<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
		>
<channel>
	<title>Commenti a: Sorellastre</title>
	<atom:link href="http://www.nazioneindiana.com/2007/09/18/sorellastre/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/09/18/sorellastre/</link>
	<description>versione 2.0</description>
	<lastBuildDate>Thu, 18 Mar 2010 01:09:06 +0000</lastBuildDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=2.9.2</generator>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
		<item>
		<title>Di: lorenzo carlucci</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/09/18/sorellastre/#comment-78500</link>
		<dc:creator>lorenzo carlucci</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Sep 2007 15:14:35 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2007/09/18/sorellastre/#comment-78500</guid>
		<description>premesso che non ho capito bene le tesi del pezzo di Raimo (ma forse era soltanto una recensione di un gruppo di testi legati tematicamente),  mi sento di poter dire che il passaggio qui sotto è un po&#039; inesatto:

&quot;occorre constatare che questa poca rilevanza culturale della matematica non va addebitata solamente alla pigrizia intellettuale da parte degli scrittori, ma è anche l’esito di una reale separazione avvenuta nel Novecento tra la conoscenza scientifica e il nostro senso comune&quot;

la conoscenza scientifica,così come si è venuta a configurare nella nostra cultura, è in conflitto con il senso comune da secoli e secoli prima di goedel e compagnia bella. la &quot;poca rilevanza culturale della matematica&quot; (ma sarebbe più opportuno dire &quot;la poca rilevanza letteraria della matematica&quot;) 
ha, almeno in italia, cause ben più prossime ed estrinseche: le riforme dell&#039;insegnamento superiore e universitario, lo storicismo, l&#039;idealismo e blablablablabla; e solo dopo: la specializzazione delle conoscenze, in generale. 

va anche detto, parafrasando raimo, che i matematici e gli scienziati in generale &quot;hanno in genere una preparazione letteraria che non supera quella di un mediocre liceo, non si vergognano di considerarsi degli incolti nelle scienze umanistiche o manifestano al massimo un interesse da adolescenti, una sorta di fandom reverenziale&quot;. e questo non credo vada ascritto al fatto che la letteratura è andata separandosi dal &quot;nostro senso comune&quot;.

non capisco il senso dell&#039;operazione di questa casa editrice che affida a scrittori di talento il compito di narrare la storia dei matematici etc. A meno che questi scrittori di talento non siano anche preparati scientificamente (se è così, dimenticate la domanda), la cosa ha tanto senso quanto reclutare grandi matematici per analizzare i compiti di analisi di Gadda, le equazioni di Dio di Jarry, o i quaderni delle medie di Montale. A che serve? Un equivoco simile è questo: aspettarsi da Odifreddi - qua matematico - delle riflessioni filosofiche che ne so, sulla religione, o anche solo un articolo giornalisticamente decente. 


