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	<title>Commenti a: Indignazione e gentilezza</title>
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	<pubDate>Tue, 02 Dec 2008 06:48:21 +0000</pubDate>
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		<title>Di: Gemma Gaetani</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/09/21/indignazione-e-gentilezza/#comment-78960</link>
		<dc:creator>Gemma Gaetani</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Sep 2007 16:43:34 +0000</pubDate>
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		<description>@ diamonds

Non parlavo di responsabilità o dovere. Ci mancherebbe. No, lo specifico perché qui sono particolarmente suscettibili talvolta...

Ho scritto "auspicabile". Mi pareva un interessante e necessario dibattito al quale partecipare, proprio perché il link al blog di Grillo c'è sempre stato e il post di Franco metteva in discussione (in senso letterale) i recenti atti di Grillo. 

Ma magari non è così anche se mi pare...  

Io ho parlato anche troppo, dunque smetto.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@ diamonds</p>
<p>Non parlavo di responsabilità o dovere. Ci mancherebbe. No, lo specifico perché qui sono particolarmente suscettibili talvolta&#8230;</p>
<p>Ho scritto &#8220;auspicabile&#8221;. Mi pareva un interessante e necessario dibattito al quale partecipare, proprio perché il link al blog di Grillo c&#8217;è sempre stato e il post di Franco metteva in discussione (in senso letterale) i recenti atti di Grillo. </p>
<p>Ma magari non è così anche se mi pare&#8230;  </p>
<p>Io ho parlato anche troppo, dunque smetto.</p>
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		<title>Di: farminio</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/09/21/indignazione-e-gentilezza/#comment-78938</link>
		<dc:creator>farminio</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Sep 2007 12:37:08 +0000</pubDate>
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		<description>cara gemma ho girato a sorrentino una cosa che rilancia il discorso. penso che uscirà nei prossimi giorni. io intanto continuo la battaglia su base locale.
oggi ho mandato questo comunicato ai giornali (qui ho persone in carne ed ossa che già ci stanno, di asseblee locali se ne faranno almeno cinquanta)
un abbraccio

La giornata dei paesi

Piuttosto che dare fuoco ai partiti (che già bruciano per autocombustione) si tratta di riaccendere il fuoco della democrazia.
Non ha senso discutere in astratto di politica e antipolitica.
Visto che vanno di moda le giornate a tema mi permetto, come paesologo, di indire per il domenica ventotto ottobre LA GIORNATA DEI PAESI. In questa giornata sarebbe bello che ci fosse in ogni paese un’assemblea in cui i cittadini discutano insieme dei problemi della loro comunità (così facendo si ottiene come primo risultato di dare un senso a questa parola).  
Si può essere in cinque, in venti  o in cento, quello che conta è ridare dignità allo spazio pubblico. È importante che le persone tornino a parlarsi da vicino, a partire dalle questioni vere e non da quelle imposte dalla televisione. 
Lascio qui i miei recapiti per raccogliere eventuali adesioni.
Sono a disposizione per dare una mano a chi vuole farsi organizzatore questi incontri. 
p.s.
Per cominciare: domenica prossima organizzo insieme ad alcuni amici un’assemblea sul centro antico di Bisaccia. Ovviamente, un’altra di sicuro la faremo il ventotto ottobre.
0827 89259
388 7622101
farminio@libero.it</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>cara gemma ho girato a sorrentino una cosa che rilancia il discorso. penso che uscirà nei prossimi giorni. io intanto continuo la battaglia su base locale.<br />
oggi ho mandato questo comunicato ai giornali (qui ho persone in carne ed ossa che già ci stanno, di asseblee locali se ne faranno almeno cinquanta)<br />
un abbraccio</p>
<p>La giornata dei paesi</p>
<p>Piuttosto che dare fuoco ai partiti (che già bruciano per autocombustione) si tratta di riaccendere il fuoco della democrazia.<br />
Non ha senso discutere in astratto di politica e antipolitica.<br />
Visto che vanno di moda le giornate a tema mi permetto, come paesologo, di indire per il domenica ventotto ottobre LA GIORNATA DEI PAESI. In questa giornata sarebbe bello che ci fosse in ogni paese un’assemblea in cui i cittadini discutano insieme dei problemi della loro comunità (così facendo si ottiene come primo risultato di dare un senso a questa parola).<br />
Si può essere in cinque, in venti  o in cento, quello che conta è ridare dignità allo spazio pubblico. È importante che le persone tornino a parlarsi da vicino, a partire dalle questioni vere e non da quelle imposte dalla televisione.<br />
Lascio qui i miei recapiti per raccogliere eventuali adesioni.<br />
Sono a disposizione per dare una mano a chi vuole farsi organizzatore questi incontri.<br />
p.s.<br />
Per cominciare: domenica prossima organizzo insieme ad alcuni amici un’assemblea sul centro antico di Bisaccia. Ovviamente, un’altra di sicuro la faremo il ventotto ottobre.<br />
0827 89259<br />
388 7622101<br />
<a href="mailto:farminio@libero.it">farminio@libero.it</a></p>
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		<title>Di: diamonds</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/09/21/indignazione-e-gentilezza/#comment-78937</link>
		<dc:creator>diamonds</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Sep 2007 12:30:48 +0000</pubDate>
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		<description>ovviamente in questo troiaio non mi pare che NI abbia responsabilità specifiche.Il link al Blog di Grillo c'è sempre stato.Formarsi un idea sul da farsi spetta alle proposte dei singoli(loro mettono a disposizione gli spazi per raccogliere i contributi intellettuali.Non è poco)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>ovviamente in questo troiaio non mi pare che NI abbia responsabilità specifiche.Il link al Blog di Grillo c&#8217;è sempre stato.Formarsi un idea sul da farsi spetta alle proposte dei singoli(loro mettono a disposizione gli spazi per raccogliere i contributi intellettuali.Non è poco)</p>
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		<title>Di: diamonds</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/09/21/indignazione-e-gentilezza/#comment-78933</link>
		<dc:creator>diamonds</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Sep 2007 11:29:20 +0000</pubDate>
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		<description>stanno annusando lo Zeitgeist(maledicendo la nebbia e le stelle perchè questa volta non si capisce bene chi vincerà,e cosa c'è in premio)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>stanno annusando lo Zeitgeist(maledicendo la nebbia e le stelle perchè questa volta non si capisce bene chi vincerà,e cosa c&#8217;è in premio)</p>
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		<title>Di: Gemma Gaetani</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/09/21/indignazione-e-gentilezza/#comment-78922</link>
		<dc:creator>Gemma Gaetani</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Sep 2007 09:12:22 +0000</pubDate>
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		<description>Ho notato con dispiacere che, per quanto come dica Franco ci si sia dispendiati non poco, in questi commenti, sulla questione dell'impegno dell'intellettuale rispetto alla dicotomia politica/antipolitica, che mi pare essere argomento di attualità ben più importante di qualsiasi altra cosa un blog letterario e culturale possa pubblicare, rappresentanti ufficiali di Nazione Indiana 2 non hanno preso alcuna posizione...

