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	<title>Commenti a: Esordienti over 65</title>
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	<pubDate>Tue, 02 Dec 2008 06:17:40 +0000</pubDate>
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		<title>Di: The O.C.</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/10/29/esordienti-over-65/#comment-80753</link>
		<dc:creator>The O.C.</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 31 Oct 2007 14:58:42 +0000</pubDate>
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		<description>@giulio
Forse è venuto il momento di riaprire gli archivi. Guardare cosa abbiamo trascurato, cos'è sfuggito, tutto quello che poteva essere salvato e invece è stato liquidato. Ci vuole tempo e pazienza. Esiste (e resiste) una popolazione canuta che scrive per passione e non solo "in vista della pubblicazione". Che vuole essere letta e recensita, e non si prende troppo sul serio, come fanno molti giovinastri. Gente coraggiosa che non si spaventa a scrivere "po" con l'accento e si diverte un sacco quando gli spieghi come dovrà correggere il prossimo rientro. Sono gli autori migliori, quelli che non vorrebbero mai restare soli. Un criterio di selezione, in fondo, potrebbe essere questo, il "fattore umano". Quello di Maurice Castle. Prima le persone e l'esperienza che portano (in redazione), poi il libro che hanno scritto. C'era un bisnonno che aveva fatto il preside in una scuola del Nord Italia. OverOttanta. Si godeva la pensione scrivendo favole transletterarie e piccoli saggi su Collodi e i risorgimentali. Una fantasia che non ti dico. Ma non è questo il punto. Non so se vi è mai capitato di leggere un manoscritto, dico proprio un testo scritto a mano, sui fogli che usavamo al liceo per i compiti in classe. Il preside aveva una calligrafia di un'eleganza strepitosa, senza uno sbavo d'inchiostro. Era un maestro di calligrafia, non solo un narratore di mestiere. Una volta  stampato, il racconto perse (buona?) parte della sua forza. Detto questo, lo so che il sistema editoriale è 'disumano'. Nelle scelte, nei tempi e nei modi. Sottochiave gli archivi, sottosopra l'identità.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@giulio<br />
Forse è venuto il momento di riaprire gli archivi. Guardare cosa abbiamo trascurato, cos&#8217;è sfuggito, tutto quello che poteva essere salvato e invece è stato liquidato. Ci vuole tempo e pazienza. Esiste (e resiste) una popolazione canuta che scrive per passione e non solo &#8220;in vista della pubblicazione&#8221;. Che vuole essere letta e recensita, e non si prende troppo sul serio, come fanno molti giovinastri. Gente coraggiosa che non si spaventa a scrivere &#8220;po&#8221; con l&#8217;accento e si diverte un sacco quando gli spieghi come dovrà correggere il prossimo rientro. Sono gli autori migliori, quelli che non vorrebbero mai restare soli. Un criterio di selezione, in fondo, potrebbe essere questo, il &#8220;fattore umano&#8221;. Quello di Maurice Castle. Prima le persone e l&#8217;esperienza che portano (in redazione), poi il libro che hanno scritto. C&#8217;era un bisnonno che aveva fatto il preside in una scuola del Nord Italia. OverOttanta. Si godeva la pensione scrivendo favole transletterarie e piccoli saggi su Collodi e i risorgimentali. Una fantasia che non ti dico. Ma non è questo il punto. Non so se vi è mai capitato di leggere un manoscritto, dico proprio un testo scritto a mano, sui fogli che usavamo al liceo per i compiti in classe. Il preside aveva una calligrafia di un&#8217;eleganza strepitosa, senza uno sbavo d&#8217;inchiostro. Era un maestro di calligrafia, non solo un narratore di mestiere. Una volta  stampato, il racconto perse (buona?) parte della sua forza. Detto questo, lo so che il sistema editoriale è &#8216;disumano&#8217;. Nelle scelte, nei tempi e nei modi. Sottochiave gli archivi, sottosopra l&#8217;identità.</p>
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		<title>Di: Giulio Milani</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/10/29/esordienti-over-65/#comment-80720</link>
		<dc:creator>Giulio Milani</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 31 Oct 2007 11:53:27 +0000</pubDate>
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		<description>@TheO.C. 
