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	<title>Commenti a: Il contemporaneo Ottocento</title>
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	<pubDate>Tue, 02 Dec 2008 05:56:26 +0000</pubDate>
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		<title>Di: tashtego</title>
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		<dc:creator>tashtego</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 03 Nov 2007 22:57:19 +0000</pubDate>
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		<description>mi piacque molto il lunghissimo (due film, mi pare, forse tre) Guerra e pace di Sergej Bondarciuk (1967).</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>mi piacque molto il lunghissimo (due film, mi pare, forse tre) Guerra e pace di Sergej Bondarciuk (1967).</p>
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		<title>Di: The O.C.</title>
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		<dc:creator>The O.C.</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 03 Nov 2007 18:32:39 +0000</pubDate>
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		<description>Consiglio l'ultimo remix delle Colline hanno gli occhi.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Consiglio l&#8217;ultimo remix delle Colline hanno gli occhi.</p>
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		<title>Di: The O.C.</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/10/31/il-contemporaneo-ottocento/#comment-81008</link>
		<dc:creator>The O.C.</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 03 Nov 2007 18:31:17 +0000</pubDate>
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		<description>Fascista e sovietista, sempre la solita storia trista. Simona dice cose giuste.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Fascista e sovietista, sempre la solita storia trista. Simona dice cose giuste.</p>
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		<title>Di: Utente qualsiasi</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/10/31/il-contemporaneo-ottocento/#comment-80973</link>
		<dc:creator>Utente qualsiasi</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 03 Nov 2007 10:00:10 +0000</pubDate>
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		<description>Montekristo, guarda il film, vedrai che il sovietismo non c'entra nulla. Al limite un film sovietista (in quel senso) è "Spartacus", non "300".</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Montekristo, guarda il film, vedrai che il sovietismo non c&#8217;entra nulla. Al limite un film sovietista (in quel senso) è &#8220;Spartacus&#8221;, non &#8220;300&#8243;.</p>
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		<title>Di: montekristo</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/10/31/il-contemporaneo-ottocento/#comment-80959</link>
		<dc:creator>montekristo</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Nov 2007 22:48:58 +0000</pubDate>
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		<description>Tash, ma questo non è fascismo... è tautologismo!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Tash, ma questo non è fascismo&#8230; è tautologismo!</p>
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		<title>Di: diamonds</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/10/31/il-contemporaneo-ottocento/#comment-80949</link>
		<dc:creator>diamonds</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Nov 2007 21:10:24 +0000</pubDate>
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		<description>se un giorno guarderò 300 sarà perchè sarò conquistato dall'idea di un esercito di morti.Mia madre aveva solo la quarta elementare,frequentò molti più classici di quanti avrò il coraggio di affrontare nelle prossime due vite,e riuscì a insegnarmi a leggere e scrivere a quattro anni,nei postumi di un epatite virale che mi costrinse a letto un trimestre.Ora che ho praticamente scordato il corsivo non seguo il filo degli eventi culturali e fatico a riconoscere un figlio di puttana(è tutto un imbroglio)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>se un giorno guarderò 300 sarà perchè sarò conquistato dall&#8217;idea di un esercito di morti.Mia madre aveva solo la quarta elementare,frequentò molti più classici di quanti avrò il coraggio di affrontare nelle prossime due vite,e riuscì a insegnarmi a leggere e scrivere a quattro anni,nei postumi di un epatite virale che mi costrinse a letto un trimestre.Ora che ho praticamente scordato il corsivo non seguo il filo degli eventi culturali e fatico a riconoscere un figlio di puttana(è tutto un imbroglio)</p>
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		<title>Di: sundancekyd</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/10/31/il-contemporaneo-ottocento/#comment-80938</link>
		<dc:creator>sundancekyd</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Nov 2007 19:49:41 +0000</pubDate>
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		<description>Il problema vero è che, al di là della sontuosità e dello spostamento di mezzi e uomini, a dispetto del notevole dispiegamento di 'attoroni' (tra loro il carissimo Alessio Boni, che pure ha i suoi bei numeri come interprete totale, e non parlo dell'aspetto ovviamente), la 'fiction' (ma vogliamo provare a tornare a una nominazione meno ammiccante e più esatta?, lo vogliamo, questo Guerra e Pace, chiamare telesceneggiato?, bè, ma seriamente i fatti ci autorizzano a questa ri-nominazione?) GUERRA E PACE, appunto, è stato un 'prodotto' brutto. Ma brutto brutto brutto. Se fosse stato una vera fiction, cioè una narrazione d'invenzione (un romanzo in immagini), avrebbe avuto virtù di coinvolgimento. Invece è stato quanto di più freddo. Un filmone in cui erano visibili tutti gli effetti creati da truccatori fotografi e scenografi (il sudore di Andrej ferito che giace praticamente morente è evidentemente una colata d'acqua sul viso, troppa, cioè si vede il trucco - tanto per fare un esempio). Mortale l'effetto straniante del doppiaggio, un audio calato come un sudario su tutto eppure staccato dalle bocche, dai visi, dalle espressioni - tanto per fare un altro esempio. La sceneggiatura ha reso il romanzo di Tolstoj nella sua congerie superficiale di fatterelli e non ha mai composto un quadro - questo è forse l'esempio più tragico. Cioè il filmone quasi non è riuscito davvero ad essere un film: ha toppato in tutto ciò che avrebbe dovuto essergli connaturale. 
