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	<title>Commenti a: Genova non è finita 1</title>
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		<item>
		<title>Di: Antao Sacarolhas</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/10/01/genova-non-e-finita-1/#comment-79693</link>
		<dc:creator>Antao Sacarolhas</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Oct 2007 16:44:05 +0000</pubDate>
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		<description>Mele può pippare e scopazzare con chi vuole. Poi sul fatto che abbia abbandonato la tipa e si sia fatto i cacchi suoi, forse su questo ci sarebbe da sollevare qualche obiezione. Ma uno che fa sesso con una prostituta, pippa la cozza e poi mi parla di valori morali, risulta poco credibile o meglio: è una presa per i fondelli...

Esistono elite che hanno tutto per loro, hanno i patti civili per le convivenze, hanno agevolazioni su tutto e benefici su altro, possono permettersi di pippare la cozza e farsela con i trans senza essere additati come &quot;drogati&quot; e &quot;culattoni&quot; (cito la Ducia - come la definì Michele Serra: meglio fascisti che culattoni)

Ti fumi una canna, ti mandano da uno psicologo che quando ti vede, chiede:
Ma che ci fai tu qui?

mi ci han mandato, forse?

Bevi due birre o due bicchieri di vino a cena e devi guidare (funzionassero i mezzi pubblici) ti ritirano la patente...
Sembra idiota, ma nessuno ha mai pensato di abbassare le velocità delle auto? oltre i 130 dove puoi andare con l&#039;auto?
Non mi piace vedere tutti questi blocchi stradali incredibili, sembrano alla ricerca di criminali incalliti...
Ma ora basta...tutto questo potrebbe passare per qualunquismo.


Ma collegandomi  ai fatti di Genova non posso fare altro che:
VERGOGNARMI DI APPARTENERE ALLO STATO ITALIANO!!!!!

come fanno a dormire tranquilli? 
Dalla loro hanno la giustificazione della legge del più forte, del più potente; forse diranno: obbedivamo ad ordini...

Non so...forse le forze dell&#039;ordine, quelle in prima linea in queste manifestazioni accolgono in sé molti esaltati e forse con poca cultura...
C&#039;è anche da capire chi istigava a tale comportamento...

Di sicuro il governo precedente, i dirigenti della polizia di quei giorni hanno tutti una grossa responsabilità.
Sia per come sono andati i fatti, ma anche per i possibili silenzi, coperture ecc...

Ma ognuno ha il proprio concetto di Responsabilità...
Ci fosse stato un poliziotto che vedendo tali brutalità avesse gettato a terra manganello, casco, scudo ecc, forse  sarebbe diventato un eroe, un esempio di come l&#039;appartenenza ad un corpo di polizia, ad uno stato, ad un&#039;idea non possa giustificare tali nefandezze...

Persone già a terra, senza armi, picchiate a sangue nonostante si fossero già arresi...

Non sono stato al g8 di genova e in quell&#039;epoca ero ancora giovane per riuscire a formulare giudizi e opinioni su tali fatti...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Mele può pippare e scopazzare con chi vuole. Poi sul fatto che abbia abbandonato la tipa e si sia fatto i cacchi suoi, forse su questo ci sarebbe da sollevare qualche obiezione. Ma uno che fa sesso con una prostituta, pippa la cozza e poi mi parla di valori morali, risulta poco credibile o meglio: è una presa per i fondelli&#8230;</p>
<p>Esistono elite che hanno tutto per loro, hanno i patti civili per le convivenze, hanno agevolazioni su tutto e benefici su altro, possono permettersi di pippare la cozza e farsela con i trans senza essere additati come &#8220;drogati&#8221; e &#8220;culattoni&#8221; (cito la Ducia &#8211; come la definì Michele Serra: meglio fascisti che culattoni)</p>
<p>Ti fumi una canna, ti mandano da uno psicologo che quando ti vede, chiede:<br />
Ma che ci fai tu qui?</p>
<p>mi ci han mandato, forse?</p>
<p>Bevi due birre o due bicchieri di vino a cena e devi guidare (funzionassero i mezzi pubblici) ti ritirano la patente&#8230;<br />
Sembra idiota, ma nessuno ha mai pensato di abbassare le velocità delle auto? oltre i 130 dove puoi andare con l&#8217;auto?<br />
Non mi piace vedere tutti questi blocchi stradali incredibili, sembrano alla ricerca di criminali incalliti&#8230;<br />
Ma ora basta&#8230;tutto questo potrebbe passare per qualunquismo.</p>
<p>Ma collegandomi  ai fatti di Genova non posso fare altro che:<br />
VERGOGNARMI DI APPARTENERE ALLO STATO ITALIANO!!!!!</p>
<p>come fanno a dormire tranquilli?<br />
Dalla loro hanno la giustificazione della legge del più forte, del più potente; forse diranno: obbedivamo ad ordini&#8230;</p>
<p>Non so&#8230;forse le forze dell&#8217;ordine, quelle in prima linea in queste manifestazioni accolgono in sé molti esaltati e forse con poca cultura&#8230;<br />
C&#8217;è anche da capire chi istigava a tale comportamento&#8230;</p>
<p>Di sicuro il governo precedente, i dirigenti della polizia di quei giorni hanno tutti una grossa responsabilità.<br />
Sia per come sono andati i fatti, ma anche per i possibili silenzi, coperture ecc&#8230;</p>
<p>Ma ognuno ha il proprio concetto di Responsabilità&#8230;<br />
Ci fosse stato un poliziotto che vedendo tali brutalità avesse gettato a terra manganello, casco, scudo ecc, forse  sarebbe diventato un eroe, un esempio di come l&#8217;appartenenza ad un corpo di polizia, ad uno stato, ad un&#8217;idea non possa giustificare tali nefandezze&#8230;</p>
<p>Persone già a terra, senza armi, picchiate a sangue nonostante si fossero già arresi&#8230;</p>
<p>Non sono stato al g8 di genova e in quell&#8217;epoca ero ancora giovane per riuscire a formulare giudizi e opinioni su tali fatti&#8230;</p>
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	<item>
		<title>Di: the O.C.</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/10/01/genova-non-e-finita-1/#comment-79447</link>
		<dc:creator>the O.C.</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 Oct 2007 09:32:14 +0000</pubDate>
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		<description>A proposito di FFSS, se Blicero è un artiglio del collettivo che ha &#039;rifatto&#039; il sito di Trenitalia, gli rendo doveroso omaggio. Autistico?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>A proposito di FFSS, se Blicero è un artiglio del collettivo che ha &#8216;rifatto&#8217; il sito di Trenitalia, gli rendo doveroso omaggio. Autistico?</p>
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	<item>
		<title>Di: the O.C.</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/10/01/genova-non-e-finita-1/#comment-79389</link>
		<dc:creator>the O.C.</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Oct 2007 08:27:03 +0000</pubDate>
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		<description>Gentilissimo Abate,
se vuoi essere libertario fino in fondo inizia a difendere Mele e la sua libertà di pippare e scopare come gli pare.
Salutiamo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Gentilissimo Abate,<br />
se vuoi essere libertario fino in fondo inizia a difendere Mele e la sua libertà di pippare e scopare come gli pare.<br />
Salutiamo.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
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		<title>Di: AbatediTheleme</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/10/01/genova-non-e-finita-1/#comment-79285</link>
		<dc:creator>AbatediTheleme</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Oct 2007 23:06:52 +0000</pubDate>
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		<description>P.s. Per farvi cogliere appieno lo scopo occulto di questa legge, come di molte altre relative alla viabilità, indico di sfuggita lo stato pietoso delle FF.SS., la catastrofe dell&#039;Alitalia e degli aereoporti minori in Italia, la tragedia della viabilità stile Salerno-Reggio, Venezia - Mestre, tangenziale Roma etc , l&#039;inesistenza del trasporto marittimo e fluviale (vedi Tirrenia), la carenza assoluta nei trasporti pubblici cittadini, la devastazione del sistema giudiziario e repressivo.
L&#039;Italia non è l&#039;Inghliterra, non ci hanno dato alternative alle 4 ruote. E ne approfittano per renderci schiavi di quelle che chiamano sanzioni ma sono invece balzelli e vessazioni. 
Chi non supera di 10 km il limite lanci la prima pietra. 
Tutto in stile deputato Mele, mignottaro e cocainomane ma primo firmatario di norma repressive e moraliste. 
Quo usque tandem abutere patientia nostra?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>P.s. Per farvi cogliere appieno lo scopo occulto di questa legge, come di molte altre relative alla viabilità, indico di sfuggita lo stato pietoso delle FF.SS., la catastrofe dell&#8217;Alitalia e degli aereoporti minori in Italia, la tragedia della viabilità stile Salerno-Reggio, Venezia &#8211; Mestre, tangenziale Roma etc , l&#8217;inesistenza del trasporto marittimo e fluviale (vedi Tirrenia), la carenza assoluta nei trasporti pubblici cittadini, la devastazione del sistema giudiziario e repressivo.<br />
L&#8217;Italia non è l&#8217;Inghliterra, non ci hanno dato alternative alle 4 ruote. E ne approfittano per renderci schiavi di quelle che chiamano sanzioni ma sono invece balzelli e vessazioni.<br />
Chi non supera di 10 km il limite lanci la prima pietra.<br />
Tutto in stile deputato Mele, mignottaro e cocainomane ma primo firmatario di norma repressive e moraliste.<br />
Quo usque tandem abutere patientia nostra?</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: AbatediTheleme</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/10/01/genova-non-e-finita-1/#comment-79284</link>
		<dc:creator>AbatediTheleme</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Oct 2007 22:31:42 +0000</pubDate>
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		<description>The O.C. 