Non è grave, è soltanto svilente.

Se questo è un blog collettivo che ha per scopo quello di sondare, analizzare e perfino agire nel mondo che ci circonda, forse una discussione sui punti sollevati da Franco Arminio nel suo post e da tutti i commenti ad esso seguiti, era auspicabile.

Sarò felice se succederà. 

Ad ogni modo, per quanto riguarda me, linkerò permanentemente la proposta di Bartolomeo Di Monaco nel mio blog (non tenerla lì per qualche tempo: lasciacela). E' poca cosa linkarla dal mio blog, che è una misera gocciolina in un mare enorme, ma lo farò. Poi la manderò via mail a tutto il mio indirizzario di amici, conoscenti ed estranei: non pochi "intellettuali" ufficiali non fanno che rompermi le scatole inviandomi memorandum sugli appuntamenti culturali di cui sono protagonisti con preghiera di diffusione o partecipazione; non poche case editrici mi notiziano continuamente delle loro uscite in libreria; non pochi blog mi informano della loro attività. Ora, per una volta, risponderò loro con la preghiera di diffondere qualcosa che io trovo importante, più di date di convegni letterari, festival letterari, nuove uscite letterarie.

Ciò che trovo paradossale - e poi chiudo - è che sullo stesso blog di Grillo un commentatore si chiedeva, qualche giorno fa, dov'erano gli intellettuali...

Già. Dove sono gli intellettuali già organici a qualcosa? Chi li ha visti? Voi li avete visti? Io no. Eppure, inforcavo gli occhiali.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ho notato con dispiacere che, per quanto come dica Franco ci si sia dispendiati non poco, in questi commenti, sulla questione dell&#8217;impegno dell&#8217;intellettuale rispetto alla dicotomia politica/antipolitica, che mi pare essere argomento di attualità ben più importante di qualsiasi altra cosa un blog letterario e culturale possa pubblicare, rappresentanti ufficiali di Nazione Indiana 2 non hanno preso alcuna posizione&#8230;</p>
<p>Non è grave, è soltanto svilente.</p>
<p>Se questo è un blog collettivo che ha per scopo quello di sondare, analizzare e perfino agire nel mondo che ci circonda, forse una discussione sui punti sollevati da Franco Arminio nel suo post e da tutti i commenti ad esso seguiti, era auspicabile.</p>
<p>Sarò felice se succederà. </p>
<p>Ad ogni modo, per quanto riguarda me, linkerò permanentemente la proposta di Bartolomeo Di Monaco nel mio blog (non tenerla lì per qualche tempo: lasciacela). E&#8217; poca cosa linkarla dal mio blog, che è una misera gocciolina in un mare enorme, ma lo farò. Poi la manderò via mail a tutto il mio indirizzario di amici, conoscenti ed estranei: non pochi &#8220;intellettuali&#8221; ufficiali non fanno che rompermi le scatole inviandomi memorandum sugli appuntamenti culturali di cui sono protagonisti con preghiera di diffusione o partecipazione; non poche case editrici mi notiziano continuamente delle loro uscite in libreria; non pochi blog mi informano della loro attività. Ora, per una volta, risponderò loro con la preghiera di diffondere qualcosa che io trovo importante, più di date di convegni letterari, festival letterari, nuove uscite letterarie.</p>
<p>Ciò che trovo paradossale - e poi chiudo - è che sullo stesso blog di Grillo un commentatore si chiedeva, qualche giorno fa, dov&#8217;erano gli intellettuali&#8230;</p>
<p>Già. Dove sono gli intellettuali già organici a qualcosa? Chi li ha visti? Voi li avete visti? Io no. Eppure, inforcavo gli occhiali.</p>
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		<title>Di: lunis</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/09/21/indignazione-e-gentilezza/#comment-78910</link>
		<dc:creator>lunis</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Sep 2007 23:36:31 +0000</pubDate>
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		<description>Nel senso di:
"ma perché proprio uno scrittore?"</description>
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&#8220;ma perché proprio uno scrittore?&#8221;</p>
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		<title>Di: lunis</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/09/21/indignazione-e-gentilezza/#comment-78909</link>
		<dc:creator>lunis</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Sep 2007 23:35:03 +0000</pubDate>
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		<description>Perché qualche scrittore?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Perché qualche scrittore?</p>
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		<title>Di: The O.C.</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/09/21/indignazione-e-gentilezza/#comment-78888</link>
		<dc:creator>The O.C.</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Sep 2007 13:05:29 +0000</pubDate>
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		<description>Pur con tutto l'amore che nutro per Celati, ho i miei dubbi che sia telegenico come Mastella.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Pur con tutto l&#8217;amore che nutro per Celati, ho i miei dubbi che sia telegenico come Mastella.</p>
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		<title>Di: farminio</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/09/21/indignazione-e-gentilezza/#comment-78884</link>
		<dc:creator>farminio</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Sep 2007 11:58:55 +0000</pubDate>
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		<description>fateci caso: da santoro a a ballarò non capare mai uno scrittore, per nessun motivo, nemmeno qualche scrittorino di successo, niente.  
immaginate uno come celati messo a discutere con mastella o la russa. forse in questo caso accadrebbe qualcosa. in realtà in quelle trasmissioni non accade mai niente.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>fateci caso: da santoro a a ballarò non capare mai uno scrittore, per nessun motivo, nemmeno qualche scrittorino di successo, niente.<br />
immaginate uno come celati messo a discutere con mastella o la russa. forse in questo caso accadrebbe qualcosa. in realtà in quelle trasmissioni non accade mai niente.</p>
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	<item>
		<title>Di: Bartolomeo Di Monaco</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/09/21/indignazione-e-gentilezza/#comment-78880</link>
		<dc:creator>Bartolomeo Di Monaco</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Sep 2007 10:22:52 +0000</pubDate>
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		<description>Per informarvi che, da utopista quale non mi nascondo di essere, nella home del mio sito ho messo una nuova Categoria, intitolata "E se decidessimo di non votare?" Con un articolo dallo stesso titolo vi ho espresso il mio pensiero.
Non ho aperto ai commenti, perché è un fatto tutto mio, intimo, e non mi andrebbe di mettermi a litigare con i soliti flamer.

