<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	>
<channel>
	<title>Commenti a: Gli scrìttici</title>
	<atom:link href="http://www.nazioneindiana.com/2007/09/10/gli-scrittici/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/09/10/gli-scrittici/</link>
	<description>versione 2.0</description>
	<pubDate>Tue, 02 Dec 2008 06:10:45 +0000</pubDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=2.6.5</generator>
		<item>
		<title>Di: Peppinello</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/09/10/gli-scrittici/#comment-77859</link>
		<dc:creator>Peppinello</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Sep 2007 11:04:43 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2007/09/10/gli-scrittici/#comment-77859</guid>
		<description>Nomi, nomi, nomi per favore. sennò è aria fritta!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Nomi, nomi, nomi per favore. sennò è aria fritta!</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: The O.C.</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/09/10/gli-scrittici/#comment-77832</link>
		<dc:creator>The O.C.</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Sep 2007 08:10:41 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2007/09/10/gli-scrittici/#comment-77832</guid>
		<description>Peppinello, leggiti a Langone.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Peppinello, leggiti a Langone.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Peppinello</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/09/10/gli-scrittici/#comment-77824</link>
		<dc:creator>Peppinello</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Sep 2007 07:33:53 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2007/09/10/gli-scrittici/#comment-77824</guid>
		<description>Ma vogliamo fare un po' di nomi, parlare in astratto non serve.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ma vogliamo fare un po&#8217; di nomi, parlare in astratto non serve.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Christian Sinicco</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/09/10/gli-scrittici/#comment-77815</link>
		<dc:creator>Christian Sinicco</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Sep 2007 00:40:59 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2007/09/10/gli-scrittici/#comment-77815</guid>
		<description>ma qual è il vero problema? L'accesso a sistemi di credito maggiori, via via? Beh, chi ha un posto da qualche parte innanzitutto se lo tiene stretto, e figurati se fa accedere ai propri sistemini di credito altri che, per qualche ragione, se lo meriterebbero, mettiamo pure dal suo punto di vista, pure dello scrittico stesso... In rete, vi pare poi che ci siano dei sistemi per accreditarsi...quanti sono coloro che accedono ai blog letterari, 100, 200.000 mila persone al mese, e con che assiduità o con quale profondità? Alla fine, il discorso che si è fatto qui è la faccia della stessa medaglia, un cane che si mangia lo coda, o tenta, anche perché tutto quello che uno può fare, pubblicando in rete e non cose sue o d'altri, è un alimento sempre dello stesso circuitino; e pure arrivati a qualche pubblicazione il circuitino rimane tale, indipendentemente dal successo o meno dell'autore e del libro o del blog o... Il problema non è lo scrittico, ma la mancanza di idee nella critica, ma poi chi è il critico militante oggi, se non quello che milita per due lire e due presentazioni e due convegni e per un posto all'università, magari da ricercatore? Andate a fare una ricerca e osservate il come certe persone si occupano sempre degli stessi autori, poi osservate chi si occupa invece di favorirne altri, tra l'altro sapendo che poco gliene viene in tasca...alla fine della fiera, potete fare pure i conti - anche se alle volte sarebbe meglio fare i nomi...allora chi sono gli scrittici, quelli che mettiamo amano paracularsi paraculando? Perché escono sempre questi articoli in generale, e nessuno fa mai nomi e cognomi? Perché non ci si fa la guerra...? ...tanto questa, non ammazzerebbe nessuno.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>ma qual è il vero problema? L&#8217;accesso a sistemi di credito maggiori, via via? Beh, chi ha un posto da qualche parte innanzitutto se lo tiene stretto, e figurati se fa accedere ai propri sistemini di credito altri che, per qualche ragione, se lo meriterebbero, mettiamo pure dal suo punto di vista, pure dello scrittico stesso&#8230; In rete, vi pare poi che ci siano dei sistemi per accreditarsi&#8230;quanti sono coloro che accedono ai blog letterari, 100, 200.000 mila persone al mese, e con che assiduità o con quale profondità? Alla fine, il discorso che si è fatto qui è la faccia della stessa medaglia, un cane che si mangia lo coda, o tenta, anche perché tutto quello che uno può fare, pubblicando in rete e non cose sue o d&#8217;altri, è un alimento sempre dello stesso circuitino; e pure arrivati a qualche pubblicazione il circuitino rimane tale, indipendentemente dal successo o meno dell&#8217;autore e del libro o del blog o&#8230; Il problema non è lo scrittico, ma la mancanza di idee nella critica, ma poi chi è il critico militante oggi, se non quello che milita per due lire e due presentazioni e due convegni e per un posto all&#8217;università, magari da ricercatore? Andate a fare una ricerca e osservate il come certe persone si occupano sempre degli stessi autori, poi osservate chi si occupa invece di favorirne altri, tra l&#8217;altro sapendo che poco gliene viene in tasca&#8230;alla fine della fiera, potete fare pure i conti - anche se alle volte sarebbe meglio fare i nomi&#8230;allora chi sono gli scrittici, quelli che mettiamo amano paracularsi paraculando? Perché escono sempre questi articoli in generale, e nessuno fa mai nomi e cognomi? Perché non ci si fa la guerra&#8230;? &#8230;tanto questa, non ammazzerebbe nessuno.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Antonio Iovine</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/09/10/gli-scrittici/#comment-77813</link>