&quot;Un mondo libertario non è possibile, ma sarebbe più bello di questo.&quot;



L&#039;abate sa di rischiare l&#039;OFF TOPIC, ma sa anche che, per chi ha occhi per vedere, quello che sarà qui linkato ha molto a che vedere con gli abominevoli fatti di Genova ed il clima di assoluta illiberalità e dispotismo in cui questa italietta precipita ogni giorno di più, grazie ad una Grosse Coalition che non conosce nè destra nè sinistra ma solo arbitrio puro e guidrigildi. Oltrepassando di gran lunga la follia del &quot;dittatore dello stato libero di Bananas&quot;, che decide di imporre ad un paese caraibico lo svedese quale lingua nazionale e di indossare la biancheria intima sopra i vestiti, per dimostrare agli agenti di averla cambiata almeno tre volte al giorno. 
Evviva Woody Allen, abbasso il Senato... meno bello di così forse in Birmania.

P.s. Vere chicche sono:
le disposizioni in tema di locali notturni, obbligati per restare aperti a ciò che sarebbe inverosimile anche per l&#039;U.s.l.; 
i divieti random sulla guida notturna;
le sanzioni agli autisti fermi con motore acceso.

Vale et ego.


http://www.quattroruote.it/news/articolo.cfm?codice=108385&amp;pagina=140671&amp;canaleuscita=-1</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>The O.C. </p>
<p>&#8220;Un mondo libertario non è possibile, ma sarebbe più bello di questo.&#8221;</p>
<p>L&#8217;abate sa di rischiare l&#8217;OFF TOPIC, ma sa anche che, per chi ha occhi per vedere, quello che sarà qui linkato ha molto a che vedere con gli abominevoli fatti di Genova ed il clima di assoluta illiberalità e dispotismo in cui questa italietta precipita ogni giorno di più, grazie ad una Grosse Coalition che non conosce nè destra nè sinistra ma solo arbitrio puro e guidrigildi. Oltrepassando di gran lunga la follia del &#8220;dittatore dello stato libero di Bananas&#8221;, che decide di imporre ad un paese caraibico lo svedese quale lingua nazionale e di indossare la biancheria intima sopra i vestiti, per dimostrare agli agenti di averla cambiata almeno tre volte al giorno.<br />
Evviva Woody Allen, abbasso il Senato&#8230; meno bello di così forse in Birmania.</p>
<p>P.s. Vere chicche sono:<br />
le disposizioni in tema di locali notturni, obbligati per restare aperti a ciò che sarebbe inverosimile anche per l&#8217;U.s.l.;<br />
i divieti random sulla guida notturna;<br />
le sanzioni agli autisti fermi con motore acceso.</p>
<p>Vale et ego.</p>
<p><a href="http://www.quattroruote.it/news/articolo.cfm?codice=108385&amp;pagina=140671&amp;canaleuscita=-1" rel="nofollow">http://www.quattroruote.it/news/articolo.cfm?codice=108385&amp;pagina=140671&amp;canaleuscita=-1</a></p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: the O.C.</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/10/01/genova-non-e-finita-1/#comment-79280</link>
		<dc:creator>the O.C.</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Oct 2007 19:19:38 +0000</pubDate>
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		<description>Ucci ucci, c&#039;è chi la sindrome del pedinato ce l&#039;ha dai quindici in poi. Non ci voleva mica Genova per capirlo. Al massimo per confermarlo. Un mondo libertario non è possibile, ma sarebbe più bello di questo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ucci ucci, c&#8217;è chi la sindrome del pedinato ce l&#8217;ha dai quindici in poi. Non ci voleva mica Genova per capirlo. Al massimo per confermarlo. Un mondo libertario non è possibile, ma sarebbe più bello di questo.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: marco mantello</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/10/01/genova-non-e-finita-1/#comment-79267</link>
		<dc:creator>marco mantello</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Oct 2007 15:16:18 +0000</pubDate>
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		<description>però mi riferivo alle scarpe, non alla faccia....beh le scarpe da trekking ci stanno in una situazione &#039;albergo di montagna deserto&#039;.....</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>però mi riferivo alle scarpe, non alla faccia&#8230;.beh le scarpe da trekking ci stanno in una situazione &#8216;albergo di montagna deserto&#8217;&#8230;..</p>
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		<title>Di: marco mantello</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/10/01/genova-non-e-finita-1/#comment-79266</link>
		<dc:creator>marco mantello</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Oct 2007 15:13:52 +0000</pubDate>
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		<description>Una faccia alla Jack N. in quel di Shining....ma era più che altro una battuta, la mia faccia reale è meno spiritata e non imbraccio in genere accette da boscaiolo per aprire la porta della camera da letto....</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Una faccia alla Jack N. in quel di Shining&#8230;.ma era più che altro una battuta, la mia faccia reale è meno spiritata e non imbraccio in genere accette da boscaiolo per aprire la porta della camera da letto&#8230;.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: ucci ucci</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/10/01/genova-non-e-finita-1/#comment-79263</link>
		<dc:creator>ucci ucci</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Oct 2007 14:29:22 +0000</pubDate>
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		<description>the O.C. fa degli interventi strani, scrupolosamente strani</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>the O.C. fa degli interventi strani, scrupolosamente strani</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: tashtego</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/10/01/genova-non-e-finita-1/#comment-79260</link>
		<dc:creator>tashtego</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Oct 2007 13:30:57 +0000</pubDate>
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		<description>che aspetto ha una cosa &quot;molto Hoverlock Hotel&quot;?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>che aspetto ha una cosa &#8220;molto Hoverlock Hotel&#8221;?</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: marco mantello</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/10/01/genova-non-e-finita-1/#comment-79258</link>
		<dc:creator>marco mantello</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Oct 2007 13:19:50 +0000</pubDate>
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		<description>E io che pensavo di essere un paranoico....In effetti la sindrome del pedinato o della persona dalla &#039;faccia sospetta&#039; l&#039; ho acquisita da prima di Genova e questo senso di occlusione che provavo e provo nelle grandi città (Roma, dove in genere vivo) e un po&#039; meno nei piccoli centri, questo sentirmi osservato dalle volanti quando passano.... è stato uno dei motivi per cui decisi di partecipare ai giorni del g8. Non mi capita solo in Italia, recentemente è successo anche in Germania (ho trascorso quattro mesi a Berlino e ci svernerò a breve fino all&#039;estate). Durante il viaggio di ritorno a casa, in autostrada, sono stato fermato  senza ragioni da due poliziotti in borghese, hanno accostato la macchina dietro la mia mentre facevo benzina nei pressi di Monaco (quindi evidentemente mi avevano seguito per qualche km), con tanto di perquisizione di portafogli, apertura dei bagagli fino alle mutande e domande del tipo: porta droga con sé? In genere mi succede spesso quando viaggio. Anni fa all&#039;aeroporto di Londra H., c&#039;era un volo per Tel Aviv prima del mio e siccome ero arrivato in anticipo e vagavo per negozi con una sacca di dischi comprati a Notting Hill, la tipa del check in mi ha segnalato alla sicurezza come persona very suspicious. Sono arrivati due tizi col fucile a pompa e mi hanno chiesto come priam cosa. &#039;La tua mano sta tremando, perché trema?&#039; E poi ancora cosa avevo nelel tasche. Le chiavi della mia auto, ho risposto, e loro mi hanno detto di tirare fuori queste chiavi. Si era formato il calssico cerchi di gente introno al mio zaino da montagna (ovviamento aperto): 
&#039;Pensavate che fossi un terrorista?&#039;