Ti ringrazio per la stima e l’attenzione. Tuttavia, nel ringraziarti, vorrei precisare per quanti possono essere interessati al progetto che le linee di ricerca da te indicate sono solo una parte di quelle rintracciabili. Tanto per cominciare, tutto al rovescio del progetto “under 25”, qui troviamo una finestra che “si apre” a 65 anni. Gli eventuali narratori in quota appartengono dunque a una fascia assai più lasca, che sviluppa a conti fatti dal 1942 (ma anche 1943, 1944, 1945, se volessimo tener conto dei tempi di pubblicazione, di auspicabili secondi e terzi appuntamenti, di eccezioni, ecc.) e “rescende” ipoteticamente fino all’ultracentenario. Abbiamo i nonni e i bisnonni, ma abbiamo anche i padri. Questo significa che la memorialista di guerra e altre evenienze che pertengono agli aspetti “pubblici” dell’esistenza sono solo parzialmente in questione. Tra l’altro, mi pare che un’attesa del genere sottintenda alla fine un’idea di narrazione abbastanza istituzionale o istituzionalizzabile – e in quanto tale già digerita, mappata, liquidata. Temo infatti che determinate istanze siano le stesse che muovono i processi decisionali della prassi editoriale del nostro paese per come la conosciamo. E queste istanze sono, a tutti gli effetti, perfettamente liquidatorie. Da qui, immagino, il discorso di Tondelli ripreso nel comunicato, che anticipa e dunque pone – come dentro una interpretazione figurale – il senso del progetto varato. Personalmente, non credo affatto che gli over 65 di oggi corrispondano al ritratto che (spesso) ne fanno i giornali, o comunque non è dalle cronache né dalla Storia né dalla letterattura d’antan che traggo le mie aspettative, le mie prospettive. Detto questo, il tuo intervento pone una questione decisiva, ovvero la necessità – trattandosi di un concorso – di articolare meglio i criteri in base ai quali procederemo alla selezione dei materiali. Lo spazio di un commento, come comprenderai, non è sufficiente e forse nemmeno il più adatto, ma posso garantirti che nei prossimi giorni torneremo a darne conto con maggior dettaglio.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@TheO.C.<br />
Ti ringrazio per la stima e l’attenzione. Tuttavia, nel ringraziarti, vorrei precisare per quanti possono essere interessati al progetto che le linee di ricerca da te indicate sono solo una parte di quelle rintracciabili. Tanto per cominciare, tutto al rovescio del progetto “under 25”, qui troviamo una finestra che “si apre” a 65 anni. Gli eventuali narratori in quota appartengono dunque a una fascia assai più lasca, che sviluppa a conti fatti dal 1942 (ma anche 1943, 1944, 1945, se volessimo tener conto dei tempi di pubblicazione, di auspicabili secondi e terzi appuntamenti, di eccezioni, ecc.) e “rescende” ipoteticamente fino all’ultracentenario. Abbiamo i nonni e i bisnonni, ma abbiamo anche i padri. Questo significa che la memorialista di guerra e altre evenienze che pertengono agli aspetti “pubblici” dell’esistenza sono solo parzialmente in questione. Tra l’altro, mi pare che un’attesa del genere sottintenda alla fine un’idea di narrazione abbastanza istituzionale o istituzionalizzabile – e in quanto tale già digerita, mappata, liquidata. Temo infatti che determinate istanze siano le stesse che muovono i processi decisionali della prassi editoriale del nostro paese per come la conosciamo. E queste istanze sono, a tutti gli effetti, perfettamente