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	<title>Commenti a: Piccolo Sud</title>
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	<pubDate>Sat, 05 Jul 2008 11:22:08 +0000</pubDate>
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		<title>Di: Canea</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/09/10/piccolo-sud/#comment-77625</link>
		<dc:creator>Canea</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Sep 2007 21:07:04 +0000</pubDate>
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		<description>si Bruno segnala i tuoi amici e leggiti la Parrella</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>si Bruno segnala i tuoi amici e leggiti la Parrella</p>
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		<title>Di: bruno</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/09/10/piccolo-sud/#comment-77565</link>
		<dc:creator>bruno</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Sep 2007 15:34:59 +0000</pubDate>
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		<description>Il libro di Cappelli è straordinario, la classificazione fatta non gli rende onore. E francamente di newyorchese ( ma anche di contadino ) non ho trovato. Anzi, che significa "stile newyorchese" o "contadino" ? Gli scrittori lucani si stanno facendo davvero onore, compreso Di Consoli che resta insopportabile come persona, almeno da quello che ho letto sul Mattino e sul Messaggero, ma il suo "Il padre degli animali" è un libro lirico, ben scritto, nonostante la cupezza ossessiva e gli anacronismi.
Sarei meno entusiasta del manipolo di scrittori napoletani ( io lo sono, per inciso, napoletano e scribacchino ), in particolare proprio di quelli citati, eccezion fatta per Valeria Parrella di cui attendiamo la nuova opera ( che si preannuncia molto ambiziosa ). E sarei ancor meno entusiasta degli editori che pubblicano autori napoletani ( classico esempio di zappa sui piedi ), perchè a quanto pare "è il loro momento". Mi è capitato di leggere cose davvero indecenti targate Napoli.
E poi un piccolo spazio pubblicità. Ci sono editori a Napoli che meriterebbero la medaglia al valor civile. Tolti Guida e Pironti, che hanno fatto, e male, il loro tempo, voglio segnalare il mio amico Raffaele Calafiore di NonSoloParole. Un esempio di caparbio attaccamento alla narrativa che si fa senza un soldo in tasca.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Il libro di Cappelli è straordinario, la classificazione fatta non gli rende onore. E francamente di newyorchese ( ma anche di contadino ) non ho trovato. Anzi, che significa &#8220;stile newyorchese&#8221; o &#8220;contadino&#8221; ? Gli scrittori lucani si stanno facendo davvero onore, compreso Di Consoli che resta insopportabile come persona, almeno da quello che ho letto sul Mattino e sul Messaggero, ma il suo &#8220;Il padre degli animali&#8221; è un libro lirico, ben scritto, nonostante la cupezza ossessiva e gli anacronismi.<br />
Sarei meno entusiasta del manipolo di scrittori napoletani ( io lo sono, per inciso, napoletano e scribacchino ), in particolare proprio di quelli citati, eccezion fatta per Valeria Parrella di cui attendiamo la nuova opera ( che si preannuncia molto ambiziosa ). E sarei ancor meno entusiasta degli editori che pubblicano autori napoletani ( classico esempio di zappa sui piedi ), perchè a quanto pare &#8220;è il loro momento&#8221;. Mi è capitato di leggere cose davvero indecenti targate Napoli.<br />
E poi un piccolo spazio pubblicità. Ci sono editori a Napoli che meriterebbero la medaglia al valor civile. Tolti Guida e Pironti, che hanno fatto, e male, il loro tempo, voglio segnalare il mio amico Raffaele Calafiore di NonSoloParole. Un esempio di caparbio attaccamento alla narrativa che si fa senza un soldo in tasca.</p>
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		<title>Di: Alfano</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/09/10/piccolo-sud/#comment-77554</link>
		<dc:creator>Alfano</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Sep 2007 14:47:09 +0000</pubDate>
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		<description>Scusa, Cano, ma quello che dici serve solo ad aggravare la posizione intellettuale dell'Autore: solo in un "giornale" poteva stare infatti uno scritto del genere.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Scusa, Cano, ma quello che dici serve solo ad aggravare la posizione intellettuale dell&#8217;Autore: solo in un &#8220;giornale&#8221; poteva stare infatti uno scritto del genere.</p>
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		<title>Di: The O.C.</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/09/10/piccolo-sud/#comment-77489</link>
		<dc:creator>The O.C.</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Sep 2007 10:30:04 +0000</pubDate>
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		<description>Ecco, appunto. "Queer".</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ecco, appunto. &#8220;Queer&#8221;.</p>
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		<title>Di: véronique v</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/09/10/piccolo-sud/#comment-77487</link>
		<dc:creator>véronique v</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Sep 2007 10:25:09 +0000</pubDate>
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		<description>Direi IL SUD Nobile, Grande, Luminoso, all'orlo della bellezza, della follia, della passione di sangue, di cielo, di terra.
Ammiro molto Maria Ortese che scrive con il sguardo intenerito la gente del sud, il colore del cuore, il sorriso semplice, l'arte della dolcezza, della leggerezza di fronte alla povertà.
E Elena Ferrante che scive con echi delle voce dell'infanzia, famiglia che mormora, litiga, gioca con il dialetto; un ricordo del sud che è la trama del libro L'amore molesto.
E Marosia Castaldi, questa bellezza folla, l'avventura con la scrittura, la margina.
Amo anche Camilleri per la sua buona umore, il suo appetito di vivere.