&#039;Non non abbiamo mai detto questo&#039;. 
Un&#039;altra volta, durante un viaggio in treno da Roma a Friburgo, ho &#039;subito&#039; tre controlli in treno e uno alla stazione di arrivo (anche questi poliziotti in borghese), mentre tiravo fuori i bagagli. E pensare che quest&#039;anno, forte delle esperienze passate, avevo anche deciso di premunirmi: tagliato i capelli per sembrare meno &#039;clan dei calabresi&#039;, però la barba era troppo lunga e la mia camicia a scacchi troppo a scacchi e le scarpe da trekking molto Overlock Hotel. Oltre al fatto che viaggiare in macchina con pacchi, zaino e cani sa molto di zingaro. Mi rimane un&#039;ultima chance da tentare, ovvero un&#039;ultima forma di adattamento al pregiudizio della mia identità, finalizzata a rassicurare lo sbirro monegasco: proverò a tagliare la barba lasciando i capelli lunghi, perché con i capelli corti e senza barba molta gente che mi conosce mi associa in genere a un kurdo o a un arabo. Poi ci sono i miei occhi, pare che risultino spiritati anche se non ho mai fatto uso di droghe pesanti.....Poi ci sarebbe la mia espressione facciale, che a detta di altra gente che mi conosce è polemica e poco propensa al sorriso...Poi l&#039;abbigliamento.....Prima o poi lo butterò giù, non solo un controdiscorso sui capelloni (o sui barbuti non calvi), ma anche un bel saggio sulla rinascita della fisiognomica per motivi di pubblica sicurezza. E pensare che sono un privilegiato, con il passaparto italico e la cittadinanza UE, oltre al fatto di rientrare fisiologicamente nel novero delle persone con una famiglia alle spalle (del tipo: se mi succede un qualsiasi inconveniente con una qualsiasi polizia europea, sia esso dovuto a equivoci sia esso dovuto a partecipazione a manifestazioni, faccio sempre in tempo a chiamare papà, che contatterà un avvocato e mi sosterrà sul piano economico). Ecco, ritorno a essere serio per un attimo: secondo me quando si parla di Genova per riflettere sulla nostra realtà formato &#039;western world&#039;, dire che viviamo non tanto nel migliore dei mondi possibili quanto nel meno peggio dei mondi reali, resta inappagante, oltre a non diminuire le mie personalissime paranoie da pedinamento.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>E io che pensavo di essere un paranoico&#8230;.In effetti la sindrome del pedinato o della persona dalla &#8216;faccia sospetta&#8217; l&#8217; ho acquisita da prima di Genova e questo senso di occlusione che provavo e provo nelle grandi città (Roma, dove in genere vivo) e un po&#8217; meno nei piccoli centri, questo sentirmi osservato dalle volanti quando passano&#8230;. è stato uno dei motivi per cui decisi di partecipare ai giorni del g8. Non mi capita solo in Italia, recentemente è successo anche in Germania (ho trascorso quattro mesi a Berlino e ci svernerò a breve fino all&#8217;estate). Durante il viaggio di ritorno a casa, in autostrada, sono stato fermato  senza ragioni da due poliziotti in borghese, hanno accostato la macchina dietro la mia mentre facevo benzina nei pressi di Monaco (quindi evidentemente mi avevano seguito per qualche km), con tanto di perquisizione di portafogli, apertura dei bagagli fino alle mutande e domande del tipo: porta droga con sé? In genere mi succede spesso quando viaggio. Anni fa all&#8217;aeroporto di Londra H., c&#8217;era un volo per Tel Aviv prima del mio e siccome ero arrivato in anticipo e vagavo per negozi con una sacca di dischi comprati a Notting Hill, la tipa del check in mi ha segnalato alla sicurezza come persona very suspicious. Sono arrivati due tizi col fucile a pompa e mi hanno chiesto come priam cosa. &#8216;La tua mano sta tremando, perché trema?&#8217; E poi ancora cosa avevo nelel tasche. Le chiavi della mia auto, ho risposto, e loro mi hanno detto di tirare fuori queste chiavi. Si era formato il calssico cerchi di gente introno al mio zaino da montagna (ovviamento aperto):<br />
&#8216;Pensavate che fossi un terrorista?&#8217;<br />
&#8216;Non non abbiamo mai detto questo&#8217;.<br />
Un&#8217;altra volta, durante un viaggio in treno da Roma a Friburgo, ho &#8217;subito&#8217; tre controlli in treno e uno alla stazione di arrivo (anche questi poliziotti in borghese), mentre tiravo fuori i bagagli. E pensare che quest&#8217;anno, forte delle esperienze passate, avevo anche deciso di premunirmi: tagliato i capelli per sembrare meno &#8216;clan dei calabresi&#8217;, però la barba era troppo lunga e la mia camicia a scacchi troppo a scacchi e le scarpe da trekking molto Overlock Hotel. Oltre al fatto che viaggiare in macchina con pacchi, zaino e cani sa molto di zingaro. Mi rimane un&#8217;ultima chance da tentare, ovvero un&#8217;ultima forma di adattamento al pregiudizio della mia identità, finalizzata a rassicurare lo sbirro monegasco: proverò a tagliare la barba lasciando i capelli lunghi, perché con i capelli corti e senza barba molta gente che mi conosce mi associa in genere a un kurdo o a un arabo. Poi ci sono i miei occhi, pare che risultino spiritati anche se non ho mai fatto uso di droghe pesanti&#8230;..Poi ci sarebbe la mia espressione facciale, che a detta di altra gente che mi conosce è polemica e poco propensa al sorriso&#8230;Poi l&#8217;abbigliamento&#8230;..Prima o poi lo butterò giù, non solo un controdiscorso sui capelloni (o sui barbuti non calvi), ma anche un bel saggio sulla rinascita della fisiognomica per motivi di pubblica sicurezza. E pensare che sono un privilegiato, con il passaparto italico e la cittadinanza UE, oltre al fatto di rientrare fisiologicamente nel novero delle persone con una famiglia alle spalle (del tipo: se mi succede un qualsiasi inconveniente con una qualsiasi polizia europea, sia esso dovuto a equivoci sia esso dovuto a partecipazione a manifestazioni, faccio sempre in tempo a chiamare papà, che contatterà un avvocato e mi sosterrà sul piano economico). Ecco, ritorno a essere serio per un attimo: secondo me quando si parla di Genova per riflettere sulla nostra realtà formato &#8216;western world&#8217;, dire che viviamo non tanto nel migliore dei mondi possibili quanto nel meno peggio dei mondi reali, resta inappagante, oltre a non diminuire le mie personalissime paranoie da pedinamento.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: tashtego</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/10/01/genova-non-e-finita-1/#comment-79257</link>
		<dc:creator>tashtego</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Oct 2007 13:01:29 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2007/10/01/genova-non-e-finita-1/#comment-79257</guid>
		<description>Due appunti, forse fuori bersaglio.
Genova è stato un improvviso - secondo me non del tutto voluto, nel senso che è sfuggito di mano ai suoi stessi protagonisti - fenomeno di disvelamento di uno Stato monopolista della violenza cui sfugge di mano il suo strumento principale.
A Genova il braccio armato dello Stato ha testato il livello di copertura di cui avrebbe potuto godere durante il governo di centro destra, comprendendo che non ostante la palese complicità del potere, questo livello non era totale, che un regime militare non era nell’aria.
Tuttavia tutto è avvenuto, per come io lo percepisco dall’esterno, cioè non essendo stato presente, nel modo non conscio che guida l’impulso di vendetta e rivalsa sociale che sempre si annida nella forma mentis del questurino. 
Mano a mano che la violenza si dispiegava e si rendeva sempre più feroce, grave e gratuita, la stampa, la politica e le stesse forze militari dello Stato si strutturavano alla bell’e meglio per sostenerla e per quanto possibile, celarla.
Ma la violenza non era stata lucidamente progettata, era dentro ogni singolo carabiniere/poliziotto, in un clima che per qualche tempo aveva fatto credere a questa gente di essere andata al governo, assieme alla destra.
Genova è stato un “adesso comandiamo noi”, quasi completamente campato in aria.
In questo senso è stata piuttosto una fine, che un inizio.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Due appunti, forse fuori bersaglio.<br />
