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	<title>Commenti a: Intervista a Giancarlo De Cataldo</title>
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	<pubDate>Sat, 10 Jan 2009 00:40:44 +0000</pubDate>
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		<title>Di: robilant</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/10/03/intervista-a-giancarlo-de-cataldo/#comment-79488</link>
		<dc:creator>robilant</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 07 Oct 2007 14:11:15 +0000</pubDate>
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		<description>"Egli invece non aveva sonno. Si sentiva allargare il cuore. Gli venivano tanti ricordi piacevoli. Ne aveva portate delle pietre sulle spalle, prima di fabbricare quel magazzino! E ne aveva passati dei giorni senza pane, prima di possedere tutta quella roba!".

Come si può notate in questa parte del testo, fino a "gli venivano tanti ricordi piacevoli", il discorso è del narratore che descrive lo stato d'animo di Gesualdo, mentre subito dopo inizia, pronunciato mentalmente, il discorso del personaggio con un passaggio che non si avverte e che è talmente vicino al discorso diretto da conservarne tutte le sfumature e i modi di dire caratteristici del personaggio"

Tutta la letteratura moderna è così, anche da prima di Verga (Balzac per esempio). Comunque grazie, grazie. Sì, ne avevo sentito parlare e ho fatto ogni sforzo per dimenticarlo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Egli invece non aveva sonno. Si sentiva allargare il cuore. Gli venivano tanti ricordi piacevoli. Ne aveva portate delle pietre sulle spalle, prima di fabbricare quel magazzino! E ne aveva passati dei giorni senza pane, prima di possedere tutta quella roba!&#8221;.</p>
<p>Come si può notate in questa parte del testo, fino a &#8220;gli venivano tanti ricordi piacevoli&#8221;, il discorso è del narratore che descrive lo stato d&#8217;animo di Gesualdo, mentre subito dopo inizia, pronunciato mentalmente, il discorso del personaggio con un passaggio che non si avverte e che è talmente vicino al discorso diretto da conservarne tutte le sfumature e i modi di dire caratteristici del personaggio&#8221;</p>
<p>Tutta la letteratura moderna è così, anche da prima di Verga (Balzac per esempio). Comunque grazie, grazie. Sì, ne avevo sentito parlare e ho fatto ogni sforzo per dimenticarlo.</p>
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		<title>Di: Ana</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/10/03/intervista-a-giancarlo-de-cataldo/#comment-79422</link>
		<dc:creator>Ana</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Oct 2007 19:12:59 +0000</pubDate>
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		<description>hey, tu...
passami il toscano!
;-)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>hey, tu&#8230;<br />
passami il toscano!<br />
;-)</p>
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		<title>Di: Bordigon</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/10/03/intervista-a-giancarlo-de-cataldo/#comment-79419</link>
		<dc:creator>Bordigon</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Oct 2007 18:58:06 +0000</pubDate>
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		<description>de cataldo e biondillo...un magistrato e un architetto. come siamo ridotti in italia...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>de cataldo e biondillo&#8230;un magistrato e un architetto. come siamo ridotti in italia&#8230;</p>
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		<title>Di: Utente qualsiasi</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/10/03/intervista-a-giancarlo-de-cataldo/#comment-79416</link>
		<dc:creator>Utente qualsiasi</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Oct 2007 15:01:45 +0000</pubDate>
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		<description>Cioè vuoi dirmi, robilant, che non hai mai sentito parlare del discorso indiretto libero? E' roba da manuale del liceo.
http://it.wikipedia.org/wiki/Discorso_indiretto_libero</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Cioè vuoi dirmi, robilant, che non hai mai sentito parlare del discorso indiretto libero? E&#8217; roba da manuale del liceo.<br />
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		<title>Di: diamonds</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/10/03/intervista-a-giancarlo-de-cataldo/#comment-79379</link>
		<dc:creator>diamonds</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Oct 2007 20:41:36 +0000</pubDate>
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		<description>il narratore reticente(il Simenon di "la camera azzurra",forse.Scherzo)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>il narratore reticente(il Simenon di &#8220;la camera azzurra&#8221;,forse.Scherzo)</p>
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		<title>Di: Scerbanenko</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/10/03/intervista-a-giancarlo-de-cataldo/#comment-79376</link>
		<dc:creator>Scerbanenko</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Oct 2007 19:46:57 +0000</pubDate>
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		<description>"La narratologia individua due figure testuali": è un errore, in realtà la narratologia ne individua molte di più, perché poi inserisce anche 
- Il lettore empirico
e
- Il lettore modello
e comunque nel mio posto ne riporto tre e non due.
scusate</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;La narratologia individua due figure testuali&#8221;: è un errore, in realtà la narratologia ne individua molte di più, perché poi inserisce anche<br />
- Il lettore empirico<br />
e<br />
- Il lettore modello<br />
e comunque nel mio posto ne riporto tre e non due.<br />
scusate</p>
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		<title>Di: Scerbanenko</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/10/03/intervista-a-giancarlo-de-cataldo/#comment-79375</link>
		<dc:creator>Scerbanenko</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Oct 2007 19:44:25 +0000</pubDate>
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		<description>Il narratorte non è lo scrittore. non è l'autore.

