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	<title>Commenti a: Emilia</title>
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	<pubDate>Sun, 07 Sep 2008 19:26:01 +0000</pubDate>
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		<title>Di: ancora in rete &#171; scompartimento per lettori e taciturni</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/11/02/emilia/#comment-81491</link>
		<dc:creator>ancora in rete &#171; scompartimento per lettori e taciturni</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Nov 2007 13:00:05 +0000</pubDate>
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		<description>[...] Emilia [...]</description>
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		<title>Di: leonardo</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/11/02/emilia/#comment-81382</link>
		<dc:creator>leonardo</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Nov 2007 14:17:12 +0000</pubDate>
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		<description>helena ha catturato un istantanea accennata distrattamente dai media
l'urlo elementare dalle viscere delle disperazione.
Emilia ha scollinato la vetta della paura
solo lucidamente incoscente.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>helena ha catturato un istantanea accennata distrattamente dai media<br />
l&#8217;urlo elementare dalle viscere delle disperazione.<br />
Emilia ha scollinato la vetta della paura<br />
solo lucidamente incoscente.</p>
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		<title>Di: Quando &#8220;ROM&#8221; vuol dire uomo. &#171; Coffee Please! / poisoned version /</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/11/02/emilia/#comment-81366</link>
		<dc:creator>Quando &#8220;ROM&#8221; vuol dire uomo. &#171; Coffee Please! / poisoned version /</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Nov 2007 11:12:51 +0000</pubDate>
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		<description>[...] &#8220;rom&#8221;, vuol dire in realtà uomo, essere umano. E vuol dire anche donna, vuol dire Emilia, la &#8220;rom&#8221; appunto che ha indicato alla polizia l&#8217;assassino di Giovanna Reggiani [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] &#8220;rom&#8221;, vuol dire in realtà uomo, essere umano. E vuol dire anche donna, vuol dire Emilia, la &#8220;rom&#8221; appunto che ha indicato alla polizia l&#8217;assassino di Giovanna Reggiani [...]</p>
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	<item>
		<title>Di: chi</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/11/02/emilia/#comment-81255</link>
		<dc:creator>chi</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Nov 2007 21:05:14 +0000</pubDate>
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		<description>uno su uno. quando ho letto che una donna del campo di tor di quinto aveva denunciato un uomo di tor di quinto ho pensato solo a una boccata d'aria. a tutta la follia attribuita con la quale comincia Janeczek. a che cosa deve essere per uno o una che vive nel campo di tor di quinto tirare una boccata d'aria. non lo spiffero che ti piega le reni ogni sera. e nemmeno lo sfrigolare delle foglie sulle baracche di lamiera e fogli di plastica e drappi da chiesa ortodossa. il bene che si compie gratis certe volte somiglia, contra kértesz, a un primario istinto di sopravvivenza. lo è. dove per sopravvivenza si intende integrazione. adattamento allo stato. complicità al senso di comune convivenza. ammissione di stato di diritto. e dunque di reato, di punizione, di diversificazione. di normalità. di pena. per giovanna e per emilia. 
mailat mailat altro da me. 
che adesso questo pensiero venga generalizzato da un decreto dello stato è indegno, che vengano spianati i campi con la stessa facilità con la quale si nasconde la polvere sotto i tappeti è imbarazzante, e i lampioni non sono palliativi, anche se forse aiutano. 
io non lo so helena.
io al pari di emilia penso Aria, penso Normalità. 
penso Sono diversa da lui perché non ho aggredito e stuprato e spinto nessuno in un fosso dopo  averlo derubato. 
al pari di emilia penso Fuori da questo campo. e il campo di emilia, con questo gesto, è diventato tutta italia. 
e questo senso di appartenenza è l'unica faccenda che mi consola.
poco. ma mi consola.  
uno su uno hai ragione tu. e grazie per avermici fatto pensare.
chi</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>uno su uno. quando ho letto che una donna del campo di tor di quinto aveva denunciato un uomo di tor di quinto ho pensato solo a una boccata d&#8217;aria. a tutta la follia attribuita con la quale comincia Janeczek. a che cosa deve essere per uno o una che vive nel campo di tor di quinto tirare una boccata d&#8217;aria. non lo spiffero che ti piega le reni ogni sera. e nemmeno lo sfrigolare delle foglie sulle baracche di lamiera e fogli di plastica e drappi da chiesa ortodossa. il bene che si compie gratis certe volte somiglia, contra kértesz, a un primario istinto di sopravvivenza. lo è. dove per sopravvivenza si intende integrazione. adattamento allo stato. complicità al senso di comune convivenza. ammissione di stato di diritto. e dunque di reato, di punizione, di diversificazione. di normalità. di pena. per giovanna e per emilia.<br />
mailat mailat altro da me.<br />
che adesso questo pensiero venga generalizzato da un decreto dello stato è indegno, che vengano spianati i campi con la stessa facilità con la quale si nasconde la polvere sotto i tappeti è imbarazzante, e i lampioni non sono palliativi, anche se forse aiutano.<br />
io non lo so helena.<br />
io al pari di emilia penso Aria, penso Normalità.<br />
penso Sono diversa da lui perché non ho aggredito e stuprato e spinto nessuno in un fosso dopo  averlo derubato.<br />
al pari di emilia penso Fuori da questo campo. e il campo di emilia, con questo gesto, è diventato tutta italia.<br />
e questo senso di appartenenza è l&#8217;unica faccenda che mi consola.<br />
poco. ma mi consola.<br />
uno su uno hai ragione tu. e grazie per avermici fatto pensare.<br />
chi</p>
]]></content:encoded>
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	<item>
		<title>Di: véronique vergé</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/11/02/emilia/#comment-81241</link>
		<dc:creator>véronique vergé</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Nov 2007 17:45:06 +0000</pubDate>
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		<description>Per Beppe,

Cito la Repubblica " La sorella di Nicolau, Denise fu massacrata di botte e uccisa dal marito" 
Grazie per la risposta ma resto con la mia opinione.