		<dc:creator>Antonio Iovine</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Sep 2007 00:00:42 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2007/09/10/gli-scrittici/#comment-77813</guid>
		<description>bello? bono! siate precisi!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>bello? bono! siate precisi!</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: una che sa</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/09/10/gli-scrittici/#comment-77790</link>
		<dc:creator>una che sa</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Sep 2007 17:27:48 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2007/09/10/gli-scrittici/#comment-77790</guid>
		<description>sorrentino è coltissimo, e pure bello, non rosicate troppo</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>sorrentino è coltissimo, e pure bello, non rosicate troppo</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: marco mantello</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/09/10/gli-scrittici/#comment-77770</link>
		<dc:creator>marco mantello</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Sep 2007 12:03:54 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2007/09/10/gli-scrittici/#comment-77770</guid>
		<description>Io credo che si possa esprimere il proprio dissenso dai contenuti di un pezzo, anche in modo duro, senza insultare nessuno.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Io credo che si possa esprimere il proprio dissenso dai contenuti di un pezzo, anche in modo duro, senza insultare nessuno.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: ignazio</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/09/10/gli-scrittici/#comment-77765</link>
		<dc:creator>ignazio</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Sep 2007 11:26:42 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2007/09/10/gli-scrittici/#comment-77765</guid>
		<description>adolescenziale. puerile. risentito. stupido. sorrentino è un ignorante. per scrivere ci vuole cultura. non chiacchiere.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>adolescenziale. puerile. risentito. stupido. sorrentino è un ignorante. per scrivere ci vuole cultura. non chiacchiere.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: per dire</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/09/10/gli-scrittici/#comment-77736</link>
		<dc:creator>per dire</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Sep 2007 08:03:42 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2007/09/10/gli-scrittici/#comment-77736</guid>
		<description>&lt;i&gt; La pubblicazione transustanzia magicamente lo status delle persone, fa diventare autore un cittadino.&lt;/i&gt;

Per diventare autore  ci vuol altro. Per fortuna. Questa è una sciocchezza da starlet, da veline. 

Scarpa primadonna al culmine, la transuatanziazione è  compiuta.

Miracolo.

Sorrentino in pole position. 

Mistero della Fede.

Gli scrittori che fanno recensioni almeno giocano a carte scoperte.
Nobili o non nobili che sian i loro intenti.
Ma i veri registi del film da cinema d'essai, però, raffinato e con quattro spettatori in platea, che si chiama letteratura, sono gli scrittori padrini, i santoli in paradiso, quelli che prendono sotto l'ala l'inconnu e lo presentano all'amico dell'amico dell'amico ed avviano la trasfomazione di pane e vino.

Ci vorrebe qualcuno che lo scrivesse su questi riti d'iniziazione un bel Romanzo letterario, come Bulgakov il suo fulminante Romanzo teatrale.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p><i> La pubblicazione transustanzia magicamente lo status delle persone, fa diventare autore un cittadino.</i></p>
<p>Per diventare autore  ci vuol altro. Per fortuna. Questa è una sciocchezza da starlet, da veline. </p>
<p>Scarpa primadonna al culmine, la transuatanziazione è  compiuta.</p>
<p>Miracolo.</p>
<p>Sorrentino in pole position. </p>
<p>Mistero della Fede.</p>
<p>Gli scrittori che fanno recensioni almeno giocano a carte scoperte.<br />
Nobili o non nobili che sian i loro intenti.<br />
Ma i veri registi del film da cinema d&#8217;essai, però, raffinato e con quattro spettatori in platea, che si chiama letteratura, sono gli scrittori padrini, i santoli in paradiso, quelli che prendono sotto l&#8217;ala l&#8217;inconnu e lo presentano all&#8217;amico dell&#8217;amico dell&#8217;amico ed avviano la trasfomazione di pane e vino.</p>
<p>Ci vorrebe qualcuno che lo scrivesse su questi riti d&#8217;iniziazione un bel Romanzo letterario, come Bulgakov il suo fulminante Romanzo teatrale.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Lucio Angelini</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/09/10/gli-scrittici/#comment-77710</link>
		<dc:creator>Lucio Angelini</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Sep 2007 19:54:30 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2007/09/10/gli-scrittici/#comment-77710</guid>
		<description>Ha scritto Roberto Pugliese sul Gazzettino, a proposito del Leone d'Oro ad Ang Lee: "Il giudizio sulla qualità della 64° Mostra va diviso da quello sul verdetto strabico, e stavolta francamente indecente, di una GIURIA DI REGISTI. E' un esercizio retorico ricorrente e futile, ma è anche la prova ulteriore, se mai ve ne fosse bisogno, che ***i cineasti devono fare film, non giudicare quelli altrui perché non è il loro mestiere***". Spostiamo il tutto in ambito letterario:- )</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ha scritto Roberto Pugliese sul Gazzettino, a proposito del Leone d&#8217;Oro ad Ang Lee: &#8220;Il giudizio sulla qualità della 64° Mostra va diviso da quello sul verdetto strabico, e stavolta francamente indecente, di una GIURIA DI REGISTI. E&#8217; un esercizio retorico ricorrente e futile, ma è anche la prova ulteriore, se mai ve ne fosse bisogno, che ***i cineasti devono fare film, non giudicare quelli altrui perché non è il loro mestiere***&#8221;. Spostiamo il tutto in ambito letterario:- )</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Kataweb.it - Blog - Lipperatura di Loredana Lipperini &#187; Blog Archive &#187; BROLLI E LA TRADUZIONE SUPREMA</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/09/10/gli-scrittici/#comment-77655</link>
