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	<title>Commenti a: Battersea power station</title>
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	<pubDate>Sat, 10 Jan 2009 01:27:46 +0000</pubDate>
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		<title>Di: Dino</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/11/04/battersea-power-station/#comment-81698</link>
		<dc:creator>Dino</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Nov 2007 15:01:26 +0000</pubDate>
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		<description>Sulla scia delle Lettere dalla Capitale (tranne l'ultima) di Sortino sul Crise, sarebbe bello sapervi insieme in certi luoghi della memoria...

complimenti. Dino.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sulla scia delle Lettere dalla Capitale (tranne l&#8217;ultima) di Sortino sul Crise, sarebbe bello sapervi insieme in certi luoghi della memoria&#8230;</p>
<p>complimenti. Dino.</p>
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		<title>Di: beccalossi</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/11/04/battersea-power-station/#comment-81180</link>
		<dc:creator>beccalossi</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Nov 2007 19:39:09 +0000</pubDate>
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		<description>hai detto bene, condivido. Paesaggi della fine. Per questo non li chiamerei post-industriali (erano paesaggi industriali, e tali rimangono: e' l'intorno che e' mutato). 

A costo di essere politicamente scorretto fino all'imbecillità penso che i paesaggi industriali debbano rimanere tali, anche qualora abbandonati e in disuso. 

Non credo nella riconversione industriale, quella delle anime ancora meno. Trasformare un'ex area industriale in un luogo post-industriale (che sia dello shopping, o del sapere, poco importa) per quanto "socialmente ed economicamente utile" lo trovo aberrante, sopratutto per il mio spirito. Vedere convertita in stupida fiera un'ex raffineria come quella di Pero, gioiello dell'architettura di periferia, e per me luogo di culto (dal mio balcone guardavo luccicare i lumi in cima ai camini, e mi si apriva l'infinito leopardiano) è stato un colpo. 

Accetto compagni disposti a incatenarsi ai cancelli degli stabilimenti in disuso, per evitare che vengano trasformati in università, supermercati, centri di sostegno per artisti post-industriali, gallerie d'arte, villaggi olimpici o centri del design made in italy. cazzate.   

Io vorrei che la BPT non venisse toccata mai; e se riempita, solo di cose inanimate (magari reliquie della bellezza, come nel film Children of men). 

Condivido: sono per i luoghi di confine, cortine di una guerra che fu, passata in armistizio senza accorgersene. Li' si, dici bene, gli spiriti abitano, e vi trovi i varchi di montaliana memoria. non c'è scritto sulle guide del touring, ma ne sono certo. 

Visto che abiti dalle mie parti, propongo gita a newcastle sometimes.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>hai detto bene, condivido. Paesaggi della fine. Per questo non li chiamerei post-industriali (erano paesaggi industriali, e tali rimangono: e&#8217; l&#8217;intorno che e&#8217; mutato). </p>
<p>A costo di essere politicamente scorretto fino all&#8217;imbecillità penso che i paesaggi industriali debbano rimanere tali, anche qualora abbandonati e in disuso. </p>
<p>Non credo nella riconversione industriale, quella delle anime ancora meno. Trasformare un&#8217;ex area industriale in un luogo post-industriale (che sia dello shopping, o del sapere, poco importa) per quanto &#8220;socialmente ed economicamente utile&#8221; lo trovo aberrante, sopratutto per il mio spirito. Vedere convertita in stupida fiera un&#8217;ex raffineria come quella di Pero, gioiello dell&#8217;architettura di periferia, e per me luogo di culto (dal mio balcone guardavo luccicare i lumi in cima ai camini, e mi si apriva l&#8217;infinito leopardiano) è stato un colpo. </p>
<p>Accetto compagni disposti a incatenarsi ai cancelli degli stabilimenti in disuso, per evitare che vengano trasformati in università, supermercati, centri di sostegno per artisti post-industriali, gallerie d&#8217;arte, villaggi olimpici o centri del design made in italy. cazzate.   </p>
<p>Io vorrei che la BPT non venisse toccata mai; e se riempita, solo di cose inanimate (magari reliquie della bellezza, come nel film Children of men). </p>
<p>Condivido: sono per i luoghi di confine, cortine di una guerra che fu, passata in armistizio senza accorgersene. Li&#8217; si, dici bene, gli spiriti abitano, e vi trovi i varchi di montaliana memoria. non c&#8217;è scritto sulle guide del touring, ma ne sono certo. </p>
<p>Visto che abiti dalle mie parti, propongo gita a newcastle sometimes.</p>
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		<title>Di: Francesca</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/11/04/battersea-power-station/#comment-81170</link>
		<dc:creator>Francesca</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Nov 2007 18:38:26 +0000</pubDate>
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		<description>Grazie per i vostri commenti e per l'affetto.