Mille grazia a Nadia Agustini: spero che la manifestazione sarà un successo e farà prendere coscienza che un uomo che si rispetta rispetta le donne.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Per Beppe,</p>
<p>Cito la Repubblica &#8221; La sorella di Nicolau, Denise fu massacrata di botte e uccisa dal marito&#8221;<br />
Grazie per la risposta ma resto con la mia opinione.</p>
<p>Mille grazia a Nadia Agustini: spero che la manifestazione sarà un successo e farà prendere coscienza che un uomo che si rispetta rispetta le donne.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: véronique vergé</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/11/02/emilia/#comment-81239</link>
		<dc:creator>véronique vergé</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Nov 2007 17:37:17 +0000</pubDate>
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		<description>Grazie primo a Beppe che mi risponde. Ecco un pezzo su La  Repubblica:
"La sorella di Nicolau, Denis, fu massacrata di botte e uccisa dal marito" La Reppublica Lunedi 5 novembre
Grazie a Nadia Agustoni: spero che la manifestazione farà prendere coscienza che la violenza contro le donne è atroce, indegna di tutto uomo che si rispetta.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie primo a Beppe che mi risponde. Ecco un pezzo su La  Repubblica:<br />
&#8220;La sorella di Nicolau, Denis, fu massacrata di botte e uccisa dal marito&#8221; La Reppublica Lunedi 5 novembre<br />
Grazie a Nadia Agustoni: spero che la manifestazione farà prendere coscienza che la violenza contro le donne è atroce, indegna di tutto uomo che si rispetta.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: nadia agustoni</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/11/02/emilia/#comment-81235</link>
		<dc:creator>nadia agustoni</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Nov 2007 15:59:58 +0000</pubDate>
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		<description>per chi fosse interessata/o il link con data percorso appello ecc.
della manifestazione nazionale indetta da tempo contro la violenza sulle donne 
http://www.controviolenzadonne.org/</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>per chi fosse interessata/o il link con data percorso appello ecc.<br />
della manifestazione nazionale indetta da tempo contro la violenza sulle donne<br />
<a href="http://www.controviolenzadonne.org/" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('outclick-comm/www.controviolenzadonne.org');" rel="nofollow">http://www.controviolenzadonne.org/</a></p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: The O.C.</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/11/02/emilia/#comment-81196</link>
		<dc:creator>The O.C.</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Nov 2007 22:47:36 +0000</pubDate>
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		<description>"considerano tutti (...) come bersagli da sfruttare, truffare, circonvenire, derubare

conoscono ogni piega delle nostre leggi, meglio di me e di te, e in ogni piega si infilano per sfruttarci..."

Ehi mos, hai visto? basta cassare una parolina e gli stessi principi valgono per tutta la razza umana. 

Tu no, tu non fai parte della razza. Sei al di là della razza e al di qua della mazza, in senso randelliano.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;considerano tutti (&#8230;) come bersagli da sfruttare, truffare, circonvenire, derubare</p>
<p>conoscono ogni piega delle nostre leggi, meglio di me e di te, e in ogni piega si infilano per sfruttarci&#8230;&#8221;</p>
<p>Ehi mos, hai visto? basta cassare una parolina e gli stessi principi valgono per tutta la razza umana. </p>
<p>Tu no, tu non fai parte della razza. Sei al di là della razza e al di qua della mazza, in senso randelliano.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: georgia</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/11/02/emilia/#comment-81188</link>
		<dc:creator>georgia</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Nov 2007 21:40:15 +0000</pubDate>
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		<description>veramente beppe ho letto tutta la discussione o quasi, ad ogni modo tu inizialmente avevi parlato di trascendenza e a questo ti avevano risposto quelli del circolo pasolini, poi hai invece parlato di trascendentale, e a questo io ho risposto dicendoti che eri buffo ... non è che trascendente e trascendentale  abbiano, per me, lo stesso identico significato ... almeno da kant in poi ... per kant tra l'altro credo che fare un dibattito facendo a meno del trascendentale fosse del tutto impossibile, il trascendente invece, volendolo, lo possiamo anche mettere da parte in una discussione
Va beh dai mi scuso per la pignoleria, ma sai ... come hai detto tu, si fa per fare i simpatici ;-)
geo</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>veramente beppe ho letto tutta la discussione o quasi, ad ogni modo tu inizialmente avevi parlato di trascendenza e a questo ti avevano risposto quelli del circolo pasolini, poi hai invece parlato di trascendentale, e a questo io ho risposto dicendoti che eri buffo &#8230; non è che trascendente e trascendentale  abbiano, per me, lo stesso identico significato &#8230; almeno da kant in poi &#8230; per kant tra l&#8217;altro credo che fare un dibattito facendo a meno del trascendentale fosse del tutto impossibile, il trascendente invece, volendolo, lo possiamo anche mettere da parte in una discussione<br />
Va beh dai mi scuso per la pignoleria, ma sai &#8230; come hai detto tu, si fa per fare i simpatici ;-)<br />
geo</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Beppe</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/11/02/emilia/#comment-81187</link>
		<dc:creator>Beppe</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Nov 2007 21:14:14 +0000</pubDate>
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		<description>@ georgia

se io sono buffo (il che mi può anche star bene)
te non hai seguito con attenzione tutto il lunghissimo dibattito che si è svolto al di sopra di queste righe. 
Dunque ti invito a rileggerlo prima di commentare un singolo intervento a sproposito. 
Infatti:
1) ho usato il termine 'concreto' per parafrasare la critica che il circolo Pasolini mi aveva fatto allorché avevo usato il termine 'trascendentale';
2) non ho parlato di consenso di NI, ho detto 'se lo ritiene opportuno' e l'ho detto per rispetto al Blog e di chi lo modera e raccogliendo l'invito guarda caso di Helena Janeczek e di marco rovelli
comunque :-) a te (dato che son Buffo spero sinceramente e volentieri di averti tenuto di buon umore).

@ the O.C.
un'analisi economica interessante. Ripeto che occorre l'aiuto della UE affinché quelle economie si sviluppino in maniera non caotica come è avvenuto in Russia e si stabilizzino insieme alla democrazia.

@ véronique vérgé
è vero occorre che NI riapra anche un dibattito sulla violenza nei confronti delle donne. Ciò che mi interesserebbe discutere è come le donne oggi mettano talmente in crisi la coscienza degli uomini da trasformali in potenziali carnefici.

@ mos
da come ti esprimi quanto meno sei un razzista e mi dissocio fortemente :-( 

Tuttavia, e lo dico al circolo Pasolini, è vero che i rom hanno usanze che, mi ripeto, cozzano proprio con la dichiarazione dei diritti dell'uomo. 
Mi rivolgo a voi del circolo Pasolini: ma voi, quando avete consegnato una copia dei diritti dell'uomo ai rom, gli avete spiegato che vale anche per loro e per i loro bambini e per le loro donne?

