle sue dinamiche. </p>
<p>Perché sparare addosso a lenticchia, alle tante lenticchie che circolano nel mondo è facile ma improduttivo e poi a me rincresce, mi si stringe il cuore mortificare una persona debole. </p>
<p>Ma si dovrebbe sempre partire dal particolare per arrivare all’universale, perché ogni nostro gesto, ogni nostra parola, ogni nostro atto nella quotidianità tradiscono o fanno da specchio al nostro sentire profondo, ai nostri retaggi, alle nostre paure ancestrali, ci rende complici o resistenti ad un modo di pensare che chiamiamo”cultura” “religione” “valori” “ideologia” “bene” male”….insomma che ci fa guardare attraverso i filtri delle nostre pseudo sicurezze. </p>
<p>Io sono severa con le donne perché lo sono con me stessa, tento di esserlo con me stessa e il processo di analisi deve partire sempre da noi, da come sentiamo noi, dalle nostre paure, dalle nostre reazioni. </p>
<p>Ed io anche ho pensato alle donne , alcune volte, in questi termini, io anche sono caduta in questo tranello.<br />
Perché di donne inconsapevoli che usano la loro sessualità, il potere che hanno in mezzo alle gambe, ce ne sono eccome; io non amo,le donne a prescindere, come non amo gli uomini a prescindere. </p>
<p>Io cerco di capire, cerco di essere compassionevole, ma essere compassionevole non significa non esercitare il dovere, e non uso il termine diritto, dico, dovere di denunciare condannare e osteggiare idee che poi si traducono in comportamenti, che poi si traducono in “sentire comune” che poi si traducono in complicità passiva, che poi si traducono in barbarie. </p>
<p>Troia è un insulto “speciale”, non è una parolaccia qualunque; in questo termine, si nasconde la paura ancestrale che gli uomini hanno nei nostri confronti, che ha “giustificato” secoli di pregiudizi, ferocia, sopprusi, discriminazione, nei confronti delle donne di tutto il mondo. </p>
<p>E che noi donne siamo potenti lo sappiamo: noi possiamo dare la vita, noi possiamo negare la vita.<br />
E gli attacchi alla nostra autodeterminazione per esempio,i continui attacchi a diritti che sembravano consolidati, ma non c’è mai nulla di scontato, di definitivo, gli attacchi dicevo al decidere se essere madre o non esserlo sono lì a dimostraci quanto sono arrabbiati gli uomini, il potere, con noi, e quanto ci confondono, quanto ci fanno paura e quanto saremmo tentate di prendere scorciatoie. </p>
<p>E la complicità delle donne nel rinforzare questa visione che il maschio ha di noi è stata determinante nel faticoso cammino della nostra emancipazione, perché le donne han paura tanto quanto gli uomini e sono spesso le peggior nemiche di se stesse e delle donne tutte. </p>
<p>Non ci si salva apostrofando le altre troie, non ci si conquista uno spazio garantito, un maschio, un privilegio, isolando le altre donne o considerandole antagoniste e troie perché possono soffiarci il maschio di turno. </p>
<p>Ci si salva solo riconoscendo le nostre paure di donna, la troia che è in noi, perché lo sappiamo bene tutte su cosa ci sediamo, ma il saperlo non basta se non lo sai con consapevolezza, anzi il saperlo e basta è la causa della nostra “infermità” </p>
<p>Io l’ho letta tua la troia che è dentro di me, sono consapevole del potere di ricatto che posso esercitare sul maschio, sono consapevole della forza dirompente che ho dentro in quanto femmina, ma il mio riconoscermela, il mio considerami dignità di essere umano non mi permette di prendere scorciatoie, di usare questo potere per circuire, far carriera, appagare il narcisismo che ho dentro, giocare con i bisogni degli altri, usare in modo subdolo e quindi inconsapevole questa bellissima possibilità di essere FEMMINA. </p>
<p>Perché usare la figa per avere un po’ di potere è mortificante, è perdente, è dichiarare la nostra sconfitta, è ammettere che in fondo sta bene se ci infibulano, lapidano, discriminano, se ci chiamano troie. </p>
<p>FEMMINA e DONNA che si misura con l’uomo, che si confronta col maschio sulle idee, sui progetti, sulla visone del mondo, sulle paure. </p>
<p>Femmina perché è bello giocare, sedurre, ammiccare, corteggiare, amare, esser troia dell’amore innocente, l’amore che non ha in sé il concetto di “bene” o di “male” ,e non per paura o per convenienza ma perché siamo nella stesa barca, perché siamo esseri umani prima di essere maschi e femmine, perché l’angoscia del vivere è mia in quanto donna ed è tua in quanto uomo, identica, precisa. </p>
<p>Gli uomini sono malati di misoginia sì, e non sono io che lo dico, è la storia che ce lo dice, è lì da leggere, da vedere. </p>
<p>E come ogni donna dovrebbe leggere la troia che ha dentro di sè, un uomo dovrebbe fare altrettanto e leggersi il misogino che ha dentro.<br />
Sono la faccia di una stessa medaglia. </p>
<p>Io, se sono onesta e consapevole non potrò mai affermare di non essere razzista, perché razzismo significa paura di quello che non conosciamo, e c’è sempre qualcosa, qualcuno che non conosciamo.<br />
Non siamo mia definitivamente salvi, ma la nostra salvezza sta nell’accettare questo enunciato e lavorarci sopra. </p>
<p>Secoli di prevaricazione nei confronti delle donne, prevaricazione (e sto usando un eufemismo per non ripetermi in continuazione) che ha disegnato il mondo al maschile, nella politica, nella religione (pensiamo allo sprezzo che la chiesa cattolica ha nei confronti delle donne) nella struttura del POTERE insomma, stanno a dimostrare la misoginia suvvia, suvviaaaaaa.<br />
E non mi pare che la sostanza, il POTERE insomma si sia colorato molto di rosa nel nostro bel secolo progressista. </p>
<p>E noi donne siamo certo responsabili e complici della nostra stesse catene e della violenza e della barbarie “agita” dagli uomini. </p>
<p>Non sono femminista, sono una donna un po’ consapevole, ma ringrazio le donne che prima di me, con eccessi anche, perché si sa che in una rivoluzione ci entra di tutto, mi hanno dato la possibilità di riflettere e crescere ed esercitare diritti, diritti che non seguono la teoria dell’evoluzione, anzi sono sempre a rischio di involuzione. </p>
<p>sempre baci<br />
la funambola</p>
<p>se arrivano doppioni chiedo venia (ma  mi state censurando? :))  )</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: la funambola</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/08/05/il-comandamento-delle-mani/#comment-75666</link>
		<dc:creator>la funambola</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Aug 2007 18:04:13 +0000</pubDate>
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		<description>pssssssssssssstttttttttt
prova</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>pssssssssssssstttttttttt<br />
prova</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: la funambola</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/08/05/il-comandamento-delle-mani/#comment-75665</link>
		<dc:creator>la funambola</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Aug 2007 18:01:49 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2007/08/05/il-comandamento-delle-mani/#comment-75665</guid>
		<description>...prendiamola larga, magari partendo da noi.
la prendo larga, visto che tu, elisa, l'hai presa larghissima.
ti posto alcune considerazioni che feci tempo fa rispondendo ad un insulto che un'entità (femmina)scagliò dal suo pc alle donne, ad alcune donne, che non son tutte sorelle nè, che la solidarietà facile non porta da nessuna parte, e l'articolo che mi hai postato è semplicemente una fotografia di uno realtà che forse, dico, forse, non a caso, si perpetua.
tentare di capire il perchè di questa infinita violenza, senza tirarcene fuori, tentare di capire cosa non funziona, quali perversi meccanismi stanno alla base di questa barbarie penso sia non solo opportuno ma urgente, urgente e onesto e l'unica strada per modificare qualcosa che pare immodificabile.