saluti, 
lorenzo carlucci</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>premesso che non ho capito bene le tesi del pezzo di Raimo (ma forse era soltanto una recensione di un gruppo di testi legati tematicamente),  mi sento di poter dire che il passaggio qui sotto è un po&#8217; inesatto:</p>
<p>&#8220;occorre constatare che questa poca rilevanza culturale della matematica non va addebitata solamente alla pigrizia intellettuale da parte degli scrittori, ma è anche l’esito di una reale separazione avvenuta nel Novecento tra la conoscenza scientifica e il nostro senso comune&#8221;</p>
<p>la conoscenza scientifica,così come si è venuta a configurare nella nostra cultura, è in conflitto con il senso comune da secoli e secoli prima di goedel e compagnia bella. la &#8220;poca rilevanza culturale della matematica&#8221; (ma sarebbe più opportuno dire &#8220;la poca rilevanza letteraria della matematica&#8221;)<br />
ha, almeno in italia, cause ben più prossime ed estrinseche: le riforme dell&#8217;insegnamento superiore e universitario, lo storicismo, l&#8217;idealismo e blablablablabla; e solo dopo: la specializzazione delle conoscenze, in generale. </p>
<p>va anche detto, parafrasando raimo, che i matematici e gli scienziati in generale &#8220;hanno in genere una preparazione letteraria che non supera quella di un mediocre liceo, non si vergognano di considerarsi degli incolti nelle scienze umanistiche o manifestano al massimo un interesse da adolescenti, una sorta di fandom reverenziale&#8221;. e questo non credo vada ascritto al fatto che la letteratura è andata separandosi dal &#8220;nostro senso comune&#8221;.</p>
<p>non capisco il senso dell&#8217;operazione di questa casa editrice che affida a scrittori di talento il compito di narrare la storia dei matematici etc. A meno che questi scrittori di talento non siano anche preparati scientificamente (se è così, dimenticate la domanda), la cosa ha tanto senso quanto reclutare grandi matematici per analizzare i compiti di analisi di Gadda, le equazioni di Dio di Jarry, o i quaderni delle medie di Montale. A che serve? Un equivoco simile è questo: aspettarsi da Odifreddi &#8211; qua matematico &#8211; delle riflessioni filosofiche che ne so, sulla religione, o anche solo un articolo giornalisticamente decente. </p>
<p>saluti,<br />
lorenzo carlucci</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: luminamenti</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/09/18/sorellastre/#comment-78495</link>
		<dc:creator>luminamenti</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Sep 2007 13:57:52 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2007/09/18/sorellastre/#comment-78495</guid>
		<description>Come ha detto un grande matematico, Imre Toth, la matematica si può comparare solo all&#039;arte, perché ci sono solo due forme di sapere esatto: gli Elementi di Euclide e Madame Bovary di Flaubert. 
E naturalmente, Toth spiega perché è così, la sua  non è una boutade.
Che dire di Aristotile che oltre a descrivere un quadrato normale descrive un quadrato impossibile? Gli elemti di euclide accanto alla geometria di lobacevskij e ognuna di queste specie geometriche ha pari diritto di cittadinanza come la verità e la realtà.
 Agli inizi del 900 ricomparve la geometria non euclidea e incontrò resistenze, ora è una scienza rispettabile.
Il celebre fisico Eugen Wiegener ha posto il problema dell&#039;applicabilità della matematica al mondo reale, sottolineando che è un mistero. Si fabbricano migliaia di teorie e non si sa mai quali avranno successo.
Non è così anche in letteratura? Poi esce LA Casta e occupa tutto lo spazio della politica.
Intanto la teoria dei numeri che è una delle più lontane e astratte, dispone di grande utilità, poichè è utilizzata nella decodifcazione delle scritture in codice. Fu grazie ad alan turing che gli inglesi poterono decifrre il codice segreto della Wehrmacht. Ma si trattò di un risultato accidentale., imprevedibile. 
Edgar allan poe utilizzò per la prima volta le parole consistency and simmetry per due mondi opposti</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Come ha detto un grande matematico, Imre Toth, la matematica si può comparare solo all&#8217;arte, perché ci sono solo due forme di sapere esatto: gli Elementi di Euclide e Madame Bovary di Flaubert.<br />
E naturalmente, Toth spiega perché è così, la sua  non è una boutade.<br />
Che dire di Aristotile che oltre a descrivere un quadrato normale descrive un quadrato impossibile? Gli elemti di euclide accanto alla geometria di lobacevskij e ognuna di queste specie geometriche ha pari diritto di cittadinanza come la verità e la realtà.<br />
 Agli inizi del 900 ricomparve la geometria non euclidea e incontrò resistenze, ora è una scienza rispettabile.<br />
Il celebre fisico Eugen Wiegener ha posto il problema dell&#8217;applicabilità della matematica al mondo reale, sottolineando che è un mistero. Si fabbricano migliaia di teorie e non si sa mai quali avranno successo.<br />
Non è così anche in letteratura? Poi esce LA Casta e occupa tutto lo spazio della politica.<br />
Intanto la teoria dei numeri che è una delle più lontane e astratte, dispone di grande utilità, poichè è utilizzata nella decodifcazione delle scritture in codice. Fu grazie ad alan turing che gli inglesi poterono decifrre il codice segreto della Wehrmacht. Ma si trattò di un risultato accidentale., imprevedibile.<br />
Edgar allan poe utilizzò per la prima volta le parole consistency and simmetry per due mondi opposti</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: il magico alverman</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/09/18/sorellastre/#comment-78409</link>
		<dc:creator>il magico alverman</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Sep 2007 12:04:08 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2007/09/18/sorellastre/#comment-78409</guid>
