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	<title>Commenti a: Considerazioni a margine di Umbria Jazz - 1</title>
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	<pubDate>Sat, 10 Jan 2009 01:40:28 +0000</pubDate>
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		<title>Di: Considerazioni a margine di Umbria Jazz - 2 &#124; Nazione Indiana</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/10/01/considerazioni-a-margine-di-umbria-jazz-1/#comment-79290</link>
		<dc:creator>Considerazioni a margine di Umbria Jazz - 2 &#124; Nazione Indiana</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Oct 2007 04:01:34 +0000</pubDate>
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		<description>[...] [continua da qui] [...]</description>
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		<title>Di: sergio pasquandrea</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/10/01/considerazioni-a-margine-di-umbria-jazz-1/#comment-79211</link>
		<dc:creator>sergio pasquandrea</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Oct 2007 10:40:50 +0000</pubDate>
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		<description>Grazie a tutti per le osservazioni.
Ovviamente su alcuni punti (tipo New Orleans) ho preferito tirare un po' via, perché il target dell'articolo non era troppo "tecnico" e non volevo appesantire il discorso.
Per quanto riguarda la "preparazione musicale di base", non intendevo necessariamente il suonare uno strumento o leggere la musica, ma avere una certa cultura generale, ascoltare, interessarsi. Insomma, andare un po' più in là di MTV e delle classifiche di musica leggera. Cosa, purtroppo, rarissima in Italia, a giudicare da quello che ascolta il 90% dei miei alunni del liceo...
Fra parentesi, per quanto riguarda sia la cultura musicale sia le donne, una delle più grandi intenditrici di jazz che conosco è una donna, carissima amica, che non saprebbe distinguere una semicroma da una bicicletta, ma che capisce di jazz quanto e più di me. Ma mi pare che il discorso generale resti valido.
Per quanto riguarda il tipo di pubblico a cui pensavo, sì, è quello del "jazz-jazz", per così dire, insomma del "mainstream". Se leggerete la seconda parte, a un certo punto lo dico: dopo gli anni '60-'70 il jazz è diventato molto vario, e di sicuro il pubblico di Diana Krall è diverso da quello di Cecil Taylor o dei Lounge Lizards.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie a tutti per le osservazioni.<br />
Ovviamente su alcuni punti (tipo New Orleans) ho preferito tirare un po&#8217; via, perché il target dell&#8217;articolo non era troppo &#8220;tecnico&#8221; e non volevo appesantire il discorso.<br />
Per quanto riguarda la &#8220;preparazione musicale di base&#8221;, non intendevo necessariamente il suonare uno strumento o leggere la musica, ma avere una certa cultura generale, ascoltare, interessarsi. Insomma, andare un po&#8217; più in là di MTV e delle classifiche di musica leggera. Cosa, purtroppo, rarissima in Italia, a giudicare da quello che ascolta il 90% dei miei alunni del liceo&#8230;<br />
Fra parentesi, per quanto riguarda sia la cultura musicale sia le donne, una delle più grandi intenditrici di jazz che conosco è una donna, carissima amica, che non saprebbe distinguere una semicroma da una bicicletta, ma che capisce di jazz quanto e più di me. Ma mi pare che il discorso generale resti valido.<br />
Per quanto riguarda il tipo di pubblico a cui pensavo, sì, è quello del &#8220;jazz-jazz&#8221;, per così dire, insomma del &#8220;mainstream&#8221;. Se leggerete la seconda parte, a un certo punto lo dico: dopo gli anni &#8216;60-&#8217;70 il jazz è diventato molto vario, e di sicuro il pubblico di Diana Krall è diverso da quello di Cecil Taylor o dei Lounge Lizards.</p>
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		<title>Di: Giacomo Ferrari</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/10/01/considerazioni-a-margine-di-umbria-jazz-1/#comment-79206</link>
		<dc:creator>Giacomo Ferrari</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Oct 2007 09:53:43 +0000</pubDate>
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		<description>Ciao Sergio,
ho letto con interesse l'articolo e lo trovo stimolante per varie ragioni.
Credo, però, che la leggenda del jazz nato a New Orleans vada un pò sfatata o quanto meno ridimensionata. Senz'anltro è stato il centro più importante per la diffusione del jazz, ma probabilmente la musica suonata a New Orleans non era molto diversa da quella suonata in altre città degli Stati Uniti.