TROIA: femmina del maiale, spec, quella destinata alla riproduzione. Sin. Scrofa (fig. volg.) Puttana. (zingarelli) 

Riflettevo sugli interventi maschili. 

Ironici, giustificazionisti, sottilmente complici della “teoria”, del “pensiero” di lenticchia. 

Che sì,va beh, non è stata una signora, non voleva dire proprio così, che poi si è corretta e ha ripiegato sulle stronze, ecchessaramaiiiiiiiiiii…sù sù, che lo vediamo né come gira il mondo, che di troiette in giro ce ne sono né, che se poi ve lo dicono le stesse donne, cazzo, le stesse vostre sorelle allora significa che il nostro apostrofarvi ogni tanto troie non deve essere così stigmatizzato né. 

Che poi diciamocelo, 
a noi , 
sotto sotto, ci fa piacere, ci rassicura , che fra voi vi diate della troia, perché ci autorizza ad avercelo nel cervello questo sospetto, questa rabbia che ci prende a volte nei vostri confronti, questa potenza che ci avete su di noi che ci fa girare i coglioni e allora un bel TROIA liberatorio, ci fa sentire meno paura. 

Ognuno può esprimere le proprie “opinioni” né 

Si può anche sostenere che le donne infibulate possono esserselo meritate perché se l’80 per cento son troie(vedi animale) fanno la maggioranza no? e la maggioranza vince sempre no? 

Prima è arrivato il concetto di “troia” e poi è arrivata..... la lapidazione, l’infibulazione, la prevaricazione, la negazione dei diritti, il martirio, la sottomissione, la violenza psicologica, la prostituzione…..............................................................................................................................arriva di tutto, se si lascia passare questo termine, se non lo si tiene “monitorato” può sempre arrivare di tutto, che non siamo mai fuori dalla barbarie né! 

guardiamoci un po’ intorno ed i campi di sterminio, e le torture, e le cose immonde fatte su essere umani nel nostro secolo “moderno”, nel nostro luminoso 2005, non si discosta molto dagli scempi dell’inquisizione. 

TROIA: sporca, immonda, porca che mi attrai, che mi fai schizzare dentro di te la mia paura, che sbeffeggi la mia solitudine, che mi costringi a guardare le mie paure, che mi costringi a pagare per illudermi di averti e di neutralizzare la paura e il bisogno che ho di te: donna. 

Perché gli uomini sono malati di misoginia, chi in maniera gravissima, chi grave, chi lieve, chi lievissima.... 
Misoginia giustificata nè, congenita, visto che noi partoriamo, siamo capaci di dare la vita. 
Un po’ di invidia suvvia. 

E se noi donne rinforziamo questa piccola infermità non possiamo che farci del male, non possiamo che uscirne sconfitte, non aiutiamo gli uomini ad avere fiducia in noi, a prenderci per mano per condividere un percorso, quello della vita che è assai faticoso e pauroso, ma in due ci si fa almeno compagnia. 

Siamo state anche invitate a non esagerare, a non coalizzarci, a non prendercela più di tanto, a non prenderci troppo sul serio, ad “interpretare” correttamente e nel contesto l’insulto più becero, più cattivo, più ottuso, col quale si possa apostrofare una donna. 

Siamo state anche invitate a piantarla qui, perché? 
C’è un scadenza all’indignazione? 
C’è una scadenza al senso di impotenza che ti prende quando senti la barbarie riaffiorare in un “innocente” post, in un virtuale posto, in un pensiero di donna? 

E dire “troia” è barbaro, non è un opinione. 

Essere compassionevoli non significa non prendere posizione di condanna assoluta verso un modo di intendere pericoloso, violento e mortificante sia per gli uomini che per le donne. 