		<dc:creator>Kataweb.it - Blog - Lipperatura di Loredana Lipperini &#187; Blog Archive &#187; BROLLI E LA TRADUZIONE SUPREMA</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Sep 2007 08:33:22 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2007/09/10/gli-scrittici/#comment-77655</guid>
		<description>[...] Ripresa autunnale. Tornano, nell’ordine, le metropolitane affollate, le nuove edizioni dei testi per le medie a venticinque euro cadauna, i libri in bozze e no, un interessante carteggio fra Piero Sorrentino e Tiziano Scarpa a proposito degli “scrittici”, su Nazione Indiana. [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] Ripresa autunnale. Tornano, nell’ordine, le metropolitane affollate, le nuove edizioni dei testi per le medie a venticinque euro cadauna, i libri in bozze e no, un interessante carteggio fra Piero Sorrentino e Tiziano Scarpa a proposito degli “scrittici”, su Nazione Indiana. [...]</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: ruggero solmi</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/09/10/gli-scrittici/#comment-77644</link>
		<dc:creator>ruggero solmi</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Sep 2007 07:23:49 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2007/09/10/gli-scrittici/#comment-77644</guid>
		<description>vedi di costanzo, tu sei una fetecchia umana. e non te ne accorgi. umana... beh, parliamone.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>vedi di costanzo, tu sei una fetecchia umana. e non te ne accorgi. umana&#8230; beh, parliamone.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Giorgio Di Costanzo</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/09/10/gli-scrittici/#comment-77637</link>
		<dc:creator>Giorgio Di Costanzo</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Sep 2007 00:26:54 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2007/09/10/gli-scrittici/#comment-77637</guid>
		<description>Perfino le battute ti riescono male, solmi. Fai fetecchia e non te ne accorgi.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Perfino le battute ti riescono male, solmi. Fai fetecchia e non te ne accorgi.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: ruggero solmi</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/09/10/gli-scrittici/#comment-77630</link>
		<dc:creator>ruggero solmi</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Sep 2007 22:11:36 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2007/09/10/gli-scrittici/#comment-77630</guid>
		<description>gli uomini in ammollo. il bio presto delle idee.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>gli uomini in ammollo. il bio presto delle idee.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Alessandro Morgillo</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/09/10/gli-scrittici/#comment-77597</link>
		<dc:creator>Alessandro Morgillo</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Sep 2007 18:07:58 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2007/09/10/gli-scrittici/#comment-77597</guid>
		<description>&lt;strong&gt;Si consiglia un deodorante neutro&lt;/strong&gt;
Quante storie per degli annunci pubblicitari! Autopromozioni. Uno &lt;em&gt;scrittico&lt;/em&gt; propaganda sempre e solo se stesso. L’ideologia della sua appartenenza. Certo, in una dimensione nazionalpopolare come la nostra, dove vige il pensiero unico dominante, al massimo ci si fa uno screzio per vincere l’inerzia. Il rapporto non è ideologico ma epidermico. Ci si annusa…</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Si consiglia un deodorante neutro</strong><br />
Quante storie per degli annunci pubblicitari! Autopromozioni. Uno <em>scrittico</em> propaganda sempre e solo se stesso. L’ideologia della sua appartenenza. Certo, in una dimensione nazionalpopolare come la nostra, dove vige il pensiero unico dominante, al massimo ci si fa uno screzio per vincere l’inerzia. Il rapporto non è ideologico ma epidermico. Ci si annusa…</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: bruno</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/09/10/gli-scrittici/#comment-77573</link>
		<dc:creator>bruno</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Sep 2007 16:07:21 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2007/09/10/gli-scrittici/#comment-77573</guid>
		<description>Sarebbe bello veder adottato il sistema che propone Hornby nel suo "Una vita da lettore" : scrivere le recensioni solo in positivo ( per i libri buoni ). Per cui il silenzio equivarrebbe a una critica negativa ( per quelli cattivi ).</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sarebbe bello veder adottato il sistema che propone Hornby nel suo &#8220;Una vita da lettore&#8221; : scrivere le recensioni solo in positivo ( per i libri buoni ). Per cui il silenzio equivarrebbe a una critica negativa ( per quelli cattivi ).</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: gianni biondillo</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/09/10/gli-scrittici/#comment-77564</link>
		<dc:creator>gianni biondillo</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Sep 2007 15:25:32 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2007/09/10/gli-scrittici/#comment-77564</guid>
		<description>Trovo davvero bello questo carteggio, condivido l'opinione di Andrea Barbieri e Sergio Garufi.