Questa passione e questo talento si incarnano anche con Maria Valente e il nostro effeffe.

Ma non dimentico il norte e gli amici del norte! Ammicco Andrea?

Solamente fa un mese che sono stata a Napoli e i ricordi sono più vivaci.

Grazie per l'articolo!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Direi IL SUD Nobile, Grande, Luminoso, all&#8217;orlo della bellezza, della follia, della passione di sangue, di cielo, di terra.<br />
Ammiro molto Maria Ortese che scrive con il sguardo intenerito la gente del sud, il colore del cuore, il sorriso semplice, l&#8217;arte della dolcezza, della leggerezza di fronte alla povertà.<br />
E Elena Ferrante che scive con echi delle voce dell&#8217;infanzia, famiglia che mormora, litiga, gioca con il dialetto; un ricordo del sud che è la trama del libro L&#8217;amore molesto.<br />
E Marosia Castaldi, questa bellezza folla, l&#8217;avventura con la scrittura, la margina.<br />
Amo anche Camilleri per la sua buona umore, il suo appetito di vivere.</p>
<p>Questa passione e questo talento si incarnano anche con Maria Valente e il nostro effeffe.</p>
<p>Ma non dimentico il norte e gli amici del norte! Ammicco Andrea?</p>
<p>Solamente fa un mese che sono stata a Napoli e i ricordi sono più vivaci.</p>
<p>Grazie per l&#8217;articolo!</p>
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	<item>
		<title>Di: Cano</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/09/10/piccolo-sud/#comment-77480</link>
		<dc:creator>Cano</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Sep 2007 09:25:52 +0000</pubDate>
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		<description>@ Alfano

Scrivi:

una bella collezione di luoghi comuni presi pari pari dai giornali e riassunti senza neanche troppo stile.

Veramente, il pezzo di De Majo È un articolo di giornale. È apparso ieri su «Queer», supplemento di «Liberazione».