Si può andare direttamente qui:
http://www.bartolomeodimonaco.it/online/?cat=20 

Lo terrò lì per qualche tempo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Per informarvi che, da utopista quale non mi nascondo di essere, nella home del mio sito ho messo una nuova Categoria, intitolata &#8220;E se decidessimo di non votare?&#8221; Con un articolo dallo stesso titolo vi ho espresso il mio pensiero.<br />
Non ho aperto ai commenti, perché è un fatto tutto mio, intimo, e non mi andrebbe di mettermi a litigare con i soliti flamer.</p>
<p>Si può andare direttamente qui:<br />
<a href="http://www.bartolomeodimonaco.it/online/?cat=20" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('outclick-comm/www.bartolomeodimonaco.it');" rel="nofollow">http://www.bartolomeodimonaco.it/online/?cat=20</a> </p>
<p>Lo terrò lì per qualche tempo.</p>
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		<title>Di: The O.C.</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/09/21/indignazione-e-gentilezza/#comment-78867</link>
		<dc:creator>The O.C.</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Sep 2007 07:41:04 +0000</pubDate>
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		<description>Diamonds, bella la citazione. Tashtego, hai visto che spuntano altri pasciuti? Il nostro Massey, for example.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Diamonds, bella la citazione. Tashtego, hai visto che spuntano altri pasciuti? Il nostro Massey, for example.</p>
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		<title>Di: andrea branco</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/09/21/indignazione-e-gentilezza/#comment-78857</link>
		<dc:creator>andrea branco</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Sep 2007 21:50:40 +0000</pubDate>
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		<description>si sente parlare di politica e antipolitica, anche qui, e mi viene sempre più da chiedermi: ma è politica quella che fanno oggi i personaggi che noi chiamiamo politici?? perché penso che loro siano solo politicanti, facciano la professione del politichese, e che con la politica non c'entrino niente. perché mi sembra che non ci sia un'antipolitica, bensì tentativi di politica di fronte al politichese che ha invaso il nostro paese, come dire, ai piani considerati alti. La politica non è finita, siamo noi che sbagliamo a definire politici e politica la cosa fatta da chi si alterna al governo. abbiamo perso l'uso e il significato delle parole e finiamo con l'usarle con troppa leggerezza. 'notte.
ndr</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>si sente parlare di politica e antipolitica, anche qui, e mi viene sempre più da chiedermi: ma è politica quella che fanno oggi i personaggi che noi chiamiamo politici?? perché penso che loro siano solo politicanti, facciano la professione del politichese, e che con la politica non c&#8217;entrino niente. perché mi sembra che non ci sia un&#8217;antipolitica, bensì tentativi di politica di fronte al politichese che ha invaso il nostro paese, come dire, ai piani considerati alti. La politica non è finita, siamo noi che sbagliamo a definire politici e politica la cosa fatta da chi si alterna al governo. abbiamo perso l&#8217;uso e il significato delle parole e finiamo con l&#8217;usarle con troppa leggerezza. &#8216;notte.<br />
ndr</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: diamonds</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/09/21/indignazione-e-gentilezza/#comment-78855</link>
		<dc:creator>diamonds</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Sep 2007 20:40:41 +0000</pubDate>
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		<description>Chiedendo venia per la pleonasticità invasiva dei miei interventi(di solito sono più contenuto),e ringraziando per l'ospitalità chiudo con l'auspicio che qualcuno mi racconti magari in un post prossimo venturo perchè in questa fase non è mai stato tentato un accostamento dei fermenti di questi giorni con quelli che fungevano da carburante per "lotta continua",un movimento ampiamente sottovalutato e per motivi misteriosi destinato all'oblio,che assai probabilmente avrebbe potuto espugnare il nostro cuore(specifico che dello stesso ho una conoscenza superficiale)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Chiedendo venia per la pleonasticità invasiva dei miei interventi(di solito sono più contenuto),e ringraziando per l&#8217;ospitalità chiudo con l&#8217;auspicio che qualcuno mi racconti magari in un post prossimo venturo perchè in questa fase non è mai stato tentato un accostamento dei fermenti di questi giorni con quelli che fungevano da carburante per &#8220;lotta continua&#8221;,un movimento ampiamente sottovalutato e per motivi misteriosi destinato all&#8217;oblio,che assai probabilmente avrebbe potuto espugnare il nostro cuore(specifico che dello stesso ho una conoscenza superficiale)</p>
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		<title>Di: Gemma Gaetani</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/09/21/indignazione-e-gentilezza/#comment-78843</link>
		<dc:creator>Gemma Gaetani</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Sep 2007 18:37:29 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2007/09/21/indignazione-e-gentilezza/#comment-78843</guid>
		<description>Sono stata in giro, osservavo la gente che avevo intorno e cercavo di allocarla nei nostri ragionamenti di questi giorni, e cercavo di immaginare chi votano tutte quelle facce. Ipotizzavo probabili elettori di Rutelli e Berlusconi, uno aveva in mano il quotidiano "Libero", avrei scommesso sul fatto che certi si astenevano con ribrezzo da anni, mi chiedevo chi votano tutti questi cinesi che vivono in Italia in maniera regolare, mi chiedevo la ragazzina con la Pinko Bag e gli orecchini di Hello Kitty e l'apparecchio ai denti chi voterà quando potrà, mi chiedevo chi votava la biondona sulla jeep che non mi ha fatto attraversare sulle strisce pedonali. Il punto, mi dicevo, è la moltitudine. 

Saremo sempre una minoranza noi che pensiamo alla moltitudine nel nostro piccolo. Saremo inutili se ci penseremo come a una galassia a cui non apparteniamo.