Eppoi c'è l'antecedente, con cui ogni paragone è improponibile, del film per il cinema di King Vidor in cui Natascia era Audrey Hepburn, e Vittorio Gassman era il cattivo, il tentatore, e poi c'erano Mel Ferrer (Andrej) e Henry Honda (Pierre Besuchov), e tra gli sceneggiatori c'era Mario Soldati, anche assistente alla regia. 
Mi dispiace, la 'fiction', che il mio amico Antonio Pascale, per rivalsa, per ribellione, pronuncia con la zeta (ficzion - alla latina, lo fa apposta per farmi piccare nel mio specifico angloamericano), è stata tecnicamente un fallimento. Mai coinvolgente, mai 'calda'. Un'oleografia seriale. Inutile
Infine, però ci tengo - perciò lasciatemelo dire, Antonio Scurati ha tutta la mia stima: ascoltarlo quando interviene, per dire a Otto e Mezzo come è successo recentemente, è notevolmente gradito.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Il problema vero è che, al di là della sontuosità e dello spostamento di mezzi e uomini, a dispetto del notevole dispiegamento di &#8216;attoroni&#8217; (tra loro il carissimo Alessio Boni, che pure ha i suoi bei numeri come interprete totale, e non parlo dell&#8217;aspetto ovviamente), la &#8216;fiction&#8217; (ma vogliamo provare a tornare a una nominazione meno ammiccante e più esatta?, lo vogliamo, questo Guerra e Pace, chiamare telesceneggiato?, bè, ma seriamente i fatti ci autorizzano a questa ri-nominazione?) GUERRA E PACE, appunto, è stato un &#8216;prodotto&#8217; brutto. Ma brutto brutto brutto. Se fosse stato una vera fiction, cioè una narrazione d&#8217;invenzione (un romanzo in immagini), avrebbe avuto virtù di coinvolgimento. Invece è stato quanto di più freddo. Un filmone in cui erano visibili tutti gli effetti creati da truccatori fotografi e scenografi (il sudore di Andrej ferito che giace praticamente morente è evidentemente una colata d&#8217;acqua sul viso, troppa, cioè si vede il trucco - tanto per fare un esempio). Mortale l&#8217;effetto straniante del doppiaggio, un audio calato come un sudario su tutto eppure staccato dalle bocche, dai visi, dalle espressioni - tanto per fare un altro esempio. La sceneggiatura ha reso il romanzo di Tolstoj nella sua congerie superficiale di fatterelli e non ha mai composto un quadro - questo è forse l&#8217;esempio più tragico. Cioè il filmone quasi non è riuscito davvero ad essere un film: ha toppato in tutto ciò che avrebbe dovuto essergli connaturale.<br />
Eppoi c&#8217;è l&#8217;antecedente, con cui ogni paragone è improponibile, del film per il cinema di King Vidor in cui Natascia era Audrey Hepburn, e Vittorio Gassman era il cattivo, il tentatore, e poi c&#8217;erano Mel Ferrer (Andrej) e Henry Honda (Pierre Besuchov), e tra gli sceneggiatori c&#8217;era Mario Soldati, anche assistente alla regia.<br />
Mi dispiace, la &#8216;fiction&#8217;, che il mio amico Antonio Pascale, per rivalsa, per ribellione, pronuncia con la zeta (ficzion - alla latina, lo fa apposta per farmi piccare nel mio specifico angloamericano), è stata tecnicamente un fallimento. Mai coinvolgente, mai &#8216;calda&#8217;. Un&#8217;oleografia seriale. Inutile<br />
Infine, però ci tengo - perciò lasciatemelo dire, Antonio Scurati ha tutta la mia stima: ascoltarlo quando interviene, per dire a Otto e Mezzo come è successo recentemente, è notevolmente gradito.</p>
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		<title>Di: lu</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/10/31/il-contemporaneo-ottocento/#comment-80924</link>
		<dc:creator>lu</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Nov 2007 18:01:03 +0000</pubDate>
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		<description>chi se ne frega di 300, sarà mica quello l'esempio di dominio della cultura visuale su quella alfabetica?! Caro gigi, caro ale, caro pepè: mah...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>chi se ne frega di 300, sarà mica quello l&#8217;esempio di dominio della cultura visuale su quella alfabetica?! Caro gigi, caro ale, caro pepè: mah&#8230;</p>
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		<title>Di: Utente qualsiasi</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/10/31/il-contemporaneo-ottocento/#comment-80920</link>
		<dc:creator>Utente qualsiasi</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Nov 2007 17:23:39 +0000</pubDate>
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		<description>"La sceneggiatura rasenta il ridicolo-fumettistico!"