Genova è stato un improvviso &#8211; secondo me non del tutto voluto, nel senso che è sfuggito di mano ai suoi stessi protagonisti &#8211; fenomeno di disvelamento di uno Stato monopolista della violenza cui sfugge di mano il suo strumento principale.<br />
A Genova il braccio armato dello Stato ha testato il livello di copertura di cui avrebbe potuto godere durante il governo di centro destra, comprendendo che non ostante la palese complicità del potere, questo livello non era totale, che un regime militare non era nell’aria.<br />
Tuttavia tutto è avvenuto, per come io lo percepisco dall’esterno, cioè non essendo stato presente, nel modo non conscio che guida l’impulso di vendetta e rivalsa sociale che sempre si annida nella forma mentis del questurino.<br />
Mano a mano che la violenza si dispiegava e si rendeva sempre più feroce, grave e gratuita, la stampa, la politica e le stesse forze militari dello Stato si strutturavano alla bell’e meglio per sostenerla e per quanto possibile, celarla.<br />
Ma la violenza non era stata lucidamente progettata, era dentro ogni singolo carabiniere/poliziotto, in un clima che per qualche tempo aveva fatto credere a questa gente di essere andata al governo, assieme alla destra.<br />
Genova è stato un “adesso comandiamo noi”, quasi completamente campato in aria.<br />
In questo senso è stata piuttosto una fine, che un inizio.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: andrea inglese</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/10/01/genova-non-e-finita-1/#comment-79245</link>
		<dc:creator>andrea inglese</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Oct 2007 07:39:37 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2007/10/01/genova-non-e-finita-1/#comment-79245</guid>
		<description>Quando parlo di terrorismo: intendo un metodo di aggressione violenta contro i manifestanti, finalizzato a provocare terrore. Molte persono tornanoro da Genova traumatizzate, trascinandosi dietro quei deliziosi sintomi paranoici, che sono moneta corrente nei regimi dittatoriali (paura di essere pedinati, inseguiti, intercettetati, ecc.). E non mi riferisco qui a coloro che si presero le botte alla Diaz o subirono le torture a Bolzaneto.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Quando parlo di terrorismo: intendo un metodo di aggressione violenta contro i manifestanti, finalizzato a provocare terrore. Molte persono tornanoro da Genova traumatizzate, trascinandosi dietro quei deliziosi sintomi paranoici, che sono moneta corrente nei regimi dittatoriali (paura di essere pedinati, inseguiti, intercettetati, ecc.). E non mi riferisco qui a coloro che si presero le botte alla Diaz o subirono le torture a Bolzaneto.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: andrea inglese</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/10/01/genova-non-e-finita-1/#comment-79243</link>
		<dc:creator>andrea inglese</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Oct 2007 07:00:19 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2007/10/01/genova-non-e-finita-1/#comment-79243</guid>
		<description>Ho paura che (purtroppo) molti vogliano dimenticare genova. Anche tra coloro che ci andarono come manifestanti. 
Ma genova si era realizzata una saldatura davvero rara tra una quantità di correnti, gruppi e persone che in seguito hanno continuato a muoversi separatamente dagli altri. Questa saldatura inoltre si era creata a partire da un concetto di disubbidienza civile, accettato da tutte le varie componenti, incluse le cattoliche e le più rigorosamente non violente. Ogni gruppo accettava di interpretare la disubbidienza, assumendosi un grado specifico di rischio. La presenza salvifica di un piccolo gruppo di black block, che praticavano la violenza contro gli oggetti permise di cancellare istantaneamente il percorso di interi mesi fatto dalle varie componenti del movimento intorno alla pratica della disubbidienza. A questo si aggiunsero le cariche di via Tolemaide, e il resto è noto. Quello di cui non si è più parlato è del dispositivo assai sofisticato e democratico che si era messo in atto per sfidare le parate autocelebrative delle élites politiche del pianeta.
Da questo punto di vista il terrorismo praticato dalle forze dell&#039;ordine da venerdi a domenica, e garantito senza dubbio politicamente, ha avuto come obiettivo politico di sciogliere immediatamente quella saldatura assai inquietante. E ci è riuscito. Anche se i temi di Genova, che venivano poi ancora da Seattle, ormai li debbono discutere persino le non democratiche istituzioni economiche internazionali, oltre che i governi stessi. Una vittoria solo a metà, dunque.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ho paura che (purtroppo) molti vogliano dimenticare genova. Anche tra coloro che ci andarono come manifestanti.<br />
Ma genova si era realizzata una saldatura davvero rara tra una quantità di correnti, gruppi e persone che in seguito hanno continuato a muoversi separatamente dagli altri. Questa saldatura inoltre si era creata a partire da un concetto di disubbidienza civile, accettato da tutte le varie componenti, incluse le cattoliche e le più rigorosamente non violente. Ogni gruppo accettava di interpretare la disubbidienza, assumendosi un grado specifico di rischio. La presenza salvifica di un piccolo gruppo di black block, che praticavano la violenza contro gli oggetti permise di cancellare istantaneamente il percorso di interi mesi fatto dalle varie componenti del movimento intorno alla pratica della disubbidienza. A questo si aggiunsero le cariche di via Tolemaide, e il resto è noto. Quello di cui non si è più parlato è del dispositivo assai sofisticato e democratico che si era messo in atto per sfidare le parate autocelebrative delle élites politiche del pianeta.<br />
Da questo punto di vista il terrorismo praticato dalle forze dell&#8217;ordine da venerdi a domenica, e garantito senza dubbio politicamente, ha avuto come obiettivo politico di sciogliere immediatamente quella saldatura assai inquietante. E ci è riuscito. Anche se i temi di Genova, che venivano poi ancora da Seattle, ormai li debbono discutere persino le non democratiche istituzioni economiche internazionali, oltre che i governi stessi. Una vittoria solo a metà, dunque.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Sui Processi del G8 &#171; Zero10</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/10/01/genova-non-e-finita-1/#comment-79216</link>
		<dc:creator>Sui Processi del G8 &#171; Zero10</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Oct 2007 14:00:21 +0000</pubDate>
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		<description>[...] un resoconto sui processi che si stanno svolgendo a Genova sui noti fatti del G8. Leggi il primo intervento.    [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] un resoconto sui processi che si stanno svolgendo a Genova sui noti fatti del G8. Leggi il primo intervento.    [...]</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: The O.C.</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/10/01/genova-non-e-finita-1/#comment-79209</link>
		<dc:creator>The O.C.</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Oct 2007 10:33:59 +0000</pubDate>
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		<description>&quot;La cosa non è durata. Il casino è scoppiato. Le menzogne si sono palesate subito come menzogne. Le teste spaccate non potevano essere nascoste&quot;. Altrove non è così, purtroppo. Bisogna riconoscerlo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;La cosa non è durata. Il casino è scoppiato. Le menzogne si sono palesate subito come menzogne. Le teste spaccate non potevano essere nascoste&#8221;. Altrove non è così, purtroppo. Bisogna riconoscerlo.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Brown</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/10/01/genova-non-e-finita-1/#comment-79193</link>
		<dc:creator>Brown</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Oct 2007 07:58:44 +0000</pubDate>
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		<description>Non sappiamo ancora  cos&#039;è stato Genova, dice Andrea. Quel che è peggio, dico io, è che chi avrebbe il dovere di raccontarcelo non ha nessuna voglia di farlo. 