Questo articolo tratto da Milania, Franco, riportando la questione alla pura teoria, come succede sempre quando si fa così, confonde le acque: la frase  che dice che la politica oggi è “chi organizza la convivenza della polis e la finalizza attraverso l’esercizio del potere” si può usare anche per definire Hitler e i suoi campi di concentramento. Perché dovrei rispettare la politica in quanto tale se il sistema che mi organizza e finalizza funziona male o mi porta alla rovina? Se questo accade ho il dovere, oltre che il diritto, di trovare un modo di far sentire la mia voce. E qui, lo ripeto finché non mi tirate una schioppettata, Grillo ha il pregio di aver trovato un modo reale di parlare, arrivare a mia nonna e al manager di banca: va dai politici di persona, fa spettacoli, ha il blog, va in piazza. Cosa deve fare di più, in quanto cittadino che nota incongruenze ed urla che è così mentre gli intellettuali, che una volta erano il collante tra popolo e pensiero ne diffidano? Apparire alla Madonna?

Questo articolo, poi, cita a ragione banche, media e scienza (campi di estremo interesse per Grillo, infatti, che non sta solo a gorgheggiare i "vaffanculo" e poi torna a dormire, come pensa e diffonde chi mistifica la sua attività). Certo, giusto, giustissimo. Ci aggiungerei la religione, altra bella fucina di orientamento ideologico e politico ed esistenziale non da poco, ma tornerei a porre sul tavolo della TAC, per prima, la politica. O meglio, questi politici. 

Cambiare le cose come avendo in mano una bacchetta magica è impossibile. Ma è certo che questa politica è morta, come mai era morta finora. Così come sono morti i media, la religione, ma pochi utenti se ne accorgono. La scienza e le banche ancora no, ancora galleggiano.  

E subito dopo aver dichiarato che la politica è morta bisogna pensare a una nuova politica. Se chi legge "Libero" o chi vota Casini e ne è felice o chi fa del pensiero un antidetonante, invece che il contrario, lo permetterà.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sono stata in giro, osservavo la gente che avevo intorno e cercavo di allocarla nei nostri ragionamenti di questi giorni, e cercavo di immaginare chi votano tutte quelle facce. Ipotizzavo probabili elettori di Rutelli e Berlusconi, uno aveva in mano il quotidiano &#8220;Libero&#8221;, avrei scommesso sul fatto che certi si astenevano con ribrezzo da anni, mi chiedevo chi votano tutti questi cinesi che vivono in Italia in maniera regolare, mi chiedevo la ragazzina con la Pinko Bag e gli orecchini di Hello Kitty e l&#8217;apparecchio ai denti chi voterà quando potrà, mi chiedevo chi votava la biondona sulla jeep che non mi ha fatto attraversare sulle strisce pedonali. Il punto, mi dicevo, è la moltitudine. </p>
<p>Saremo sempre una minoranza noi che pensiamo alla moltitudine nel nostro piccolo. Saremo inutili se ci penseremo come a una galassia a cui non apparteniamo.</p>
<p>Questo articolo tratto da Milania, Franco, riportando la questione alla pura teoria, come succede sempre quando si fa così, confonde le acque: la frase  che dice che la politica oggi è “chi organizza la convivenza della polis e la finalizza attraverso l’esercizio del potere” si può usare anche per definire Hitler e i suoi campi di concentramento. Perché dovrei rispettare la politica in quanto tale se il sistema che mi organizza e finalizza funziona male o mi porta alla rovina? Se questo accade ho il dovere, oltre che il diritto, di trovare un modo di far sentire la mia voce. E qui, lo ripeto finché non mi tirate una schioppettata, Grillo ha il pregio di aver trovato un modo reale di parlare, arrivare a mia nonna e al manager di banca: va dai politici di persona, fa spettacoli, ha il blog, va in piazza. Cosa deve fare di più, in quanto cittadino che nota incongruenze ed urla che è così mentre gli intellettuali, che una volta erano il collante tra popolo e pensiero ne diffidano? Apparire alla Madonna?</p>
<p>Questo articolo, poi, cita a ragione banche, media e scienza (campi di estremo interesse per Grillo, infatti, che non sta solo a gorgheggiare i &#8220;vaffanculo&#8221; e poi torna a dormire, come pensa e diffonde chi mistifica la sua attività). Certo, giusto, giustissimo. Ci aggiungerei la religione, altra bella fucina di orientamento ideologico e politico ed esistenziale non da poco, ma tornerei a porre sul tavolo della TAC, per prima, la politica. O meglio, questi politici. </p>
<p>Cambiare le cose come avendo in mano una bacchetta magica è impossibile. Ma è certo che questa politica è morta, come mai era morta finora. Così come sono morti i media, la religione, ma pochi utenti se ne accorgono. La scienza e le banche ancora no, ancora galleggiano.  </p>
<p>E subito dopo aver dichiarato che la politica è morta bisogna pensare a una nuova politica. Se chi legge &#8220;Libero&#8221; o chi vota Casini e ne è felice o chi fa del pensiero un antidetonante, invece che il contrario, lo permetterà.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Bartolomeo Di Monaco</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/09/21/indignazione-e-gentilezza/#comment-78834</link>
		<dc:creator>Bartolomeo Di Monaco</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Sep 2007 16:20:17 +0000</pubDate>
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		<description>L'articolo di cui sopra, a mio avviso, dice tante cose, per non concludere nulla. Perché non vi è alcuna azione dietro le cose che dice. Ad esempio sappiamo tutti i guasti della globalizzazione, ma noi siamo qui per fare ciò che ci è possibile fare nel nostro piccolo. Altrimenti ci viene semplicemente richiesto di disperderci al vento.Con la scusa che i problemi sono assai più grandi, ci si farà sentire così piccini e inutili, da lasciare le cose così come stanno e indurci alla immobilità.