Ma che scoperta: è basata su un fumetto! Bah.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;La sceneggiatura rasenta il ridicolo-fumettistico!&#8221;</p>
<p>Ma che scoperta: è basata su un fumetto! Bah.</p>
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		<title>Di: Monno Liso</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/10/31/il-contemporaneo-ottocento/#comment-80916</link>
		<dc:creator>Monno Liso</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Nov 2007 16:52:28 +0000</pubDate>
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		<description>Brava Simona. C., condivido in pieno il tuo intervento contro la mediocrità da romanziere e lo snobismo critico di Scurati. Quanto a 300, tutti quei rallenty mi hanno fatto incazzare! E poi è intasato di estetismi da 4 soldi ed effettacci holliwoodiani. La sceneggiatura rasenta il ridicolo-fumettistico!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Brava Simona. C., condivido in pieno il tuo intervento contro la mediocrità da romanziere e lo snobismo critico di Scurati. Quanto a 300, tutti quei rallenty mi hanno fatto incazzare! E poi è intasato di estetismi da 4 soldi ed effettacci holliwoodiani. La sceneggiatura rasenta il ridicolo-fumettistico!</p>
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		<title>Di: tashtego</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/10/31/il-contemporaneo-ottocento/#comment-80903</link>
		<dc:creator>tashtego</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Nov 2007 13:02:35 +0000</pubDate>
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		<description>Trecento è film di purissimo fascismo, de-privato di ogni possibile storico e successivo attributo.
è talmente fascista da essere pre-politico.
è talmente fascista da poter servire da valido riferimento per ogni approfondimento teorico sull'idea prima di fascismo.
ed è pure parzialmente bello.
vedere per credere.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Trecento è film di purissimo fascismo, de-privato di ogni possibile storico e successivo attributo.<br />
è talmente fascista da essere pre-politico.<br />
è talmente fascista da poter servire da valido riferimento per ogni approfondimento teorico sull&#8217;idea prima di fascismo.<br />
ed è pure parzialmente bello.<br />
vedere per credere.</p>
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	<item>
		<title>Di: montekristo</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/10/31/il-contemporaneo-ottocento/#comment-80900</link>
		<dc:creator>montekristo</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Nov 2007 12:56:33 +0000</pubDate>
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		<description>Non ho visto Trecento, sento dire che è fascista e inizialmente mi immagino un film diretto da Squitieri sugli ultimi trecento giorni di Mussolini. Poi leggo alcuni commenti a Trecento, capisco più o meno di cosa si tratta e però dai commenti medesimi mi sembra di ravvisarvi contenuti di sovietismo. Credo di non aver capito il significato dell'aggettivo fascista, in generale dico.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Non ho visto Trecento, sento dire che è fascista e inizialmente mi immagino un film diretto da Squitieri sugli ultimi trecento giorni di Mussolini. Poi leggo alcuni commenti a Trecento, capisco più o meno di cosa si tratta e però dai commenti medesimi mi sembra di ravvisarvi contenuti di sovietismo. Credo di non aver capito il significato dell&#8217;aggettivo fascista, in generale dico.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Simona C.</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/10/31/il-contemporaneo-ottocento/#comment-80897</link>
		<dc:creator>Simona C.</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Nov 2007 12:15:46 +0000</pubDate>
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		<description>Scurati dice delle ovvietà belle e buone qui (riferendomi all'articolo sulla Stampa), come altrove. Iinsomma, possibile che ancora si trovi interessante dire che il popolo italiano non apprezza la cultura e che preferisce le fiction? - come se non si sapesse.  Tanto più che il suo ultimo romanzo "Una storia romantica", è veramente un'operazione commerciale alla  fiction di "Guerra e pace",  e in tutta sincerità, benché non oserei mai dire che un romanzo fa schifo, non capisco come o cosa possa essere piaciuto in questo caso. Personalmente, l'ho trovato una banalità su tutta la linea: dal titolo, all'immagine scelta per la copertina, all'idea narrativa "amiamoci e facciamo la rivoluzione", al linguaggio. Mi sono sentita presa in giro. Ha perfino voluto condire la banalità dell'operazione (prettamente commerciale) con qualche piccolo ingrediente meta-pop, tanto per dire che era innovativo..
Che esiste purtroppo una maggioranza degli italiani ormai incapaci di pensare con la propria testa, credo sia un dato di fatto. Che la cultura non sia un pezzo di carta, credo che lo sappiano in molti, o almeno lo spero. Che la si trovi in tutt'altri luoghi che le università, credo che se ne abbia poca consapevolezza. Ho viaggiato molto, ed ho conosciuto persone che facevano i lavori più umili (come il barman, o il pescatore, o l'elettricista, o il tornitore in fabbrica) avere un'altissima cultura in fatto di cinema, o di musica, o di letteratura, ma soprattutto, e questo era la loro grande ricchezza, senza averne una visione accademica. Persone in grado di commentare un romanzo non perchè lo hanno studiato a scuola, ma perchè ne hanno fatto un'esperienza. 