Roma, 26 set. (Apcom) - E&#039; scontro in commissione Affari Costituzionali
 di  
Montecitorio sulla proposta di istituire una commissione di inchiesta
 sui  
fatti del G8 di Genova del 2001. Nella seduta di questo pomeriggio, la
  
prima sul tema dopo la pausa estiva, la maggioranza si è divisa. Il
 testo  
messo a punto da Gianclaudio Bressa (Ulivo) e adottato come testo base
 a  
fine luglio non piace infatti a Italia dei Valori e Udeur. Insorge
 anche  
l&#039;opposizione che accusa il relatore di aver prodotto un articolato
 che,  
per usare la parole di Jole Santelli (Fi) &quot;condanna le Forze
 dell&#039;ordine e  
assolve e santifica il movimento dei &#039;no global&#039;&quot;.

&quot;Il rifiuto da parte del relatore di accogliere le proposte di modifica
 di  
Forza Italia, che chiedevano di accertare la verità ma in tutte le  
direzioni compresi gli orrori e i misfatti dei manifestanti di Genova -
  
prosegue Santelli - è un atto politico gravissimo. Vorremmo capire qual
 è  
la posizione di Walter Veltroni e Francesco Rutelli che continuano a  
parlare di sicurezza e a dare rassicurazioni alle Forze dell&#039;ordine  
mentre, al contrario, gran parte della loro maggioranza parlamentare,  
compresi esponenti del loro partito, si appresta a costruire la  
ghigliottina mediatica per le Forze dell&#039;ordine a beneficio degli  
interessi politici e di parte di Rifondazione comunista e della
 sinistra  
radicale&quot;.

&quot;Il testo proposto dal relatore - sostiene Gianpiero D&#039;Alia (Udc) - è  
pericoloso e deve essere avversato in ogni modo. Il Governo non può più
  
tacere, né può scaricare sul Parlamento la responsabilità
 dell&#039;istituzione  
della commissione: un&#039;inchiesta parlamentare contro la polizia di Stato
 è  
un atto politico gravissimo. Per questo il ministro Amato farebbe bene
 a  
venire in Aula per dirci cosa ne pensa&quot;. Alla richiesta di ascoltare il
  
titolare del Viminale si è associata anche Fi: &quot;E&#039; doveroso conoscere  
l&#039;orientamento del Ministro dell&#039;interno, considerato che ove il parere
  
del governo sui nostri emendamenti fosse contrario o pilatesco non  
rimarrebbe che chiedere formalmente le dimissioni tanto del Ministro
 Amato  
quanto del vice ministro competente per la pubblica sicurezza&quot;.