Intanto cominciamo dalla politica rappresentata dagli uomini negli organismi dello Stato, perché lì siamo tutti in grado di vedere e di operare. Chi sa che poi da cosa non nasca cosa e si possa a poco a poco vedere e agire anche più lontano.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;articolo di cui sopra, a mio avviso, dice tante cose, per non concludere nulla. Perché non vi è alcuna azione dietro le cose che dice. Ad esempio sappiamo tutti i guasti della globalizzazione, ma noi siamo qui per fare ciò che ci è possibile fare nel nostro piccolo. Altrimenti ci viene semplicemente richiesto di disperderci al vento.Con la scusa che i problemi sono assai più grandi, ci si farà sentire così piccini e inutili, da lasciare le cose così come stanno e indurci alla immobilità.</p>
<p>Intanto cominciamo dalla politica rappresentata dagli uomini negli organismi dello Stato, perché lì siamo tutti in grado di vedere e di operare. Chi sa che poi da cosa non nasca cosa e si possa a poco a poco vedere e agire anche più lontano.</p>
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	</item>
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		<title>Di: farminio</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/09/21/indignazione-e-gentilezza/#comment-78833</link>
		<dc:creator>farminio</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Sep 2007 15:51:18 +0000</pubDate>
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		<description>vi giro un articolo appena letto in rete (milania.it)


In una società fortemente materialista e materializzata come la nostra, la principale delle fatiche non risiede nello sforzo fisico o lavorativo (a cui siamo ormai ben abituati…), bensi nello sforzo mentale, cioè in quell’attività di pensiero che sembra ormai sparita dalla nostra dimensione collettiva e che, anche individualmente, diventa una pratica sempre più desueta. Purtroppo, la storia ci insegna che la fatica di pensare (o, per usare parole di Brecht, il “sonno della ragione”) genera “mostri”. Una di queste mostruosità l’abbiamo sotto gli occhi in questi giorni: la polemica su politica e antipolitica, agitata da Grillo e rafforzata da campagne di stampa che in gran parte sposano le tesi ormai celebri del libro “La casta” di Stella e Rizzo (edizioni Rizzoli…). 

I fatti: Grillo, Rizzo, Stella e compagnia ce l’hanno con la politica, identificata nella casta dei rappresentanti politici eletti nelle istituzioni e negli oligarchi dei partiti. In nome di questo disprezzo, propongono “un’altra politica” che sappia mostrarsi meno autoreferenziale e pasticciona di quella sopra definita. Questa tesi, pur perfetta nel suo svolgimento, tuttavia ha un vizio di origine. Grillo e compagnia, infatti, pensano di prendersela con la “politica”, ma in realtà se la prendono con un mondo che la rappresenta solo in minima parte.

La domanda fondamentale da porsi è:”cosa (e chi) è la politica, oggi, nel nostro paese?” La risposta (da noi come altrove) non può altro che fare riferimento a “chi organizza la convivenza della polis e la finalizza attraverso l’esercizio del potere”. Questa è (ed è sempre stata e così sarà sempre) la politica. E a voi pare che la nostra vita e le sue finalità siano organizzate e definite dalla “casta” dei politici eletti e dei capi partito? Suvvia, non scherziamo…

Il governo delle nostre vite (beninteso, non quello privato e autodeterminato) dipende da una molteplicità di centri di potere che, quando agiscono in maniera sintonica, ci danno la sensazione di produrre “governo”, mentre quando questi poteri procedono curandosi solo delle proprie finalità, tutto ci pare “sgovernato” (e probabilmente siamo in questo caso). Insomma, la politica è ovunque ci sia decisione. C’è molta politica nella scienza, nei media, nella finanza. Ce ne è meno in altri mondi, come quello della sopracitata “casta” (che, ormai l'abbiamo capito, pensa esclusivamente alla propria sopravvivenza).

Se questi sono i termini della questione (e ci piacerebbe che qualcuno si esercitasse nel confutarli), allora la sopracitata polemica politica/antipolitica rimane tutta dentro una dialettica “limitata” dell’esercizio del potere. Se davvero volessimo “fare nuova politica”, dovremmo interessarci di meno del fatto che al governo ci sia Prodi o Berlusconi e di più dell’ipotesi che ci clonino o no. Oppure, per fare un esempio che rimanga a Milania, dovremmo discutere meno su certe impotenti soluzioni “cosmetiche” in tema di mobilità (vedi ticket) ed invece domandarci veramente se chi produce automobili possiede anche qualche idea su come farle circolare o, almeno, si pone questo problema.