Apostrofare qualcuna troia , e lo abbiamo fatto tutti/e almeno una volta nella nostra vita, non fa onore alla nostra dignità di uomini. 

e tentare di capire fa sempre bene e non è mai abbastanza, e non è mai per sempre, e non ci sono luoghi più o meno nobili, più o meno veri, più o meno deputati per tentare di capire la nostra immensa finitezza e prenderne atto, e anche questo è un luogo

segue nè...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8230;prendiamola larga, magari partendo da noi.<br />
la prendo larga, visto che tu, elisa, l&#8217;hai presa larghissima.<br />
ti posto alcune considerazioni che feci tempo fa rispondendo ad un insulto che un&#8217;entità (femmina)scagliò dal suo pc alle donne, ad alcune donne, che non son tutte sorelle nè, che la solidarietà facile non porta da nessuna parte, e l&#8217;articolo che mi hai postato è semplicemente una fotografia di uno realtà che forse, dico, forse, non a caso, si perpetua.<br />
tentare di capire il perchè di questa infinita violenza, senza tirarcene fuori, tentare di capire cosa non funziona, quali perversi meccanismi stanno alla base di questa barbarie penso sia non solo opportuno ma urgente, urgente e onesto e l&#8217;unica strada per modificare qualcosa che pare immodificabile.</p>
<p>TROIA: femmina del maiale, spec, quella destinata alla riproduzione. Sin. Scrofa (fig. volg.) Puttana. (zingarelli) </p>
<p>Riflettevo sugli interventi maschili. </p>
<p>Ironici, giustificazionisti, sottilmente complici della “teoria”, del “pensiero” di lenticchia. </p>
<p>Che sì,va beh, non è stata una signora, non voleva dire proprio così, che poi si è corretta e ha ripiegato sulle stronze, ecchessaramaiiiiiiiiiii…sù sù, che lo vediamo né come gira il mondo, che di troiette in giro ce ne sono né, che se poi ve lo dicono le stesse donne, cazzo, le stesse vostre sorelle allora significa che il nostro apostrofarvi ogni tanto troie non deve essere così stigmatizzato né. </p>
<p>Che poi diciamocelo,<br />
a noi ,<br />
sotto sotto, ci fa piacere, ci rassicura , che fra voi vi diate della troia, perché ci autorizza ad avercelo nel cervello questo sospetto, questa rabbia che ci prende a volte nei vostri confronti, questa potenza che ci avete su di noi che ci fa girare i coglioni e allora un bel TROIA liberatorio, ci fa sentire meno paura. </p>
<p>Ognuno può esprimere le proprie “opinioni” né </p>
<p>Si può anche sostenere che le donne infibulate possono esserselo meritate perché se l’80 per cento son troie(vedi animale) fanno la maggioranza no? e la maggioranza vince sempre no? </p>
<p>Prima è arrivato il concetto di “troia” e poi è arrivata&#8230;.. la lapidazione, l’infibulazione, la prevaricazione, la negazione dei diritti, il martirio, la sottomissione, la violenza psicologica, la prostituzione…&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;arriva di tutto, se si lascia passare questo termine, se non lo si tiene “monitorato” può sempre arrivare di tutto, che non siamo mai fuori dalla barbarie né! </p>
<p>guardiamoci un po’ intorno ed i campi di sterminio, e le torture, e le cose immonde fatte su essere umani nel nostro secolo “moderno”, nel nostro luminoso 2005, non si discosta molto dagli scempi dell’inquisizione. </p>
<p>TROIA: sporca, immonda, porca che mi attrai, che mi fai schizzare dentro di te la mia paura, che sbeffeggi la mia solitudine, che mi costringi a guardare le mie paure, che mi costringi a pagare per illudermi di averti e di neutralizzare la paura e il bisogno che ho di te: donna. </p>
<p>Perché gli uomini sono malati di misoginia, chi in maniera gravissima, chi grave, chi lieve, chi lievissima&#8230;.<br />
Misoginia giustificata nè, congenita, visto che noi partoriamo, siamo capaci di dare la vita.<br />
Un po’ di invidia suvvia. </p>
<p>E se noi donne rinforziamo questa piccola infermità non possiamo che farci del male, non possiamo che uscirne sconfitte, non aiutiamo gli uomini ad avere fiducia in noi, a prenderci per mano per condividere un percorso, quello della vita che è assai faticoso e pauroso, ma in due ci si fa almeno compagnia. </p>
<p>Siamo state anche invitate a non esagerare, a non coalizzarci, a non prendercela più di tanto, a non prenderci troppo sul serio, ad “interpretare” correttamente e nel contesto l’insulto più becero, più cattivo, più ottuso, col quale si possa apostrofare una donna. </p>
<p>Siamo state anche invitate a piantarla qui, perché?<br />
C’è un scadenza all’indignazione?<br />
C’è una scadenza al senso di impotenza che ti prende quando senti la barbarie riaffiorare in un “innocente” post, in un virtuale posto, in un pensiero di donna? </p>
<p>E dire “troia” è barbaro, non è un opinione. </p>
<p>Essere compassionevoli non significa non prendere posizione di condanna assoluta verso un modo di intendere pericoloso, violento e mortificante sia per gli uomini che per le donne. </p>
<p>Apostrofare qualcuna troia , e lo abbiamo fatto tutti/e almeno una volta nella nostra vita, non fa onore alla nostra dignità di uomini. </p>
<p>e tentare di capire fa sempre bene e non è mai abbastanza, e non è mai per sempre, e non ci sono luoghi più o meno nobili, più o meno veri, più o meno deputati per tentare di capire la nostra immensa finitezza e prenderne atto, e anche questo è un luogo</p>
<p>segue nè&#8230;</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: gina</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/08/05/il-comandamento-delle-mani/#comment-75660</link>
		<dc:creator>gina</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Aug 2007 17:08:19 +0000</pubDate>
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		<description>un mutaforma! (teriantropia?)</description>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: la funambola</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/08/05/il-comandamento-delle-mani/#comment-75642</link>
		<dc:creator>la funambola</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Aug 2007 15:22:56 +0000</pubDate>
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		<description>...e poi 
"nessun diritto sarà mai riconosciuto se non ha la potenza per farsi riconoscere"</description>
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&#8220;nessun diritto sarà mai riconosciuto se non ha la potenza per farsi riconoscere&#8221;</p>
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	<item>
		<title>Di: la funambola</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/08/05/il-comandamento-delle-mani/#comment-75638</link>
		<dc:creator>la funambola</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Aug 2007 15:10:23 +0000</pubDate>
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		<description>...prendiamola larga, magari partendo da noi.
la prendo larga, visto che tu, elisa, l'hai presa larghissima.
ti posto alcune considerazioni che feci tempo fa rispondendo ad un insulto che un'entità (femmina)scagliò dal suo pc alle donne, ad alcune donne, che non son tutte sorelle nè, che la solidarietà facile non porta da nessuna parte, e l'articolo che mi hai postato è semplicemente una fotografia di uno realtà che forse, dico, forse, non a caso, si perpetua.
tentare di capire il perchè di questa infinita violenza, senza tirarcene fuori, tentare di capire cosa non funziona, quali perversi meccanismi stanno alla base di questa barbarie penso sia non solo opportuno ma urgente, urgente e onesto e l'unica strada per modificare qualcosa che pare immodificabile.