ANALISI
Il vero problema è tuttavia ancor più fondamentale: l'economia occidentale non tollera chi rifiuta il concetto di lavoro, di regola, di mercato. Non può andare.
Mi diceva mia nonna che gli 'zingari' un tempo erano bravi artigiani impagliatori. Il mercato e il progresso li hanno esclusi e loro, per non rinnegare la loro cultura nomade, si sono fatti escludere.
Dunque il mercato deve porsi anche il problema di tutte quelle popolazioni (penso all'Africa) che non riescono (forse giustamente) a pensare al forsennato bisogno di produrre e di far crescere il PIL come il fine ultimo e il senso della vita.
Vi invito infatti a considerare che ad esempio un grande e noto economista indiano Amartya Sen ha proposto (senz'altro giustamente) di sostituire il PIL con il HDI (Human Development Index). 
Il discorso sarebbe lungo...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@ georgia</p>
<p>se io sono buffo (il che mi può anche star bene)<br />
te non hai seguito con attenzione tutto il lunghissimo dibattito che si è svolto al di sopra di queste righe.<br />
Dunque ti invito a rileggerlo prima di commentare un singolo intervento a sproposito.<br />
Infatti:<br />
1) ho usato il termine &#8216;concreto&#8217; per parafrasare la critica che il circolo Pasolini mi aveva fatto allorché avevo usato il termine &#8216;trascendentale&#8217;;<br />
2) non ho parlato di consenso di NI, ho detto &#8217;se lo ritiene opportuno&#8217; e l&#8217;ho detto per rispetto al Blog e di chi lo modera e raccogliendo l&#8217;invito guarda caso di Helena Janeczek e di marco rovelli<br />
comunque :-) a te (dato che son Buffo spero sinceramente e volentieri di averti tenuto di buon umore).</p>
<p>@ the O.C.<br />
un&#8217;analisi economica interessante. Ripeto che occorre l&#8217;aiuto della UE affinché quelle economie si sviluppino in maniera non caotica come è avvenuto in Russia e si stabilizzino insieme alla democrazia.</p>
<p>@ véronique vérgé<br />
è vero occorre che NI riapra anche un dibattito sulla violenza nei confronti delle donne. Ciò che mi interesserebbe discutere è come le donne oggi mettano talmente in crisi la coscienza degli uomini da trasformali in potenziali carnefici.</p>
<p>@ mos<br />
da come ti esprimi quanto meno sei un razzista e mi dissocio fortemente :-( </p>
<p>Tuttavia, e lo dico al circolo Pasolini, è vero che i rom hanno usanze che, mi ripeto, cozzano proprio con la dichiarazione dei diritti dell&#8217;uomo.<br />
Mi rivolgo a voi del circolo Pasolini: ma voi, quando avete consegnato una copia dei diritti dell&#8217;uomo ai rom, gli avete spiegato che vale anche per loro e per i loro bambini e per le loro donne?</p>
<p>ANALISI<br />
Il vero problema è tuttavia ancor più fondamentale: l&#8217;economia occidentale non tollera chi rifiuta il concetto di lavoro, di regola, di mercato. Non può andare.<br />
Mi diceva mia nonna che gli &#8216;zingari&#8217; un tempo erano bravi artigiani impagliatori. Il mercato e il progresso li hanno esclusi e loro, per non rinnegare la loro cultura nomade, si sono fatti escludere.<br />
Dunque il mercato deve porsi anche il problema di tutte quelle popolazioni (penso all&#8217;Africa) che non riescono (forse giustamente) a pensare al forsennato bisogno di produrre e di far crescere il PIL come il fine ultimo e il senso della vita.<br />
Vi invito infatti a considerare che ad esempio un grande e noto economista indiano Amartya Sen ha proposto (senz&#8217;altro giustamente) di sostituire il PIL con il HDI (Human Development Index).<br />
Il discorso sarebbe lungo&#8230;</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: véronique vergé</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/11/02/emilia/#comment-81174</link>
		<dc:creator>véronique vergé</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Nov 2007 19:12:06 +0000</pubDate>
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		<description>Non si puo parlare cosi! Perché aggredire una donna non è il fatto solo dei rom. E' un problema di rispetto verso le donne. Stupro, abuso, colpi vengono dalla parte degli uomini che odiano il femminile in noi ( bellezza, dolcezza, tenerezza), massacrano la parte più dolce dell'umanità.
E' un problema di odio della donna considerata come inferiore, destinata alla 
consumazione del piacere (dell'uomo ovviamente).
Ascoltate le donne (amiche, fidanzate, compagne) e sarete sorpresi delle storie che racconterano (violenza nella famiglia o di un ex amico, aggressioni): non è il simbolo di comunità rom, credo...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Non si puo parlare cosi! Perché aggredire una donna non è il fatto solo dei rom. E&#8217; un problema di rispetto verso le donne. Stupro, abuso, colpi vengono dalla parte degli uomini che odiano il femminile in noi ( bellezza, dolcezza, tenerezza), massacrano la parte più dolce dell&#8217;umanità.<br />
E&#8217; un problema di odio della donna considerata come inferiore, destinata alla<br />
consumazione del piacere (dell&#8217;uomo ovviamente).<br />
Ascoltate le donne (amiche, fidanzate, compagne) e sarete sorpresi delle storie che racconterano (violenza nella famiglia o di un ex amico, aggressioni): non è il simbolo di comunità rom, credo&#8230;</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: mos</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/11/02/emilia/#comment-81169</link>
		<dc:creator>mos</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Nov 2007 18:34:15 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2007/11/02/emilia/#comment-81169</guid>
		<description>i rom

li ho conosciuti, a milano, anni fa.
sempre a mentire, mendicare, rubare sulla metropolitana.
oggi li conosco qui e oggi come ieri.

sono parassiti

considerano tutti i non-rom come bersagli da sfruttare, truffare, circonvenire, derubare

conoscono ogni piega delle nostre leggi, meglio di me e di te, e in ogni piega si infilano per sfruttarci 

mandano bambini a fare quello che non possono fare gli adulti, mettono avanti le donne, ma solo quando serve

mettono incinte le proprie donne a sedici anni e le portano davanti all' ospedale quando hanno le doglie, sporche come bestie, mai una ecografia o uno straccio di analisi prima, tanto ci pensiamo noi, ma solo quando serve, poi vengono a prendersi la donna e il bambino il giorno dopo

e queste cose ti assicuro le ho viste di persona

il coplevole e' mailat... 

il colpevole non e' il mercato, cari signori della sinistra che ben pensate e mai agite. il colpevole non e' veltroni, e nemmeno i lampioni

se c'erano i lampioni a tor di quinto, avrebbero fatto il campo da un'altra parte

e ovviamente la madre di mailat oggi e' li a raccontare che e' un povero pazzo, che si piantava i chiodi nella testa...

