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	<title>Commenti a: Battersea power station</title>
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		<title>Di: Dino</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/11/04/battersea-power-station/#comment-81698</link>
		<dc:creator>Dino</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Nov 2007 15:01:26 +0000</pubDate>
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		<description>Sulla scia delle Lettere dalla Capitale (tranne l&#039;ultima) di Sortino sul Crise, sarebbe bello sapervi insieme in certi luoghi della memoria...

complimenti. Dino.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sulla scia delle Lettere dalla Capitale (tranne l&#8217;ultima) di Sortino sul Crise, sarebbe bello sapervi insieme in certi luoghi della memoria&#8230;</p>
<p>complimenti. Dino.</p>
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		<title>Di: beccalossi</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/11/04/battersea-power-station/#comment-81180</link>
		<dc:creator>beccalossi</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Nov 2007 19:39:09 +0000</pubDate>
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		<description>hai detto bene, condivido. Paesaggi della fine. Per questo non li chiamerei post-industriali (erano paesaggi industriali, e tali rimangono: e&#039; l&#039;intorno che e&#039; mutato). 

A costo di essere politicamente scorretto fino all&#039;imbecillità penso che i paesaggi industriali debbano rimanere tali, anche qualora abbandonati e in disuso. 

Non credo nella riconversione industriale, quella delle anime ancora meno. Trasformare un&#039;ex area industriale in un luogo post-industriale (che sia dello shopping, o del sapere, poco importa) per quanto &quot;socialmente ed economicamente utile&quot; lo trovo aberrante, sopratutto per il mio spirito. Vedere convertita in stupida fiera un&#039;ex raffineria come quella di Pero, gioiello dell&#039;architettura di periferia, e per me luogo di culto (dal mio balcone guardavo luccicare i lumi in cima ai camini, e mi si apriva l&#039;infinito leopardiano) è stato un colpo. 

Accetto compagni disposti a incatenarsi ai cancelli degli stabilimenti in disuso, per evitare che vengano trasformati in università, supermercati, centri di sostegno per artisti post-industriali, gallerie d&#039;arte, villaggi olimpici o centri del design made in italy. cazzate.   

Io vorrei che la BPT non venisse toccata mai; e se riempita, solo di cose inanimate (magari reliquie della bellezza, come nel film Children of men). 

Condivido: sono per i luoghi di confine, cortine di una guerra che fu, passata in armistizio senza accorgersene. Li&#039; si, dici bene, gli spiriti abitano, e vi trovi i varchi di montaliana memoria. non c&#039;è scritto sulle guide del touring, ma ne sono certo. 

Visto che abiti dalle mie parti, propongo gita a newcastle sometimes.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>hai detto bene, condivido. Paesaggi della fine. Per questo non li chiamerei post-industriali (erano paesaggi industriali, e tali rimangono: e&#8217; l&#8217;intorno che e&#8217; mutato). </p>
<p>A costo di essere politicamente scorretto fino all&#8217;imbecillità penso che i paesaggi industriali debbano rimanere tali, anche qualora abbandonati e in disuso. </p>
<p>Non credo nella riconversione industriale, quella delle anime ancora meno. Trasformare un&#8217;ex area industriale in un luogo post-industriale (che sia dello shopping, o del sapere, poco importa) per quanto &#8220;socialmente ed economicamente utile&#8221; lo trovo aberrante, sopratutto per il mio spirito. Vedere convertita in stupida fiera un&#8217;ex raffineria come quella di Pero, gioiello dell&#8217;architettura di periferia, e per me luogo di culto (dal mio balcone guardavo luccicare i lumi in cima ai camini, e mi si apriva l&#8217;infinito leopardiano) è stato un colpo. </p>
<p>Accetto compagni disposti a incatenarsi ai cancelli degli stabilimenti in disuso, per evitare che vengano trasformati in università, supermercati, centri di sostegno per artisti post-industriali, gallerie d&#8217;arte, villaggi olimpici o centri del design made in italy. cazzate.   </p>
<p>Io vorrei che la BPT non venisse toccata mai; e se riempita, solo di cose inanimate (magari reliquie della bellezza, come nel film Children of men). </p>
<p>Condivido: sono per i luoghi di confine, cortine di una guerra che fu, passata in armistizio senza accorgersene. Li&#8217; si, dici bene, gli spiriti abitano, e vi trovi i varchi di montaliana memoria. non c&#8217;è scritto sulle guide del touring, ma ne sono certo. </p>
<p>Visto che abiti dalle mie parti, propongo gita a newcastle sometimes.</p>
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		<title>Di: Francesca</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/11/04/battersea-power-station/#comment-81170</link>
		<dc:creator>Francesca</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Nov 2007 18:38:26 +0000</pubDate>
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		<description>Grazie per i vostri commenti e per l&#039;affetto.