		<description>meno male che c&#039;è luminamenti...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>meno male che c&#8217;è luminamenti&#8230;</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: andrea inglese</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/09/18/sorellastre/#comment-78385</link>
		<dc:creator>andrea inglese</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Sep 2007 08:11:29 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2007/09/18/sorellastre/#comment-78385</guid>
		<description>Sulla questione segnalo anche il fondamentale: &quot;Il teorema di Queneau. Il concetto matematico come struttura narrativa e investimento estetico&quot;, di Andrea Pasquino, Liguori 2003. Vero romanzo di famiglia delle sorellastre, a volte gemelle interscambiabili, nell&#039;ambito della letteratura francese.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sulla questione segnalo anche il fondamentale: &#8220;Il teorema di Queneau. Il concetto matematico come struttura narrativa e investimento estetico&#8221;, di Andrea Pasquino, Liguori 2003. Vero romanzo di famiglia delle sorellastre, a volte gemelle interscambiabili, nell&#8217;ambito della letteratura francese.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Sostiene Christian &#171; Tutti i numeri sono uguali a cinque</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/09/18/sorellastre/#comment-78381</link>
		<dc:creator>Sostiene Christian &#171; Tutti i numeri sono uguali a cinque</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Sep 2007 06:57:14 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2007/09/18/sorellastre/#comment-78381</guid>
		<description>[...] Settembre 2007   &#8230; che la matematica e la letteratura sono sorellastre. Ci mostra, elenca, sciorina alcuni casi di letteratura anche bella nella quale la matematica [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] Settembre 2007   &#8230; che la matematica e la letteratura sono sorellastre. Ci mostra, elenca, sciorina alcuni casi di letteratura anche bella nella quale la matematica [...]</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: tashtego</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/09/18/sorellastre/#comment-78380</link>
		<dc:creator>tashtego</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Sep 2007 06:27:22 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2007/09/18/sorellastre/#comment-78380</guid>
		<description>curati, blackjack.
fatti vedere.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>curati, blackjack.<br />
fatti vedere.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: luminamenti</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/09/18/sorellastre/#comment-78378</link>
		<dc:creator>luminamenti</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Sep 2007 05:45:07 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2007/09/18/sorellastre/#comment-78378</guid>
		<description>La conoscenza sarebbe solo scientifica? non credo proprio. Anche con la poesia e la letteratura si conosce! In quanto al fatto che la matematica descrive un mondo estraneo alla soggettività, non è quello che pensano tanti matematici illustri e no, né la letteratura di filosofia della scienza. La matematica è piena di teoremi puramenti astratti che descrivono mondi non ancora trovati. La matematica come la fisica è ricchissima di solo teoria. Inoltre esistono molte matematiche possibili. Già Spengler in il Tramonto dell&#039;Occidente, lui che era un matematico, dedica un capitolo alle matematiche alternative. Cmq basterebbe leggere gli studi di un grande matematico che ha insegnato al MIT, Gian Carlo Rota</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>La conoscenza sarebbe solo scientifica? non credo proprio. Anche con la poesia e la letteratura si conosce! In quanto al fatto che la matematica descrive un mondo estraneo alla soggettività, non è quello che pensano tanti matematici illustri e no, né la letteratura di filosofia della scienza. La matematica è piena di teoremi puramenti astratti che descrivono mondi non ancora trovati. La matematica come la fisica è ricchissima di solo teoria. Inoltre esistono molte matematiche possibili. Già Spengler in il Tramonto dell&#8217;Occidente, lui che era un matematico, dedica un capitolo alle matematiche alternative. Cmq basterebbe leggere gli studi di un grande matematico che ha insegnato al MIT, Gian Carlo Rota</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: christian raimo</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/09/18/sorellastre/#comment-78377</link>
		<dc:creator>christian raimo</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Sep 2007 22:18:13 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2007/09/18/sorellastre/#comment-78377</guid>
		<description>la traduzione di strazzeri del libro di wallce è vero lo rende quasi un non libro, strazzeri già azzerò il valore dei diari di kurt cobain nei quali traduceva the holes i buchi. il carattere meritorio non sta è vero nel caso di wallace nell&#039;esito.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>la traduzione di strazzeri del libro di wallce è vero lo rende quasi un non libro, strazzeri già azzerò il valore dei diari di kurt cobain nei quali traduceva the holes i buchi. il carattere meritorio non sta è vero nel caso di wallace nell&#8217;esito.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Blackjack</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/09/18/sorellastre/#comment-78375</link>
		<dc:creator>Blackjack</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Sep 2007 21:37:40 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2007/09/18/sorellastre/#comment-78375</guid>
		<description>E&#039; la seconda volta che mi ritrovo assolutamente allineato con Tashtego; potrebbero servirmi degli antidepressivi fra non molto...