conoscono le pieghe della legge meglio di me e di te: te l'ho già detto?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>i rom</p>
<p>li ho conosciuti, a milano, anni fa.<br />
sempre a mentire, mendicare, rubare sulla metropolitana.<br />
oggi li conosco qui e oggi come ieri.</p>
<p>sono parassiti</p>
<p>considerano tutti i non-rom come bersagli da sfruttare, truffare, circonvenire, derubare</p>
<p>conoscono ogni piega delle nostre leggi, meglio di me e di te, e in ogni piega si infilano per sfruttarci </p>
<p>mandano bambini a fare quello che non possono fare gli adulti, mettono avanti le donne, ma solo quando serve</p>
<p>mettono incinte le proprie donne a sedici anni e le portano davanti all&#8217; ospedale quando hanno le doglie, sporche come bestie, mai una ecografia o uno straccio di analisi prima, tanto ci pensiamo noi, ma solo quando serve, poi vengono a prendersi la donna e il bambino il giorno dopo</p>
<p>e queste cose ti assicuro le ho viste di persona</p>
<p>il coplevole e&#8217; mailat&#8230; </p>
<p>il colpevole non e&#8217; il mercato, cari signori della sinistra che ben pensate e mai agite. il colpevole non e&#8217; veltroni, e nemmeno i lampioni</p>
<p>se c&#8217;erano i lampioni a tor di quinto, avrebbero fatto il campo da un&#8217;altra parte</p>
<p>e ovviamente la madre di mailat oggi e&#8217; li a raccontare che e&#8217; un povero pazzo, che si piantava i chiodi nella testa&#8230;</p>
<p>conoscono le pieghe della legge meglio di me e di te: te l&#8217;ho già detto?</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: The O.C.</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/11/02/emilia/#comment-81164</link>
		<dc:creator>The O.C.</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Nov 2007 17:36:10 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2007/11/02/emilia/#comment-81164</guid>
		<description>Leggo nel sito del Circolo Pasolini un articolo sull'economia balcanica (ripreso dall'Osservatorio sui Balcani). Leggo della "spinta verso margini di profitto sempre maggiori" che caratterizza la missione delle imprese occidentali in Europa Orientale. Leggo del grande colpevole, il mercato, il capitale, insomma il sistema economico globalizzato. E va bene, lo abbiamo smascherato. Ma credere che dopo il crollo del Muro di Berlino la penetrazione dei capitali stranieri nei Balcani potesse avvenire in modo placido, controllato e regolato da qualche norma internazionale, mi sembra un po' utopico, anzi, com'era? trascendentale. 

Se c'era un mercato da colonizzare senza freni era proprio quello balcanico, dove le regole erano saltate da un bel pezzo. Nell'articolo che ho letto sul sito del Circolo, infatti, non c'è scritto (chiaramente) che nei decenni precedenti all'89 quelle economie erano state drogate dai miti autogestionari e della collettivizzazione forzata. Si volle trasformare i contadini in operai ma quando la grande industria pesante divenne anacronistica quel modello di sviluppo mostrò di essere effimero e incapace di rinnovarsi (ogni operaio conservava il suo pezzo di terra da coltivare nel tempo libero, la metà dei suoi guadagni veniva da lì). 

Economie che non sono in grado di trasformarsi non aspettano altro che "margini di profitto sempre più ampi". Se non li trovano, crollano. Voglio dire, nella Jugoslavia degli anni ottanta sembrava di vivere in una società avanzata, auto, tv e frigorifero, ma in realtà tutti gli indicatori economici erano sballati e negli anni novanta il debito pubblico e l'inflazione hanno galoppato in modo spaventoso. Viene prima la crisi economica dei raptus razzistici, etnici e xenofobi, questo è certo. Insomma per spiegarci i movimenti di lavoratori nella Unione di oggi occorre parlare dei mali di ieri, quando si sognava un decollo che non è mai arrivato. 

Un'altra cosa. Non credo di allontanarmi troppo dal focus della discussione se dico che andrebbe riconsiderato anche il ruolo che stanno giocando alcune multinazionali nella stabilizzazione dell'area balcanica, megaprocessi economici che potrebbero avere ricadute positive sulle questioni di confine, la soluzione dei conflitti in atto (a dicembre si decide la sorte del Kosovo), il destino delle minoranze e della loro mobilità in Europa. I grandi gruppi globali, come Eni e Gazprom, ormai lavorano in modo quasi autonomo dai rispettivi governi. Un progetto strategico come Blu Stream II non è semplicemente un grande affare (e lo so che i firmatari si riempiranno le tasche con qualche milioncino di dollari...), è anche un modo per attutire i conflitti e generare processi (indotti o spontanei) di riconciliazione su scala locale. Ecco, volevo dire questo sul pezzo che ho letto nel sito del Circolo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Leggo nel sito del Circolo Pasolini un articolo sull&#8217;economia balcanica (ripreso dall&#8217;Osservatorio sui Balcani). Leggo della &#8220;spinta verso margini di profitto sempre maggiori&#8221; che caratterizza la missione delle imprese occidentali in Europa Orientale. Leggo del grande colpevole, il mercato, il capitale, insomma il sistema economico globalizzato. E va bene, lo abbiamo smascherato. Ma credere che dopo il crollo del Muro di Berlino la penetrazione dei capitali stranieri nei Balcani potesse avvenire in modo placido, controllato e regolato da qualche norma internazionale, mi sembra un po&#8217; utopico, anzi, com&#8217;era? trascendentale. </p>
<p>Se c&#8217;era un mercato da colonizzare senza freni era proprio quello balcanico, dove le regole erano saltate da un bel pezzo. Nell&#8217;articolo che ho letto sul sito del Circolo, infatti, non c&#8217;è scritto (chiaramente) che nei decenni precedenti all&#8217;89 quelle economie erano state drogate dai miti autogestionari e della collettivizzazione forzata. Si volle trasformare i contadini in operai ma quando la grande industria pesante divenne anacronistica quel modello di sviluppo mostrò di essere effimero e incapace di rinnovarsi (ogni operaio conservava il suo pezzo di terra da coltivare nel tempo libero, la metà dei suoi guadagni veniva da lì). </p>
<p>Economie che non sono in grado di trasformarsi non aspettano altro che &#8220;margini di profitto sempre più ampi&#8221;. Se non li trovano, crollano. Voglio dire, nella Jugoslavia degli anni ottanta sembrava di vivere in una società avanzata, auto, tv e frigorifero, ma in realtà tutti gli indicatori economici erano sballati e negli anni novanta il debito pubblico e l&#8217;inflazione hanno galoppato in modo spaventoso. Viene prima la crisi economica dei raptus razzistici, etnici e xenofobi, questo è certo. Insomma per spiegarci i movimenti di lavoratori nella Unione di oggi occorre parlare dei mali di ieri, quando si sognava un decollo che non è mai arrivato. </p>
<p>Un&#8217;altra cosa. Non credo di allontanarmi troppo dal focus della discussione se dico che andrebbe riconsiderato anche il ruolo che stanno giocando alcune multinazionali nella stabilizzazione dell&#8217;area balcanica, megaprocessi economici che potrebbero avere ricadute positive sulle questioni di confine, la soluzione dei conflitti in atto (a dicembre si decide la sorte del Kosovo), il destino delle minoranze e della loro mobilità in Europa. I grandi gruppi globali, come Eni e Gazprom, ormai lavorano in modo quasi autonomo dai rispettivi governi. Un progetto strategico come Blu Stream II non è semplicemente un grande affare (e lo so che i firmatari si riempiranno le tasche con qualche milioncino di dollari&#8230;), è anche un modo per attutire i conflitti e generare processi (indotti o spontanei) di riconciliazione su scala locale. Ecco, volevo dire questo sul pezzo che ho letto nel sito del Circolo.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: véronique vergé</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/11/02/emilia/#comment-81148</link>
		<dc:creator>véronique vergé</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Nov 2007 14:46:13 +0000</pubDate>
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		<description>Per me, aggiungero più niente, perché il problema non è trattato: il problema della violenza contro le donne. Mi dico che l'omerta riguarda anche un blog come NI. Il nodo del crimine oltrepassa la questione della miseria. Non diro più niente perché non sono italiana (dunque devo fare atto di riserva), non vivo in Italia e mi considero come invitata.
Questa storia tragica commuove molte cose in noi. In ogni modo, non ho pensato questa tragedia come legata alla comunità rom, invece  ha fatto sorgere lo spettro conosciuto della violenza contro le donne.
Rircordate la tragedia di Marie Trintignan in Francia. Si dirà che il motivo è diverso: furto/ passione. Per me è la stessa cosa.
Direi per fare corto che il testo di Helena è bello e vero. Poi, che la verità abita il cuore, la compresione del mondo passa tra questo sguardo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Per me, aggiungero più niente, perché il problema non è trattato: il problema della violenza contro le donne. Mi dico che l&#8217;omerta riguarda anche un blog come NI. Il nodo del crimine oltrepassa la questione della miseria. Non diro più niente perché non sono italiana (dunque devo fare atto di riserva), non vivo in Italia e mi considero come invitata.<br />
Questa storia tragica commuove molte cose in noi. In ogni modo, non ho pensato questa tragedia come legata alla comunità rom, invece  ha fatto sorgere lo spettro conosciuto della violenza contro le donne.<br />
Rircordate la tragedia di Marie Trintignan in Francia. Si dirà che il motivo è diverso: furto/ passione. Per me è la stessa cosa.<br />
Direi per fare corto che il testo di Helena è bello e vero. Poi, che la verità abita il cuore, la compresione del mondo passa tra questo sguardo.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: georgia</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/11/02/emilia/#comment-81141</link>
		<dc:creator>georgia</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Nov 2007 13:11:02 +0000</pubDate>
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		<description>beppe sei buffo :-)

