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	<title>Commenti a: Bartleby?</title>
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	<pubDate>Thu, 20 Nov 2008 14:11:36 +0000</pubDate>
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		<title>Di: Ginevra</title>
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		<dc:creator>Ginevra</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Aug 2007 20:46:51 +0000</pubDate>
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		<description>non lo so ma provo, 
per stabilire un rapporto di reciproco rispetto?
si comunica meglio a una certa distanza.

bon nuit</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>non lo so ma provo,<br />
per stabilire un rapporto di reciproco rispetto?<br />
si comunica meglio a una certa distanza.</p>
<p>bon nuit</p>
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		<title>Di: effeffe</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/08/20/bartleby/#comment-76204</link>
		<dc:creator>effeffe</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Aug 2007 13:08:24 +0000</pubDate>
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		<description>Riflessione sul racconto

Per rendere ancora più soddisfacente la sistemazione, mi procurai un alto paravento verde pieghevole che poteva escludere completamente
Bartleby dalla mia vista, pur lasciandolo a portata di voce. Così, in certo modo, convivevano solitudine e compagnia.- scrive Melville

Il procuratore ha appena assunto Bartleby. Adesso lo deve sistemare in ufficio. Perchè Melville mette i due personaggi come in un confessionale?
effeffe</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Riflessione sul racconto</p>
<p>Per rendere ancora più soddisfacente la sistemazione, mi procurai un alto paravento verde pieghevole che poteva escludere completamente<br />
Bartleby dalla mia vista, pur lasciandolo a portata di voce. Così, in certo modo, convivevano solitudine e compagnia.- scrive Melville</p>
<p>Il procuratore ha appena assunto Bartleby. Adesso lo deve sistemare in ufficio. Perchè Melville mette i due personaggi come in un confessionale?<br />
effeffe</p>
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		<title>Di: The O.C.</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/08/20/bartleby/#comment-76182</link>
		<dc:creator>The O.C.</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Aug 2007 09:50:05 +0000</pubDate>
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		<description>Quest'anno ho fatto leggere Bartleby in classe. Gli studenti si sono divertiti un mondo. Leggevano, commentavano, ognuno diceva la sua sul celebre "prefer". 

Poi gli ho fatto leggere un estratto deleuziano sul racconto melvillesco. Allora non hanno riso più. Non capivano. Sono tornati alla normale noia di classe. La routine della "spiegazione".</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Quest&#8217;anno ho fatto leggere Bartleby in classe. Gli studenti si sono divertiti un mondo. Leggevano, commentavano, ognuno diceva la sua sul celebre &#8220;prefer&#8221;. </p>
<p>Poi gli ho fatto leggere un estratto deleuziano sul racconto melvillesco. Allora non hanno riso più. Non capivano. Sono tornati alla normale noia di classe. La routine della &#8220;spiegazione&#8221;.</p>
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		<title>Di: francesco forlani</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/08/20/bartleby/#comment-76153</link>
		<dc:creator>francesco forlani</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Aug 2007 17:16:14 +0000</pubDate>
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		<description>Sai Antonello, l'attore, Yann Collette, in quella rappresentazione è stato assolutamente superbo. Elegante, sobrio, come Melville fa descrivere Bartleby, aveva una fragilità e un "mettersi da parte" davvero all'unisono con il personaggio letterario. E con la sua parola d'ordine (o di disordine)
Scrive sempre Gilles Deleuze: 
 
Si osserva prima di tutto un certo manierismo, una certa solennità: prefer è usato raramente in questo senso, e né il principale di Bartleby, l’avvocato, né gli impiegati dello studio se ne servono abitualmente (“una strana parola; per quanto mi riguarda non la uso mai…”). La formula ordinaria sarebbe piuttosto I’d rather not. Ma soprattutto, la stravaganza della formula va al di là della parola stessa: certo, è grammaticalmente corretta, sintatticamente corretta, ma la sua brusca conclusione, NOT TO, che lascia indeterminato ciò che rifiuta, le conferisce un carattere radicale, una specie di funzione-limite. La sua ripresa e la sua insistenza la rendono complessivamente ancor più insolita.

G. Deleuze, Bartleby o la formula, in Id., Critica e clinica, tr. it di A. Panaro, Cortina, Milano 1996, p.93

a proposito della formula mi ricordo come ne discutemmo insieme a David e a Laura, che l'aveva tradotto e adattato. E di come avessero in francese due possibilità, «J'aimerais mieux pas» o «Je préférerais ne pas, e "preferito" quest'ultima che lasciava un che di sospeso, insondabile.

effeffe</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sai Antonello, l&#8217;attore, Yann Collette, in quella rappresentazione è stato assolutamente superbo. Elegante, sobrio, come Melville fa descrivere Bartleby, aveva una fragilità e un &#8220;mettersi da parte&#8221; davvero all&#8217;unisono con il personaggio letterario. E con la sua parola d&#8217;ordine (o di disordine)<br />
Scrive sempre Gilles Deleuze: </p>
<p>Si osserva prima di tutto un certo manierismo, una certa solennità: prefer è usato raramente in questo senso, e né il principale di Bartleby, l’avvocato, né gli impiegati dello studio se ne servono abitualmente (“una strana parola; per quanto mi riguarda non la uso mai…”). La formula ordinaria sarebbe piuttosto I’d rather not. Ma soprattutto, la stravaganza della formula va al di là della parola stessa: certo, è grammaticalmente corretta, sintatticamente corretta, ma la sua brusca conclusione, NOT TO, che lascia indeterminato ciò che rifiuta, le conferisce un carattere radicale, una specie di funzione-limite. La sua ripresa e la sua insistenza la rendono complessivamente ancor più insolita.</p>
<p>G. Deleuze, Bartleby o la formula, in Id., Critica e clinica, tr. it di A. Panaro, Cortina, Milano 1996, p.93</p>
<p>a proposito della formula mi ricordo come ne discutemmo insieme a David e a Laura, che l&#8217;aveva tradotto e adattato. E di come avessero in francese due possibilità, «J&#8217;aimerais mieux pas» o «Je préférerais ne pas, e &#8220;preferito&#8221; quest&#8217;ultima che lasciava un che di sospeso, insondabile.</p>
<p>effeffe</p>
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		<title>Di: sparz</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/08/20/bartleby/#comment-76145</link>
		<dc:creator>sparz</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Aug 2007 16:45:12 +0000</pubDate>
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		<description>nella foto di scena, ovviamente assai bella, il personaggio ha un accennato sorriso che non mi figuro in Bartleby. Quello che stupisce in B. è soprattutto la mancanza di articolazione, non discute, non invoca princìpi, difende un raggio d'azione sempre più limitato. Come tutte le figure estreme, suggerisce a noi qualcosa da lontano; il suo stile è un lieve cenno. Un modo per andare avanti sarebbe proporre qualche significato di quel cenno.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>nella foto di scena, ovviamente assai bella, il personaggio ha un accennato sorriso che non mi figuro in Bartleby. Quello che stupisce in B. è soprattutto la mancanza di articolazione, non discute, non invoca princìpi, difende un raggio d&#8217;azione sempre più limitato. Come tutte le figure estreme, suggerisce a noi qualcosa da lontano; il suo stile è un lieve cenno. Un modo per andare avanti sarebbe proporre qualche significato di quel cenno.</p>
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		<title>Di: Chapuce</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/08/20/bartleby/#comment-76133</link>
		<dc:creator>Chapuce</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Aug 2007 13:32:34 +0000</pubDate>
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		<description>Buongiorno Bartleby!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Buongiorno Bartleby!</p>
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