Utilizziamo come esempio "La coscienza di Zeno" di Italo Svevo ed estrapoliamo un brano:
"Il dottore mi raccomandò di non ostinarmi a guardare troppo lontano. Anche le cose recenti sono preziose per essi e sopra tutto le immaginazioni e i sogni della notte prima....Dopo pranzato, sdraiato comodamente su una poltrona Club, ho la matita e un pezzo di carta in mano. La mia fronte è spianata perché dalla mia mente eliminai ogni sforzo. Il mio pensiero mi pare isolato da me. Io lo vedo. S'alza, s'abbassa... ma è la sua attività".

La domanda è: chi è che parla?

La narratologia individua due figure testuali:

- L'autore empirico o reale, che è la persona storica e reale che scrive. qui è Aron Hector Schmitz che scriveva con lo pseudonimo di Italo Svevo e che visse tra il 1861 e il 1928: ma non è lui che può essere chiamato in causa direttamente come istanza o figura della narrazione. non è lui che parla.

- L'autore modello, che è la figura con cui si fa sostituire l'autore empirico o reale

- Il narratore, che qui corrisponde al protagonista, trovandoci all'interno di una narrazione in cui il narratore prende la parola in prima persona e dice "Io" all'interno del racconto (narratore omodiegetico: presente come personaggio dell'azione). Altre volte invece il narratore è eterodiegetico: è, ciè, esterno alle vicende. questo non vuol dire che però non entri nel testo e anzi spesso è presente per mezzo di giudizi o anche solo descrizioni, pur non lasciandosi coinvolgere (il Manzoni de "I promessi sposi", che vede il mondo dall'alto) o invece, come nel caso di Verga, partecipando coralmente ai valori e alle passioni della comunità. 

Tornando a Svevo, a fare da mediatore testuale tra l'autore empirico o reale (Svevo, assente nel testo) e il narratore (Zeno Cosini, presente nel testo) c'è la figura retorico testuale dell'autore modello (che in sostanza è il testo): giacché, ed è questo il punto, il narratore Zeno Cosini non è altro che una delle strutture e artifici narrativi che costituiscono l'autore modello. 
La figura testuale del narratore NON E' quindi l'autore modello, ma ne è solo una parte, uno strumento.
Da qui deriva che il dispositivo narrativo di installare nel racconto un narratore, è solo una delle possibili soluzioni, mentre il simulacro di un autore modello è sempre presente in qualunque testo, anche non narrativo o letterario.
Quello che voglio dire, a ben pensarci, è che spesso utilizziamo la parola "narratore" scorrettamente.
Nel caso, ad esempio di "Nelle mani giuste" non c'è propriamente un narratore e se c'è, esso si identifica tutto con l'autore modello, o forse è De Cataldo che identificando autore modello e narratore, non fa che accrescere il senso di artificio della narrazione.
Perché, se è pur vero che ogni narrazione è artificio, giacché ricorre a una serie di artifici e figure testuali, è pur vero che a funzionare meglio, a scorrere, sono quelle narrazioni in cui il rumore e lo stridore dell'artificio viene ridotto grazie all'uso sapiente di una narrazione che si autogiustifichi.