dici: 
&lt;i&gt;Ritengo opportuno se NI lo ritiene si apra un dibattito sui Rom (un dibattito non trascendentale, né metafisico, ma concreto).&lt;/i&gt;

Ma non c'è bisogno di ritenere, ne di ottenere il consenso da NI :-) è chiaro che ogni post in un blog (con commenti aperti) permette l'apertura di un dibattito (i blog esistono soprattutto per questo) se poi il dibattito sia metafisico, trascendentale o concreto (ma cosa vuol dire dibattito concreto?) questo dipenderà dai commenti :-).
Il dibattito è già aperto fin dall'inizio, non te ne sei accorto? altrimenti i commenti del centro pasolini, di marco rovelli, i rimandi al &lt;a href="http://www.ilprimoamore.com/testo_638.html" rel="nofollow"&gt;post di scarpa&lt;/a&gt; su Il primo amore ecc. le risposte intelligenti di helena cosa sarebbero?
geo</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>beppe sei buffo :-)</p>
<p>dici:<br />
<i>Ritengo opportuno se NI lo ritiene si apra un dibattito sui Rom (un dibattito non trascendentale, né metafisico, ma concreto).</i></p>
<p>Ma non c&#8217;è bisogno di ritenere, ne di ottenere il consenso da NI :-) è chiaro che ogni post in un blog (con commenti aperti) permette l&#8217;apertura di un dibattito (i blog esistono soprattutto per questo) se poi il dibattito sia metafisico, trascendentale o concreto (ma cosa vuol dire dibattito concreto?) questo dipenderà dai commenti :-).<br />
Il dibattito è già aperto fin dall&#8217;inizio, non te ne sei accorto? altrimenti i commenti del centro pasolini, di marco rovelli, i rimandi al <a href="http://www.ilprimoamore.com/testo_638.html" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('outclick-comm/www.ilprimoamore.com');" rel="nofollow">post di scarpa</a> su Il primo amore ecc. le risposte intelligenti di helena cosa sarebbero?<br />
geo</p>
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	<item>
		<title>Di: helena</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/11/02/emilia/#comment-81136</link>
		<dc:creator>helena</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Nov 2007 12:19:03 +0000</pubDate>
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		<description>Beppe, ma nell'inciso avevo anche specificato che non volevo censurare i commenti sul testo! Mi sembrava solo che a questo punto una discussione sulla questione rom fosse un occasione da non perdere. Vabbé, comunicare in rete è faticoso, si sa...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Beppe, ma nell&#8217;inciso avevo anche specificato che non volevo censurare i commenti sul testo! Mi sembrava solo che a questo punto una discussione sulla questione rom fosse un occasione da non perdere. Vabbé, comunicare in rete è faticoso, si sa&#8230;</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Beppe</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/11/02/emilia/#comment-81133</link>
		<dc:creator>Beppe</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Nov 2007 11:54:35 +0000</pubDate>
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		<description>Mi associo in pieno a tutto quanto detto nel suo intervento di oggi da marco rovelli.
Non capisco neanch'io la contrapposizione.
Ritengo opportuno se NI lo ritiene si apra un dibattito sui Rom (un dibattito non trascendentale, né metafisico, ma concreto).