@beccalossi - più che le ciminiere in se stesse a me interessano molto quelli che si possono definire paesaggi della fine, quelle terre di nessuno dove la natura e le cose sembrano sostare al limite, pronte per diventare qualcosa d&#039;altro. In questo senso un paesaggio post-industriale è del tutto assimilabile ad un bosco incolto, ostico al passo o ad esempio all&#039;asprezza di certa natura nordica (vedi Caspar Friedrich, che mi piace per gli stessi motivi per cui mi colpisce la BPS), o a cosa devono essere le steppe infinite, quelle dove vagava il pastore di Leopardi. Swedenborg parlava della pratica dei luoghi desolati come i più adatti per l&#039;incontro di spiriti. Yeats lo riprese a meraviglia, adattandolo a certi paesaggi dell&#039;ovest irlandese, tra cui la baia di Rosses, con l&#039;acqua solidificata della bassa marea in inverno. E qui mi fermo perché potrei continuare per righe e righe e righe...

@Luigi, grazie per quest&#039;immagine da Calvino! Penso che si possa leggere molto e amare moltissima letteratura, ma non si smette mai di fare i conti con i libri letti nell&#039;infanzia.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie per i vostri commenti e per l&#8217;affetto.</p>
<p>@beccalossi &#8211; più che le ciminiere in se stesse a me interessano molto quelli che si possono definire paesaggi della fine, quelle terre di nessuno dove la natura e le cose sembrano sostare al limite, pronte per diventare qualcosa d&#8217;altro. In questo senso un paesaggio post-industriale è del tutto assimilabile ad un bosco incolto, ostico al passo o ad esempio all&#8217;asprezza di certa natura nordica (vedi Caspar Friedrich, che mi piace per gli stessi motivi per cui mi colpisce la BPS), o a cosa devono essere le steppe infinite, quelle dove vagava il pastore di Leopardi. Swedenborg parlava della pratica dei luoghi desolati come i più adatti per l&#8217;incontro di spiriti. Yeats lo riprese a meraviglia, adattandolo a certi paesaggi dell&#8217;ovest irlandese, tra cui la baia di Rosses, con l&#8217;acqua solidificata della bassa marea in inverno. E qui mi fermo perché potrei continuare per righe e righe e righe&#8230;</p>
<p>@Luigi, grazie per quest&#8217;immagine da Calvino! Penso che si possa leggere molto e amare moltissima letteratura, ma non si smette mai di fare i conti con i libri letti nell&#8217;infanzia.</p>
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		<title>Di: Luigi</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/11/04/battersea-power-station/#comment-81127</link>
		<dc:creator>Luigi</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Nov 2007 10:48:53 +0000</pubDate>
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		<description>Leggendo il tuo racconto m&#039;è venuta su tutta l&#039;angoscia che provai (e riprovo ogni volta, anche oggi) a vedere il Pinocchio di Comencini, con quella colonna sonora che se mi metto a canticchiare in testa, mi viene la pelle d&#039;oca, e la voglia di salire su, sempre più su, in cima, come Cosimo Piovasco...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Leggendo il tuo racconto m&#8217;è venuta su tutta l&#8217;angoscia che provai (e riprovo ogni volta, anche oggi) a vedere il Pinocchio di Comencini, con quella colonna sonora che se mi metto a canticchiare in testa, mi viene la pelle d&#8217;oca, e la voglia di salire su, sempre più su, in cima, come Cosimo Piovasco&#8230;</p>
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		<title>Di: beccalossi</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/11/04/battersea-power-station/#comment-81100</link>
		<dc:creator>beccalossi</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 04 Nov 2007 23:33:24 +0000</pubDate>
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		<description>Ieri ho trovato a colchester una locandina del famoso album dei pink floyd con la battersea power station in copertina, sormontata dal grande maiale. 