Ora non so se sono stato chiaro: ho provato a ragionare su queste questioni, risfogliando un po' di testi di narratologia, da quelli di Genette, a quelli più didattici, usciti per esempio nei tipi Itinerari de "Il Mulino".

Cercherò al più presto di ragionare anche sulle altre questioni sollevate...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Il narratorte non è lo scrittore. non è l&#8217;autore.</p>
<p>Utilizziamo come esempio &#8220;La coscienza di Zeno&#8221; di Italo Svevo ed estrapoliamo un brano:<br />
&#8220;Il dottore mi raccomandò di non ostinarmi a guardare troppo lontano. Anche le cose recenti sono preziose per essi e sopra tutto le immaginazioni e i sogni della notte prima&#8230;.Dopo pranzato, sdraiato comodamente su una poltrona Club, ho la matita e un pezzo di carta in mano. La mia fronte è spianata perché dalla mia mente eliminai ogni sforzo. Il mio pensiero mi pare isolato da me. Io lo vedo. S&#8217;alza, s&#8217;abbassa&#8230; ma è la sua attività&#8221;.</p>
<p>La domanda è: chi è che parla?</p>
<p>La narratologia individua due figure testuali:</p>
<p>- L&#8217;autore empirico o reale, che è la persona storica e reale che scrive. qui è Aron Hector Schmitz che scriveva con lo pseudonimo di Italo Svevo e che visse tra il 1861 e il 1928: ma non è lui che può essere chiamato in causa direttamente come istanza o figura della narrazione. non è lui che parla.</p>
<p>- L&#8217;autore modello, che è la figura con cui si fa sostituire l&#8217;autore empirico o reale</p>
<p>- Il narratore, che qui corrisponde al protagonista, trovandoci all&#8217;interno di una narrazione in cui il narratore prende la parola in prima persona e dice &#8220;Io&#8221; all&#8217;interno del racconto (narratore omodiegetico: presente come personaggio dell&#8217;azione). Altre volte invece il narratore è eterodiegetico: è, ciè, esterno alle vicende. questo non vuol dire che però non entri nel testo e anzi spesso è presente per mezzo di giudizi o anche solo descrizioni, pur non lasciandosi coinvolgere (il Manzoni de &#8220;I promessi sposi&#8221;, che vede il mondo dall&#8217;alto) o invece, come nel caso di Verga, partecipando coralmente ai valori e alle passioni della comunità. </p>
<p>Tornando a Svevo, a fare da mediatore testuale tra l&#8217;autore empirico o reale (Svevo, assente nel testo) e il narratore (Zeno Cosini, presente nel testo) c&#8217;è la figura retorico testuale dell&#8217;autore modello (che in sostanza è il testo): giacché, ed è questo il punto, il narratore Zeno Cosini non è altro che una delle strutture e artifici narrativi che costituiscono l&#8217;autore modello.<br />
La figura testuale del narratore NON E&#8217; quindi l&#8217;autore modello, ma ne è solo una parte, uno strumento.<br />
Da qui deriva che il dispositivo narrativo di installare nel racconto un narratore, è solo una delle possibili soluzioni, mentre il simulacro di un autore modello è sempre presente in qualunque testo, anche non narrativo o letterario.<br />
Quello che voglio dire, a ben pensarci, è che spesso utilizziamo la parola &#8220;narratore&#8221; scorrettamente.<br />
Nel caso, ad esempio di &#8220;Nelle mani giuste&#8221; non c&#8217;è propriamente un narratore e se c&#8217;è, esso si identifica tutto con l&#8217;autore modello, o forse è De Cataldo che identificando autore modello e narratore, non fa che accrescere il senso di artificio della narrazione.<br />
Perché, se è pur vero che ogni narrazione è artificio, giacché ricorre a una serie di artifici e figure testuali, è pur vero che a funzionare meglio, a scorrere, sono quelle narrazioni in cui il rumore e lo stridore dell&#8217;artificio viene ridotto grazie all&#8217;uso sapiente di una narrazione che si autogiustifichi.</p>
<p>Ora non so se sono stato chiaro: ho provato a ragionare su queste questioni, risfogliando un po&#8217; di testi di narratologia, da quelli di Genette, a quelli più didattici, usciti per esempio nei tipi Itinerari de &#8220;Il Mulino&#8221;.</p>
<p>Cercherò al più presto di ragionare anche sulle altre questioni sollevate&#8230;</p>
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	<item>
		<title>Di: robilant</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/10/03/intervista-a-giancarlo-de-cataldo/#comment-79367</link>
		<dc:creator>robilant</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Oct 2007 17:22:43 +0000</pubDate>
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		<description>Non che la cosa mi appassioni realmente, ma forse è il momento di imparare qualcosa. Ti prego allora di spiegarne più dettagliatamente la differenza. Da come hai scritto, se ho capito bene, quando il narratore (intendo quello vero, lo scrittore) dà voce in terza persona al dialogo interno di un personaggio, es.: “…sentiva con tutte le forze che quell’amore era avvelenato…” , allora è voce narrante. (Ma come può essere altrimenti? Come può renderlo in prima persona? “Sono il tuo cuore! lo sai che quest’amore mi sembra avvelenato?” no. Insomma è voce narrante. Quando invece scrive: “Erano sempre in giro a cercare rogna, come una lercia banda di ubriaconi ”   (punto di vista esterno a quello dei personaggi) è il “narratore”? Io il punto di vista esterno al personaggio lo chiamo in un modo solo, scegli tu quale. Lo scrittore narra di terzi e con la sua perizia li mette in condizione di far parlare anche i loro gomiti, qual è la sostanza che si dovrebbe differenziare? Fammi un esempio tra Verga e Manzoni, perché possa meglio comprendere quanto la narratologia, da Aristotele fino a Genette vada più in là di speciosi e inutili distinguo.
L’altra tua obiezione, intestata scerbanenko, quella sì che mi sembra più interessante…</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Non che la cosa mi appassioni realmente, ma forse è il momento di imparare qualcosa. Ti prego allora di spiegarne più dettagliatamente la differenza. Da come hai scritto, se ho capito bene, quando il narratore (intendo quello vero, lo scrittore) dà voce in terza persona al dialogo interno di un personaggio, es.: “…sentiva con tutte le forze che quell’amore era avvelenato…” , allora è voce narrante. (Ma come può essere altrimenti? Come può renderlo in prima persona? “Sono il tuo cuore! lo sai che quest’amore mi sembra avvelenato?” no. Insomma è voce narrante. Quando invece scrive: “Erano sempre in giro a cercare rogna, come una lercia banda di ubriaconi ”   (punto di vista esterno a quello dei personaggi) è il “narratore”? Io il punto di vista esterno al personaggio lo chiamo in un modo solo, scegli tu quale. Lo scrittore narra di terzi e con la sua perizia li mette in condizione di far parlare anche i loro gomiti, qual è la sostanza che si dovrebbe differenziare? Fammi un esempio tra Verga e Manzoni, perché possa meglio comprendere quanto la narratologia, da Aristotele fino a Genette vada più in là di speciosi e inutili distinguo.<br />
L’altra tua obiezione, intestata scerbanenko, quella sì che mi sembra più interessante…</p>
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	<item>
		<title>Di: utente qualsiasi</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/10/03/intervista-a-giancarlo-de-cataldo/#comment-79358</link>
		<dc:creator>utente qualsiasi</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Oct 2007 15:24:01 +0000</pubDate>
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		<description>@ Scerbanenko