e dopo "sui monti di pietra nascono i fior" vado ancora oltre e aggiungo: "dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fior."</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Scurati dice delle ovvietà belle e buone qui (riferendomi all&#8217;articolo sulla Stampa), come altrove. Iinsomma, possibile che ancora si trovi interessante dire che il popolo italiano non apprezza la cultura e che preferisce le fiction? - come se non si sapesse.  Tanto più che il suo ultimo romanzo &#8220;Una storia romantica&#8221;, è veramente un&#8217;operazione commerciale alla  fiction di &#8220;Guerra e pace&#8221;,  e in tutta sincerità, benché non oserei mai dire che un romanzo fa schifo, non capisco come o cosa possa essere piaciuto in questo caso. Personalmente, l&#8217;ho trovato una banalità su tutta la linea: dal titolo, all&#8217;immagine scelta per la copertina, all&#8217;idea narrativa &#8220;amiamoci e facciamo la rivoluzione&#8221;, al linguaggio. Mi sono sentita presa in giro. Ha perfino voluto condire la banalità dell&#8217;operazione (prettamente commerciale) con qualche piccolo ingrediente meta-pop, tanto per dire che era innovativo..<br />
Che esiste purtroppo una maggioranza degli italiani ormai incapaci di pensare con la propria testa, credo sia un dato di fatto. Che la cultura non sia un pezzo di carta, credo che lo sappiano in molti, o almeno lo spero. Che la si trovi in tutt&#8217;altri luoghi che le università, credo che se ne abbia poca consapevolezza. Ho viaggiato molto, ed ho conosciuto persone che facevano i lavori più umili (come il barman, o il pescatore, o l&#8217;elettricista, o il tornitore in fabbrica) avere un&#8217;altissima cultura in fatto di cinema, o di musica, o di letteratura, ma soprattutto, e questo era la loro grande ricchezza, senza averne una visione accademica. Persone in grado di commentare un romanzo non perchè lo hanno studiato a scuola, ma perchè ne hanno fatto un&#8217;esperienza. </p>
<p>e dopo &#8220;sui monti di pietra nascono i fior&#8221; vado ancora oltre e aggiungo: &#8220;dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fior.&#8221;</p>
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	<item>
		<title>Di: Luigi Weber</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/10/31/il-contemporaneo-ottocento/#comment-80892</link>
		<dc:creator>Luigi Weber</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Nov 2007 10:30:02 +0000</pubDate>
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		<description>D'accordo con la precisazione di Binaghi, non volevo sottrarre niente a Jesi. Mi limitavo a osservare che l'intervento critico di WuMing1 era molto ampio e ricco di strumenti critici, un vero e proprio lavoro saggistico. Quanto al fatto che "300" sia piaciuto al suo "cervello rettile" (anche al mio, peraltro; ed è una bella definizione), si vedrebbe anche se non fosse esplicitamente ammesso. Quello è forse il rischio maggiore di "300", il luogo dove si annida il suo non trascurabile quoziente di fascismo. Perché quando qualcosa parla in modo così trascinante al nostro cervello rettile, è senza dubbio qualcosa di pericoloso. L'esaltazione del corpo maschile nudo e della spada che trafigge sono pesantemente fallocentriche, e solleticano l'aspetto più belluino della virilità, il gusto tutto maschile per l'incrocio tra sessualità e violenza, tra dominio erotico e assassinio.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>D&#8217;accordo con la precisazione di Binaghi, non volevo sottrarre niente a Jesi. Mi limitavo a osservare che l&#8217;intervento critico di WuMing1 era molto ampio e ricco di strumenti critici, un vero e proprio lavoro saggistico. Quanto al fatto che &#8220;300&#8243; sia piaciuto al suo &#8220;cervello rettile&#8221; (anche al mio, peraltro; ed è una bella definizione), si vedrebbe anche se non fosse esplicitamente ammesso. Quello è forse il rischio maggiore di &#8220;300&#8243;, il luogo dove si annida il suo non trascurabile quoziente di fascismo. Perché quando qualcosa parla in modo così trascinante al nostro cervello rettile, è senza dubbio qualcosa di pericoloso. L&#8217;esaltazione del corpo maschile nudo e della spada che trafigge sono pesantemente fallocentriche, e solleticano l&#8217;aspetto più belluino della virilità, il gusto tutto maschile per l&#8217;incrocio tra sessualità e violenza, tra dominio erotico e assassinio.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Efialte</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/10/31/il-contemporaneo-ottocento/#comment-80885</link>
		<dc:creator>Efialte</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Nov 2007 09:10:35 +0000</pubDate>
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		<description>Quello di Bui è un atto d'amore in fondo:

«Di questo film ho disprezzato l'ideologia, il razzismo, la mortifera coerenza dell' impianto allegorico, eppure mentre guardavo scoprivo in me sentimenti di immedesimazione e addirittura di commozione. Il film si rivolge agli ormoni, è probabile che nessun maschio, per quanto critico del proprio genere, del proprio ruolo e dei propri comportamenti, possa restare indifferente di fronte a una simile apologia della Maennerbund, del cameratismo maschile di guerra. Il legame tra i maschi del branco umano si tempra nella lotta contro un nemico e si esprime nella forma più alta al momento della vittoria, dove collassa ogni distinzione e affondiamo nel carnaio del sacro: per un orgasmico istante si oblitera il mondo, il colpo decisivo annichilisce la realtà e la fa scomparire, c'è solo l'arma che affonda nella carne, il nemico che stramazza, i compagni intorno a me. Se sopraggiunge la morte ci stringiamo la mano e pronunciamo la parola "onore". Viva la muerte!, grida il mio cervello rettile. 
