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	<title>Commenti a: Una ricerca di assoluto</title>
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	<pubDate>Sat, 10 Jan 2009 02:09:18 +0000</pubDate>
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		<title>Di: Francesca</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/10/31/una-ricerca-di-assoluto/#comment-80873</link>
		<dc:creator>Francesca</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Nov 2007 23:58:54 +0000</pubDate>
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		<description>Ciao Antonio,

 Itti è ciò a cui tendeva - è un'immagine del Pesce e di Cristo, colui che si immerge nel profondo, che salva se stesso. E' appunto l'uomo persuaso.  Mentre Senia, se ricordo bene, è colei straniera alla terra. Sono due puri atroci. Nel modo in cui anche un gesto come il suicidio lo è. Ma penso che sia veramente molto difficile scindere una simile opera da quella che poi è stata la conclusione della vita di CM.

@così&#38;come - (fa male quella tenerezza). Il sonno ed l buio ci affratellano (o assorellano) sempre - nella stessa misura in cui ci fanno indifesi e arresi. Ed ora mi vado a vedere i dipinti ed i disegni.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao Antonio,</p>
<p> Itti è ciò a cui tendeva - è un&#8217;immagine del Pesce e di Cristo, colui che si immerge nel profondo, che salva se stesso. E&#8217; appunto l&#8217;uomo persuaso.  Mentre Senia, se ricordo bene, è colei straniera alla terra. Sono due puri atroci. Nel modo in cui anche un gesto come il suicidio lo è. Ma penso che sia veramente molto difficile scindere una simile opera da quella che poi è stata la conclusione della vita di CM.</p>
<p>@così&amp;come - (fa male quella tenerezza). Il sonno ed l buio ci affratellano (o assorellano) sempre - nella stessa misura in cui ci fanno indifesi e arresi. Ed ora mi vado a vedere i dipinti ed i disegni.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: così&#38;come</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/10/31/una-ricerca-di-assoluto/#comment-80810</link>
		<dc:creator>così&#38;come</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Nov 2007 11:15:45 +0000</pubDate>
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		<description>&lt;i&gt;[grazie, ovviamente, molto]&lt;/i&gt;


*appunti sparsi su Michelstaedter

_______________***_______________

M. disegnava e dipingeva ed amava molto la musica, che per sua intrinseca natura  si candida ad arte "persuasa" per elezione, dove  la coscienza individuale si fonde in quella universale in quella dimensione eroica e tragica che eleva (dovrebbe) e poi in reltà lo annienta.  
L'amico  pianista e compositore Giannotto Bastianelli a Firenze gli fa conoscere Beethoven in cui egli  riconoscerà questi due estremi ossimori:

"una gioia tragica, che spaventa; è qualche cosa di macabro, come una danza sui sepolcri. Pare che la vita di tutti i tempi che devono venire si consumi vertiginosamente in quell'orgia, e si sente che il limite è l'annientamento".

_______________***_______________


poesia alla sorella Paula, scritta due mesi prima del suicidio


&lt;i&gt;Paula, non ti so dir dolci parole,
cose non so che possan esser care,
poiché il muto dolore a me ha parlato
e m'ha narrato quello che ogni cuore
soffre e non sa—ché a sé non lo confessa.
Ed oltre il vetro della chiara stanza
che le consuete imagini riflette
vedo l'oscurità pur minacciosa
—e sostare non posso nel deserto.
Lasciami andare, Paula, nella notte
a crearmi la luce da me stesso,
lasciami andar oltre il deserto, al mare
perch'o ti porti il dono luminoso
. . . molto più che non credi mi sei cara.&lt;/i&gt;


In questa assoluta tenerezza della sua scrittura la sorpresa di quest'immagine infantile a me così cara e vicina: il buio oltre i vetri della finestra che riflettono l'immagine sicura e familiare della stanza di sera, specchi vetri neri, oltre l'oscurità popolata di minacce, di ignoto.
(Sono fratelli i bambini che hanno avuto paura del buio.)
La sorella Paula racconta, in alcune note autobiografiche, di essere stata lei, da piccoli, rinchiudendolo per dispetto (per quella peculiare crudeltà dei bambini) in uno stanzino e fuori in terrazza durante un terribile temporale con tuoni e fulmini, ad aver provocato questa paura del buio.