Bellissimo il quadretto delle 2 ragazze che si sorprendono delle stranezze di Rava e Petrella, e sottolineo "sorprendono" poichè probabilmente le stesse 2 ragazze non avrebbero provato tanto stupore di fronte, per esempio, ad un quadro di Kandinsky, magari l'avrebbero giudicato bruttu o addirittura bello ma senza troppa meraviglia (sottolineando il fatto che al momento i musicisti sopracitati non fanno una musica particolarmente "astratta").
Ovviamente qui il problema è che la cultura musicale (in senso lato) nel nostro paese, e non solo, rasenta praticamente lo zero, per non parlare nello specifico della cultura musicale afro-americana.
Vorrei aggiungere che il jazz ha sempre goduto di una maggioranza di pubblico bianco, fin dai tempi dei minstrels show per chiari motivi razziali, a quando veniva suonato nelle case di piacere di New Orleans; oggi credo che il pubblico sia molto più vario di quanto accenni nel tuo articolo: molto sono i tipi di jazz, gli ambienti e le tipologie di persone. Il target da te descritto forse rispecchia il pubblico di un certo tipo di jazz suonato in certi luoghi.
Un ultima annotazione a proposito di coloro che hanno una "preparazione musicale di base"; per esperienza personale le persone con maggior senso critico e apertura mentale le ho trovate fra quelli che non hanno una conoscenza musicale di base, se per questa si intende saper suonare uno strumento. Cartesio per sua ammissione era totalmente negato per la musica e non sapeva suonare nessun strumento, ma probabilmente è stato uno dei più importanti filosofi musicali della nostra storia.... purtroppo se un tempo erano i musicisti a mangiare in cucina con la servitù, e i filosofi della musica erano gli ospiti più ambiti, oggi si sono invertite le parti!!!! si pensa che solo per il fatto di saper suonare uno strumento una persona sia per forza miglior intenditore. Un buon musicista può essere un cattivo critico e un buon critico cattivo musicista, le due cose non credo siano per forza correlate.
Un saluto,
Giacomo</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao Sergio,<br />
ho letto con interesse l&#8217;articolo e lo trovo stimolante per varie ragioni.<br />
Credo, però, che la leggenda del jazz nato a New Orleans vada un pò sfatata o quanto meno ridimensionata. Senz&#8217;anltro è stato il centro più importante per la diffusione del jazz, ma probabilmente la musica suonata a New Orleans non era molto diversa da quella suonata in altre città degli Stati Uniti.<br />
Bellissimo il quadretto delle 2 ragazze che si sorprendono delle stranezze di Rava e Petrella, e sottolineo &#8220;sorprendono&#8221; poichè probabilmente le stesse 2 ragazze non avrebbero provato tanto stupore di fronte, per esempio, ad un quadro di Kandinsky, magari l&#8217;avrebbero giudicato bruttu o addirittura bello ma senza troppa meraviglia (sottolineando il fatto che al momento i musicisti sopracitati non fanno una musica particolarmente &#8220;astratta&#8221;).<br />
Ovviamente qui il problema è che la cultura musicale (in senso lato) nel nostro paese, e non solo, rasenta praticamente lo zero, per non parlare nello specifico della cultura musicale afro-americana.<br />
Vorrei aggiungere che il jazz ha sempre goduto di una maggioranza di pubblico bianco, fin dai tempi dei minstrels show per chiari motivi razziali, a quando veniva suonato nelle case di piacere di New Orleans; oggi credo che il pubblico sia molto più vario di quanto accenni nel tuo articolo: molto sono i tipi di jazz, gli ambienti e le tipologie di persone. Il target da te descritto forse rispecchia il pubblico di un certo tipo di jazz suonato in certi luoghi.<br />
Un ultima annotazione a proposito di coloro che hanno una &#8220;preparazione musicale di base&#8221;; per esperienza personale le persone con maggior senso critico e apertura mentale le ho trovate fra quelli che non hanno una conoscenza musicale di base, se per questa si intende saper suonare uno strumento. Cartesio per sua ammissione era totalmente negato per la musica e non sapeva suonare nessun strumento, ma probabilmente è stato uno dei più importanti filosofi musicali della nostra storia&#8230;. purtroppo se un tempo erano i musicisti a mangiare in cucina con la servitù, e i filosofi della musica erano gli ospiti più ambiti, oggi si sono invertite le parti!!!! si pensa che solo per il fatto di saper suonare uno strumento una persona sia per forza miglior intenditore. Un buon musicista può essere un cattivo critico e un buon critico cattivo musicista, le due cose non credo siano per forza correlate.<br />
Un saluto,<br />
Giacomo</p>
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	<item>
		<title>Di: araos</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/10/01/considerazioni-a-margine-di-umbria-jazz-1/#comment-79200</link>
		<dc:creator>araos</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Oct 2007 08:51:29 +0000</pubDate>
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		<description>la seconda parte esce giovedì.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>la seconda parte esce giovedì.</p>
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		<title>Di: Pensieri Oziosi</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/10/01/considerazioni-a-margine-di-umbria-jazz-1/#comment-79190</link>
		<dc:creator>Pensieri Oziosi</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Oct 2007 07:26:09 +0000</pubDate>
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		<description>Forse è «élitario» la parola che l'autore stava cercando...

