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	<title>Commenti a: Un gerundio di venia # 1</title>
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	<description>versione 2.0</description>
	<pubDate>Tue, 02 Dec 2008 07:07:23 +0000</pubDate>
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		<title>Di: mariapia</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/08/23/un-gerundio-di-venia-1/#comment-76366</link>
		<dc:creator>mariapia</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Aug 2007 13:20:13 +0000</pubDate>
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		<description>Leggere tutta questa Marina, è un piacere per me: ben diverso dall 'averne i frammenti, io ritrovo o mi lascio trovare, da un non canzoniere, che oltre al serrato della costrizione nella lingua- propria, alterna una dolcezza che non sapevo, che ci con-vice, insieme.

Brava Marina, e grazie per i tuoi gerundi.. e per questi versi:

"mangia una cosa cupa/il viottolo infantile la fa pane"

Maria Pia Q.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Leggere tutta questa Marina, è un piacere per me: ben diverso dall &#8216;averne i frammenti, io ritrovo o mi lascio trovare, da un non canzoniere, che oltre al serrato della costrizione nella lingua- propria, alterna una dolcezza che non sapevo, che ci con-vice, insieme.</p>
<p>Brava Marina, e grazie per i tuoi gerundi.. e per questi versi:</p>
<p>&#8220;mangia una cosa cupa/il viottolo infantile la fa pane&#8221;</p>
<p>Maria Pia Q.</p>
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		<title>Di: Giovanni Nuscis</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/08/23/un-gerundio-di-venia-1/#comment-76362</link>
		<dc:creator>Giovanni Nuscis</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Aug 2007 12:20:55 +0000</pubDate>
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		<description>Sì, 'perdonando', certo, questi "corsari d’ascia", questo "fulcro ludico" e il "vento": che rompono, modellano il granito della lingua enfiandola e rigenerandola a mal grado della sua (pare) inesorabile dipartita. Una lingua forte, giocosa e libera, qui, che origina mondi inauditi, invece che imitarli. E il lettore è spiazzato, vuole "scuse" per il tempo dedicato, la fiducia mal riposta, il mondo, quello "vero", per nulla raccontato, rappresentato? La poesia di Marina Pizzi prende con coraggio le distanze da scelte formali forse più convenienti (in linea con decennali strategie volte a canonizzare, rendendoli più redditizi, non solo economicamente, certi percorsi invece che altri). Rispetto alla lingua standard, invece, non c'è “scarto minimo”, ma il divellamento radicale della sintassi ordinaria; le giunture concatenanti i sintagmi, per la costruzione del "senso", vengono qui spezzate, sabotate; e le parole sospinte e associate,  per magia e bizzarria di vento ed orecchio,  inusitatamente ad altre. La poesia di Marina Pizzi "resiste", e rilancia, anche se qua e là inserti di un io cogitante attivano melodie di senso che, riteniamo, non possono che giovare, stemperando la compattezza adamantica dei versi in modo che più sguardi vi si possano affacciare, apprezzandoli come davvero merita. 

Giovanni Nuscis</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sì, &#8216;perdonando&#8217;, certo, questi &#8220;corsari d’ascia&#8221;, questo &#8220;fulcro ludico&#8221; e il &#8220;vento&#8221;: che rompono, modellano il granito della lingua enfiandola e rigenerandola a mal grado della sua (pare) inesorabile dipartita. Una lingua forte, giocosa e libera, qui, che origina mondi inauditi, invece che imitarli. E il lettore è spiazzato, vuole &#8220;scuse&#8221; per il tempo dedicato, la fiducia mal riposta, il mondo, quello &#8220;vero&#8221;, per nulla raccontato, rappresentato? La poesia di Marina Pizzi prende con coraggio le distanze da scelte formali forse più convenienti (in linea con decennali strategie volte a canonizzare, rendendoli più redditizi, non solo economicamente, certi percorsi invece che altri). Rispetto alla lingua standard, invece, non c&#8217;è “scarto minimo”, ma il divellamento radicale della sintassi ordinaria; le giunture concatenanti i sintagmi, per la costruzione del &#8220;senso&#8221;, vengono qui spezzate, sabotate; e le parole sospinte e associate,  per magia e bizzarria di vento ed orecchio,  inusitatamente ad altre. La poesia di Marina Pizzi &#8220;resiste&#8221;, e rilancia, anche se qua e là inserti di un io cogitante attivano melodie di senso che, riteniamo, non possono che giovare, stemperando la compattezza adamantica dei versi in modo che più sguardi vi si possano affacciare, apprezzandoli come davvero merita. </p>
<p>Giovanni Nuscis</p>
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		<title>Di: véronique</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/08/23/un-gerundio-di-venia-1/#comment-76355</link>
		<dc:creator>véronique</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Aug 2007 09:54:07 +0000</pubDate>
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		<description>DOGLIE DELLE DONNE