@beccalossi - più che le ciminiere in se stesse a me interessano molto quelli che si possono definire paesaggi della fine, quelle terre di nessuno dove la natura e le cose sembrano sostare al limite, pronte per diventare qualcosa d'altro. In questo senso un paesaggio post-industriale è del tutto assimilabile ad un bosco incolto, ostico al passo o ad esempio all'asprezza di certa natura nordica (vedi Caspar Friedrich, che mi piace per gli stessi motivi per cui mi colpisce la BPS), o a cosa devono essere le steppe infinite, quelle dove vagava il pastore di Leopardi. Swedenborg parlava della pratica dei luoghi desolati come i più adatti per l'incontro di spiriti. Yeats lo riprese a meraviglia, adattandolo a certi paesaggi dell'ovest irlandese, tra cui la baia di Rosses, con l'acqua solidificata della bassa marea in inverno. E qui mi fermo perché potrei continuare per righe e righe e righe...

@Luigi, grazie per quest'immagine da Calvino! Penso che si possa leggere molto e amare moltissima letteratura, ma non si smette mai di fare i conti con i libri letti nell'infanzia.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie per i vostri commenti e per l&#8217;affetto.</p>
<p>@beccalossi - più che le ciminiere in se stesse a me interessano molto quelli che si possono definire paesaggi della fine, quelle terre di nessuno dove la natura e le cose sembrano sostare al limite, pronte per diventare qualcosa d&#8217;altro. In questo senso un paesaggio post-industriale è del tutto assimilabile ad un bosco incolto, ostico al passo o ad esempio all&#8217;asprezza di certa natura nordica (vedi Caspar Friedrich, che mi piace per gli stessi motivi per cui mi colpisce la BPS), o a cosa devono essere le steppe infinite, quelle dove vagava il pastore di Leopardi. Swedenborg parlava della pratica dei luoghi desolati come i più adatti per l&#8217;incontro di spiriti. Yeats lo riprese a meraviglia, adattandolo a certi paesaggi dell&#8217;ovest irlandese, tra cui la baia di Rosses, con l&#8217;acqua solidificata della bassa marea in inverno. E qui mi fermo perché potrei continuare per righe e righe e righe&#8230;</p>
<p>@Luigi, grazie per quest&#8217;immagine da Calvino! Penso che si possa leggere molto e amare moltissima letteratura, ma non si smette mai di fare i conti con i libri letti nell&#8217;infanzia.</p>
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		<title>Di: Luigi</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/11/04/battersea-power-station/#comment-81127</link>
		<dc:creator>Luigi</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Nov 2007 10:48:53 +0000</pubDate>
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		<description>Leggendo il tuo racconto m'è venuta su tutta l'angoscia che provai (e riprovo ogni volta, anche oggi) a vedere il Pinocchio di Comencini, con quella colonna sonora che se mi metto a canticchiare in testa, mi viene la pelle d'oca, e la voglia di salire su, sempre più su, in cima, come Cosimo Piovasco...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Leggendo il tuo racconto m&#8217;è venuta su tutta l&#8217;angoscia che provai (e riprovo ogni volta, anche oggi) a vedere il Pinocchio di Comencini, con quella colonna sonora che se mi metto a canticchiare in testa, mi viene la pelle d&#8217;oca, e la voglia di salire su, sempre più su, in cima, come Cosimo Piovasco&#8230;</p>
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		<title>Di: beccalossi</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/11/04/battersea-power-station/#comment-81100</link>
		<dc:creator>beccalossi</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 04 Nov 2007 23:33:24 +0000</pubDate>
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		<description>Ieri ho trovato a colchester una locandina del famoso album dei pink floyd con la battersea power station in copertina, sormontata dal grande maiale. 