questo mi interessa, puoi fare qualche esempio, preso dal libro in questione, di lingua che nomina le cose senza dar loro sostanza?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@ Scerbanenko</p>
<p>questo mi interessa, puoi fare qualche esempio, preso dal libro in questione, di lingua che nomina le cose senza dar loro sostanza?</p>
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		<title>Di: utente qualsiasi</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/10/03/intervista-a-giancarlo-de-cataldo/#comment-79357</link>
		<dc:creator>utente qualsiasi</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Oct 2007 15:22:39 +0000</pubDate>
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		<description>Veramente, mi tocca insistere: "voce narrante" e "narratore" sono spesso due cose diverse. La voce narrante può anche essere a discorso indiretto libero, cioè dal punto di vista del personaggio, può essere la sua voce interiore anche nel caso la persona usata sia la terza singolare. E' una caratteristica della prosa di Verga, ad esempio. Di solito invece si usa l'espressione "il narratore" per intendere un punto di vista esterno a quello dei personaggi, che spesso - anche se non sempre - coincide con il punto di vista dell'autore che scrive. E' una caratteristica della prosa di Manzoni, ad esempio.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Veramente, mi tocca insistere: &#8220;voce narrante&#8221; e &#8220;narratore&#8221; sono spesso due cose diverse. La voce narrante può anche essere a discorso indiretto libero, cioè dal punto di vista del personaggio, può essere la sua voce interiore anche nel caso la persona usata sia la terza singolare. E&#8217; una caratteristica della prosa di Verga, ad esempio. Di solito invece si usa l&#8217;espressione &#8220;il narratore&#8221; per intendere un punto di vista esterno a quello dei personaggi, che spesso - anche se non sempre - coincide con il punto di vista dell&#8217;autore che scrive. E&#8217; una caratteristica della prosa di Manzoni, ad esempio.</p>
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		<title>Di: robilant</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/10/03/intervista-a-giancarlo-de-cataldo/#comment-79348</link>
		<dc:creator>robilant</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Oct 2007 14:16:39 +0000</pubDate>
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		<description>Il Signore non voglia</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Il Signore non voglia</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: AbatediTheleme</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/10/03/intervista-a-giancarlo-de-cataldo/#comment-79345</link>
		<dc:creator>AbatediTheleme</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Oct 2007 13:56:29 +0000</pubDate>
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		<description>La ringrazio Robilant... poche parole ma molto significative...non è che per caso è scrittore anche lei?  :)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>La ringrazio Robilant&#8230; poche parole ma molto significative&#8230;non è che per caso è scrittore anche lei?  :)</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: robilant</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/10/03/intervista-a-giancarlo-de-cataldo/#comment-79342</link>
		<dc:creator>robilant</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Oct 2007 13:51:33 +0000</pubDate>
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		<description>Padre, dei casi dello scrittor poco mi cale; e la personalità, quella che dall’ovra non trapela, la tengo in uggia.
sayonara</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Padre, dei casi dello scrittor poco mi cale; e la personalità, quella che dall’ovra non trapela, la tengo in uggia.<br />
sayonara</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: AbatediTheleme</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/10/03/intervista-a-giancarlo-de-cataldo/#comment-79334</link>
		<dc:creator>AbatediTheleme</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Oct 2007 13:09:27 +0000</pubDate>
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		<description>Una cosa mi interessa particolarmente...