_______________***_______________

cercare dipinti e disegni</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p><i>[grazie, ovviamente, molto]</i></p>
<p>*appunti sparsi su Michelstaedter</p>
<p>_______________***_______________</p>
<p>M. disegnava e dipingeva ed amava molto la musica, che per sua intrinseca natura  si candida ad arte &#8220;persuasa&#8221; per elezione, dove  la coscienza individuale si fonde in quella universale in quella dimensione eroica e tragica che eleva (dovrebbe) e poi in reltà lo annienta.<br />
L&#8217;amico  pianista e compositore Giannotto Bastianelli a Firenze gli fa conoscere Beethoven in cui egli  riconoscerà questi due estremi ossimori:</p>
<p>&#8220;una gioia tragica, che spaventa; è qualche cosa di macabro, come una danza sui sepolcri. Pare che la vita di tutti i tempi che devono venire si consumi vertiginosamente in quell&#8217;orgia, e si sente che il limite è l&#8217;annientamento&#8221;.</p>
<p>_______________***_______________</p>
<p>poesia alla sorella Paula, scritta due mesi prima del suicidio</p>
<p><i>Paula, non ti so dir dolci parole,<br />
cose non so che possan esser care,<br />
poiché il muto dolore a me ha parlato<br />
e m&#8217;ha narrato quello che ogni cuore<br />
soffre e non sa—ché a sé non lo confessa.<br />
Ed oltre il vetro della chiara stanza<br />
che le consuete imagini riflette<br />
vedo l&#8217;oscurità pur minacciosa<br />
—e sostare non posso nel deserto.<br />
Lasciami andare, Paula, nella notte<br />
a crearmi la luce da me stesso,<br />
lasciami andar oltre il deserto, al mare<br />
perch&#8217;o ti porti il dono luminoso<br />
. . . molto più che non credi mi sei cara.</i></p>
<p>In questa assoluta tenerezza della sua scrittura la sorpresa di quest&#8217;immagine infantile a me così cara e vicina: il buio oltre i vetri della finestra che riflettono l&#8217;immagine sicura e familiare della stanza di sera, specchi vetri neri, oltre l&#8217;oscurità popolata di minacce, di ignoto.<br />
(Sono fratelli i bambini che hanno avuto paura del buio.)<br />
La sorella Paula racconta, in alcune note autobiografiche, di essere stata lei, da piccoli, rinchiudendolo per dispetto (per quella peculiare crudeltà dei bambini) in uno stanzino e fuori in terrazza durante un terribile temporale con tuoni e fulmini, ad aver provocato questa paura del buio.</p>
<p>_______________***_______________</p>
<p>cercare dipinti e disegni</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Chapuce</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/10/31/una-ricerca-di-assoluto/#comment-80766</link>
		<dc:creator>Chapuce</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 31 Oct 2007 18:24:06 +0000</pubDate>
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		<description>La lingua sarà forse un organo ribelle -
ma il silenzio avvelena l'anima.
Mi biasimi chi vuole-io sono contento.


E.L.M.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>La lingua sarà forse un organo ribelle -<br />
ma il silenzio avvelena l&#8217;anima.<br />
Mi biasimi chi vuole-io sono contento.</p>
<p>E.L.M.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: sparz</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/10/31/una-ricerca-di-assoluto/#comment-80765</link>
		<dc:creator>sparz</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 31 Oct 2007 17:51:42 +0000</pubDate>
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		<description>"Itti e Senia dal regno del mare
sul suolo triste sotto il sole avaro..."
Anche secondo te, Itti è Carlo? Grazie Francesca di questo che più che un commento è uno scavo bello acuminato. Sono contento che Michelstaedter svegli questi densi pensieri.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Itti e Senia dal regno del mare<br />
sul suolo triste sotto il sole avaro&#8230;&#8221;<br />
Anche secondo te, Itti è Carlo? Grazie Francesca di questo che più che un commento è uno scavo bello acuminato. Sono contento che Michelstaedter svegli questi densi pensieri.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Chapuce</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/10/31/una-ricerca-di-assoluto/#comment-80763</link>
		<dc:creator>Chapuce</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 31 Oct 2007 17:35:30 +0000</pubDate>
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		<description>la lingua dovrebbe sempre essere: una fiamma consacrata!

ciao Antò...