L'élitarizzazione di forme artistiche inizialmente popolari è un percorso evolutivo abbastanza comune, direi.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Forse è «élitario» la parola che l&#8217;autore stava cercando&#8230;</p>
<p>L&#8217;élitarizzazione di forme artistiche inizialmente popolari è un percorso evolutivo abbastanza comune, direi.</p>
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	<item>
		<title>Di: Gaia</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/10/01/considerazioni-a-margine-di-umbria-jazz-1/#comment-79173</link>
		<dc:creator>Gaia</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Oct 2007 22:33:25 +0000</pubDate>
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		<description>Con ansia ad attendere il Continua. 
Come nota biografica: io sono donna e ascolto e amo e sogno e suon(av)o visceralmente di jazz. Ma in effetti, amiche con cui andarlo ad ascoltare, poche pochissime.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Con ansia ad attendere il Continua.<br />
Come nota biografica: io sono donna e ascolto e amo e sogno e suon(av)o visceralmente di jazz. Ma in effetti, amiche con cui andarlo ad ascoltare, poche pochissime.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Baldrus MC</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/10/01/considerazioni-a-margine-di-umbria-jazz-1/#comment-79145</link>
		<dc:creator>Baldrus MC</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Oct 2007 10:45:30 +0000</pubDate>
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		<description>Bravo Sergio per questo bel pezzo che racconta e al tempo stesso pone della domande. Non c'è dubbio che il jazz nasce come black music ma i bianchi americani se ne sono appropriati (anche molto recentemente, ricordo per esempio i Lounge Lizard). Ora mi sembra una musica senza una identità sociale precisa (i neri giovani do oggi magari ascoltano il rap).

Aspetto il seguito Sergio!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Bravo Sergio per questo bel pezzo che racconta e al tempo stesso pone della domande. Non c&#8217;è dubbio che il jazz nasce come black music ma i bianchi americani se ne sono appropriati (anche molto recentemente, ricordo per esempio i Lounge Lizard). Ora mi sembra una musica senza una identità sociale precisa (i neri giovani do oggi magari ascoltano il rap).</p>
<p>Aspetto il seguito Sergio!</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Chapuce</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/10/01/considerazioni-a-margine-di-umbria-jazz-1/#comment-79141</link>
		<dc:creator>Chapuce</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Oct 2007 10:25:33 +0000</pubDate>
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		<description>adoro il jazz...</description>
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	<item>
		<title>Di: véronique vergé</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/10/01/considerazioni-a-margine-di-umbria-jazz-1/#comment-79137</link>
		<dc:creator>véronique vergé</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Oct 2007 06:21:14 +0000</pubDate>
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		<description>Amo il jazz e sono una donna, amo il jazz, musica di dolcezza, sensualità della anca. Amo il jazz, l'erotismo della musica lenta, la nostalgia anni 50, amo il gesto lento di serpiente del trombettista, il soffio, l'ambiente azzuro, scuro della strada, l'ambiente malva dei cafés.
Amo il jazz e questo articolo molto preciso che da una nota sensuale alla mattina.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Amo il jazz e sono una donna, amo il jazz, musica di dolcezza, sensualità della anca. Amo il jazz, l&#8217;erotismo della musica lenta, la nostalgia anni 50, amo il gesto lento di serpiente del trombettista, il soffio, l&#8217;ambiente azzuro, scuro della strada, l&#8217;ambiente malva dei cafés.<br />
Amo il jazz e questo articolo molto preciso che da una nota sensuale alla mattina.</p>
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