liquidatorie. Da qui, immagino, il discorso di Tondelli ripreso nel comunicato, che anticipa e dunque pone – come dentro una interpretazione figurale – il senso del progetto varato. Personalmente, non credo affatto che gli over 65 di oggi corrispondano al ritratto che (spesso) ne fanno i giornali, o comunque non è dalle cronache né dalla Storia né dalla letterattura d’antan che traggo le mie aspettative, le mie prospettive. Detto questo, il tuo intervento pone una questione decisiva, ovvero la necessità – trattandosi di un concorso – di articolare meglio i criteri in base ai quali procederemo alla selezione dei materiali. Lo spazio di un commento, come comprenderai, non è sufficiente e forse nemmeno il più adatto, ma posso garantirti che nei prossimi giorni torneremo a darne conto con maggior dettaglio.</p>
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		<title>Di: Sandro Dell'Orco</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/10/29/esordienti-over-65/#comment-80644</link>
		<dc:creator>Sandro Dell'Orco</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Oct 2007 10:09:20 +0000</pubDate>
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		<description>Volete due nomi di super scrittori anziani? Se ne potrebbero dare molti, ma due per tutti basteranno. Theodor Fontane (l'autore di Effi Briest) e Samuel Beckett. Questo per dire che l'arte è praticabile con sublimi risultati anche in età avanzata. Il destino è strano: alcuni danno tutto da giovani o giovanissimi, altri da vecchi o vecchissimi. Non c'è una legge fissa in queste come in altre questioni inerenti l'uomo. Questo è un essere particolare e imprevedibile, essendo dotato di libertà, autonomia e volontà, e queste caratteristiche, incontrandosi con con l'oggetività e la casualità della vita generano i risultati più inopinati e sorprendenti.  
In Italia da vari anni, a cura del Ministero per i beni e le attività culturali, si svolgono iniziative per la lettura degli anziani, e molte altre ne svolgono istituzioni locali pubbliche e private. Poche sono invece le iniziative per la scrittura nella terza età, e dunque questa  mi sembra particolarmente utile e opportuna. Spezzando una lancia a favore del progetto di Transeuropa devo dire che la mia esperienza in giurie di premi letterari mi ha convinto almeno di una cosa sulla scrittura degli anziani: della loro quasi assoluta mancanza di vanità letteraria, come se avessero troppo sofferto la vita, per perdersi dietro futili atteggiamenti esteriori. Ne risulta che i loro elaborati saranno magari malfatti sotto il profilo grammaticale o sintattico, ma quasi sempre veri, emotivamente carichi, perché attingono da un serbatoio reale di dolorosa e gioiosa esperienza di vita. Un giovane invece, questa vita - che ancora non ha o ancora non comprende - spesso la affetta, la finge, con risultati disastrosi sull'opera - comunque molto più disastrosi di qualche errore grammaticale o sintattico.
Mi risulta che l'iniziativa di Transeuropa ha ottenuto il patrocinio del Ministero per i beni e le attività culturali, è questo è un importante riconoscimento e un ottimo viatico per Transeuropa. Perché non approfittarne per estendere a tutte le Associazioni che hanno anziani tra i loro soci (sindacati, associazioni di categoria, università per la terza età, parrocchie, partiti ecc.) la notizia e l'invito al progetto? Non può far nulla NI per questo? 