Insomma, la politica è laddove c’è la decisione. E occuparsi di politica significa rendere chiare le finalità dell’esercizio del potere. Certo, la battaglia contro la “casta” ci ha fatto capire che questo segmento della politica è ormai inutilizzabile, poiché appare incontrovertibilmente destinato a gestire il proprio piccolo potere in una funzione esclusivamente autoreferenziale. Ma, capito questo, non sarebbe ora il caso di capire quali sono le finalità di chi il potere lo detiene e lo esercita sul serio? Vogliamo  cercare di capire dove e come viene esercitata la funzione di responsabilità (cioè la legittimazione politica dell’esercizio del potere) nelle banche, nella scienza e nei media? Vogliamo compiere questo faticoso sforzo di pensare, o riteniamo che la nuova politica sia gridare vaffanculo in piazza o comprare il libro antipartito edito dal più potente centro di persuasione del paese? Sono queste domande che possono farci capire qualcosa in più sul tema politica/antipolitica ed è su queste tesi che mi piacerebbe si aprisse il dibattito.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>vi giro un articolo appena letto in rete (milania.it)</p>
<p>In una società fortemente materialista e materializzata come la nostra, la principale delle fatiche non risiede nello sforzo fisico o lavorativo (a cui siamo ormai ben abituati…), bensi nello sforzo mentale, cioè in quell’attività di pensiero che sembra ormai sparita dalla nostra dimensione collettiva e che, anche individualmente, diventa una pratica sempre più desueta. Purtroppo, la storia ci insegna che la fatica di pensare (o, per usare parole di Brecht, il “sonno della ragione”) genera “mostri”. Una di queste mostruosità l’abbiamo sotto gli occhi in questi giorni: la polemica su politica e antipolitica, agitata da Grillo e rafforzata da campagne di stampa che in gran parte sposano le tesi ormai celebri del libro “La casta” di Stella e Rizzo (edizioni Rizzoli…). </p>
<p>I fatti: Grillo, Rizzo, Stella e compagnia ce l’hanno con la politica, identificata nella casta dei rappresentanti politici eletti nelle istituzioni e negli oligarchi dei partiti. In nome di questo disprezzo, propongono “un’altra politica” che sappia mostrarsi meno autoreferenziale e pasticciona di quella sopra definita. Questa tesi, pur perfetta nel suo svolgimento, tuttavia ha un vizio di origine. Grillo e compagnia, infatti, pensano di prendersela con la “politica”, ma in realtà se la prendono con un mondo che la rappresenta solo in minima parte.</p>
<p>La domanda fondamentale da porsi è:”cosa (e chi) è la politica, oggi, nel nostro paese?” La risposta (da noi come altrove) non può altro che fare riferimento a “chi organizza la convivenza della polis e la finalizza attraverso l’esercizio del potere”. Questa è (ed è sempre stata e così sarà sempre) la politica. E a voi pare che la nostra vita e le sue finalità siano organizzate e definite dalla “casta” dei politici eletti e dei capi partito? Suvvia, non scherziamo…</p>
<p>Il governo delle nostre vite (beninteso, non quello privato e autodeterminato) dipende da una molteplicità di centri di potere che, quando agiscono in maniera sintonica, ci danno la sensazione di produrre “governo”, mentre quando questi poteri procedono curandosi solo delle proprie finalità, tutto ci pare “sgovernato” (e probabilmente siamo in questo caso). Insomma, la politica è ovunque ci sia decisione. C’è molta politica nella scienza, nei media, nella finanza. Ce ne è meno in altri mondi, come quello della sopracitata “casta” (che, ormai l&#8217;abbiamo capito, pensa esclusivamente alla propria sopravvivenza).</p>
<p>Se questi sono i termini della questione (e ci piacerebbe che qualcuno si esercitasse nel confutarli), allora la sopracitata polemica politica/antipolitica rimane tutta dentro una dialettica “limitata” dell’esercizio del potere. Se davvero volessimo “fare nuova politica”, dovremmo interessarci di meno del fatto che al governo ci sia Prodi o Berlusconi e di più dell’ipotesi che ci clonino o no. Oppure, per fare un esempio che rimanga a Milania, dovremmo discutere meno su certe impotenti soluzioni “cosmetiche” in tema di mobilità (vedi ticket) ed invece domandarci veramente se chi produce automobili possiede anche qualche idea su come farle circolare o, almeno, si pone questo problema.</p>
<p>Insomma, la politica è laddove c’è la decisione. E occuparsi di politica significa rendere chiare le finalità dell’esercizio del potere. Certo, la battaglia contro la “casta” ci ha fatto capire che questo segmento della politica è ormai inutilizzabile, poiché appare incontrovertibilmente destinato a gestire il proprio piccolo potere in una funzione esclusivamente autoreferenziale. Ma, capito questo, non sarebbe ora il caso di capire quali sono le finalità di chi il potere lo detiene e lo esercita sul serio? Vogliamo  cercare di capire dove e come viene esercitata la funzione di responsabilità (cioè la legittimazione politica dell’esercizio del potere) nelle banche, nella scienza e nei media? Vogliamo compiere questo faticoso sforzo di pensare, o riteniamo che la nuova politica sia gridare vaffanculo in piazza o comprare il libro antipartito edito dal più potente centro di persuasione del paese? Sono queste domande che possono farci capire qualcosa in più sul tema politica/antipolitica ed è su queste tesi che mi piacerebbe si aprisse il dibattito.</p>
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	<item>
		<title>Di: farminio</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/09/21/indignazione-e-gentilezza/#comment-78824</link>
		<dc:creator>farminio</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Sep 2007 14:54:49 +0000</pubDate>
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		<description>gemma riapre continuamente il discorso, lo rilancia, tiene teso il filo, resta fuori, mentre tutti sono rincasati. abbiamo bisogno di persone così. mi pare che in lei c'è utopia e attenzione, due cose che non sempre stanno appaiate.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>gemma riapre continuamente il discorso, lo rilancia, tiene teso il filo, resta fuori, mentre tutti sono rincasati. abbiamo bisogno di persone così. mi pare che in lei c&#8217;è utopia e attenzione, due cose che non sempre stanno appaiate.</p>
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	<item>
		<title>Di: ruggero solmi</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/09/21/indignazione-e-gentilezza/#comment-78822</link>
		<dc:creator>ruggero solmi</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Sep 2007 14:37:01 +0000</pubDate>
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		<description>gaetani, l'utopia non è mia, l'utopia è di francesco dama.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>gaetani, l&#8217;utopia non è mia, l&#8217;utopia è di francesco dama.</p>
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		<title>Di: Gemma Gaetani</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/09/21/indignazione-e-gentilezza/#comment-78819</link>
		<dc:creator>Gemma Gaetani</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Sep 2007 13:23:58 +0000</pubDate>
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		<description>@ Diamonds

Nessun mio parente con quel nome...

@ Tash

Io banalizzo. Semplifico. Lo faccio apposta. A volte serve a demistificare.

@ Franco

Ognuno è cosa vede. Io non sono nel posto in cui vivi tu, ma si vive cosa si vede, e si vede quello che si guarda, se gli occhi, dovunque vai, te li porti dietro. Due volte a settimana passo alla stazione Trastevere di Roma. C'è spesso una donna, 45-50 anni, buttata a terra, a volte seminuda, che si accompagna a una coperta e a una bottiglia di birra, di solito già vuota. Quando non c'è mi preoccupo, ho paura che sia morta chissà dove. Poi ripasso e c'è. E sospiro di sollievo, almeno è ancora in vita. Non oso mai dirle nulla, è sempre in evidente stato di alterazione alcolica: cosa potrei dirle? Ma il suo pensiero ce l'ho sempre. Poco tempo fa mi hanno scritto per intervistarmi a proposito del mio lavoro poetico. Volevo rispondere a chi mi ha scritto perché non andavamo insieme a "intervistare" quella donna, e se poteva usare quell'"intervista" per raccontare ai lettori della rivista virtuale per cui scrive il mio punto di vista sulla funzione della poesia, invece che fare domande inutili, dalle inutili risposte, a me. Non l'ho fatto. Quel ragazzo mi avrebbe preso per una montata, una provocatrice. E' successo quasi ogni volta che mi sono trovata a frequentare questioni poetiche in occasioni ufficiali od ufficiose e abbia espresso un'opinione, in pochi capiscono la mia idea di poesia, il rigetto più totale per le questioni puramente intellettualistiche, sulle quali sarei anche capace di discutere, ho perso diversi gradi di vista studiando per laurearmi in Lettere. 
Un giorno mi fermerò e parlerò a quella donna. Oppure la fotograferò di nascosto, se non troverò mai il coraggio di fermarmi, e infilerò la foto in una poesia. Nella quale, magari, non scriverò nemmeno un'altra parola. 