Fronte comune con l&#039;opposizione fa anche l&#039;Udeur: &quot;E&#039; indubbio che in  
occasione del G8 di Genova si siano verificati fatti gravi rispetto a
 cui  
non si può far finta di nulla e tuttavia così come formulata è  
inaccettabile la proposta di Bressa. Ho espresso il mio parere
 contrario a  
questa proposta perché, ritenendo necessario compiere un&#039;indagine  
parlamentare sugli avvenimenti, non si può però procedere in una sola  
direzione. Ovvero non si può premettere al lavoro della Commissione di
  
inchiesta che gli eccessi siano stati compiuti solo dalle forze  
dell&#039;ordine&quot;. Per l&#039;esponente del partito di Clemente Mastella occorre
  
&quot;verificare le responsabilità sia delle forze dell&#039;ordine ma anche dei
  
manifestanti, di quei manifestanti che non hanno scelto una via
 pacifica e  
hanno commesso atti di violenza e vandalismo. Credo che solo con questa
  
premessa si potrà raggiungere un indispensabile coinvolgimento anche
 delle  
forze dell&#039;opposizione. Non avrebbe alcun senso, e svuoterebbe di ogni
  
valore, il lavoro di una Commissione parlamentare di inchiesta ai cui  
lavori non parteciperebbero, come annunciato di fronte alla proposta di
  
Bressa, i parlamentari dell&#039;opposizione. Solo un&#039;indagine ampia e senza
  
preclusioni potrà contribuire a fare chiarezza sulle vicende, senza  
rischiare di interferire negativamente sui processi penali e civili in
  
corso&quot;.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Non sappiamo ancora  cos&#8217;è stato Genova, dice Andrea. Quel che è peggio, dico io, è che chi avrebbe il dovere di raccontarcelo non ha nessuna voglia di farlo. </p>
<p>Roma, 26 set. (Apcom) &#8211; E&#8217; scontro in commissione Affari Costituzionali<br />
 di<br />
Montecitorio sulla proposta di istituire una commissione di inchiesta<br />
 sui<br />
fatti del G8 di Genova del 2001. Nella seduta di questo pomeriggio, la</p>
<p>prima sul tema dopo la pausa estiva, la maggioranza si è divisa. Il<br />
 testo<br />
messo a punto da Gianclaudio Bressa (Ulivo) e adottato come testo base<br />
 a<br />
fine luglio non piace infatti a Italia dei Valori e Udeur. Insorge<br />
 anche<br />
l&#8217;opposizione che accusa il relatore di aver prodotto un articolato<br />
 che,<br />
per usare la parole di Jole Santelli (Fi) &#8220;condanna le Forze<br />
 dell&#8217;ordine e<br />
assolve e santifica il movimento dei &#8216;no global&#8217;&#8221;.</p>
<p>&#8220;Il rifiuto da parte del relatore di accogliere le proposte di modifica<br />
 di<br />
Forza Italia, che chiedevano di accertare la verità ma in tutte le<br />
direzioni compresi gli orrori e i misfatti dei manifestanti di Genova -</p>
<p>prosegue Santelli &#8211; è un atto politico gravissimo. Vorremmo capire qual<br />
 è<br />
la posizione di Walter Veltroni e Francesco Rutelli che continuano a<br />
parlare di sicurezza e a dare rassicurazioni alle Forze dell&#8217;ordine<br />
mentre, al contrario, gran parte della loro maggioranza parlamentare,<br />
compresi esponenti del loro partito, si appresta a costruire la<br />
ghigliottina mediatica per le Forze dell&#8217;ordine a beneficio degli<br />
interessi politici e di parte di Rifondazione comunista e della<br />
 sinistra<br />
radicale&#8221;.</p>
<p>&#8220;Il testo proposto dal relatore &#8211; sostiene Gianpiero D&#8217;Alia (Udc) &#8211; è<br />
pericoloso e deve essere avversato in ogni modo. Il Governo non può più</p>
<p>tacere, né può scaricare sul Parlamento la responsabilità<br />
 dell&#8217;istituzione<br />
della commissione: un&#8217;inchiesta parlamentare contro la polizia di Stato<br />
 è<br />
un atto politico gravissimo. Per questo il ministro Amato farebbe bene<br />
 a<br />
venire in Aula per dirci cosa ne pensa&#8221;. Alla richiesta di ascoltare il</p>
<p>titolare del Viminale si è associata anche Fi: &#8220;E&#8217; doveroso conoscere<br />
l&#8217;orientamento del Ministro dell&#8217;interno, considerato che ove il parere</p>
<p>del governo sui nostri emendamenti fosse contrario o pilatesco non<br />
rimarrebbe che chiedere formalmente le dimissioni tanto del Ministro<br />
 Amato<br />
quanto del vice ministro competente per la pubblica sicurezza&#8221;.</p>
<p>Fronte comune con l&#8217;opposizione fa anche l&#8217;Udeur: &#8220;E&#8217; indubbio che in<br />
occasione del G8 di Genova si siano verificati fatti gravi rispetto a<br />
 cui<br />
non si può far finta di nulla e tuttavia così come formulata è<br />
inaccettabile la proposta di Bressa. Ho espresso il mio parere<br />
 contrario a<br />
questa proposta perché, ritenendo necessario compiere un&#8217;indagine<br />
parlamentare sugli avvenimenti, non si può però procedere in una sola<br />
direzione. Ovvero non si può premettere al lavoro della Commissione di</p>
<p>inchiesta che gli eccessi siano stati compiuti solo dalle forze<br />
dell&#8217;ordine&#8221;. Per l&#8217;esponente del partito di Clemente Mastella occorre</p>
<p>&#8220;verificare le responsabilità sia delle forze dell&#8217;ordine ma anche dei</p>
<p>manifestanti, di quei manifestanti che non hanno scelto una via<br />
 pacifica e<br />
hanno commesso atti di violenza e vandalismo. Credo che solo con questa</p>
<p>premessa si potrà raggiungere un indispensabile coinvolgimento anche<br />
 delle<br />
forze dell&#8217;opposizione. Non avrebbe alcun senso, e svuoterebbe di ogni</p>
<p>valore, il lavoro di una Commissione parlamentare di inchiesta ai cui<br />
lavori non parteciperebbero, come annunciato di fronte alla proposta di</p>
<p>Bressa, i parlamentari dell&#8217;opposizione. Solo un&#8217;indagine ampia e senza</p>
<p>preclusioni potrà contribuire a fare chiarezza sulle vicende, senza<br />
rischiare di interferire negativamente sui processi penali e civili in</p>
<p>corso&#8221;.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: marco mantello</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/10/01/genova-non-e-finita-1/#comment-79192</link>
		<dc:creator>marco mantello</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Oct 2007 07:51:38 +0000</pubDate>
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		<description>Mi sento molto rappresentato da quel richiamo di Andrea Inglese al puro culo di essersene andati via da Genova senza prendere manganellate. Vorrei ricordare, inoltre, la sensazione di rabbia che ho avuto leggendo i giornali della domenica dallo Sciorba e vedendo il tg1 serale....Uno scollamento fra la realtà vista dagli occhi e il modo in cui Genova diventava &#039;notizia&#039;. Non posso inoltre dimenticare il modo assolutamente criminale con cui alcuni giornali (se non ricordo male: lo lessi su Repubblica, ma potrei sbagliarmi) hanno riprodotto dispacci delle forze dell&#039;ordine in cui si definiva Carlo Giuliani alla stregua di un punkabbestia senza fissa dimora con precedenti penali assimilabili alla rissosità caratteriale. Non posso dimenticare quel 
&#039;lanciatore di idranti&#039; con cui alcuni rappresentanti &#039;sindacali&#039; (sic!) delle forze dell&#039; ordine hanno definito un ragazzo, a poche ore dalla sua morte.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Mi sento molto rappresentato da quel richiamo di Andrea Inglese al puro culo di essersene andati via da Genova senza prendere manganellate. Vorrei ricordare, inoltre, la sensazione di rabbia che ho avuto leggendo i giornali della domenica dallo Sciorba e vedendo il tg1 serale&#8230;.Uno scollamento fra la realtà vista dagli occhi e il modo in cui Genova diventava &#8216;notizia&#8217;. Non posso inoltre dimenticare il modo assolutamente criminale con cui alcuni giornali (se non ricordo male: lo lessi su Repubblica, ma potrei sbagliarmi) hanno riprodotto dispacci delle forze dell&#8217;ordine in cui si definiva Carlo Giuliani alla stregua di un punkabbestia senza fissa dimora con precedenti penali assimilabili alla rissosità caratteriale. Non posso dimenticare quel<br />
&#8216;lanciatore di idranti&#8217; con cui alcuni rappresentanti &#8217;sindacali&#8217; (sic!) delle forze dell&#8217; ordine hanno definito un ragazzo, a poche ore dalla sua morte.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: paolo mossetti</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/10/01/genova-non-e-finita-1/#comment-79174</link>
		<dc:creator>paolo mossetti</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Oct 2007 22:42:39 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2007/10/01/genova-non-e-finita-1/#comment-79174</guid>
		<description>&quot;Genova sono trecentomila sovversivi che possono oliare il meccanismo collettivo della memoria e rivelare le menzogne con cui la storia sociale che ci appartiene vorrebbe essere coperta da chi ha organizzato l’operazione Genova-G8.&quot;