L'accusa tipo, utilizzata soprattutto in rete, del "rosicamento", vorrebbe infangare, spesso, atti puramente gratuiti, sinceri. Ma siamo, tutti noi esenti, dal rosicamento? Siamo imperfetti, ci fa capire Tiziano. Ammettiamolo tutti. 
Però, allo stesso tempo non usiamo l'arma spuntata del "tu sei un rosicone", o, uguale e speculare, "tu gli lecchi il culo per il tuo interesse" ad ogni pie' sospinto, pena l'afasia.
Io, nel mio piccolissimo, trovo fortunata la mia posizione di "scrittore che non è critico di professione" (c'è, eccome, bisogno di critica operativa, trovo che sia una categoria fin troppo infangata, ma io non credo di averne il talento) e, perciò, cerco tutte le volte di recensire libri che "sospetto" mi piaceranno per evitare miei inutili livori recensori (quanto di prevenuto può esserci nella lettura di un libro di una utore che ti sta sulle palle?) Se poi il libro mi delude, comunque, lo dico sinceramente, cerco, però di stare sul libro, di dimenticarmi i miei pregiudizi sull'autore. E, in più, a mo' di garanzia, evito quelli pubblicati dalla mia casa editrice per dissolvere sospetti di interesse di cordata. Eppure questo non basta. 
Se stronchi un libro è perché rosichi.
Se ne parli bene è perché lecchi il culo. 
Così non se ne esce. Alla fine bisogna fregarsene, scrivere quello che ti pare, essere soprattutto onesti con se stessi. Non si può essere amati da tutti. Soprattutto dai rosiconi che, sottosotto, vorrebbero leccarti il culo.

Mi sono riletto e mi trovo assolutamente confuso. Non stroncatemi il commento, please. ;-)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Trovo davvero bello questo carteggio, condivido l&#8217;opinione di Andrea Barbieri e Sergio Garufi.<br />
L&#8217;accusa tipo, utilizzata soprattutto in rete, del &#8220;rosicamento&#8221;, vorrebbe infangare, spesso, atti puramente gratuiti, sinceri. Ma siamo, tutti noi esenti, dal rosicamento? Siamo imperfetti, ci fa capire Tiziano. Ammettiamolo tutti.<br />
Però, allo stesso tempo non usiamo l&#8217;arma spuntata del &#8220;tu sei un rosicone&#8221;, o, uguale e speculare, &#8220;tu gli lecchi il culo per il tuo interesse&#8221; ad ogni pie&#8217; sospinto, pena l&#8217;afasia.<br />
Io, nel mio piccolissimo, trovo fortunata la mia posizione di &#8220;scrittore che non è critico di professione&#8221; (c&#8217;è, eccome, bisogno di critica operativa, trovo che sia una categoria fin troppo infangata, ma io non credo di averne il talento) e, perciò, cerco tutte le volte di recensire libri che &#8220;sospetto&#8221; mi piaceranno per evitare miei inutili livori recensori (quanto di prevenuto può esserci nella lettura di un libro di una utore che ti sta sulle palle?) Se poi il libro mi delude, comunque, lo dico sinceramente, cerco, però di stare sul libro, di dimenticarmi i miei pregiudizi sull&#8217;autore. E, in più, a mo&#8217; di garanzia, evito quelli pubblicati dalla mia casa editrice per dissolvere sospetti di interesse di cordata. Eppure questo non basta.<br />
Se stronchi un libro è perché rosichi.<br />
Se ne parli bene è perché lecchi il culo.<br />
Così non se ne esce. Alla fine bisogna fregarsene, scrivere quello che ti pare, essere soprattutto onesti con se stessi. Non si può essere amati da tutti. Soprattutto dai rosiconi che, sottosotto, vorrebbero leccarti il culo.</p>
<p>Mi sono riletto e mi trovo assolutamente confuso. Non stroncatemi il commento, please. ;-)</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Marco</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/09/10/gli-scrittici/#comment-77546</link>
		<dc:creator>Marco</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Sep 2007 14:22:08 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2007/09/10/gli-scrittici/#comment-77546</guid>
		<description>D'accordo, Piero, e però un critico letterario, uno scrittore, e uno scrìttico, e anche il mio vicino di casa, sono tenuti a darmi un giudizio vero. Se il giudizio è vero allora la critica sarà fondata, sorretta o non sorretta da risentimento che sia, se il giudizio non è vero allora la critica può essere feroce quanto vuole o plaudente quanto vuole, ma non sarà fondata. Il problema è che quando si parla di un libro il grande assente è... il libro. Questo è un circolo vizioso piuttosto terribile. Io parlo di una cosa ma nel momento in cui ne parlo, la cosa non c'è. Mi viene da chiedermi: ma se l'oggetto di cui sto parlando non c'è, allora di che cosa sto parlando? Questo se non altro mostra che difficile