Persino il doppiaggio italiano concorreva a rapirmi: di solito detesto il doppiaggio, ma quello di 300 (fatta eccezione per Serse, della cui voce dirò più avanti) mi è suonato perfetto per gli scopi espressivi del film. Almeno alle mie orecchie, qualunque accento dell'Europa continentale s'intona a quella storia (europea) più dell'American English. In quel contesto le voci italiane riverberavano d'antico, in particolare quella del narratore Delio, unico (e immaginario) sopravvissuto alla mattanza, poiché scelto da Leonida per tornare a Sparta e raccontare l'impresa. Una voce, quella di Mimmo Mancini, non "rotonda", non eccessivamente "maschia" (non alla Pannofino, per intenderci), un po' incrinata, dolente, lievemente stridente. Voce vera, di quelle che senti per strada. Il fatto che tale voce dia testimonianza di quel che accade, per giunta parlando al presente come in una telecronaca, rende Delio uno di noi. Per suo tramite ci commuoviamo quando Leonida si scopre il capo ("...l'elmo lo soffoca..."), trepidiamo mentre getta lo scudo, ci commuoviamo al comprendere il motivo di quei gesti.
Tutto questo mi ha inquietato: 300 è un film che porta lo spettatore vigile e critico alla schizofrenia, costringendolo ad accomodare lo sguardo, per conciliare distanza dal contenuto e intimità con l'espressione. Se guardi il paesaggio scompare il vetro, se guardi il vetro si sfoca il paesaggio.
Quella che voglio esercitare nei confronti di 300 - e di Frank Miller - è un'ironia diversa da quella beffarda dei miei compagni di visione al Cineplex. Si tratta dell'"ironia erotica" di cui parlava Thomas Mann, l'amore per ciò che sto tradendo, nel caso specifico per l'opera che intendo uccidere con la parola analitica, per forza di cose crudele.»</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Quello di Bui è un atto d&#8217;amore in fondo:</p>
<p>«Di questo film ho disprezzato l&#8217;ideologia, il razzismo, la mortifera coerenza dell&#8217; impianto allegorico, eppure mentre guardavo scoprivo in me sentimenti di immedesimazione e addirittura di commozione. Il film si rivolge agli ormoni, è probabile che nessun maschio, per quanto critico del proprio genere, del proprio ruolo e dei propri comportamenti, possa restare indifferente di fronte a una simile apologia della Maennerbund, del cameratismo maschile di guerra. Il legame tra i maschi del branco umano si tempra nella lotta contro un nemico e si esprime nella forma più alta al momento della vittoria, dove collassa ogni distinzione e affondiamo nel carnaio del sacro: per un orgasmico istante si oblitera il mondo, il colpo decisivo annichilisce la realtà e la fa scomparire, c&#8217;è solo l&#8217;arma che affonda nella carne, il nemico che stramazza, i compagni intorno a me. Se sopraggiunge la morte ci stringiamo la mano e pronunciamo la parola &#8220;onore&#8221;. Viva la muerte!, grida il mio cervello rettile.<br />
Persino il doppiaggio italiano concorreva a rapirmi: di solito detesto il doppiaggio, ma quello di 300 (fatta eccezione per Serse, della cui voce dirò più avanti) mi è suonato perfetto per gli scopi espressivi del film. Almeno alle mie orecchie, qualunque accento dell&#8217;Europa continentale s&#8217;intona a quella storia (europea) più dell&#8217;American English. In quel contesto le voci italiane riverberavano d&#8217;antico, in particolare quella del narratore Delio, unico (e immaginario) sopravvissuto alla mattanza, poiché scelto da Leonida per tornare a Sparta e raccontare l&#8217;impresa. Una voce, quella di Mimmo Mancini, non &#8220;rotonda&#8221;, non eccessivamente &#8220;maschia&#8221; (non alla Pannofino, per intenderci), un po&#8217; incrinata, dolente, lievemente stridente. Voce vera, di quelle che senti per strada. Il fatto che tale voce dia testimonianza di quel che accade, per giunta parlando al presente come in una telecronaca, rende Delio uno di noi. Per suo tramite ci commuoviamo quando Leonida si scopre il capo (&#8221;&#8230;l&#8217;elmo lo soffoca&#8230;&#8221;), trepidiamo mentre getta lo scudo, ci commuoviamo al comprendere il motivo di quei gesti.<br />
Tutto questo mi ha inquietato: 300 è un film che porta lo spettatore vigile e critico alla schizofrenia, costringendolo ad accomodare lo sguardo, per conciliare distanza dal contenuto e intimità con l&#8217;espressione. Se guardi il paesaggio scompare il vetro, se guardi il vetro si sfoca il paesaggio.<br />
Quella che voglio esercitare nei confronti di 300 - e di Frank Miller - è un&#8217;ironia diversa da quella beffarda dei miei compagni di visione al Cineplex. Si tratta dell&#8217;&#8221;ironia erotica&#8221; di cui parlava Thomas Mann, l&#8217;amore per ciò che sto tradendo, nel caso specifico per l&#8217;opera che intendo uccidere con la parola analitica, per forza di cose crudele.»</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Utente qualsiasi</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/10/31/il-contemporaneo-ottocento/#comment-80884</link>
		<dc:creator>Utente qualsiasi</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Nov 2007 09:03:33 +0000</pubDate>
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		<description>"Wu Ming1 ne fa un’applicazione non scorretta ma abbastanza scontata, che si può applicare ad ogni utilizzo propagandistico del mito dai fasci littori di Mussolini in su."