Per gli scettici, consiglierei Enigmi e Giochi Matematici di Martin Gardner; lo pubblicò Mondadori parecchi anni fa negli Oscar. Ora non ho idea, ma a trovarli (sono 4 volumi) un&#039;ottima lettura.

Blackjack.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; la seconda volta che mi ritrovo assolutamente allineato con Tashtego; potrebbero servirmi degli antidepressivi fra non molto&#8230;</p>
<p>Per gli scettici, consiglierei Enigmi e Giochi Matematici di Martin Gardner; lo pubblicò Mondadori parecchi anni fa negli Oscar. Ora non ho idea, ma a trovarli (sono 4 volumi) un&#8217;ottima lettura.</p>
<p>Blackjack.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: tashtego</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/09/18/sorellastre/#comment-78373</link>
		<dc:creator>tashtego</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Sep 2007 21:22:52 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2007/09/18/sorellastre/#comment-78373</guid>
		<description>È il termine “scienze esatte” che mi insospettisce sulle prime, come se esistessero scienze “non esatte”, come se le cosiddette “scienze umane” fossero davvero scienza e non semplici “attività”, come le chiama Raimo.
La letteratura è senz’altro un campo di “attività” legato all’uso e alla significanza delle parole, all’esperienza vitale dell’uomo, al suo racconto e possibilità di condivisione.
La matematica è un linguaggio simbolico per descrivere il mondo e prevederlo, è condivisibile e riproducibile, dunque è disciplina ed è scienza.
La matematica è inoltre un tipo, l’unico tipo di cui disponiamo, di descrizione del mondo estranea a qualsiasi forma di soggettività ed è preziosa per questo.
La letteratura la può solo, eventualmente, raccontare come può raccontare qualsiasi altra cosa o vicenda. 
Ma non si parli per favore di conoscenza “umanistica”, non si rispolveri il vecchio dualismo da liceo: la conoscenza è solo scientifica, il resto, tutto il resto, è solo narrazione.
Forgheddabaudidda, of course.
Di sorellanza davvero non parlerei, poi.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>È il termine “scienze esatte” che mi insospettisce sulle prime, come se esistessero scienze “non esatte”, come se le cosiddette “scienze umane” fossero davvero scienza e non semplici “attività”, come le chiama Raimo.<br />
La letteratura è senz’altro un campo di “attività” legato all’uso e alla significanza delle parole, all’esperienza vitale dell’uomo, al suo racconto e possibilità di condivisione.<br />
La matematica è un linguaggio simbolico per descrivere il mondo e prevederlo, è condivisibile e riproducibile, dunque è disciplina ed è scienza.<br />
La matematica è inoltre un tipo, l’unico tipo di cui disponiamo, di descrizione del mondo estranea a qualsiasi forma di soggettività ed è preziosa per questo.<br />
La letteratura la può solo, eventualmente, raccontare come può raccontare qualsiasi altra cosa o vicenda.<br />
Ma non si parli per favore di conoscenza “umanistica”, non si rispolveri il vecchio dualismo da liceo: la conoscenza è solo scientifica, il resto, tutto il resto, è solo narrazione.<br />
Forgheddabaudidda, of course.<br />
Di sorellanza davvero non parlerei, poi.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Francesca E. Magni</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/09/18/sorellastre/#comment-78372</link>
		<dc:creator>Francesca E. Magni</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Sep 2007 20:39:48 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2007/09/18/sorellastre/#comment-78372</guid>
		<description>dimenticavo: complimenti a Raimo per il pezzo che è molto interessante e ha tantissimi riferimenti e spunti da seguire, come anche i commenti. 