è essere credibili, sempre, anche quando non veniamo presi dalla tentazione luciferina e un poco ubriacona di rovesciare la realtà, e di far passare una cosa per il contrario esatto. Quando per esempio leggo una recensione proprio di Tiziano Scarpa, mi chiedo: "Ma sarà il libro a essere bello o è soltanto bello come Tiziano ne ha parlato?". Con questo voglio dire che non basta nemmeno l'autorevolezza di un autore (Tiziano Scarpa è autorevole e, anzi, dirò di più, dirò una cosa negativa sulla sua autorevolezza: chi cita Tiziano Scarpa, chi cita alcune opere di Tiziano Scarpa, fa mostra di essere dentro alla 'letteratura contemporanea vivente'; e poi magari questa letteratura non sa sa neanche che sostanza ha e di cosa è fatta, ma citando Tiziano Scarpa, in questo momento, si fa mostra di essere dentro alla 'letteratura contemporanea vivente', il nome Tiziano Scarpa, e la lettura di alcuni stralciu dei suoi scritti critici o letterari, proiettano immediatamente nella dimensione dell'ultramoderno, del superaggiornato - e se questa non è autorevolezza, cioè al punto da arrivare a essere 'odiosa autorevolezza', che forse è la solo forma di autorevolezza possibile, io non so come altro chiamarla) e - dicevo - una recensione pregevolissima per convincere un lettore, per risultare credibili presso di lui. 

Allora, in fondo, anche per la critica letteraria vale quello che vale un poco in tutte le attività umane: se un critico letterario non fa che emettere giudizi non veri, bene, dopo qualche tempo questa cosa verrà fuori, e lui in qualche modo verrà sconfessato. Ci vorrà tempo, e magari, molto, moltissimo tempo, ma prima o poi... Allora, per non rischiare, meglio fornire giudizi veri facendo uso di razionalità, e non lasciandosi guidare dagli istinti bassi. Come del resto dice lo stesso Tiziano Scarpa a pagina 91 del primo paragrafo di Due o tre cose contenuto in Che cos'è questo fracasso:

"Non ridere, né piangere, né piangere, né detestare, ma capire" ha scritto Baruch Spinoza. Vale a dire che il riso, il pianto, l'odio e le emozioni sono cose diverse rispetto al capire. La comprensione non deve passare attraverso le passioni. Tantomeno deve subire un'elaborazione fisica, una sintomatologia corporea, e nemmeno una gesticolazione. Non deve aizzare le ghiandole, né innescare spasmi di buonumore o disgusto.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>D&#8217;accordo, Piero, e però un critico letterario, uno scrittore, e uno scrìttico, e anche il mio vicino di casa, sono tenuti a darmi un giudizio vero. Se il giudizio è vero allora la critica sarà fondata, sorretta o non sorretta da risentimento che sia, se il giudizio non è vero allora la critica può essere feroce quanto vuole o plaudente quanto vuole, ma non sarà fondata. Il problema è che quando si parla di un libro il grande assente è&#8230; il libro. Questo è un circolo vizioso piuttosto terribile. Io parlo di una cosa ma nel momento in cui ne parlo, la cosa non c&#8217;è. Mi viene da chiedermi: ma se l&#8217;oggetto di cui sto parlando non c&#8217;è, allora di che cosa sto parlando? Questo se non altro mostra che difficile è essere credibili, sempre, anche quando non veniamo presi dalla tentazione luciferina e un poco ubriacona di rovesciare la realtà, e di far passare una cosa per il contrario esatto. Quando per esempio leggo una recensione proprio di Tiziano Scarpa, mi chiedo: &#8220;Ma sarà il libro a essere bello o è soltanto bello come Tiziano ne ha parlato?&#8221;. Con questo voglio dire che non basta nemmeno l&#8217;autorevolezza di un autore (Tiziano Scarpa è autorevole e, anzi, dirò di più, dirò una cosa negativa sulla sua autorevolezza: chi cita Tiziano Scarpa, chi cita alcune opere di Tiziano Scarpa, fa mostra di essere dentro alla &#8216;letteratura contemporanea vivente&#8217;; e poi magari questa letteratura non sa sa neanche che sostanza ha e di cosa è fatta, ma citando Tiziano Scarpa, in questo momento, si fa mostra di essere dentro alla &#8216;letteratura contemporanea vivente&#8217;, il nome Tiziano Scarpa, e la lettura di alcuni stralciu dei suoi scritti critici o letterari, proiettano immediatamente nella dimensione dell&#8217;ultramoderno, del superaggiornato - e se questa non è autorevolezza, cioè al punto da arrivare a essere &#8216;odiosa autorevolezza&#8217;, che forse è la solo forma di autorevolezza possibile, io non so come altro chiamarla) e - dicevo - una recensione pregevolissima per convincere un lettore, per risultare credibili presso di lui. </p>