Perchè in un topic "intervista a De Cataldo" si parla di tutto tranne di ciò che c'è nell'intervista, peraltro di contenuto sostanzioso... ululati per Saviano acclusi... forse rivolti alla scorta-trucco, vero espediente alla Barnum ;)  ???

E tutti vi concentrate su di uno stile, che poi nemmeno c'è ???
Fatemi sapere.

Vale.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Una cosa mi interessa particolarmente&#8230;</p>
<p>Perchè in un topic &#8220;intervista a De Cataldo&#8221; si parla di tutto tranne di ciò che c&#8217;è nell&#8217;intervista, peraltro di contenuto sostanzioso&#8230; ululati per Saviano acclusi&#8230; forse rivolti alla scorta-trucco, vero espediente alla Barnum ;)  ???</p>
<p>E tutti vi concentrate su di uno stile, che poi nemmeno c&#8217;è ???<br />
Fatemi sapere.</p>
<p>Vale.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: robilant</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/10/03/intervista-a-giancarlo-de-cataldo/#comment-79318</link>
		<dc:creator>robilant</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Oct 2007 11:45:29 +0000</pubDate>
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		<description>Utente, voce narrante e narratore sono la stessa cosa. Sull'io hai ragione, intendevo dire "voce narrante".</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Utente, voce narrante e narratore sono la stessa cosa. Sull&#8217;io hai ragione, intendevo dire &#8220;voce narrante&#8221;.</p>
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		<title>Di: Scerbanenko</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/10/03/intervista-a-giancarlo-de-cataldo/#comment-79311</link>
		<dc:creator>Scerbanenko</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Oct 2007 10:57:18 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2007/10/03/intervista-a-giancarlo-de-cataldo/#comment-79311</guid>
		<description>@ utente qualsiasi