Ci sentiamo presto

fem</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>dimenticavo: complimenti a Raimo per il pezzo che è molto interessante e ha tantissimi riferimenti e spunti da seguire, come anche i commenti. </p>
<p>Ci sentiamo presto</p>
<p>fem</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Francesca E. Magni</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/09/18/sorellastre/#comment-78371</link>
		<dc:creator>Francesca E. Magni</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Sep 2007 20:37:40 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2007/09/18/sorellastre/#comment-78371</guid>
		<description>Qui più che un commento ci vorrebbe un convegno.

Tante troppe cose da sottolineare e discutere (in bene e in male) sia sul post sia sugli attuali commenti al post. 

Appena usciti ho letto i “Racconti matematici” (ottima raccolta e ottima introduzione di Bartocci) e anche “Il peso dei numeri” che mi ha convinta un po’ meno sia come scrittura sia come idee ispirate alla matematica (mi sembrava tutto forzato) tranne forse la paginetta in Cornovaglia con il discorso sui frattali… 

La PRIMA cosa che però mi preme da dire è questa, quando dici a proposito del libro di Wallace: “La casa editrice Codice ha meritoriamente tradotto questi due libri,”: NO. La traduzione è piena di refusi, è un’indecenza. Nelle prime pagine si parla di “integrali” e si dice che i bambini li imparano alle scuole elementari. Allora uno pensa “ma Wallace ha bevuto??” e poi l’illuminazione mi fa capire che la parola non è “integrale” ma “intero” come NUMERO INTERO. Capit?? Hanno tradotto integer come integrale. E poi più avanti la sezione di Dedekind viene chiamata “squarcio” di Dedekind!!! Molto divertente per gli addetti ai lavori un po’ meno per chi come me voleva capire un po’ di cose di analisi avanzata grazie a un grande e divertente scrittore. Ma niente da fare, come mi posso fidare della traduzione?? E’ ovvio che fin quando si tratta di capire che parla di interi e non di integrali ci arrivo, ma quando passa a robe più astruse rischio veramente di seguire un cieco nelle paludi… Ho dato il libro a un mio amico matematico e gli ho chiesto di sottolinearmi tutti gli errori per poi poterlo leggere con qualche garanzia in più. 

La colpa non è tutta del traduttore ma è della casa editrice che per risparmiare non paga un revisore, è ovvio che nessuno ha dato né una prima né una seconda lettura al testo tradotto. 
Nessun merito agli incompetenti. Super figure de merd per l’Italia e a Wallace io ‘sta storia la direi. 
Tradurre è un po’ tradire ma in questo caso è tredire trentadire quarantadire e via col vento

fem</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Qui più che un commento ci vorrebbe un convegno.</p>
<p>Tante troppe cose da sottolineare e discutere (in bene e in male) sia sul post sia sugli attuali commenti al post. </p>
<p>Appena usciti ho letto i “Racconti matematici” (ottima raccolta e ottima introduzione di Bartocci) e anche “Il peso dei numeri” che mi ha convinta un po’ meno sia come scrittura sia come idee ispirate alla matematica (mi sembrava tutto forzato) tranne forse la paginetta in Cornovaglia con il discorso sui frattali… </p>
<p>La PRIMA cosa che però mi preme da dire è questa, quando dici a proposito del libro di Wallace: “La casa editrice Codice ha meritoriamente tradotto questi due libri,”: NO. La traduzione è piena di refusi, è un’indecenza. Nelle prime pagine si parla di “integrali” e si dice che i bambini li imparano alle scuole elementari. Allora uno pensa “ma Wallace ha bevuto??” e poi l’illuminazione mi fa capire che la parola non è “integrale” ma “intero” come NUMERO INTERO. Capit?? Hanno tradotto integer come integrale. E poi più avanti la sezione di Dedekind viene chiamata “squarcio” di Dedekind!!! Molto divertente per gli addetti ai lavori un po’ meno per chi come me voleva capire un po’ di cose di analisi avanzata grazie a un grande e divertente scrittore. Ma niente da fare, come mi posso fidare della traduzione?? E’ ovvio che fin quando si tratta di capire che parla di interi e non di integrali ci arrivo, ma quando passa a robe più astruse rischio veramente di seguire un cieco nelle paludi… Ho dato il libro a un mio amico matematico e gli ho chiesto di sottolinearmi tutti gli errori per poi poterlo leggere con qualche garanzia in più. </p>
<p>La colpa non è tutta del traduttore ma è della casa editrice che per risparmiare non paga un revisore, è ovvio che nessuno ha dato né una prima né una seconda lettura al testo tradotto.<br />
Nessun merito agli incompetenti. Super figure de merd per l’Italia e a Wallace io ‘sta storia la direi.<br />
Tradurre è un po’ tradire ma in questo caso è tredire trentadire quarantadire e via col vento</p>
<p>fem</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Gemma Gaetani</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/09/18/sorellastre/#comment-78369</link>
		<dc:creator>Gemma Gaetani</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Sep 2007 19:00:16 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2007/09/18/sorellastre/#comment-78369</guid>
		<description>Mi ha agghiacciato questa riflessione di Paolo S: &quot;non c’è competizione di serietà fra le discipline. Ma nella matematica l’inesattezza è intollerabile&quot;.