Non è che "si può applicare": lui lo applica proprio, programmaticamente. Non per fare l'avucàt del wumingo, ma è proprio lui il primo a dire che nel suo intervento rispiega "l'abc" perché a volte si rende necessario. Ed è necessario perché a sinistra si cerca ad ogni costo un anticonformismo interpretativo che in realtà è conformistico dato che tutti lo cercano.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Wu Ming1 ne fa un’applicazione non scorretta ma abbastanza scontata, che si può applicare ad ogni utilizzo propagandistico del mito dai fasci littori di Mussolini in su.&#8221;</p>
<p>Non è che &#8220;si può applicare&#8221;: lui lo applica proprio, programmaticamente. Non per fare l&#8217;avucàt del wumingo, ma è proprio lui il primo a dire che nel suo intervento rispiega &#8220;l&#8217;abc&#8221; perché a volte si rende necessario. Ed è necessario perché a sinistra si cerca ad ogni costo un anticonformismo interpretativo che in realtà è conformistico dato che tutti lo cercano.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: valter binaghi</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/10/31/il-contemporaneo-ottocento/#comment-80882</link>
		<dc:creator>valter binaghi</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Nov 2007 08:00:30 +0000</pubDate>
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		<description>@Biondillo
Le cose interessanti le scriveva Furio Jesi, che abbiamo letto negli anni Settanta, sul "mito tecnicizzato". Wu Ming1 ne fa un'applicazione non scorretta ma abbastanza scontata, che si può applicare ad ogni utilizzo propagandistico del mito dai fasci littori di Mussolini in su.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@Biondillo<br />
Le cose interessanti le scriveva Furio Jesi, che abbiamo letto negli anni Settanta, sul &#8220;mito tecnicizzato&#8221;. Wu Ming1 ne fa un&#8217;applicazione non scorretta ma abbastanza scontata, che si può applicare ad ogni utilizzo propagandistico del mito dai fasci littori di Mussolini in su.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: The O.C.</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/10/31/il-contemporaneo-ottocento/#comment-80875</link>
		<dc:creator>The O.C.</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Nov 2007 00:18:22 +0000</pubDate>
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		<description>Comunque anche Transformers non scherza.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Comunque anche Transformers non scherza.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: The O.C.</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/10/31/il-contemporaneo-ottocento/#comment-80874</link>
		<dc:creator>The O.C.</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Nov 2007 00:13:31 +0000</pubDate>
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		<description>Ma perché WuMing è una fonte di legittimazione estetica?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ma perché WuMing è una fonte di legittimazione estetica?</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: gianni biondillo</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/10/31/il-contemporaneo-ottocento/#comment-80870</link>
		<dc:creator>gianni biondillo</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Nov 2007 23:35:33 +0000</pubDate>
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		<description>Certo, Vincenzo, lo so benissimo. Ne discutemmo sia a voce che in rete, era di maggio (come la canzone) su Lipperatura.
E, Luigi, proprio in quella occasione dissi che di tutti i personaggi del film io proprio col reietto deforme Efialte, maggiormente mi identificavo!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Certo, Vincenzo, lo so benissimo. Ne discutemmo sia a voce che in rete, era di maggio (come la canzone) su Lipperatura.<br />
E, Luigi, proprio in quella occasione dissi che di tutti i personaggi del film io proprio col reietto deforme Efialte, maggiormente mi identificavo!</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: vincenzo a.</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/10/31/il-contemporaneo-ottocento/#comment-80869</link>
		<dc:creator>vincenzo a.</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Nov 2007 22:23:56 +0000</pubDate>
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		<description>@ Biondillo

"WuMing1 ha detto e scritto cose illuminanti sull’argomento “300″ (vedi qui). Film, indiscutibilmente, fascista. Che a me è piaciuto un casino, però."

Beh, è piaciuto un casino pure a WuMing1, lo dice a chiare lettere all'inizio del suo intervento.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@ Biondillo</p>
<p>&#8220;WuMing1 ha detto e scritto cose illuminanti sull’argomento “300″ (vedi qui). Film, indiscutibilmente, fascista. Che a me è piaciuto un casino, però.&#8221;</p>
<p>Beh, è piaciuto un casino pure a WuMing1, lo dice a chiare lettere all&#8217;inizio del suo intervento.</p>
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	<item>
		<title>Di: Luigi Weber</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/10/31/il-contemporaneo-ottocento/#comment-80861</link>
		<dc:creator>Luigi Weber</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Nov 2007 20:58:11 +0000</pubDate>
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		<description>Non vorrei andare off topic, ma dal dibattito (il solito dibattito zigzagante di NI) sono emerse un paio di cose interessanti che vorrei riprendere. Dico intanto che mi astengo dal discorso pro o contro Scurati, il cui libro non ho letto, e mi limito a convenire con lui sulla tristezza del trattamento dedicato a "Guerra e pace". Erano stati appiattiti tutti i personaggi, e a non aver mai sentito nominare il romanzo, la si sarebbe potuta credere una normalissima fiction in costume, gemella di Incantesimo o di Elisa di Rivombrosa. Io ti amo, tu mi ami, aspettami, ti aspetterò, lui è buono lei è cattiva, eccetera eccetera. Età mentale necessaria per seguire il plot, cinque anni. 