Doglie delle donne, nascita, nacque (acqua), leggo con il miragio della poesia di Marina Pizzi, soqquadro di cieca, leggo invece "bara" baro, trattengo il fiato e scopro la vena "la venia" clémence che scava il letto di dolore, il ritorno strego di "scrivania, venia,ascia,soqquadro,sudario".
Il grembo delle donne tagliato sotto l'ascia, la scimiterra; sguardo inferito dell'estate, troppo lungo estate, il sale, salsedine, sesso, il sale, la bevita della scrittura, deserto, cammino( il viottolo infantile la fa pane), pane mistico della poesia, soglia, doglia dopo soglia, doglia.

Grazie a Franz e a Marina pizzi per questa bellezza.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>DOGLIE DELLE DONNE</p>
<p>Doglie delle donne, nascita, nacque (acqua), leggo con il miragio della poesia di Marina Pizzi, soqquadro di cieca, leggo invece &#8220;bara&#8221; baro, trattengo il fiato e scopro la vena &#8220;la venia&#8221; clémence che scava il letto di dolore, il ritorno strego di &#8220;scrivania, venia,ascia,soqquadro,sudario&#8221;.<br />
Il grembo delle donne tagliato sotto l&#8217;ascia, la scimiterra; sguardo inferito dell&#8217;estate, troppo lungo estate, il sale, salsedine, sesso, il sale, la bevita della scrittura, deserto, cammino( il viottolo infantile la fa pane), pane mistico della poesia, soglia, doglia dopo soglia, doglia.</p>
<p>Grazie a Franz e a Marina pizzi per questa bellezza.</p>
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		<title>Di: c&#38;c</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/08/23/un-gerundio-di-venia-1/#comment-76325</link>
		<dc:creator>c&#38;c</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Aug 2007 13:32:34 +0000</pubDate>
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		<description>Oh si, la grazia di un gerundio, tempo di vicinanza, di contemporaneità, di presenza, speranza vana di tanti participi presenti sempre futuri, in fieri, talmente  irraggiungibili.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Oh si, la grazia di un gerundio, tempo di vicinanza, di contemporaneità, di presenza, speranza vana di tanti participi presenti sempre futuri, in fieri, talmente  irraggiungibili.</p>
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		<title>Di: Carla</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/08/23/un-gerundio-di-venia-1/#comment-76318</link>
		<dc:creator>Carla</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Aug 2007 11:49:57 +0000</pubDate>
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		<description>'nel fulcro del cercare

la chirurgia del vero

il punto fermo del cemento armato'


sei grandiosa Marina</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8216;nel fulcro del cercare</p>
<p>la chirurgia del vero</p>
<p>il punto fermo del cemento armato&#8217;</p>
<p>sei grandiosa Marina</p>
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		<title>Di: diamonds</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/08/23/un-gerundio-di-venia-1/#comment-76317</link>
		<dc:creator>diamonds</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Aug 2007 11:40:26 +0000</pubDate>
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		<description>Estrarsi a sorte nel codice sorgente pieno di vuoti.Curarsi nel sogno di un'illusione impropria,provvisoria o senza tempo.Mi sparpaglio tra numeri stranieri del suo sillabario orientale,amando</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Estrarsi a sorte nel codice sorgente pieno di vuoti.Curarsi nel sogno di un&#8217;illusione impropria,provvisoria o senza tempo.Mi sparpaglio tra numeri stranieri del suo sillabario orientale,amando</p>
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		<title>Di: viadellebelledonne</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/08/23/un-gerundio-di-venia-1/#comment-76296</link>
		<dc:creator>viadellebelledonne</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Aug 2007 05:20:18 +0000</pubDate>
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		<description>un caro saluto a Marina, felice di leggere qui il tuo Gerundio. antonella</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>un caro saluto a Marina, felice di leggere qui il tuo Gerundio. antonella</p>
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