@ Helena
il tuo intervento di ieri sera mi sorprende un po'.
Credevo che tu avessi scritto il tuo invervento proprio per poterlo commentare... 
Oggi ho qualche certezza in più
(e qualche dubbio in meno)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Mi associo in pieno a tutto quanto detto nel suo intervento di oggi da marco rovelli.<br />
Non capisco neanch&#8217;io la contrapposizione.<br />
Ritengo opportuno se NI lo ritiene si apra un dibattito sui Rom (un dibattito non trascendentale, né metafisico, ma concreto).</p>
<p>@ Helena<br />
il tuo intervento di ieri sera mi sorprende un po&#8217;.<br />
Credevo che tu avessi scritto il tuo invervento proprio per poterlo commentare&#8230;<br />
Oggi ho qualche certezza in più<br />
(e qualche dubbio in meno)</p>
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	<item>
		<title>Di: véronique vergé</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/11/02/emilia/#comment-81124</link>
		<dc:creator>véronique vergé</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Nov 2007 10:38:43 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2007/11/02/emilia/#comment-81124</guid>
		<description>Mi stupisco che nessuno non vede il legamo tra questo atto e la violenza contro le donne. Mi sembra che il dibatto che leggo attenta, perché tutti i commenti sono intelligenti e propogono punti di vista acuti, forti, non fa apparire il centro del dolore: lo sguardo privo d'amore verso le donne.
 E' tutta la società che deve ricordare il rispetto che un uomo deve a una donna. Non capisco questo silenzio! Si parla della miseria, la miseria tocca prima le donne. Sono rivoltata davanti al destino fatto alle donne ( in particolare quando sono nella miseria).</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Mi stupisco che nessuno non vede il legamo tra questo atto e la violenza contro le donne. Mi sembra che il dibatto che leggo attenta, perché tutti i commenti sono intelligenti e propogono punti di vista acuti, forti, non fa apparire il centro del dolore: lo sguardo privo d&#8217;amore verso le donne.<br />
 E&#8217; tutta la società che deve ricordare il rispetto che un uomo deve a una donna. Non capisco questo silenzio! Si parla della miseria, la miseria tocca prima le donne. Sono rivoltata davanti al destino fatto alle donne ( in particolare quando sono nella miseria).</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Kataweb.it - Blog - Lipperatura di Loredana Lipperini &#187; Blog Archive &#187; QUESTA STORIA&#8230;</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/11/02/emilia/#comment-81122</link>
		<dc:creator>Kataweb.it - Blog - Lipperatura di Loredana Lipperini &#187; Blog Archive &#187; QUESTA STORIA&#8230;</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Nov 2007 10:23:48 +0000</pubDate>
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		<description>[...] la storia di Emilia, raccontata da Helena. Leggete. nessun [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] la storia di Emilia, raccontata da Helena. Leggete. nessun [...]</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: georgia</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/11/02/emilia/#comment-81120</link>
		<dc:creator>georgia</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Nov 2007 10:16:37 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2007/11/02/emilia/#comment-81120</guid>
		<description>Grazie luca dell'articolo sulla repubblica che in effetti fornisce dei rom un'immagine altra che non sia solo lo stereotipo/stoccafisso ormai vigente in Italia.
Alla luce di quest'articolo emilia diventa un essere umano che cerca di salvare un altro essere umano e l'assassino un assassino privo di pensiero, chiuso nel suo io e nella sua zoe, come molti brutali assassini lo sono.
Il racconto di Helena è buono (sarebbe buono perchè helena scrive bene)  ma ha un difetto, già fatto notare: uno scrittore quando scrive un  racconto ha in diritto di inventare, di immaginare (come ha fatto helena con i dialoghi attribuiti ai rom del campo), ma un racconto non può (non deve) essere scritto a caldo come fosse cronaca, altrimenti è altro e come altro può e deve essere criticato se contiene cose di finzione.
Un racconto va scritto quando tuttoè spento come la calce, a caldo è giornalismo e ha altre regole che dovrebbero essere rispettate.
Oggi purtroppo non è tanto che ci siamo abituati alla banalità del male, che, come ci ha insegnato Hannah Arendt, è veramente banale perchè chi lo fa è privo di pensiero (gli effetti del male invece purtroppo non sono banali: sono tragedia, dolore, morte), oggi ci siamo abituati ad un tipo di giornalismo che si permette di inventare e interpretare banalmente (senza pensiero), questo è la vera tragedia della nostra epoca: un giornalismo diventato finzione, che si giustifica con gi alibi del narratore.
geo</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie luca dell&#8217;articolo sulla repubblica che in effetti fornisce dei rom un&#8217;immagine altra che non sia solo lo stereotipo/stoccafisso ormai vigente in Italia.<br />
Alla luce di quest&#8217;articolo emilia diventa un essere umano che cerca di salvare un altro essere umano e l&#8217;assassino un assassino privo di pensiero, chiuso nel suo io e nella sua zoe, come molti brutali assassini lo sono.<br />
Il racconto di Helena è buono (sarebbe buono perchè helena scrive bene)  ma ha un difetto, già fatto notare: uno scrittore quando scrive un  racconto ha in diritto di inventare, di immaginare (come ha fatto helena con i dialoghi attribuiti ai rom del campo), ma un racconto non può (non deve) essere scritto a caldo come fosse cronaca, altrimenti è altro e come altro può e deve essere criticato se contiene cose di finzione.<br />
Un racconto va scritto quando tuttoè spento come la calce, a caldo è giornalismo e ha altre regole che dovrebbero essere rispettate.<br />
Oggi purtroppo non è tanto che ci siamo abituati alla banalità del male, che, come ci ha insegnato Hannah Arendt, è veramente banale perchè chi lo fa è privo di pensiero (gli effetti del male invece purtroppo non sono banali: sono tragedia, dolore, morte), oggi ci siamo abituati ad un tipo di giornalismo che si permette di inventare e interpretare banalmente (senza pensiero), questo è la vera tragedia della nostra epoca: un giornalismo diventato finzione, che si giustifica con gi alibi del narratore.<br />
geo</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: dontyna</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/11/02/emilia/#comment-81119</link>
		<dc:creator>dontyna</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Nov 2007 10:13:48 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2007/11/02/emilia/#comment-81119</guid>
		<description>Complimenti per la lucidità delle tue parole e allo stesso tempo per le emozioni che fai vibrare in chi le legge. E non c'è niente da aggiungere, se non che ti manderò agli amici via e-mail e lascerò il link nel blog. Grazie!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Complimenti per la lucidità delle tue parole e allo stesso tempo per le emozioni che fai vibrare in chi le legge. E non c&#8217;è niente da aggiungere, se non che ti manderò agli amici via e-mail e lascerò il link nel blog. Grazie!</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Luca Carlucci</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/11/02/emilia/#comment-81102</link>
		<dc:creator>Luca Carlucci</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Nov 2007 07:07:31 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2007/11/02/emilia/#comment-81102</guid>
		<description>E adesso, per par condicio, non sarebbe male uno scritto che, dopo l'articolo sulla Stampa, trascenda e spinga "oltre" questo di Repubblica:

http://tinyurl.com/26su7x</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>E adesso, per par condicio, non sarebbe male uno scritto che, dopo l&#8217;articolo sulla Stampa, trascenda e spinga &#8220;oltre&#8221; questo di Repubblica:</p>
<p><a href="http://tinyurl.com/26su7x" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('outclick-comm/tinyurl.com');" rel="nofollow">http://tinyurl.com/26su7x</a></p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: marco rovelli</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/11/02/emilia/#comment-81101</link>
		<dc:creator>marco rovelli</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 04 Nov 2007 23:52:37 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2007/11/02/emilia/#comment-81101</guid>
		<description>L'ultimo intervento del circolo mi spinge a reintervenire. Perché noto una contrapposizione tra letteratura e azione, per dirla alla grossa, che non mi convince. E io non sono un letterato che sta nella classica turris eburnea. Ho sempre fatto politica, attraversando movimenti e associazioni, ho fatto volontariato, con modi e forme sempre diverse, data la mia naturale inquietudine. E attraversando l'Italia per parlare con i migranti, e far testimonianza, ho aiutato persone, concretamente. Qualcuno non è stato rimpatriato, ad esempio, e può permettersi di continuare a vivere. Come la famiglia Stan. Non sono a vantarmene, perché lo considero semplicemente mio dovere. Ma lo dico perché questo punto di vista ho le spalle coperte per dire che non capisco questa contrapposizione che mi pare state facendo. Ovviamente ho il massimo rispetto per il vostro lavoro, questo è talmente scontato che mi vergogno persino a dirlo, credo che tutti vi dobbiamo ringraziare. Ma ho rispetto anche per chi, differentemente da voi, e anche da me, si dedica solo alla sua "scrittura". Alla sua "immaginazione". Da ognuno secondo le sue possibilità. (Ma se vi ho frainteso, come non detto).
Altra cosa, evidentemente, è l'uso strumentale dei Valori, che è lampante nel caso pavese da voi citato. Assolutamente esemplare, direi, delle forme specifiche della nostra illuminata classe politica.
Non posso che rinnovare l'invito di Helena a contribuire al dibattito con uno scritto, non vediamo l'ora di dar luogo alla vostra voce.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;ultimo intervento del circolo mi spinge a reintervenire. Perché noto una contrapposizione tra letteratura e azione, per dirla alla grossa, che non mi convince. E io non sono un letterato che sta nella classica turris eburnea. Ho sempre fatto politica, attraversando movimenti e associazioni, ho fatto volontariato, con modi e forme sempre diverse, data la mia naturale inquietudine. E attraversando l&#8217;Italia per parlare con i migranti, e far testimonianza, ho aiutato persone, concretamente. Qualcuno non è stato rimpatriato, ad esempio, e può permettersi di continuare a vivere. Come la famiglia Stan. Non sono a vantarmene, perché lo considero semplicemente mio dovere. Ma lo dico perché questo punto di vista ho le spalle coperte per dire che non capisco questa contrapposizione che mi pare state facendo. Ovviamente ho il massimo rispetto per il vostro lavoro, questo è talmente scontato che mi vergogno persino a dirlo, credo che tutti vi dobbiamo ringraziare. Ma ho rispetto anche per chi, differentemente da voi, e anche da me, si dedica solo alla sua &#8220;scrittura&#8221;. Alla sua &#8220;immaginazione&#8221;. Da ognuno secondo le sue possibilità. (Ma se vi ho frainteso, come non detto).<br />
Altra cosa, evidentemente, è l&#8217;uso strumentale dei Valori, che è lampante nel caso pavese da voi citato. Assolutamente esemplare, direi, delle forme specifiche della nostra illuminata classe politica.<br />
Non posso che rinnovare l&#8217;invito di Helena a contribuire al dibattito con uno scritto, non vediamo l&#8217;ora di dar luogo alla vostra voce.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: circolo pasolini</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/11/02/emilia/#comment-81099</link>
		<dc:creator>circolo pasolini</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 04 Nov 2007 23:20:57 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2007/11/02/emilia/#comment-81099</guid>
		<description>Mi dispiace che si parli di "bersagli", francamente fuori luogo. Stiamo infatti cercando con tutte le nostre forze di evitare i conflitti indotti scientemente tra comunità, in una società che non è più comunità, e lo facciamo anche in nome della legalità oltre che della civiltà. E lo facciamo considerando anche il momento, i tempi.
Se sta a cuore l'universalismo, a noi preme piuttosto, in questo momento e per il futuro, il cosmopolitismo, che più che con i miti tragici ha a che fare con le esistenze. 
L'argomentazione circa il rispetto dei diritti da parte dei cittadini Rom, be', chi ha più potere (anche istituzionale) sia il primo a garantire i diritti, e non scordi cosa sia la povertà estrema, e non associ il proprio senso del disgusto e della vergogna alla legge. Mi può spiegare come genitori analfabeti e scalzi possano seguire le esatte procedure per iscrivere i loro figli a scuola? Possono farlo senza assistenza? Quella assistenza che è loro negata dalla nostre amministrazioni? E se i bimbi non sono vestiti adeguatamente e non sono puliti, a scuola sono presi in giro e non ci vogliono più andare. E se non hanno un posto decente in cui vivere, non si possono nemmeno lavare. Allora non occorre magari seguirli lungo questo lungo percorso? E chi lo deve fare? 
Chi se ne dovrebbe occupare di richiamare l'attenzione generale su un problema enorme come questo, se non chi ha accesso anche ai media come questo blog, o a luoghi del sapere istituzionale, e ha status e nulla da perdere? Ma a Pavia per esempio non hanno mosso un dito, e speso una parola per il dramma dei Rom, ma hanno grandemente contribuito ad un Festival dei saperi tenutosi a settembre e dedicato a Nuova città-nuova democrazia e diritti, mentre era in corso uno sgombero da brividi. Eppure quegli esimi alla trascendenza tengono moltissimo, anche al "generale". Parlare in generale, intanto, non ha mai fatto male a nessuno, le generalizzazioni invece sì. E quest'ultime non le hanno mai controbattute, pur avendo gli strumenti intellettuali e l'autorità per farlo, e sono state devastanti, fino a portare agli scempi di questi giorni.
Le Raccomadazioni della UE e la carta dei diritti dell'Uomo le abbiano distribuite noi tra i cittadini Rom di Pavia, e le abbiamo lette ai più che non sapevano leggere.
Ciò che come Circolo stiamo facendo è sopperire a una mancanza istituzionale, pur non avendo alcun potere che non sia la convinzione di essere nel giusto quando guardiano all'Umanità senza generalizzazioni, ma avendo un senso "generale" dell'umana esistenza. "Facci essere umani" scriveva Wittgenstein. E' uno sforzo verso l'individuo, fatto di conoscenza e azioni, fatto di statuti etici da osservare e praticare. Fatto di rigore che all'immaginazione non può lasciare molto spazio. Solo all'immaginazione del futuro, che non è quello che stiamo vivendo in questi giorni.