Qualcuno ha detto giustamente, però, che la lettura "bassa", da teleromanzo anni '50, è forse meglio del nulla, e soprattutto di certe disinvolte, efferate trasposizioni. "Troy", per esempio, che è stato evocato, pur essendo uscito dalle mani di un valido sceneggiatore, è un film criminoso. "300", invece, secondo me - e so che vado contro un dottissimo saggio/conferenza di Wu Ming, che ho ascoltato/letto con pazienza e interesse - è meno fascista di quanto sembri, e certo molto meno porcheria di quanto sia stato detto. Intendiamoci, fascista lo è, eccome, ma non crediate che a Sparta fossero dei prodigi di progressismo, nel V a.C.  
Gli storici antichi di parte greca enfatizzavano l'immensità dell'esercito nemico, la sua crudeltà e mollezza "orientali" (che è un topos durissimo a morire, e non nasce davvero - come credeva Said - con l'orientalismo settecentesco), la sua bizzarra accozzaglia di etnie, armamenti, tradizioni. Miller nel fumetto, e il regista nel film, hanno cercato di ricreare un mito di fondazione, che come ogni mito è iperbolico, e parzialissimo, e (direbbe Barthes) "ideologicamente saturo". Ovvio che oggi lo si legga con gli occhiali del conflitto tra Oriente e Occidente, ma non dimentichiamo che, in fondo, proprio di quello parla, e nel suo essere così estremo, così finto, così dichiaratamente propagandistico, magari induce anche a riflettere sui meccanismi della propaganda che ci pervade, giorno per giorno.
Inoltre, il rapporto con il fumetto originale, che è davvero un capolavoro, ci sfugge se parifichiamo le graphic novel di Miller &#38; co. degli anni '80 e '90 con i fumettacci seriali italiani quali Tex Willer, i quali non avevano nessuno spessore. Non è che basta la nuvoletta per far di tutta l'erba un fascio o un macho.
Ultima cosa: vi ricordate che Efialte viene rifiutato dagli Spartani perché deforme, e invece di uccidersi va a offrire la sua fedeltà al Re persiano, evento da cui si origina la sconfitta dei Greci?  Ebbene, io trovo che la scena in cui Efialte si inoltra nella tenda-reggia di Serse, e viene coinvolto in una specie di baccanale tra freaks, con uomini e donne deformi quanto e più di lui, sia una bellissima alternativa alla perfezione ostentata dei soldati spartani.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Non vorrei andare off topic, ma dal dibattito (il solito dibattito zigzagante di NI) sono emerse un paio di cose interessanti che vorrei riprendere. Dico intanto che mi astengo dal discorso pro o contro Scurati, il cui libro non ho letto, e mi limito a convenire con lui sulla tristezza del trattamento dedicato a &#8220;Guerra e pace&#8221;. Erano stati appiattiti tutti i personaggi, e a non aver mai sentito nominare il romanzo, la si sarebbe potuta credere una normalissima fiction in costume, gemella di Incantesimo o di Elisa di Rivombrosa. Io ti amo, tu mi ami, aspettami, ti aspetterò, lui è buono lei è cattiva, eccetera eccetera. Età mentale necessaria per seguire il plot, cinque anni.<br />
Qualcuno ha detto giustamente, però, che la lettura &#8220;bassa&#8221;, da teleromanzo anni &#8216;50, è forse meglio del nulla, e soprattutto di certe disinvolte, efferate trasposizioni. &#8220;Troy&#8221;, per esempio, che è stato evocato, pur essendo uscito dalle mani di un valido sceneggiatore, è un film criminoso. &#8220;300&#8243;, invece, secondo me - e so che vado contro un dottissimo saggio/conferenza di Wu Ming, che ho ascoltato/letto con pazienza e interesse - è meno fascista di quanto sembri, e certo molto meno porcheria di quanto sia stato detto. Intendiamoci, fascista lo è, eccome, ma non crediate che a Sparta fossero dei prodigi di progressismo, nel V a.C.<br />
Gli storici antichi di parte greca enfatizzavano l&#8217;immensità dell&#8217;esercito nemico, la sua crudeltà e mollezza &#8220;orientali&#8221; (che è un topos durissimo a morire, e non nasce davvero - come credeva Said - con l&#8217;orientalismo settecentesco), la sua bizzarra accozzaglia di etnie, armamenti, tradizioni. Miller nel fumetto, e il regista nel film, hanno cercato di ricreare un mito di fondazione, che come ogni mito è iperbolico, e parzialissimo, e (direbbe Barthes) &#8220;ideologicamente saturo&#8221;. Ovvio che oggi lo si legga con gli occhiali del conflitto tra Oriente e Occidente, ma non dimentichiamo che, in fondo, proprio di quello parla, e nel suo essere così estremo, così finto, così dichiaratamente propagandistico, magari induce anche a riflettere sui meccanismi della propaganda che ci pervade, giorno per giorno.<br />
Inoltre, il rapporto con il fumetto originale, che è davvero un capolavoro, ci sfugge se parifichiamo le graphic novel di Miller &amp; co. degli anni &#8216;80 e &#8216;90 con i fumettacci seriali italiani quali Tex Willer, i quali non avevano nessuno spessore. Non è che basta la nuvoletta per far di tutta l&#8217;erba un fascio o un macho.<br />