Hai ragione, forse "sciatta" non è l'aggettivo esatto e sono stato un po' superficiale nell'usare questo termine.
Però è anche vero che "una scrittura eccessivamente lavorata", quando diventa fine a se stessa e non produce tensione e nomina le cose senza dargli sostanza, diventa vuota.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@ utente qualsiasi</p>
<p>Hai ragione, forse &#8220;sciatta&#8221; non è l&#8217;aggettivo esatto e sono stato un po&#8217; superficiale nell&#8217;usare questo termine.<br />
Però è anche vero che &#8220;una scrittura eccessivamente lavorata&#8221;, quando diventa fine a se stessa e non produce tensione e nomina le cose senza dargli sostanza, diventa vuota.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: utente qualsiasi</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/10/03/intervista-a-giancarlo-de-cataldo/#comment-79310</link>
		<dc:creator>utente qualsiasi</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Oct 2007 10:51:39 +0000</pubDate>
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		<description>Scerbanenko scrive: "Per la scrittura: banale e a tratti sciatta."
A me pare che sia l'esatto contrario: la scrittura è effettistica e addirittura eccessivamente lavorata. Insomma, ciò che per i WM è un bene, per me non dico che sia un male, ma forse. Diciamo "alti e bassi". Ma sciatta no, direi proprio di no. Definirla "sciatta" significa non aver prestato attenzione alle scelte di De Cataldo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Scerbanenko scrive: &#8220;Per la scrittura: banale e a tratti sciatta.&#8221;<br />
A me pare che sia l&#8217;esatto contrario: la scrittura è effettistica e addirittura eccessivamente lavorata. Insomma, ciò che per i WM è un bene, per me non dico che sia un male, ma forse. Diciamo &#8220;alti e bassi&#8221;. Ma sciatta no, direi proprio di no. Definirla &#8220;sciatta&#8221; significa non aver prestato attenzione alle scelte di De Cataldo.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: utente qualsiasi</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/10/03/intervista-a-giancarlo-de-cataldo/#comment-79309</link>
		<dc:creator>utente qualsiasi</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Oct 2007 10:48:06 +0000</pubDate>
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		<description>Veramente, "io narrante", "voce narrante" e "narratore" sono tre cose diverse.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Veramente, &#8220;io narrante&#8221;, &#8220;voce narrante&#8221; e &#8220;narratore&#8221; sono tre cose diverse.</p>
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		<title>Di: ziggy</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/10/03/intervista-a-giancarlo-de-cataldo/#comment-79305</link>
		<dc:creator>ziggy</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Oct 2007 10:22:13 +0000</pubDate>
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		<description>appena ti rialzi, frascella, e sposti la testa.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>appena ti rialzi, frascella, e sposti la testa.</p>
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	<item>
		<title>Di: Christian Frascella</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/10/03/intervista-a-giancarlo-de-cataldo/#comment-79301</link>
		<dc:creator>Christian Frascella</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Oct 2007 09:56:05 +0000</pubDate>
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		<description>Biondillo: ma lui quando te lo fa, il pompino?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Biondillo: ma lui quando te lo fa, il pompino?</p>
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	<item>
		<title>Di: gianni biondillo</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/10/03/intervista-a-giancarlo-de-cataldo/#comment-79297</link>
		<dc:creator>gianni biondillo</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Oct 2007 09:33:07 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2007/10/03/intervista-a-giancarlo-de-cataldo/#comment-79297</guid>
		<description>Grazie Thomas per la segnalazione. Per quanto uno legga e rilegga, resta misterioso come i refusi e gli errori di battitura restino lì, imperterriti, ad umiliare il digitatore. Appena posso correggo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie Thomas per la segnalazione. Per quanto uno legga e rilegga, resta misterioso come i refusi e gli errori di battitura restino lì, imperterriti, ad umiliare il digitatore. Appena posso correggo.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: robilant</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/10/03/intervista-a-giancarlo-de-cataldo/#comment-79294</link>
		<dc:creator>robilant</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Oct 2007 07:40:20 +0000</pubDate>
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		<description>@Utente qualsiasi
L’io narrante, Voce narrante o Narratore, c’è sempre, è la fonte della narrazione. In questo caso è esterno, non prende parte alla vicenda.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@Utente qualsiasi<br />
L’io narrante, Voce narrante o Narratore, c’è sempre, è la fonte della narrazione. In questo caso è esterno, non prende parte alla vicenda.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Scerbanenko</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/10/03/intervista-a-giancarlo-de-cataldo/#comment-79287</link>
		<dc:creator>Scerbanenko</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Oct 2007 23:19:52 +0000</pubDate>
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		<description>Confesso: Non sono riuscito a terminare "Nelle mani giuste". Mi sono fermato a pagina 82. Per diversi motivi. Per la scrittura: banale e a tratti sciatta. Ma soprattutto per il continuo filtro del narratore che impedisce al romanzo di farsi narrazione, se è vero che i personaggi, i loro dialoghi e i anche i loro pensieri restano come artificiali. le azioni non sono agite e il racconto non si snoda, avvolge, dipana da solo, ma è "detto". non si racconta da sé. non si fa destino di se stesso. non è un masso che scivolando dall'alto, trascina con sé, fino a valle, tutto ciò che incontra. a mio modo di vedere la realtà, soprattutto quella contemporanea, per essere raccontata ha bisogno di un linguaggio e di uno stile che restituiscano in scrittura l'immediatezza, la simultaneità e la velocità dei singoli eventi. in modo che essi siano i protagonisti e non lo sia invece la voce, protagonista anche laddove, in alcune parti del romanzo, questa velocità è simulata. "Simulata", appunto: il lettore attento capisce infatti che certe accelerazioni nella scrittura sono da imputare sempre alla voce e non appartengono alla narrazione, che si è, come dire, sdoganata.
Come prova, visto che si è citato Ellroy, leggere dieci pagine di "American Tabloid" e poi dieci di "Nelle mani giuste": le differenze, e molte, si sentono.