TROIA: femmina del maiale, spec, quella destinata alla riproduzione. Sin. Scrofa (fig. volg.) Puttana. (zingarelli) 

Riflettevo sugli interventi maschili. 

Ironici, giustificazionisti, sottilmente complici della “teoria”, del “pensiero” di lenticchia. 

Che sì,va beh, non è stata una signora, non voleva dire proprio così, che poi si è corretta e ha ripiegato sulle stronze, ecchessaramaiiiiiiiiiii…sù sù, che lo vediamo né come gira il mondo, che di troiette in giro ce ne sono né, che se poi ve lo dicono le stesse donne, cazzo, le stesse vostre sorelle allora significa che il nostro apostrofarvi ogni tanto troie non deve essere così stigmatizzato né. 

Che poi diciamocelo, 
a noi , 
sotto sotto, ci fa piacere, ci rassicura , che fra voi vi diate della troia, perché ci autorizza ad avercelo nel cervello questo sospetto, questa rabbia che ci prende a volte nei vostri confronti, questa potenza che ci avete su di noi che ci fa girare i coglioni e allora un bel TROIA liberatorio, ci fa sentire meno paura. 

Ognuno può esprimere le proprie “opinioni” né 

Si può anche sostenere che le donne infibulate possono esserselo meritate perché se l’80 per cento son troie(vedi animale) fanno la maggioranza no? e la maggioranza vince sempre no? 

Prima è arrivato il concetto di “troia” e poi è arrivata..... la lapidazione, l’infibulazione, la prevaricazione, la negazione dei diritti, il martirio, la sottomissione, la violenza psicologica, la prostituzione…..............................................................................................................................arriva di tutto, se si lascia passare questo termine, se non lo si tiene “monitorato” può sempre arrivare di tutto, che non siamo mai fuori dalla barbarie né! 

guardiamoci un po’ intorno ed i campi di sterminio, e le torture, e le cose immonde fatte su essere umani nel nostro secolo “moderno”, nel nostro luminoso 2005, non si discosta molto dagli scempi dell’inquisizione. 

TROIA: sporca, immonda, porca che mi attrai, che mi fai schizzare dentro di te la mia paura, che sbeffeggi la mia solitudine, che mi costringi a guardare le mie paure, che mi costringi a pagare per illudermi di averti e di neutralizzare la paura e il bisogno che ho di te: donna. 

Perché gli uomini sono malati di misoginia, chi in maniera gravissima, chi grave, chi lieve, chi lievissima.... 
Misoginia giustificata nè, congenita, visto che noi partoriamo, siamo capaci di dare la vita. 
Un po’ di invidia suvvia. 

E se noi donne rinforziamo questa piccola infermità non possiamo che farci del male, non possiamo che uscirne sconfitte, non aiutiamo gli uomini ad avere fiducia in noi, a prenderci per mano per condividere un percorso, quello della vita che è assai faticoso e pauroso, ma in due ci si fa almeno compagnia. 

Siamo state anche invitate a non esagerare, a non coalizzarci, a non prendercela più di tanto, a non prenderci troppo sul serio, ad “interpretare” correttamente e nel contesto l’insulto più becero, più cattivo, più ottuso, col quale si possa apostrofare una donna. 

Siamo state anche invitate a piantarla qui, perché? 
C’è un scadenza all’indignazione? 
C’è una scadenza al senso di impotenza che ti prende quando senti la barbarie riaffiorare in un “innocente” post, in un virtuale posto, in un pensiero di donna? 

E dire “troia” è barbaro, non è un opinione. 

Essere compassionevoli non significa non prendere posizione di condanna assoluta verso un modo di intendere pericoloso, violento e mortificante sia per gli uomini che per le donne. 

Apostrofare qualcuna troia , e lo abbiamo fatto tutti/e almeno una volta nella nostra vita, non fa onore alla nostra dignità di uomini. 

e tentare di capire fa sempre bene e non è mai abbastanza, e non è mai per sempre, e non ci sono luoghi più o meno nobili, più o meno veri, più o meno deputati per tentare di capire la nostra immensa finitezza e prenderne atto, e anche questo è un luogo. 




Bene. 

dall’alto della mia troiaggine, sul mio piedistallo di troia consapevole, tento di rispondere. 