Un caro saluto e un fortissimo in bocca al lupo per questo bellissimo progetto.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Volete due nomi di super scrittori anziani? Se ne potrebbero dare molti, ma due per tutti basteranno. Theodor Fontane (l&#8217;autore di Effi Briest) e Samuel Beckett. Questo per dire che l&#8217;arte è praticabile con sublimi risultati anche in età avanzata. Il destino è strano: alcuni danno tutto da giovani o giovanissimi, altri da vecchi o vecchissimi. Non c&#8217;è una legge fissa in queste come in altre questioni inerenti l&#8217;uomo. Questo è un essere particolare e imprevedibile, essendo dotato di libertà, autonomia e volontà, e queste caratteristiche, incontrandosi con con l&#8217;oggetività e la casualità della vita generano i risultati più inopinati e sorprendenti.<br />
In Italia da vari anni, a cura del Ministero per i beni e le attività culturali, si svolgono iniziative per la lettura degli anziani, e molte altre ne svolgono istituzioni locali pubbliche e private. Poche sono invece le iniziative per la scrittura nella terza età, e dunque questa  mi sembra particolarmente utile e opportuna. Spezzando una lancia a favore del progetto di Transeuropa devo dire che la mia esperienza in giurie di premi letterari mi ha convinto almeno di una cosa sulla scrittura degli anziani: della loro quasi assoluta mancanza di vanità letteraria, come se avessero troppo sofferto la vita, per perdersi dietro futili atteggiamenti esteriori. Ne risulta che i loro elaborati saranno magari malfatti sotto il profilo grammaticale o sintattico, ma quasi sempre veri, emotivamente carichi, perché attingono da un serbatoio reale di dolorosa e gioiosa esperienza di vita. Un giovane invece, questa vita - che ancora non ha o ancora non comprende - spesso la affetta, la finge, con risultati disastrosi sull&#8217;opera - comunque molto più disastrosi di qualche errore grammaticale o sintattico.<br />
Mi risulta che l&#8217;iniziativa di Transeuropa ha ottenuto il patrocinio del Ministero per i beni e le attività culturali, è questo è un importante riconoscimento e un ottimo viatico per Transeuropa. Perché non approfittarne per estendere a tutte le Associazioni che hanno anziani tra i loro soci (sindacati, associazioni di categoria, università per la terza età, parrocchie, partiti ecc.) la notizia e l&#8217;invito al progetto? Non può far nulla NI per questo?<br />
Un caro saluto e un fortissimo in bocca al lupo per questo bellissimo progetto.</p>
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	<item>
		<title>Di: The O.C.</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/10/29/esordienti-over-65/#comment-80642</link>
		<dc:creator>The O.C.</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Oct 2007 09:41:02 +0000</pubDate>
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		<description>Grande Gastone!</description>
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		<title>Di: straelena</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/10/29/esordienti-over-65/#comment-80631</link>
		<dc:creator>straelena</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Oct 2007 01:32:29 +0000</pubDate>
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		<description>ehehehhehe, bellissima gastone.:)

Ah che respiro di sollievo! Posso ancora sperare insomma!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>ehehehhehe, bellissima gastone.:)</p>
<p>Ah che respiro di sollievo! Posso ancora sperare insomma!</p>
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	<item>
		<title>Di: Alessandro Morgillo</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/10/29/esordienti-over-65/#comment-80630</link>
		<dc:creator>Alessandro Morgillo</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Oct 2007 01:30:34 +0000</pubDate>
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		<description>Cos'è, un film di fantascienza?</description>
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	<item>
		<title>Di: Gastone</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/10/29/esordienti-over-65/#comment-80629</link>
		<dc:creator>Gastone</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Oct 2007 00:47:05 +0000</pubDate>
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		<description>Speriamo solo che non si prendano troppo tempo per l'editing che se no passano direttamente dall'inedito al postumo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Speriamo solo che non si prendano troppo tempo per l&#8217;editing che se no passano direttamente dall&#8217;inedito al postumo.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: marino</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/10/29/esordienti-over-65/#comment-80623</link>
		<dc:creator>marino</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Oct 2007 21:27:22 +0000</pubDate>
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		<description>Un grande grande progetto.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Un grande grande progetto.</p>
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	</item>
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		<title>Di: Chapuce</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/10/29/esordienti-over-65/#comment-80620</link>
		<dc:creator>Chapuce</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Oct 2007 18:43:34 +0000</pubDate>
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		<description>interessante!