ora ce l'ho appesa in camera, a ricordarmi di quanto fosse meglio per l'anima e le narici l'era delle ciminiere. In quest'epoca subprime non so proprio dove sbattere la testa.

Quando mi muovo in bici nell'essex non vado alla ricerca di constable, ma di sironi: di odori di torni, di zinco, di chiatte arenate sul fiume colne in secca, di draghe in disuso laddove francis bacon visse per qualche tempo, e dove un picchetto di minatori protestò contro l'abbattimento dei dazi doganali durante i giorni di margaret tatcher. 

L'europa si è costruita sul carbone, le ciminiere e la coppa uefa. e forse allora eravamo davvero fratelli, senza numero chiuso ma coi turni di notte. L'europa non si è fatta sul gemellaggio degli stock exchange. 

Ormai quando vedo un quadro di sironi piango.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ieri ho trovato a colchester una locandina del famoso album dei pink floyd con la battersea power station in copertina, sormontata dal grande maiale. </p>
<p>ora ce l&#8217;ho appesa in camera, a ricordarmi di quanto fosse meglio per l&#8217;anima e le narici l&#8217;era delle ciminiere. In quest&#8217;epoca subprime non so proprio dove sbattere la testa.</p>
<p>Quando mi muovo in bici nell&#8217;essex non vado alla ricerca di constable, ma di sironi: di odori di torni, di zinco, di chiatte arenate sul fiume colne in secca, di draghe in disuso laddove francis bacon visse per qualche tempo, e dove un picchetto di minatori protestò contro l&#8217;abbattimento dei dazi doganali durante i giorni di margaret tatcher. </p>
<p>L&#8217;europa si è costruita sul carbone, le ciminiere e la coppa uefa. e forse allora eravamo davvero fratelli, senza numero chiuso ma coi turni di notte. L&#8217;europa non si è fatta sul gemellaggio degli stock exchange. </p>
<p>Ormai quando vedo un quadro di sironi piango.</p>
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		<title>Di: Faviv</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/11/04/battersea-power-station/#comment-81096</link>
		<dc:creator>Faviv</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 04 Nov 2007 22:29:37 +0000</pubDate>
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		<description>Come sempre, un grandissimo esempio di scrittura della memoria attraverso il corpo. Francesca, ormai sei una bambina grande.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Come sempre, un grandissimo esempio di scrittura della memoria attraverso il corpo. Francesca, ormai sei una bambina grande.</p>
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	<item>
		<title>Di: nadia agustoni</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/11/04/battersea-power-station/#comment-81056</link>
		<dc:creator>nadia agustoni</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 04 Nov 2007 15:52:06 +0000</pubDate>
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		<description>Complimenti. Cercherò Artico, grazie.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Complimenti. Cercherò Artico, grazie.</p>
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		<title>Di: Cristina</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/11/04/battersea-power-station/#comment-81042</link>
		<dc:creator>Cristina</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 04 Nov 2007 13:58:30 +0000</pubDate>
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		<description>c'è tutta Francesca, qui.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>c&#8217;è tutta Francesca, qui.</p>
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		<title>Di: quello dei limoni</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/11/04/battersea-power-station/#comment-81022</link>
		<dc:creator>quello dei limoni</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 04 Nov 2007 06:53:07 +0000</pubDate>
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		<description>La poliedricità di quest'artista che non delude mai. Consiglio Artico, uscito per Crocetti, che contiene dell'ottima poesia, secondo me.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>La poliedricità di quest&#8217;artista che non delude mai. Consiglio Artico, uscito per Crocetti, che contiene dell&#8217;ottima poesia, secondo me.</p>
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