Certo che mi aspettavo una reazione di condanna ferma e dura da parte dei maschi e delle donne tutte che ci sono in questo forum, proprio perché le teorie di lenticchia, che non sono rare, che circolano purtroppo tra la "gente", che sono un sentire comune molto frequente e strisciante nella nostra civiltà moderna e liberata, non fa onore a nessuno. 
Maschi e femmine. 

Ho aperto un post a parte proprio per sdrammatizzare il singolo episodio, perché volevo fare un discorso più generale, più universale, partendo da un episodio concreto e per non infierire su una ragazza evidentemente spaventata ed evidentemente inconsapevole delle sue dinamiche. 

Perché sparare addosso a lenticchia, alle tante lenticchie che circolano nel mondo è facile ma improduttivo e poi a me rincresce, mi si stringe il cuore mortificare una persona debole. 

Ma si dovrebbe sempre partire dal particolare per arrivare all’universale, perché ogni nostro gesto, ogni nostra parola, ogni nostro atto nella quotidianità tradiscono o fanno da specchio al nostro sentire profondo, ai nostri retaggi, alle nostre paure ancestrali, ci rende complici o resistenti ad un modo di pensare che chiamiamo”cultura” “religione” “valori” “ideologia” “bene” male”….insomma che ci fa guardare attraverso i filtri delle nostre pseudo sicurezze. 

Io sono severa con le donne perché lo sono con me stessa, tento di esserlo con me stessa e il processo di analisi deve partire sempre da noi, da come sentiamo noi, dalle nostre paure, dalle nostre reazioni. 

Ed io anche ho pensato alle donne , alcune volte, in questi termini, io anche sono caduta in questo tranello. 
Perché di donne inconsapevoli che usano la loro sessualità, il potere che hanno in mezzo alle gambe, ce ne sono eccome; io non amo,le donne a prescindere, come non amo gli uomini a prescindere. 

Io cerco di capire, cerco di essere compassionevole, ma essere compassionevole non significa non esercitare il dovere, e non uso il termine diritto, dico, dovere di denunciare condannare e osteggiare idee che poi si traducono in comportamenti, che poi si traducono in “sentire comune” che poi si traducono in complicità passiva, che poi si traducono in barbarie. 

Troia è un insulto “speciale”, non è una parolaccia qualunque; in questo termine, si nasconde la paura ancestrale che gli uomini hanno nei nostri confronti, che ha “giustificato” secoli di pregiudizi, ferocia, sopprusi, discriminazione, nei confronti delle donne di tutto il mondo. 

E che noi donne siamo potenti lo sappiamo: noi possiamo dare la vita, noi possiamo negare la vita. 
E gli attacchi alla nostra autodeterminazione per esempio,i continui attacchi a diritti che sembravano consolidati, ma non c’è mai nulla di scontato, di definitivo, gli attacchi dicevo al decidere se essere madre o non esserlo sono lì a dimostraci quanto sono arrabbiati gli uomini, il potere, con noi, e quanto ci confondono, quanto ci fanno paura e quanto saremmo tentate di prendere scorciatoie. 


E la complicità delle donne nel rinforzare questa visione che il maschio ha di noi è stata determinante nel faticoso cammino della nostra emancipazione, perché le donne han paura tanto quanto gli uomini e sono spesso le peggior nemiche di se stesse e delle donne tutte. 

Non ci si salva apostrofando le altre troie, non ci si conquista uno spazio garantito, un maschio, un privilegio, isolando le altre donne o considerandole antagoniste e troie perché possono soffiarci il maschio di turno. 

Ci si salva solo riconoscendo le nostre paure di donna, la troia che è in noi, perché lo sappiamo bene tutte su cosa ci sediamo, ma il saperlo non basta se non lo sai con consapevolezza, anzi il saperlo e basta è la causa della nostra “infermità” 

Io l’ho letta tua la troia che è dentro di me, sono consapevole del potere di ricatto che posso esercitare sul maschio, sono consapevole della forza dirompente che ho dentro in quanto femmina, ma il mio riconoscermela, il mio considerami dignità di essere umano non mi permette di prendere scorciatoie, di usare questo potere per circuire, far carriera, appagare il narcisismo che ho dentro, giocare con i bisogni degli altri, usare in modo subdolo e quindi inconsapevole questa bellissima possibilità di essere FEMMINA. 

Perché usare la figa per avere un po’ di potere è mortificante, è perdente, è dichiarare la nostra sconfitta, è ammettere che in fondo sta bene se ci infibulano, lapidano, discriminano, se ci chiamano troie. 

FEMMINA e DONNA che si misura con l’uomo, che si confronta col maschio sulle idee, sui progetti, sulla visone del mondo, sulle paure. 

Femmina perché è bello giocare, sedurre, ammiccare, corteggiare, amare, esser troia dell’amore innocente, l’amore che non ha in sé il concetto di “bene” o di “male” ,e non per paura o per convenienza ma perché siamo nella stesa barca, perché siamo esseri umani prima di essere maschi e femmine, perché l’angoscia del vivere è mia in quanto donna ed è tua in quanto uomo, identica, precisa. 

Gli uomini sono malati di misoginia sì, e non sono io che lo dico, è la storia che ce lo dice, è lì da leggere, da vedere. 

E come ogni donna dovrebbe leggere la troia che ha dentro di sè, un uomo dovrebbe fare altrettanto e leggersi il misogino che ha dentro. 
Sono la faccia di una stessa medaglia. 

Io, se sono onesta e consapevole non potrò mai affermare di non essere razzista, perché razzismo significa paura di quello che non conosciamo, e c’è sempre qualcosa, qualcuno che non conosciamo. 
Non siamo mia definitivamente salvi, ma la nostra salvezza sta nell’accettare questo enunciato e lavorarci sopra. 