chissà che memorie verrebbero alla luce!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>interessante!<br />
chissà che memorie verrebbero alla luce!</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Alcor</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/10/29/esordienti-over-65/#comment-80618</link>
		<dc:creator>Alcor</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Oct 2007 18:15:01 +0000</pubDate>
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		<description>Mah.</description>
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		<title>Di: The O.C.</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/10/29/esordienti-over-65/#comment-80612</link>
		<dc:creator>The O.C.</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Oct 2007 17:45:56 +0000</pubDate>
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		<description>Ottimo. Gli archivi delle case editrici, soprattutto le piccole, sono pieni di manoscritti 'dimenticati'. E in effetti gli Over65 scrivono soprattutto prosa. Anche i generi scelti da Transeuropa vanno nella direzione giusta: la memorialistica sulla Seconda Guerra mondiale è un serbatoio dell'inedito ancora tutto da esplorare. Non solo per ripescare nuove testimonianze sulla resistenza e la lotta partigiana, ma anche per dare voce ai reduci, o più spesso a chi si ritirò in fuga, braccato, dai fronti delle guerre fasciste, magari soggiornando in un campo di concentramento (le testimonianze sulla guerra d'Albania e la Campagna in Grecia sono numerosissime). Ma gli Over65 si divertono anche con il giallo, il noir - sempre ancorati alla storia italiana del dopoguerra, tipo delitto Montesi o giù di lì-, e ancora le favole, una forma letteraria che si sta praticamente estinguendo. Ho avuto anche l'occasione di leggere reportage di giornalisti senza medaglie dai quattro capi del mondo, l'Africa soprattutto. Mi preme sottolineare un aspetto decisivo per questa fascia di scritture italiane, che rientra nelle maglie interpretative della sociologia letteraria: molti di questi autori hanno una alfabetizzazione di 'ritorno', hanno imparato a scrivere (e a leggere) seguendo percorsi formativi che oggi appaiono quantomeno bizzarri. E' fondamentale, quindi, accompagnarli alla pubblicazione con un attento lavoro di editing, che poi è lo stesso spirito con cui Tondelli si mise al lavoro con gli Under 25, se ricordate l'episodio del ragazzetto che gli va a consegnare a casa il manoscritto mangiando uno yogurt, o qualcosa del genere. In ogni caso credo che a un editore attento come Transeuropa non sarà sfuggita un dettaglio come questo. Tienici informati sulle novità, eh, Marco?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ottimo. Gli archivi delle case editrici, soprattutto le piccole, sono pieni di manoscritti &#8216;dimenticati&#8217;. E in effetti gli Over65 scrivono soprattutto prosa. Anche i generi scelti da Transeuropa vanno nella direzione giusta: la memorialistica sulla Seconda Guerra mondiale è un serbatoio dell&#8217;inedito ancora tutto da esplorare. Non solo per ripescare nuove testimonianze sulla resistenza e la lotta partigiana, ma anche per dare voce ai reduci, o più spesso a chi si ritirò in fuga, braccato, dai fronti delle guerre fasciste, magari soggiornando in un campo di concentramento (le testimonianze sulla guerra d&#8217;Albania e la Campagna in Grecia sono numerosissime). Ma gli Over65 si divertono anche con il giallo, il noir - sempre ancorati alla storia italiana del dopoguerra, tipo delitto Montesi o giù di lì-, e ancora le favole, una forma letteraria che si sta praticamente estinguendo. Ho avuto anche l&#8217;occasione di leggere reportage di giornalisti senza medaglie dai quattro capi del mondo, l&#8217;Africa soprattutto. Mi preme sottolineare un aspetto decisivo per questa fascia di scritture italiane, che rientra nelle maglie interpretative della sociologia letteraria: molti di questi autori hanno una alfabetizzazione di &#8216;ritorno&#8217;, hanno imparato a scrivere (e a leggere) seguendo percorsi formativi che oggi appaiono quantomeno bizzarri. E&#8217; fondamentale, quindi, accompagnarli alla pubblicazione con un attento lavoro di editing, che poi è lo stesso spirito con cui Tondelli si mise al lavoro con gli Under 25, se ricordate l&#8217;episodio del ragazzetto che gli va a consegnare a casa il manoscritto mangiando uno yogurt, o qualcosa del genere. In ogni caso credo che a un editore attento come Transeuropa non sarà sfuggita un dettaglio come questo. Tienici informati sulle novità, eh, Marco?</p>
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