ora ce l&#039;ho appesa in camera, a ricordarmi di quanto fosse meglio per l&#039;anima e le narici l&#039;era delle ciminiere. In quest&#039;epoca subprime non so proprio dove sbattere la testa.

Quando mi muovo in bici nell&#039;essex non vado alla ricerca di constable, ma di sironi: di odori di torni, di zinco, di chiatte arenate sul fiume colne in secca, di draghe in disuso laddove francis bacon visse per qualche tempo, e dove un picchetto di minatori protestò contro l&#039;abbattimento dei dazi doganali durante i giorni di margaret tatcher. 

L&#039;europa si è costruita sul carbone, le ciminiere e la coppa uefa. e forse allora eravamo davvero fratelli, senza numero chiuso ma coi turni di notte. L&#039;europa non si è fatta sul gemellaggio degli stock exchange. 

Ormai quando vedo un quadro di sironi piango.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ieri ho trovato a colchester una locandina del famoso album dei pink floyd con la battersea power station in copertina, sormontata dal grande maiale. </p>
<p>ora ce l&#8217;ho appesa in camera, a ricordarmi di quanto fosse meglio per l&#8217;anima e le narici l&#8217;era delle ciminiere. In quest&#8217;epoca subprime non so proprio dove sbattere la testa.</p>
<p>Quando mi muovo in bici nell&#8217;essex non vado alla ricerca di constable, ma di sironi: di odori di torni, di zinco, di chiatte arenate sul fiume colne in secca, di draghe in disuso laddove francis bacon visse per qualche tempo, e dove un picchetto di minatori protestò contro l&#8217;abbattimento dei dazi doganali durante i giorni di margaret tatcher. </p>
<p>L&#8217;europa si è costruita sul carbone, le ciminiere e la coppa uefa. e forse allora eravamo davvero fratelli, senza numero chiuso ma coi turni di notte. L&#8217;europa non si è fatta sul gemellaggio degli stock exchange. </p>
<p>Ormai quando vedo un quadro di sironi piango.</p>
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		<title>Di: Faviv</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/11/04/battersea-power-station/#comment-81096</link>
		<dc:creator>Faviv</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 04 Nov 2007 22:29:37 +0000</pubDate>
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		<description>Come sempre, un grandissimo esempio di scrittura della memoria attraverso il corpo. Francesca, ormai sei una bambina grande.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Come sempre, un grandissimo esempio di scrittura della memoria attraverso il corpo. Francesca, ormai sei una bambina grande.</p>
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	<item>
		<title>Di: nadia agustoni</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/11/04/battersea-power-station/#comment-81056</link>
		<dc:creator>nadia agustoni</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 04 Nov 2007 15:52:06 +0000</pubDate>
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		<description>Complimenti. Cercherò Artico, grazie.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Complimenti. Cercherò Artico, grazie.</p>
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		<title>Di: Cristina</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/11/04/battersea-power-station/#comment-81042</link>
		<dc:creator>Cristina</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 04 Nov 2007 13:58:30 +0000</pubDate>
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		<description>c&#039;è tutta Francesca, qui.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>c&#8217;è tutta Francesca, qui.</p>
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		<title>Di: quello dei limoni</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/11/04/battersea-power-station/#comment-81022</link>
		<dc:creator>quello dei limoni</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 04 Nov 2007 06:53:07 +0000</pubDate>
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		<description>La poliedricità di quest&#039;artista che non delude mai. Consiglio Artico, uscito per Crocetti, che contiene dell&#039;ottima poesia, secondo me.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>La poliedricità di quest&#8217;artista che non delude mai. Consiglio Artico, uscito per Crocetti, che contiene dell&#8217;ottima poesia, secondo me.</p>
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