<p>Allora, in fondo, anche per la critica letteraria vale quello che vale un poco in tutte le attività umane: se un critico letterario non fa che emettere giudizi non veri, bene, dopo qualche tempo questa cosa verrà fuori, e lui in qualche modo verrà sconfessato. Ci vorrà tempo, e magari, molto, moltissimo tempo, ma prima o poi&#8230; Allora, per non rischiare, meglio fornire giudizi veri facendo uso di razionalità, e non lasciandosi guidare dagli istinti bassi. Come del resto dice lo stesso Tiziano Scarpa a pagina 91 del primo paragrafo di Due o tre cose contenuto in Che cos&#8217;è questo fracasso:</p>
<p>&#8220;Non ridere, né piangere, né piangere, né detestare, ma capire&#8221; ha scritto Baruch Spinoza. Vale a dire che il riso, il pianto, l&#8217;odio e le emozioni sono cose diverse rispetto al capire. La comprensione non deve passare attraverso le passioni. Tantomeno deve subire un&#8217;elaborazione fisica, una sintomatologia corporea, e nemmeno una gesticolazione. Non deve aizzare le ghiandole, né innescare spasmi di buonumore o disgusto.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: GiusCo</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/09/10/gli-scrittici/#comment-77545</link>
		<dc:creator>GiusCo</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Sep 2007 14:14:42 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2007/09/10/gli-scrittici/#comment-77545</guid>
		<description>Leggevo che a Londra, nella grande e cosmopolita London, un poeta mainstream che si smazzi nella serie di collaborazioni citate da Scarpa puo' arrivare a 10-15k sterline l'anno, che significa fare la fame: un tecnico per computer ne prende il triplo e ci si abilita a tali mansioni con un corso di un paio di mesi che costa non piu' di 2-3k e se sei fortunato ti trovano pure il lavoro, visto che si tratta di figure molto richieste. Voglio dire che fare letteratura e' abbastanza disperante, ma problema maggiore e' la miseria, che rende "risentiti". Peraltro il cliche' vuole che tanta arte nasca dall'abbrutimento, quindi mi preoccuperei delle buone maniere piu' che dell'aggressivita' dei giovani piranha.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Leggevo che a Londra, nella grande e cosmopolita London, un poeta mainstream che si smazzi nella serie di collaborazioni citate da Scarpa puo&#8217; arrivare a 10-15k sterline l&#8217;anno, che significa fare la fame: un tecnico per computer ne prende il triplo e ci si abilita a tali mansioni con un corso di un paio di mesi che costa non piu&#8217; di 2-3k e se sei fortunato ti trovano pure il lavoro, visto che si tratta di figure molto richieste. Voglio dire che fare letteratura e&#8217; abbastanza disperante, ma problema maggiore e&#8217; la miseria, che rende &#8220;risentiti&#8221;. Peraltro il cliche&#8217; vuole che tanta arte nasca dall&#8217;abbrutimento, quindi mi preoccuperei delle buone maniere piu&#8217; che dell&#8217;aggressivita&#8217; dei giovani piranha.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: paolo r.</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/09/10/gli-scrittici/#comment-77543</link>
		<dc:creator>paolo r.</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Sep 2007 14:00:01 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2007/09/10/gli-scrittici/#comment-77543</guid>
		<description>Dirò una banalità. 
Quanto dice Garufi - l'invidia che condiziona pesantemente il giudizio 
e la "stima" (intesa come peso, come valutazione) degli altri - è amaramente riscontrabile 
nella vita quotidiana, e ne parlava anche Scarpa in un racconto
(se non ricordo male erano le vicende di quattro amici appassionati di letteratura, 
alle prese con la gestione goliardica di una piccola associazione culturale. 
Uno di loro se ne usciva più o meno così: "e se tu che sei colto ti trovi un titolare ignorante, 
vedrai come te la farà pagare, la tua cultura!, per invidia ti darà da fare solo fotocopie e fax").
Dinamiche che tutti noi possiamo verificare ogni giorno, specie in certi ambienti di lavoro.
Per fortuna il manoscritto è un po' come il curriculum: non è richiesta la foto,
chi lo legge non può vedere chi c'è dietro. Il manoscritto parla da sé.

Ma se hai già pubblicato, e magari sei belloccio, 
allora attento al critico nerd. 
Se hai già pubblicato e hai la coscia lunga, 
allora attenta alla critichessa gnappetta, 
(o al critico cui non l'hai data).
Se hai già pubblicato e sei giovane, 
allora attenzione al critico vegliardo. 