Secoli di prevaricazione nei confronti delle donne, prevaricazione (e sto usando un eufemismo per non ripetermi in continuazione) che ha disegnato il mondo al maschile, nella politica, nella religione (pensiamo allo sprezzo che la chiesa cattolica ha nei confronti delle donne) nella struttura del POTERE insomma, stanno a dimostrare la misoginia suvvia, suvviaaaaaa. 
E non mi pare che la sostanza, il POTERE insomma si sia colorato molto di rosa nel nostro bel secolo progressista. 

E noi donne siamo certo responsabili e complici della nostra stesse catene e della violenza e della barbarie “agita” dagli uomini. 

Non sono femminista, sono una donna un po’ consapevole, ma ringrazio le donne che prima di me, con eccessi anche, perché si sa che in una rivoluzione ci entra di tutto, mi hanno dato la possibilità di riflettere e crescere ed esercitare diritti, diritti che non seguono la teoria dell’evoluzione, anzi sono sempre a rischio di involuzione. 

sempre baci
la funambola</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8230;prendiamola larga, magari partendo da noi.<br />
la prendo larga, visto che tu, elisa, l&#8217;hai presa larghissima.<br />
ti posto alcune considerazioni che feci tempo fa rispondendo ad un insulto che un&#8217;entità (femmina)scagliò dal suo pc alle donne, ad alcune donne, che non son tutte sorelle nè, che la solidarietà facile non porta da nessuna parte, e l&#8217;articolo che mi hai postato è semplicemente una fotografia di uno realtà che forse, dico, forse, non a caso, si perpetua.<br />
tentare di capire il perchè di questa infinita violenza, senza tirarcene fuori, tentare di capire cosa non funziona, quali perversi meccanismi stanno alla base di questa barbarie penso sia non solo opportuno ma urgente, urgente e onesto e l&#8217;unica strada per modificare qualcosa che pare immodificabile.</p>
<p>TROIA: femmina del maiale, spec, quella destinata alla riproduzione. Sin. Scrofa (fig. volg.) Puttana. (zingarelli) </p>
<p>Riflettevo sugli interventi maschili. </p>
<p>Ironici, giustificazionisti, sottilmente complici della “teoria”, del “pensiero” di lenticchia. </p>
<p>Che sì,va beh, non è stata una signora, non voleva dire proprio così, che poi si è corretta e ha ripiegato sulle stronze, ecchessaramaiiiiiiiiiii…sù sù, che lo vediamo né come gira il mondo, che di troiette in giro ce ne sono né, che se poi ve lo dicono le stesse donne, cazzo, le stesse vostre sorelle allora significa che il nostro apostrofarvi ogni tanto troie non deve essere così stigmatizzato né. </p>
<p>Che poi diciamocelo,<br />
a noi ,<br />
sotto sotto, ci fa piacere, ci rassicura , che fra voi vi diate della troia, perché ci autorizza ad avercelo nel cervello questo sospetto, questa rabbia che ci prende a volte nei vostri confronti, questa potenza che ci avete su di noi che ci fa girare i coglioni e allora un bel TROIA liberatorio, ci fa sentire meno paura. </p>
<p>Ognuno può esprimere le proprie “opinioni” né </p>
<p>Si può anche sostenere che le donne infibulate possono esserselo meritate perché se l’80 per cento son troie(vedi animale) fanno la maggioranza no? e la maggioranza vince sempre no? </p>
<p>Prima è arrivato il concetto di “troia” e poi è arrivata&#8230;.. la lapidazione, l’infibulazione, la prevaricazione, la negazione dei diritti, il martirio, la sottomissione, la violenza psicologica, la prostituzione…&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;arriva di tutto, se si lascia passare questo termine, se non lo si tiene “monitorato” può sempre arrivare di tutto, che non siamo mai fuori dalla barbarie né! </p>
<p>guardiamoci un po’ intorno ed i campi di sterminio, e le torture, e le cose immonde fatte su essere umani nel nostro secolo “moderno”, nel nostro luminoso 2005, non si discosta molto dagli scempi dell’inquisizione. </p>
<p>TROIA: sporca, immonda, porca che mi attrai, che mi fai schizzare dentro di te la mia paura, che sbeffeggi la mia solitudine, che mi costringi a guardare le mie paure, che mi costringi a pagare per illudermi di averti e di neutralizzare la paura e il bisogno che ho di te: donna. </p>
<p>Perché gli uomini sono malati di misoginia, chi in maniera gravissima, chi grave, chi lieve, chi lievissima&#8230;.<br />
Misoginia giustificata nè, congenita, visto che noi partoriamo, siamo capaci di dare la vita.<br />
Un po’ di invidia suvvia. </p>
<p>E se noi donne rinforziamo questa piccola infermità non possiamo che farci del male, non possiamo che uscirne sconfitte, non aiutiamo gli uomini ad avere fiducia in noi, a prenderci per mano per condividere un percorso, quello della vita che è assai faticoso e pauroso, ma in due ci si fa almeno compagnia. </p>
<p>Siamo state anche invitate a non esagerare, a non coalizzarci, a non prendercela più di tanto, a non prenderci troppo sul serio, ad “interpretare” correttamente e nel contesto l’insulto più becero, più cattivo, più ottuso, col quale si possa apostrofare una donna. </p>
<p>Siamo state anche invitate a piantarla qui, perché?<br />
C’è un scadenza all’indignazione?<br />
C’è una scadenza al senso di impotenza che ti prende quando senti la barbarie riaffiorare in un “innocente” post, in un virtuale posto, in un pensiero di donna? </p>
<p>E dire “troia” è barbaro, non è un opinione. </p>
<p>Essere compassionevoli non significa non prendere posizione di condanna assoluta verso un modo di intendere pericoloso, violento e mortificante sia per gli uomini che per le donne. </p>
<p>Apostrofare qualcuna troia , e lo abbiamo fatto tutti/e almeno una volta nella nostra vita, non fa onore alla nostra dignità di uomini. </p>
<p>e tentare di capire fa sempre bene e non è mai abbastanza, e non è mai per sempre, e non ci sono luoghi più o meno nobili, più o meno veri, più o meno deputati per tentare di capire la nostra immensa finitezza e prenderne atto, e anche questo è un luogo. </p>
<p>Bene. </p>
<p>dall’alto della mia troiaggine, sul mio piedistallo di troia consapevole, tento di rispondere. </p>
<p>Certo che mi aspettavo una reazione di condanna ferma e dura da parte dei maschi e delle donne tutte che ci sono in questo forum, proprio perché le teorie di lenticchia, che non sono rare, che circolano purtroppo tra la &#8220;gente&#8221;, che sono un sentire comune molto frequente e strisciante nella nostra civiltà moderna e liberata, non fa onore a nessuno.<br />
Maschi e femmine. </p>
<p>Ho aperto un post a parte proprio per sdrammatizzare il singolo episodio, perché volevo fare un discorso più generale, più universale, partendo da un episodio concreto e per non infierire su una ragazza evidentemente spaventata ed evidentemente inconsapevole delle sue dinamiche. </p>
<p>Perché sparare addosso a lenticchia, alle tante lenticchie che circolano nel mondo è facile ma improduttivo e poi a me rincresce, mi si stringe il cuore mortificare una persona debole. </p>
<p>Ma si dovrebbe sempre partire dal particolare per arrivare all’universale, perché ogni nostro gesto, ogni nostra parola, ogni nostro atto nella quotidianità tradiscono o fanno da specchio al nostro sentire profondo, ai nostri retaggi, alle nostre paure ancestrali, ci rende complici o resistenti ad un modo di pensare che chiamiamo”cultura” “religione” “valori” “ideologia” “bene” male”….insomma che ci fa guardare attraverso i filtri delle nostre pseudo sicurezze. </p>