Ho invece letto, quasi d'un fiato, "Il giovane sbirro": è solo un mio giudizio, ma credo che invece Biondillo conosca bene i tempi e i modi della narrazione.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Confesso: Non sono riuscito a terminare &#8220;Nelle mani giuste&#8221;. Mi sono fermato a pagina 82. Per diversi motivi. Per la scrittura: banale e a tratti sciatta. Ma soprattutto per il continuo filtro del narratore che impedisce al romanzo di farsi narrazione, se è vero che i personaggi, i loro dialoghi e i anche i loro pensieri restano come artificiali. le azioni non sono agite e il racconto non si snoda, avvolge, dipana da solo, ma è &#8220;detto&#8221;. non si racconta da sé. non si fa destino di se stesso. non è un masso che scivolando dall&#8217;alto, trascina con sé, fino a valle, tutto ciò che incontra. a mio modo di vedere la realtà, soprattutto quella contemporanea, per essere raccontata ha bisogno di un linguaggio e di uno stile che restituiscano in scrittura l&#8217;immediatezza, la simultaneità e la velocità dei singoli eventi. in modo che essi siano i protagonisti e non lo sia invece la voce, protagonista anche laddove, in alcune parti del romanzo, questa velocità è simulata. &#8220;Simulata&#8221;, appunto: il lettore attento capisce infatti che certe accelerazioni nella scrittura sono da imputare sempre alla voce e non appartengono alla narrazione, che si è, come dire, sdoganata.<br />
Come prova, visto che si è citato Ellroy, leggere dieci pagine di &#8220;American Tabloid&#8221; e poi dieci di &#8220;Nelle mani giuste&#8221;: le differenze, e molte, si sentono.</p>
<p>Ho invece letto, quasi d&#8217;un fiato, &#8220;Il giovane sbirro&#8221;: è solo un mio giudizio, ma credo che invece Biondillo conosca bene i tempi e i modi della narrazione.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Utente qualsiasi</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/10/03/intervista-a-giancarlo-de-cataldo/#comment-79286</link>
		<dc:creator>Utente qualsiasi</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Oct 2007 23:10:50 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2007/10/03/intervista-a-giancarlo-de-cataldo/#comment-79286</guid>
		<description>robilant, ma dove sta l'io narrante? Tanto Romanzo criminale quanto Nelle mani giuste sono scritti in terza persona.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>robilant, ma dove sta l&#8217;io narrante? Tanto Romanzo criminale quanto Nelle mani giuste sono scritti in terza persona.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: AbatediTheleme</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/10/03/intervista-a-giancarlo-de-cataldo/#comment-79283</link>
		<dc:creator>AbatediTheleme</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Oct 2007 22:07:17 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2007/10/03/intervista-a-giancarlo-de-cataldo/#comment-79283</guid>
		<description>L'abate è tornato. Archimandrita dei tempi bui, porta con sè la spada.