Scusate, non volevo intromettermi.
Ciau

Cano</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@ Alfano</p>
<p>Scrivi:</p>
<p>una bella collezione di luoghi comuni presi pari pari dai giornali e riassunti senza neanche troppo stile.</p>
<p>Veramente, il pezzo di De Majo È un articolo di giornale. È apparso ieri su «Queer», supplemento di «Liberazione».</p>
<p>Scusate, non volevo intromettermi.<br />
Ciau</p>
<p>Cano</p>
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		<title>Di: The O.C.</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/09/10/piccolo-sud/#comment-77478</link>
		<dc:creator>The O.C.</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Sep 2007 09:23:43 +0000</pubDate>
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		<description>A parte la Savianeide come opera-mondo, che manco Moretti (Franco) ambiva a tanto, definire i laterziani "presidi del libro" un'utopia significa ignorare come funzionano, ma proprio ignorarlo alla grande. Neppure un euro agli autori invitati, tutta la gloria, e che gloria, al più celebre editore meridionale. Che poi capisci come minchia hanno fatto a ristrutturare la storica sede barese, sulla pelle di chi, intendo (autori e lettori), in un epoca di crisi nera dell'editoria. Tanto per restare al Berystan, si veda la cartellonistica milionaria dei rivoluzionari da caffé, i Feltrinelli: manco fosse il World Trade Center.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>A parte la Savianeide come opera-mondo, che manco Moretti (Franco) ambiva a tanto, definire i laterziani &#8220;presidi del libro&#8221; un&#8217;utopia significa ignorare come funzionano, ma proprio ignorarlo alla grande. Neppure un euro agli autori invitati, tutta la gloria, e che gloria, al più celebre editore meridionale. Che poi capisci come minchia hanno fatto a ristrutturare la storica sede barese, sulla pelle di chi, intendo (autori e lettori), in un epoca di crisi nera dell&#8217;editoria. Tanto per restare al Berystan, si veda la cartellonistica milionaria dei rivoluzionari da caffé, i Feltrinelli: manco fosse il World Trade Center.</p>
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		<title>Di: Alessandro Morgillo</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/09/10/piccolo-sud/#comment-77475</link>
		<dc:creator>Alessandro Morgillo</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Sep 2007 09:02:58 +0000</pubDate>
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		<description>Tutta 'sta ggènte che si autocertifica non suscita più alcuna simpatia. Ci vorrebbe maggiore austerità: siamo in tempi di crisi.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Tutta &#8217;sta ggènte che si autocertifica non suscita più alcuna simpatia. Ci vorrebbe maggiore austerità: siamo in tempi di crisi.</p>
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		<title>Di: Nunzio Festa</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/09/10/piccolo-sud/#comment-77460</link>
		<dc:creator>Nunzio Festa</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Sep 2007 08:19:44 +0000</pubDate>
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		<description>lo dicevo partendo dalle paroline "marquezian - rupestri", per esempio...


direi che sia necessario fare riflessioni più grandi, senza polemiche piccole piccole piccole (non è quello che voglio, almeno)

b!

Nunzio Festa</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>lo dicevo partendo dalle paroline &#8220;marquezian - rupestri&#8221;, per esempio&#8230;</p>
<p>direi che sia necessario fare riflessioni più grandi, senza polemiche piccole piccole piccole (non è quello che voglio, almeno)</p>
<p>b!</p>
<p>Nunzio Festa</p>
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		<title>Di: Nunzio Festa</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/09/10/piccolo-sud/#comment-77459</link>
		<dc:creator>Nunzio Festa</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Sep 2007 08:16:54 +0000</pubDate>
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		<description>"6. Un’estate lucana
E’ curioso che provengano entrambe dalla piccola Basilicata i due trionfatori dell’estate letteraria e cioè il potentino Gaetano Cappelli e la materana Mariolina Venezia neo-vincitrice del Campiello con la saga marquezian-rupestre Mille anni che sto qui . Eppure non potrebbero essere libri più diversi.    -  '  Uno (Venezia) con tocchi esotico-arcaici, l’altro (Cappelli) in stile contadino-newyorkese.      '   -   Ma si può essere internazionali e vivere a Potenza? Cappelli potrebbe rispondere agitando la copertina del Corriere sulla quale il vate D’Orrico lo ha incoronato come il Roth italiano (ma non era Piperno il Roth italiano?). Storia controversa dell’inarrestabile fortuna del vino Aglianico nel mondo è il simbolico titolo di un romanzo nel quale si ironizza proprio sul rapporto tra centralità e perifericità, con un distacco che tradisce un certo coinvolgimento".

per favore, gentile De Majo,
rilegga questi due Importanti libri, Che buttare principi di definizioni del genere che ha messo lei quasi in calce al lungo testo è praticamente fare il gioco di raschiare le superfici, 
dove invece entrare nella Lucania, che è pure occorre dire in realtà la Basilicata, è tutt'altra cosa.

a presto

b!