Ultima cosa: vi ricordate che Efialte viene rifiutato dagli Spartani perché deforme, e invece di uccidersi va a offrire la sua fedeltà al Re persiano, evento da cui si origina la sconfitta dei Greci?  Ebbene, io trovo che la scena in cui Efialte si inoltra nella tenda-reggia di Serse, e viene coinvolto in una specie di baccanale tra freaks, con uomini e donne deformi quanto e più di lui, sia una bellissima alternativa alla perfezione ostentata dei soldati spartani.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Giorgio Tesen</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/10/31/il-contemporaneo-ottocento/#comment-80858</link>
		<dc:creator>Giorgio Tesen</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Nov 2007 20:34:58 +0000</pubDate>
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		<description>aggiungo che 300 secondo me può sembrare fascista solo ai filosersiani, non è nè meglio nè peggio de "Il Gladiatore" di Ridley Scott</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>aggiungo che 300 secondo me può sembrare fascista solo ai filosersiani, non è nè meglio nè peggio de &#8220;Il Gladiatore&#8221; di Ridley Scott</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Giorgio Tesen</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/10/31/il-contemporaneo-ottocento/#comment-80857</link>
		<dc:creator>Giorgio Tesen</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Nov 2007 20:33:39 +0000</pubDate>
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		<description>@Gianni
mi sento chiamato in causa perché il 66%, cioè due su tre, mi sembra generalizzante, un po' come la statistica che gira in tv circa il consumo di cocaina di sette persone su dieci, per cui presi a caso

Valter, O.C., Giorgio Tesen, Gianni Biondillo, Monno Liso, Antonio Scurati, Stefano Calosso, tashtego, jackleopardi, e mario domina

almeno sette di loro consumano cocaina abitualmente

i libri comprati in edicola e letti sono compresi/esclusi dal 66%
chi naviga su internet è compreso/escluso dal 66%
chi adesso sta vedendo la fiction "Il capo dei capi" (Riina compreso) è compreso/escluso

è ovvio che tanta fiction faccia cacare, l'intrattenimento è scaduto, secondo me Guerra e pace è stato troppo pompato, andrà meglio Elisa di Rivombrosa, che nella collettività riscuote più successo di Barry Lindon</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@Gianni<br />
mi sento chiamato in causa perché il 66%, cioè due su tre, mi sembra generalizzante, un po&#8217; come la statistica che gira in tv circa il consumo di cocaina di sette persone su dieci, per cui presi a caso</p>
<p>Valter, O.C., Giorgio Tesen, Gianni Biondillo, Monno Liso, Antonio Scurati, Stefano Calosso, tashtego, jackleopardi, e mario domina</p>
<p>almeno sette di loro consumano cocaina abitualmente</p>
<p>i libri comprati in edicola e letti sono compresi/esclusi dal 66%<br />
chi naviga su internet è compreso/escluso dal 66%<br />
chi adesso sta vedendo la fiction &#8220;Il capo dei capi&#8221; (Riina compreso) è compreso/escluso</p>
<p>è ovvio che tanta fiction faccia cacare, l&#8217;intrattenimento è scaduto, secondo me Guerra e pace è stato troppo pompato, andrà meglio Elisa di Rivombrosa, che nella collettività riscuote più successo di Barry Lindon</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: gianni biondillo</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/10/31/il-contemporaneo-ottocento/#comment-80845</link>
		<dc:creator>gianni biondillo</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Nov 2007 18:31:34 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2007/10/31/il-contemporaneo-ottocento/#comment-80845</guid>
		<description>Giorgio Tesen,
tuo padre, quindi, non fa parte di quel 66 %. Dov'è, dunque, l'incongruenza? Perché ti senti chiamato in causa?

Valter
WuMing1 ha detto e scritto cose illuminanti sull'argomento "300" (vedi &lt;a href="http://www.wumingfoundation.com/italiano/outtakes/allegoria_e_guerra_in_300.htm" rel="nofollow"&gt;qui&lt;/a&gt;). Film, indiscutibilmente, fascista. Che a me è piaciuto un casino, però.

Monno Liso, 
non è del romanzo di Scurati che si parla qui. Quindi capisco ben poco questo tuo attacco frontale e sgraziato. Se, per assurdo, tu avessi fatto, qui nei commenti, una recensione con tutti i crismi del suo tomo, sarebbe, comunque, fuori tema. OT, per capirci. 
Stiamo alla discussione, per piacere.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Giorgio Tesen,<br />
tuo padre, quindi, non fa parte di quel 66 %. Dov&#8217;è, dunque, l&#8217;incongruenza? Perché ti senti chiamato in causa?</p>
<p>Valter<br />
WuMing1 ha detto e scritto cose illuminanti sull&#8217;argomento &#8220;300&#8243; (vedi <a href="http://www.wumingfoundation.com/italiano/outtakes/allegoria_e_guerra_in_300.htm" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('outclick-comm/www.wumingfoundation.com');" rel="nofollow">qui</a>). Film, indiscutibilmente, fascista. Che a me è piaciuto un casino, però.</p>
<p>Monno Liso,<br />
non è del romanzo di Scurati che si parla qui. Quindi capisco ben poco questo tuo attacco frontale e sgraziato. Se, per assurdo, tu avessi fatto, qui nei commenti, una recensione con tutti i crismi del suo tomo, sarebbe, comunque, fuori tema. OT, per capirci.<br />
Stiamo alla discussione, per piacere.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
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