Chapuce</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>la lingua dovrebbe sempre essere: una fiamma consacrata!</p>
<p>ciao Antò&#8230;</p>
<p>Chapuce</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Francesca</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/10/31/una-ricerca-di-assoluto/#comment-80759</link>
		<dc:creator>Francesca</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 31 Oct 2007 15:38:06 +0000</pubDate>
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		<description>"Itti e Senia si risvegliaro
dei mortali a vivere la morte". 

da: Poesie (Adelphi, 1987).

Non mi aspettavo di leggere questo post. E quindi per prima cosa ringrazio. A livello personale, perché a volte non si possono proprio scindere i libri letti e amati da se stessi, l'opera di Michelstaedter mi ricorda un biennio doloroso, attorno ai miei vent'anni, la perdita di qualcuno con modalità simili a quelle che scelse il giovane filosofo, e lo scambio difficile con un'altra persona mia coetanea, da sempre presente-assente per me, con cui il dialogo è spesso affidato ai libri. Scusate la digressione, ma è questo che mi fa più caro un autore, ne fa parte delle mie viscere.
Vorrei aggiungere che la persuasione, quest'idea di assoluto, si esaurisce nell'individuo, è la totale indentità di vita e morte: noi viviamo a tutti gli effetti la morte, ne portiamo le tracce ogni giorno, sono solo la consapevolezza e l'incapacità per paura di vedere che fanno la differenza. Dice: "A ognuno il suo mondo è il mondo". Non esiste, non può, un'esperienza totale, una condivisione umana e sociale del vivere - non si possono possedere verità globali ma solo la pochezza del proprio vissuto.  E' solo accettare il proprio limite e soprattutto la propria relatività ( si è persuasi alla fine, del fatto che si è nulla, che non si è mai, non si può essere il punto centrale di una realtà che si allarga da noi stessi), che se non ci schiaccia ci permette la gioia. La gioia, non la felicità (la prima è un andare verso le cose, un coraggio da portare, dove la seconda è solo un illusorio  punto d'arrivo)  che combacia esattamente con la misura del dolore esperito.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Itti e Senia si risvegliaro<br />
dei mortali a vivere la morte&#8221;. </p>
<p>da: Poesie (Adelphi, 1987).</p>
<p>Non mi aspettavo di leggere questo post. E quindi per prima cosa ringrazio. A livello personale, perché a volte non si possono proprio scindere i libri letti e amati da se stessi, l&#8217;opera di Michelstaedter mi ricorda un biennio doloroso, attorno ai miei vent&#8217;anni, la perdita di qualcuno con modalità simili a quelle che scelse il giovane filosofo, e lo scambio difficile con un&#8217;altra persona mia coetanea, da sempre presente-assente per me, con cui il dialogo è spesso affidato ai libri. Scusate la digressione, ma è questo che mi fa più caro un autore, ne fa parte delle mie viscere.<br />
Vorrei aggiungere che la persuasione, quest&#8217;idea di assoluto, si esaurisce nell&#8217;individuo, è la totale indentità di vita e morte: noi viviamo a tutti gli effetti la morte, ne portiamo le tracce ogni giorno, sono solo la consapevolezza e l&#8217;incapacità per paura di vedere che fanno la differenza. Dice: &#8220;A ognuno il suo mondo è il mondo&#8221;. Non esiste, non può, un&#8217;esperienza totale, una condivisione umana e sociale del vivere - non si possono possedere verità globali ma solo la pochezza del proprio vissuto.  E&#8217; solo accettare il proprio limite e soprattutto la propria relatività ( si è persuasi alla fine, del fatto che si è nulla, che non si è mai, non si può essere il punto centrale di una realtà che si allarga da noi stessi), che se non ci schiaccia ci permette la gioia. La gioia, non la felicità (la prima è un andare verso le cose, un coraggio da portare, dove la seconda è solo un illusorio  punto d&#8217;arrivo)  che combacia esattamente con la misura del dolore esperito.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: nadia agustoni</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/10/31/una-ricerca-di-assoluto/#comment-80692</link>
		<dc:creator>nadia agustoni</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 31 Oct 2007 07:49:25 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2007/10/31/una-ricerca-di-assoluto/#comment-80692</guid>
		<description>Molto interessante grazie.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Molto interessante grazie.</p>
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