Nunzio Festa


p.s. senta meglio Venezia, Cappelli, Di Consoli eccetera</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;6. Un’estate lucana<br />
E’ curioso che provengano entrambe dalla piccola Basilicata i due trionfatori dell’estate letteraria e cioè il potentino Gaetano Cappelli e la materana Mariolina Venezia neo-vincitrice del Campiello con la saga marquezian-rupestre Mille anni che sto qui . Eppure non potrebbero essere libri più diversi.    -  &#8216;  Uno (Venezia) con tocchi esotico-arcaici, l’altro (Cappelli) in stile contadino-newyorkese.      &#8216;   -   Ma si può essere internazionali e vivere a Potenza? Cappelli potrebbe rispondere agitando la copertina del Corriere sulla quale il vate D’Orrico lo ha incoronato come il Roth italiano (ma non era Piperno il Roth italiano?). Storia controversa dell’inarrestabile fortuna del vino Aglianico nel mondo è il simbolico titolo di un romanzo nel quale si ironizza proprio sul rapporto tra centralità e perifericità, con un distacco che tradisce un certo coinvolgimento&#8221;.</p>
<p>per favore, gentile De Majo,<br />
rilegga questi due Importanti libri, Che buttare principi di definizioni del genere che ha messo lei quasi in calce al lungo testo è praticamente fare il gioco di raschiare le superfici,<br />
dove invece entrare nella Lucania, che è pure occorre dire in realtà la Basilicata, è tutt&#8217;altra cosa.</p>
<p>a presto</p>
<p>b!</p>
<p>Nunzio Festa</p>
<p>p.s. senta meglio Venezia, Cappelli, Di Consoli eccetera</p>
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	<item>
		<title>Di: Alfano</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/09/10/piccolo-sud/#comment-77458</link>
		<dc:creator>Alfano</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Sep 2007 08:14:56 +0000</pubDate>
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		<description>Complimenti, una bella collezione di luoghi comuni presi pari pari dai giornali e riassunti senza neanche troppo stile. Che noia, che inconcludenza: che orrore! Ecco, cominciamo a classificare con le parole giuste le cose: ORRORE, questo è soprattutto questo tipo di scrittura.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Complimenti, una bella collezione di luoghi comuni presi pari pari dai giornali e riassunti senza neanche troppo stile. Che noia, che inconcludenza: che orrore! Ecco, cominciamo a classificare con le parole giuste le cose: ORRORE, questo è soprattutto questo tipo di scrittura.</p>
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	<item>
		<title>Di: Canea</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/09/10/piccolo-sud/#comment-77451</link>
		<dc:creator>Canea</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Sep 2007 07:25:03 +0000</pubDate>
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		<description>Ma di che accidente parla un articolo come questo che parte da Gomorra, passa con una toccatina per Ferito a morte, prosegue sull'editoria e sulla fiera dei libri e affoga in Lucania? Che cosa ha cercato di comunicare? Innanzitutto ritorna la letania stonata verso Gomorra. Ancora con questo ricattino della personalissima captatio b verso l'Autore consacrato. Invece di accettare e vedere nelle giuste dimensioni Gomorra, uno dei tanti prodotti autoctoni del sud che deve convivere accanto alle altre forme del narrare e fare letteratura. Non è epigono di un bel niente. Sta lì, con la forza, talvolta inespressa, di un reportage. produce informazione. Certamente non è arte, non è letteratura. Assolve il compito della delega minima di cui l'italiano bolso e incancrenito da anni di tv aveva bisogno. Sapere per interposto persona e condensare in quegli abbagli di conoscenza il proprio 'impegno' . civile. Da l'autorizzazione morale all'uomo medio mafiosetto nel privato - quando ti prevarica negli atti minimi del quotidiano, quando sceglie corsie preferenziali, quando ruba i soldi dello stato - facendogli credere di aver finalmente aperto gli occhi. E poi questa parola sud, usata con leggerezza di tocco, come se non sentisse il peso polisignificante che si porta dentro. Questo creare contrapposizioni, antagonismi...letteratura borghese...ferito a morte. Se per te il romanzo di La Capria è solo una trita/tetra rappresentazione borghese ma allora lascia perdere; se non hai sentito il pantano millenario tra storia e natura, se