<p>Io sono severa con le donne perché lo sono con me stessa, tento di esserlo con me stessa e il processo di analisi deve partire sempre da noi, da come sentiamo noi, dalle nostre paure, dalle nostre reazioni. </p>
<p>Ed io anche ho pensato alle donne , alcune volte, in questi termini, io anche sono caduta in questo tranello.<br />
Perché di donne inconsapevoli che usano la loro sessualità, il potere che hanno in mezzo alle gambe, ce ne sono eccome; io non amo,le donne a prescindere, come non amo gli uomini a prescindere. </p>
<p>Io cerco di capire, cerco di essere compassionevole, ma essere compassionevole non significa non esercitare il dovere, e non uso il termine diritto, dico, dovere di denunciare condannare e osteggiare idee che poi si traducono in comportamenti, che poi si traducono in “sentire comune” che poi si traducono in complicità passiva, che poi si traducono in barbarie. </p>
<p>Troia è un insulto “speciale”, non è una parolaccia qualunque; in questo termine, si nasconde la paura ancestrale che gli uomini hanno nei nostri confronti, che ha “giustificato” secoli di pregiudizi, ferocia, sopprusi, discriminazione, nei confronti delle donne di tutto il mondo. </p>
<p>E che noi donne siamo potenti lo sappiamo: noi possiamo dare la vita, noi possiamo negare la vita.<br />
E gli attacchi alla nostra autodeterminazione per esempio,i continui attacchi a diritti che sembravano consolidati, ma non c’è mai nulla di scontato, di definitivo, gli attacchi dicevo al decidere se essere madre o non esserlo sono lì a dimostraci quanto sono arrabbiati gli uomini, il potere, con noi, e quanto ci confondono, quanto ci fanno paura e quanto saremmo tentate di prendere scorciatoie. </p>
<p>E la complicità delle donne nel rinforzare questa visione che il maschio ha di noi è stata determinante nel faticoso cammino della nostra emancipazione, perché le donne han paura tanto quanto gli uomini e sono spesso le peggior nemiche di se stesse e delle donne tutte. </p>
<p>Non ci si salva apostrofando le altre troie, non ci si conquista uno spazio garantito, un maschio, un privilegio, isolando le altre donne o considerandole antagoniste e troie perché possono soffiarci il maschio di turno. </p>
<p>Ci si salva solo riconoscendo le nostre paure di donna, la troia che è in noi, perché lo sappiamo bene tutte su cosa ci sediamo, ma il saperlo non basta se non lo sai con consapevolezza, anzi il saperlo e basta è la causa della nostra “infermità” </p>
<p>Io l’ho letta tua la troia che è dentro di me, sono consapevole del potere di ricatto che posso esercitare sul maschio, sono consapevole della forza dirompente che ho dentro in quanto femmina, ma il mio riconoscermela, il mio considerami dignità di essere umano non mi permette di prendere scorciatoie, di usare questo potere per circuire, far carriera, appagare il narcisismo che ho dentro, giocare con i bisogni degli altri, usare in modo subdolo e quindi inconsapevole questa bellissima possibilità di essere FEMMINA. </p>
<p>Perché usare la figa per avere un po’ di potere è mortificante, è perdente, è dichiarare la nostra sconfitta, è ammettere che in fondo sta bene se ci infibulano, lapidano, discriminano, se ci chiamano troie. </p>
<p>FEMMINA e DONNA che si misura con l’uomo, che si confronta col maschio sulle idee, sui progetti, sulla visone del mondo, sulle paure. </p>
<p>Femmina perché è bello giocare, sedurre, ammiccare, corteggiare, amare, esser troia dell’amore innocente, l’amore che non ha in sé il concetto di “bene” o di “male” ,e non per paura o per convenienza ma perché siamo nella stesa barca, perché siamo esseri umani prima di essere maschi e femmine, perché l’angoscia del vivere è mia in quanto donna ed è tua in quanto uomo, identica, precisa. </p>
<p>Gli uomini sono malati di misoginia sì, e non sono io che lo dico, è la storia che ce lo dice, è lì da leggere, da vedere. </p>
<p>E come ogni donna dovrebbe leggere la troia che ha dentro di sè, un uomo dovrebbe fare altrettanto e leggersi il misogino che ha dentro.<br />
Sono la faccia di una stessa medaglia. </p>
<p>Io, se sono onesta e consapevole non potrò mai affermare di non essere razzista, perché razzismo significa paura di quello che non conosciamo, e c’è sempre qualcosa, qualcuno che non conosciamo.<br />
Non siamo mia definitivamente salvi, ma la nostra salvezza sta nell’accettare questo enunciato e lavorarci sopra. </p>
<p>Secoli di prevaricazione nei confronti delle donne, prevaricazione (e sto usando un eufemismo per non ripetermi in continuazione) che ha disegnato il mondo al maschile, nella politica, nella religione (pensiamo allo sprezzo che la chiesa cattolica ha nei confronti delle donne) nella struttura del POTERE insomma, stanno a dimostrare la misoginia suvvia, suvviaaaaaa.<br />
E non mi pare che la sostanza, il POTERE insomma si sia colorato molto di rosa nel nostro bel secolo progressista. </p>
<p>E noi donne siamo certo responsabili e complici della nostra stesse catene e della violenza e della barbarie “agita” dagli uomini. </p>
<p>Non sono femminista, sono una donna un po’ consapevole, ma ringrazio le donne che prima di me, con eccessi anche, perché si sa che in una rivoluzione ci entra di tutto, mi hanno dato la possibilità di riflettere e crescere ed esercitare diritti, diritti che non seguono la teoria dell’evoluzione, anzi sono sempre a rischio di involuzione. </p>
<p>sempre baci<br />
la funambola</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: diamonds</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/08/05/il-comandamento-delle-mani/#comment-75633</link>
		<dc:creator>diamonds</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Aug 2007 14:40:26 +0000</pubDate>
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		<description>ho estrapolato alchimie utili per falsificare le carte evincendole dalla traduzione di "the big picture" di Douglas Kennedy,insieme a preziosi consigli sull'arte di scomparire per risolversi</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>ho estrapolato alchimie utili per falsificare le carte evincendole dalla traduzione di &#8220;the big picture&#8221; di Douglas Kennedy,insieme a preziosi consigli sull&#8217;arte di scomparire per risolversi</p>
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	<item>
		<title>Di: la funambola</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/08/05/il-comandamento-delle-mani/#comment-75630</link>
		<dc:creator>la funambola</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Aug 2007 14:15:54 +0000</pubDate>
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		<description>per elisa
troppo facile, ma tant'è.
baci
la fu</description>
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troppo facile, ma tant&#8217;è.<br />
baci<br />
la fu</p>
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		<title>Di: gina</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/08/05/il-comandamento-delle-mani/#comment-75624</link>
		<dc:creator>gina</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Aug 2007 13:05:09 +0000</pubDate>
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		<description>La fu
Ho  messo Franza come bellissimo (e fecondo  nel senso del warning, imho) esempio di bruttissima autocommiserazione.
(a me piacciono i sottoscala dei vecchi palazzi, cum grata a maggior dannazione:)