Perché ti dico tutto questo? Per far ridere O.C. (per quanto io creda che sia meno cattivo di quanto voglia far credere?)? No. Forse per dirti che anch'io mi sento spesso male, molto male. 

Abbiamo spazi bianchi. Se ci mettiamo sopra le parole giuste, abbiamo provato a fare qualcosa. Non muoveremo popoli, ma animi di certo sì. Fosse anche soltanto un altro, oltre al nostro, è un risultato. Allora saremo serviti a qualcosa. Se apri questo blog, se mi vuoi, ci sono.

Ora vado a leggere la proposta di Bart, un po' commossa - confesso - per il fatto che alla fine l'ha scritta! (Bart, se mi davi il foglio di persona ti abbracciavo!). E' una cosa bellissima decidere di credere nell'utopia, perché se ci credo io, ci credi tu, ci crede egli, ci crediamo noi, ci credete voi, ci credono essi, alla fine diventa cosa.

@ O.C.

Saviano, pur avendo pubblicato con Mondadori, ciò che, in una mia ottica di eversione coerente dai sistemi di pensiero, e di diffusione dello stesso, vigenti e regnanti, può esser criticabile (e all'epoca lo feci), pur avendo, a mio avviso, evitato di spiegare le origini anche storiche della deriva delinquenziale e camorrista napoletana (permettendo così ai perbenisti di credere che al mondo esiste il Cattivo Punto e Basta e che a Napoli ce ne stanno tanti perché sono cadute tutte lì la Bruttezza, la Sporcizia e la Cattiveria dal vaso aperto da Pandora, e all'epoca lo dissi), ha, tirate le somme, portato il discorso sulla camorra alla ribalta nazionale e internazionale, e non soltanto letteraria. Quindi alla fine ce ne dobbiamo fregare di quanto ha guadagnato di diritti Mondadori e di quant'altro se con quel libro sensibilizza la gente e le istituzioni su questioni che non conosce o non immagina neanche o conosce ma fa finta di no. Se scrivessi ancora dove scrissi i miei dubbi riguardo a Saviano, in una recensione che mi costò il linciaggio pubblico, lo scriverei. Ma ho deciso di esprimere il mio pensiero, riguardo a quel luogo di scrittura, disertandone le pagine. Proprio per una questione di ritrovata coerenza.