è questo, purtroppo, il linguaggio che rende e renderà sempre indigeste al grande pubblico le ragioni delle vittime della macelleria giottina.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Genova sono trecentomila sovversivi che possono oliare il meccanismo collettivo della memoria e rivelare le menzogne con cui la storia sociale che ci appartiene vorrebbe essere coperta da chi ha organizzato l’operazione Genova-G8.&#8221;</p>
<p>è questo, purtroppo, il linguaggio che rende e renderà sempre indigeste al grande pubblico le ragioni delle vittime della macelleria giottina.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: andrea inglese</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/10/01/genova-non-e-finita-1/#comment-79171</link>
		<dc:creator>andrea inglese</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Oct 2007 21:13:31 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2007/10/01/genova-non-e-finita-1/#comment-79171</guid>
		<description>Ringrazio Gianni per questa finestra che apre su NI e ringrazio Blicero e tutti quelli di supportlegale per il lavoro prezioso (e sfiancante) che stanno facendo.

Sono stato a Genova nel luglio 2001, dalla mattina di giovedì 19 fino alla sera di sabato 21.

Riconosco, io per primo, che dopo essere stato ossessionato da Genova per alcuni anni, questo è forse il primo in cui ho voglia di davvero di dimenticare. Ma che cosa succede se dimentico Genova, ossia se cesso di mettere in relazione quella mia esperienza passata e quello che sta ancora oggi avvenendo, nei processi? Succede una cosa che mi darebbe senz’altro un gran sollievo. Faccio diventare Genova un terribile e buio episodio, qualcosa di crudele ed enigmatico, che però può finalmente sparire dal mio orizzonte. Come un brutto incidente stradale, che ci porta sull’orlo del burrone, ma da cui alla fine ci si salva, e a cui non si vuole più pensare. 

Sono del ’67. Ho vissuto situazioni tese di piazza a Milano, negli anni della Pantera. E poi in altre situazioni, legate ai cortei in difesa dei centri sociali. Ho assistito anche a scontri interni ai cortei, alcuni dei quali molto violenti. Cortei contro il CPT di Rogoredo, Milano. Con le tute bianche imbottite come poi furono a Genova, che facevano la prova di forza con il cordone della celere. Non sono proprio un chierichetto, pur non avendo mai coltivato il culto dello scontro con le forze dell’ordine. Inoltre, ho lavorato come insegnante nelle carceri. Ho visto e soprattutto saputo cose che rimangono confinate li dentro. 

Ma nessuna, nessuna esperienza che direttamente ho avuto o che persone molto vicine a me hanno avuto assomiglia a ciò che ho vissuto a Genova e a ciò che ho saputo di Genova. Me ne sono andato da Genova, per puro culo, senza aver preso neppure una manganellata. Non mi sono neppure mai trovato ad assistere a pochi metri da me ad un episodio violento. Come un sacco di gente, mi sono tenuto lontano da cariche, scontri, casini. Ciò ovviamente a Genova 2001 non significava niente. Gente molto più prudente e tranquilla di me è riuscita comunque a farsi massacrare dalle forze dell’ordine.

Quello che ho vissuto a Genova quei tre giorni, e le settimane, i mesi seguenti, è stato un nuovo assoluto, e tutt’ora è un corpo estraneo nella mia esperienza dello stato e del funzionamento delle istituzioni. Non ho avuto diretta esperienza di uno stato totalitario, di uno stato fascista (quale che sia la maschera politica che si autoassegna). Ma Genova 2001 di colpo ha rivelato, come in un micidiale esperimento, la possibilità che la democrazia imperfetta, “formale”, zoppicante, si trasformasse con straordinaria disinvoltura e in un batter d’occhio in una forma di regime fascista spietato. 

La cosa non è durata. Il casino è scoppiato. Le menzogne si sono palesate subito come menzogne. Le teste spaccate non potevano essere nascoste. C’erano troppe telecamere, troppe macchine fotografiche, troppi giornalisti e avvocati in giro per Genova. C’erano troppi testimoni oculari diretti, anche solo dei pestaggi di sabato mattina e pomeriggio. 

Alcuni responsabili di quei pestaggi sono stati promossi. Ma alcuni processi contro le forze dell’ordine sono stati avviati. 

Ma che cos’è stata Genova? Scrive Blicero: “I giorni di Genova e le loro conseguenze sono un evento estremamente complesso, dai chiaroscuri ancora tutti da definire, un pezzo di storia ancora poco digerito sia da chi lo ha vissuto sia da chi vorrebbe assumersi la responsabilità di includerlo o escluderlo dalle storiografie ufficiali.”