diamonds
che il lasciapassare sia almeno e pacchianamente: falso:)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>La fu<br />
Ho  messo Franza come bellissimo (e fecondo  nel senso del warning, imho) esempio di bruttissima autocommiserazione.<br />
(a me piacciono i sottoscala dei vecchi palazzi, cum grata a maggior dannazione:)</p>
<p>diamonds<br />
che il lasciapassare sia almeno e pacchianamente: falso:)</p>
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		<title>Di: elisa</title>
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		<dc:creator>elisa</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Aug 2007 12:55:58 +0000</pubDate>
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		<description>questo è per  Funambola, una che è solita spararle grosse e che perciò salto volentieri a piè pari, ma che stavolta con la sua ultima perla"non esistono vittime" ha superato veramente se stessa. Complimenti!



http://www.repubblica.it/2007/07/sezioni/cronaca/donne-violenza/donne-violenza/donne-violenza.html</description>
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		<title>Di: la funambola</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/08/05/il-comandamento-delle-mani/#comment-75620</link>
		<dc:creator>la funambola</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Aug 2007 11:35:31 +0000</pubDate>
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		<description>considero la scrittura femminile alla stregua di quella maschile.
non è il genere che fa la differenza, ma solo la consapevolezza.
siamo quello che scriviamo e le donne non sono più innocenti degli uomini.
ma ci piace navigare nell'equivoco per poi incolpare il destino cinico e baro o il carnefice di turno.
sento però ,che la salvezza, è femmina.
baci
la fu</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>considero la scrittura femminile alla stregua di quella maschile.<br />
non è il genere che fa la differenza, ma solo la consapevolezza.<br />
siamo quello che scriviamo e le donne non sono più innocenti degli uomini.<br />
ma ci piace navigare nell&#8217;equivoco per poi incolpare il destino cinico e baro o il carnefice di turno.<br />
sento però ,che la salvezza, è femmina.<br />
baci<br />
la fu</p>
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		<title>Di: diamonds</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/08/05/il-comandamento-delle-mani/#comment-75618</link>
		<dc:creator>diamonds</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Aug 2007 11:17:08 +0000</pubDate>
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		<description>una peculiarità delle scritture femminili emancipate è che non si capisce se a renderle luminose siano fuochi d'artificio o traccianti.Mi piace(dovreste entrare in combutta e prenderci a calci.Forse qualcosa ne verebbe fuori)

p.s. ho un lasciapassare</description>
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<p>p.s. ho un lasciapassare</p>
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