La letteratura non è una disciplina. Se la letteratura ti rivela una verità, non è che quella dell&#039;impossibilità di una unica, oggettiva, verità, anche quando sostiene il contrario. La letteratura è sempre, costitutivamente, invenzione. Perché uno scrittore può raccontare di asini che volano e di maiali che cantano, può fare cosa dell&#039;inesistente, può scrivere seicento pagine su un respiro, ma un matematico non può sostenere che uno più uno faccia tre. 

Io sono felice che esista un posto in cui l&#039;inesattezza sia intollerabile, e che sia la matematica e non la letteratura. 

L&#039;oggettività assoluta, nell&#039;arte in generale, è impossibile. Perfino la fotografia è un&#039;interpretazione. 

Questo, un umanista serio e competente, lo sa e lo sa spiegare e dimostrare. 

E&#039; bello questo pezzo, Christian, molto.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Mi ha agghiacciato questa riflessione di Paolo S: &#8220;non c’è competizione di serietà fra le discipline. Ma nella matematica l’inesattezza è intollerabile&#8221;.</p>
<p>La letteratura non è una disciplina. Se la letteratura ti rivela una verità, non è che quella dell&#8217;impossibilità di una unica, oggettiva, verità, anche quando sostiene il contrario. La letteratura è sempre, costitutivamente, invenzione. Perché uno scrittore può raccontare di asini che volano e di maiali che cantano, può fare cosa dell&#8217;inesistente, può scrivere seicento pagine su un respiro, ma un matematico non può sostenere che uno più uno faccia tre. </p>
<p>Io sono felice che esista un posto in cui l&#8217;inesattezza sia intollerabile, e che sia la matematica e non la letteratura. </p>
<p>L&#8217;oggettività assoluta, nell&#8217;arte in generale, è impossibile. Perfino la fotografia è un&#8217;interpretazione. </p>
<p>Questo, un umanista serio e competente, lo sa e lo sa spiegare e dimostrare. </p>
<p>E&#8217; bello questo pezzo, Christian, molto.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Chapuce</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/09/18/sorellastre/#comment-78332</link>
		<dc:creator>Chapuce</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Sep 2007 14:58:57 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2007/09/18/sorellastre/#comment-78332</guid>
		<description>ecco cos&#039;è che mi ha sempre tenuta lontana dalla matematica,
alla matematica manca l&#039;elasticità!