L'invidia è una brutta bestia.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Dirò una banalità.<br />
Quanto dice Garufi - l&#8217;invidia che condiziona pesantemente il giudizio<br />
e la &#8220;stima&#8221; (intesa come peso, come valutazione) degli altri - è amaramente riscontrabile<br />
nella vita quotidiana, e ne parlava anche Scarpa in un racconto<br />
(se non ricordo male erano le vicende di quattro amici appassionati di letteratura,<br />
alle prese con la gestione goliardica di una piccola associazione culturale.<br />
Uno di loro se ne usciva più o meno così: &#8220;e se tu che sei colto ti trovi un titolare ignorante,<br />
vedrai come te la farà pagare, la tua cultura!, per invidia ti darà da fare solo fotocopie e fax&#8221;).<br />
Dinamiche che tutti noi possiamo verificare ogni giorno, specie in certi ambienti di lavoro.<br />
Per fortuna il manoscritto è un po&#8217; come il curriculum: non è richiesta la foto,<br />
chi lo legge non può vedere chi c&#8217;è dietro. Il manoscritto parla da sé.</p>
<p>Ma se hai già pubblicato, e magari sei belloccio,<br />
allora attento al critico nerd.<br />
Se hai già pubblicato e hai la coscia lunga,<br />
allora attenta alla critichessa gnappetta,<br />
(o al critico cui non l&#8217;hai data).<br />
Se hai già pubblicato e sei giovane,<br />
allora attenzione al critico vegliardo. </p>
<p>L&#8217;invidia è una brutta bestia.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: marco mantello</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/09/10/gli-scrittici/#comment-77526</link>
		<dc:creator>marco mantello</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Sep 2007 12:37:55 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2007/09/10/gli-scrittici/#comment-77526</guid>
		<description>Questo tema mi tocca, in quanto scrittore che non é riusicito a pubblicare una raccolta di racconti e chiuso in casa a produrre un romanzo nuovo . A seguire il ragionamento di Scarpa, invero alquanto evoluzionsita, Thomas Bernhard quando scrive ´A colpi d´ascia´ rientra nella categoria dei risentiti da comprendere (quindi non é uno ´scrittore´. Poi, piú in generale, questa logica del ´noi come siamo stati´ prima di pubblicare e ´loro come sono perché non riescono a pubblicare´, questa cosa del proprio simile che corrisponde grosso modo a un se stesso di qualche anno prima, a me sembra un´immagien crociana tipo l´isola che si vede bene e nitida mano a mano che ci si allontana in amre con la barca. In piú tutta questa benevolenza verso i poveracci/scrittici, a me pare una forma velata di paternalismo. Verrebbe da dire a Tiziano Scarpa, in modo alquanto risentito: scusa ma chi cazzo sei?)
 A seguire il  ragionamento di Piero Sorrentino, quelli (alcui di quelli) che vedono il proprio lavoro rifiutato da case editrici sfogherebbero la propria frustrazione a mezzo stampa sui poveri autori pubblicati dalle medesime.  Scusate ma a me pare semplicistico. I problema del risentimento verso il proprio ´simile´ é un tema letterario vecchio quanto l´invenzione della scrittura (ma forse basterebbe leggere quel bel romanzo di Muriel Spark). Piero Sorentino ha partecipato a qualche riunione di nuovi argomenti e sa benissimo dai toni di certe discussioni che fra ´scrittori´(a seguire la sua tesi: scrittore uguale persona pubblicata da una casa editrice, che collabora con quotidiani a tiratura naziaanle) ci si scanna a volte per una zolla di terra arida. Rischia di essere un luogo comune, questa equazione fra il ´tu editore mi pisci´e ´io fanculo tutti´. Se poi Piero Sorrentino pensava , che so a Perroni o a gente del genere (cio´´e a gente con un minimo di ´potere´ -sottolineo un minimo-), resta il fatto che il fastidioso risentimento di quella gente, sfogato in siti come ´petastri´,  produce quantomeno ottime traduzioni dal francese (uno scrittico buon traduttore, quantomeno...). Voglio dire la natura umana é cos´complessa e gli status noti (Scrittore, traduttore, etc.) per me sono delle gabbie, adesso ce ne inventiamo anche di nuovi....Ma dai. Un caro saluto (ovviamente non risentito)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Questo tema mi tocca, in quanto scrittore che non é riusicito a pubblicare una raccolta di racconti e chiuso in casa a produrre un romanzo nuovo . A seguire il ragionamento di Scarpa, invero alquanto evoluzionsita, Thomas Bernhard quando scrive ´A colpi d´ascia´ rientra nella categoria dei risentiti da comprendere (quindi non é uno ´scrittore´. Poi, piú in generale, questa logica del ´noi come siamo stati´ prima di pubblicare e ´loro come sono perché non riescono a pubblicare´, questa cosa del proprio simile che corrisponde grosso modo a un se stesso di qualche anno prima, a me sembra un´immagien crociana tipo l´isola che si vede bene e nitida mano a mano che ci si allontana in amre con la barca. In piú tutta questa benevolenza verso i poveracci/scrittici, a me pare una forma velata di paternalismo. Verrebbe da dire a Tiziano Scarpa, in modo alquanto risentito: scusa ma chi cazzo sei?)<br />