non entri nella dolorosa luce che acqueta, se non cammini nello stile...ma allora lascia perdere De Majo, trovati altri campi. Come si fa ancora oggi a stabilire un orizzonte di competizioni tra impegno e disimpegno, vivendo tutto in maniera rigida, asfittica, asfissiante. Celebra Gomorra e non leggere il suo reale significato. Non leggere la sua importanza ma anche i suoi limiti. Gomorra è frammento del grande specchio infranto in cui si riflette il Sud. E' frammento, non tutto. Concorre, non corre. Ha pregi e limiti. Di questi ultimi te ne dico uno per tutti: non produce rivoluzioni. Non c'è stato, a fronte della quantità di persone che l'hanno letto, un atto modificato, un nuovo orizzonte aperto. Non era suo compito farlo? perfetto, allora basta con la canea che dopo Gomorra non cresce l'erba. Al sud cresce un erba disperata e se vedi disperazione solo nella provincia casertana o nei traffici e non la leggi, traslucida, nei riflessi dei territori, nei colori, nei palazzi Don'anna, nelle incrostazioni secolari, queste si genitrici di quei comportamenti, se neanche Camus ti basta (La bellezza, certo, non produce rivoluzione. Ma arriva il momento in cui la rivoluzione ha bisogno della bellezza). Se la cantilena ininterrotta non tiene conto della differenza tra arte e tutto il resto, allora....</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ma di che accidente parla un articolo come questo che parte da Gomorra, passa con una toccatina per Ferito a morte, prosegue sull&#8217;editoria e sulla fiera dei libri e affoga in Lucania? Che cosa ha cercato di comunicare? Innanzitutto ritorna la letania stonata verso Gomorra. Ancora con questo ricattino della personalissima captatio b verso l&#8217;Autore consacrato. Invece di accettare e vedere nelle giuste dimensioni Gomorra, uno dei tanti prodotti autoctoni del sud che deve convivere accanto alle altre forme del narrare e fare letteratura. Non è epigono di un bel niente. Sta lì, con la forza, talvolta inespressa, di un reportage. produce informazione. Certamente non è arte, non è letteratura. Assolve il compito della delega minima di cui l&#8217;italiano bolso e incancrenito da anni di tv aveva bisogno. Sapere per interposto persona e condensare in quegli abbagli di conoscenza il proprio &#8216;impegno&#8217; . civile. Da l&#8217;autorizzazione morale all&#8217;uomo medio mafiosetto nel privato - quando ti prevarica negli atti minimi del quotidiano, quando sceglie corsie preferenziali, quando ruba i soldi dello stato - facendogli credere di aver finalmente aperto gli occhi. E poi questa parola sud, usata con leggerezza di tocco, come se non sentisse il peso polisignificante che si porta dentro. Questo creare contrapposizioni, antagonismi&#8230;letteratura borghese&#8230;ferito a morte. Se per te il romanzo di La Capria è solo una trita/tetra rappresentazione borghese ma allora lascia perdere; se non hai sentito il pantano millenario tra storia e natura, se non entri nella dolorosa luce che acqueta, se non cammini nello stile&#8230;ma allora lascia perdere De Majo, trovati altri campi. Come si fa ancora oggi a stabilire un orizzonte di competizioni tra impegno e disimpegno, vivendo tutto in maniera rigida, asfittica, asfissiante. Celebra Gomorra e non leggere il suo reale significato. Non leggere la sua importanza ma anche i suoi limiti. Gomorra è frammento del grande specchio infranto in cui si riflette il Sud. E&#8217; frammento, non tutto. Concorre, non corre. Ha pregi e limiti. Di questi ultimi te ne dico uno per tutti: non produce rivoluzioni. Non c&#8217;è stato, a fronte della quantità di persone che l&#8217;hanno letto, un atto modificato, un nuovo orizzonte aperto. Non era suo compito farlo? perfetto, allora basta con la canea che dopo Gomorra non cresce l&#8217;erba. Al sud cresce un erba disperata e se vedi disperazione solo nella provincia casertana o nei traffici e non la leggi, traslucida, nei riflessi dei territori, nei colori, nei palazzi Don&#8217;anna, nelle incrostazioni secolari, queste si genitrici di quei comportamenti, se neanche Camus ti basta (La bellezza, certo, non produce rivoluzione. Ma arriva il momento in cui la rivoluzione ha bisogno della bellezza). Se la cantilena ininterrotta non tiene conto della differenza tra arte e tutto il resto, allora&#8230;.</p>
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