però mi piace il sapore esoterico dei numeri....</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>ecco cos&#8217;è che mi ha sempre tenuta lontana dalla matematica,<br />
alla matematica manca l&#8217;elasticità!</p>
<p>però mi piace il sapore esoterico dei numeri&#8230;.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: sparz</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/09/18/sorellastre/#comment-78330</link>
		<dc:creator>sparz</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Sep 2007 14:40:26 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2007/09/18/sorellastre/#comment-78330</guid>
		<description>&quot;&lt;i&gt;O matematiche severe, non vi ho dimenticate da quando le vostre lezioni sapienti, più dolci del miele, filtrarono dentro il mio cuore come un&#039;onda rinfrescante. Istintivamente aspiravo, fin dalla culla, a bere alla vostra fonte, più antica del Sole, e ancora continuo a calcare il vestibolo sacro del vostro tempio solenne, io, il più fedele dei vostri iniziati . . . . . . . . &lt;/i&gt;&quot; Isidore Ducasse, conte di Lautréamont, &lt;i&gt; I canti di Maldoror&lt;/i&gt;, Canto secondo, ediz. it. Feltrinelli 1978, p. 101 sgg. Tutto da godere.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;<i>O matematiche severe, non vi ho dimenticate da quando le vostre lezioni sapienti, più dolci del miele, filtrarono dentro il mio cuore come un&#8217;onda rinfrescante. Istintivamente aspiravo, fin dalla culla, a bere alla vostra fonte, più antica del Sole, e ancora continuo a calcare il vestibolo sacro del vostro tempio solenne, io, il più fedele dei vostri iniziati . . . . . . . . </i>&#8221; Isidore Ducasse, conte di Lautréamont, <i> I canti di Maldoror</i>, Canto secondo, ediz. it. Feltrinelli 1978, p. 101 sgg. Tutto da godere.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Paolo S</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/09/18/sorellastre/#comment-78321</link>
		<dc:creator>Paolo S</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Sep 2007 13:07:24 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2007/09/18/sorellastre/#comment-78321</guid>
		<description>sorry, mahatmatici X__x</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>sorry, mahatmatici X__x</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: christian raimo</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/09/18/sorellastre/#comment-78315</link>
		<dc:creator>christian raimo</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Sep 2007 11:58:11 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2007/09/18/sorellastre/#comment-78315</guid>
		<description>per paolo s:

matematici, non matmatici :-)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>per paolo s:</p>
<p>matematici, non matmatici :-)</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Paolo S</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/09/18/sorellastre/#comment-78309</link>
		<dc:creator>Paolo S</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Sep 2007 11:07:46 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2007/09/18/sorellastre/#comment-78309</guid>
		<description>Tanto per dire: PrimI amorI, ultimi riti? E poi: Tutto, e di più sarebbe davvero una biografia (per quanto centrifuga) di Cantor?
Sono i pretendenti letterati che sono meno seri dei matmatici (anche solo pretendenti tali), non c&#039;è competizione di serietà fra le discipline. Ma nella matematica l&#039;inesattezza è intollerabile.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Tanto per dire: PrimI amorI, ultimi riti? E poi: Tutto, e di più sarebbe davvero una biografia (per quanto centrifuga) di Cantor?<br />
Sono i pretendenti letterati che sono meno seri dei matmatici (anche solo pretendenti tali), non c&#8217;è competizione di serietà fra le discipline. Ma nella matematica l&#8217;inesattezza è intollerabile.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: luminamenti</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/09/18/sorellastre/#comment-78299</link>
		<dc:creator>luminamenti</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Sep 2007 09:46:53 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2007/09/18/sorellastre/#comment-78299</guid>
		<description>Se devo però guardare all&#039;analogia come possibile strumento euristico, credo che ci siano pochi eguali alle ricerche di Enzo Melandri: La linea e il circolo, studio logico-filosofico sull&#039;analogia, Quodlibet.
E lo stesso Gian-Carlo Rota, matematico, capace di intrecciare matematica e fenomenologia, aprendo nuove vie.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Se devo però guardare all&#8217;analogia come possibile strumento euristico, credo che ci siano pochi eguali alle ricerche di Enzo Melandri: La linea e il circolo, studio logico-filosofico sull&#8217;analogia, Quodlibet.<br />
E lo stesso Gian-Carlo Rota, matematico, capace di intrecciare matematica e fenomenologia, aprendo nuove vie.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: luminamenti</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/09/18/sorellastre/#comment-78298</link>
		<dc:creator>luminamenti</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Sep 2007 09:40:53 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2007/09/18/sorellastre/#comment-78298</guid>
		<description>Bisognerebbe andare oltre questa separazione e difficoltà di comunicazione tra umanisti e matematici, perché in verità tra matematici ( e fisici) stesso non è infrequente la difficoltà a comprendersi. 
Il livello di astrazione ha raggiunto livelli molto complessi.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Bisognerebbe andare oltre questa separazione e difficoltà di comunicazione tra umanisti e matematici, perché in verità tra matematici ( e fisici) stesso non è infrequente la difficoltà a comprendersi.<br />
Il livello di astrazione ha raggiunto livelli molto complessi.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: gianni biondillo</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/09/18/sorellastre/#comment-78291</link>
		<dc:creator>gianni biondillo</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Sep 2007 08:02:19 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2007/09/18/sorellastre/#comment-78291</guid>
		<description>bello, davvero. Su temi analoghi, dissi qualcosa qui, ormai 3 anni fa: http://www.nazioneindiana.com/2004/09/12/in-medio-stat-virtus-appunti-becerofilosofici-su-arte-scienza-e-architettura/</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>bello, davvero. Su temi analoghi, dissi qualcosa qui, ormai 3 anni fa: <a href="http://www.nazioneindiana.com/2004/09/12/in-medio-stat-virtus-appunti-becerofilosofici-su-arte-scienza-e-architettura/" rel="nofollow">http://www.nazioneindiana.com/2004/09/12/in-medio-stat-virtus-appunti-becerofilosofici-su-arte-scienza-e-architettura/</a></p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Federico Platania</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/09/18/sorellastre/#comment-78290</link>
		<dc:creator>Federico Platania</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Sep 2007 07:48:25 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2007/09/18/sorellastre/#comment-78290</guid>
		<description>Non posso non ricordare che anche Beckett ha ampiamente utilizzato la matematica nelle sue opere. Il protagonista di &quot;...But The Clouds...&quot; (teleplay del 1976) estrae mentalmente radici cubiche per ingannare il tempo. Perfettamente simmetrico a questo personaggio, l&#039;io narrante di &quot;Assez&quot; (prosa breve scritta dieci anni prima) che - sempre per passare il tempo - eleva numeri alla terza potenza insieme al suo compagno di viaggio (&quot;Quanti calcoli fatti a mente insieme piegati in due! Ci capitava di innalzare alla terza potenza dei numeri ternari interi. Certe volte sotto una pioggia torrenziale. Bene o male imprimendosi a poco a poco nella memoria i cubi si accumulavano&quot;).