 A seguire il  ragionamento di Piero Sorrentino, quelli (alcui di quelli) che vedono il proprio lavoro rifiutato da case editrici sfogherebbero la propria frustrazione a mezzo stampa sui poveri autori pubblicati dalle medesime.  Scusate ma a me pare semplicistico. I problema del risentimento verso il proprio ´simile´ é un tema letterario vecchio quanto l´invenzione della scrittura (ma forse basterebbe leggere quel bel romanzo di Muriel Spark). Piero Sorentino ha partecipato a qualche riunione di nuovi argomenti e sa benissimo dai toni di certe discussioni che fra ´scrittori´(a seguire la sua tesi: scrittore uguale persona pubblicata da una casa editrice, che collabora con quotidiani a tiratura naziaanle) ci si scanna a volte per una zolla di terra arida. Rischia di essere un luogo comune, questa equazione fra il ´tu editore mi pisci´e ´io fanculo tutti´. Se poi Piero Sorrentino pensava , che so a Perroni o a gente del genere (cio´´e a gente con un minimo di ´potere´ -sottolineo un minimo-), resta il fatto che il fastidioso risentimento di quella gente, sfogato in siti come ´petastri´,  produce quantomeno ottime traduzioni dal francese (uno scrittico buon traduttore, quantomeno&#8230;). Voglio dire la natura umana é cos´complessa e gli status noti (Scrittore, traduttore, etc.) per me sono delle gabbie, adesso ce ne inventiamo anche di nuovi&#8230;.Ma dai. Un caro saluto (ovviamente non risentito)</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: ruggero solmi</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/09/10/gli-scrittici/#comment-77519</link>
		<dc:creator>ruggero solmi</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Sep 2007 12:15:46 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2007/09/10/gli-scrittici/#comment-77519</guid>
		<description>barbieri dice "tutti insieme". gli scrittori fanno gioca jouer. impossibile, si tratta di solisti dell'orrore.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>barbieri dice &#8220;tutti insieme&#8221;. gli scrittori fanno gioca jouer. impossibile, si tratta di solisti dell&#8217;orrore.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Alessandro Morgillo</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/09/10/gli-scrittici/#comment-77517</link>
		<dc:creator>Alessandro Morgillo</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Sep 2007 12:10:34 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2007/09/10/gli-scrittici/#comment-77517</guid>
		<description>Credo che gli scrittori con maggiore visibilità non si rendano conto di essere sintomatici di una certa pubblicistica ormai deteriore. Far parte dell’intellighenzia di un paese in declino significa posizionarsi ai margini degli eventi. Con successo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Credo che gli scrittori con maggiore visibilità non si rendano conto di essere sintomatici di una certa pubblicistica ormai deteriore. Far parte dell’intellighenzia di un paese in declino significa posizionarsi ai margini degli eventi. Con successo.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: andrea barbieri</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/09/10/gli-scrittici/#comment-77507</link>
		<dc:creator>andrea barbieri</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Sep 2007 11:46:09 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2007/09/10/gli-scrittici/#comment-77507</guid>
		<description>...eppure oggi suona eccezionale...
ci avevo messo un 'non' di troppo</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8230;eppure oggi suona eccezionale&#8230;<br />
ci avevo messo un &#8216;non&#8217; di troppo</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: andrea barbieri</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/09/10/gli-scrittici/#comment-77506</link>
		<dc:creator>andrea barbieri</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Sep 2007 11:44:44 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2007/09/10/gli-scrittici/#comment-77506</guid>
		<description>Dà molto fastidio anche a me questa delegittimazione del 'rosicare', che comunque non è l'unico modo di delegittimare i discorsi. Siccome questo rilievo di Garufi non dovrebbe avere niente di sorprendente, dice soltanto una cosa di civiltà, assolutamente normale (eppure oggi non suona eccezionale), sarebbe utile, con tranquillità, riaffermare tutte quelle norme di civiltà che sono state sbattute nell'ambito del 'paranormale' da parecchi addetti ai lavori.
Basta un po' di ragionevolezza e si riesce. Se la cosa si fa in molti, se si alza una voce che diventa colettiva - può anche non essere un urlo, però deve essere ben udibile, chiara, ferma - secondo me si ottengono dei grandi risultati. Appunto, tutti insieme.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Dà molto fastidio anche a me questa delegittimazione del &#8216;rosicare&#8217;, che comunque non è l&#8217;unico modo di delegittimare i discorsi. Siccome questo rilievo di Garufi non dovrebbe avere niente di sorprendente, dice soltanto una cosa di civiltà, assolutamente normale (eppure oggi non suona eccezionale), sarebbe utile, con tranquillità, riaffermare tutte quelle norme di civiltà che sono state sbattute nell&#8217;ambito del &#8216;paranormale&#8217; da parecchi addetti ai lavori.<br />
Basta un po&#8217; di ragionevolezza e si riesce. Se la cosa si fa in molti, se si alza una voce che diventa colettiva - può anche non essere un urlo, però deve essere ben udibile, chiara, ferma - secondo me si ottengono dei grandi risultati. Appunto, tutti insieme.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
</channel>
</rss>