Di De Cataldo dirò che è egli, coscientemente o meno, funzionale alla riscrittura ideologizzata della quotidianità. 
Non a caso la sua opera così rapidamente tracimò in immagini. Di questo stile non mette conto parlare a noi aulici e curiali, illustri e cardinali.
Ma soprattutto dirò che i magistrati ci piacerebbe vederli seduti alle loro scrivanie per svolgere la funzione indispensabile a cui sono chiamati: evitare il conflitto diretto tra consociati attraverso una composizione plausibile dei contrasti, mediante atto decisorio che ha imperio in quanto incardinato nella procedura prevista.
Detta funzione necessita di tempi brevi, efficienza dell'apparato requirente e giudicante, onestà e competenza degli ausiliari del giudice (cancellieri e periti in prima fila), certezza del diritto nel senso di accurata e non arbitraria interpretazione della norma cogente.
Nulla di tutto ciò è reperibile nel nostro paese. mai tanti mercanti furono in un tempio.
Ciò è ben noto all' esperienza sofferta di ciascuno, così come alle statistiche ONU ed alle corti europee. 

“Per il momento sì, ma l’attività di scrittura sta diventando sempre più assorbente, a volte sono cullato dalla tentazione di mollare, ma so che mi mancherebbe. E non mollo.”

De Cataldo, questa frase non vorrei mai più leggerla e spero non ti sfugga il perchè. 
Ma dovesse sfuggire ai dotti lettori, ricordo che il suo alto e nobile lavoro (un tempo ritenuto ai confini del divino o divinatorio), non si risolve nella soddisfazione personale o nel gusto che ne ricava il magistrato, bensì nella trasformazione della norma astratta in norma concreta, al fine di consentire la civile convivenza dei cittadini che pagano stipendi e privilegi. 
Medico, cura te stesso.

Vale et ego.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;abate è tornato. Archimandrita dei tempi bui, porta con sè la spada.</p>
<p>Di De Cataldo dirò che è egli, coscientemente o meno, funzionale alla riscrittura ideologizzata della quotidianità.<br />
Non a caso la sua opera così rapidamente tracimò in immagini. Di questo stile non mette conto parlare a noi aulici e curiali, illustri e cardinali.<br />
Ma soprattutto dirò che i magistrati ci piacerebbe vederli seduti alle loro scrivanie per svolgere la funzione indispensabile a cui sono chiamati: evitare il conflitto diretto tra consociati attraverso una composizione plausibile dei contrasti, mediante atto decisorio che ha imperio in quanto incardinato nella procedura prevista.<br />
Detta funzione necessita di tempi brevi, efficienza dell&#8217;apparato requirente e giudicante, onestà e competenza degli ausiliari del giudice (cancellieri e periti in prima fila), certezza del diritto nel senso di accurata e non arbitraria interpretazione della norma cogente.<br />
Nulla di tutto ciò è reperibile nel nostro paese. mai tanti mercanti furono in un tempio.<br />
Ciò è ben noto all&#8217; esperienza sofferta di ciascuno, così come alle statistiche ONU ed alle corti europee. </p>
<p>“Per il momento sì, ma l’attività di scrittura sta diventando sempre più assorbente, a volte sono cullato dalla tentazione di mollare, ma so che mi mancherebbe. E non mollo.”</p>
<p>De Cataldo, questa frase non vorrei mai più leggerla e spero non ti sfugga il perchè.<br />
Ma dovesse sfuggire ai dotti lettori, ricordo che il suo alto e nobile lavoro (un tempo ritenuto ai confini del divino o divinatorio), non si risolve nella soddisfazione personale o nel gusto che ne ricava il magistrato, bensì nella trasformazione della norma astratta in norma concreta, al fine di consentire la civile convivenza dei cittadini che pagano stipendi e privilegi.<br />
Medico, cura te stesso.</p>
<p>Vale et ego.</p>
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