Non sappiamo ancora che cos’è stato Genova. E qui sta tutta la necessità del lavoro di Supportolegale e di altri. Non possiamo permetterci di (voler) dimenticare Genova, fintantoché non abbiamo neppure capito, fino in fondo, cos’è stato. Forse, capendolo, alle fine, rinunceremo persino al sollievo che l’oblio ci offrirebbe. Ed in effetti per capire che cos’è stato Genova, dobbiamo vedere quale sarà l’esito ultimo di questi processi. E in questo moto di comprensione e visione, noi stessi, che siamo stati a Genova, ed eravamo tanti, siamo ancora parte in causa.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ringrazio Gianni per questa finestra che apre su NI e ringrazio Blicero e tutti quelli di supportlegale per il lavoro prezioso (e sfiancante) che stanno facendo.</p>
<p>Sono stato a Genova nel luglio 2001, dalla mattina di giovedì 19 fino alla sera di sabato 21.</p>
<p>Riconosco, io per primo, che dopo essere stato ossessionato da Genova per alcuni anni, questo è forse il primo in cui ho voglia di davvero di dimenticare. Ma che cosa succede se dimentico Genova, ossia se cesso di mettere in relazione quella mia esperienza passata e quello che sta ancora oggi avvenendo, nei processi? Succede una cosa che mi darebbe senz’altro un gran sollievo. Faccio diventare Genova un terribile e buio episodio, qualcosa di crudele ed enigmatico, che però può finalmente sparire dal mio orizzonte. Come un brutto incidente stradale, che ci porta sull’orlo del burrone, ma da cui alla fine ci si salva, e a cui non si vuole più pensare. </p>
<p>Sono del ’67. Ho vissuto situazioni tese di piazza a Milano, negli anni della Pantera. E poi in altre situazioni, legate ai cortei in difesa dei centri sociali. Ho assistito anche a scontri interni ai cortei, alcuni dei quali molto violenti. Cortei contro il CPT di Rogoredo, Milano. Con le tute bianche imbottite come poi furono a Genova, che facevano la prova di forza con il cordone della celere. Non sono proprio un chierichetto, pur non avendo mai coltivato il culto dello scontro con le forze dell’ordine. Inoltre, ho lavorato come insegnante nelle carceri. Ho visto e soprattutto saputo cose che rimangono confinate li dentro. </p>
<p>Ma nessuna, nessuna esperienza che direttamente ho avuto o che persone molto vicine a me hanno avuto assomiglia a ciò che ho vissuto a Genova e a ciò che ho saputo di Genova. Me ne sono andato da Genova, per puro culo, senza aver preso neppure una manganellata. Non mi sono neppure mai trovato ad assistere a pochi metri da me ad un episodio violento. Come un sacco di gente, mi sono tenuto lontano da cariche, scontri, casini. Ciò ovviamente a Genova 2001 non significava niente. Gente molto più prudente e tranquilla di me è riuscita comunque a farsi massacrare dalle forze dell’ordine.</p>
<p>Quello che ho vissuto a Genova quei tre giorni, e le settimane, i mesi seguenti, è stato un nuovo assoluto, e tutt’ora è un corpo estraneo nella mia esperienza dello stato e del funzionamento delle istituzioni. Non ho avuto diretta esperienza di uno stato totalitario, di uno stato fascista (quale che sia la maschera politica che si autoassegna). Ma Genova 2001 di colpo ha rivelato, come in un micidiale esperimento, la possibilità che la democrazia imperfetta, “formale”, zoppicante, si trasformasse con straordinaria disinvoltura e in un batter d’occhio in una forma di regime fascista spietato. </p>
<p>La cosa non è durata. Il casino è scoppiato. Le menzogne si sono palesate subito come menzogne. Le teste spaccate non potevano essere nascoste. C’erano troppe telecamere, troppe macchine fotografiche, troppi giornalisti e avvocati in giro per Genova. C’erano troppi testimoni oculari diretti, anche solo dei pestaggi di sabato mattina e pomeriggio. </p>
<p>Alcuni responsabili di quei pestaggi sono stati promossi. Ma alcuni processi contro le forze dell’ordine sono stati avviati. </p>
<p>Ma che cos’è stata Genova? Scrive Blicero: “I giorni di Genova e le loro conseguenze sono un evento estremamente complesso, dai chiaroscuri ancora tutti da definire, un pezzo di storia ancora poco digerito sia da chi lo ha vissuto sia da chi vorrebbe assumersi la responsabilità di includerlo o escluderlo dalle storiografie ufficiali.”</p>
<p>Non sappiamo ancora che cos’è stato Genova. E qui sta tutta la necessità del lavoro di Supportolegale e di altri. Non possiamo permetterci di (voler) dimenticare Genova, fintantoché non abbiamo neppure capito, fino in fondo, cos’è stato. Forse, capendolo, alle fine, rinunceremo persino al sollievo che l’oblio ci offrirebbe. Ed in effetti per capire che cos’è stato Genova, dobbiamo vedere quale sarà l’esito ultimo di questi processi. E in questo moto di comprensione e visione, noi stessi, che siamo stati a Genova, ed eravamo tanti, siamo ancora parte in causa.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: stefano calosso</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/10/01/genova-non-e-finita-1/#comment-79158</link>
		<dc:creator>stefano calosso</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Oct 2007 17:16:02 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2007/10/01/genova-non-e-finita-1/#comment-79158</guid>
		<description>Sono davvero ammirato da questa tenacia e da questa lucidità, e i ringraziamenti per il lavoro di Blicero sono a nome di un cittadino italiano.
Cittadino... mi chiedo, ha ancora senso definirsi cittadini?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sono davvero ammirato da questa tenacia e da questa lucidità, e i ringraziamenti per il lavoro di Blicero sono a nome di un cittadino italiano.<br />
Cittadino&#8230; mi chiedo, ha ancora senso definirsi cittadini?</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: vsanonimo</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/10/01/genova-non-e-finita-1/#comment-79148</link>
		<dc:creator>vsanonimo</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Oct 2007 11:20:09 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2007/10/01/genova-non-e-finita-1/#comment-79148</guid>
		<description>ecco, troppo facile indossare magliette rosse e fare la parte di quelli che qui non succede; che da noi mai; ché siam democratici.
questo senza neppure dover parteggiare, senza neppure dover scegliere una parte, ché tanto da ogni parte si vede lo stesso.
sette anni, e un paio di mesi: un omicidio archiviato; mille teste spaccate; saluti romani imposti a Bolzaneto; molotov inventate - quando lo Stato mente mente per tutti; per tutte queste cose non si attribuiranno responsabilità.

V.A.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>ecco, troppo facile indossare magliette rosse e fare la parte di quelli che qui non succede; che da noi mai; ché siam democratici.<br />
questo senza neppure dover parteggiare, senza neppure dover scegliere una parte, ché tanto da ogni parte si vede lo stesso.<br />
sette anni, e un paio di mesi: un omicidio archiviato; mille teste spaccate; saluti romani imposti a Bolzaneto; molotov inventate &#8211; quando lo Stato mente mente per tutti; per tutte queste cose non si attribuiranno responsabilità.</p>
<p>V.A.</p>
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