Negli insediamenti come quello di Tor di Quinto ci sono solitamente Rom e Rumeni. Ci sono i poveri estremi. Discriminati anche e soprattutto per questo. 

Alla trascendenza il massimo rispetto, ma domani, la famiglia Stan, attualmente a Pieve Porto Morone, con la trascendenza, sarebbe ancora in mezzo alla strada o in qualche baracca in qualche infima area dismessa. Domani invece porterà i documenti per una casa in affitto ad una agenzia immobiliare. Di certo su questo non ci si potrà scrivere un racconto, ma tra qualche anno, chissà, magari i piccoli Stan, cominciando ad andare a scuola se lo scriveranno da sé il loro romanzo.

In momenti così delicati come quelli di questi giorni, i tempi e i modi di espressione diventano cruciali, per chi se ne avveda, a meno che non si ammetta un'extratemporalità letteraria.

Ringraziamo con questo Nazione Indiana per aver ospitato i nostri commenti.

Irene Campari
Giovanni Giovannetti</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Mi dispiace che si parli di &#8220;bersagli&#8221;, francamente fuori luogo. Stiamo infatti cercando con tutte le nostre forze di evitare i conflitti indotti scientemente tra comunità, in una società che non è più comunità, e lo facciamo anche in nome della legalità oltre che della civiltà. E lo facciamo considerando anche il momento, i tempi.<br />
Se sta a cuore l&#8217;universalismo, a noi preme piuttosto, in questo momento e per il futuro, il cosmopolitismo, che più che con i miti tragici ha a che fare con le esistenze.<br />
L&#8217;argomentazione circa il rispetto dei diritti da parte dei cittadini Rom, be&#8217;, chi ha più potere (anche istituzionale) sia il primo a garantire i diritti, e non scordi cosa sia la povertà estrema, e non associ il proprio senso del disgusto e della vergogna alla legge. Mi può spiegare come genitori analfabeti e scalzi possano seguire le esatte procedure per iscrivere i loro figli a scuola? Possono farlo senza assistenza? Quella assistenza che è loro negata dalla nostre amministrazioni? E se i bimbi non sono vestiti adeguatamente e non sono puliti, a scuola sono presi in giro e non ci vogliono più andare. E se non hanno un posto decente in cui vivere, non si possono nemmeno lavare. Allora non occorre magari seguirli lungo questo lungo percorso? E chi lo deve fare?<br />
Chi se ne dovrebbe occupare di richiamare l&#8217;attenzione generale su un problema enorme come questo, se non chi ha accesso anche ai media come questo blog, o a luoghi del sapere istituzionale, e ha status e nulla da perdere? Ma a Pavia per esempio non hanno mosso un dito, e speso una parola per il dramma dei Rom, ma hanno grandemente contribuito ad un Festival dei saperi tenutosi a settembre e dedicato a Nuova città-nuova democrazia e diritti, mentre era in corso uno sgombero da brividi. Eppure quegli esimi alla trascendenza tengono moltissimo, anche al &#8220;generale&#8221;. Parlare in generale, intanto, non ha mai fatto male a nessuno, le generalizzazioni invece sì. E quest&#8217;ultime non le hanno mai controbattute, pur avendo gli strumenti intellettuali e l&#8217;autorità per farlo, e sono state devastanti, fino a portare agli scempi di questi giorni.<br />
Le Raccomadazioni della UE e la carta dei diritti dell&#8217;Uomo le abbiano distribuite noi tra i cittadini Rom di Pavia, e le abbiamo lette ai più che non sapevano leggere.<br />
Ciò che come Circolo stiamo facendo è sopperire a una mancanza istituzionale, pur non avendo alcun potere che non sia la convinzione di essere nel giusto quando guardiano all&#8217;Umanità senza generalizzazioni, ma avendo un senso &#8220;generale&#8221; dell&#8217;umana esistenza. &#8220;Facci essere umani&#8221; scriveva Wittgenstein. E&#8217; uno sforzo verso l&#8217;individuo, fatto di conoscenza e azioni, fatto di statuti etici da osservare e praticare. Fatto di rigore che all&#8217;immaginazione non può lasciare molto spazio. Solo all&#8217;immaginazione del futuro, che non è quello che stiamo vivendo in questi giorni.</p>
<p>Negli insediamenti come quello di Tor di Quinto ci sono solitamente Rom e Rumeni. Ci sono i poveri estremi. Discriminati anche e soprattutto per questo. </p>
<p>Alla trascendenza il massimo rispetto, ma domani, la famiglia Stan, attualmente a Pieve Porto Morone, con la trascendenza, sarebbe ancora in mezzo alla strada o in qualche baracca in qualche infima area dismessa. Domani invece porterà i documenti per una casa in affitto ad una agenzia immobiliare. Di certo su questo non ci si potrà scrivere un racconto, ma tra qualche anno, chissà, magari i piccoli Stan, cominciando ad andare a scuola se lo scriveranno da sé il loro romanzo.</p>
<p>In momenti così delicati come quelli di questi giorni, i tempi e i modi di espressione diventano cruciali, per chi se ne avveda, a meno che non si ammetta un&#8217;extratemporalità letteraria.</p>
<p>Ringraziamo con questo Nazione Indiana per aver ospitato i nostri commenti.</p>
<p>Irene Campari<br />
Giovanni Giovannetti</p>
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		<title>Di: helena</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/11/02/emilia/#comment-81094</link>
		<dc:creator>helena</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 04 Nov 2007 22:15:59 +0000</pubDate>
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		<description>Scusate un attimo. Perché non facciamo che anzicché ( o oltre che- non voglio affatto essere censoria) parlare della lettura più "giusta" di questo mio pezzo, sfruttiamo l'occasione per parlare di quel che sta succedendo in questo paese agli stranieri e in particolare ai rom?
Perché, al dilà di tutto, Irene e Giovanni del Circolo Pasolini hanno perfettamente ragione a sottolineare una cosa: qui URGE allargare la conoscenza. In questo senso, se volete mandarci un pezzo (o anche farci riportare quelli che pubblicate sul Primo Amore), siete benvenuti.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Scusate un attimo. Perché non facciamo che anzicché ( o oltre che- non voglio affatto essere censoria) parlare della lettura più &#8220;giusta&#8221; di questo mio pezzo, sfruttiamo l&#8217;occasione per parlare di quel che sta succedendo in questo paese agli stranieri e in particolare ai rom?<br />
Perché, al dilà di tutto, Irene e Giovanni del Circolo Pasolini hanno perfettamente ragione a sottolineare una cosa: qui URGE allargare la conoscenza. In questo senso, se volete mandarci un pezzo (o anche farci riportare quelli che pubblicate sul Primo Amore), siete benvenuti.</p>
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