Beckett usava la matematica non solo come ingrediente narrativo, ma come vero e proprio elemento strutturale della sua scrittura. Molte delle sue piéce teatrali sono state organizzate in monologhi, dialoghi, pause sulla base di precise proporzioni matematiche.

Un articolo (in inglese) sul rapporto tra Beckett e i numeri si può leggere qui:
http://www.samuelbeckett.it/borriello2.pdf</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Non posso non ricordare che anche Beckett ha ampiamente utilizzato la matematica nelle sue opere. Il protagonista di &#8220;&#8230;But The Clouds&#8230;&#8221; (teleplay del 1976) estrae mentalmente radici cubiche per ingannare il tempo. Perfettamente simmetrico a questo personaggio, l&#8217;io narrante di &#8220;Assez&#8221; (prosa breve scritta dieci anni prima) che &#8211; sempre per passare il tempo &#8211; eleva numeri alla terza potenza insieme al suo compagno di viaggio (&#8220;Quanti calcoli fatti a mente insieme piegati in due! Ci capitava di innalzare alla terza potenza dei numeri ternari interi. Certe volte sotto una pioggia torrenziale. Bene o male imprimendosi a poco a poco nella memoria i cubi si accumulavano&#8221;).</p>
<p>Beckett usava la matematica non solo come ingrediente narrativo, ma come vero e proprio elemento strutturale della sua scrittura. Molte delle sue piéce teatrali sono state organizzate in monologhi, dialoghi, pause sulla base di precise proporzioni matematiche.</p>
<p>Un articolo (in inglese) sul rapporto tra Beckett e i numeri si può leggere qui:<br />
<a href="http://www.samuelbeckett.it/borriello2.pdf" rel="nofollow">http://www.samuelbeckett.it/borriello2.pdf</a></p>
]]></content:encoded>
	</item>
</channel>
</rss>