Perché scrivo questi lenzuoli di cose? Perché parlano dell'atteggiamento che si può avere in quanto dotati dello strumento della parola. Non per altro.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@ Diamonds</p>
<p>Nessun mio parente con quel nome&#8230;</p>
<p>@ Tash</p>
<p>Io banalizzo. Semplifico. Lo faccio apposta. A volte serve a demistificare.</p>
<p>@ Franco</p>
<p>Ognuno è cosa vede. Io non sono nel posto in cui vivi tu, ma si vive cosa si vede, e si vede quello che si guarda, se gli occhi, dovunque vai, te li porti dietro. Due volte a settimana passo alla stazione Trastevere di Roma. C&#8217;è spesso una donna, 45-50 anni, buttata a terra, a volte seminuda, che si accompagna a una coperta e a una bottiglia di birra, di solito già vuota. Quando non c&#8217;è mi preoccupo, ho paura che sia morta chissà dove. Poi ripasso e c&#8217;è. E sospiro di sollievo, almeno è ancora in vita. Non oso mai dirle nulla, è sempre in evidente stato di alterazione alcolica: cosa potrei dirle? Ma il suo pensiero ce l&#8217;ho sempre. Poco tempo fa mi hanno scritto per intervistarmi a proposito del mio lavoro poetico. Volevo rispondere a chi mi ha scritto perché non andavamo insieme a &#8220;intervistare&#8221; quella donna, e se poteva usare quell&#8217;&#8221;intervista&#8221; per raccontare ai lettori della rivista virtuale per cui scrive il mio punto di vista sulla funzione della poesia, invece che fare domande inutili, dalle inutili risposte, a me. Non l&#8217;ho fatto. Quel ragazzo mi avrebbe preso per una montata, una provocatrice. E&#8217; successo quasi ogni volta che mi sono trovata a frequentare questioni poetiche in occasioni ufficiali od ufficiose e abbia espresso un&#8217;opinione, in pochi capiscono la mia idea di poesia, il rigetto più totale per le questioni puramente intellettualistiche, sulle quali sarei anche capace di discutere, ho perso diversi gradi di vista studiando per laurearmi in Lettere.<br />
Un giorno mi fermerò e parlerò a quella donna. Oppure la fotograferò di nascosto, se non troverò mai il coraggio di fermarmi, e infilerò la foto in una poesia. Nella quale, magari, non scriverò nemmeno un&#8217;altra parola. </p>
<p>Perché ti dico tutto questo? Per far ridere O.C. (per quanto io creda che sia meno cattivo di quanto voglia far credere?)? No. Forse per dirti che anch&#8217;io mi sento spesso male, molto male. </p>
<p>Abbiamo spazi bianchi. Se ci mettiamo sopra le parole giuste, abbiamo provato a fare qualcosa. Non muoveremo popoli, ma animi di certo sì. Fosse anche soltanto un altro, oltre al nostro, è un risultato. Allora saremo serviti a qualcosa. Se apri questo blog, se mi vuoi, ci sono.</p>
<p>Ora vado a leggere la proposta di Bart, un po&#8217; commossa - confesso - per il fatto che alla fine l&#8217;ha scritta! (Bart, se mi davi il foglio di persona ti abbracciavo!). E&#8217; una cosa bellissima decidere di credere nell&#8217;utopia, perché se ci credo io, ci credi tu, ci crede egli, ci crediamo noi, ci credete voi, ci credono essi, alla fine diventa cosa.</p>
<p>@ O.C.</p>
<p>Saviano, pur avendo pubblicato con Mondadori, ciò che, in una mia ottica di eversione coerente dai sistemi di pensiero, e di diffusione dello stesso, vigenti e regnanti, può esser criticabile (e all&#8217;epoca lo feci), pur avendo, a mio avviso, evitato di spiegare le origini anche storiche della deriva delinquenziale e camorrista napoletana (permettendo così ai perbenisti di credere che al mondo esiste il Cattivo Punto e Basta e che a Napoli ce ne stanno tanti perché sono cadute tutte lì la Bruttezza, la Sporcizia e la Cattiveria dal vaso aperto da Pandora, e all&#8217;epoca lo dissi), ha, tirate le somme, portato il discorso sulla camorra alla ribalta nazionale e internazionale, e non soltanto letteraria. Quindi alla fine ce ne dobbiamo fregare di quanto ha guadagnato di diritti Mondadori e di quant&#8217;altro se con quel libro sensibilizza la gente e le istituzioni su questioni che non conosce o non immagina neanche o conosce ma fa finta di no. Se scrivessi ancora dove scrissi i miei dubbi riguardo a Saviano, in una recensione che mi costò il linciaggio pubblico, lo scriverei. Ma ho deciso di esprimere il mio pensiero, riguardo a quel luogo di scrittura, disertandone le pagine. Proprio per una questione di ritrovata coerenza.</p>
<p>Perché scrivo questi lenzuoli di cose? Perché parlano dell&#8217;atteggiamento che si può avere in quanto dotati dello strumento della parola. Non per altro.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: farminio</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/09/21/indignazione-e-gentilezza/#comment-78818</link>
		<dc:creator>farminio</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Sep 2007 13:15:49 +0000</pubDate>
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		<description>uno passa
caca 
e se ne va.
è come stare in un cesso pubblico.
non c'è neppure la signora all'uscita che ti chiede la mancia.
non c'è rimedio e proprio per questo la situazione è interessante.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>uno passa<br />
caca<br />
e se ne va.<br />
è come stare in un cesso pubblico.<br />
non c&#8217;è neppure la signora all&#8217;uscita che ti chiede la mancia.<br />
non c&#8217;è rimedio e proprio per questo la situazione è interessante.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: massey</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/09/21/indignazione-e-gentilezza/#comment-78816</link>
		<dc:creator>massey</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Sep 2007 12:53:21 +0000</pubDate>
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		<description>se non fosse che mi debilitano certe sue idiosincrasie reazionarie, sarei quasi sempre d'accordo con lui, in particolare su questo stralcio:
"se posso aggiungere qualche altra parola a quelle già inutilmente spese qui sopra devo dire questo: qui come in altri luoghi di NI 2.0 si nota nei commenti, ma non solo, un’ignoranza politica di base, direi proprio basica che soprende quelli della mia generazione, i quali nella politica i sono nati e cresciuti e almeno avevano un quadro di riferimento abbastanza esatto per le parole che usavano.
qui niente di tutto questo, qui siamo all’abc, allo sproloquio a cazzo, allo scompartimento ferroviario", 
che sottoscrivo senza nulla aggiungere</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>se non fosse che mi debilitano certe sue idiosincrasie reazionarie, sarei quasi sempre d&#8217;accordo con lui, in particolare su questo stralcio:<br />
&#8220;se posso aggiungere qualche altra parola a quelle già inutilmente spese qui sopra devo dire questo: qui come in altri luoghi di NI 2.0 si nota nei commenti, ma non solo, un’ignoranza politica di base, direi proprio basica che soprende quelli della mia generazione, i quali nella politica i sono nati e cresciuti e almeno avevano un quadro di riferimento abbastanza esatto per le parole che usavano.<br />
qui niente di tutto questo, qui siamo all’abc, allo sproloquio a cazzo, allo scompartimento ferroviario&#8221;,<br />
che sottoscrivo senza nulla aggiungere</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: farminio</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/09/21/indignazione-e-gentilezza/#comment-78813</link>
		<dc:creator>farminio</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Sep 2007 12:18:13 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2007/09/21/indignazione-e-gentilezza/#comment-78813</guid>
		<description>di monaco è uno.
vediamo se si arriva a tre.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>di monaco è uno.<br />
vediamo se si arriva a tre.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Bartolomeo Di Monaco</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/09/21/indignazione-e-gentilezza/#comment-78812</link>
		<dc:creator>Bartolomeo Di Monaco</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Sep 2007 12:06:52 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2007/09/21/indignazione-e-gentilezza/#comment-78812</guid>
		<description>Ho inviato a Gemma una bozza di manifesto che, riveduta e corretta, potrebbe essere diffusa attraverso blog e siti. Un blog apposito potrebbe lanciare il tutto, sono d'accordo. Ma chi è in grado di aprirlo e gestirlo? Io fatico alquanto a mandare avanti il mio sito e la rivista Parliamone che ho avviato qualche settimana fa sul mio sito. Ma il manifesto potrei metterlo, eccome! e linkare il blog che nascerà.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ho inviato a Gemma una bozza di manifesto che, riveduta e corretta, potrebbe essere diffusa attraverso blog e siti. Un blog apposito potrebbe lanciare il tutto, sono d&#8217;accordo. Ma chi è in grado di aprirlo e gestirlo? Io fatico alquanto a mandare avanti il mio sito e la rivista Parliamone che ho avviato qualche settimana fa sul mio sito. Ma il manifesto potrei metterlo, eccome! e linkare il blog che nascerà.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: tashtego</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/09/21/indignazione-e-gentilezza/#comment-78811</link>
		<dc:creator>tashtego</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Sep 2007 12:06:07 +0000</pubDate>
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		<description>@o.c.
non che mi interessi, ma, sempre se ti va, potresti precisare il significato di quel tuo "pure pasciuti"?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@o.c.<br />
non che mi interessi, ma, sempre se ti va, potresti precisare il significato di quel tuo &#8220;pure pasciuti&#8221;?</p>
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		<title>Di: diamonds</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/09/21/indignazione-e-gentilezza/#comment-78807</link>
		<dc:creator>diamonds</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Sep 2007 11:50:34 +0000</pubDate>
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		<description>"ogni iniziativa si espone allo scetticismo e all’ironia"("è' sempre così quando si lotta",cfr Charles F. Kane)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;ogni iniziativa si espone allo scetticismo e all’ironia&#8221;(&#8221;è&#8217; sempre così quando si lotta&#8221;,cfr Charles F. Kane)</p>
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